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Cybersecurity: cosa ci aspetta nel 2019

Eset, il principale produttore di software per la sicurezza digitale in Europa, ha rilasciato come ogni anno i risultati della sua ricerca sui trend che domineranno la sfera della Sicurezza Informatica nel 2019.

Il report “Cybersecurity trends 2019: privacy and intrusion in the global village” delinea una panorama complesso,che vede i riflettori puntati sulla protezione (e le sua falle) dei dati sul web ma anche sui casi di cryptomining sempre più sofisticati e sui sistemi di engineering intelligenti sviluppati dai cybercriminali.

Vediamo per punti cosa ci aspetta quest’anno in fatto di Cybersecurity.

lucchetto bianco dentro ad un cerchio illuminato davanti a codici informatici in ombra

lucchetto bianco dentro ad un cerchio illuminato davanti a codici informatici in ombra

Il 2019 della Sicurezza Informatica

Boom del Cryptomining

Il 2018 ha visto un boom del cosiddetto Cryptomining o Cryptojacking, ovvero la produzione illegale di criptovaluta tramite l’utilizzo di software malevoli che sfruttano i computer di persone o aziende ignare.

Questo cyber crimine si è attestato come il più pericoloso dello scorso anno, vedendo un aumento del 956% e il raddoppio delle organizzazioni colpite nella solo prima metà del 2018, con un guadagno stimato per i cyberjacks di circa 2,5 miliardi di dolori.

Il Cryptomining ha dominato il panorama mediatico mettendo in ombra il cosiddetto ransomware, che è un tipo di malware che limita l’accesso al dispositivo che infetta, richiedendo un riscatto (ransom in Inglese) da pagare per rimuovere la limitazione; in effetti i casi di quest’ultima azione illegale sembrano nettamente in calo. Al contrario, ci si aspetta una continua impennata del Cryptojacking nel 2019.

I cybercriminali si evolvono: usano la Machine Learning e il Social Engineering

Pare che nel 2019 i cybercriminali utilizzeranno di più le tecniche dell’automazione e dell’apprendimento automatico. Il loro obiettivo è quello di raccogliere un maggior numero di dati da utilizzare per avviare campagne di social engineering più personalizzate e sofisticate.

È improbabile che questi truffatori informatici entrino in possesso dei dettagliati database delle grandi piattaforme di e-commerce che tracciano le abitudini di acquisto degli utenti. Potrebbero però utilizzare dei tracker web per seguire le abitudini di navigazione delle vittime o raccogliere informazioni dai broker di dati, cioè fra chi li scambia e rivende intermediando fra le piattaforme digitali, a scopo di profilazione.

Il pericolo si insinua nell’Internet delle Cose

Negli scorsi anni si è visto un crescendo di casi di attacchi ai dispositivi connessi ad Internet che ci supportano nella vita di tutti i giorni. Infatti, se l’usabilità e la comodità che questi dispositivi offrono è innegabile, è purtroppo anche vero che possono anche costituire una porta aperta attraverso la quale le minacce possono entrare.

La crescita costante del cosiddetto Internet of Things nel mondo, potrebbe indurre i cybercriminali a colpire con più decisione e frequenza i dispositivi intelligenti e gli assistenti di domotica. Ancora una volta, l’obiettivo sarà sfruttarli per creare delle vere e proprie reti dedicate al cryptomining o semplicemente per il furto di dati sensibili.

Purtroppo è improbabile che vedremo una soluzione a questo problema durante il 2019; nel frattempo, i produttori dovranno impegnarsi per implementare i livelli di sicurezza all’interno dei loro dispositivi.

furto di dati personali

uomo che tende un braccio bucando lo schermo di un computer per rubare una cartella di dati personali in un ufficio

Il problema della Privacy e i sentori di una regolamentazione mondiale

Nel 2018 gli scandali sulla diffusione dei dati (dal celeberrimo caso Cambridge Analytica all’ultimo caso italiano di Collection #1) hanno minato la fiducia degli navigatori del web in generale, ma in particolare quella degli utenti dei Social Network. Secondo i ricercatori di Eset è addirittura probabile che gli utenti nel 2019 ricercheranno alternative alle piattaforme attualmente più utilizzate.

Sulla scia del clamore suscitato dal problema della Privacy e soprattutto dopo l’introduzione in Europa del Gdpr, Eset nota che modelli simili di legislazione cominciano ad apparire in California, Brasile e Giappone. L’attenzione alla protezione i dati e la garanzia di riservatezza delle informazioni sensibili è oggi una questione di priorità globale e sicuramente incoraggerà l’introduzione in tutto il mondo di leggi contenenti più garanzie nei confronti degli utenti.

Vista la centralità dei dati nel panorama attuale, la capacità di gestirne la protezione potrebbe dunque decidere quali società supereranno indenni questo 2019.

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Fattura Elettronica omessa o tardiva: le Sanzioni

Con l’entrata in vigore dell’obbligo di Fatturazione Elettronica dal 1 gennaio 2019, sono state stabilite anche le sanzioni per chi ne omette l’emissione o la trasmissione o la rilascia dopo i termini stabiliti dalla Legge.

Per quanto riguarda l’inadempimento della nuova normativa, si può fare una distinzione delle conseguenze a cui va incontro il responsabile, fra violazioni formali e violazioni sostanziali secondo quanto stabilito dalla circolare del Dipartimento delle Finanze n. 180 del 10 luglio 1998:

  • Le prime vengono definite così perché non compromettono le azioni di controllo fiscale  in quanto non vengono inficiate la determinazione della base imponibile o il versamento dell’imposta e dell’IVA
  • Le seconde invece danneggiano l’Erario a causa di un cambiamento dei termini o dell’entità dell’imposta da pagare

Ecco dunque un riepilogo della regolamentazione stabilita dal D.L. 119/2018, collegato alla Legge di Bilancio 2019, e quali sono le sanzioni previste.

mano tesa che regge monete impilate con sopra un altro mano che aggiunge monete sopra un tavolo con altre monete poggiate

mano tesa che regge monete impilate con sopra un altro mano che aggiunge monete sopra un tavolo con altre monete poggiate

Cosa succede se non si emette la Fattura Elettronica

Si ricorda che l’emissione della Fattura in modalità cartacea non è più ritenuta valida. Nello specifico, l’art. 1 comma 6 del D.Lgs. 127/2015 prevede che quando la fattura viene emessa con modalità diverse da quella elettronica, il documento viene considerato come non emesso e si applicano le sanzioni previste dall’art. 6 del D.lgs. 471/1997 che per le operazioni imponibili vanno dal 90% al 180% con un minimo di € 250,00.

Se invece la violazione non incide sulla corretta liquidazione del tributo (in caso di operazioni non imponibili o esenti dunque), la sanzione è ridotta e prevede un importo tra il 5% e il 10% del corrispettivo dovuto, che va da un minimo di € 250,00 ad un massimo di  € 2.000.

Anche nel caso in cui la fattura elettronica sia stata compilata erroneamente e venga dunque scartata dal SDI per mancato superamento della fase di controllo, la fattura si considererà non emessa. Il soggetto trasmittente riceverà una avviso di scarto entro 5 giorni e sarà necessario procedere con un nuovo invio della fattura corretta.

uomo con in mano una penna con sotto un foglio con dei bilanci finanziari e vicino una calcolatrice

uomo con in mano una penna con sotto un foglio con dei bilanci finanziari e vicino una calcolatrice

Le proroghe previste per l’eliminazione o la riduzione delle sanzioni

Il D.L. 119 del 23 ottobre 2018 ha previsto delle proroghe per l’entrata in vigore definitiva ed incontestabile della normativa per il primo semestre del 2019. Questo per agevolare gli operatori economici e dar loro tempo di adeguarsi alla nuova normativa; in particolare:

  • Fino al 30 giugno 2019:
    •  non vengono applicate le sanzioni  al contribuente qualora egli emetta la fattura elettronica oltre il termine stabilito dalla legge (entro 15 giorni per i contribuenti mensili, entro il 15 del secondo mese successivo al trimestre per i trimestrali) ma, comunque entro il termine per l’effettuazione della liquidazione IVA relativa al periodo di riferimento (mensile o trimestrale);
    • è prevista invece una sanzione ridotta al solo 20% di quella effettiva (quindi con uno sconto dell’80%), quando la fattura viene emessa tardivamente e va ad inficiare sul calcolo della liquidazione periodica del mese o trimestre successivo a quello di competenza;
  • Dal 1° luglio 2019 i termini di emissione e successiva trasmissione della fattura elettronica al Sistema di Interscambio saranno pari a 10 giorni dal momento di effettuazione dell’operazione con l’obbligo di specificare nel documento la data in cui è stata effettuata l’operazione, se diversa dalla data di emissione.

Se il cessionario/committente sbaglia a detrarre l’imposta 

Le attenuazioni previste dalla norma si applicano anche ai casi in cui il cessionario/committente abbia acquistato beni o servizi senza che sia stata emessa fattura, ovvero non abbia proceduto alla sua regolarizzazione tramite la detrazione dell’imposta. Non verranno infatti applicate sanzioni se il soggetto provvederà a rimediare all’omissione entro i termini della propria liquidazione IVA periodica. In caso di mancata regolarizzazione entro il termine della liquidazione IVA periodica, sarà soggetto ad una sanzione del 20%.

In quest’ultimo caso il cessionario/committente, al fine di regolarizzare la propria posizione, dovrà entro 4 mesi dalla data di effettuazione dell’operazione, trasmettere un’autofattura al Sistema di Interscambio utilizzando il codice TD20 da indicare nel campo “Tipo Documento”, evitando quindi di presentare l’autofattura direttamente all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

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I Marketing Trends da seguire nel 2019

Ad inizio anno, cerchiamo di dare uno sguardo d’insieme a quelli che vengono definiti Marketing Trends, ovvero le tendenze che andranno per la maggiore (e che converrà seguire) nel panorama del Social Media Marketing nel 2019.

Secondo Hootsuite, questo è un anno entusiasmante per lavorare nel campo dei Social Media perché tante sfide e nuovi strumenti mettono alla prova i brand che cercano di pianificare una buona strategia di Marketing. In particolare, nella sua consueta indagine svolta su un largo campione di aziende, sono venuti fuori 5 media trends principali:

  1. Ricostruire la fiducia degli utenti dopo gli scandali del 2018 sulla diffusione dei dati
  2. Puntare sulle Stories, ovvero le aziende si dedicheranno di più alla realizzazione dei video di Instagram visibili per 24 ore per implementare le proprie strategie
  3. Eliminare il gap pubblicitario: Sempre più aziende stanno accantonando i contenuti organici in favore di contenuti a pagamento
  4. Puntare sul social commerce: molte aziende opteranno per inserire più possibilità di social commerce sulle varie piattaforme di Social Network
  5. I messaggi dominano il mondo: Le aziende, soprattutto le app, stanno implementando servizi di messaggistica interna (Come ha recentemente fatto Google Maps)

Vediamo adesso nello specifico 3 macro-aree di tendenza che vi consigliamo di tenere a mente nel pianificare la vostra strategia sui social.

Strategia: scacchiera in penombra con pedine bianche e nere in posizione iniziale

La nuova era dei Dati

Abbiamo anticipato con la lista di trend di Hootsuite come i brand siano consapevoli di dover ricostruire la fiducia degli utenti andata persa nel corso del 2018 a causa dello scandalo Cambridge Analytica e ad altri casi eclatanti di furto di dati. Molte aziende cercheranno di dimostrare un cambio di rotta netto mettendo in atto la trasparenza dei dati e aumentando la loro data maturity.

Con l’obiettivo di “mostrare il proprio lato umano”,  i brand sui social cercheranno di integrare maggiormente le PR (Pubblic Relation) nelle strategie di Marketing, per personalizzare le offerte per i propri utenti.

Un’altra questione che vedrà i dati protagonisti è la loro misurazione: molte aziende implementeranno la loro attenzione sul ROI per avere un migliore controllo delle proprie mosse di marketing ed ottimizzare così il budget, da investire sulle attività più rilevanti.

smartphone con schermata Social con sotto foto di utenti, poggiato sulla tastiera di un computer, tutto sui toni del blu

smartphone con schermata Social con sotto foto di utenti, poggiato sulla tastiera di un computer, tutto sui toni del blu

La predominanza della tecnologia

Il 2019 sarà un anno dominato dall’entrata prepotente e dominante delle tecnologie di ultima generazione nella definizione delle strategie di marketing social e non. Oltre a dare particolare lustro alle Stories,come anticipato da Hootsuite, le aziende avranno a che fare con botmachine learningAIrealtà aumentata e realtà virtuale.

Le applicazioni di queste innovative tecnologie sono moltissime. Si pensi che si è iniziato a parlare di virtual influencer: si tratta di soggetti virtuali che postano, interagiscono con la community e sono selezionati dai brand come fossero veri influencer, ma che a differenza degli influencer in carne e ossa non richiedono di stipulare contratti!

La società dell’adorazione del sé

Quest’anno la cosiddetta Generazione Instagram dominerà il modo di fare marketing in modo decisivo. Il nuovo consumatore, infatti, svolge sempre più spesso l’intero processo di acquisto direttamente dentro ai Social Network. Via libera dunque a Nano e Mini Influencer e a strategie di content curation.

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App Store: nel 2019 si potranno regalare gli acquisti in-app

Sul finire del 2018, il sito MacRumors.com (un raccoglitore di informazioni riguardanti Mac e Apple) ha diffuso la notizia che Apple ha modificato le sue linee guida in relazione a ciò che gli sviluppatori esterni possono pubblicare all’interno dell’App Store.

Sembrerebbe che da quest’anno sarà possibile regalare oggetti/servizi digitali all’interno delle App per iOS. Esempi di questi acquisti in-app sono abbonamenti a servizi di streaming, valute virtuali, ma anche mosse speciali o travestimenti particolari nei giochi free-to-play che li prevedono.

pila di banconote rilegate con una fascetta a cui sono appoggiati una fascetta di 100 dollari e un I-Phone acceso su sfondo grigio scuro

pila di banconote rilegate con una fascetta a cui sono appoggiati una fascetta di 100 dollari e un I-Phone acceso su sfondo grigio scuro

Le Modifiche alle linee guida

Fino ad ora, per gli utenti era possibile regalare intere App a pagamento ad altri utenti con lo stesso sistema operativo. Era invece espressamente negata dalle linee guida Apple la possibilità per le app stesse di proporre un servizio di interscambio di oggetti digitali tra gli utenti.

Secondo quanto riferito da Mac Rumors, tale punto delle linee guida è stato trasformato in “Le app possono consentire la donazione di articoli idonei per l’acquisto in-app ad altri. Tali regali possono essere rimborsati solo all’acquirente originale e non possono essere scambiati”. Perciò, a patto che avvenga un pagamento da parte del donatore ‒ dunque niente scambi di favore gratuiti‒, sarà possibile regalare ad altri utenti tutto ciò che dentro le app è considerato come acquisto separato rispetto al costo iniziale (se previsto al momento del download da App Store).

mani di ragazza che digitano una tastiera di un computer acceso su una pagina di e-commerce, tutto poggiato su una scrivania con diversi articoli di cancelleria per fare pacchetti regalo

mani di ragazza che digitano una tastiera di un computer acceso su una pagina di e-commerce, tutto poggiato su una scrivania con diversi articoli di cancelleria per fare pacchetti regalo

Cosa succederà ora?

Certo è che nei nostri smartphone Apple di questa nuova funzionalità ancora non c’è traccia. Ciò, è evidente, non per colpa del sistema operativo iOS o di un aggiornamento che avete mancato dell’App Store, ma perché gli sviluppatori non hanno ancora recepito e colto al volo questa opportunità. Ci vorrà infatti del tempo prima che le app vengano aggiornate dai loro sviluppatori sia lato sistema, sia lato grafico, per mostrare questa nuova funzione.

Vista la grande opportunità, non è da escludere inoltre che Apple stessa stia progettando di integrare al suo negozio digitale un’apposita sezione per acquistare gli oggetti digitali solitamente presenti solo dentro alle app.

Insomma, da quest’anno sarà possibile fare tanti regali virtuali in più!

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Come cambierà il Web nel 2019

Il nuovo anno appena iniziato, per il World Wide Web, si apre con un retaggio degli anni passati abbastanza pesante.

Dagli scandali legati alla diffusione dei dati degli utenti , al cambiamento della legge sulla privacy, alla sempre più massiccia disinformazione che circola sul web (quelle che erroneamente ma più comunemente chiamiamo Fake News), il mondo di Internet sembra sia andato a scontrarsi proprio contro i pericoli intrinsechi che la sua natura prospettava.

Il Web, che è costruito e plasmato dagli internauti che lo navigano, è parte integrante, se non dominante, della società contemporanea e va a coinvolgere i paradigmi della politica, dell’economia e persino dell’etica. Il 2019 si apre dunque su un panorama vasto e piuttosto burrascoso e siamo tutti curiosi di vedere come accoglierà le novità o sarà scenario delle evoluzioni già in corso.

schermo azzurro, blu e bianco con icone di internet

schermo azzurro, blu e bianco con icone di internet

Facebook e gli altri casi di diffusione dei dati

Negli anni scorsi, l’azienda di Mark Zuckerberg è stata investita dallo scandalo di Cambridge Analytica, ormai ampiamente sdoganato e pesante come un grande macigno sulle spalle di Facebook. Per fare un esempio, nel 2018 il Regno Unito ha multato l’azienda di Menlo Park con una cifra di 500.000 sterline per il suo coinvolgimento nella vicenda, che per quanto nei conti della società risultino poco più che spiccioli, danno un chiaro segnale di come i governi si siano intromessi (o meglio, dovuti intromettere) negli affari del Social Network.

Guardando oltre il campo d’azione strettamente di competenza di Facebook, però, nel 2018 ci sono stati altri casi di problemi con la diffusione dei dati degli utenti. Sullo scadere dell’anno un’inchiesta di Privacy International, l’organizzazione britannica che difende i diritti dei cittadini digitali, ha portato alla luce l’attività di almeno 7 data broker che, alla guida di aziende pressoché sconosciute, hanno rubato e monetizzato un’enorme quantità di dati sugli utenti a scopi commerciali.

Cybersecurity

Il 2018 è stato un anno nero per la sicurezza informatica, tanto da poter essere definito l'”anno dei data breach“. Diversi attacchi di hacker, ma anche strutture di protezione fallaci e disattenzione da parte di chi ha la responsabilità di controllo, hanno messo a repentaglio i dati di molte persone. Oltre al celebre caso di Facebook, si ricorda il caso della catena di hotel Marriot, quello di Quora, di Google+ e molti altri ancora.

Si prospetta dunque un 2019 abbastanza cupo in fatto di cybersecurity, in quanto i numerosi casi scatenatisi hanno acceso i riflettori sull’argomento e, si spera, risvegliato l’attenzione della politica e dei Governi. L’Australia per prima, ad esempio, ha proposto una legge molto controversa che fa la guerra alla crittografia sul web.

Schermo nero con scritta "security" azzurra con manina bianca che la clicca

Schermo nero con scritta “security” azzurra con manina bianca che la clicca

Unione Europea: nuova normativa sulla privacy e sul copyright

Il 2018 ha visto anche alcune novità per l’Europa in fatto di legislazione del Web. Innanzitutto, c’è stata l’introduzione della General data protection regulation (Gdpr) in tutti i paesi dell’Unione e durante il 2019 potremo avere delle risposte più chiare riguardo l’efficacia di questa iniziativa.

Inoltre, di grande interesse per il 2019 c’è l’esito della discussione sulla direttiva UE sul copyright, introdotta nel settembre scorso ma ora al varo di Commissione Europea, Consiglio delle Nazioni e Parlamento che dovrebbero trovare un accordo per scrivere il testo definitivo da sottoporre a voto finale. La direttiva è già andata incontro a diverse critiche, una su tutta quella mossa da Wikipedia, che si scaglia contro la link tax e gli upload filter.

La fine della Net Neutrality negli Stati Uniti

Una decisione della la Federal communications commission (Fcc) statunitense ha posto fine a quella che si definisce Net Neutrality, ovvero il principio secondo il quale tutti i dati devono essere trattati allo stesso modo e non si possono creare delle “linee preferenziali” per determinati servizi, discriminando la velocità di altri.

Questo provvedimento ha ovviamente scatenato l’ira di molti, che stanno provando a cambiare le cose. Dall’esterno, gli stakeholder provano a convincere il Congresso a intervenire utilizzando lo strumento legale del Congressional Review Act (Cra), mentre il Senato ha già varato una legge a favore della Net Neutrality nel maggio scorso. Certo, con il clima burrascoso che gravita attorno alla Casa Bianca in questo periodo, le cose potrebbero non essere così facili.

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Google Maps: arrivano i messaggi per negozi e aziende

Gli utenti di Google Maps da sempre utilizzano primariamente l’app per avere informazioni su come raggiungere fisicamente luoghi sparsi sul Globo Terrestre. Col tempo però, la piattaforma è diventata un vero e proprio prontuario per scoprire giorni e orari di apertura, dati di contatto nonché le recensioni dei clienti di negozi e aziende individuabili sulle mappe.

Tuttavia, per entrare in contatto con un’attività commerciale fino ad oggi era sempre stato necessario abbandonare l’app per affidarsi a servizi di messaggistica esterna. Da oggi, Google risolve questa disfunzione, integrando dentro Maps una piccola piattaforma di messaggistica che servirà agli utenti per richiedere informazioni direttamente ai gestori delle strutture.

La novità era stata anticipata dall’azienda di Mountain view nei mesi scorsi ma fino ad oggi era stata fatta provare in versione beta solo in alcuni paesi. Adesso il servizio sembra confermato e in arrivo a breve sugli smartphone  con sistemi Android e iOS.

Smartphone da cui escono in modo scomposto molte lettere colorate

Smartphone da cui escono in modo scomposto molte lettere colorate

Messaggistica di Google Maps: guida per gli utenti

La nuova funzione di messaggistica figurerà nell’App con la dicitura “Messaggi” e verrà inserita nel menù a tendina che compare sulla sinistra dello schermo, sia su smartphone che su PC, quando si clicca sulla localizzazione di un’attività commerciale sulla mappa.

Pare che per avviare la conversazione, per gli utenti sarà sufficiente fare swype da sinistra verso destra. Cliccando invece sull’icona “Messaggi”, si aprirà una sorta di storico delle conversazioni in cui l’utente potrà visualizzare tutte le comunicazioni intercorse con l’attività commerciale.

La nuova sezione di Google Maps non avrà quindi l’aspetto di una piattaforma di messaggistica istantanea, come del resto non ne ha lo scopo. Infatti, poiché i messaggi scambiati con negozi e aziende saranno di natura tecnica e informativa, si presume che le persone usufruiscano di questa funzionalità prima, o comunque in differita, rispetto all’uso di Maps come navigatore. “Messaggi” assomiglierà dunque più ad una casella di posta collegata a filo diretto con le attività commerciali.

Grazie a “Messaggi” potremo scoprire comodamente da casa e soprattutto direttamente su Google Maps, se i nostri negozi preferiti fanno promozioni o se hanno riassortito un prodotto che ci interessa, se fanno aperture straordinarie o se accettano animali e così via.

Indiscrezioni parlano della possibilità, in futuro, di poter “seguire” le attività commerciali direttamente sull’App per sapere in tempo reale degli sconti o delle offerte a tempo limitato riservate a chi usa l’app di Google.

Uomo che con due mani regge uno smartphone illuminato

Uomo che con due mani regge uno smartphone illuminato

Messaggistica di Google Maps: guida per le aziende

Sull’altro versante, le aziende che vorranno interagire con i propri clienti grazie a questo nuovo strumento, dovranno scaricare la nuova applicazione Google My Business, per registrare la propria attività ed abilitarla alla ricezione di questo tipo di messaggi. In questo modo i negozi verranno indicizzati sul motore di ricerca direttamente con il pulsante per i messaggi integrato.

La comodità di “Messaggi” di Google Maps sta anche nel fatto che non è necessario per le aziende possedere un sito internet preesistente per ottenere questa funzione. Basterà che il gestore dell’attività scarichi sul proprio smartphone Google My Business e colleghi la sua attività al proprio profilo Google.

Inoltre, Google sta aggiornando l’applicazione lato business per consentire agli imprenditori o ai proprietari di locali di creare sull’app una loro piccola scheda sull’attività che consenta di visualizzare delle particolari promozioni, aggiornabili ogni giorno.

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Il pessimo 2018 di Facebook

L’anno appena trascorso è stato per Facebook tutt’altro che idilliaco: scandali, errori grossolani e ingenti cali in borsa hanno fatto tremare il re dei Social Network.

Il suo fondatore, Mark Zuckerberg, ha scritto un lungo post sulla sua bacheca personale, per riassumere il lavoro svolto e i traguardi raggiunti dal suo punto di vista. Quello che ne è venuto fuori, è stata una lista di azioni realizzate dall’azienda che ha suscitato non poche critiche.

Uomo che indica logo di Facebook

uomo iconizzato che indica logo di facebook

Cosa ha fatto di buono Facebook nel 2018 secondo Mark Zuckerberg

Nel messaggio a cuore aperto ai suoi follower, e per questo al tempo stesso consumatori del suo prodotto, Zuckerberg ha aperto il discorso dichiarando che ci sono state diversi risultati conseguiti dalla sua azienda nel 2018 a renderlo orgoglioso, fra le quali

  • Prevenire le interferenze elettorali
  • Fermare la diffusione dei discorsi d’odio e la disinformazione
  • Essere certi che gli utenti abbiano il controllo delle proprie informazioni
  • Assicurare che i nostri servizi migliorino il benessere delle persone

In questa prima parte del suo discorso, il punto che ha suscitato più critiche è stato indubbiamente quello che riguarda la sicurezza per gli utenti di avere l’esclusiva conoscenza delle proprie informazioni.

A partire dallo scandalo di Cambridge Analytica, seguito poi da numerosi altri casi di diffusione illecita dei dati personali degli utenti, Facebook ha risentito di un grosso calo di popolarità, perdendo utenti e sostanziose quotazioni in borsa.

Prevenendo in un certo senso le critiche che gli sarebbero poi arrivate, Zuckerberg affronta di petto la questione delle sicurezza delle informazioni. Ci dice che:

  • È stato ridotto il numero di informazioni a cui possono accedere app esterne
  • Sono stati indetti nuovi controlli per il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati  (GDPR)
  • È stato chiesto ai singoli utenti di controllare le proprie impostazioni sulla privacy
  • Sono state ridotte alcune delle informazioni di terze parti usate negli annunci pubblicitari
  • È nato uno strumento di “Cronologia Esplicita” che offrirà alle persone maggiore trasparenza nella cronologia della loro navigazione
  • Continua lo sviluppo di servizi di messaggistica e condivisione criptati e effimeri

 

Loghi di Facebook sovrapposti

Loghi di Facebook sovrapposti

La lotta di Facebook alla disinformazione e ai contenuti dannosi

Interessante è però anche l‘attenzione che Mark Zuckerberg riserva alla questione della disinformazione, altro grande cruccio del suo Social Network di punta. Alcune delle iniziative più importanti:

  • Sono stati costruiti sistemi di intelligenza artificiale per identificare e rimuovere automaticamente i contenuti relativi al terrorismo, ai discorsi di incitamento all’odio e altri contenuti dannosi 
  • È stato migliorato il News Feed in modo che mostri solo contenuti attendibili
  • È in corso lo sviluppo di sistemi per ridurre automaticamente la distribuzione di contenuti borderline, che riguardano sensazionalismo e disinformazione.
  • Sono state triplicate le dimensioni del team di revisione dei contenuti per gestire casi più complessi che l’IA non può giudicare e costruito un sistema di appelli per quando vengono prese decisioni sbagliate.
  • È stata avviata una collaborazione con i governi (per prima, la Francia), per stabilire norme efficaci sui contenuti per le piattaforme Internet.

Insomma, dalle parole del suo fondatore, sembra che Facebook si sia dato molto da fare per riempire le sue falle. I numeri in caduta libera, però, non sono d’accordo con lui.

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La Fatturazione Elettronica B2B: un’occasione per snellire e risparmiare

Dopo il successo dell’introduzione nel marzo 2015 della fatturazione digitale nella Pubblica Amministrazione, dal 1 gennaio 2019 è diventato obbligatorio l’utilizzo della Fattura Elettronica anche per i privati. Ciò significa che dall’inizio di quest’anno, l’emissione della fattura in formato cartaceo non è più valida e dunque l’eventuale documento si considera come non emesso.

Ad essere interessati a questo nuovo regime di fatturazione saranno circa 5 milioni di partite IVA (ad eccezione dei contribuenti a Regime Forfettario e di quelli a Regime Minimo), non solo nelle loro collaborazioni professionali con le PA ma anche con altri privati, in quello che viene definito rapporto commerciale “Business to Business” (B2B).

Con l’introduzione della fatturazione elettronica per (quasi) tutti, la stima di risparmio per il nostro Paese è notevole. Se l’intero sistema funzionasse alla perfezione (anche se in Italia, per sua natura, potrebbe volerci diverso tempo perché tutto si adegui) si ipotizza un beneficio raggiungibile di circa 60 miliardi di euro all’anno, da investire nel recupero di competitività per l’intero Sistema Paese.

Smarphone che mostra una fattura elettronica posato su cartelle di documenti

Smarphone che mostra una fattura elettronica posato su cartelle di documenti

Cos’è la Fattura Elettronica B2B

Innanzitutto, chiariamo che con “Fatturazione Elettronica” si identifica l’intero processo digitale che genera e gestisce le Fatture nel corso del loro ciclo di vita: dalla generazione, all’emissione/ricezione, fino alla conservazione (che per norma è di 10 anni). Si distinguono poi le Fatture emesse verso una PA e quelle destinate invece alle imprese.

In particolare, le Fatture Elettroniche B2B, secondo il quadro legislativo, possono essere di tre tipi differenti:

  1. Analoghe alle Fatture emesse verso la PA, dunque a loro volta obbligatoriamente:
    • Firmate digitalmente
    • Compilate in formato strutturato con linguaggio standard (chiamato XML “Tracciato FatturaPA”)
    • Conservate in forma digitale a norma, con l’apposizione di un’ulteriore firma digitale e una marca temporale della durata di 10 anni sull’archivio elettronico delle Fatture
  2. Inviate via EDI (Electronic Data Interchange), non necessariamente firmate, ma in formato strutturato e conservate a norma
  3. Semplicemente “non cartacee”, non necessariamente firmate né redatte in formato strutturato

Nell’ottica dell’intero Sistema Paese, tuttavia, per arrivare a godere effettivamente dei benefici della Fatturazione Elettronica è necessario che tutte le Fatture Elettroniche siano in formato elaborabile dai sistemi informativi (senza alcun intervento manuale di inserimento di dati). Perciò, la forma più efficace di Fatturazione Elettronica è quella del primo tipo, che prevede la costruzione di un processo digitale per la generazione, l’emissione, la ricezione, la gestione e la conservazione delle Fatture.

Per diffondere la Fatturazione Elettronica tra le imprese italiane, sono anche stati previsti dal decreto fiscale 127/2015  incentivi fiscali per chi la utilizza: chi ricorre alla Fatturazione Elettronica nel B2B può infatti evitare l’invio trimestrale dei dati IVA (attiva e passiva) previsto dal decreto 193/2016.

Evidenziamo, brevemente, quali sono le caratteristiche che rendono la Fattura Elettronica un ottimo strumento di gestione finanziaria:

  • Costituisce un documento fondamentale e unificato nelle relazioni con i partner commerciali
  • “Spalanca le porte del pagamento”, nel senso che l’emissione di Fattura Elettronica certifica tutti gli scambi commerciali B2B
  • Ha valore fiscale
  • È utilizzabile come documento valido per ottenere finanziamenti;
  • Ha un importante valore giuridico garantito dalla Direttiva 2014/55/UE del 16 aprile 2014
Mani di donna con calcolatrice davanti a un pc poggiato su un tavolo con bicchiere e cartella arancione

Mani di donna con calcolatrice davanti a un pc poggiato su un tavolo con bicchiere e cartella arancione

Il Sistema di Interscambio (SDI), che agirà come principale attore nel processo di fatturazione elettronica, è il sistema informatico gestito dall’Agenzia delle Entrate che si occuperà di controllare e recapitare le Fatture emesse in formato digitale. Proprio il suo utilizzo garantirà 5 importanti vantaggi per le imprese.

I 5 principali vantaggi della Fatturazione elettronica B2B

1. Semplificazione Amministrativa e Fiscale

La gestione delle Fatture Elettroniche tramite il SDI, consentirà un sostanziale snellimento burocratico e agevolerà l’Agenzia delle Entrate nel controllo dei flussi di fatturazione, per cui sarà possibile ridurre le tempistiche dai precedenti 18 mesi di verifica delle fatture cartacee, agli attuali 3 mesi stimati.

2. Risparmio dei Costi e dei Tempi di Fatturazione

Secondo i rilevamenti del giugno 2018 dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e eCommerce B2B della School of Management del Politecnico di Milano, sia le grandi aziende italiane che le PMI guadagneranno dal passaggio alla fatturazione elettronica. Il beneficio per imprese che producono/ricevono un volume di Fatture superiore alle 3.000 annue, si assesta tra7,5 e gli 11,5 euro a fattura, mentre per quelle che fatturano meno, il risparmio è tra 1,8 e 3,7 euro l’una. Questi vantaggi derivano principalmente da risparmi legati alla riduzione dell’impiego di manodopera per attività di stampa e imbustamento, gestione della relazione con il cliente e gestione della conservazione degli archivi cartacei delle fatture.

3. Incentivo alla Digitalizzazione dei Processi Amministrativi delle aziende

L’introduzione della Fatturazione Elettronica aiuterà ad innescare un “effetto domino” all’interno della struttura aziendale. L’implementazione del nuovo gestionale per la Fattura Elettronica, darà modo alle imprese di avviare processi di smaterializzazione e digitalizzazione di altri documenti dell’azienda, nell’ottica di migliorare l’efficienza organizzativa attraverso una “rivoluzione digitale”.

4. Stimolo a trovare tecniche innovative nella gestione finanziaria della Supply Chain

Sempre secondo l’Osservatorio Fatturazione Elettronica B2B del Politecnico di Milano, l’introduzione della fatturazione elettronica consentirà di risparmiare per ogni ciclo intero ordine-pagamento, tra i 25 e i 65 euro. Questo fungerà da stimolo per la ricerca di soluzioni innovative che consentano una gestione più efficace ed efficiente dell’intera Supply Chain.

5. Lotta all’evasione fiscale

Secondo le stime del DEF (Documento di Economia e Finanza) 2018, con la Fatturazione Elettronica si riuscirebbero a recuperare in un solo anno, ben 13 miliardi di euro dalla riscossione dell’IVA fin’ora omessa dagli evasori fiscali. Ciò è possibile soprattutto grazie alla tracciabilità garantita dall’utilizzo del SDI da parte dell’Agenzia delle Entrate, che riuscirà a rintracciare gli errori e le omissioni in un tempo nettamente più breve rispetto al passato.

Al di là di questi vantaggi concreti e monetizzabili, il valore dell’introduzione della Fatturazione Elettronica B2B consiste, in sostanza, nel creare cultura digitaleSi rende oggi necessario far abituare le imprese del nostro Paese (storicamente lente e poco convinte nella digitalizzazione delle relazioni B2B)  a gestire tutti i documenti in ingresso o in uscita in formato elettronico elaborabile da sistemi standardizzati. L’Europa infatti pone la Fattura Elettronica al centro dell’evoluzione del suo Mercato Unico Digitale Europeo e i nostri imprenditori, oltre alle PA nazionali, devono essere promotori in prima persona del cambiamento.

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L’importanza del Blog aziendale nella strategia di marketing

Perché la tua azienda dovrebbe avere un blog?

Un blog aziendale è un sito, o una parte di esso, che dà la possibilità di scrivere e pubblicare contenuti nel tempo.

Il content marketing soprattutto se fatto attraverso articoli interessanti e di qualità, può fornirci un grande aiuto nelle nostre strategie di business.

In particolare, grazie a questo strumento, potremo:

  • Mostrare il volto umano della nostra azienda. Grazie ad articoli costanti puoi far percepire della tua azienda le emozioni e il volto umano che non riesci trasmettere di solito; puoi parlare del tuo business, dei tuoi prodotti, della tua attività e molto altro, in modo semplice e più vicino ai tuoi utenti
  • Fidelizzare il pubblico. Il blog aziendale è una realtà imprescindibile se vuoi raccogliere il pubblico intorno al tuo brand. Scrivendo con regolarità e utilizzando gli strumenti più adeguati a creare una linea editoriale interessante. Attraverso i social, i commenti e le newsletter, potrai riproporre questi contenuti in forme diverse per interagire con i tuoi utenti su più piattaforme
  • Costruzione del Brand. L’importanza del blog aziendale si sviluppa con la pubblicazione dei contenuti di qualità. Ogni articolo online è un piccolo mattone indispensabile per comunicare competenza e professionalità rispetto a un argomento.
  • Posizionamento SEO. Attraverso il Blog aziendale, puoi ottenere grandi vantaggi anche dal punto di vista del posizionamento nei motori di ricerca, che privilegiano contenuti di qualità, utili e soprattutto aggiornati.

Quali caratteristiche deve avere il Blog aziendale?

Per aiutarti a comunicare un volto diverso della tua azienda, il Blog e gli articoli devono avere determinate caratteristiche:

  • I contenuti devono essere interessanti e di qualità, ma soprattutto, devono essere utili per chi li legge, cioè l’utente de visita il nostro sito
  • Il tono con cui scriviamo gli articoli non deve mai essere autoreferenziale, ma bisogna privilegiare un tono di voce colloquiale e amichevole
  • Deve essere integrato con i social. Essendo i social network tra i principali canali tramite cui gli utenti arrivano al sito, è necessario collegare il Blog aziendale ai profili social e condividere i contenuti in modo semplice e leggero, tenendo sempre a mente che ogni social ha il suo stile di comunicazione e ile sue caratteristiche

Il blog aziendale nasce come canale bidirezionale dove il lettore può interagire con l’azienda e conoscerne il lato più umano. Saper scrivere un buon testo non basta però per accontentare gli utenti e coinvolgerli.

Bisogna saper toccare le corde giuste e parlare degli argomenti giusti. Altrimenti si rischia di creare il peggior incubo degli utenti: il blog autoreferenziale che serve solo a celebrare la capacità e i successi dell’azienda. Ricordiamoci sempre che oggi è l’utente ad essere al centro di tutto, per questo non ha senso una prospettiva che veda l’azienda come protagonista.

Mg Group Italia può aiutarti a creare e gestire il tuo Blog Aziendale grazie a figure professionali dedicate che sapranno parlare della tua azienda e del tuo lavoro con un approccio semplice e diretto, capace di trasmettere i tuoi valori in modo coerente.

Richiedici una Consulenza Gratuita e Senza Impegno per coinvolgere i tuoi utenti con contenuti freschi e interessanti.

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5 consigli per strutturare al meglio il tuo sito web

Il sito Web è il centro della nostra strategia

Quando pensiamo a come pianificare la nostra strategia online dobbiamo sempre tenere presente che il sito rappresenta il perno attorno al quale deve ruotare la nostra comunicazione.

È qui che gli utenti entrano in contatto con i nostri prodotti e la nostra offerta ed imparano a conoscerci meglio tramite il Blog aziendale. In altre parole, è il nostro biglietto da visita, la nostra vetrina principale.

Strutturarlo in modo intelligente è importante per non disperdere il traffico acquisito.

I nostri consigli per strutturarlo al meglio

Innanzitutto, è importante che il sito web sia:

  • Semplice. Le informazioni e contenuti devono essere chiari e disposti in modo tale da rendere la comprensione il più facile possibile. L’utente non deve perdere tempo a cercare contenuti, deve poterli trovare in modo pratico e veloce
  • Interattivo. L’utente cerca il dialogo e l’azienda deve offrirgli l’opportunità di comunicare, esprimere opinioni e chiedere informazioni
  • Aggiornato. Per essere utili e di qualità, i contenuti devono essere aggiornati. Che valore può avere per un utente che fa una ricerca oggi, un contenuto di qualche anno fa? A maggior ragione se si pensa che ciò che interessa ad un utente oggi potrebbe perdere di valore domani. Analizzare i Trends in quest’ottica è fondamentale.
  • Veloce. L’utente non vuole perdere tempo quando cerca qualcosa online, per questo il nostro sito deve potersi caricare in poco tempo. A questo proposito, quando siamo in fase di progettazione è importante valutare pro e contro di siti statici e dinamici e scegliere consapevolmente tra queste due tipologie.
  • Accattivante. Un’impostazione semplice non vuol dire banale. Il sito web ci rappresenta e deve poter parlare di noi anche graficamente.

Insieme, tutti questi elementi contribuiscono a creare un sito coinvolgente e di grande impatto.

Creare siti web è una delle molte specialità di Mg Group Italia. Il nostro staff è in grado di creare siti web facili da navigare, interattivi e che sappiano dare il giusto spazio ai tuoi valori e alla tua mission. Qualsiasi sia il motivo per il quale desideri realizzare un sito web, avrai a disposizione un team di persone qualificate e le tecnologie migliori.