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Come funzionano le pubblicità sui Social e perché dovresti usarle

Non c’è storia: nel 2019 fare pubblicità sui Social è d’obbligo.

Il motivo è semplice: secondo le ultime stime, gli utenti dei social media al mondo sono 3,48 miliardi, di cui 35 milioni in Italia. Ciò significa che più della metà della popolazione del nostro Paese utilizza regolarmente piattaforme quali Facebook, Instagram, YouTube, LinkedIn per circa 2 ore al giorno. I dati, inoltre, ci dicono anche che le persone non vanno sui Social Media solo per svagarsi: utenti di tutte le età cercano qui informazioni e interazioni commerciali, ovvero inerenti a un acquisto che intendono fare.

Ben 9 persone su 10 hanno dichiarato di rivolgersi ai social e ai loro utenti prima di finalizzare un acquisto e ben il 75% ha deciso di comprare qualcosa perché visto sui social (sia pubblicizzato direttamente da un brand che sponsorizzato da un testimonial/influencer o suggerito da un amico).

Questo significa che, consapevoli o meno, le aziende e i marchi sono sempre oggetto di conversazione online. Non partecipare a queste interazioni significa rinunciare a un interessante fetta di pubblico altamente interessato e, di conseguenza, a numerose conversioni. La tua azienda dovrebbe fare pubblicità sui Social e la dovrebbe fare bene. Per questo ti consigliamo di affidarti sempre a dei professionisti.

Ma cosa significa fa pubblicità sui social? Scoprilo in questo articolo.

Cos’è la pubblicità sui Social?

Promuovere la propria azienda sui social significa sia curare i contenuti organici della propria pagina Aziendale, sia (soprattutto) gestire post sponsorizzati e altamente profilati. In poche parole, i Social si trasformano in uno strumento di Marketing potentissimo con cui raggiungere un pubblico attivo e reattivo.

Tralasciando qui l’aspetto di gestione (che ricordiamo: deve essere regolare) della pagina, ci concentriamo sulle Pubblicità a pagamento sui Social. Il capostipite è stato Facebook, per poi estendersi a tutte le altre piattaforme: oggi oltre a Facebook Ads, troviamo Instagram Ads, LinkedIn Ads, Twitter Ads, Pinterest Ads e gli annunci su YouTube. Insomma, tutte le piattaforme danno la possibilità alla tua azienda di ottenere visibilità, spesso con piccoli investimenti di budget.

Il concetto di fondo di un contenuto sponsorizzato è lo stesso per tutti i Social Media: si realizza un post testo+immagine che promuove un prodotto/servizio e si attribuisce ad esso un certo budget per farlo arrivare ad un certo numero di utenti per un certo periodo di tempo. Il post sponsorizzato comparirà nel newsfeed degli utenti che saranno invitati (tramite una Call To Action efficace) a svolgere un’azione, che potrebbe consistere nel visitare il sito web, iscriversi a una newsletter, scoprire maggiori informazioni su un prodotto, atterrare su una landing page e così via.

L’enorme vantaggio dei post a pagamento sui Social Media è che questi possono essere destinati a un pubblico altamente targettizzato. È possibile scegliere il sesso, la fascia d’età, l’area di provenienza, la lingua e —forse l’aspetto più importante— gli interessi del pubblico che vogliamo che visualizzi il nostro contenuto. Questo dà la certezza che il prodotto/servizio che promuovi venga visto (quasi) solo da persone realmente interessate al tuo brand e/o a ciò che vendi.

Altri 3 aspetti interessanti per un’azienda che intende investire nella Pubblicità sui Social sono:

  1. Il costo di una campagna promozionale sui Social solitamente si basa sul presupposto Pay-Per-Click, ovvero il budget verrà scalato solo nel momento in cui l’utente compie l’azione prevista. Questo consente un enorme risparmio rispetto ala pubblicità tradizionale.
  2. I messaggi promozionali possono essere sempre modificati, anche mentre la campagna è in corso. In base ai feedback degli utenti, un’azienda può “aggiustare il tiro” o decidere di puntare più su un aspetto rispetto ad un altro praticamente in tempo reale.
  3. I risultati della pubblicità sui Social sono sempre tracciabili e quantificabili; perciò, il ROI di una campagna su Facebook, Instagram o LinkedIn sarà certo oltre che — te lo assicuriamo — sicuramente più alto.

Non sei ancora convinto che la pubblicità sui Social sia la scelta giusta per la tua azienda? Ti forniamo qualche altro dato che potrebbe farti cambiare idea.

Pubblicità Social

Cosa pensano i consumatori della pubblicità sui Social

Se pensi che investire nella pubblicità sui Social possa essere una perdita di tempo e di soldi per la tua azienda, eccoti 4 statistiche sul pensiero dei consumatori al riguardo che ti faranno cambiare idea.

#1 il 67% dei consumatori afferma che seguire i marchi sui social aumenta la probabilità di comprare un loro prodotto/servizio

Questo ci dice che la vostra attività sui social serve a molto più che aumentare i like alla pagina. La connessione autentica che si instaura con i clienti/follower genera entrate effettive per i marchi. La giusta strategia aiuta a costruire relazioni che mantengono il marchio al primo posto nella mente dei un consumatore quando si appresta a fare un acquisto. Non solo: il 78% dei consumatori afferma che raccomanderà il marchio seguito sui social anche ad amici e familiari. Insomma, un ritorno dell’investimento moltiplicato!

#2 Il 53% degli utenti segue marchi sui social da cui non compra, rappresentando un’occasione mancata per il brand di aumentare le entrate.

Non dare attenzione al contenuto dei tuoi post sponsorizzati, pensando che dedicare loro del budget sia sufficiente perché funzionino, non ti dà la sicurezza di essere la prima scelta dei consumatori nel momento in cui devono effettuare un acquisto. Considera infatti che il 46% dei consumatori segue i marchi solo per i loro contenuti ironici, emozionanti, di valore. Un feed meravigliosamente curato aiuta ad attirare l’attenzione ma i social media marketer devono anche interagire con i loro follower per assicurarsi delle conversioni. Per questo, dovrai scoprire quali sono le esigenze del tuo pubblico ed essere pronto ad intervenire quando richiesto, sia che ti taggino/menzionino o meno. Tieni occhi e orecchie ben aperte.

#3 Il 50% dei consumatori segue brand/aziende sui social per conoscere nuovi prodotti o servizi.

I contenuti divertenti e stimolanti sono ottimi per costruire la voce del tuo marchio e mostrare la tua personalità, ma non pensare che siano l’unica cosa per cui i tuoi follower continuano a seguirti: il 48% dei consumatori ha ammesso di seguire le pagine dei brand come intrattenimento, ma la maggior parte di essi desidera conoscere nuovi prodotti e servizi. Perciò, la tua strategia per i contenuti sui Social Media deve includere sia post informativi che divertenti. Analizzando attentamente il tuo pubblico e il modo in cui interagisce sulla tua pagina, potrai capire come equilibrare questi due aspetti.

#4 Il 45% dei consumatori ha maggiori probabilità di ricercare un prodotto o servizio quando i dipendenti del marchio lo pubblicizzano sui Social. 
Ricorda che la tua strategia di pubblicità sui Social non deve esistere solo per il team di social media marketing. Il coinvolgimento e il sostegno di tutti i dipendenti sono elementi chiave di una buona strategia social e aziendale in generale. I contenuti generati dai dipendenti aiutano ad aumentare la fiducia e rafforzare la voce del tuo marchio, portando i potenziali clienti nel funnel di vendite.

Adesso sei convinto della necessità di avere una solida strategia di Pubblicità sui Social per la tua Azienda? Non ti resta che affidarti a dei professionisti del Social Media Marketing per aumentare subito il numero di nuovi clienti e le vendite!

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Vendi di più usando i Casi di Studio

Se usati nel modo giusto, i Casi di Studio possono aumentare la probabilità di chiusura delle trattative del 70% e le vendite del 185%, diventando un prezioso strumento nella tua cassetta degli attrezzi da venditore.

Ma sapete come usarli correttamente nel processo di vendita?

In questo articolo ti daremo dei suggerimenti pratici su come utilizzare i Casi di Studio per attirare nuovi lead e convertire i Prospect in clienti paganti.

Cosa sono i Casi di Studio?

Un Caso di Studio per un’azienda è qualsiasi storia, dato o testimonianza dei benefici che il tuo prodotto/servizio ha portato a un cliente.

Il soggetto di questi racconti non è mai la tua azienda, per quanto questo sia un errore facile da fare. L’attenzione dovrebbe essere sempre rivolta ai vantaggi che i tuoi clienti hanno sperimentato grazie alla tua azienda. Le storie dovrebbero dunque parlare dei dati e includere il problema riscontrato dal cliente e il modo in cui il prodotto lo ha aiutato a superarlo.

I Casi di Studio ti danno la possibilità di presentare il tuo prodotto nel modo desiderato e di costruire una delle cose più preziose e difficili da trovare nelle vendite: la fiducia.

Questo rende i Casi di Studio uno dei più potenti strumenti di vendita.

Il valore di un Caso di Studio

Uno strumento è buono solo se lo è anche l’artigiano che lo utilizza; stessa cosa vale per i Casi di Studio. Non sono formule magiche che riescono a chiudere immediatamente l’affare, ma nelle mani di un abile venditore, possono aiutare ad avere il controllo sulle vendite e a respingere le obiezioni dei clienti.

Un esperto venditore ha detto:

“I Casi di Studio non vendono nel vero senso della parola; quello che fanno è fornire la prova del mondo reale. Nella maggior parte dei casi, il Caso di Studio serve a dare la prova del tuo valore come venditore e consente al potenziale cliente di prenderti in considerazione.”

Avere un prova concreta, una testimonianza di qualcuno che ha già risolto i propri problemi grazie a te, è una vera svolta. Pensaci: ascoltare un tono convincente è una cosa, ma vedere come funziona un prodotto o un servizio nel mondo reale fa molto più effetto.

I Casi di Studio potrebbero non funzionare con tutti, ma non averne almeno uno da usare renderà certamente più difficile concludere l’affare.

Come utilizzare i Casi di Studio nel processo di vendita

Ma come si utilizza davvero un Caso di Studio nel processo di vendita?

I Casi di Studio sono ottimi strumenti in diverse fasi del processo di vendita:

  • usati in un primo momento, servono per attirare l’attenzione del cliente
  • nella fase di contrattazione, possono essere usati per superare le obiezioni del prospect
  • infine, un Caso di Studio può essere usato per chiedere referenze.

Questo perché i Casi di Studio creano la fiducia nella capacità del tuo marchio di mantenere le promesse e di risolvere i problemi dei tuoi clienti.

Vediamo ora nel dettaglio come usarli in ogni fase del processo di vendita.

Attrarre e coinvolgere nuovi contatti

I Casi di Studio rappresentano un interessante strumento di generazione di lead online: riescono infatti ad attrarre il tuo cliente ideale nel preciso momento in cui si mette attivamente alla ricerca di soluzioni.

Per questo, piuttosto che un testo su una pagina statica e secondaria del tuo sito, pensa a realizzare una guida gratuita che descriva dettagliatamente le sfide che l’azienda X stava affrontando, come il suo problema è stato risolto e quale è stata la sua esperienza con il tuo prodotto.

Ma i download gratuiti di mini-guide non sono l’unico modo per utilizzare Casi di Studio per generare lead: sono anche un ottimo formato per i webinar. Basta trovare il caso giusto. Ricorda:

  • va bene: parlare di come la società X ha raddoppiato i ricavi in N settimane
  • NON va bene: vantarti di come il tuo prodotto ha aiutato l’azienda X a superare il problema Y

E non dimenticare le “sensibilizzazione a freddo“: i Casi di Studio sono la scusa perfetta per raggiungere un nuovo lead. In questo modo il tuo primo contatto sarà subito convincente.

Conquistare la fiducia del cliente durante gli incontri

I Casi di Studio possono essere utilizzati per rispondere a domande, fare esempi di applicazione del prodotto/servizio e dimostrare che esso fa davvero quello che dici.

Durante qualsiasi chiamata, puoi usarli per evitare che il discorso si blocchi o prenda una piega negativa.

Rendere il Caso di Studio parte integrante della conversazione è davvero facile. Puoi usarlo per avviare la conversazione e andare direttamente al punto: “Questi sono alcuni risultati rilevanti che un’azienda come la tua ha raggiunto grazie al nostro prodotto/servizio. Ti interessa ottenere lo stesso?“.

Durante una demo (uno dimostrazione dell’uso e dell’efficacia del prodotto/servizio), i Casi di Studio possono trasformare una noiosa spiegazione delle singole caratteristiche in una presentazione avvincente e ricca di spunti di riflessione.

Per te raccontare storie di clienti precedenti risulterà semplice, perché hai seguito tutto il processo che li ha portati al successo; per questo ti consigliamo di usare sempre Casi di Studio che hai sperimentato in prima persona.

E non temere: usare un Caso di Studio non ti farà sembrare uno che vuole fregare il cliente, parlando di altro e non di lui. Probabilmente queste sono le informazioni che avrebbero voluto comunque sapere per poter effettuare un acquisto informato.

Superare le obiezioni del cliente

Uno dei vantaggi più preziosi (e più ovvi) di un Caso di Studio è usarlo per superare le obiezioni.

Sono un ottimo modo per alleviare il timore che un investimento in un nuovo prodotto/servizio potrebbe non funzionare, o per generare entusiasmo per le nuove possibilità che si aprono grazie ad esso. In definitiva, dimostrano che la tua azienda è esperta e competente nell’aiutare clienti simili al prospect con cui stai trattando e che la tua soluzione genera risultati.

In fondo si sa: la paura è nemica di ogni vendita.

I tuoi clienti stanno per prendere una decisione molto importante. Devono decidere di investire una grande quantità di tempo e denaro nel provare la soluzione che proponi loro, che all’inizio verrà sicuramente messa in dubbio.

I Casi di Studio ti consentono di affrontare direttamente i punti deboli dei tuoi clienti con dati reali. Quando ti trovi faccia a faccia col tuo cliente, che ti spiega quali difficoltà si trova ad affrontare, potresti dirgli: “Un cliente in una situazione simile alla tua aveva questa preoccupazione, ed ecco cosa ha fatto…

Ovviamente, il Caso di Studio che proponi deve assomigliare il più possibile alla situazione del tuo attuale cliente. Infatti, i potenziali clienti vogliono conoscere il Caso di Studio, ne sono affascinati, ma raramente credono che anche loro possano raggiungere gli stessi risultati. Molti prospect ritengono che la loro azienda e i loro problemi sono così unici che nessun Caso di Studio può davvero eguagliarli ed essere perfettamente rappresentativo. Questo a volte è vero, altre volte no, ma non importa.

Ti troverai sempre davanti a una strada in salita quando devi dimostrare che il tuo Caso di Studio si applica al tuo potenziale cliente. Meno simile sarà il caso, più difficile sarà la lotta. Ecco perché sceglierne uno troppo diverso può finire per creare più obiezioni invece di rimuoverle.

Quindi rendi la vita più facile per te stesso. Prenditi il ​​tempo per scegliere un caso di studio il più simile possibile alla situazione attuale del cliente. Magari nella tua azienda ne avete davvero tanti a disposizione. Come fare allora?

Casi di Studio

Rendi i Casi di Studio facili da usare

Se in azienda hai un gestionale efficace, puoi inserire in questo database centrale le informazioni necessarie per usare i vari casi come esempi per altri clienti. Nella scheda cliente, aggiungi i seguenti dati:

  • Ha acconsentito ad essere usato come Caso di Studio
  • Ha rilasciato alcuni risultati aziendali che tu puoi a tua volta condividere
  • Ha dato l’autorizzazione ad usare il suo logo
  • Nel sito aziendale del cliente è presente la spiegazione dei risultati raggiunti con te e ti ha lasciato il link
  • Sul web sono presenti video o webinar che spiegano quel Caso di Studio specifico
  • Hai delle presentazioni con i dati di quel cliente che ti è permesso usare

E così via. Un raccoglitore di Casi di Studio ti sarà molto utile per trovare velocemente quello adatto al Nuovo Cliente con cui stai trattando; questo ovviamente non significa che tu non debba studiarli e conoscerli comunque, ma averli per iscritto sarà più comodo.

Crea una pagina con il Portfolio sul tuo sito web

Per rendere facile reperire i tuoi migliori Casi di Studio, crea una pagina ad hoc sul tuo sito Web che sia facilmente consultabile e trovabile.

Il Portfolio fa due cose per te:

  1. Funziona passivamente per attirare nuovi clienti che sono colpiti da ciò che hai fatto per altre aziende.
  2. Funziona come una risorsa preziosa quando vendi: quando parli con un potenziale cliente, funge da database in cui puoi facilmente cercare lo studio esatto di cui hai bisogno. Puoi mostrare i Casi si Successo direttamente se stai parlando con loro di persona.

I consumatori di oggi sono abituati a disporre di un’enorme quantità di dati liberi da consultare. Quando acquistano qualcosa, il loro primo istinto è quello di guardare le recensioni degli utenti: ben l’81% ha dichiarato di farlo.

Quindi rendi disponibili i dati. Crea uno strumento che vende al posto tuo, 24 ore su 24.

Se non hai una pagina come questa, allora ne hai bisogno. Il tuo sito web è lo strumento migliore per mostrare alla gente quanto è grande la tua azienda e il tuo prodotto. Usalo!

Usa i Casi di Studio per ottenere altri Casi di Studio

Puoi usare i tuoi Casi di Studio per ottenere altri casi di studio e referenze.

Grazie ad essi, puoi chiederne direttamente di nuovi al Cliente appena acquisito: “alla luce di ciò che ti ho raccontato dell’azienda X, saresti disposto anche tu a lasciarci una referenza per aiutare un cliente con i tuoi stessi problemi?

Ciò contribuirà a mantenere il Portfolio sempre aggiornato e a garantire che tu e il tuo team di vendita abbiate sempre nuova benzina per far andare avanti ogni affare.

Cosa NON fare

Ci sono alcune insidie ​​da evitare quando si usano Casi di Studio.

#1 Non mentire o ingigantire la verità.

Questo dovrebbe essere scontato, ma purtroppo c’è chi lo fa ed è bene chiarirlo. Oggi è più facile che mai verificare i fatti. Se vieni scoperto a raccontare una bugia, tutta la fiducia che hai conquistato – e probabilmente la vendita stessa – andrà in fumo.

#2 Non dimenticare con chi stai parlando.

Come abbiamo già detto, il Caso di Studio dovrebbe essere un caso simile a quello del cliente con cui stai trattando. Esso non dovrebbe mai dover far volare troppo l’immaginazione per vedere come ciò che gli racconti si applica alla sua situazione.

#3 Non perdere tempo a decantare i meriti della tua azienda.

L’attenzione del Caso di Studio dovrebbe essere sul vantaggio ottenuto del cliente. Se suonerà troppo come una pubblicità di immagine, perderai l’attenzione del cliente.

Quando sposti l’attenzione dal cliente iniziando a parlare dei successi che la tua azienda ha ottenuto, esso percepirà che tu non sei interessato a lui e al suo problema. A questo punto, smetterà di ascoltarti e, soprattutto, di fidarsi di te. Inizierà a guardare in modo molto più critico tutto ciò che stai dicendo, dubitando di ogni tua parola.

#4 Non dimenticare di fornire dati.

Più realistico è, meglio è. Un buon Caso di Studio dovrebbe essere supportato dai dati, anche se lo stai raccontando in forma di storia. Questo dà l’ulteriore vantaggio di prestarsi ad elementi visivamente coinvolgenti come grafici e diagrammi.

Per concludere

I Casi di Studio possono essere uno strumento molto potente da avere nella cassetta degli attrezzi per la vendita. Quindi, equipaggiati.

Raccogli i tuoi Casi di Studio e usali per trasformare potenziali vendite in entrate molto reali.

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Cos’è il CRM e perché non puoi farne a meno

Hai presente la vecchia agenda con i numeri di telefono della nonna? Quel libriccino consumato dove venivano segnati tutti i nomi, i numeri e gli indirizzi importanti: il vicino di casa, la prozia, il medico, il meccanico… Ecco, per iniziare a spiegare cos’è un CRM, questo è un esempio ottimo. Sostituite alle persone della quotidianità della nonna i vostri clienti ed è fatta.

Non vi è proprio chiaro? Tranquilli, siamo qui per spiegarvi tutto, ma proprio tutto su cosa sia un CRM e perché è uno strumento di cui la tua azienda non potrà fare a meno.

Una prima definizione di CRM

Innanzitutto, avrete intuito che CRM è un acronimo: sta per Customer Relationship Management , la cui traduzione letterale è “gestione della relazione con il cliente”. Ed è proprio questo che fa un CRM, che altro non è che un software gestionale che aiuta a organizzare le informazioni di contatto, gestire relazioni, memorizzare interazioni e tracciare l’intera esperienza online e offline con clienti attuali, potenziali e altri contatti.

Semplificando, dunque, un CRM consente all’azienda che ne fa uso di tenere monitorate le vendite e i rapporti commerciali legate ad esse.

In poche parole, avere un CRM oggi risulta fondamentale per tutte quelle aziende, start up, organizzazioni di vario genere che intendono attuare delle azioni di marketing strategico per far funzionare al meglio la macchina aziendale e far crescere il proprio business.

Tutto ciò è possibile perché questi potenti e indispensabili strumenti riescono a collezionare, in modo sistematico, dati di clienti provenienti da più fonti: newsletter, eventi, telemarketing, vendite fisiche, e-commerce, campagne pay-per-click, ADS sui social network e così via. Le informazioni verranno salvate e potranno essere riutilizzate per rimanere in contatto con clienti, lead e prospect in modo più semplice  e soprattutto mirato.

A cosa serve un CRM?

Ricordi cosa abbiamo detto dell’agenda telefonica della nonna? Su quella potevi segnarti numeri, indirizzi e note a piacimento sulla persona in questione. Ecco, il CRM può fare questo e molto altro ancora, poiché è uno strumento informatico e, per sua stessa natura, è interattivo.

In un CRM dunque le informazioni non verranno solo collezionate, ma potranno essere organizzate con criteri decisi dal gestore; potranno inoltre essere generate azioni automatiche di invio e-mail e potranno essere prodotte delle statistiche riguardanti le vendite effettuate per migliorare le proprie strategie di comunicazione.

Nel concreto, un CRM serve quindi per:

  • Ottenere un’immagine più ampia dei tuoi contatti e sapere esattamente quali argomenti trattare e su cosa fare leva la prossima volta che incontrerai o invierai email a qualcuno di quelli presenti nel software.
  • Conoscere approfonditamente i gusti e le abitudini dei tuoi prospect/clienti che ti permetteranno di produrre comunicazioni mirate verso di loro
  • Individuare e raggruppare tutti i contatti che lavorano per la stessa società e tutte le interazioni (come i messaggi) che sono stati attivati circa il vostro lavoro con essa.
  • Scoprire le relazioni esistenti tra i tuoi contatti e “approfittarne”, chiedendo ad esempio delle referenze o a uno dei clienti interessati di farti da sponsor con gli altri
  • Studiare i tuoi clienti attuali e le loro preferenze per andare a caccia di nuovi clienti nei posti giusti e con le giuste strategie, in modo che aumenti la percentuale di lead caldi in entrata.

Un’importante premessa

Ovviamente, bisogna fare una premessa importante. Perché il CRM riesca a svolgere le sue funzioni al meglio e porti un effettivo beneficio, è prima di tutto necessario che l’azienda conosca bene i proprio clienti. Come abbiamo detto, infatti, l’aiuto di un software può nettamente migliorare le relazioni con i tuoi contatti, ma è pur sempre uno strumento informatico: immagazzina ed elabora i dati che tu inserisci.

Dovrai dunque assicurarti che tutto l’organico dell’impresa, dall’operaio con la mansione più semplice al commerciale più esperto, abbia bene in mente a chi vi rivolgete e soprattutto a quali bisogni dovete rispondere.

Solo quando l’intera macchina aziendale si muove in modo armonico e caparbio verso gli obiettivi, il CRM darà i suoi frutti, favorendo e amplificando il trend positivo.

Memorizzando le informazioni di contatto dei clienti e dei prospect, il CRM consente di individuare le opportunità di vendita, registrare le problematiche del servizio e gestire campagne di marketing e vendita da una posizione centrale e privilegiata.

In questo modo, la tua intera rete commerciale avrà accesso alle informazioni relative a tutti i tuoi clienti: i consulenti possono vedere come sono stati contattati, cosa hanno acquistato e quando l’hanno fatto l’ultima volta e molto altro ancora. Questo faciliterà l’esecuzione delle strategie di marketing e porterà velocemente all’aumento delle vendite.

Utilizzando nel modo giusto un CRM e sviluppando una strategia intorno ad esso, un’azienda può far crescere il business:

  • Fornendo servizi e prodotti che sono esattamente ciò che i clienti desiderano
  • Garantendo una migliore Customer Care
  • Vendendo i prodotti sui giusti canali, con messaggi ad hoc
  • Aiutando i venditori a chiudere le offerte più velocemente
  • Mantenendo buone relazioni con i clienti esistenti e aiutando a scoprirne di nuovi.

CRM

Cosa puoi fare con un CRM

Un software gestionale ti aiuta a identificare e mantenere nel tempo i tuoi clienti ideali, ma anche i collaboratori e i fornitori. Pensaci: non succederà più che tu perda il bigliettino da visita di un potenziale partner né che tu dimentichi di aggiornare i fornitori  sulle necessità di approvvigionamento. Avrai sempre tutto sotto controllo.

Con un CRM potrai controllare facilmente le trattative e incrementare la percentuale delle vincite, potendo seguire più da vicino i tuoi clienti e rafforzare la tua relazione con loro. In questo modo, sarà più facile capirne le necessità, conoscerne le abitudini e lo stile di vita e di conseguenza, farli uscire dal tuo negozio/azienda soddisfatti.

Ricordiamo che un CRM cataloga non solo nomi, ma anche siti web, indirizzi e-mail, account social: con un solo click sulla piattaforma, potrete avere un panorama completo delle informazioni come mai prima d’ora.

Il CRM, essendo un sistema informatico collegato ad internet, sarà inoltre in grado di automatizzare l’immagazzinamento di informazioni, ovvero di recepire altri dati riguardo ai vostri clienti, in base a quelli già inseriti da voi. Carpirà dunque le sue preferenze personali, in base alle sue azioni sui social, e persino le sue abitudini di acquisto attingendo ai cookies.

Ovviamente, potrai anche aggiungere manualmente altre informazioni, note e dati. Organizzando sistematicamente tutte queste informazioni, il sistema CRM fornirà un quadro completo di individui e di aziende, in modo da poter comprendere meglio il tuo rapporto con loro nel tempo.

Ulteriori funzioni di un CRM di ultima generazione

I CRM più all’avanguardia oggi sono in grado di svolgere funzioni ulteriori rispetto al semplice gestionale clienti. Al loro interno, oggi è facile trovare la funzione di gestione dei documenti e relativa firma elettronica, funzioni di contabilità e fatturazione elettronica e ancora, un calendario da cui fissare e gestire direttamente i vari appuntamenti collegato con il tuo smartphone.

Gli applicativi più avanzati supportano inoltre non solo funzioni di gestione clienti e customer care, ma anche di gestione aziendale vera e propria. Non solo organizzazione e miglioramento della comunicazione verso l’esterno, dunque, ma anche ottimizzazione di quella interna.

Con molti gestionali oggi è possibile controllare la ripartizione dei compiti, la suddivisione dei reparti e l’avanzamento di tutti i lavori in modo accentrato. In questo modo, il responsabile è in grado di favorire la collaborazione tra vari elementi dell’organico aziendale, assegnare compiti da remoto e persino monitorare in diretta l’andamento del lavoro.

In alcuni casi, qualora il tipo di azienda lo necessiti, i software gestionali CRM supportano anche funzioni di gestione vendite, produzione e magazzino. Ciò significa che da un unico sistema sarà possibile monitorare le forniture e la produzione, avendo la possibilità di aggiornare in tempo reale gli ordini e non lasciare mai il magazzino vuoto, eliminando i tempi morti. Verranno registrate le vendite e, in automatico, verrà inviato il comando al reparto dedicato di produrre nuovamente quei prodotti.

Questi sono solo degli esempi di azioni possibili con i CRM di ultima generazione. Ciò che accomuna tutte questa mansioni è la loro visione orientata al cliente: gestione delle relazioni, efficientamento della produzione, snellimento del lavoro dell’organico aziendale hanno come obiettivo quello di fornire un miglior servizio al cliente e, come conseguenza, far crescere il proprio business.

L’integrazione più importante che oggi un CRM è in grado di fornire è però quella che riguarda le strategie di marketing.

Il CRM aiuta ad implementare le strategie di marketing

I CRM più all’avanguardia, oggi, sono in grado di mettere in atto quello che in termini tecnici si definisce marketing automation.

Il marketing automation è l’insieme dei processi che possono essere automatizzati con l’utilizzo di un software, consentendo alle aziende di misurare le attività di marketing in maniera sistematica. Permette di inviare email a un target di riferimento e creare campagne multicanale grazie a una segmentazione intelligente, migliorando la qualità del contatto col cliente e spronando il suo coinvolgimento.

I processi di marketing sviluppati e gestiti con il CRM permettono di registrare tassi di risposta e di conversione più elevati del normale, in quanto facilitano la comprensione delle esigenze dei clienti, acquisiti e potenziali, in qualsiasi momento del loro ciclo di vita.

Sempre più fondamentali sono gli ambiti di customer understanding e del customer targeting favoriti dal CRM. Questo permette una migliore segmentazione del proprio pubblico. Il team di Marketing può così strutturare metodologie, processi, architetture e tecnologie che trasformano i dati grezzi sui clienti in “conoscenza” da poter utilizzare per più efficaci tattiche commerciali o migliori decisioni operative.

Nell’ambito del customer targeting, il CRM rappresenta la soluzione ideale per la gestione delle campagne promozionali, poiché è possibile indirizzare la giusta comunicazione al corretto target. Esso permette inoltre di monitorare le performance e l’efficacia dei processi di acquisizione dei clienti.

La registrazione di tutti i risultati ottenuti consente ai software gestionali più avanzati di creare statistiche in tempo reale sia sulle vendite che sulle risposte alle azioni di comunicazioni mirate. Questo permette di adattare la strategie di marketing man mano, aggiustando il tiro qualora non si stia andando nella direzione migliore per far crescere il proprio business.

In sintesi, dunque, il CRM permette di trasformare il marketing favorendo uno spostamento dall’orientamento al prodotto verso l’orientamento al cliente. Con un CRM passerai dal vendere merci/servizi al soddisfare le persone.

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Come ti aiuta un CRM in concreto?

Il CRM è un software e se ben progettato, si dovrebbe adattare agli hardware che già possiedi. Ciò significa che acquisendo un gestionale informatico tu potrai accedere dal tuo pc, dal tablet e persino dal tuo smartphone a un’immensa banca dati interattiva e pro-attiva.

Di questo strumento non godrai solo tu, ma tutto il personale della tua azienda. Per questo motivo, è opportuno che il CRM da te scelto sia intuitivo e facile da usare e, più di tutto, che sia versatile e supportato da tanti dispositivi diversi. In sintesi, dovrai accertarti che il CRM sia uno strumento di produttività e non un peso per le persone che lo utilizzano.

Dal momento dell’adozione del CRM nella tua azienda avverrà una piccola rivoluzione, che, ci azzardiamo a dire, sarà positiva al 100%.

Non continuerete ad usare la rubrica o i client di posta come Outlook, Thunderbird o ancora peggio ICloud mail  per gestire i contatti per annotare quanto è stato detto durante una chiamata. Una volta che hai un sistema CRM, userai quello.

Il CRM deve essere il luogo in cui viene raccolto tutto ciò che riguarda i tuoi clienti e deve diventare rapidamente una parte fondamentale e necessaria di gestione del tuo lavoro.

Il software gestionale dovrebbe (e, se ben usato, diventerà) il centro nevralgico del tuo team di comunicazione, di quello di marketing e di quello commerciale. Quando inizierai a capire che il capitale umano che rappresentano i tuoi clienti è il reale valore della tua azienda, allora inizierai a capire anche il fondamentale compito svolto dal CRM

Le applicazioni CRM possono aiutarti a fare ordine nel caos delle interazioni con i tuoi clienti, consentendoti di concentrarti sul tuo reale potenziale anziché perdere tempo inutile a dover recuperare informazioni qua e là.

Una volta entrato nel meccanismo, imparerai a contare sul CRM e impiegherai sempre meno tempo ad utilizzare tale sistema rispetto ai vecchi strumenti.

Il CRM è il cuore della tua azienda

Se la tua attività sta avendo successo nel presente, hai bisogno di una strategia che cavalchi questo trend per il futuro. Da dove partire?

Ancora una volta, torniamo a ribadire che le informazioni che hai sui tuoi clienti sono la tua migliore arma per affrontare le incognite che ti aspettano. A questo servirà, dunque, raccogliere i dati provenienti dalle vendite, dal servizio clienti, dal marketing e dal monitoraggio dei social media. Con un CRM potrai avere una panoramica completa della tua clientela e non solo.

Avrai tutto in un unico luogo. Un sistema semplice e personalizzabile, che ti consente di raccontare la storia di un cliente, lo stato dei suoi ordini, i problemi che nel tempo si sono manifestati e altro ancora.

I tuoi marketers possono attingere al CRM per meglio comprendere e aumentare il valore della pipeline di vendita o delle opportunità in entrata, rendendo la previsione di fatturato più semplice e più veritiera.

Il reparto di assistenza al cliente potrà invece giovare della funzione di aggregazione delle informazioni provenienti da più fonti. Oggi infatti le persone tendono ad usare molteplici canali per chiedere supporto o informazioni: dal tweet, alla mail, alla telefonata, al contatto in live chat sul sito dell’azienda. Grazie al CRM tutte queste comunicazione frammentate potranno essere canalizzate e gestite contemporanemante, senza perdersi nulla.

CRM

Un CRM può giovare immediatamente alla tua azienda

L’introduzione di una piattaforma CRM in una realtà aziendale ha dimostrato di produrre risultati positivi fin da subito, migliorando il suo ritorno d’investimento nel breve e medio termine.

Ecco come un CRM può giovare immediatamente alla tua azienda.

1. Riconoscere e classificare i lead

Un CRM può aiutare a riconoscere e catalogare nuovi lead in modo  rapido e automatico. Evidenziando facilmente le caratteristiche dei vari lead, il reparto vendite può formulare proposte più precise che avranno più possibilità di successo; i marketers potranno invece identificare i prodotti che necessitano di maggiore supporto o di un diverso tipo di promozione. Con informazioni complete, accurate e classificate su clienti e prospects, insomma, il tempo e le energie della tua azienda potranno essere meglio investite.

2. Reinvestire con successo sui clienti già acquisiti

Avendo una visione migliore e più completa dei tuoi clienti, miglioreranno anche le tue azioni di cross-selling e upselling con i clienti già acquisiti. Potrai monitorare costantemente la loro storia e concentrare su ognuno sforzi mirati che, proprio per questo, hanno ROI più alto. Bisogna ricordare che un cliente fidelizzato dà fiducia all’azienda e per questo è più propenso a spendere (e spendere di più).

3. Offrire un miglior supporto ai clienti

Come abbiamo accennato, grazie ad un CRM anche le attività di customer care miglioreranno. Questo strumento può fornire il servizio di supporto totale che i clienti di oggi si aspettano. In questo modo, i tuoi clienti si sentiranno seguiti, apprezzati e per questo ci saranno più possibilità che tornino a comprare da te

4. Migliorare i prodotti e i servizi

Un buon CRM sarà in grado di raccogliere ed elaborare informazioni da una grande varietà di fonti in tutta la tua attività. Questo ti darà una visione senza precedenti su come i tuoi clienti vivono il rapporto con la tua azienda e qual’è il sentiment riguardo ai tuoi prodotti/servizi. Potrai dunque migliorare quello che offri ed individuare problemi e lacune in modo precoce.

Perché dovresti iniziare ad usare un CRM di nuova generazione?

Esistono due modalità principali di memorizzazione per i CRM: in locale e in cloud. Quelli di ultima generazione, ovviamente, sfruttano principalmente la potenza dell’etere per consentire a chi ne usufruisce di avere più spazio in memoria e meno ingombro nei propri dispositivi.

Adottando una soluzione CRM cloud based, le aziende vengono liberate dalla necessità di installare software su ogni singolo computer e dispositivo mobile dell’organizzazione. In questo modo, le aziende possono ridurre i costi e aumentare la scalabilità.

I tuoi dipendenti e responsabili possono lavorare da qualsiasi luogo, incluso il team di consulenti che è continuamente in viaggio e può aggiornare immediatamente le informazioni dopo una riunione con una potenziale cliente.

La tua azienda non potrà più fare a meno di un CRM

Imprenditore, tieni a mente questo mantra:

Per avere successo oggi, un’azienda deve diventare cliente-centrica.

Il CRM è l’innovativo strumento che ti permette di farlo.

Cosa ne pensi? Non è ora che anche la tua azienda inizi ad approfittare di questa opportunità?

Vuoi avere altre informazioni riguardo gli incredibili vantaggi che la tua azienda può ottenere grazie all’adozione di un CRM innovativo? I professionisti di MG Group Italia potranno darti tutte le risposte che cerchi.

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Trova Nuovi Clienti migliorando la Lead Generation del tuo e-commerce

Trovare Nuovi Clienti per il tuo e-commerce ti sembra un’impresa impossibile? Forse hai bisogno di migliorare la tua Lead Generation.

Infatti, ogni tipo di attività commerciale, che si tratti di commercio all’ingrosso, vendita al dettaglio, Start Up o altro ancora, necessita di Clienti Potenziali qualificati che possono essere convertiti ​​in Clienti Paganti effettivi. L’e-commerce non fa differenza.

L’industria dell’e-commerce

L’industria dell’e-commerce è diventata competitiva come mai prima d’ora. Infatti, oltre ai nuovi concorrenti che nascono ogni giorno, ci sono le grandi piattaforme – tra le quali soprattutto Amazon – che occupano gran parte del mercato.

Il report “State of Inbound 2018” realizzato da HubSpot ha rivelato che per 3 venditori su 5, la sfida più difficile è quella di generare traffico e lead. Non sorprende quindi che il 70% di loro intenda investire un budget maggiore in demand generation nel nuovo anno.

Tuttavia, aumentare gli investimenti risulta inutile se si continuano ad usare le stesse vecchie strategie che, come si è visto, non funzionano.

Che ne dite di iniziare ad usare delle strategie innovative e collaudate che garantiscano una Lead generation costante?

Ecco qui 3 consigli che ti consentiranno di Trovare Nuovi Clienti migliorando la Lead Generation del tuo e-commerce.

e:commerce: due pc uno di fronte all'altro da cui sbucano due braccia di uomo, una che porge una busta e una che dà delle banconote euro

e-commerce: due pc uno di fronte all’altro da cui sbucano due braccia di uomo, una che porge una busta e una che dà delle banconote euro

3 Strategie per migliorare la Lead Generation del tuo e-commerce e trovare Nuovi Clienti

1. Riscrivi le descrizioni dei tuoi prodotti facendo attenzione alla SEO

Dimenticarsi della SEO è un errore purtroppo frequente nel mondo dell’e-commerce. L’importanza di realizzare descrizioni dei prodotti uniche,accattivanti e soprattutto ottimizzate per la SERP di Google è ben chiara a tutti coloro che scrivono sul Web. Le aziende di e-commerce emergenti, invece, dimenticano questo particolare e continuano a commettere lo stesso errore di usare le descrizioni così come si presentano al produttore esperto, senza personalizzare il testo né renderlo più comprensibile per gli utenti.

Ma se non renderai uniche le tue descrizioni, come potrà Google prendere in considerazione i tuoi prodotti? E se Google non ti indicizza, come farai a portare Visitatori sul tuo e-commerce? E se non hai visitatori, come otterrai dei Nuovi Clienti? Uno studio di Advanced Word Ranking ha infatti rilevato che le percentuali di clic ai siti dei rivenditori dalla SERP di Google passano da circa il 30% per la prima voce in lista a meno del 5% per la posizione numero 5. Sotto a questa posizione, è come se non esisteste affatto.

Non aver paura di entrare troppo nel dettaglio con le descrizioni dei prodotti. Spiega chiaramente tutte le caratteristiche: fai in modo che anche un bambino di 5 anni capisca e riesca ad usare il tuo prodotto solo leggendo la tua descrizione.

4 indicazioni per migliorare la SEO nella tua Pagina Prodotto

Ci sono quattro fattori fondamentali per ottimizzare la SEO delle tue Pagine Prodotto che ti faranno implementare la lead generation e di conseguenza, Vendere di più:

  1. Mostrare il prototipo di persona a cui è destinato il tuo prodotto, ad esempio scegliendo modelli o testimonial che corrispondano il più possibile al profilo del tuo Target
  2. Rispondere nella descrizione del prodotto a tutte le possibili domande che il tuo potenziale cliente potrebbe avere
  3. Chiedere ai Clienti che hanno già acquistato di lasciare Recensioni dettagliate (seleziona quelle che risultano più utili al tuo scopo)
  4. Offri un percorso semplice, intuitivo, veloce, facile per procedere all’acquisto.

Anche nel caso dell’usabilità della Pagina Prodotti dovrai fare in modo che chiunque possa essere in grado di fruirla. Più contenuti (e di migliore qualità SEO) hai sulle tue pagine, migliore sarà la comprensione e la considerazione da parte Google, maggiore sarà il tempo che i lettori spenderanno sul tuo e-commerce e, dunque, maggiori saranno i Lead qualificati che porterai nel tuo funnel.

2. Fai crescere costantemente la tua Mailing List e segmentala per ottenere risultati migliori

Non c’è modo migliore (e meno costoso!) di rimanere in contatto con i tuoi clienti che via email.

Così come è importante ottenere le e-mail dei clienti nel tuo e-commerce, risulta indispensabile anche acquisire gli indirizzi e-mail dei semplici visitatori del tuo sito Web. Un ottimo modo per raccogliere un gran numero di e-mail è quello di utilizzare inserzioni pop-up sulla tua pagina (temporanee, a scomparsa laterale o a comparsa prima dell’intento di uscita del navigatore). Potenzialmente, con i pop-up puoi acquisire e-mail dal 3% al 16% dei visitatori del sito Web a costo quasi pari a zero.

Una volta configurata la tua pipeline di acquisizione delle e-mail dei Clienti, non inviare in modo massiccio e indiscriminato tutte le tue comunicazioni. Piuttosto, segmenta in modo chiaro e ragionato il tuo database e invia messaggi diversi ai tuoi vari Clienti in base alle loro caratteristiche.

Un buon modo per segmentare il tuo pubblico è quello di partire dalle tue pagine Social. Qui potrai scoprire facilmente sesso, età e provenienza geografica dei Clienti interessati ai vostri prodotti/servizi.

Produrre e distribuire contenuti pertinenti e adatti ai vari segmenti della tua Clientela Acquisita o Potenziale può implementare in modo esponenziale le tue vendite.

e-commerce: tastiera di computer con tasto per comprare al posto dell'invio

e-commerce: tastiera di computer con tasto per comprare al posto dell’invio

3. Recupera Clienti indecisi con il Remarketing

Far sì che gli utenti arrivino sul tuo sito, come sai bene, è già abbastanza difficile. Lasciarli andare senza che comprino dal tuo e-commerce è  un’importante occasione persa. Frena l’esodo dei tuoi utenti reindirizzandoli con due dei metodi più efficaci in circolazione: le e-mail e gli annunci di remarketing (o retargeting).

E-mail di remarketing

Le e-mail di remarketing possono essere anche definite “e-mail dei carrelli abbandonati“, in quanto vengono inviate agli utenti che hanno aggiunto articoli al carrello e poi hanno interrotto il processo di acquisto. Queste sono un ottimo modo per ricordare ai Potenziali Clienti ciò che hanno lasciato in sospeso e per riportarli  nel funnel di vendita. Queste e-mail hanno il potere di riconquistare almeno il 15% delle entrate che sarebbero altrimenti perse.

Annunci di remarkting

Anch’essi servono per ricordare agli utenti la loro ultima visita al tuo e-commerce e si presentano sotto forma di annunci display mentre il tuo Potenziale Cliente sta navigando su altri siti Web. Gli annunci di remarketing offrono i migliori risultati sulla Rete Display di Google e su Facebook, grazie alla loro enorme copertura e alla quantità di dati che possiedono sui Potenziali Acquirenti.

Ci sono diversi tipi di annunci remarketing relativi all’e-commerce:

  • Remarketing di Ricerca: destinati agli utenti in Target che hanno cercato parole chiave correlate alla tua attività, ma  che potrebbero non aver visitato il tuo sito web
  • Remarketing del Sito: destinati ad utenti in Target che hanno visitato il tuo sito e che per questo hanno lasciato cookies
  • Remarketing contestuale: destinati agli utenti in Target che hanno visitato siti o pagine simili alle tue o tuoi competitors

I dati mostrano che i visitatori del tuo e-commerce che vengono esposti ad annunci di remarketing hanno il 70% in più di probabilità di conversione rispetto a quelli che non hanno mai visto gli annunci.

Inoltre, il Remarketing non è solo più economico della tradizionale pubblicità display e search in termini di CPA (costo per acquisizione), ma aiuta anche a rinforzare il tuo marchio nella mente dei tuoi clienti: un piccolo bonus!

Per concludere

Indipendentemente dal settore in cui operi, alla fine della giornata, la crescita dei tuoi ricavi è inesorabilmente legata alla crescita del numero di clienti che sei riuscito ad attrarre nel tuo e-commerce e a convertire in Clienti paganti. Questi nuovi clienti potrebbero venire da campagne pubblicitarie multimediali sfavillanti e ad alto budget o potrebbero essere il risultato di strategie di marketing a basso costo ma di alta qualità che danno risultati duraturi. Noi sappiamo qual’è la strada migliore. E tu?

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Come Vendere di più in 10 mosse

Come Fatturare di più?” è una frase che torna ripetutamente alla mente di qualsiasi imprenditore.

Ogni attività, per aumentare il proprio fatturato, ha un necessario bisogno di Acquisire nuovi clienti, Aumentare le vendite, Fidelizzare e Far Ritornare i Clienti ad Acquistare oltre che puntare a Moltiplicare il Portfolio Clienti tramite il Passaparola e le Recensioni.

Per riuscire nell’impresa di Vendere di più, ti consigliamo di seguire con attenzione delle semplici regole, senza tralasciare nessun dettaglio in fase di costruzione della tua strategia. Attingeremo alcuni “comandamenti” da quello che viene definito Marketing Automatico, termine con il quale si definisce un insieme di strategie di marketing organizzate con il supporto di tecnologie che rendono possibili alcune automazioni volte a velocizzare e migliorare il lavoro e la produttività.

Checklist con caselle spuntate e pennarello

Foglio bianco appoggiato su un tavolo di legno chiaro con lista di mosse da fare con caselle spuntate e pennarello nero sopra

Le 10 mosse per vendere di più

  1. Rivolgiti al Pubblico Giusto: individua il tuo target e costruisci una comunicazione ad hoc
  2. Comunica la Soluzione ad un Problema: il tuo messaggio deve farti spiccare come l’unico che può risolvere un preciso problema
  3. Costruisci un’Offerta Interessante: usa le tecniche del Marketing a Risposta Diretta in ciò che proponi
  4. Non vendere il tuo Prodotto ma la Soluzione al Problema: è questo che attira le persone
  5. Concentra i tuoi sforzi sulla Pubblicità a Risposta Diretta ed evita quella d’Immagine: ciò renderà le tue azioni tracciabili e misurabili grazie ai risultati immediati ottenuti
  6. Dai una motivazione valida all’utente per Rispondere Subito: non lasciare che le persone rimandino il momento di contattarti
  7. Descrivi bene Cosa Vuoi che Facciano le Persone per Contattarti e Cosa Succederà Successivamente: devi mantenere alta la loro concentrazione verso di te
  8. Imposta Campagne Multi-Step Costanti e Ridondanti: evita così che le persone si dimentichino di te o del tuo prodotto
  9. Strategia Multi-Canale: Utilizza tutti i canali possibili, sia Online che Offline, per rimanere in contatto con prospects e clienti
  10. Guadagna tramite i “Già Clienti” con i contatti Referral e tramite il risveglio degli ex-clienti.
piccola cassaforte da cui fuoriescono banconote euro sopra ad un tavolo dove sono sparpagliate altre banconote e monete euro

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Ricordati sempre che una Buona Strategia di Marketing dipende sempre da Alcuni Passaggi Fondamentali per la tua Attività.

Le 6 Campagne di Marketing per Vendere di Più e Aumentare il Fatturato:

  1. Campagna di Acquisizione Clienti: acquisisci contatti affini al tuo target di riferimento;
  2. Campagna di Attivazione dei Contatti Acquisiti: comunica con i lead che non hanno ancora acquistato;
  3. Campagna di Monetizzazione e Fidelizzazione dei Clienti: tieniti in contatto con i clienti per fare in modo che acquistino più volte;
  4. Campagna di Monetizzazione: converti i Lead Caldi in Clienti;
  5. Campagna di Referral: chiedi ai tuoi clienti di consigliare la tua attività ad altri contatti o di presentarteli;
  6. Campagna di Riattivazione degli Ex-Clienti: trasforma i clienti “dormienti” in clienti attivi.

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ROAS e ROI: come valutare l’efficacia di una campagna digitale?

Realizzare una campagna di advertising digitale significa, anzitutto, individuare un chiaro obiettivo e soprattutto le azioni necessarie da compiere per il suo raggiungimento. E questo si traduce, per l’azienda, in un investimento sia di tempo che di risorse umane ed economiche.

Quanto sono efficace sul web?

Il primo modello di valutazione che ci viene in mente, in ambito aziendale, è il ROI (Return on Investment) che tecnicamente misura il ritorno, in termini economici di introiti, che entra in azienda a seguito di uno specifico investimento, nel nostro caso in pubblicità e comunicazione. La domanda a cui il ROI risponde è: come la campagna contribuisce, in base all’investimento, al raggiungimento degli obiettivi aziendali?

Se da un lato quello del ROI rappresenta un modello sintetico ed efficace perché fornisce un indicatore numerico ed economico, dall’altro il modello non consente di entrare nelle specificità che caratterizzano una campagna di advertising perché si ferma alla valutazione economica senza approfondire l’effettivo impatto generato dalle singole azioni messe in campo.

Per entrare nel vivo maggiormente e renderci conto di quanto possa esser efficace, in termini di impatto, ad esempio amplificando le azioni degli utenti rispetto alle call for action, una campagna di advertising digitale abbiamo l’opportunità di prendere in considerazione un nuovo approccio: il ROAS (Return on Advertising Spend) che tecnicamente misura il ritorno rispetto all’investimento specifico di advertising. Secondo tale approccio, una campagna viene valutata in base ai ricavi lordi generati e non in base ai costi sostenuti e quindi risulta interessante in quanto ci fornisce un’analisi ulteriore che amplifica il risultato presentato dal modello ROI. In pratica, il ROAS considera l’attività di marketing come strumento anzi “costo necessario” per lo sviluppo del business aziendale ed effettua le sue valutazioni scendendo in maniera verticale sulle diverse azioni che contraddistinguono una campagna. A differenza del ROI che, invece, considera l’investimento effettuato in marketing e pubblicità come un semplice strumento, come gli altri, per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Il ROAS scende nel dettaglio della campagna e consente di vedere concretamente che ritorno ci arriva da ogni singola azione che abbiamo pianificato, non soltanto in base al costo che sosteniamo per progettarla e implementarla ma soprattutto in termini di incrementi di valore generati dalle singole attività. Ad esempio possono esser analizzati i click totali generati su di un link o sito, il tasso di conversione (quanti click si traducono in azioni concrete come acquisti per esempio) e, soprattutto, il tasso di vendita che in altre parole significa quanti utenti, tra quelli che compiono azioni che indichiamo, fanno incrementare le nostre vendite.

Valutare i risultati delle campagne con ROI e ROAS

Se all’apparenza i due modelli sembrano discordanti, in realtà per comprendere quanto siamo efficaci con le nostre campagne non possiamo prescindere da una combinazione, sinergica, tra i due dando a ciascuno quello che è il suo campo di indagine. Attraverso il modello ROAS, ad esempio, riusciamo a comprendere quanto può esser incisiva una campagna in base a quanto viene generato e potremmo addirittura ipotizzare quali ulteriori investimenti potremmo fare per migliorare la capacità di generare “lead” e conversioni. Incrociando il tutto con il modello ROI, inoltre, potremmo comprendere, poi, quanto la nostra campagna è efficace, e quindi da mantenere, rispetto ai costi sostenuti per progettarla e realizzarla. Con il ROI, quindi, avremo la possibilità di filtrare i dati emersi dal ROAS in ogni singola azione della campagna in base alle risorse che vi abbiamo dedicato e in questo modo potremo avere un indicatore maggiormente ponderato e valuteremo con grande attenzione la realizzazione di nuovi investimenti. Per semplificare, ma senza nulla togliere all’effettiva utilità dei due modelli, potremmo dire che, nella storia, il ROAS è la “cicala”, che ci invita a fare nuovi investimenti in pubblicità perché quello che interessa è che ci siano più “lead”, e il ROI è la formica che ci ammonisce a considerare che un’azienda, dopo tutto, si basa pur sempre sugli introiti generati e che quindi qualsiasi azione va valutata in base al rapporto tra costi sostenuti e ricavi generati.

Entrambi i modelli, come spesso accade tra posizioni all’apparenza in contrasto, ci restituiscono concretamente una lettura, o meglio, un pezzo di verità. E in un contesto “liquido” e mutevole come quello dei social e delle piattaforme digitali affidarsi a entrambi i modelli, per tarare al meglio le nostre strategie di comunicazione e advertising, significa semplicemente avere più elementi a disposizione. A patto, ovviamente, di esser ben consapevoli dei pregi e limiti di ciascun approccio. Per prender il meglio delle opportunità che ognuno dei due modelli ci può offrire.

Siamo esperti nella comunicazione online e ti forniremo tutti gli strumenti per valutare i risultati delle campagne e del nostro lavoro. Contattaci per una consulenza gratuita

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Le Mappe di Calore: che cosa sono

Qualsiasi cosa facciamo, dalla mattina quando ci svegliamo fino alla sera, non è nient’altro che un trasferimento, da e verso cose e persone, di energia e, semplicemente calore. Quando camminiamo ad esempio oppure addirittura quando mangiamo, pensiamo e proviamo emozioni. Tutto, quindi, può, per certi aspetti, esser misurato in base alla quantità di calore generato.

Le Mappe di Calore

La stessa capacità degli strumenti di comunicazione di esser pervasivi può esser valutata, per esempio, in base a “mezzi caldi”, quelli che producono un maggiore livello di coinvolgimento e aggregazione, a quelli “freddi”, che generano livelli bassi di engagement e si focalizzano principalmente su di una comunicazione e informazione da trasmettere.

Il web non rimane immune da questa logica e infatti esiste una modalità del tutto particolare, ma allo stesso tempo efficace, per valutare l’efficacia di un sito web, per capacità di interessare gli utenti e accoglierli, in base alla quantità di calore generata.

Si chiamano Heat Map, letteralmente mappe di calore, e sono strumenti avanzati che consentono di “mappare” gli accessi su di un sito in base alla quantità di movimenti, calore, generata dagli utenti. L’efficacia e il grado di coinvolgimento degli utenti vengono valutate in base ai “movimenti” degli utenti sul sito nel suo insieme o su componenti peculiari. In questo modo possiamo avere idea di come funziona il nostro sito nel senso di come si relaziona con gli utenti e come li coinvolge.

Come rendere un sito web efficace con le mappe di calore?

Fatto questo, abbiamo l’opportunità di progettare tutte le azioni efficaci per ottimizzare la web usability, la facilità di utilizzo dell’utente, e incrementare le “conversioni”, ovvero convertire l’interesse dell’utente in azioni specifiche, come ad esempio acquistare un prodotto se si tratta di un sito di e-commerce.

Nato negli anni 90 nel mondo della finanza per monitorare i flussi finanziari, il metodo dell’heat mapping consiste in una serie di strumenti che hanno l’obiettivo di fornire al gestore di un sito indicazioni fondamentali anzitutto su due aspetti: design marketing e content generation.

Il design di un sito, la sua progettazione a livello anche grafico ma meglio ancora intesa come organizzazione, logica, dei contenuti, è un aspetto fondamentale per garantire l’efficacia, in termini di traffico, di un sito. Un utente che si sente “accolto” su di un sito e trova la sua esperienza di navigazione “piacevole” e divertente tende maggiormente a rimanere nello spazio virtuale del sito e, talvolta, si sente maggiormente invogliato a rispondere a una call to action. Per lo stesso motivo, basilare e ancestrale per cui preferiamo stare in un posto bello e accogliente piuttosto che in uno asettico, senza personalità. Nel web funziona allo stesso modo.

Se l’utente si trova in un posto che non capisce, dove c’è confusione nell’organizzazione dei contenuti l’unica cosa che vorrà è uscirne al più presto anche se le informazioni sono interessanti e utili. Pure l’abito fa il monaco, talvolta.

Ma l’abito da solo serve a poco e quindi altro elemento rilevante è la content generation, il processo, logico e coerente, con cui vengono realizzati i contenuti di un sito. I contenuti devono, anzitutto, esser scritti in maniera chiara e semplice per far comprendere all’utente la maggior parte di quanto è presente sul sito. Banalmente, anche per non confondere e stancare.

Come funziona l’heat mapping?

L’heat mapping “disegna” una mappa di frequentazione delle diverse aree di un sito web distinguendole per colori caldi (come il rosso, l’arancione, il giallo) per definire le zone di maggiore frequentazione, e colori freddi (verde e blu) per quelle di minore flusso. Il tutto con diversi strumenti che si incrociano per avere dati dettagliati. Anzitutto, l’hover heat map analizza i movimenti del cursore sull’interfaccia grafica del sito. Dove l’utente si sposta ci sono i maggiori flussi di interesse e attenzione e se gli spostamenti avvengono in maniera del tutto casuale o irregolare può significare che l’utente è confuso, perchè svaria da una parte all’altra, e quindi che i contenuti o l’interfaccia sono stati realizzati in maniera poco chiara. Il click heat map, invece analizza i click effettuati dagli utenti e permette, quindi, di avere una panoramica sui punti che riscuotono maggiore interesse sul sito. A seguire, lo scroll heat map analizza i dati riguardanti il livello di scroll degli utenti. In altre parole se un utente “scrolla” regolarmente la pagina e vi rimane per un certo tempo, andando a fondo nei contenuti, significa che quella parte riscuote interesse e i suoi contenuti sono efficaci.

Tutti gli strumenti indicati rappresentano ciascuno una chiave di lettura differente e, insieme agli altri consentono di avere una mappatura unica su come funziona il sito e soprattutto su come riprogettarlo in base alle aree “fredde” e “calde”, riprogettando il design dell’interfaccia oppure riscrivendo i contenuti in maniera più accattivante.

Il mio sito è efficace?

L’utilizzo delle Mappe di calore è un approccio di analisi indispensabile per aziende, professionisti ed enti che vogliono incrementare la propria reputation sul web anzitutto ponendosi la domanda fondamentale: sono efficace sul web? Se si quanto?

Alla base di tutto però la considerazione che la mappa di calore del proprio sito non è un punto di arrivo ma solo l’inizio di un percorso, paziente, con cui comprendere le dinamiche della propria presenza sul web, e successivamente, dopo un po’ di tempo, riprogettarla valorizzando punti di forza e minimizzando, ove possibile, i punti “freddi” di debolezza.

Chiedici una consulenza gratuita per scoprire le mappe di calore del tuo sito web e come è possibile migliorare la web usability per i tuoi clienti.

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Come aumentare le Conversioni di un sito web

Chi decide, azienda o professionista, di creare un sito web e promuoverlo attraverso i canali social e le strategie di ottimizzazione vuole anzitutto creare traffico coinvolgendo il maggior numero di utenti possibile. In secondo luogo, obiettivo è quello di fare in modo che gli utenti siano invogliati a compiere un’azione, come effettuare un acquisto o iscriversi a una newsletter, insomma rispondere a quella che si chiama “call to action”. In questo modo un sito web riesce ad esser efficace attraverso un passaggio che prende il nome di conversione, che significa, semplicemente, convertire l’engagement degli utenti in azioni concrete.

La Coppa dei Campioni che ogni web strategist sogna, insomma.

Ma come facciamo? Come riusciamo a far in modo che gli utenti, ovviamente motivati, trasformino il loro interesse in conversioni?

Come incrementare le conversioni in 10 passaggi

Per incrementare le conversioni e rendere un sito web realmente efficace ci sono alcuni passaggi chiave. Per provare a vedere quali sono dobbiamo immaginarci ad esempio di voler lavorare sull’efficacia di un sito di ecommerce. In questo caso, quindi, le conversioni sono determinate dalle modalità con cui un utente viene invogliato a perfezionare un acquisto.

1. Chiarezza

Se vogliamo incrementare le conversioni e fare in modo che i nostri utenti trasformino l’interesse verso il nostro sito in azioni di acquisto di quello che vendiamo nel nostro negozio online, è importante anzitutto concentrarsi, nelle fasi di progettazione così come in quelle, continue, di modifica e revisione dei contenuti (sia grafici che testuali), sulla semplicità e chiarezza delle informazioni. Se, infatti, l’utente dispone di informazioni semplici e dirette sviluppa una maggiore propensione a permanere sul nostro sito, ne capisce la finalità e le caratteristiche e riesce, finalmente, a trovare in tempi brevi quello che cerca.

2. Fiducia

Il fatto che l’utente sia finito sul nostro sito, bisogna tenere a mente, non rappresenta mai il punto di fine ma senza il punto di arrivo perchè una volta che ce lo abbiamo portato, bravo il SEO specialist, dobbiamo lavorare affinché non solo rimanga ma si sente a proprio agio, sviluppi un’esperienza di navigazione divertente e piacevole. Andando più nello specifico, l’utente deve maturare la consapevolezza concreta che il sito è fatto proprio per corrispondere alle sue esigenze e deve sentirsi sicuro di poter effettuare acquisti senza che i suoi dati vengano in qualche modo compromessi. Concretamente, potrebbe rappresentare un’alternativa di valore, inserire contenuti sintetici che indicano, in poche righe, gli strumenti di pagamento accettati, i contatti in caso di difficoltà e, in generale, i principali strumenti di pagamento accettati.

3. Hosting

Se vogliamo che gli utenti non scappino a gambe levate dal nostro negozio online, è rilevante dedicare tempo e lavoro alla scelta dell’host dove collocare il nostro sito. Infatti, se il sito è “lento”, ovvero ci mette molto tempo a caricare i contenuti, l’utente sarà automaticamente invogliato ad abbandonare la sessione senza finalizzare nessuna azione di acquisto.

4. Design marketing e contenuti

Un’interfaccia accattivante, intuitiva e quindi semplice da usare per navigare tra i contenuti è uno stimolo fondamentale per l’utente che potrà esser maggiormente interessato a rimanere sul sito e ad acquistare un prodotto. Allo stesso modo, scrivere bene i contenuti che vogliamo promuovere, anzitutto individuarli e tararli in base al target di utente, è molto importante per fare in modo che l’utente rimanga incuriosito da quello che promuoviamo. Lo stile di scrittura varia da sito a sito, tuttavia un criterio standard di elaborazione contenuti può esser oltre che la semplicità e l’immediatezza anche la capacità di saper offrire all’utente un esperienza di viaggio all’interno dell’azienda e dei suoi prodotti senza scendere, in modo pesante, su contenuti molto specifici che rischierebbero di generare noia.

La progettazione dei contenuti, tuttavia, non si ferma alla realizzazione e pubblicazione dei contenuti ma prevede una costante attività di monitoraggio e analisi (anche sulla base delle heat map ad esempio) su ciò che funziona meglio e ciò che va peggio (per riprogrammarlo e creare valore).

5. Competitor strategy

Migliorare le conversioni del nostro e-commerce vuol dire avere un occhio attento, attentissimo, a quello che fanno i nostri competitor diretti: come si relazionano con i clienti, cosa scrivono e come per presentarsi, come scrivono i contenuti e che tipo di interfacce grafiche usano per dare l’idea di semplicità.

6. Identità

Gli utenti potranno sviluppare un maggiore senso di fiducia nei confronti del sito se comprendono l’identità dell’azienda e il suo focus di attività. Ad esempio si può prevedere l’aggiunta di una sezione “chi siamo” evidenziando l’esperienza nel campo della vendita al dettaglio.

7. Empatia

Se vogliamo avere successo e spingere gli utenti a convertire il loro interesse nei nostri confronti, è necessario che la strategia di ottimizzazione del nostro e-commerce, preveda, alla base, strumenti e metodologie, anche di linguaggio con cui avvicinarsi agli utenti e ai loro desideri. In sostanza, occorre capacità creativa per “pensare come un cliente”. Questo al contempo consente di sviluppare strategie personalizzate e di rafforzare il grado di fiducia.

8. Promo e convenienza

Qualsiasi sia l’oggetto e il prodotto che intendiamo vendere è innegabile che l’utente che intende fare shopping online può esser invogliato a finalizzare un acquisto se il sito presenta opportunità di sconto aggiornate capaci di rafforzare l’intenzione dell’utente a permanere e a tornare.

9. Customer care

Il successo del nostro e-commerce passa anche dalla capacità con cui non solo dialoghiamo con i nostri clienti (social network) ma soprattutto dal modo attraverso il quale offriamo supporto, in modo efficace (es. Con un call center dedicato o una chat) nei diversi aspetti: dal momento  in cui mette piede l’acquisto a quello in cui si perfeziona un acquisto l’utente deve sentirsi “a casa”, deve, cioè sentirsi seguito e supportato in tutte le esigenze che dovessero sorgere. Sapere cioè che il nostro e-commerce dispone di un servizio buono di reso, è un elemento che invoglia l’utente nella sua fase di acquisto.

10. Followers

Last but not the least: il nostro sito, per esser efficace e incrementare le conversioni deve far vedere all’utente tutto il track record di vendita e i rapporti intrattenuti con i clienti. In sostanza, pubblicare tutte le recensioni degli utenti, consente di avere una panoramica sul grado complessivo di engagement con l’obiettivo finale di invogliare l’utente all’acquisto: effettivamente sapere che qualcun altro ha comprato quel prodotto che noi stessi stiamo osservano è una forte call to buy.

Ma non bisogna concentrarsi solo sulle recensioni positive. Talvolta, pubblicare anche le recensioni di utenti non del tutto contenti dell’acquisto e/o del sito può rappresentare un elemento vincente in termini di fiducia perchè consente all’utente di vedere quanto il sito sia concretamente trasparente e con quale modalità risponde ad eventuali criticità emerse in ottica di problem solving.

Se ha un sito che non converte abbastanza e vuoi che i tuoi utenti ti facciano incrementare il Fatturato aziendale, contattaci per una consulenza gratuita.

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Google Shopping Insights: cosa si vende di più?

Google è il primo posto al mondo dove oggi andiamo, quando non sappiamo la risposta, per chiedere qualsiasi cosa. E, qualche volta, addirittura, ci orientiamo in base a quanto Mr. Google consiglia di fare e dire. Soprattutto quando vogliamo comprare qualcosa, Google è il primo posto dove andiamo a cercare una foto o semplicemente, la descrizione e recensione del Prodotto che ci interessa. Insomma, Mr. Google la sa lunga, di più di quanto noi possiamo a volte immaginare.

Infatti, Google Shopping Insights, è uno dei più recenti prodotti della casa, non ancora disponibile in Italia ma solo, per ora, negli Stati Uniti, che mette in campo una serie di strumenti innovativi molto utili per commercianti e venditori.

Cosa compreremo domani? Ce lo dice Google Shopping Insights

Incrociando l’enorme mole di dati proveniente da Google Shopping e da Google Search, Google Shopping Insights ci permette di avere una panoramica dell’andamento del nostro business e nello specifico la “popolarità” di un determinato prodotto, brand o categoria monitorando la propensione all’acquisto degli utenti. Il sistema è fatto in modo tale da tralasciare ricerche che possono sembrare casuali e di concentrarsi su quelle che effettivamente, in base al contesto e al numero di volte in cui vengono ripetute, possono fornire una certa intenzione dell’utente di acquistare un prodotto.

Il tutto è arricchito da una significativa componente di personalizzazione: la ricerca, infatti, può esser tarata in base a keyword che ci consentono di identificare un prodotto, brand o categoria, e anche con riferimento a un periodo specifico di nostro interesse e, addirittura, rispetto a una specifica area geografica, regione o città per vedere dove quel determinato prodotto viene maggiormente acquistato.

Negli Stati Uniti, ad esempio, Google Shopping Insights sviluppa una profilatura di circa 55.000 prodotti, 45.000 brand suddivisi in circa 5000 categorie con un campo di indagine che spazia su circa 210 aree designate di mercato (Designated Market Areas).

Come incrementare le vendite della mia azienda?

Entriamo nel vivo: proviamo a cercare un prodotto specifico, es. cravatte (“neckties”). La query, all’istante, genera un grafico che mette in luce l’evoluzione del trend di popolarità del prodotto nel periodo predefinito dell’ultimo mese. Il trend è ricavato dalla mole di ricerche, ripetute e quindi propedeutiche all’acquisto, eseguite dagli utenti. A tutela della privacy, i dati delle singole preferenze espresse vengono presentati come aggregato e quindi non risulta possibile risalire al dettaglio individuale.

Automaticamente, Google Shopping Insights propone una lista dei brand maggiormente “popolari”, sempre in base alle ricerche, sul nostro prodotto “neckties”

Il valore di popolarità va da 0, nulla o scarsa in base alle ricerche, a 100, volume massimo di “queries” per quel periodo, quella categoria, quell’area geografica.

Se vogliamo, poi, possiamo anche personalizzare l’area di ricerca su una regione (anzi stato visto che parliamo degli Stati Uniti) o una città specifica: strumento utilissimo per un venditore che intende espandere la propria attività in territori limitrofi o semplicemente rafforzarsi sul proprio contesto.

Ma Google Shopping Insights non si ferma qui, anzi.

Il prodotto fornisce, inoltre, uno strumento chiave di business intelligence: l’analisi dei potenziali competitor. La ricerca, infatti, può esser associata a un brand specifico e, in questo modo, con una comparazione possiamo avere una panoramica generale su quale brand sia maggiormente “desiderabile”, in base ai dati raccolti. E di conseguenza possiamo esultare, se siamo primi, o rimboccarci le maniche per invertire il trend e dirigerci verso attività di business più redditizie.

In sostanza, per il vantaggio competitivo, unico, rappresentato da Google in termini di flusso di utenti e per gli strumenti messi a disposizione, Google Shopping Insights può aprire una nuova frontiera del commercio elettronico e, al contempo, nuovi scenari per le strategie di business intelligence.

Se da un lato il boom del commercio elettronico verificatosi negli ultimi tempi ha dato il via a una progressiva “estinzione” di piccoli commercianti e venditori al dettaglio, dall’altro Google Shopping Insights può dare il via a un interessante rovesciamento della medaglia.

Grazie agli strumenti di analisi dei trend sulla popolarità di alcuni prodotti, il piccolo commerciante e il venditore al dettaglio possono avere l’opportunità di comprendere, in breve tempo, l’andamento di vendita, ipotetico, di prodotti e servizi, rapportarlo a quello dei propri competitor, riuscendo, se possibile, a riprogrammare le proprie attività verso settori di maggiore profitto. Si tratta di una sfida interessante soprattutto per il nostro “made in Italy” i cui protagonisti sono anche i piccoli imprenditori artigiani presenti sul territorio nazionale che molte volte fanno fatica a competere con i big player. Non si tratta semplicemente e soltanto di strumenti con cui salvare le piccole dimensioni commerciali ma di aprire nuove frontiere di sviluppo del business e job creation attraverso il mix, sapiente, tra la creatività artigiana e le opportunità emergenti dai big data e promosse, in questo caso, da Mr. Google.

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CRM: il nuovo cuore dell’azienda

CRM, o Customer Relationship Management è un software di gestione dei rapporti con i clienti, utile per l’organizzazione delle informazioni di contatto e la gestione delle interazioni con clienti attuali, potenziali e altri contatti. Si tratta di uno strumento che, tramite la gestione dei contatti e delle vendite, consente un concreto aumento della produttività.

Per un’azienda, solitamente, l’acquisizione di un nuovo cliente risulta più complicata rispetto al mantenimento di uno già acquisito. Peraltro, nonostante i clienti fedeli rappresentino la parte più cospicua delle entrate, molte aziende investono più denaro nell’acquisizione di nuovi clienti che nella cura di quelli già acquisiti. Per fornire un esempio pratico, capita spesso di essere contattati da un operatore telefonico di un’azienda di cui siamo già clienti per chiederci di diventarlo o, anche, di ricevere un servizio scarso e lacunoso nel caso in cui si richieda assistenza. Il CRM consente di evitare errori di questa natura e di coltivare i clienti già acquisiti prestando loro cura e attenzione. Le aziende più strutturate, e più consapevoli dell’importanza di questo aspetto, utilizzano il CRM per tenere traccia di ogni contatto con il cliente: visite, acquisti, messaggi e telefonate, anagrafica e storico acquisti per poter riuscire a supportarli e rendere più gradevole la loro esperienza e, in generale, il loro rapporto con l’azienda.

A cosa serve il CRM?

Il CRM oggi è la piattaforma base e fondamentale per gestire, in generale, ogni attività di marketing e vendita per qualsiasi startup, azienda e organizzazione. Grazie alla R di Relazione, una piattaforma CRM consente di…

  • Trovare i contatti che lavorano per la stessa società e tutte le interazioni (come i messaggi) che sono stati attivati.
  • Ottenere un’immagine più ampia dei tuoi contatti e sapere esattamente di cosa parlare la prossima volta che entrerai in contatto con il prospect.
  • Avere una rete sociale ricca di dettagli sulle persone più importanti per la tua attività di vendita.
  • Avere una rete marketing e commerciale interna che aiuta a capire i tuoi clienti attuali e i tuoi clienti futuri.

Come può aiutare l’attività commerciale?

L’introduzione di una piattaforma CRM ha dimostrato di produrre interessanti risultati, comprovandone il successo e il suo ritorno d’investimento nel breve e medio termine.

Nel concreto, il CRM, consente di…

  • Identificare e classificare i lead

Un sistema CRM può aiutare a identificare e aggiungere nuovi lead automaticamente o rapidamente e classificarli in modo accurato. Mettendo a fuoco i giusti valori, il reparto vendite può dare priorità a specifiche opportunità per chiudere proposte più rapidamente e il marketing può identificare i prodotti che necessitano di maggiore supporto per poi generare lead sempre più di maggior qualità. Con informazioni complete, accurate e centrali su clienti e prospettive, le vendite e il marketing possono concentrare la loro attenzione e l’energia sui clienti giusti.

  • Aumentare i il fatturato dai clienti esistenti

Comprendendo meglio i tuoi clienti, le opportunità di cross-selling e upselling diventano chiare dandoti la possibilità di vincere nuove attività dai clienti esistenti. Con una migliore visibilità e riconoscibilità, potrai anche mantenere i tuoi clienti soddisfatti con un servizio migliore. I clienti soddisfatti sono soliti diventare clienti ripetuti e sono portati a spendere maggiormente.

Potrebbe interessarti L’importanza dell’ attenzione al cliente: customer care, customer service o customer satisfaction

  • Offrire un miglior supporto ai clienti

I clienti di oggi si aspettano un supporto veloce e personalizzato in qualsiasi momento del giorno o della notte. Il CRM può aiutarti a fornire il servizio di alta qualità che i clienti cercano. I tuoi agenti possono vedere rapidamente i prodotti che i clienti hanno ordinato e possono ottenere una notifica di ogni interazione in modo da poter dare ai clienti le risposte necessarie, esaurienti e veloci.

  • Migliorare i prodotti e i servizi

Un efficace CRM raccoglierà informazioni da una grande varietà di fonti in tutta la tua attività. Questo ti darà una visione senza precedenti su come i tuoi clienti vivono il rapporto con la tua azienda in modo da poter migliorare quello che offri (in termini di prodotto e servizi), individuare problemi e lacune in modo precoce.

Leggi come Fidelizzare il cliente con 5 semplici accortezze

Perché adottare un CRM di nuova generazione?

Passando ad una soluzione di CRM cloud based, le aziende vengono liberate dalla necessità di installare software su ogni singolo computer e dispositivo mobile dell’organizzazione a livello mondiale.

Gestendo i dati attraverso un software e servizio di questo livello in un ambiente cloud sicuro, le aziende possono aumentare la propria produttività, ridurre i costi e aumentare la scalabilità.

Dipendenti e responsabili possono lavorare da qualsiasi luogo, incluso il team di vendita sulla strada che è in grado di aggiornare immediatamente le informazioni dopo una riunione con una potenziale cliente.

Per avere successo ormai si tratta di mettere il cliente al centro della propria organizzazione. Sembrerebbe ovvio no? Ma così non è.

Queste tecnologie esistono da oltre dieci anni e negli ultimi due si sono completamente rivoluzionate.

È ora di approfittare di queste opportunità

Grazie al nostro team di programmatori, MG Group dà la possibilità di creare CRM aziendali totalmente personalizzabili e custom a seconda delle diverse tipologie di business.

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