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Summer influencer: i più seguiti dell’estate 2018

L’estate è finita con un curioso annuncio di lavoro: il gruppo Vidanta, leader nella costruzione e nella gestione di resort di lusso in tutta l’America Latina, cerca social influencer e brand ambassador.  La società ha lanciato la campagna “Word’s best job”, creando un sito apposito per inviare la propria candidatura, ed è disponibile a pagare 120mila dollari per trovare qualcuno che provi i suoi resort e posti foto e video sui social.

E’ solo l’ultima di una lunghissima catena di notizie curiose che testimoniano la nascita e la crescita di un mondo, quello degli influencer sui social, che non finisce mai di stupire e che di certo avrà sempre più importanza in futuro.

Cosa è accaduto in Italia durante l’estate?

Basti pensare a ciò che è successo per un semplice matrimonio:  le nozze di Chiara Ferragni e Fedez hanno generato 67 milioni di interazioni sui social e – come ha scritto lo stesso Fedez in un post ideato per ringraziare il pubblico – alcune Instagram Stories pubblicate durante la cerimonia hanno raggiunto 3,2 milioni di visualizzazioni.

La coppia ha venduto tutto ciò che poteva vendere: nei giorni precedenti il matrimonio, la coppia ha girato con due mascotte disegnate dall’azienda di peluche Trudi (#SuppliedByTrudi), gli ospiti poi sono tutti arrivati a Noto su un volo Alitalia (#SuppliedByAlitalia), e Prada ha vestito la sposa nella festa pre cerimonia (#SuppliedByPrada). Per non parlare poi dei vestiti del gran giorno: l’abito della sposa è una creazione di Dior (#SuppliedByDior), quello dello sposo di Versace (#SuppliedByVersace). E questo è solo l’elenco degli sponsor principali, ma ce ne sono tanti altri interni all’operazione: dagli snack (Pringles e M&M’s), alle acque, al sapone liquido e così via, la lista delle sponsorizzazioni varie è lunghissima.

Il valore di tutto ciò è ignoto, ma il quotidiano La Repubblica ha osato fare una stima che si aggira oltre i 20 milioni di euro, altri invece hanno parlato di 67.

Chi sono i social influencer?

Non si tratta semplicemente di un lavoro strapagato, ma di una fiorente azienda che in sostanza vende soltanto una persona, il suo modo di vestirsi e il suo modo di comunicare. Non vi stupirà di certo a questo punto sapere che è lei la regina indiscussa degli influencer dell’estate. Chiara Ferragni è prima nella classifica stilata in occasione della Milano Fashion Week (19-25 settembre) sui profili instagram dei più forti influencer del mondo della moda. La Ferragni con più di 500.000 interazioni doppia la seconda in classifica, la YouTuber Marzia Bisognin con il modico numero di 236.000 interazioni in media per ogni post. Terza classificata, Alice Campello, che registra circa 204.000 interazioni, e infine due profili creati da uomini: il quarto è Mariano Di Vaio con 196.000 interazioni per post e poi c’è il modello/ingegnere Pietro Boselli con circa 140.000 interazioni.

Dal Fashion allo Sport: quali sono i principali settori degli influencer?

I fashion influencer, ossia i profili Instagram più influenti della rete legati al mondo della moda, sono ormai capaci di orientare le decisioni di acquisto di un numero sempre più grande di consumatori: lanciano prodotti, contribuiscono in modo determinante ad aumentare l’awareness di un brand e soprattutto si prendono una fetta sempre più grande dei soldi che le aziende investono nel webmarketing e nella pubblicità.

Il meccanismo con cui una stella nasce e un’altra muore è una girandola, o meglio un caleidoscopio di strumenti e significati. Ci sono decine e decine di influencer meno noti, con profili al di sotto dei 100.000 follower, che sono pronti a scalare la classifica. Chissà se ce la faranno o se il loro lavoro quotidiano sui social non si rivelerà essere altro che una fatica di Sisifo.

Nel fashion accade così, ma non è che nel calcio ormai il meccanismo di costruzioni delle strategie di marketing sia diverso. Questa estate 2018 ci ha regalato una grande prova di questo mutamento: l’ennesimo tripudio di follower, condivisioni e interazioni creato dall’annuncio del passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juve. Un tripudio di follower e naturalmente anche un gigantesco flusso di affari che ha permesso alla Juve di accrescere i gadget venduti e innalzare immediatamente il prezzo degli abbonamenti.

E voi cosa aspettate?

Nessuna azienda che voglia avere visibilità può ormai fare a meno di corteggiare gli influencer e di effettuare una campagna di marketing ben pianificata, sostenuta da un sito veloce, da buone pagine sui social e tanta attenzione al posizionamento nei motori di ricerca. Vale per i marchi famosi a livello nazionale ma vale anche per coloro che devono posizionarsi a partire dal proprio territorio, per quanto piccolo sia.

Possiamo creare per voi interessati campagne di social media marketing: richiedi subito una consulenza gratuita e prepareremo insieme un piano personalizzato capace di farvi notare anche dai più distratti.

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La carica degli Youtubers: chi sono e come hanno successo.

Sono tanti, e più avanza la nuova generazione di giovani nati nell’era degli smartphone, più il loro numero cresce. Sono gli youtubers, parola che abbiamo quasi tutti sentito pronunciare molte volte e che indica coloro che postano video sulla piattaforma di Google, per divertimento, per esprimersi e spesso anche con la speranza di tirarne fuori un reddito. Dipende da quante sono le visualizzazioni e i follower, come sempre quando si parla di social: per questo la carica degli youtubers è una carica competitiva, in cui lo sforzo creativo spesso è più teso a colpire l’attenzione del pubblico che ad esprimere i propri pensieri e le proprie capacità. Non a caso il genere ‘comico’ e quello ‘strano’ vanno per la maggiore: i click degli utenti italiani si conquistano per lo più a colpi di video strani, gag e mini-serie comiche.

Eppure non c’è solo questo: alcuni hanno intrapreso con successo la strada del tutorial, il video che spiega come fare qualcosa, come truccarsi o magari come vedremo dopo come risolvere un problema di matematica. Anche questo particolare tipo di Youtubers ha avuto la sua fetta di pubblico e alcuni di loro sono entrati a pieno titolo tra gli utenti ‘migliori’ con cui YouTube divide i ricavi pubblicitari. Non solo piccole cifre, a volte si tratta di cifre gigantesche, che hanno trasformato una passione in professione: come ad esempio per quanto riguarda PewDiePie, lo YouTuber più famoso al mondo, che raggiunge un fatturato di quasi quattro milioni di dollari l’anno con i suoi video sui videogames.

Youtube: una piattaforma da miliardi di dollari

Youtube non è infatti un gioco, è la terza app più scaricata di sempre, e il suo valore è stato fissato all’epoca dell’acquisto da parte di Google in ben 1,65 miliardi di dollari.
Il video, non ci sono più molti dubbi, è ormai la tecnica di comunicazione capace di generare il numero più grande di interazioni: persino i siti internet di informazione e dei quotidiani si sono negli ultimi anni riempiti di colonne con video strani, che producono più ricavi pubblicitari degli articoli seri e verificati dei giornalisti professionisti. E un altro segnale viene da Instagram, che ha deciso di investire sul formato dei video autoprodotti con lo smartphone mettendo on-line la nuova piattaforma Igtv.

Negli ultimi anni l’universo degli YouTubers è andato ampliandosi: il successo sulla piattaforma di video in streaming li ha portati fuori, verso le tv, e alcuni di loro hanno ottenuto programmi o partecipato a programmi come SocialFace, in onda su Sky, pensati per mettere al centro tutti i personaggi più famosi di YouTube e dei social network, da Favij a Greta Menchi.

Gli youtubers più famosi in Italia

E ora vediamo chi sono e cosa fanno gli youtubers più famosi in Italia. Ci sono casi che ci stupiranno fin da subito per la loro genialità, basata su idee semplici che rispondono a bisogni diffusi.

Un esempio è quello di LessThan3Math, il canale del trentenne Elia Bombardelli, professore di matematica e fisica in un liceo della provincia di Trento. Il suo canale è un corso completo per ripassare le materie che insegna: videolezioni sull’intero programma di una materia faticosa come la matematica e una rubrica, 4kexperiments, dedicata agli esperimenti di fisica. Argomenti insegnati nei licei scientifici e nei primi corsi universitari, quindi capaci di raggiungere un pubblico ampio e di portare il suo canale fino a numeri molto importanti: circa 25 milioni di visualizzazioni, 170 mila studenti, per circa 200 video caricati sulla piattaforma. Ripetizioni di matematica gratis in sostanza: un aiuto per chi ha bisogno di ripetizioni ma magari non può permetterselo.

Un’altro di questi nuovi talenti dell’intrattenimento online è un ragazzo che si fa chiamare CaptainBlazer: 14 anni, gioca ai videogiochi, ha aperto il suo canale soltanto a ottobre 2017, e in pochi mesi è cresciuto in maniera esponenziale fino ad arrivare tra i top Youtuber italiani. Il suo canale si rivolge soprattutto alla fascia dei ragazzini più piccoli, punta sulla simpatia e l’intrattenimento. Ma soprattutto ha sfruttato un’onda, quella della straordinaria popolarità guadagnata negli ultimi mesi dal gioco Fortnite, del quale svela i meccanismi, dando consigli, suggerendo mosse o reagendo alle partite di altri giocatori. E’ così che ha raggiunto le 320mila visualizzazioni al giorno, per un totale di 9 milioni di visite nell’ultimo mese. E continua a crescere perché la crescita degli iscritti è di circa 2000 al giorno, oltre 200mila iscritti in soli 6 mesi.

E ancora c’è il caso di Violetta Rocks, che ha un canale in cui si parla di cinema e serie tv, nato nelo 2011 oggi è praticamente un fenomeno del web. Notizie, curiosità, gossip, anticipazioni: la Rocksquad, la sempre più nutrita e divertente schiera di collaboratori di Violetta, si occupa di raccontare tutto ciò che accade nel mondo del cinema. Violetta Rocks supera i 150.000 iscritti su YouTube e i 43.000 follower su Instagram: un successo che nemmeno lei immaginava quando ha cominciato a fare video.

E poi ci sono i The Jackal, un gruppo di ragazzi campani con un canale che conta oltre 300.000 iscritti e cinquanta milioni di visualizzazioni. Nel canale vengono postate soprattutto parodie e mini serie comiche, su temi che vanno dall’omosessualità alla Camorra. I titoli più famosi? Vrenzole, Gomorra e Gay Ingenui.

ClioMakeUp invece è un canale YouTube per i video tutorial e i trucchi per il makeup. L’idea è di Clio Zammatteo, ragazza che grazie al successo ottenuto attraverso il blog e il canale YouTube è sbarcata in televisione dove conduce un programma su come truccarsi.

E ancora The Show: un canale dedicato a scherzi e candid camera. Due ragazzi che ogni settimana organizzano scherzi in giro per la città, li riprendono e li postano.

Infine vogliamo citare iPantellas, anche in questo caso una coppia di ragazzi con alle spalle oltre sette anni di comicità su YouTube. I loro follower e le milioni di visualizzazione sono anche in questo caso cresciute con video demenziali, satira a tutto campo e immancabili le parodie.

Fare marketing sul web con i video

E ora che hai conosciuto le storie di successo che passano dai video, ora che sai quanto pubblico si può intercettare usando le piattaforme per i video autoprodotti e in streaming, ora che hai capito che ciò che riesce ad avere successo nel popolo dei video fa velocemente tendenza, che aspetti ad utilizzare questo linguaggio per rafforzare il brand della tua azienda? Noi di Mg Group possiamo aiutarti ad individuare una strategia, a sostenerla tecnicamente e a cercare tutti i canali perché possa raggiungere il numero massimo di clienti potenziali possibili. Basta un click sul nostro sito per cominciare un nuovo entusiasmante capitolo nella storia della tua azienda.

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Viral Marketing: alcune campagne diventate virali

Che cos’è il viral marketing?

Internet ha stravolto il modo di comunicare delle aziende e fare pubblicità: quale migliore presentazione può ricevere un’azienda o un brand se non quella fatta da una persona disinteressata e soddisfatta dei prodotti o servizi offerti attraverso il viral marketing?

Il viral marketing è un tipo di marketing non convenzionale che fa parte del word-of-mouth e ha lo scopo di attivare il passaparola in modo virale. Con uno sforzo minimo le aziende riescono a raggiungere moltissimi utenti.

Il passaparola è la trasmissione di informazioni, considerazioni, opinioni su un prodotto o su un brand che avviene da persona a persona in modo informale. Il passaparola è sempre esistito, i cambiamenti avvenuti nel rapporto con le imprese e le evoluzioni nelle tecnologie di comunicazione, spingono a focalizzare in modo del tutto nuovo l’attenzione su questo fenomeno.

Il nome “virale” deriva dal fatto che la diffusione del messaggio avviene come un virus, sfruttando il passaparola. Per riuscire a funzionare il viral marketing deve avere un messaggio interessante capace di coinvolgere le persone al punto che, a loro volta, abbiano interesse nel diffonderlo ad altri.

Il pioniere del viral marketing è stato Hotmail che nel 1996 fece partire in Italia la prima campagna. Per diffondere il suo servizio e-mail gratuito, inserì ad ogni e-mail un testo non invasivo: “Ottieni la tua casella e-mail privata e gratis con www.hotmail.com”.

Il Viral Marketing che nel web trova ampio utilizzo è stato ideato da Ralph F. Wilson, consulente di E-Commerce, il quale definì un modello composto dai seguenti sei punti:

  1. 1 Offrire servizi o prodotti gratuiti
  2. 2 Facile da trasferire ad altri (amici e conoscenti)
  3. 3 Facilmente scalabile
  4. 4 Contenete motivazioni e comportamenti comuni
  5. 5 Utilizzare reti di comunicazione usate attualmente
  6. 6 Approfittare delle risorse altrui

Molti gli esempi di Viral marketing, partendo dalle e-mail contenenti aneddoti divertenti, giochi online, siti web curiosi, che nel giro di pochi giorni possono attrarre milioni di visitatori. Gli stessi YouTube e Facebook hanno trovato un ottimo alleato in questo tipo di marketing: nella fase iniziale si individua un contenuto portatore del “germe della condivisione” e lo si diffonde sul web in modo virale.

Vediamo insieme qualche esempio vincente.

Ice Bucket Challenge

Viral Marketing ice Bucket Challege

Come dimenticare il periodo in cui la timeline di Facebook è stata invasa da persone vittime di secchiate d’acqua in testa?

Stiamo parlando dell’Ice Bucket Challenge – letteralmente “sfida del secchiello del ghiaccio”.

Si tratta di una campagna virale lanciata dalla ALS Association (Associazione statunitense contro la SLA) con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sclerosi laterale amiotrofica e di stimolare le donazioni per la ricerca.

La sfida aveva questa forma: la persona nominata veniva filmata mentre si versava (o le veniva versato) un secchio d’acqua sulla testa. Dopo l’eroico gesto, il protagonista di turno avrebbe invitato, nominandole, altre persone a fare lo stesso. I designati avrebbero poi avuto 24 ore per rispondere alla nomination e fare una donazione alle Associazioni di malati di SLA e ai loro familiari per sostenere la ricerca.

Secondo dati diffusi dall’associazione nell’anno successivo al lancio della sfida sono stati raccolti 115 milioni di dollari.

Il fenomeno si è diffuso in modo virale sui social media nei mesi di luglio e agosto 2014, coinvolgendo anche personaggi famosi da tutto il mondo (da Zuckerberg a Bill Gates fino gli italiani Bocelli, Fiorello e Matteo Renzi).

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#LikeAGirl: storia di un esperimento sociale diventato virale

Viral marketing Like a girl

Questo è l’hashtag utilizzato nello spot andato per la prima volta in onda nel 2014 per la Always, famoso brand appartenente al gruppo P&G, che si occupa di prodotti per l’igiene femminile.

La sfida iniziale della campagna creativa è chiara: fare diventare il brand un punto di riferimento per il target femminile a cui si rivolge.

Per la campagna si è deciso di puntare al concetto di “woman empowerment”: rendere più sicure e consapevoli le giovani donne, spiegando e superando il disagio femminile nella transizione da bambine a giovani adulte.

“Considerammo i differenti fattori che influenzano le ragazze durante il delicato periodo della pubertà.” dice Judy John, CEO e Chief Creative Officer di Leo Burnett Canada “Nel corso di queste indagini, qualcuno attaccò alla lavagna un pezzo di carta con scritto come una ragazza”. Si comprese da subito la portata rivoluzionaria che quella frase, divenuta poi hashtag, avrebbe potuto assumere.

Si trattava di cambiare la percezione dell’espressione “come una ragazza”, da negativa a positiva, rompendo l’annosa relazione tra il genere femminile e i concetti di debolezza e inferiorità.

Relazione che le bambine non riescono ancora a cogliere appieno: pertanto, chiedendo loro di correre, o di combattere “come una ragazza”, avrebbero messo tutte se stesse nel farlo, dando quindi un senso tutto nuovo alla frase.

Dopo essere apparso nella vetrina pubblicitaria più appetibile, durante la finale del Super Bowl, è bastato poco perché il fenomeno #likeagirl prendesse piede sui social network, a partire da Twitter, dove post di varie figure femminili come atlete e soldatesse sono stati ritwittati centinaia di volte.

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Il Buondì Motta

Viral Marketing Buondì Motta

L’ultimo spot del Buondì Motta, in passaggio sui piccoli schermi italiani da fine agosto, non è di certo passato inosservato. L’autore dell’ultima trovata di marketing dell’industria dolciaria è Alessandro Orlandi, direttore creativo della filiale italiana di Saatchi & Saatchi.

In un giardino da sogno una bambina elegante chiede alla madre, con eloquenza improbabile, “una colazione che possa soddisfare la sua voglia di leggerezza e gusto”. La risposta della madre è negativa: possa colpirla un asteroide se quella colazione esiste per davvero!

Il resto è già storia.

La potenza virale della pubblicità gioca su due registri: il piano comunicativo, che prende in giro la creatività “politically correct” della concorrenza, con un linguaggio, quello della bambina, parodistico fino al surreale. Il secondo quello del finale a sorpresa dell’asteroide che, con una strage non annunciata, colpisce l’immaginario del target e genera condivisioni e discussioni appassionate sui social network.

Su Facebook abbiamo assistito alla proliferazione di meme tratti dalla sequenza principale dello spot con rivisitazioni in chiave storica, politica e cinefila.

In generale, il trucco comunicativo è quello di cavalcare l’onda delle notizie che fanno tendenza, trovando il modo di renderle irresistibili e quindi virali.

A questo punto potremmo porci la domanda: il messaggio della mia azienda può diventare virale?

Esistono alcune caratteristiche che rendono alcuni messaggi più “forti” rispetto ad altri. Gli esempi che abbiamo mostrato oggi, ad esempio, fanno leva su messaggi emozionali: la simpatia, la risata ma anche il senso d’appartenenza e la solidarietà, tutti ingredienti che contribuiscono a rendere i contenuti irresistibili e degni di condivisione.

Rivolgiti a dei professionisti, contattaci allo 05771516860 per una consulenza gratuita sulla gestione della comunicazione aziendale.

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