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Google Maps: arrivano i messaggi per negozi e aziende

Gli utenti di Google Maps da sempre utilizzano primariamente l’app per avere informazioni su come raggiungere fisicamente luoghi sparsi sul Globo Terrestre. Col tempo però, la piattaforma è diventata un vero e proprio prontuario per scoprire giorni e orari di apertura, dati di contatto nonché le recensioni dei clienti di negozi e aziende individuabili sulle mappe.

Tuttavia, per entrare in contatto con un’attività commerciale fino ad oggi era sempre stato necessario abbandonare l’app per affidarsi a servizi di messaggistica esterna. Da oggi, Google risolve questa disfunzione, integrando dentro Maps una piccola piattaforma di messaggistica che servirà agli utenti per richiedere informazioni direttamente ai gestori delle strutture.

La novità era stata anticipata dall’azienda di Mountain view nei mesi scorsi ma fino ad oggi era stata fatta provare in versione beta solo in alcuni paesi. Adesso il servizio sembra confermato e in arrivo a breve sugli smartphone  con sistemi Android e iOS.

Smartphone da cui escono in modo scomposto molte lettere colorate

Smartphone da cui escono in modo scomposto molte lettere colorate

Messaggistica di Google Maps: guida per gli utenti

La nuova funzione di messaggistica figurerà nell’App con la dicitura “Messaggi” e verrà inserita nel menù a tendina che compare sulla sinistra dello schermo, sia su smartphone che su PC, quando si clicca sulla localizzazione di un’attività commerciale sulla mappa.

Pare che per avviare la conversazione, per gli utenti sarà sufficiente fare swype da sinistra verso destra. Cliccando invece sull’icona “Messaggi”, si aprirà una sorta di storico delle conversazioni in cui l’utente potrà visualizzare tutte le comunicazioni intercorse con l’attività commerciale.

La nuova sezione di Google Maps non avrà quindi l’aspetto di una piattaforma di messaggistica istantanea, come del resto non ne ha lo scopo. Infatti, poiché i messaggi scambiati con negozi e aziende saranno di natura tecnica e informativa, si presume che le persone usufruiscano di questa funzionalità prima, o comunque in differita, rispetto all’uso di Maps come navigatore. “Messaggi” assomiglierà dunque più ad una casella di posta collegata a filo diretto con le attività commerciali.

Grazie a “Messaggi” potremo scoprire comodamente da casa e soprattutto direttamente su Google Maps, se i nostri negozi preferiti fanno promozioni o se hanno riassortito un prodotto che ci interessa, se fanno aperture straordinarie o se accettano animali e così via.

Indiscrezioni parlano della possibilità, in futuro, di poter “seguire” le attività commerciali direttamente sull’App per sapere in tempo reale degli sconti o delle offerte a tempo limitato riservate a chi usa l’app di Google.

Uomo che con due mani regge uno smartphone illuminato

Uomo che con due mani regge uno smartphone illuminato

Messaggistica di Google Maps: guida per le aziende

Sull’altro versante, le aziende che vorranno interagire con i propri clienti grazie a questo nuovo strumento, dovranno scaricare la nuova applicazione Google My Business, per registrare la propria attività ed abilitarla alla ricezione di questo tipo di messaggi. In questo modo i negozi verranno indicizzati sul motore di ricerca direttamente con il pulsante per i messaggi integrato.

La comodità di “Messaggi” di Google Maps sta anche nel fatto che non è necessario per le aziende possedere un sito internet preesistente per ottenere questa funzione. Basterà che il gestore dell’attività scarichi sul proprio smartphone Google My Business e colleghi la sua attività al proprio profilo Google.

Inoltre, Google sta aggiornando l’applicazione lato business per consentire agli imprenditori o ai proprietari di locali di creare sull’app una loro piccola scheda sull’attività che consenta di visualizzare delle particolari promozioni, aggiornabili ogni giorno.

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Antitrust: multa per Apple e Samsung per Obsolescenza Programmata

A volte pensiamo che quello che abbiamo tra le mani duri per sempre o comunque, per certi aspetti, che ci si avvicini. Quando compriamo qualcosa, ad esempio, inconsciamente vorremmo che si conservasse, così come è incurante dello scorrere del tempo.

Fino a quando non arriva un qualsiasi momento in cui ci rendiamo conto che così non è. E ci rimaniamo pure male perché come sempre pure alle “cose” ci dedichiamo e ci facciamo affidamento.

Cosa accade nel settore tecnologico?

La tecnologia, o meglio i progressi a cui siamo costantemente sottoposti, ondata dopo ondata, ci hanno abituati, per certi aspetti, a  cambiamenti rapidi e avvicendamenti “naturali” dei prodotti che animano la nostra vita quotidiana. Tutto in sostanza, ha da essere di “ultima generazione” per raggiungere migliori livelli di performance, svolgere il lavoro nel minor tempo possibile e consumare, almeno sulla carta, un quantitativo minore di energia.

Un processo che si configura come essere del tutto normale se consideriamo la velocità con cui l’innovazione incede nella vita di tutti i giorni. Insomma, cambiare quello che non funziona più o che non funziona più bene come una volta ci può anche stare il problema è che non può trattarsi di avvenimenti “programmati” o peggio ancora “condizionati”.

Che cos’è l’Obsolescenza Programmata?

Il tema dell’obsolescenza programmata, ovvero la capacità che i produttori hanno, talvolta, di condizionare e programmare la durata dei prodotti, è di grande attualità e richiamo, e affonda le sue origini agli inizi degli anni 20 del secolo scorso, il 1923 per l’esattezza, quando con il “cartello Phoebus”, i principali produttori di apparati elettronici si misero d’accordo per mettere in commercio lampadine con una durata massima programmata di mille ore con l’intento di incrementare le vendite.

Potrebbe anche starci che alla fine un prodotto, dopo un certo periodo di tempo, venga ad esser sostituito ma il tema, alla base, è che il consumatore, nelle sue scelte, deve esser sempre libero e soprattutto informato di tutto quello che riguarda il prodotto che ha acquistato. Quando, infatti, l’obsolescenza programmata, non reca informazioni può, semplicemente, tradursi in danno per gli utenti. E infatti, su queste basi l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), alla fine di ottobre, ha multato Apple e Samsung per aver programmato, in maniera poco trasparente, l’obsolescenza dei suoi dispositivi.

La multa a Samsung e Apple

Le due multinazionali, infatti, hanno bombardato gli utenti di messaggi funzionali al download di aggiornamenti di sistema pensati per dispositivi superiori che una volta scaricati non consentivano di tornare alle condizioni precedenti e che, soprattutto, provocavano gravi rallentamenti ai rispettivi device rendendoli, quindi, “obsoleti”.

Pratiche scorrette secondo l’Antitrust, che ha multato le due compagnie per un totale di 15 milioni di euro, riscontrando una netta e concreta mancanza di trasparenza nei confronti degli utenti tenuti all’oscuro dalle multinazionali sulle conseguenze, negative, degli aggiornamenti scaricati.

Il problema che ha sollevato l’Antitrust è la mancanza di trasparenza nei confronti degli utenti e soprattutto la non possibilità di tornare alle condizioni precedenti rispetto all’installazione degli aggiornamenti. Si provoca in questo senso un danno che difficilmente può esser sanato e si condiziona l’utente, anche in maniera psicologica, all’acquisto di nuovi dispositivi quando magari quelli precedenti rimangono a tutti gli effetti funzionanti.

Come ha rilevato l’Autorità Francese per la protezione ambientale e l’energia in un recente rapporto, l’impatto psicologico è rilevante soprattutto con riferimento all’obsolescenza percepita di alcuni dispositivi che quotidianamente utilizziamo: sappiamo, ad esempio, che i nostri dispositivi funzionano bene e comunque ci consentono di fare quello che, alla fine, ci serve. Ciononostante, dopo un certo periodo di tempo siamo portati, inconsciamente, a considerarli come obsoleti, da sostituire per prenderne altri più “al passo coi tempi” mentre, invece, risultano esser perfettamente funzionanti.

Potrebbe accadere ancora, anzi, quasi sicuramente accadrà vista la pervasività dell’innovazione che riguarda i dispositivi che animano la nostra vita quotidiana e soprattutto la difficoltà di rintracciare violazioni come quella riscontrata dall’antitrust.

Possibili soluzioni

La soluzione, tuttavia, non sempre potrebbe esser rappresenta dalla semplice condanna di atteggiamenti sbagliati. La multa per obsolescenza programmata , ad esempio, rimane sempre sanzionatoria di un atteggiamento svolto nel passato e non incentiva, in modo spontaneo, un miglioramento e un cambiamento di paradigma.

Interessante, invece, sarebbe proporre, insieme alla multa, nuovi approcci di accordo con le grandi multinazionali dell’elettronica finalizzati per lo sviluppo di nuove strategie con cui tutelare gli utenti, fornendo informazioni sui prodotti in maniera dettagliata e relativa assistenza, e al contempo, promuovere la vendita di nuovi dispositivi. Ad esempio, oltre che sanzionare, le grandi multinazionali, potrebbero incentivare comportamenti finalizzati a raccogliere dispositivi datati o non funzionanti offrendo in cambio ai clienti sconti particolari e personalizzati per l’acquisto di nuovi prodotti messi sul mercato.

Il caso dell’obsolescenza programmata e della multa ai due giganti, ci mostra che, ancora una volta, la tecnologia e il mercato non sono buoni o cattivi a prescindere ma sono sempre e solo strumenti. Il significato reale che questi hanno sta sempre nell’utilizzo che ne facciamo.

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Rendi famoso il brand con pubblicità ‘pay per impression’

Vuoi sapere come far crescere il numero dei tuoi clienti e il volume del tuo fatturato? Allora devi sapere cos’è la brand awareness e come puoi aumentarla. Unisciti alle tantissime aziende che ogni giorno si prendono cura della propria identità e notorietà. Non farlo significa perdere occasioni ed opportunità che potresti invece cogliere grazie agli opportuni investimenti nel web e social media marketing. Una strategia sicuramente utile è quella di utilizzare campagne di inserzioni basate sulla formula commerciale del ‘pay per impression’, realizzate attraverso Facebook Ads e Google ADW.

Cos’è la brand awareness e perché è importante per la tua impresa

Cominciamo dalla definizione: la brand awareness è la riconoscibilità di un marchio e la capacità dei consumatori di associarlo ai prodotti o all’impresa che lo usano. In sostanza si tratta di considerare quanto un marchio sia famoso, e soprattutto quanto esso venga ricordato dal pubblico largo dei potenziali clienti. Più un marchio è conosciuto, più persone, al momento del bisogno, cercheranno on-line proprio il nome dell’azienda o del prodotto che sono immediatamente in grado di richiamare alla mente.
Un meccanismo semplice e facilmente comprensibile da chiunque, che spesso viene però trascurato da molti professionisti e perfino da alcuni comunicatori, troppo concentrati soltanto su obiettivi a breve termine che rischiano di non assicurare risultati duraturi nel tempo.

Se invece vuoi dare gambe solide al tuo business puoi scegliere di investire nella brand awareness, affidandoti a professionisti che si occuperanno per la tua azienda di misurare con dati oggettivi il livello di notorietà del tuo marchio, quello dei tuoi competitors e di individuare una solida strategia per farti conoscere da quanti più clienti possibile.

Comunicare per raccontare la propria storia e i propri valori

Tutto si gioca intorno alla capacità di raccontare la storia del proprio marchio, i valori che rappresenta e di cercare un contatto empatico con le persone: investire in questo tipo di comunicazione è una scelta di straordinario valore, che darà i suoi frutti sul lungo periodo. Tutti i marchi più famosi investono molto nel brand in Internet, consapevoli che la sola strategia lead generation non può essere sufficiente per chi ha l’obiettivo di essere presenti su tutti i media e i canali per attirare massicciamente l’attenzione dei potenziali clienti, per comunicare al meglio la propria corporate identity e costruire un legame emotivo più forte di quello che si può ottenere con una campagna di marketing finalizzata esclusivamente alla vendita.

Perché scegliere una campagna pay per impression?

Una strategia sicuramente utile è quella di utilizzare campagne di inserzioni basate sulla formula commerciale del ‘pay per impression’, realizzate attraverso Facebook Ads e Google ADW. Banner e video con illustrazioni e testi coinvolgenti, capaci di attirare il pubblico più interessato al brand proposto e di sedimentarsi nella sua memoria.
Quando si deve impostare una strategia di rafforzamento del brand infatti ci si orienta in questa direzione, se si dispone di un budget adeguato e di una efficace targetizzazione questa è sicuramente la scelta migliore: nel caso in cui l’annuncio riceva numerosi click, si pagherà comunque soltanto per le visualizzazioni, con una evidente maggiore convenienza economica.

I formati, strumenti, regole per una buona campagna di branding

In Facebook sono tre i formati a disposizione per le inserzioni: video, slideshow e il formato canvas consentono di calibrare il messaggio sul target di riferimento in maniera efficace, in modo da comunicare in maniera ricca il brand value.

In Google Adwords ci sono a disposizione almeno cinque tipologie di inserzione: annuncio di testo nei motori di ricerca, annuncio nella sezione Shopping, annunci in app mobile, banner nel Google Display Network e annuncio video su Youtube. Tra questi, gli ultimi due consentono di configurare la campagna di advertising sulle impostazioni e le funzionalità più utili ad aumentare la brand awareness.

Una campagna pay per impression efficace trae il massimo risultato anche da budget limitati, seguendo segue alcune piccole ma fondamentali regole nella costruzione delle inserzioni:

  1.  scegliere un layout visivo coerente con il messaggio,
  2.  usare testi empatici orientati all’engagement emotivo del pubblico,
  3.  usare un linguaggio pertinente, preciso ed evocativo,
  4.  generare curiosità per spingere i potenziali clienti ad approfondire la conoscenza dell’azienda o dei suoi prodotti
  5.  usare call to action chiare, che illustrino in maniera chiara i vantaggi dell’azione proposta.

Risultati concreti e misurabili

Con un buona strategia sarà possibile raggiungere risultati importanti e verificabili. L’analisi dei dati è uno dei passaggi chiave per migliorare il proprio marketing. Diversamente da quanto non accada con la tradizionale pubblicità, con i tools del web e dei social è possibile monitorare concretamente i risultati dei propri investimenti in tempo reale. Alla fine di ogni campagna potrai sapere con esattezza dati e numeri delle persone coinvolte, verificare l’efficacia del messaggio sul target individuato e quindi gestire al meglio le risorse economiche disponibili per massimizzare i risultati in futuro.

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Grazie al suo team giovane e dinamico MG Group ti garantisce strategie di qualità e personalizzate per il tuo brand, derivanti da uno studio approfondito della tua azienda.

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Un sito web performante punto per punto

Il sito web non è un semplice tool messo a caso come corredo al proprio business. Una volta online è necessario che disponga di elementi performanti per poter comunicare il vostro messaggio aziendale al meglio, rendervi visibili e professionalmente adeguati ai tempi attuali.

Un sito web ben strutturato e organizzato non solo è facile da navigare ma anche veloce, altra caratteristica che ben lo fa amare da Google. La funzionalità è la caratteristica fondamentale di un sito web: pur linkando pagina dopo pagina, le persone devono sempre poter tornare indietro, andare avanti nella pagina successiva o decidere di linkare la home per tornare al punto di partenza. Il sito web deve poi essere completo: non devono mancare pagine come quella dei servizi o l’elenco dei prodotti dell’azienda perché contenuti imprescindibili di cui nessuno può fare a meno.

Vediamo insieme come costruire lo scheletro di un sito web.

Le pagine da inserire nel menù del sito web

L’homepage è la pagina di apertura del sito, la pagina che dovrebbe contenere il cosiddetto “effetto wow!” e far venir voglia quindi di esplorare il sito e continuare la navigazione.

La homepage può essere statica o dinamica: la prima appare sempre nello stesso modo, mentre l’altra cambia a seconda ad esempio dell’ultimo articolo del blog che è stato pubblicato.

Non esiste sito web senza la famosa pagina chi Siamo. Lo sbaglio da non commettere è quello di parlare di sé o della propria azienda in maniera meramente descrittiva o auto-referenziale. Le pagine about di maggior successo rispondono alle domande dei visitatori: Chi sei? Chi sono i tuoi collaboratori? Le tue partnership? Quali clienti hai? Ma soprattutto quale problema risolvi? È la pagina ideale per proporre la newsletter, ad esempio.

Altro ingrediente fondamentale è la pagina dedicata ai servizi: servizi o prodotti che siano, infatti, il sito web necessita di una pagina sempre aggiornata da dedicarvi.

Da dove cominciare per una descrizione efficace? Il primo stratagemma è quello di annotare tutte le domande poste dai clienti al momento della richiesta del preventivo al fine di capire cosa vogliono sapere, quali informazioni ricercano maggiormente e soprattutto quali sono i dubbi al riguardo. Maggiori dettagli si riescono a fornire e maggiori obiezioni alla vendita si riesce a superare, maggiore sarà l’efficacia della pagina: in questo modo la conversione delle visite in contatti e in potenziali clienti sarà quasi automatica.

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sito web

Vitale è, poi, la pagina contatti: nonostante la si dia per scontata, esiste un numero sconfinato di siti che non provvedono alla creazione e per cui è necessario navigare altrove per la ricerca contatti.  Questa preziosa pagina va posizionata nel menù di navigazione, al termine, dopo tutte le altre. Consigliabile peraltro linkarla in una call to action (CTA), il pulsante che invita le persone a compiere un’azione. In questo caso specifico è utile chiedere di essere contattati per un preventivo o una richiesta informazioni. La pagina contatti deve poi contenere un modulo per l’invio di una richiesta immediata, un contact form: è necessario che indirizzo, numero di telefono, icone social collegate ai vari network e indirizzi mail siano in evidenza.

Per concludere, il cuore pulsante dell’attività: il blog. Si tratta della pagina cardine del sito e per questo necessita di un aggiornamento frequente, è interattivo e dinamico. A differenza delle altre pagine statiche, infatti, il blog ha bisogno di un lavoro continuo di creazione dei contenuti, pubblicazione e diffusione sui social per cui è necessario un preventivo piano editoriale.

Per avere qualche dritta in più, rivedi Come e perché creare un blog di successo

A questo punto è pronta la sitemap (base per la mappa) del sito web. Come detto in precedenza, è necessaria l’ideazione di una strategia preventiva, oltre ad evitare pagine poco utili e poco coerenti con il lavoro SEO alla base dell’attività.

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Marketing 4.0 : un’opportunità per il futuro delle imprese

Tante aziende stanno avviando un percorso di trasformazione digitale in ottica Industry 4.0 e Marketing 4.0, una nuova declinazione del concetto di marketing che rappresenta un’opportunità per ridefinire il futuro delle imprese italiane.

Industria 4.0 e digitalizzazione dei processi produttivi, distributivi e di consumo, sono gli elementi alla base del cambiamento.

Non si tratta solo dell’introduzione dei nuovi strumenti tecnologici ma di un vero e proprio salto di qualità a livello organizzativo e di marketing da parte delle aziende: occorre modificare, infatti, processi e strategie, al fine di implementare nuovi modelli di business per competere nel mercato e trasformare le esigenze dei clienti in benefici tangibili.

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Ma qual è il ruolo del marketing 4.0 in questa nuova partita?

È evidente che la tecnologia ha modificato il modo in cui i clienti si relazionano con le aziende e si connettono tra di loro, ponendo loro stessi al centro del proprio universo. Così, ad essere coinvolti in questo processo di trasformazione non sono solo le organizzazioni ma anche i consumatori, sempre più esigenti e iperconnessi.

Dopo il Marketing 1.0 basato sui prodotti, il Marketing 2.0 in cui si spostava il focus sui clienti e il Marketing 3.0 in cui si spiegava il sistema dei valori che un’azienda dovrebbe esprimere, nasce il nuovo concetto di Marketing 4.0, che punta alle relazioni e alle connessioni tra aziende e clienti. Questo nuovo approccio permette alle imprese, da una parte di reagire in modo più efficiente alle variazioni della domanda e dall’altra di avvicinare la distanza tra loro e il consumatore finale.

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E così, come il marketing si adegua all’ondata della nuova rivoluzione industriale, quest’ultima si adatta al nuovo comportamento dei consumatori introducendo sistemi di produzione intelligenti che permettono di conoscere in anticipo gusti ed esigenze degli utenti e superare il tradizionale approccio del mercato di massa in esperienze di consumo personalizzate.

Qual è allora oggi la grande sfida?

Il Marketing 4.0 rappresenta, quindi, un ulteriore ripensamento dell’argomento marketing, focalizzato sulla convergenza tra nuovi bisogni del consumatore e trend tecnologici. Si tratta di un approccio nuovo che unisce l’interazione offline a quella online tra azienda e clienti, riflettendo soprattutto sul cambiamento del cosiddetto customer journey, ovvero il viaggio del cliente dal momento in cui entra in contatto col marchio fino a quando acquista e vive una vera e propria user experience.

Il nuovo modello prevede 5 A (fasi):

Scoperta (aware)

Attrattiva (appeal)

Ricerca (ask)

Azione (act)

Passaparola (advocate).

Le imprese trasformano i dati, intesi come bisogni, desideri, emozioni e comportamenti delle persone non solo in prodotti ma in veri e propri servizi (servitization) e in un’assistenza continua al cliente, protagonista assoluto di ogni processo decisionale.

MG Group Italia potrà aiutare la tua impresa a creare relazioni e connessioni con i tuoi clienti attraverso l’attuazione di strategie di Marketing 4.0

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Integrare la Rete Vendita al Web Marketing

Guadagnare in efficienza riducendo i costi, con l’integrazione del Web Marketing nella rete vendita aziendale

La rete vendita delle aziende, ha sempre avuto il ruolo di stabilire una relazione diretta con il potenziale cliente. Il rapporto interpersonale è da sempre il vero valore aggiunto di un venditore, ma oggi qualcosa è cambiato. Le potenzialità senza confini di Internet e l’avvento del Web Marketing hanno cambiato le carte in tavola e anche il più bravo dei venditori deve saper operare attraverso i nuovi canali che il Web mette a disposizione.

Perché la rete di vendita tradizionale deve integrarsi con le nuove strategie digitali

Ormai, chi cerca uno specifico prodotto o servizio, ha sempre meno bisogno di un venditore a cui rivolgersi. Grazie ad Internet ognuno può cercare da solo ciò di cui ha bisogno.

Con questa affermazione può sembrare che la figura del commerciale tradizionale, sia destinata a sparire, perché non più in linea con le moderne tecniche di marketing.

Non sarà così, soprattutto per le aziende più lungimiranti, le quali, per battere la concorrenza si impegneranno ad adeguare le proprie risorse alle nuove realtà.

Dovrà essere fatto un graduale processo di integrazione della vecchia rete commerciale con le attuali regole del Web Marketing. Studiare e adattare alle proprie esigenze le nuove strategie e le nuove possibilità offerte dal marketing online.

Una moderna azienda che vuole essere leader nel suo settore, non può fare a meno di considerare questi aspetti.

Dovrà imparare ad usare i nuovi strumenti per poterne sfruttare le potenzialità, allargando così i propri orizzonti commerciali.

Integrare la rete commerciale con il Web Marketing rappresenta una sfida che non deve spaventare

Affrontare un tale cambiamento rappresenta una sfida importante e ci si troverà a doversi confrontare con lo scetticismo e la paura di staccarsi dal marketing tradizionale.

Alcuni commerciali di vecchia generazione sono convinti che certi prodotti e servizi siano impossibili da vendere attraverso il web. Nulla di più sbagliato; infatti basterà cercare su Google questi prodotti e vedremo che ad essi sono associate migliaia di ricerche mensili.

Questo vuol dire che, attraverso i canali che la nuova frontiera del Marketing ci mette a disposizione potremmo attirare in inbound buona parte degli autori di queste ricerche.

Questo non vuole dire che la rete vendita tradizionale sia inutile, anzi, l’azienda ha bisogno di una rete commerciale. Il prodotto deve essere venduto sopratutto dai venditori, ma è sbagliato non considerare che migliaia di potenziali clienti ormai cercano in internet quello di cui hanno bisogno.

Un’azienda che decide di trascurare questo fattore non farebbe che precludersi uno spazio di vendita potenzialmente infinito, lasciando spazio alla concorrenza.

Scopri se SEI UN VENDITORE CHE SI SA VENDERE?

Orientare la propria rete commerciale verso i nuovi canali digitali vuol dire risparmiare considerevolmente sulle spese

Anche dal punto di vista dei costi il risparmio sarà notevole. Pensiamo solo alle spese che il venditore sostiene per raggiungere i clienti di una giornata di lavoro: carburante, pedaggi ecc. Tutti costi che con l’integrazione del marketing digitale verrebbero notevolmente ridotti.

Senza dimenticare che l’attività di vendita può essere condotta ovunque senza limiti territoriali, basta avere un PC o un tablet connessi a Internet. Inoltre si può procedere nella propria attività senza i vincoli degli orari d’ufficio e teoricamente si può essere operativi H24.

Le aziende che hanno sempre vissuto di marketing tradizionale spesso vedono Internet come una minaccia e non come un’opportunità.

E’ naturale che il web abbia cambiato il modo attraverso il quale l’utente prende informazioni e decide cosa acquistare. Prendendo consapevolezza di ciò, non bisogna restare a guardare, ma avere spirito di iniziativa per potersi rinnovare velocemente.

Molti venditori vecchio stampo, manifestano diffidenza verso il marketing online, reputandolo meno efficace del marketing tradizionale.

Come sempre la verità sta nel mezzo, e le campagne marketing più efficaci sono quelle che riescono a conciliare entrambi i mondi.

Il venditore non deve sentire venir meno la propria professionalità, deve solo accettare la nuova sfida ed imparare ad usare gli strumenti che il Web Marketing mette a disposizione, così da integrarli con le proprie capacità nei rapporti interpersonali.

Il contatto umano non dovrà mai mancare ma si dovranno apprendere le nuove tecniche per raggiungere il cliente, grazie ai nuovi sistemi di comunicazione e strategie commerciali.

Le aziende che operano con una rete di vendita tradizionale contattano direttamente il cliente, a volte avvalendosi di fornitori di servizi esterni, come call centers che fissano appuntamenti per i venditori.

Questo vuol dire operare in outbound, cercare di raggiungere i potenziali clienti attraverso contatti telefonici oppure con la vendita porta a porta.

Molto meglio operare in inbound e attirare il cliente a se, magari ottimizzando la SEO del sito web aziendale, o grazie ad una campagna Pay Per Click. Il cliente sarà sicuramente più predisposto all’acquisto in questo modo, invece che essere scocciato da un call center o da un venditore porta a porta.

L’azienda per mantenere la rete di vendita al passo con i tempi deve investire in formazione

Il web marketing consente di rimodulare la propria rete vendita per orientarla verso nuove strategie di contatto, pur restando fedele al rispetto del rapporto umano.

C’è chi pensa alla possibilità di eliminare la propria rete vendita in favore del web marketing, ma non è questa la strada da intraprendere.

Parte della rete vendita dovrebbe essere formata per potersi dedicare al Web Marketing.

Leggi anche Ascolto attivo: la base del venditore perfetto

Investire in questo tipo di formazione, vuol dire per l’azienda poter trasformare i propri agenti di vendita, in esperti di Digital Marketing e poter così sviluppare la propria rete commerciale anche sul web.

In questo modo anche un singolo venditore può fare marketing, operando in autonomia.

Attraverso le pagine dei Social e attraverso i motori di ricerca, può cercare nuovi clienti lavorando sulla propria professionalità e la notorietà del prodotto o servizio venduto.

Sempre nel contesto delle policy aziendali, potrà di sua iniziativa fare campagne di content marketing, email marketing oppure campagne Social Media.

Se pensi che la rete vendita della tua azienda abbia bisogno di integrarsi con le nuove realtà offerte dal Web Marketing, per essere sempre al passo con i tempi, contatta subito Mg Group. I nostri esperiti verranno incontro alla tue esigenze con la massima professionalità.

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Aziende e Web Marketing: una necessità

Nel corso degli anni Internet ha smesso di essere un semplice strumento di ricerca e svago, divenendo un grande alleato nel seguire le proposte dei brand a cui si è affezionati, nello scoprirne di nuovi e nell’effettuare acquisti.

Si vive un momento di crisi che si dimostra però un momento di transizione, trasformazione ed evoluzione senza precedenti in cui tantissimi imprenditori e professionisti realizzano la necessità di guardarsi intorno e confrontarsi tra loro. Il cambiamento è quindi, essenzialmente, una necessità di cui prendere coscienza e da sfruttare al fine di poter gestire in modo ottimale senza correre il rischio di subire passivamente.

Quali sono le caratteristiche del mercato digitale?

Per quel che riguarda la situazione generale, si è anzitutto registrato un boom di acquisti tramite smartphone e tablet legato ad azioni strategiche di marketing quali la DEM (direct email marketing) o le e-mail commerciali, visualizzate nella loro maggior parte su dispositivi mobili di questo tipo. Non è da sottovalutare, poi, neanche il calo del potere d’acquisto da parte dei consumatori, meccanismo che ha favorito l’incentivazione degli acquisti online per gli innumerevoli sconti concessi al popolo del web tramite, per esempio, le newsletter pubblicitarie, che agevolano l’acquisto da parte del numero sempre crescente di consumer informati e attenti al risparmio.

Emergono poi dati di cui è importante tenere conto come la preferenza espressa dal 77% degli utenti di ricevere comunicazioni marketing sulla propria casella di posta piuttosto che mediante i mezzi pubblicitari classici. In questo scenario, le aziende devono necessariamente tenere conto dell’esigenza dei clienti di valutare e paragonare, rapidamente ma senza pressioni, promozioni e vantaggi offerti; al contempo, poi, dal punto di vista edonistico, non devono trascurare il fatto che il consumer trova appagante il sentirsi cercato e in qualche modo corteggiato e coccolato dal brand a cui si rivolgerà per effettuare acquisti con il massimo dei vantaggi e il minimo dello sforzo.

Scenario Italiano

Dinnanzi allo scenario in cui l’epoca attuale si trova, il Web Marketing riveste ufficialmente il ruolo di nuovo mezzo strategico in ambito comunicativo/pubblicitario. Si spendono ogni giorno milioni di parole sulla necessità per le aziende di digitalizzarsi, al fine di sfruttare quanto più possibile le potenzialità del Web.

Tuttavia, l’Italia è tendenzialmente il Paese dei tardivi digitali: in pochi, infatti, si trasmutano in immigrati digitali – coloro che pur essendo cresciuti in un’epoca precedente alle nuove tecnologie le hanno poi adottate – e ancora meno sono i nativi digitali che hanno la possibilità di fare azienda 2.0. Per queste ragioni è prioritario fare chiarezza sul perché sia davvero necessario per le aziende – e non solo – cominciare a sfruttare le potenzialità del Web e delle nuove tecnologie per fare marketing, certamente, ma anche per comunicare la propria identità.

Perché il Web Marketing è una necessità?

Il Web Marketing è quella branca del Marketing che utilizza il canale WEB per tutta quella serie di azioni volte a studiare il mercato ed a promuovere l’attività commerciale. Tali attività devono essere pianificate preliminarmente attraverso una strategia (Web Strategy) con obiettivi ben delineati.

È un dato di fatto che le nuove generazioni abbiano assunto il web come luogo per eccellenza in cui esprimere emozioni, esperienze ed opinioni personali.
Altrettanto vero è che lo stesso web ha vissuto un incremento esponenziale delle opportunità di visibilità, di lavoro e di scambi commerciali ed è per questo che si tramuta oggi in uno dei luoghi principali in cui è possibile partire per comunicare lo stesso cambiamento.

Come verificare se questo è vero? Prendere come riferimento delle aziende “di successo” che in questo momento sono in controtendenza, può dare buoni spunti di riflessione?

Si è a conoscenza del fatto che se si vuol essere dei punti di riferimento del mercato occorre aggiornarsi per essere sempre all’avanguardia.

Ma il mercato nel suo complesso cosa fa?

Le PMI come si pongono? Sanno cose vuol dire avere una Web Strategy e fare Web Marketing? Usano l’e-mail Marketing? Fanno Web Advertising? Hanno bisogno di Social Media Marketing o sviluppando App per dispositivi Mobili?

Senza dubbio moltissime aziende vantano un approccio aperto e disponibile a valutare ed approfondire i concetti di comunicazione o semplicemente a richiedere supporto operativo, ma poi, nel concreto, quelle che effettivamente decidono e agiscono sono ancora poche: pur avendo a mente le infinite potenzialità offerte dal nuovo modo di comunicare, non decidono e attendono.

Il ruolo di MG Group Italia in questa nuova era della comunicazione pubblicitaria è quello di fornire appoggio e coadiuvare sia le company più navigate che quelle aziende digiune di tale materia, guidandole nella focalizzazione dei propri obiettivi e nel porre l’accento sui meccanismi di fidelizzazione del cliente, rendendo quest’ultimo l’ingranaggio centrale di un meccanismo di customer satisfaction.

sveglia web marketing

 

“Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate,
ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”
(Martin Luther King)

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La Pubblicità Pay Per Click e paghi solo se cliccano

Il Pay Per Click è uno strumento pubblicitario che permette all’inserzionista di non spendere nulla fino a che l’annuncio non riceve click da parte degli utenti.

Attivare una campagna Pay Per Click è anche un ottimo stratagemma per far guadagnare visibilità al tuo sito web e posizionarti ai primi posti della Serp dei motori di ricerca.

Con il Pay Per Click si genera un processo che rende immediato il risultato di una ricerca organica

Puoi sfruttare la possibilità di avere immediatamente una visibilità che di solito richiederebbe settimane o mesi e poter così raggiungere i clienti fin da subito.

La SEO, infatti richiede del tempo per essere efficace, ma se la tua azienda non può aspettare, perché deve reclamizzare un prodotto o servizio, in offerta oppure stagionale, troverai nel Pay Per Click la giusta soluzione.

Certo, non sempre devi aspettarti un risultato immediato. Dovrai pianificare le tue inserzioni cercando di guardare al futuro, nell’ottica di consolidare la tua clientela.

Successi parziali ottenuti nel breve termine possono dare l’illusione che la campagna pubblicitaria funzioni meglio del previsto ma non sempre è così.

Una campagna Pay Per Click destinata a pubblicizzare un prodotto complesso deve necessariamente essere ben strutturata

Un progetto Pay per Click efficace, potrebbe richiedere anche mesi per arrivare a funzionare come si deve e maturare risultati concreti e duraturi.

Devi però sapere che potrai decidere il costo massimo per clic che sei disposto a pagare. Una volta stabilito il budget, si dovrà pensare a come creare l’inserzione.

La prima cosa da fare è quella di scegliere keywords idonee al tipo di annuncio.

Le parole chiave, derivate dai termini di ricerca che i potenziali clienti utilizzano per le loro query, sono essenziali per l’efficacia dell’inserzione.

Potrà capitare che le keywords scelte siano le stesse usate dai tuoi concorrenti e in questo caso lo sforzo andrà diretto nel realizzare un’inserzione particolarmente attrattiva e originale.

Fino a questo punto le notizie sono confortanti. Con il Pay Per Click puoi pianificare quanto spendere, e soprattutto paghi solo se il cliente clicca sull’annuncio. Ma riuscire a creare una campagna efficace non è facile. Ci vuole esperienza e intuito senza i quali si rischia di non raggiungere gli obiettivi prefissati e noi di MG Group Italia potremo darti tutto il supporto necessario per la creazione di una campagna ottimizzata.

Bisognerà condurre un’accurata indagine di mercato relativamente al prodotto o al servizio che vuoi promuovere.

Dovrai cercare le parole chiave derivate dai termini di ricerca che il potenziale cliente utilizzerà per cercare il prodotto che vendi.

Il testo e la grafica degli annunci dovranno essere attraenti e sempre in tema con quanto vuoi pubblicizzare, così da attirare l’attenzione del potenziale cliente e non dimenticare di studiare quello che fanno i tuoi competitor.

Le campagne Pay per Click con AdWords

La principale risorsa per le campagne Pay Per Click naturalmente è Google.

Con il servizio AdWords realizzi una campagna pubblicitaria sia a livello globale che mirata, per aggredire le aree geografiche che ti interessano di più.

AdWords dà la possibilità la possibilità di creare diversi tipi di inserzioni:

  • Gli Annunci della rete di ricerca nei quali, l’inserzione, con link ipertestuale, verrà visualizzata tra i primi risultati della ricerca organica di Google;
  • Gli Annunci display, che comprendono sia il testo, i banner, le inserzioni su Gmail e Applicazione, che serve per creare una campagna specifica per determinate categorie di app;
  • Gli Annunci video, attraverso il canale Youtube;
  • Campagna universale per App, per promuovere la tua App su Ricerca Google, Google Play, YouTube e all’interno di altre app.

Queste sono le soluzioni disponibili al momento, ma parlando di Google, si sa, le cose sono sempre in evoluzione. Le continue modifiche dei suoi algoritmi non vengono quasi mai divulgate ma vanno sperimentate sul campo.

Secondo le ultime novità, sembra che la soluzione migliore sia quella di dare massima autonomia ad AdWords, riguardo la categoria dell’offerta, il posizionamento e anche relativamente alla dimensione e forma dei banner.

All’inserzionista rimane la scelta di determinare a quale target di clienti rivolgere l’annuncio.

A carico suo anche la parte testuale e grafica dell’inserzione, nonché le keywords giuste e magari uno slogan efficace.

Le parole chiave fanno sempre la parte del leone. Keywords competitive e budget bassi non sono la soluzione ideale ma con gli opportuni strumenti si possono ottenere buoni risultati.

Ricorda, che se hai già delle campagne in corso, è consigliabile, modificare periodicamente le inserzioni.

Potrai intervenire sul testo, cambiare le parole con sinonimi, scrivere numeri al posto di lettere ecc.

I vari tipi di inserzioni Pay Per Click

Oltre agli annunci di testo e ai banner, le inserzioni Pay Per Click possono essere fatte anche sotto forma di video, per quanto riguarda il canale Youtube, oppure si può usare il sistema degli acquisti in app nei dispositivi mobili.

Ci sono delle regole importanti per mantenere una campagna pay per click efficace.

Le campagne devono essere monitorate e ottimizzate secondo un processo di continuo miglioramento.

Le parole chiave che hanno un minor rendimento andranno eliminate in favore di quelle più efficaci.

Attraverso strumenti di analisi come Google Analytics potrai stabilire quali sono gli utenti per te più redditizi e quindi orientare la campagna verso quel target.

Le alternative ad AdWords nel Pay Per Click

AdWords è il sistema più conosciuto, ma non è certamente l’unico. Qui di seguito alcune alternative:

  • Bing Ads, meno strutturato e completo di AdWords ma con costi più bassi. Il pubblico raggiunto non è ampio come quello di Google e gli annunci sono visualizzati su Bing e Yahoo. Sebbene questi due motori di ricerca non abbiano un grandissimo numero di utilizzatori, con Bing Ads sarà possibile raggiungere fasce di mercato che con AdWords sarebbero sature.
  • Ad Roll, una piattaforma di retargeting che ha il grande punto di forza di poter accedere all’FBX, il database di Facebook. Gli svantaggi forse sono di avere le tariffe un pò troppo alte.
  • Yahoo Gemini, non può competere con Google per quanto riguarda i volumi di ricerca ma le sue tariffe sono incredibilmente basse. Usa un sistema di targeting demografico che consente di raggiungere una nicchia di clienti diversa da quella di AdWords. Inoltre, è molto user friendly ed è facile configurare una nuova campagna partendo da zero.

Quali sono i veri vantaggi del Pay Per Click?

E’ una forma di pubblicità molto meno costosa, rispetto a quella cartacea o radio televisiva.

Intendiamoci, se il budget è elevato si può costruire una campagna Pay Per Click da migliaia e migliaia di euro. Chi ha meno risorse, troverà nel Pay Per Click la soluzione ideale per raggiungere velocemente risultati.

Con il Pay Per Click potrai raggiungere gli utenti veramente interessati ai servizi o ai prodotti che vuoi promuovere. Lo scopo non è solo quello di attirare pubblico generico sul sito, giusto per incrementarne le visite.

L’immediata visibilità dell’inserzione consente di pianificare anche offerte stagionali.

Se vuoi un aiuto per realizzare e poter monitorare delle campagne Pay Per Click efficaci, affidati a dei professionisti. Contatta subito Mg Group. Potrai ricevere soluzioni personalizzate in linea con le tue esigenze.

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Facebook e Cambridge Analytica: cosa è successo

I retroscena di un caso che sta scuotendo l’opinione pubblica, e l’importanza dei dati al tempo del web

Facebook è di nuovo in prima pagina, da quando è stato scoperto che Cambridge Analytica, una compagnia di consulenza politica con sede a Londra, è stata capace di raccogliere milioni di dati personali dagli utenti del social network più utilizzato al mondo e venderli ai propri clienti, con l’intento di dargli una mano nelle loro campagne politiche. Tra le altre cose, Cambridge Analytica si è mossa per aiutare i propri clienti a identificare i comportamenti dei votanti, in modo che questi potessero influire sul comportamento di voto. In poche parole, attraverso questo meccanismo è stato possibile targettizzare gli utenti per avere la possibilità di ricavare profili psicologici molto precisi degli iscritti a Facebook, e poi di fornire a ciascuno di loro un contenuto costruito su misura.

BROGLI MADE IN USA?

Ad alzare ancora di più il polverone, il fato che Cambridge Analytica avesse collaborato alla campagna presidenziale di Donald Trump; ciò significa che i dati raccolti sarebbero stati utilizzati impropriamente per far sì che le persone fossero spinte a votare l’attuale presidente USA. Uno scandalo non da poco, che sta accendendo il dibattito pubblico e politico di questi ultimi giorni in tutto il mondo.

I numeri sono impressionanti: si parla di circa 50 milioni di persone cui è stata violata la privacy; ciò in se stesso non sarebbe poi così clamoroso. Infatti dobbiamo tenere conto che Facebook registra tutti i dettagli della nostra attività sulla piattaforma: quello che facciamo, ma anche quello che non facciamo, dove siamo e con chi siamo. Il social network è costruito così: il loro modello di business è vendere informazioni agli inserzionisti, e più queste informazioni sono precise più valgono. Il problema sta nel fatto che i dati sono stati poi utilizzati per fini propagandistici, cercando di influire sulle scelte delle persone: questo non è legale.

COME FUNZIONAVA IL MECCANISMO

La strategia era semplice, e consisteva nel far apparire nelle bacheche “giuste” i post “giusti”, non solo prettamente slogan elettorali o manifesti legati alla campagna di Trump, ma anche articoli, video, altri tipi di contenuti. Ognuno di questi era creato per rispondere esattamente alle aspirazioni e soprattutto alle paure degli individui.

In secondo luogo poi, gli esperti di Cambridge Analytica, sapevano esattamente chi raggiungere; in base al sistema elettorale americano, per vincere bastano pochi voti di differenza in alcuni stati chiave. Per questo motivo CA ha focalizzato i suoi sforzi su Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, dove era cruciale convincere gli elettori a non votare per Hillary Clinton ma per Trump. Più che far cambiare opinione, era necessario convincere gli indecisi; Trump alla fine ha avuto meno voti della sua sfidante, ma ha vinto grazie a questo meccanismo.

Ma non soltanto l’elezione del Presidente USA sarebbe stata influenzata dalle manovre di Cambridge Analytica; secondo Christopher Wylie, autore della soffiata che ha scatenato la tempesta mediatica, anche il referendum per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, sarebbe stato macchiato da scorrettezze simili.

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LE SCUSE E IL BOICOTTAGGIO

Sono stati fatti degli errori. Volevamo dare agli utenti la possibilità di costruire una rete basata sui loro bisogni e gusti”, ha ammesso Mark Zuckerberg, fondatore del social più usato al mondo; ma le scuse probabilmente non basteranno a chiudere lo scandalo Cambridge Analytica. I malumori e i timori degli investitori, si sommano a quelli degli utenti che hanno già imbastito una class action contro le due società. In particolare in molti hanno cominciato a chiudere i propri profili, guidati dallo slogan (o meglio dall’hashtag) #deletefacebook. A mettere benzina sul fuoco anche Brian Acton, uno dei due co-fondatori dell’app di messaggistica WhatsApp, che si è servito del suo profilo Twitter per invitare gli utenti ad una scelta drastica: cancellare il loro profilo Facebook, perché “è giunto il momento”, ha sentenziato.

SERVONO CHIARIMENTI

Intanto la Commissione Europea chiede chiarimenti sul caso; in particolare a Bruxelles vogliono sapere se sono stati utilizzati i dati personali dei cittadini europei e sopratutto “capire in che modo i dati degli utenti di Facebook sono caduti nelle mani di terzi senza il loro consenso”. L’esecutivo Ue pretende anche che il social network adotti misure in grado di evitare che uno scandalo di questo tipo si ripeta. Infine la Commissione si chiede se siano necessarie regole più severe per le piattaforme di social media e se debba cambiare l’approccio alla trasparenza nei confronti degli utenti e delle autorità di regolamentazione.

Per il momento Mark Zuckerberg ha deciso di testimoniare davanti al Congresso degli Stati Uniti e, secondo fonti consultate dalla Cnn, dovrebbe comparire a Washington entro qualche settimana. Il ceo di Facebook si è invece rifiutato di presentarsi di fronte ai deputati britannici della commissione cultura, digitale e media che l’avevano convocato per rispondere sullo scandalo dei dati di 50 milioni di utenti usati a scopo di propaganda politica anche in Gran Bretagna.

Lo scandalo c’è stato, ed è stato enorme, probabilmente abbiamo bisogno di più sicurezza riguardo i nostri dati sensibili e i social network hanno bisogno di regole più severe ma soprattutto chiare e trasparenti, quando si parla di informazioni private. Tuttavia da questa storia abbiamo capito una volta di più quanto siano cruciali i dati delle persone, che se usati nella maniera corretta e legale, possono davvero fare la differenza in una campagna di marketing.

 

 

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Essere competitivi con una strategia Seo efficace

Essere competitivi sul Web con una strategia SEO efficace

SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization, ovvero una serie di attività e accorgimenti atti a ottimizzare il posizionamento dei contenuti immessi sul Web. Un sito Web ottimizzato SEO riceverà più traffico proveniente dai motori di ricerca.

Cosa significa SEO dal punto di vista di chi scrive per il Web

Utilizzare la SEO vuol dire anche essere in grado di studiare l’utilizzo di terminologie che possono generare traffico. Questo, insieme all’ottimizzazione del contenuto, formattazione del testo, link e utilizzo di immagini, servono a rendere il tutto più fruibile dai motori di ricerca, Google prima di tutti. La quasi totalità delle ricerche si fa da Google, solo una piccola parte passa da altri motori di ricerca come Bing e Yahoo. Le regole del gioco sono quelle dettate da Google, che ci piaccia o no.

La visibilità su Google è fondamentale e se il proprio sito Web non è correttamente indicizzato si perde l’opportunità di attirare traffico attraverso la ricerca organica. Se vogliamo che la nostra azienda sia competitiva sul Web, consideriamo la SEO un investimento, una guida, con regole che vanno rispettate.

Esistono ancora tante aziende che riportano sul loro sito Web il testo di cataloghi o brochures cartacei. Niente di più sbagliato. Il Web ha delle meccaniche diverse dalla carta stampata e un copia-incolla di un testo non ottimizzato, non farà altro che mandare in confusione il motore di ricerca.

Servono delle linee guida, una corretta strategia SEO è necessaria a far capire al motore di ricerca, cosa l’utente vuole che sia trovato

“Content is the king”. Questa frase, fu detta per la prima volta da Bill Gates nel 1996. Egli asseriva che, chiunque, può pubblicare qualcosa sul Web, ma se il contenuto non è di qualità, non interesserà a nessuno.

Questo concetto è quanto mai valido anche oggi. Scrivere, scrivere bene, scrivere per gli utenti, ma, strizzando l’occhio a Google. Questo non vuole togliere importanza alla SEO, perché la SEO deve diventare parte integrante del modo di scrivere di un Web Copywriter. La SEO deve entrare con naturalezza nel contenuto pubblicato. Ci deve essere, senza essere invadente e non deve far avvertire al lettore pesantezza o ridondanza.

Keywords efficaci, un elemento essenziale nella strategia SEO

Questa fase è fondamentale, qualunque strategia SEO risulta essere priva di senso se non viene effettuata prima una ricerca accurata delle parole chiave. La parola chiave dovrebbe corrispondere alla query utilizzata per ricercare l’argomento. E’ uno degli elementi fondamentali per apparire ben posizionati nella SERP.

Cerchiamo prima di tutto di individuare una keyword efficace. Termini troppo generici e ad alta competitività, difficilmente porteranno risultati degni di nota. Sebbene una keyword molto competitiva avrà un numero di ricerche maggiore è meglio orientarsi su keywords long tail, più specifiche e più orientate alla conversione.

Un semplice esempio per rendere l’idea:

Posizionarsi con una keyword altamente competitiva come “orologi” sarà molto più difficile che con una keyword long tail “orologi per escursionismo” Dando un’occhiata ai risultati di ricerca delle due parole chiave, ci renderemo subito conto che “orologi per escursionismo” sebbene sia una keyword meno cercata dell’altra è orientata ad una nicchia di utenti ed è più facile che generi conversione. Usando appositi strumenti dovremo fare alcune analisi e capire quali sono le query immesse su Google quando si cercano informazioni relative agli orologi per escursionismo.

Esistono molti strumenti, alcuni gratuiti, come Keyword Planner, Keywordtool e Ubersuggest Sebbene le versioni free di questi strumenti abbiano delle limitazioni, il loro aiuto è fondamentale per stabilire quale potrebbe essere una keyword che funziona. Trovare le giuste keywords impone un’analisi del settore dove vogliamo competere. Dovremo capire la competitività del settore e che possibilità avremo di posizionarci bene nelle SERP.

La SEO, per quanto riguarda la keyword impone delle regole abbastanza precise. Deve figurare nel titolo, possibilmente all’inizio e nei sottotitoli che suddividono l’articolo. Deve figurare anche nel corpo del testo, ma senza esagerare. Ricordiamoci sempre che chi legge è una persona, che vuole un testo scorrevole e semplice.

A questo proposito, la SEO, chiede che il testo sia scritto nel modo più fluido possibile. I periodi devono essere piuttosto brevi e la punteggiatura va usata correttamente. Se necessario fare una lista di informazioni, usiamo gli elenchi puntati e numerati che sono tenuti in grande considerazione da Google.

Gli Headings

Suddividere un testo in paragrafi, guida il lettore ad orientarsi tra il contenuto e aiuta Google ad eseguire una scansione ottimale, propedeutica ad un buon posizionamento.

Il titolo principale è contrassegnato con il tag H1. Le altre intestazioni vanno dal tag H2 ad H6, a seconda dell’importanza gerarchica del capitolo che intestano.

Il tag H2 solitamente è il titolo subito dopo il primo paragrafo e normalmente include la keyword e una descrizione piuttosto esplicativa del testo a seguire.

Le successive intestazioni hanno il tag H3 e H4, perché gerarchicamente sono meno importanti. Non riportano la Keyword e descrivono argomenti secondari.

Produrre un testo con una suddivisione gerarchica farà guadagnare valore al nostro lavoro e Google lo terrà in considerazione per il posizionamento. Aiutiamo Google a mostrare un’anteprima del nostro lavoro grazie allo Snippet. Senza una descrizione del contenuto, Google, metterà tra i risultati della SERP, del testo preso a casaccio dall’articolo. Bastano poche parole che descrivano l’argomento trattato, per essere sufficienti a rendere esplicito il nostro contenuto e invogliare l’utente a cliccare sul collegamento.

Fare SEO con le immagini

Sono una componente importantissima del contenuto. Le immagini, come spesso si dice, valgono più di mille parole. Prima di inserire le immagini nel nostro testo dobbiamo usare alcuni accorgimenti dettati dalla SEO.

Il nome del file dovrebbe essere cambiato con parole che rappresentano quando riprodotto dall’immagine. Deve in oltre avere un attributo ALT; un titolo alternativo che rappresenti ancora più nel dettaglio la descrizione dell’oggetto dell’immagine.

Questo è utile quando l’immagine, per un qualche motivo non viene caricata correttamente. Google, grazie all’attributo ALT è in grado di interpretarne il significato, anche quando questa non viene visualizzata.

Come scegliere l’Attributo ALT? Non è difficile, facciamo un esempio. Stiamo scrivendo la recensione di un nuovo modello di smartphone e nell’articolo mettiamo la foto del telefono ancora nella scatola con tutti gli accessori visibili.

Daremo al file immagine il nome dello smartphone, mentre per l’attributo ALT useremo un altro termine che ne descriva ancora meglio il contenuto. “Unboxing Smartphone X” potrebbere essere una descrizione efficace. Viene descritto il nome dell’oggetto e con “unboxing” si descrive l’azione: aprire la scatola per vedere cosa c’è dentro.

Per ultimo ma non meno importante, il file immagine non deve essere troppo pesante. Usiamo il formato jpeg cercando di stare sotto i 100k. Google ringrazierà. Un aspetto che spesso viene trascurato è quello relativo alla struttura del sito. Scegliere e definire in modo intelligente come disporre i menu e la quantità di link in essi presenti è un importantissimo fattore, sia per il posizionamento in generale sia l’ottimizzazione verso i crawler.

Una strategia SEO fondamentale: i backlink

I backlinks sono dei collegamenti ipertestuali che portano ad una determinata pagina web. Essi sono molto importanti per il calcolo della popolarità di un sito e sono indispensabili per posizionarsi bene nella SERP.

Producendo contenuti di valore, potrebbe capitare che questi vengano linkati dagli utenti, sul loro sito, sui forum o sui Social. Quando Google si accorgerà di questi link in entrata, attribuirà più valore al contenuto e il posizionamento della pagina o del sito migliorerà portando più visitatori.

Riuscire a generare e mantenere backlink in entrata verso il sito, consente di migliorare notevolmente il posizionamento delle pagine Facciamo distinzione tra i link interni (quindi provenienti dallo stesso sito) e link esterni (provenienti da altri siti). Google tende a dare maggior valore ai link provenienti dall’esterno rispetto a quelli provenienti da pagine interne. La popolarità di una pagina è direttamente proporzionale a quanti altri siti Web citano quella pagina. Un aspetto da non trascurare è la realizzazione tecnica del sito che se non ottimizzata a dovere influenzerà la velocità di caricamento delle pagine. Questo è un aspetto molto spesso trascurato che incide sul posizionamento.

In molti, per realizzare il proprio sito, ricorrono a CMS come WordPress e lo appesantiscono con decine di plugin, molti dei quali inutili che rallentano notevolmente il caricamento delle pagine.

Se proprio vogliamo usare queste scorciatoie facciamolo con moderazione e solo quando strettamente necessario. Facciamo attenzione ai dead link e ai tag mancanti o non ottimizzati SEO Come abbiamo visto i processi per ottimizzare il proprio sito Web sono tanti e vanno applicati con attenzione.
Una volta apprese e fatte nostre le strategie di base dovremo cominciare a dare un’occhiata ai nostri competitor e offrire agli utenti, un piano editoriale, sulla periodicità delle pubblicazioni e sugli argomenti trattati. Identificare e Osservare i competitor è sempre un buon esercizio, non fosse altro per prendere spunto riguardo keywords e contenuti.

Il continuo aggiornamento dell’algoritmo di Google fa si che il mondo SEO sia in continua evoluzione e le strategie valide oggi potrebbero non esserlo più domani, ma c’è una regola che vale sempre: Il contenuto di valore è sempre al primo posto.