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Come massimizzare il ROI nelle tue Social ADS

Hai problemi a far fruttare le campagne a pagamento sui Social Media? Vuoi migliorare i risultati dei tuoi investimenti in pubblicità su Facebook? In questo articolo ti daremo dei consigli pratici per massimizzare il ROI nelle tue Social ADS.

Con questo intento, diamo uno sguardo allo stato attuale delle Social ADS.

La Social ADS oggi: i problemi più frequenti

Secondo il Report sul Digital Marketing di Q2 2018 di Merkle, nel secondo trimestre dello scorso anno gli inserzionisti hanno speso il 40% in più rispetto all’anno precedente, mentre le impression sono diminuite del 17%.

L’aumento di investimenti pubblicitari sulle piattaforme di social media ma con un numero in calo di impression disponibili, determina l’aumento del CPC (Cost Per Click) medio.

Molte campagne social a pagamento non riescono a massimizzare il ROI a causa di un’ottimizzazione scarsa o incompleta, una distribuzione limitata, un tracciamento incompleto e obiettivi non ben definiti.

Con la crescita della domanda, invece, diventa ancora più importante per gli inserzionisti ottimizzare correttamente le campagne per ottenere il Ritorno sull’Investimento massimo.

Ecco cosa devi fare per ottenere risultati migliori e massimizzare il ROI nelle Social Ads.

Schermo di un pc che mostra una statistica sui visitatori di un sito web

Schermo di un pc che mostra una statistica sui visitatori di un sito web

Come massimizzare il ROI nelle tue Social ADS

Fai Social ADS adatte al tuo funnel

Ogni annuncio che pubblichi deve avere un chiaro obiettivo, inserito nel più ampio quadro della tua strategia Social. Portare i tuoi Potenziali Clienti dall’inizio alla fine del funnel, nel modo più efficiente possibile, si rivela indispensabile per realizzare una campagna pubblicitaria di successo.

Tieni presente che potrebbero essere necessarie più interazioni con i tuoi annunci e i tuoi contenuti prima che il Prospect attraversi il tuo funnel. Le tue campagne pubblicitarie, dunque, non dovrebbero mai puntare su un unico contatto e avere un approccio univoco.

Inoltre, è importante ricordare che l’annuncio che si rivolge al tuo Cliente Acquisito e abituale sarà molto diverso da quello rivolto a qualcuno che non ha familiarità con il tuo marchio e i tuoi prodotti.

Per questo è importante individuare la fase corretta del processo di acquisto in cui si trovano i Clienti nel momento della Segmentazione. Pubblica sempre annunci diversi, con  messaggi personalizzati e inviti all’azione specifici per ogni segmento individuato.

Fai Social Ads in modo più intelligente, non più difficile.

 Apporta dei semplici miglioramenti

Una serie di piccoli miglioramenti può influire notevolmente sul successo di una campagna di social media a pagamento. Non attuarli significherebbe buttare i tuoi soldi. Ricorda, stiamo cercando di spremere fino all’ultima goccia di ROI da queste campagne, anche se ottenere il massimo Ritorno richiede tempo.

Qualunque sia la piattaforma di social media che stai usando per pubblicizzare il tuo Prodotto/Servizio (qui ci concentreremo su Facebook e Instagram), segui le best practice di quello specifico Social e assicurati che tutto sia impostato correttamente, mediante tracking pixel (codice di tracciamento o codice di monitoraggio) e codici UTM.Tra

Usa il Tracking Pixel di Facebook

Innanzitutto, assicurati che il tracking pixel di Facebook sia correttamente implementato sul tuo sito web.

Facebook Pixel Helper, un’estensione del browser Chrome gratuita fornita da Facebook, può aiutarti a risolvere eventuali problemi. Puoi invece trovare informazioni su come configurare Facebook Pixel da zero direttamente sul sito web di Facebook.

È necessario segnalare manualmente a Facebook Pixel gli eventi positivi, come le avvenute iscrizioni alle newsletter e le azioni di e-commerce di successo (aggiungi al carrello, acquisti, ecc.), in modo che l’applicativo possa creare segmenti di pubblico sempre più specifici e di maggiore qualità.

Facebook e Instagram hanno potenti strumenti di tracciamento e ottimizzazione della conversione nel loro servizio di advertising, quindi usali.

Segmenta il Pubblico tramite la personalizzazione di visualizzazione di Facebook

L’utilizzo della funzione di personalizzazione del pubblico dei post di Facebook è un ottimo strumento di segmentazione che può aiutare a dare migliori risultati in termini di ROI delle tue Social ADS..

Sarebbe sciocco non sfruttare e non acquisire le informazioni dei visitatori del tuo sito web, soprattutto quando è gratuito e richiede solo pochi minuti per la configurazione. Facebook offre una serie di modi per creare un pubblico personalizzato in Facebook Ads Manager.

Sfrutta il traffico sul tuo Sito Web

Se il tuo Pixel di Facebook è impostato correttamente, può registrare ogni azione intrapresa dai visitatori sul tuo sito Web negli ultimi 180 giorni. Le azioni memorizzate includono le visualizzazioni di pagina, i clic sui pulsanti della pagina, i carrelli abbandonati e gli acquisti effettuati.

Puoi utilizzare questi dati per creare segmenti di Target con caratteristiche in comune o utilizzarli per il Remarketing.

Ovviamente, la pubblicità destinata a qualcuno che è già stato sul tuo sito Web e che qui ha persino completato una serie di azioni (lasciando la mail, compilando un form, acquistando etc.) ha una possibilità molto più alta di conversione rispetto alla pubblicità destinata al visitatore alla prima visita.

Crea il prototipo del tuo Cliente Tipo

Puoi creare segmenti di Target con caratteristiche in comune direttamente in Facebook Ads Manager, per trovare Utenti-Clienti Potenziali che abbiano tratti e caratteristiche simili al tuo utente ideale.

Il “prototipo di Cliente” viene creato in base a un pubblico personalizzato, che funge da pubblico di riferimento. Ciò ti consente di aumentare notevolmente il numero di Potenziali Clienti che puoi selezionare direttamente da un pubblico di qualità superiore, in quanto già scremato.

Monitora le conversioni

Le conversioni sono di fondamentale importanza per i negozi di e-commerce. Il traffico di un sito Web del genere è inutile a meno che non si traduca in vendite. Per tua fortuna, Facebook e Instagram possono aiutarti monitorare le conversioni.

Il monitoraggio delle conversioni dipende dalla corretta implementazione del tracking pixel e dalla corretta impostazione delle campagne pubblicitarie. Anche Google Analytics offre un servizio di controllo in questo senso, che consiste però nel solo calcolo dell’ultimo clic.

Non c’è motivo per non tracciare e ottimizzare le conversioni. Anche le grandi Società di Media che generano entrate da singoli annunci pubblicitari interni al sito possono trarre vantaggio dall’ottimizzazione delle conversioni facendo attenzione alle pagine-per-sessione visitate  per trovare un utente di qualità superiore, ben diverso del visitatore di passaggio.

Monitora anche le conversioni offline

Con una corretta implementazione, puoi monitorare gli eventi offline, come ad esempio le vendite nei punti vendita fisici, dopo che qualcuno ha interagito con i tuoi annunci Facebook.

Esistono due modi per impostare l’attività offline:

  1. caricare manualmente il file CSV dei dati offline su Facebook
  2. sincronizzare il CRM direttamente con Facebook (le informazioni sul cliente verranno quindi abbinate agli ID utente corrispondenti su Facebook)

In questo modo potrai scoprire se qualcuno ha intrapreso un’azione specifica, come un acquisto dopo la visualizzazione della tua Social ADV.

Fai Remarketing

Per fare remarketing sui Social Media è necessaria la corretta implementazione dei tracking pixel di ciascuna piattaforma.

Fare Remarketing con segmenti di Pubblico ben delineati tramite gli strumenti di Facebook, ad esempio, è una buona mossa strategica in quando intere campagne possono essere costruite intorno ad essi. In realtà, sono proprio questi tipi di campagne a produrre i rendimenti più alti.

Realizza pubblicità sequenziale

Si parla di Pubblicità sequenziale quando si mostrano diversi annunci alla stessa persona, per un certo periodo di tempo. Le grandi campagne televisive utilizzano spesso questa tattica, ma non vi è alcun motivo per cui non possa essere applicata con successo alla Social ADS.

Ad esempio, puoi iniziare mostrando a certi Utenti un annuncio che si focalizza su uno dei vantaggi del tuo prodotto/servizio. Il seguente annuncio (lanciato solo dopo che la maggior parte del tuo Terget selezionato ha visto il primo) mostrerà un altro vantaggio del prodotto/servizio. Il terzo annuncio potrebbe riportare la testimonianza di un cliente, e così via. Stai mostrando al tuo pubblico lo stesso prodotto ma con diversi messaggi.

Per realizzare una campagna pubblicitaria sequenziale di successo è necessario che essa sia innovativa, brandizzata e accattivante.

Due ragazze e due ragazzi in fila che guardano sorridendo lo smartphone che hanno tra le mani

Due ragazze e due ragazzi in fila che guardano sorridendo lo smartphone che hanno tra le mani

Massimizza la distribuzione

Oltre a migliorare il processo di realizzazione delle campagne, è possibile ottimizzare ulteriormente le tue Social ADS implementando la loro distribuzione. Ciò garantirà il successo della tua campagna in base agli obiettivi prefissati. Non migliorare la distribuzione equivale, di nuovo, a buttare i tuoi soldi.

Rinnova costantemente le tue idee creative

L’uso della stesse idee creative (immagini, video, testo) può venire presto a noia. Ciò significa che il tuo pubblico inizierà a ignorare i tuoi annunci o, peggio, inizierà a lasciare commenti mediocri. Avrai anche un aumento del CPM e del CPC man mano che perdi posizioni nell’asta di annunci di Facebook.

Rinnova costantemente le tue idee creative per evitare che questo accada. Fa la differenza, anche se ogni mese ti limiti ad aggiornare le tue immagine o a copiare da altri.

Risaltare nel newsfeed degli Utenti è una parte importante delle Social ADS di successo. Se si utilizzano fotografie o video, dunque, devono essere di alta qualità e facilmente identificabili per impedire all’utente di ignorare il post.

Sfrutta tutti i posizionamenti disponibili

La maggior parte dei tuoi risultati arriverà dagli annunci pubblicati sulla newsfeed di Facebook o di Instagram. Non dimenticare però gli altri posizionamenti possibili, come la barra laterale, Messenger e il Marketplace.

I posizionamenti automatici sono l’opzione migliore per massimizzare i risultati oltre i feed di notizie.

Ottimizza la tua Social ADS per dispositivi mobili

A meno che tu non miri specificamente solo agli utenti di dispositivi desktop, considera che la maggior parte delle impression e dei clic arriveranno dai dispositivi mobili. Ciò significa che dovrai prestare particolare attenzione ad ottimizzare i tuoi contenuti per il mobile.

Assicurati che tutte le tue immagini e i tuoi video siano formattati in modo che riempiano al meglio lo spazio visibile sullo schermo dello smartphone. Anche i titoli e il testo di accompagnamento devono essere ottimizzati per adattarsi.

Se utilizzi i video, assicurati che siano formattati in proporzioni 1:1 (video quadrati) per occupare la maggior parte del visore video di Facebook e “coprire” completamente i video con aspetto orizzontale.

Riduci al minimo le restrizioni per l’algoritmo di Facebook

Non cercare di controllare troppo Facebook. Invece, dai modo a Facebook di mostrare i tuoi annunci agli utenti corretti al momento giusto, con meno restrizioni di targeting possibili. Maggiore è la libertà con cui l’algoritmo utilizza i dati dei pixel, maggiore è la possibilità di ricevere conversioni.

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Migliora la SEO del tuo Sito con il Link Building

Vuoi ottimizzare la SEO del tuo Sito Web ma non sai da dove iniziare? Parti da un Link Building ben fatto. Segui i nostri consigli per migliorare il posizionamento del tuo Sito e attrarre nuovi Clienti.

L’importanza del Link Building

La verità è che classificare il tuo Sito Web senza collegamenti (i link, appunto) è piuttosto difficile.

I link sono il primo fattore di classificazione di Google. La loro importanza nell’intera dinamica di Search Engine Optimization (SEO) è evidenziata dal fatto che i backlink costituiscono lo Strumento di Gestione della Reputazione di Google.

Il Link Building, ovvero la creazione di collegamenti, fa in modo che le pagine Web si connettano tra loro. Con la presenza di link sul Web, dunque, gli utenti sono in grado di ottenere più dati rilevanti presenti in Rete.

Per quanto riguardo l’utilità che la creazione di collegamenti ha per i motori di ricerca, i link li aiutano a eseguire la scansione delle pagine del tuo sito Web. Questo è probabilmente il motivo principale per cui la tua attività di Link Building dovrebbe essere ben strutturata.

Svolgendo una buona attività di Link Building, fai in modo che il tuo sito web si posizioni bene a livello di ricerca e al tempo stesso aiuti gli Utenti a scoprire contenuti meritevoli.

Con gli 8 consigli che seguono, ti aiutiamo a migliorare la SEO del tuo Sito Web con tecniche di Link Building che funziona bene anche nel 2019.

Link Building: illustrazione di uno studio con scrivania con sopra un computer che mostra delle statistiche, accanto una lampada e dall'altra parte una tazza. Appesi al muro ci sono una mensola, un calendario, un post-it e un poster con scritto "Search Engine Optimization"

Link Building: illustrazione di uno studio con scrivania con sopra un computer che mostra delle statistiche, accanto una lampada e dall’altra parte una tazza. Appesi al muro ci sono una mensola, un calendario, un post-it e un poster con scritto “Search Engine Optimization”

8 Tecniche di Link Building per migliorare la SEO del tuo Sito Web

1. Usa lo strumento “Help a Reporter Out”

Conosciuto anche come HARO, lo strumento Help a Reporter Out è una piattaforma pensata per i giornalisti e le loro fonti.

I giornalisti usano questa piattaforma per trovare nuove storie, mentre come fonte può essere usata per dare spunti ai giornalisti e ottenere in cambio backlink. Per iniziare, dovrai registrarti sul sito Web, dopodiché inizierai a ricevere e-mail con le richieste di informazioni come fonte. Questo è un ottimo modo per ottenere backlink autorevoli.

2. Realizza contenuti sugli argomenti di tendenza

Questa è la più classica attività per fare Link Building. Creare contenuti/articoli su argomenti caldi o notizie rilevanti è un buon modo per ottenere backlink. Poiché solitamente questi argomenti sono appena diventati di interesse pubblico (sii sempre in allerta!), non sono presenti molte informazioni al riguardo in Rete.

Dunque, se sei in grado di acquisire notizie rilevanti in un breve lasso di tempo, i tuoi contenuti/articoli diventeranno la risorsa giusta e la prima a disposizione per questi argomenti. Questo ti aiuterà a ottenere un gran numero di backlink da diversi siti web.

3. Offriti come Co-autore nei Siti Web autorevoli

Puoi proporre le tue idee per i contenuti a diversi amministratori di siti Web e chiedere loro di farti partecipare come co-autore dei pezzi insieme ai loro copywriter,  chiedendo in cambio la creazione di backlink verso i tuoi contenuti.

Se sei un Esperto in qualche materia, non stare a preoccuparti se si tratti o meno di uno scambio reciproco di favori o se potrebbe essere considerata una tecnica non etica di costruzione di link. Questa tecnica funziona perché l’altro amministratore del Sito Web avrà un ottimo contenuto curato da te (che sei un Esperto), mentre tu otterrai un backlink di qualità da un Sito Web autorevole.

4. Trova e aggiusta i Broken Link

Ci sono sempre Broken Link, o link rotti, sul tuo Sito Web o in altri. Puoi utilizzare lo strumento Link Juice Recovery per trovare i backlink non funzionanti sul tuo sito e provare a recuperarli per poter riutilizzare questi contenuti.

Inoltre, è anche possibile rilevare i link rotti su gli altri siti Web e informare i loro amministratori della loro esistenza. Dopodiché, potresti offrirti di creare contenuti riguardo agli argomenti che venivano precedentemente trattati nelle pagine ormai irreperibili –proporti come nuova fonte di backlink insomma-. Tuttavia, questo è totalmente a discrezione degli amministratori dei siti terzi.

5. Stabilisci buone relazioni professionali

Costruire buone relazioni professionali è essenziale per creare una buona rete di cooperazione. Dovrai instaurare nuove collaborazioni per sfruttare tutte le opportunità di Link Building possibili. A questo fine, un buon modo per iniziare è entrare nelle community web del tuo settore, in modo da poter trovare altri siti web aperti alla possibilità di fare Link Building etico.

Questo ovviamente non dà risultati immediati; dovrai interagire per un po’ di tempo con le persone su queste piattaforme, commentare i loro post e mostrare che sei interessato ai loro contenuti.

Una volta che hai stabilito delle buone relazioni, puoi proporre delle collaborazioni finalizzate ad un Link Building reciproco. Puoi anche offrire referenze o fare recensioni su questi siti, scrivendo su di loro e guadagnando in backlink.

6. Crea un Blog per il tuo Sito Web

Una tecnica di Link Building che continuerà a funzionare nel 2019 e oltre è quella di creare un blog sul tuo sito web. Se non ne hai già uno, prendi seriamente in considerazione l’idea di realizzarlo, per poi tenerlo costantemente aggiornato.

Per iniziare a scrivere sul tuo blog, parti dagli argomenti che riguardano il tuo settore: in questo modo, puoi guadagnare numerosi backlink per i tuoi contenuti autorevoli.

7. Trasforma le menzioni in backlink

Trasformare le menzioni che ti riguardano in backlink è un trucco intelligente ma semplice per il Link Building del tuo sito web.

Ciò significa che ogni volta che qualcuno in Rete menziona il tuo Sito, la tua Azienda o i tuoi prodotti, puoi metterti in contatto con lui e chiedergli di trasformare quella menzione in un backlink.

Tuttavia, questa tecnica funziona solo se questi siti Web non hanno già linkato il tuo sito web nel loro contenuto/articolo/Post (se si tratta di un Social Network). Utilizza strumenti come ad esempio Backlink Profiler (BLP) per trovare le menzioni che ti riguardano.

8. Usa la Tecnica del Grattacielo

Molto difficile da realizzare, ma davvero efficace per il link building è la Tecnica del Grattacielo, ideata da Brian Dean di Backlinko.

Consiste nel creare contenuti davvero sorprendenti intorno a un problema specifico del tuo settore e poi offrire una soluzione attraverso quello stesso contenuto.

Se sei in grado di offrire la soluzione giusta, finirai per guadagnare in poco tempo un sacco di backlink autorevoli.

Link Building: lente di ingrandimento puntata sulla parola SEO scritta sulla barra di ricerca, su sfondo della superficie terrestre nei toni del turchese

Link Building: lente di ingrandimento puntata sulla parola SEO scritta sulla barra di ricerca, su sfondo della superficie terrestre nei toni del turchese

Evita errori nel fare Link Building

  • Non esagerare nel fare Link Building reciproco con un solo sito web. I motori di ricerca sono intelligenti e quando se ne accorgeranno, penalizzeranno il tuo sito web. Ciò influenzerà negativamente il posizionamento del tuo sito web nei risultati di ricerca.
  • I link con testo di ancoraggio troppo ottimizzato sono un grosso errore.
  • Aggiungere il tuo sito a qualsiasi directory web solo per ottenere backlink avrà un effetto negativo sul ranking del tuo sito web. Rimani sempre pertinente alla directory che scegli.
  • Non aggiungere mai link ottimizzati nei commenti ai tuoi contenuti.
  • Non pagare mai per ottenere link, è altamente sconsigliato per la tua reputazione.
  • Rispondi ai commenti per guadagnare un backlink.

Il Link Building non è affatto morto nel 2019

Il link building non è morto, almeno per l’impatto che è riuscito ad avere nell’ottimizzazione dei nostri siti web per posizionarsi bene nei risultati nei motori di ricerca. Infatti, negare il fatto che i collegamenti siano importanti equivale a uccidere la classifica del proprio sito web.

Perciò, utilizza le tecniche di Link Building sopra menzionate per migliorare la SEO del tuo Sito Web e fargli ottenere una buona posizione nel ranking dei motori di ricerca.

Se non sei pratico di Link Building e per te la SEO rimane un mistero, chiedi ai nostri esperti. MG Group Italia può aiutare il tuo Sito Web a raggiungi le prime posizioni nei risultati organici dei motori di ricerca!

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5 mosse per ottimizzare il tuo canale YouTube Aziendale

Cerchi un modo per attirare l’attenzione dei tuoi Clienti? Potresti provare ad usare il Video Marketing aprendo un canale YouTube aziendale.

Nel 2019 più che mai prima prima d’ora, infatti, l’uso dei Video si conferma essere un ottimo modo per dare visibilità online alle Aziende e per fornire ai Clienti sul web contenuti utili ma anche coinvolgenti.

YouTube risulta essere il canale più utilizzato per l’upload di video su Internet e anche quello più frequentato dagli interessati al Video Marketing. Si stima che la piattaforma abbia infatti più di 1,8 miliardi di utenti mensili.

Diventa necessario dunque ottimizzare il tuo canale YouTube aziendale. Qui ti forniamo 5 consigli che rivoluzioneranno il tuo modo di fare Video Marketing.

Ottimizza il tuo canale YouTube in 5 mosse

Le aziende e gli utenti che stanno davvero avendo successo su YouTube hanno ottimi canali. Hanno un bell’aspetto grafico, mettono in evidenza i loro video migliori e danno la possibilità di collegarsi con altri utenti del proprio settore. Sono dunque una destinazione a sé stante, un “luogo” in cui il navigatore finisce intenzionalmente.

Un buon canale YouTube è in grado di coinvolgere e portare maggiori visualizzazioni rispetto ai video singoli presenti sulla piattaforma. Questo assume una fondamentale importanza quando si tratta di posizionare i tuoi video nelle SERP di YouTube (e di Google).

Ecco dunque 5 mosse per garantire che il tuo canale YouTube Aziendale sia ottimizzato.

filtri colorati che coprono un obiettivo, una ragazza, una sagoma di ragazza con megafono e occhi di donna dentro lo schermo di uno smartphone; tutto intorno loghi di Social network e piattaforme web

filtri colorati che coprono un obiettivo, una ragazza, una sagoma di ragazza con megafono e occhi di donna dentro lo schermo di uno smartphone; tutto intorno loghi di Social network e piattaforme web

1.Brandizza la grafica del tuo Canale YouTube

Con grafica del canale YouTube ci riferiamo al banner posizionato nella parte superiore della pagina tra la barra di ricerca e il titolo del canale. Potete andare a vedere il banner del nostro canale per capire a cosa ci riferiamo.

Essendo l’unica parte brandizzabile nella piattaforma, ma anche la prima a saltare all’occhio del visitatore-Cliente, il banner deve essere accattivante e subito riconducibile alla tua Azienda. È necessario dunque idearlo graficamente con i colori della tua azienda e con il tuo logo, oltre ad essere di dimensioni ottimizzate per YouTube, ovvero di 2560 x 1440 pixel.

Tuttavia, il banner può essere molto di più e svolgere diversi compiti.

Può essere infatti uno spazio in cui dare informazioni importanti riguardo la tua Azienda o strettamente legate al tuo Canale, come ad esempio in quale giorno della settimana vengono caricati i video.

Nel banner può anche essere inserita una Call To Action che inviti il visitatore-cliente a iscriversi semplicemente al canale oppure ad andare a visitare il tuo sito, o ancora a seguirti sulle tue pagine social aziendali.

2.Video rappresentativo o Trailer del canale?

YouTube ti offre anche la possibilità di avere un video in primo piano o, per meglio definirlo, un Trailer del tuo Canale.

Molti canali di successo scelgono di mettere in evidenza un video che considerano esemplificativo di tutti i loro contenuti. Ma, naturalmente, ancora meglio è scegliere di realizzare un trailer del proprio canale, soprattutto se si tratta di un canale YouTube Aziendale. Il video trailer potrebbe infatti rappresentare la tua identità come Impresa e attrarre nuovi Clienti, oltre che semplici utenti.

Inoltre, assicurati di utilizzare la casella di descrizione al meglio. In circa 100 parole (o 500 caratteri) è importante spiegare di cosa ti occupi, in modo che ciò risulti chiaro ai visitatori e soprattutto all’algoritmo di Google e di YouTube.

3.Utilizza le Playlist

Una volta che hai caricato diversi contenuti sul tuo canale YouTube, l’utilizzo delle playlist aiuta sicuramente a rendere la navigazione più chiara e fruibile per i visitatori.

Non c’è una regola fissa per costruire le Playlist su Youtube. Solo con il tempo a grazie alle statistiche di visualizzazione dei video puoi capire quali sono quelli migliori da mettere insieme. Genericamente, due buone idee sono:

  • Raggruppare i video popolari
  • Raggruppare i video con un tema simile

Ricorda in ogni cado che da un punto di vista SEO, i video che stanno ottenendo più visualizzazioni e un buon coinvolgimento degli Utenti, tendono a classificarsi meglio nella SERP di YouTube.

È anche per questo motivo che è utile raggruppare i tuoi video: tramite i video più popolari gli Utenti possono giungere anche a quelli meno visualizzati. In questo modo renderai le cose più semplici agli spettatori e potrai sfruttare tutti i tuoi contenuti video per attrarre nuovi Utenti-Clienti.

E attenzione! Non affidarti solo a YouTube per la creazione di correlazioni automatiche con altri video che trattano le stesse tematiche. Sii audaci con le playlist e usale per creare tu i collegamenti che potrebbero interessare lo spettatore e che al contempo tornino utili anche a te.

Canale YouTube Aziendale: team aziendale di 5 persone che guardano un laptop di fronte a loro

Canale YouTube Aziendale: team aziendale di 5 persone che guardano un laptop di fronte a loro

4.Compila sempre la sezione Informazioni

Non è sicuramente la pagina più visibile e nemmeno la più visitata dagli utenti, ma YouTube ti fornisce anche una sezione “Informazioni” in cui puoi aggiungere informazioni sul tuo canale, o nel tuo caso, sulla tua Azienda e su ciò che fa.

La cosa positiva è che in questo spazio non c’è un limite di parole consentite e puoi spaziare quanto vuoi. In questo spazio è inoltre possibile aggiungere la tua e-mail aziendale e anche i link al tuo sito Web e alle tue pagine Social. Anche se i collegamenti all’interno del corpo del testo non sono cliccabili, ma c’è un’area di collegamento apposita in fondo alla pagina.

5.Collegati ad altri canali Rilevanti

Sembra un po’ strano linkare altri canali quando si cerca di tenere il visitatore sul proprio, soprattutto se si tratta di un canale Aziendale, ma la connessione fa parte dello spirito di community di YouTube.

È infatti importante dare valore ai tuoi visitatori/iscritti e, indicandogli altri contenuti pertinenti al tuo, rendi a loro la navigazione più facile e dimostri di tenere allo loro esperienza sulla Piattaforma.

In questo modo, ti assicuri di far parte della conversazione sugli argomenti che tratti ed è più facile far sapere che ci sei.

Dal canto tuo, assicurati di caricare i migliori contenuti che puoi. Potresti scoprire che altri canali iniziano a collegarsi al tuo, ricevendo in questo modo visite sotto forma di Referral Marketing.

Sei ancora alle prime armi con i Video e vuoi qualcuno che ti aiuti a realizzarne di accattivanti per attirare Nuovi Clienti? Da Mg Group potrai trovare un servizio di Video e Virtual Tour che fa al caso tuo. Visita la nostra pagina dedicata e non esitare a contattarci tramite il banner qui sotto!

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Cybersecurity: cosa ci aspetta nel 2019

Eset, il principale produttore di software per la sicurezza digitale in Europa, ha rilasciato come ogni anno i risultati della sua ricerca sui trend che domineranno la sfera della Sicurezza Informatica nel 2019.

Il report “Cybersecurity trends 2019: privacy and intrusion in the global village” delinea una panorama complesso,che vede i riflettori puntati sulla protezione (e le sua falle) dei dati sul web ma anche sui casi di cryptomining sempre più sofisticati e sui sistemi di engineering intelligenti sviluppati dai cybercriminali.

Vediamo per punti cosa ci aspetta quest’anno in fatto di Cybersecurity.

lucchetto bianco dentro ad un cerchio illuminato davanti a codici informatici in ombra

lucchetto bianco dentro ad un cerchio illuminato davanti a codici informatici in ombra

Il 2019 della Sicurezza Informatica

Boom del Cryptomining

Il 2018 ha visto un boom del cosiddetto Cryptomining o Cryptojacking, ovvero la produzione illegale di criptovaluta tramite l’utilizzo di software malevoli che sfruttano i computer di persone o aziende ignare.

Questo cyber crimine si è attestato come il più pericoloso dello scorso anno, vedendo un aumento del 956% e il raddoppio delle organizzazioni colpite nella solo prima metà del 2018, con un guadagno stimato per i cyberjacks di circa 2,5 miliardi di dolori.

Il Cryptomining ha dominato il panorama mediatico mettendo in ombra il cosiddetto ransomware, che è un tipo di malware che limita l’accesso al dispositivo che infetta, richiedendo un riscatto (ransom in Inglese) da pagare per rimuovere la limitazione; in effetti i casi di quest’ultima azione illegale sembrano nettamente in calo. Al contrario, ci si aspetta una continua impennata del Cryptojacking nel 2019.

I cybercriminali si evolvono: usano la Machine Learning e il Social Engineering

Pare che nel 2019 i cybercriminali utilizzeranno di più le tecniche dell’automazione e dell’apprendimento automatico. Il loro obiettivo è quello di raccogliere un maggior numero di dati da utilizzare per avviare campagne di social engineering più personalizzate e sofisticate.

È improbabile che questi truffatori informatici entrino in possesso dei dettagliati database delle grandi piattaforme di e-commerce che tracciano le abitudini di acquisto degli utenti. Potrebbero però utilizzare dei tracker web per seguire le abitudini di navigazione delle vittime o raccogliere informazioni dai broker di dati, cioè fra chi li scambia e rivende intermediando fra le piattaforme digitali, a scopo di profilazione.

Il pericolo si insinua nell’Internet delle Cose

Negli scorsi anni si è visto un crescendo di casi di attacchi ai dispositivi connessi ad Internet che ci supportano nella vita di tutti i giorni. Infatti, se l’usabilità e la comodità che questi dispositivi offrono è innegabile, è purtroppo anche vero che possono anche costituire una porta aperta attraverso la quale le minacce possono entrare.

La crescita costante del cosiddetto Internet of Things nel mondo, potrebbe indurre i cybercriminali a colpire con più decisione e frequenza i dispositivi intelligenti e gli assistenti di domotica. Ancora una volta, l’obiettivo sarà sfruttarli per creare delle vere e proprie reti dedicate al cryptomining o semplicemente per il furto di dati sensibili.

Purtroppo è improbabile che vedremo una soluzione a questo problema durante il 2019; nel frattempo, i produttori dovranno impegnarsi per implementare i livelli di sicurezza all’interno dei loro dispositivi.

furto di dati personali

uomo che tende un braccio bucando lo schermo di un computer per rubare una cartella di dati personali in un ufficio

Il problema della Privacy e i sentori di una regolamentazione mondiale

Nel 2018 gli scandali sulla diffusione dei dati (dal celeberrimo caso Cambridge Analytica all’ultimo caso italiano di Collection #1) hanno minato la fiducia degli navigatori del web in generale, ma in particolare quella degli utenti dei Social Network. Secondo i ricercatori di Eset è addirittura probabile che gli utenti nel 2019 ricercheranno alternative alle piattaforme attualmente più utilizzate.

Sulla scia del clamore suscitato dal problema della Privacy e soprattutto dopo l’introduzione in Europa del Gdpr, Eset nota che modelli simili di legislazione cominciano ad apparire in California, Brasile e Giappone. L’attenzione alla protezione i dati e la garanzia di riservatezza delle informazioni sensibili è oggi una questione di priorità globale e sicuramente incoraggerà l’introduzione in tutto il mondo di leggi contenenti più garanzie nei confronti degli utenti.

Vista la centralità dei dati nel panorama attuale, la capacità di gestirne la protezione potrebbe dunque decidere quali società supereranno indenni questo 2019.

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I Marketing Trends da seguire nel 2019

Ad inizio anno, cerchiamo di dare uno sguardo d’insieme a quelli che vengono definiti Marketing Trends, ovvero le tendenze che andranno per la maggiore (e che converrà seguire) nel panorama del Social Media Marketing nel 2019.

Secondo Hootsuite, questo è un anno entusiasmante per lavorare nel campo dei Social Media perché tante sfide e nuovi strumenti mettono alla prova i brand che cercano di pianificare una buona strategia di Marketing. In particolare, nella sua consueta indagine svolta su un largo campione di aziende, sono venuti fuori 5 media trends principali:

  1. Ricostruire la fiducia degli utenti dopo gli scandali del 2018 sulla diffusione dei dati
  2. Puntare sulle Stories, ovvero le aziende si dedicheranno di più alla realizzazione dei video di Instagram visibili per 24 ore per implementare le proprie strategie
  3. Eliminare il gap pubblicitario: Sempre più aziende stanno accantonando i contenuti organici in favore di contenuti a pagamento
  4. Puntare sul social commerce: molte aziende opteranno per inserire più possibilità di social commerce sulle varie piattaforme di Social Network
  5. I messaggi dominano il mondo: Le aziende, soprattutto le app, stanno implementando servizi di messaggistica interna (Come ha recentemente fatto Google Maps)

Vediamo adesso nello specifico 3 macro-aree di tendenza che vi consigliamo di tenere a mente nel pianificare la vostra strategia sui social.

Strategia: scacchiera in penombra con pedine bianche e nere in posizione iniziale

La nuova era dei Dati

Abbiamo anticipato con la lista di trend di Hootsuite come i brand siano consapevoli di dover ricostruire la fiducia degli utenti andata persa nel corso del 2018 a causa dello scandalo Cambridge Analytica e ad altri casi eclatanti di furto di dati. Molte aziende cercheranno di dimostrare un cambio di rotta netto mettendo in atto la trasparenza dei dati e aumentando la loro data maturity.

Con l’obiettivo di “mostrare il proprio lato umano”,  i brand sui social cercheranno di integrare maggiormente le PR (Pubblic Relation) nelle strategie di Marketing, per personalizzare le offerte per i propri utenti.

Un’altra questione che vedrà i dati protagonisti è la loro misurazione: molte aziende implementeranno la loro attenzione sul ROI per avere un migliore controllo delle proprie mosse di marketing ed ottimizzare così il budget, da investire sulle attività più rilevanti.

smartphone con schermata Social con sotto foto di utenti, poggiato sulla tastiera di un computer, tutto sui toni del blu

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La predominanza della tecnologia

Il 2019 sarà un anno dominato dall’entrata prepotente e dominante delle tecnologie di ultima generazione nella definizione delle strategie di marketing social e non. Oltre a dare particolare lustro alle Stories,come anticipato da Hootsuite, le aziende avranno a che fare con botmachine learningAIrealtà aumentata e realtà virtuale.

Le applicazioni di queste innovative tecnologie sono moltissime. Si pensi che si è iniziato a parlare di virtual influencer: si tratta di soggetti virtuali che postano, interagiscono con la community e sono selezionati dai brand come fossero veri influencer, ma che a differenza degli influencer in carne e ossa non richiedono di stipulare contratti!

La società dell’adorazione del sé

Quest’anno la cosiddetta Generazione Instagram dominerà il modo di fare marketing in modo decisivo. Il nuovo consumatore, infatti, svolge sempre più spesso l’intero processo di acquisto direttamente dentro ai Social Network. Via libera dunque a Nano e Mini Influencer e a strategie di content curation.

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App Store: nel 2019 si potranno regalare gli acquisti in-app

Sul finire del 2018, il sito MacRumors.com (un raccoglitore di informazioni riguardanti Mac e Apple) ha diffuso la notizia che Apple ha modificato le sue linee guida in relazione a ciò che gli sviluppatori esterni possono pubblicare all’interno dell’App Store.

Sembrerebbe che da quest’anno sarà possibile regalare oggetti/servizi digitali all’interno delle App per iOS. Esempi di questi acquisti in-app sono abbonamenti a servizi di streaming, valute virtuali, ma anche mosse speciali o travestimenti particolari nei giochi free-to-play che li prevedono.

pila di banconote rilegate con una fascetta a cui sono appoggiati una fascetta di 100 dollari e un I-Phone acceso su sfondo grigio scuro

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Le Modifiche alle linee guida

Fino ad ora, per gli utenti era possibile regalare intere App a pagamento ad altri utenti con lo stesso sistema operativo. Era invece espressamente negata dalle linee guida Apple la possibilità per le app stesse di proporre un servizio di interscambio di oggetti digitali tra gli utenti.

Secondo quanto riferito da Mac Rumors, tale punto delle linee guida è stato trasformato in “Le app possono consentire la donazione di articoli idonei per l’acquisto in-app ad altri. Tali regali possono essere rimborsati solo all’acquirente originale e non possono essere scambiati”. Perciò, a patto che avvenga un pagamento da parte del donatore ‒ dunque niente scambi di favore gratuiti‒, sarà possibile regalare ad altri utenti tutto ciò che dentro le app è considerato come acquisto separato rispetto al costo iniziale (se previsto al momento del download da App Store).

mani di ragazza che digitano una tastiera di un computer acceso su una pagina di e-commerce, tutto poggiato su una scrivania con diversi articoli di cancelleria per fare pacchetti regalo

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Cosa succederà ora?

Certo è che nei nostri smartphone Apple di questa nuova funzionalità ancora non c’è traccia. Ciò, è evidente, non per colpa del sistema operativo iOS o di un aggiornamento che avete mancato dell’App Store, ma perché gli sviluppatori non hanno ancora recepito e colto al volo questa opportunità. Ci vorrà infatti del tempo prima che le app vengano aggiornate dai loro sviluppatori sia lato sistema, sia lato grafico, per mostrare questa nuova funzione.

Vista la grande opportunità, non è da escludere inoltre che Apple stessa stia progettando di integrare al suo negozio digitale un’apposita sezione per acquistare gli oggetti digitali solitamente presenti solo dentro alle app.

Insomma, da quest’anno sarà possibile fare tanti regali virtuali in più!

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Come cambierà il Web nel 2019

Il nuovo anno appena iniziato, per il World Wide Web, si apre con un retaggio degli anni passati abbastanza pesante.

Dagli scandali legati alla diffusione dei dati degli utenti , al cambiamento della legge sulla privacy, alla sempre più massiccia disinformazione che circola sul web (quelle che erroneamente ma più comunemente chiamiamo Fake News), il mondo di Internet sembra sia andato a scontrarsi proprio contro i pericoli intrinsechi che la sua natura prospettava.

Il Web, che è costruito e plasmato dagli internauti che lo navigano, è parte integrante, se non dominante, della società contemporanea e va a coinvolgere i paradigmi della politica, dell’economia e persino dell’etica. Il 2019 si apre dunque su un panorama vasto e piuttosto burrascoso e siamo tutti curiosi di vedere come accoglierà le novità o sarà scenario delle evoluzioni già in corso.

schermo azzurro, blu e bianco con icone di internet

schermo azzurro, blu e bianco con icone di internet

Facebook e gli altri casi di diffusione dei dati

Negli anni scorsi, l’azienda di Mark Zuckerberg è stata investita dallo scandalo di Cambridge Analytica, ormai ampiamente sdoganato e pesante come un grande macigno sulle spalle di Facebook. Per fare un esempio, nel 2018 il Regno Unito ha multato l’azienda di Menlo Park con una cifra di 500.000 sterline per il suo coinvolgimento nella vicenda, che per quanto nei conti della società risultino poco più che spiccioli, danno un chiaro segnale di come i governi si siano intromessi (o meglio, dovuti intromettere) negli affari del Social Network.

Guardando oltre il campo d’azione strettamente di competenza di Facebook, però, nel 2018 ci sono stati altri casi di problemi con la diffusione dei dati degli utenti. Sullo scadere dell’anno un’inchiesta di Privacy International, l’organizzazione britannica che difende i diritti dei cittadini digitali, ha portato alla luce l’attività di almeno 7 data broker che, alla guida di aziende pressoché sconosciute, hanno rubato e monetizzato un’enorme quantità di dati sugli utenti a scopi commerciali.

Cybersecurity

Il 2018 è stato un anno nero per la sicurezza informatica, tanto da poter essere definito l'”anno dei data breach“. Diversi attacchi di hacker, ma anche strutture di protezione fallaci e disattenzione da parte di chi ha la responsabilità di controllo, hanno messo a repentaglio i dati di molte persone. Oltre al celebre caso di Facebook, si ricorda il caso della catena di hotel Marriot, quello di Quora, di Google+ e molti altri ancora.

Si prospetta dunque un 2019 abbastanza cupo in fatto di cybersecurity, in quanto i numerosi casi scatenatisi hanno acceso i riflettori sull’argomento e, si spera, risvegliato l’attenzione della politica e dei Governi. L’Australia per prima, ad esempio, ha proposto una legge molto controversa che fa la guerra alla crittografia sul web.

Schermo nero con scritta "security" azzurra con manina bianca che la clicca

Schermo nero con scritta “security” azzurra con manina bianca che la clicca

Unione Europea: nuova normativa sulla privacy e sul copyright

Il 2018 ha visto anche alcune novità per l’Europa in fatto di legislazione del Web. Innanzitutto, c’è stata l’introduzione della General data protection regulation (Gdpr) in tutti i paesi dell’Unione e durante il 2019 potremo avere delle risposte più chiare riguardo l’efficacia di questa iniziativa.

Inoltre, di grande interesse per il 2019 c’è l’esito della discussione sulla direttiva UE sul copyright, introdotta nel settembre scorso ma ora al varo di Commissione Europea, Consiglio delle Nazioni e Parlamento che dovrebbero trovare un accordo per scrivere il testo definitivo da sottoporre a voto finale. La direttiva è già andata incontro a diverse critiche, una su tutta quella mossa da Wikipedia, che si scaglia contro la link tax e gli upload filter.

La fine della Net Neutrality negli Stati Uniti

Una decisione della la Federal communications commission (Fcc) statunitense ha posto fine a quella che si definisce Net Neutrality, ovvero il principio secondo il quale tutti i dati devono essere trattati allo stesso modo e non si possono creare delle “linee preferenziali” per determinati servizi, discriminando la velocità di altri.

Questo provvedimento ha ovviamente scatenato l’ira di molti, che stanno provando a cambiare le cose. Dall’esterno, gli stakeholder provano a convincere il Congresso a intervenire utilizzando lo strumento legale del Congressional Review Act (Cra), mentre il Senato ha già varato una legge a favore della Net Neutrality nel maggio scorso. Certo, con il clima burrascoso che gravita attorno alla Casa Bianca in questo periodo, le cose potrebbero non essere così facili.

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Nuove occasioni di business con l’IOT, l’Internet delle cose

Quando ci occupiamo di telecomunicazioni sentiamo spesso parlare di Internet Of Things o, più semplicemente, Internet Delle Cose. Chiamato anche internet degli oggetti, è una parola che fa riferimento alla possibilità di internet di estendersi al mondo reale degli oggetti e dei luoghi concretamente esistenti.

Introdotto da Kevin Ashton, direttore esecutivo del Centro di Auto-ID del MIT (Massachusetts Institute of Technology), durante una presentazione per Procter&Gamble nel 1999.

Che cos’è l’IOT?

L’Internet delle cose è un’evoluzione dell’uso della rete internet: gli oggetti che ci circondano si collegano, si rendono identificabili e acquisiscono intelligenza grazie all’accesso ai dati e alle informazioni aggregate da parte di altri.

Qualsiasi oggetto può acquisire un ruolo attivo e interattivo, grazie al collegamento con la rete Internet.

È così che le confezioni di farmaci ci ricordano di prendere le medicine, le sveglie suonano prima la mattina se c’è più traffico del solito e le scarpe si collegano a quelle degli altri per permetterci di gareggiare a distanza.

Gli oggetti connessi alla rete vengono chiamati smart objects, vale a dire oggetti intelligenti.

Le caratteristiche principali di questi oggetti smart, sono la possibilità connettersi, di essere identificati in maniera univoca e di elaborare e sviluppare capacità per interagire con l’ambiente esterno.

Per fare questo, gli oggetti e i luoghi sono muniti di etichette identificative a radio frequenza, chiamate Rfid. Si tratta di una tecnologia di tipo Auto-Id (identificazione univoca), non molto conosciuta da chi non si occupa del settore IOT, ma alla base di piccoli strumenti che certamente ognuno di noi utilizza senza rendersene conto: barcode, QRcode, Nfc (per il pagamento senza contatto).

Grazie a queste tecnologie gli smart objects comunicano informazioni in rete oppure a dispositivi mobili come i telefoni cellulari.

Dove può essere applicata l’IOT?

All’inizio, gli smart objects erano connessi ma non possedevano molte funzioni; di fatto, non venivano sfruttate tutte le reali potenzialità offerte dalla connessione.

Ora invece, all’oggetto connesso stanno iniziando ad abbinarsi sempre più servizi, che sono il valore aggiunto del prodotto e lo trasformano in un’occasione di business.

Per capire meglio questo cambiamento, è utile fare qualche esempio concreto.

Amazon Dash Button

Il bottone “Dash” di Amazon, conosciuto anche come “Dash Button”, ne è un esempio. È un oggetto dotato di connessione che viene posizionato nei pressi della lavatrice e, quando necessario, schiacciando il bottone si può ordinare del detersivo in quantità prefissate.

Home Speakers

Un altro esempio di come lo sviluppo della tecnologia IOT abbia completamente cambiato il panorama delle telecomunicazioni, sono gli “home speaker”, dispositivi che consentono di impartire ordini agli oggetti connessi attraverso comandi vocali.

Sono equipaggiati con sistemi basati sull’intelligenza artificiale, sempre più efficienti, identici a quelli installati ormai di default sugli smartphone (Google Assistant, Cortana di Microsoft, Alexa di Amazon).

Questa nuova declinazione IOT sembra essere tra i settori di mercato più coinvolti dalla rivoluzione digitale; addirittura, secondo i dati raccolti dall’osservatorio ne sono usciti nel 2017 almeno 50 modelli diversi, da un gran numero di produttori, e ne sono stati venduti globalmente oltre 40 milioni di pezzi.

Smart Metering

Anche lo Smart Metering rientra tra le applicazioni più produttive dell’Internet Of Things. Si tratta di sistemi che consentono la telelettura e telegestione dei contatori di energia elettrica, gas e acqua.

I vantaggi di questi sistemi sono numerosi: a partire dalla riduzione di costi per le letture e per le operazioni di gestione del contratto che possono essere effettuate in modo automatico a distanza senza un intervento in loco dell’operatore.

Smart Building

L’applicazione però che più di tutti ha cambiato (positivamente) le abitudini delle persone, spopolando negli ultimi anni, è stata quella dello Smart building, l’edificio intelligente.

Un edificio costruito per pensare e prendersi cura, in completa autonomia e da remoto, delle esigenze di chi vi abita: dall’illuminazione, al riscaldamento, passando per l’accensione e lo spegnimento di luci, condizionatori, musica, TV, finestre, tende ed elettrodomestici.

Quanto vale il mercato IOT? Sveliamo un po’ di numeri.

L’Internet of Things – in italiano “internet delle cose” – nel 2017 ha toccato i 3,7 miliardi di euro, +32% rispetto all’anno precedente. Una cifra tutt’altro che trascurabile in virtù di un trend in costante crescita.

L’incredibile ascesa di questa tecnologia all’avanguardia deve molto all’arrivo della connettività in oggetti prima esclusi.

Non solo più connettività cellulare, che comunque vede un + 29% per un valore di 2.2 miliardi di euro, ma anche tecnologie di comunicazione, che registrano un incremento del 36%, toccando la cifra di 1,5 miliardi di euro di crescita.

In Italia, la crescita dell’Internet of Things è pari e, in alcuni settori superiore, a quella dei Paesi dell’area occidentale. Questo mercato, nel 2017 è aumentato soprattutto per effetto degli obblighi normativi legati allo Smart Metering, vale a dire i sistemi che consentono la telelettura e tele gestione dei contatori di energia elettrica e gas.

Lo Smart Metering ha così toccato i 980 milioni di euro nel 2017, segnando un + 3% rispetto al 2016 e occupando il 26% del marcato.

Seguono Smart Building, Smart Home e Industrial IoT, rispettivamente in aumento del 45%, 40% e 35% rispetto al 2016, e che rappresentano i settori che offriranno degli ampi tassi di crescita anche nel 2018.

Come può essere utile l’IOT per le aziende? Quali sono le opportunità da cogliere?

Visti i numeri dietro a questo incredibile mercato in ascesa, non stupisce che le aziende siano in competizione per accaparrarsi i servizi migliori e le tecnologie più interessanti.

L’intelligenza artificiale, unita ad un uso delle tecnologie di ultima generazione e a un Internet sempre più efficace e pervasivo, amplia il ventaglio di nuovi servizi a portata di azienda.

La diffusione sempre più capillare di questa nuova tecnologia ha permesso la nascita di aziende di nuovo tipo e nuova concezione, maggiormente orientate allo sviluppo di prodotti e servizi.

La maggior concentrazione di queste imprese è negli Stati Uniti, ma esistono anche interessanti casi italiani.

Nonostante tutto, dobbiamo scontrarci ancora con un problema di fruibilità.

Gli smart object richiedono competenze che nella maggior parte dei casi l’utilizzatore non possiede e avrebbero bisogno di tecnici in grado di installarli e di attivarli.

IOT, smart object, intelligenza artificiale. A volte sembra quasi di parlare di un mondo fantascientifico. Eppure questo il nostro futuro più prossimo. Se vuoi continuare a conoscere tutte le nuove tendenze marketing, digital e non, continua a seguire il Blog di Mg Group Italia.

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Come e perché utilizzare Facebook Lead Ads

Che cos’è Facebook Lead Ads?

La Lead Generation nasce da un’esigenza aziendale molto semplice: incrementare i contatti potenzialmente interessati al nostro business.

Per farlo Facebook mette a disposizione uno strumento in grado di attingere da un pubblico di oltre 2 miliardi di utenti attivi ogni giorno.

Grazie a Facebook Lead Ads le aziende possono creare annunci specifici per la raccolta di contatti.

Con l’aggiornamento di marzo 2016 questo strumento è stato ulteriormente potenziato, permettendo l’inserimento di una Call To Action per l’iscrizione alla newsletter aziendale, senza che l’utente debba per forza lasciare la piattaforma. La scelta è dovuta al fatto che gli utenti sono molto pigri e preferiscono compiere poche azioni.

Prima dell’aggiornamento, era necessario uscire dall’ecosistema di Facebook, magari per collegarsi ad una landing page e compilare il form per lasciare i propri dati. In molti casi, davanti a questa richiesta, l’utente abbandona l’idea ed esce dalla pagina, a meno che non gli si dia qualcosa in cambio.

Gli annunci Facebook Lead Ads aiutano a risolvere questo problema: l’utente dovrà semplicemente cliccare sull’annuncio e in questo modo si aprirà una finestra con i dati del profilo già precompilati. L’utente non dovrà fare altro che cliccare nuovamente e il gioco è fatto: avremo il contatto di un nuovo potenziale cliente.

Facebook Lead Ads: come si usa?

Per poter utilizzare questo strumento bisogna per prima cosa accedere al proprio account pubblicitario e aprire una nuova campagna. Gli obiettivi che si possono selezione per le pubblicità a pagamento di Facebook sono diversi, a noi interessa la voce “Generazione di Contatti”.

Procedendo, possiamo continuare con la normale creazione di una campagna Facebook per la quale dovremo definire gli annunci che vogliamo mostrare, il target, la durata e il budget.

A questo punto basterà semplicemente scegliere il tipo di inserzione: scorrimento di immagini, immagine singola, video o slideshow.

Infine, inseriamo il testo e il link da inserire all’interno della campagna ed il “gioco” sarà quasi fatto.

A questo punto dovremo selezionare la CTA di cui abbiamo parlato all’inizio e personalizzare i campi del form che vogliamo far compilare ai potenziali clienti.

L’inserzione è completa! Dopo aver superato l’analisi finale di Facebook, sarà pronta per raccogliere contatti.

Perché la Lead Generation dovrebbe essere sempre presente nelle nostre strategie online?

L’acquisizione di nuovi contatti è necessaria per ampliare la propria rete di clienti e il solo sito web non è sufficiente a crearne di nuovi.

Gli utenti inoltre sono costantemente bombardati di informazioni e stimoli e attirare la loro attenzione è sempre più difficile. Riuscire a differenziarsi con una pubblicità diversa, più coinvolgente e interattiva è fondamentale per invogliarli a lasciare i propri dati.

Facebook Leads Ads permette di scegliere diverse CTA: Iscriviti (ad una Newsletter), Richiedi Subito (nel caso di un buono sconto o una promozione particolare) oppure Scarica (un file, una guida o un e-book). Queste azioni rendono più interattivo l’annuncio e creano, fin da subito, un legame di scambio con il potenziale cliente che beneficerà di un piccolo regalo da utilizzare subito.

Qual è il ruolo di Facebook Lead Ads nella strategia aziendale?

L’utente non acquista solo perché ha visto un annuncio, il processo è molto più articolato e complesso.

Facebook Lead Ads, permette di incontrare il potenziale client in una fase successiva alla semplice visualizzazione dell’annuncio: cliccando egli già manifesta interesse nei nostri confronti e se poi decide di usufruire del nostro regalo (coupon, guida, e-book etc) significa che abbiamo già creato una connessione.

Facebook Leads Ads: i pro

Il principale vantaggio è quello di essere immediato. Dopo la visualizzazione ed il primo click, già si passa al form precompilato: l’utente non deve fare nulla, legge e se lo desidera clicca una seconda volta per ottenere il regalo. Questa immediatezza, dovuta soprattutto ai campi precompilati, rende questo strumento un ottimo alleato per vincere la distrazione dell’utente.

Il fatto di non costringere l’utente ad uscire dalla piattaforma è un ulteriore punto a suo favore.

Uscendo da Facebook per raggiungere il sito web o una landing page, si rischia di andare incontro ad ostacoli come, il caricamento lento della pagina o la compilazione manuale. Tutti elementi che creano disturbo alla navigazione e distraggono l’utente.

Ricordiamoci che gli utenti non hanno pazienza di aspettare, se non trovano subito quello che cercano andranno da qualche altra parte.

Facebook Leads Ads: i contro

Non si tratta esattamente di uno svantaggio quanto più di un’inevitabile conseguenza del fare pubblicità online.

Possiamo circoscrivere e selezionare il target quanto vogliamo ma nessuno ci darà la garanzia che i contatti che abbiamo raccolto siano effettivamente qualificati ed interessati.

In questo senso, paradossalmente, qualche ostacolo in più ci aiuterebbe a fare una scrematura più reale, perché se anche dopo l’uscita da Facebook e la compilazione manuale del form di contatti l’utente non demorde, allora significa che è davvero interessato a ciò che gli stiamo proponendo ed è un contatto con altissime probabilità di conversione in vendita.

Hai visto quante sono le potenzialità di Facebook Lead Ads? Vuoi utilizzarlo nelle tue strategie online per incrementare i contatti qualificati e avere più occasioni di vendita?

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Quanto vale l’E-commerce in Italia?

Il valore dell’E-commerce in Italia e nel mondo

Che l’E-commerce sia ormai una realtà economica inarrestabile è indubbio, e dati dell’ultimo Black Friday ne sono una prova.

Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c, il valore dell’E-commerce è aumentato del 16% andando ad incrementare il fatturato di oltre 3 miliardi di euro rispetto al 2017.

Tiriamo dunque le fila di questo anno, analizzando insieme dati e implicazioni di questa inarrestabile ascesa economica in Italia e nel mondo.

In Italia

Al termine del 2018, il valore dell’E-commerce in Italia ha superato i 27,4 miliardi di euro con un incremento di circa 3,8 miliardi (+16%) rispetto ai 12 mesi precedenti.

Nonostante questi numeri, il nostro paese fatica ancora a raggiungere gli standard e i livelli di qualità che caratterizzano lo shopping online Europeo.

Sono ancora molte le aziende italiane che si scoraggiano di fronte alle incredibili potenzialità del mercato online e, persi tra dubbi e preoccupazioni, si lasciano sfuggire le potenzialità dell’E-commerce e di strumenti come il dropshipping in grado di aiutare anche i più inesperti.

I prodotti ci sono, a partire dalle eccellenze del Food&Grocery che nel solo 2018 ha raggiunto 1,1 miliardo di euro (+34%) di fatturato; manca però la capacità di coprire in modo capillare la territorialità: ancora 4 italiani su 5 non possono fare la spesa da “supermercato” con un livello di servizio adeguato.

Differenze tra Nord, Centro e Sud

Il valore dell’E-commerce è in costante e generale aumento in tutta Italia, tuttavia, esso è il risultato dello sviluppo di dinamiche completamente diverse che caratterizzano il Nord, il Centro e il Sud del nostro paese.

E’ così che lo shopping online italiano ha una concentrazione maggiore al Nord con il 56% dei volumi totali, rispetto al Centro (23%) e al Sud e alle isole (21%).

Il valore del retail

Grazie ad una crescita maggiore rispetto al negozio fisico, il retail (ossia la vendita al dettaglio) è riuscito a guadagnare, rispetto al 2017, un punto percentuale, sfiorando il 6,5%.

Possiamo concludere quindi che il retail si sta lentamente conquistando una fetta maggioritaria dell’aumento dei consumi totali.

La penetrazione, ossia la percentuale di persone che hanno scelto lo shopping online sul totale dei compratori, passa dal 4% al 5% per i prodotti e raggiunge il 10% per i servizi.

I prodotti

Possiamo notare significative differenze anche per quanto riguarda il dispositivo utilizzato per gli acquisti online e i settori merceologici collegati.

Il 31% (+6%) degli acquisti effettuati online è generato da smartphone che così accorcia la distanza dal suo principale concorrente, il desktop che, pur rimanendo in testa, perde alcuni percentuali rispetto al 2017 e scende al 62% (-5%).

Anche il tablet mostra una lieve perdita, scendendo dall’8% al 7%.

Il valore dello shopping online effettuato da smartphone supera gli 8,4 miliardi di euro, con un incremento del 40% (204 miliardi di euro) rispetto all’anno precedente.

Nonostante resti secondo nella classifica dei dispositivi maggiormente utilizzati per lo shopping online, lo smartphone è comunque lo strumento più utilizzato per l’acquisto in alcuni specifici settori.

Nel settore del Food&Grocery, ad esempio, lo smartphone ha un valore rispetto al totale dell’E-commerce del 32%; nell’abbigliamento registra invece il 45%.

Per quanto riguarda i servizi, la percentuale è minore: 9% per le Assicurazioni e 18% per il Turismo e i trasporti; questi numeri sono tuttavia influenzati da un processo di acquisto più lungo e complesso che in molti casi scoraggia l’acquirente.

Export: la voce più interessante

La voce più interessante (e scoraggiante) del report sul valore dell’E-commerce nel mercato italiano, resta l’Export, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri.

Con un valore di circa 3,9 miliardi di euro, l’export costituisce il 16% delle vendite E-Commerce totali; di questi, 1,3 miliardi provengono dal settore dei servizi (spinto dal settore del Turismo) e 2,6 miliardi dai prodotti.

In ogni caso, resta l’abbigliamento il settore di punta dell’export italiano.

Visto il valore del Made In Italy, c’è da chiedersi come mai l’export sia la voce più debole del report relativo al valore dell’E-commerce in Italia.

Il motivo risiede nelle complessità operative, tra cui obblighi e oneri logistico-distributivi, e legislative che spaventano le piccole realtà economiche.

Insomma, puntare all’estero con l’E-commerce resta ancora una strada difficile da percorrere nonostante la fiducia attorno al digitale si in aumento. Eppure, i motivi per investire su un E-commerce sono molti, a partire dal risparmio economico.

Il valore dell’E-commerce nel mondo

Rispetto a quanto avviene in Italia, si stima che, al termine del 2018, il valore dello shopping online possa superare i 2.500 miliardi di euro (+20%) rispetto all’anno scorso.

In questo panorama di forte crescita, Cina e Stati Uniti sono leader incontrastati.

La Cina si conferma il primo mercato mondiale in assoluto con oltre 1.000 miliardi di euro (+19%) e un tasso di penetrazione del 18%.

Al secondo posto troviamo gli Stati Uniti, con 620 miliardi di euro (+12%) e una penetrazione del 17%.

Infine, al terzo posto, l’Europa con 600 miliardi di euro e una penetrazione del 10%.

Come hai visto, l’E-commerce si sta imponendo come una realtà inarrestabile e per restare competitivi e non perdere queste nuove opportunità occorre aggiornarsi e affidarsi a chi da sempre si occupa di questo settore. Mg Group Italia può aiutarti ad entrare nel mercato del futuro, strutturando E-commerce in grado di darti la giusta visibilità. 

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