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Come convincere un Cliente indeciso

Hai un cliente che non si decide a comprare? Questa è una situazione che qualsiasi imprenditore si trova a fronteggiare. Se il tuo cliente è indeciso, non vacillare, fai le giuste mosse per convincerlo e portarlo all’Acquisto .

Si dice che quando un cliente non si decide a fare la mossa finale dell’acquisto, è perché non riesce a vedere il vero valore del tuo prodotto/servizio. Ed è proprio così: nella mente del cliente non sei posizionato al primo posto e questo non gli dà abbastanza fiducia per Comprare.

Quando si verifica questo o qualsiasi altro tipo di stallo, devi essere preparato a comunicare a un livello più diretto con il cliente, dicendo qualcosa che evochi più verità e più rispetto. In poche parole, che riesce a convincerlo.

Sii pronto a combattere contro la tua concorrenza ma soprattutto a combattere per conquistare il tuo Potenziale Cliente. Segui i nostri consigli per portare all’Acquisto un Cliente indeciso.

Cliente indecio: Donna con spalle alzate e espressione fortemente indecisa che tiene nelle mani due sfere con scritto rispettivamente "sì" e "no" su sfondo di punti di domanda

Cliente indecio: Donna con spalle alzate e espressione fortemente indecisa che tiene nelle mani due sfere con scritto rispettivamente “sì” e “no” su sfondo di punti di domanda

Cliente indeciso: comprendi il caso specifico

Prima di parlare delle mosse strategiche che devi fare per sbloccare il tuo cliente indeciso, studia la situazione e comprendi il caso specifico che ti trovi davanti. Perché il tuo Cliente è incerto?

Cosa devi fare:

  • Fai domande fin dove puoi arrivare: fare domande, anche coraggiose e più approfondite, ti consente di ottenere informazioni che potrebbero portare a una vendita molto più veloce rispetto a un monologo che spiega perché sei il migliore.
  • Prenditi la colpa della loro indecisione: non sei riuscito a comunicare il valore del tuo prodotto/servizio al tuo Potenziale Cliente, anche se sei certo che tu sia la scelta migliore per lui: è colpa tua, prenditi le tue responsabilità. Prepara un offerta grandiosa che mostri le tue migliori qualità e chiedi un incontro faccia a faccia per mostrargliela.
  • Ottieni chiarezza e chiarimenti sullo stato attuale del cliente: quando il Cliente dice che sta ancora considerando altre opzioni, ovviamente tu hai bisogno di più informazioni per capire esattamente quali sono i suoi dubbi e per sapere come muoverti. L’unico modo per ottenere queste informazioni è di chiederle cortesemente, ma in modo diretto, al Cliente.
  • Assicurati di essere tra le prime 3 scelte del tuo Cliente: se non sei il numero uno, il numero due o il numero tre nella lista attuale dei potenziali venditori nella mente del tuo Cliente (ma anche sul mercato in generale), non sperare di spuntarla in questa vendita.
  • Scopri quali sono i dubbi, oltre il prezzo, che fanno indugiare il tuo Potenziale Cliente: se il prezzo è l’unico motivo di incertezza, devi saperlo. Se ci sono altri elementi che vengono presi in considerazione nell’acquisto (termini di servizio, pagamento a rate, velocità di consegna, qualità del prodotto, affidabilità del servizio etc), è ugualmente importante che tu lo sappia.

Cosa chiedere al Cliente

Adesso scendiamo nel dettaglio. Tieni presente che le domande che vanno dritte al sodo sono realmente utili solo se hai capito perfettamente il quadro generale. Chiedi:

  1. In base a cosa prenderai la tua decisione?
  2. Chi altro stai considerando?
  3. Quali sono i fattori decisivi (per convincerti ad Acquistare)?
  4. Quali risultati speri di ottenere?
  5. Cosa è successo l’ultima volta che hai acquistato?
  6. Su cosa stai ragionando nello specifico?
Cliente indeciso: uomo d'affari indica con una penna in mano lo schermo di un computer ad un altro uomo di fianco a lui che ascolta

Cliente indeciso: uomo d’affari indica con una penna in mano lo schermo di un computer ad un altro uomo di fianco a lui che ascolta

Cliente indeciso: qual è il suo problema?

Per capire ulteriormente la situazione, è utile sapere quali ragioni pratiche possono portare a questa indecisione. Insomma, qual è il problema del tuo Cliente? Potrebbe essere:

  • Non ha i soldi necessari per l’Acquisto.
  • Crede di poter ottenere lo stesso prodotto/servizio più a buon mercato da qualche altra parte.
  • Sta cercando la convenienza e tu offri qualcosa troppo fuori dal suo budget
  • Non vede nel tuo prodotto/servizio una qualità che lo spinga all’Acquisto
  • Ha avuto una brutta esperienza in passato con te o con un altro Venditore (magari dello stesso settore).
  • È turbato pesando ai fattori di rischio legati al tuo prodotto/servizio.
  • Non è sufficientemente a suo agio per procedere all’Acquisto
  • Non gli piace, non ha fiducia in te, non crede in te, o non si fida abbastanza per comprare da te.
  • Ha qualche altra obiezione inespressa.
  • Valuta qualche altro rischio inespresso.
  • Non è disposto a decidere se non può basarsi su delle certezze.

“Sto ancora dando un’occhiata in giro” o “sto ancora valutando le varie opzioni” non è un’obiezione, è uno momento di blocco che indica che il Prospect non ha trovato qualcuno che gli dia abbastanza tranquillità, sufficiente percezione del valore e sufficiente fiducia per procedere all’Acquisto.

E tu pensavi che fosse tutta colpa del prezzo!

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Come massimizzare il ROI nelle tue Social ADS

Hai problemi a far fruttare le campagne a pagamento sui Social Media? Vuoi migliorare i risultati dei tuoi investimenti in pubblicità su Facebook? In questo articolo ti daremo dei consigli pratici per massimizzare il ROI nelle tue Social ADS.

Con questo intento, diamo uno sguardo allo stato attuale delle Social ADS.

La Social ADS oggi: i problemi più frequenti

Secondo il Report sul Digital Marketing di Q2 2018 di Merkle, nel secondo trimestre dello scorso anno gli inserzionisti hanno speso il 40% in più rispetto all’anno precedente, mentre le impression sono diminuite del 17%.

L’aumento di investimenti pubblicitari sulle piattaforme di social media ma con un numero in calo di impression disponibili, determina l’aumento del CPC (Cost Per Click) medio.

Molte campagne social a pagamento non riescono a massimizzare il ROI a causa di un’ottimizzazione scarsa o incompleta, una distribuzione limitata, un tracciamento incompleto e obiettivi non ben definiti.

Con la crescita della domanda, invece, diventa ancora più importante per gli inserzionisti ottimizzare correttamente le campagne per ottenere il Ritorno sull’Investimento massimo.

Ecco cosa devi fare per ottenere risultati migliori e massimizzare il ROI nelle Social Ads.

Schermo di un pc che mostra una statistica sui visitatori di un sito web

Schermo di un pc che mostra una statistica sui visitatori di un sito web

Come massimizzare il ROI nelle tue Social ADS

Fai Social ADS adatte al tuo funnel

Ogni annuncio che pubblichi deve avere un chiaro obiettivo, inserito nel più ampio quadro della tua strategia Social. Portare i tuoi Potenziali Clienti dall’inizio alla fine del funnel, nel modo più efficiente possibile, si rivela indispensabile per realizzare una campagna pubblicitaria di successo.

Tieni presente che potrebbero essere necessarie più interazioni con i tuoi annunci e i tuoi contenuti prima che il Prospect attraversi il tuo funnel. Le tue campagne pubblicitarie, dunque, non dovrebbero mai puntare su un unico contatto e avere un approccio univoco.

Inoltre, è importante ricordare che l’annuncio che si rivolge al tuo Cliente Acquisito e abituale sarà molto diverso da quello rivolto a qualcuno che non ha familiarità con il tuo marchio e i tuoi prodotti.

Per questo è importante individuare la fase corretta del processo di acquisto in cui si trovano i Clienti nel momento della Segmentazione. Pubblica sempre annunci diversi, con  messaggi personalizzati e inviti all’azione specifici per ogni segmento individuato.

Fai Social Ads in modo più intelligente, non più difficile.

 Apporta dei semplici miglioramenti

Una serie di piccoli miglioramenti può influire notevolmente sul successo di una campagna di social media a pagamento. Non attuarli significherebbe buttare i tuoi soldi. Ricorda, stiamo cercando di spremere fino all’ultima goccia di ROI da queste campagne, anche se ottenere il massimo Ritorno richiede tempo.

Qualunque sia la piattaforma di social media che stai usando per pubblicizzare il tuo Prodotto/Servizio (qui ci concentreremo su Facebook e Instagram), segui le best practice di quello specifico Social e assicurati che tutto sia impostato correttamente, mediante tracking pixel (codice di tracciamento o codice di monitoraggio) e codici UTM.Tra

Usa il Tracking Pixel di Facebook

Innanzitutto, assicurati che il tracking pixel di Facebook sia correttamente implementato sul tuo sito web.

Facebook Pixel Helper, un’estensione del browser Chrome gratuita fornita da Facebook, può aiutarti a risolvere eventuali problemi. Puoi invece trovare informazioni su come configurare Facebook Pixel da zero direttamente sul sito web di Facebook.

È necessario segnalare manualmente a Facebook Pixel gli eventi positivi, come le avvenute iscrizioni alle newsletter e le azioni di e-commerce di successo (aggiungi al carrello, acquisti, ecc.), in modo che l’applicativo possa creare segmenti di pubblico sempre più specifici e di maggiore qualità.

Facebook e Instagram hanno potenti strumenti di tracciamento e ottimizzazione della conversione nel loro servizio di advertising, quindi usali.

Segmenta il Pubblico tramite la personalizzazione di visualizzazione di Facebook

L’utilizzo della funzione di personalizzazione del pubblico dei post di Facebook è un ottimo strumento di segmentazione che può aiutare a dare migliori risultati in termini di ROI delle tue Social ADS..

Sarebbe sciocco non sfruttare e non acquisire le informazioni dei visitatori del tuo sito web, soprattutto quando è gratuito e richiede solo pochi minuti per la configurazione. Facebook offre una serie di modi per creare un pubblico personalizzato in Facebook Ads Manager.

Sfrutta il traffico sul tuo Sito Web

Se il tuo Pixel di Facebook è impostato correttamente, può registrare ogni azione intrapresa dai visitatori sul tuo sito Web negli ultimi 180 giorni. Le azioni memorizzate includono le visualizzazioni di pagina, i clic sui pulsanti della pagina, i carrelli abbandonati e gli acquisti effettuati.

Puoi utilizzare questi dati per creare segmenti di Target con caratteristiche in comune o utilizzarli per il Remarketing.

Ovviamente, la pubblicità destinata a qualcuno che è già stato sul tuo sito Web e che qui ha persino completato una serie di azioni (lasciando la mail, compilando un form, acquistando etc.) ha una possibilità molto più alta di conversione rispetto alla pubblicità destinata al visitatore alla prima visita.

Crea il prototipo del tuo Cliente Tipo

Puoi creare segmenti di Target con caratteristiche in comune direttamente in Facebook Ads Manager, per trovare Utenti-Clienti Potenziali che abbiano tratti e caratteristiche simili al tuo utente ideale.

Il “prototipo di Cliente” viene creato in base a un pubblico personalizzato, che funge da pubblico di riferimento. Ciò ti consente di aumentare notevolmente il numero di Potenziali Clienti che puoi selezionare direttamente da un pubblico di qualità superiore, in quanto già scremato.

Monitora le conversioni

Le conversioni sono di fondamentale importanza per i negozi di e-commerce. Il traffico di un sito Web del genere è inutile a meno che non si traduca in vendite. Per tua fortuna, Facebook e Instagram possono aiutarti monitorare le conversioni.

Il monitoraggio delle conversioni dipende dalla corretta implementazione del tracking pixel e dalla corretta impostazione delle campagne pubblicitarie. Anche Google Analytics offre un servizio di controllo in questo senso, che consiste però nel solo calcolo dell’ultimo clic.

Non c’è motivo per non tracciare e ottimizzare le conversioni. Anche le grandi Società di Media che generano entrate da singoli annunci pubblicitari interni al sito possono trarre vantaggio dall’ottimizzazione delle conversioni facendo attenzione alle pagine-per-sessione visitate  per trovare un utente di qualità superiore, ben diverso del visitatore di passaggio.

Monitora anche le conversioni offline

Con una corretta implementazione, puoi monitorare gli eventi offline, come ad esempio le vendite nei punti vendita fisici, dopo che qualcuno ha interagito con i tuoi annunci Facebook.

Esistono due modi per impostare l’attività offline:

  1. caricare manualmente il file CSV dei dati offline su Facebook
  2. sincronizzare il CRM direttamente con Facebook (le informazioni sul cliente verranno quindi abbinate agli ID utente corrispondenti su Facebook)

In questo modo potrai scoprire se qualcuno ha intrapreso un’azione specifica, come un acquisto dopo la visualizzazione della tua Social ADV.

Fai Remarketing

Per fare remarketing sui Social Media è necessaria la corretta implementazione dei tracking pixel di ciascuna piattaforma.

Fare Remarketing con segmenti di Pubblico ben delineati tramite gli strumenti di Facebook, ad esempio, è una buona mossa strategica in quando intere campagne possono essere costruite intorno ad essi. In realtà, sono proprio questi tipi di campagne a produrre i rendimenti più alti.

Realizza pubblicità sequenziale

Si parla di Pubblicità sequenziale quando si mostrano diversi annunci alla stessa persona, per un certo periodo di tempo. Le grandi campagne televisive utilizzano spesso questa tattica, ma non vi è alcun motivo per cui non possa essere applicata con successo alla Social ADS.

Ad esempio, puoi iniziare mostrando a certi Utenti un annuncio che si focalizza su uno dei vantaggi del tuo prodotto/servizio. Il seguente annuncio (lanciato solo dopo che la maggior parte del tuo Terget selezionato ha visto il primo) mostrerà un altro vantaggio del prodotto/servizio. Il terzo annuncio potrebbe riportare la testimonianza di un cliente, e così via. Stai mostrando al tuo pubblico lo stesso prodotto ma con diversi messaggi.

Per realizzare una campagna pubblicitaria sequenziale di successo è necessario che essa sia innovativa, brandizzata e accattivante.

Due ragazze e due ragazzi in fila che guardano sorridendo lo smartphone che hanno tra le mani

Due ragazze e due ragazzi in fila che guardano sorridendo lo smartphone che hanno tra le mani

Massimizza la distribuzione

Oltre a migliorare il processo di realizzazione delle campagne, è possibile ottimizzare ulteriormente le tue Social ADS implementando la loro distribuzione. Ciò garantirà il successo della tua campagna in base agli obiettivi prefissati. Non migliorare la distribuzione equivale, di nuovo, a buttare i tuoi soldi.

Rinnova costantemente le tue idee creative

L’uso della stesse idee creative (immagini, video, testo) può venire presto a noia. Ciò significa che il tuo pubblico inizierà a ignorare i tuoi annunci o, peggio, inizierà a lasciare commenti mediocri. Avrai anche un aumento del CPM e del CPC man mano che perdi posizioni nell’asta di annunci di Facebook.

Rinnova costantemente le tue idee creative per evitare che questo accada. Fa la differenza, anche se ogni mese ti limiti ad aggiornare le tue immagine o a copiare da altri.

Risaltare nel newsfeed degli Utenti è una parte importante delle Social ADS di successo. Se si utilizzano fotografie o video, dunque, devono essere di alta qualità e facilmente identificabili per impedire all’utente di ignorare il post.

Sfrutta tutti i posizionamenti disponibili

La maggior parte dei tuoi risultati arriverà dagli annunci pubblicati sulla newsfeed di Facebook o di Instagram. Non dimenticare però gli altri posizionamenti possibili, come la barra laterale, Messenger e il Marketplace.

I posizionamenti automatici sono l’opzione migliore per massimizzare i risultati oltre i feed di notizie.

Ottimizza la tua Social ADS per dispositivi mobili

A meno che tu non miri specificamente solo agli utenti di dispositivi desktop, considera che la maggior parte delle impression e dei clic arriveranno dai dispositivi mobili. Ciò significa che dovrai prestare particolare attenzione ad ottimizzare i tuoi contenuti per il mobile.

Assicurati che tutte le tue immagini e i tuoi video siano formattati in modo che riempiano al meglio lo spazio visibile sullo schermo dello smartphone. Anche i titoli e il testo di accompagnamento devono essere ottimizzati per adattarsi.

Se utilizzi i video, assicurati che siano formattati in proporzioni 1:1 (video quadrati) per occupare la maggior parte del visore video di Facebook e “coprire” completamente i video con aspetto orizzontale.

Riduci al minimo le restrizioni per l’algoritmo di Facebook

Non cercare di controllare troppo Facebook. Invece, dai modo a Facebook di mostrare i tuoi annunci agli utenti corretti al momento giusto, con meno restrizioni di targeting possibili. Maggiore è la libertà con cui l’algoritmo utilizza i dati dei pixel, maggiore è la possibilità di ricevere conversioni.

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Trova Nuovi Clienti migliorando la Lead Generation del tuo e-commerce

Trovare Nuovi Clienti per il tuo e-commerce ti sembra un’impresa impossibile? Forse hai bisogno di migliorare la tua Lead Generation.

Infatti, ogni tipo di attività commerciale, che si tratti di commercio all’ingrosso, vendita al dettaglio, Start Up o altro ancora, necessita di Clienti Potenziali qualificati che possono essere convertiti ​​in Clienti Paganti effettivi. L’e-commerce non fa differenza.

L’industria dell’e-commerce

L’industria dell’e-commerce è diventata competitiva come mai prima d’ora. Infatti, oltre ai nuovi concorrenti che nascono ogni giorno, ci sono le grandi piattaforme – tra le quali soprattutto Amazon – che occupano gran parte del mercato.

Il report “State of Inbound 2018” realizzato da HubSpot ha rivelato che per 3 venditori su 5, la sfida più difficile è quella di generare traffico e lead. Non sorprende quindi che il 70% di loro intenda investire un budget maggiore in demand generation nel nuovo anno.

Tuttavia, aumentare gli investimenti risulta inutile se si continuano ad usare le stesse vecchie strategie che, come si è visto, non funzionano.

Che ne dite di iniziare ad usare delle strategie innovative e collaudate che garantiscano una Lead generation costante?

Ecco qui 3 consigli che ti consentiranno di Trovare Nuovi Clienti migliorando la Lead Generation del tuo e-commerce.

e:commerce: due pc uno di fronte all'altro da cui sbucano due braccia di uomo, una che porge una busta e una che dà delle banconote euro

e-commerce: due pc uno di fronte all’altro da cui sbucano due braccia di uomo, una che porge una busta e una che dà delle banconote euro

3 Strategie per migliorare la Lead Generation del tuo e-commerce e trovare Nuovi Clienti

1. Riscrivi le descrizioni dei tuoi prodotti facendo attenzione alla SEO

Dimenticarsi della SEO è un errore purtroppo frequente nel mondo dell’e-commerce. L’importanza di realizzare descrizioni dei prodotti uniche,accattivanti e soprattutto ottimizzate per la SERP di Google è ben chiara a tutti coloro che scrivono sul Web. Le aziende di e-commerce emergenti, invece, dimenticano questo particolare e continuano a commettere lo stesso errore di usare le descrizioni così come si presentano al produttore esperto, senza personalizzare il testo né renderlo più comprensibile per gli utenti.

Ma se non renderai uniche le tue descrizioni, come potrà Google prendere in considerazione i tuoi prodotti? E se Google non ti indicizza, come farai a portare Visitatori sul tuo e-commerce? E se non hai visitatori, come otterrai dei Nuovi Clienti? Uno studio di Advanced Word Ranking ha infatti rilevato che le percentuali di clic ai siti dei rivenditori dalla SERP di Google passano da circa il 30% per la prima voce in lista a meno del 5% per la posizione numero 5. Sotto a questa posizione, è come se non esisteste affatto.

Non aver paura di entrare troppo nel dettaglio con le descrizioni dei prodotti. Spiega chiaramente tutte le caratteristiche: fai in modo che anche un bambino di 5 anni capisca e riesca ad usare il tuo prodotto solo leggendo la tua descrizione.

4 indicazioni per migliorare la SEO nella tua Pagina Prodotto

Ci sono quattro fattori fondamentali per ottimizzare la SEO delle tue Pagine Prodotto che ti faranno implementare la lead generation e di conseguenza, Vendere di più:

  1. Mostrare il prototipo di persona a cui è destinato il tuo prodotto, ad esempio scegliendo modelli o testimonial che corrispondano il più possibile al profilo del tuo Target
  2. Rispondere nella descrizione del prodotto a tutte le possibili domande che il tuo potenziale cliente potrebbe avere
  3. Chiedere ai Clienti che hanno già acquistato di lasciare Recensioni dettagliate (seleziona quelle che risultano più utili al tuo scopo)
  4. Offri un percorso semplice, intuitivo, veloce, facile per procedere all’acquisto.

Anche nel caso dell’usabilità della Pagina Prodotti dovrai fare in modo che chiunque possa essere in grado di fruirla. Più contenuti (e di migliore qualità SEO) hai sulle tue pagine, migliore sarà la comprensione e la considerazione da parte Google, maggiore sarà il tempo che i lettori spenderanno sul tuo e-commerce e, dunque, maggiori saranno i Lead qualificati che porterai nel tuo funnel.

2. Fai crescere costantemente la tua Mailing List e segmentala per ottenere risultati migliori

Non c’è modo migliore (e meno costoso!) di rimanere in contatto con i tuoi clienti che via email.

Così come è importante ottenere le e-mail dei clienti nel tuo e-commerce, risulta indispensabile anche acquisire gli indirizzi e-mail dei semplici visitatori del tuo sito Web. Un ottimo modo per raccogliere un gran numero di e-mail è quello di utilizzare inserzioni pop-up sulla tua pagina (temporanee, a scomparsa laterale o a comparsa prima dell’intento di uscita del navigatore). Potenzialmente, con i pop-up puoi acquisire e-mail dal 3% al 16% dei visitatori del sito Web a costo quasi pari a zero.

Una volta configurata la tua pipeline di acquisizione delle e-mail dei Clienti, non inviare in modo massiccio e indiscriminato tutte le tue comunicazioni. Piuttosto, segmenta in modo chiaro e ragionato il tuo database e invia messaggi diversi ai tuoi vari Clienti in base alle loro caratteristiche.

Un buon modo per segmentare il tuo pubblico è quello di partire dalle tue pagine Social. Qui potrai scoprire facilmente sesso, età e provenienza geografica dei Clienti interessati ai vostri prodotti/servizi.

Produrre e distribuire contenuti pertinenti e adatti ai vari segmenti della tua Clientela Acquisita o Potenziale può implementare in modo esponenziale le tue vendite.

e-commerce: tastiera di computer con tasto per comprare al posto dell'invio

e-commerce: tastiera di computer con tasto per comprare al posto dell’invio

3. Recupera Clienti indecisi con il Remarketing

Far sì che gli utenti arrivino sul tuo sito, come sai bene, è già abbastanza difficile. Lasciarli andare senza che comprino dal tuo e-commerce è  un’importante occasione persa. Frena l’esodo dei tuoi utenti reindirizzandoli con due dei metodi più efficaci in circolazione: le e-mail e gli annunci di remarketing (o retargeting).

E-mail di remarketing

Le e-mail di remarketing possono essere anche definite “e-mail dei carrelli abbandonati“, in quanto vengono inviate agli utenti che hanno aggiunto articoli al carrello e poi hanno interrotto il processo di acquisto. Queste sono un ottimo modo per ricordare ai Potenziali Clienti ciò che hanno lasciato in sospeso e per riportarli  nel funnel di vendita. Queste e-mail hanno il potere di riconquistare almeno il 15% delle entrate che sarebbero altrimenti perse.

Annunci di remarkting

Anch’essi servono per ricordare agli utenti la loro ultima visita al tuo e-commerce e si presentano sotto forma di annunci display mentre il tuo Potenziale Cliente sta navigando su altri siti Web. Gli annunci di remarketing offrono i migliori risultati sulla Rete Display di Google e su Facebook, grazie alla loro enorme copertura e alla quantità di dati che possiedono sui Potenziali Acquirenti.

Ci sono diversi tipi di annunci remarketing relativi all’e-commerce:

  • Remarketing di Ricerca: destinati agli utenti in Target che hanno cercato parole chiave correlate alla tua attività, ma  che potrebbero non aver visitato il tuo sito web
  • Remarketing del Sito: destinati ad utenti in Target che hanno visitato il tuo sito e che per questo hanno lasciato cookies
  • Remarketing contestuale: destinati agli utenti in Target che hanno visitato siti o pagine simili alle tue o tuoi competitors

I dati mostrano che i visitatori del tuo e-commerce che vengono esposti ad annunci di remarketing hanno il 70% in più di probabilità di conversione rispetto a quelli che non hanno mai visto gli annunci.

Inoltre, il Remarketing non è solo più economico della tradizionale pubblicità display e search in termini di CPA (costo per acquisizione), ma aiuta anche a rinforzare il tuo marchio nella mente dei tuoi clienti: un piccolo bonus!

Per concludere

Indipendentemente dal settore in cui operi, alla fine della giornata, la crescita dei tuoi ricavi è inesorabilmente legata alla crescita del numero di clienti che sei riuscito ad attrarre nel tuo e-commerce e a convertire in Clienti paganti. Questi nuovi clienti potrebbero venire da campagne pubblicitarie multimediali sfavillanti e ad alto budget o potrebbero essere il risultato di strategie di marketing a basso costo ma di alta qualità che danno risultati duraturi. Noi sappiamo qual’è la strada migliore. E tu?

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Vendi di più diventando un buon Consulente

I venditori professionisti, per vendere di più, hanno bisogno di diventare buoni Consulenti.  Ciò vuol dire che un buon venditore deve saper fornire anche consigli e raccomandazioni e deve possedere l’intelligenza per gli affari e la conoscenza (o l’esperienza) delle situazioni specifiche per poter diventare una guida per gli acquisti.

Ecco alcune idee che ti aiuteranno a diventare un perfetto Consulente alla Vendita.

Consulente: uomo che consulta un pc su un tavolino con tablet e smartphone, di fronte a donna che lo ascolta

Consulente: uomo che consulta un pc su un tavolino con tablet e smartphone, di fronte a donna che lo ascolta

3 Strategie per diventare un buon Consulente

Migliora le tue Competenze

Per diventare un buon Consulente devi innanzitutto migliorare le tue Competenze. Molti venditori ritengono erroneamente che essere bravi come consulenti significa solamente non forzare la vendita, evitare di approcciarsi in modo pressante al cliente e fargli buone domande. È assolutamente vero che l’approccio al cliente conta, ma non sopperisce alla necessità di essere competenti.

Puoi migliorare il tuo grado di competenza diventando un esperto del tuo settore. Non c’è dubbio che serva del tempo per acquisire l’esperienza di cui hai bisogno per essere totalmente competente, ma è anche vero che il tempo che spendi per acquisire le intuizioni e le idee è un tempo usato consapevolmente per diventare un esperto in materia.

Qual è stato l’ultimo libro che hai letto sulle tecniche di Vendite? Qual è stato l’ultimo saggio o l’ultimo report che hai consultato sullo stato del tuo Settore? Probabilmente è arrivato il momento per te di aggiornarti.

Così come hai bisogno di lavorare per diventare un Esperto nel tuo campo, allo stesso tempo devi diventare uno specialista nel comprendere le sfide che i tuoi potenziali clienti devono affrontare e dei modi di fronteggiarle al meglio. Questo è ciò che fanno i Consulenti alla Vendita, dopo tutto. Stai annotando i problemi, soprattutto quelli sistemici, con cui i tuoi Prospects sono alle prese in questo momento? Stai notando e memorizzando cosa funziona, quando funziona e perché funziona?

Potrai dire di aver acquisito le Competenze necessarie solo dopo esserti adeguatamente formato.

Concentrati su Obiettivi più grandi

È troppo semplice usare i “punti dolenti” dei concorrenti o l’”insoddisfazione” del tuo Target come punto di partenza per sviluppare il tuo prodotto o servizio. Tutt’altra cosa è concentrarsi su Obiettivi più grandi e strategici, per offrire al tuo Cliente qualcosa di veramente differente dai tuoi concorrenti e che possa risolvere in modo innovativo i suoi problemi.

In uno schema ideale vengono immaginati in un unico continuum i livelli di qualità che un Venditore o un’Organizzazione commerciale possono produrre.

  • Il livello più basso, che è tuttavia di fondamentale importanza, è la qualità del tuo Prodotto
  • Il livello più alto, invece, è rappresentato del modo in cui riesci a raggiungere gli Obiettivi strategici prefissati nel processo di vendita.

Il Prodotto finale che devi vendere non è certo “il consiglio”, ma eliminare quest’ultimo dal processo di vendita significa venire meno al proprio ruolo di Consulente e, di conseguenza, vendere di meno.

Consulente donna che mostra risultati da un pc ad una donna seduta di fronte a lei

Consulente donna che mostra risultati da un pc ad una donna seduta di fronte a lei

Controlla l’intero Processo

Non si può essere dei buoni Consulenti senza avere sotto controllo l’intero processo di progettazione, produzione e stoccaggio del tuo prodotto/servizio. Molti tuoi competitors, ma anche diversi tuoi collaboratori, tendono a suddividere il lavoro in compartimenti stagni e a concentrarsi in un solo settore dell’intero processo di vendita e produzione.

Credere che gli altri conoscano meglio di te i vari processi che si svolgono nella tua azienda/nel tuo negozio e quando questi hanno luogo significa rinunciare ad essere un buon Consulente, perché solo avendo un quadro completo di ciò che vendi puoi essere la guida perfetta per i tuoi Clienti.

A questo punto torniamo a parlare della competenza. Chi tra i tuoi competitors è in grado di aiutare il tuo potenziale Cliente nel prendere le decisioni che sta cercando di prendere? Chi di loro è riuscito a far raggiungere molte aziende a raggiungere i risultati a cui aspira il tuo Potenziale Cliente? Come potrebbero saperne più di te riguardo a ciò che solo tu produci e vendi?

Dicendo ciò, non vogliamo dire che i tuoi Competitors non conoscono a loro volta la loro azienda e la loro situazione meglio di te, ma che la tua esperienza con centinaia di clienti ti offre un diverso livello di esperienza, quel tipo di competenza che può contribuire a plasmare le loro esperienze future. Come Consulente, devi sapere come aiutare il cliente in tutto il processo, portandolo dall’opportunità all’esecuzione, fino al risultato.

Anche tu hai bisogno di migliorare la tua figura di Consulente? Noi di Mg possiamo fornirti tutti gli strumenti necessari per diventare la guida perfetta per il tuo settore Commerciale e far implementare le Vendite della tua Azienda.

Contattaci con il form qui sotto o vai alla pagina Contatti del nostro sito.

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Micro Imprese e Partite Iva: come farsi Pubblicità per trovare velocemente Nuovi Clienti

In Italia, il motore che muove realmente l’economia sono le Micro Imprese e le Partite Iva. Si contano infatti più di 4 milioni di piccole, anzi piccolissime, aziende che hanno al massimo 10 dipendenti (nel caso delle Partite Iva, si tratta per lo più di una singola persona) e che non superano i 2 milioni di fatturato annuo.

Per queste realtà, esiste un unico obiettivo concreto e pressante: Trovare velocemente Nuovi Clienti per Vendere di più.

Esiste però un problema di fondo che contrasta con questo scopo: la maggior parte dei piccoli imprenditori Italiani non stanzia quasi alcun tipo di budget per farsi pubblicità e attirare Nuovi Clienti. Questo avviene principalmente perché si pensa che la pubblicità sia una cosa riservata solo alle “grandi aziende”.

Un errore ancora più grande per le Micro Imprese è cercare di imitare la pubblicità di queste “grandi aziende”. Spesso le corporation hanno enormi budget da poter usare (e spesso sprecare) per realizzare pubblicità istituzionali, marketing d’immagine, Instant Marketing. Tutte azioni pubblicitarie inutili per un piccolo imprenditore che vuole monetizzare rapidamente.

Vediamo dunque una buona strategia da seguire dalle Micro Imprese e dalle Partite Iva per farsi una buona Pubblicità che aiuti a trovare velocemente Nuovi Clienti da trasformare in Clienti paganti.

micro impresa

micro impresa: quattro persone che si danno il cinque in segno di unione

Le 10 regole per realizzare una pubblicità vincente

Ricorda: non importa se la tua azienda è costituita solo da te stesso, se non ti fai pubblicità non troverai nuovi clienti e non fatturerai di più. D’ora in poi, realizza una pubblicità vincente seguendo 10 semplici regole:

1.Inserisci sempre una Call To Action

Non parliamo solo di “Compra adesso!“. Nel tuo annuncio pubblicitario potresti inserire anche un “Inserisci qui la tua mail per ricevere un coupon omaggio” se sei sul web, ma anche “porta in cassa questo volantino per ricevere un gadget esclusivo!” se parliamo del più classico volantinaggio. Insomma, spingi sempre il tuo Potenziale Cliente a fare qualcosa e lui si ricorderà di te.

2.Dai un motivo per agire subito

Cogli l’attimo e non perdere l’attenzione del Cliente. Dai un motivo per rispondere subito alla Call To Action, come ad esempio un’offerta a tempo limitato, o un prodotto disponibile solo per i primi 100 rispondenti e così via.

3.Dai indicazioni chiare e dettagliate su come rispondere

Non lasciare possibili margini di errore nel tuo invito all’azione. Il Potenziale Cliente deve capire bene e al volo cosa deve fare, quale numero deve chiamare o dove inserire i propri dati. Utilizza segnali visivi insistenti (come le frecce) nei messaggi visuali, oppure fai ripetere più volte l’informazione in caso di messaggio sonoro.

4.Tieni traccia del tuo annuncio

È importante che le azioni compiute dai Potenziali Clienti siano tracciabili e dunque misurabili. Ciò significa nell’esempio del volantino, per ottenere il gadget la persona dovrà avere fisicamente con sé il pezzo di carta, oppure dovrà riferire/trascrivere un codice specifico in caso di offerta telefonica/sul web. Dovrai prevedere numeri/pagine web dedicate solo per accogliere le comunicazioni dei tuoi Clienti Potenziali in modo che non ci sia confusione che potrebbe dissuadere la persona a proseguire nell’azione.

5. La diffusione del tuo logo/nome deve essere solo una conseguenza indiretta di un campagna a risposta diretta

Ciò significa che in nessun caso è consigliabile spendere denaro per fare pubblicità d’immagine o istituzionale.

6. Il tuo primo messaggio pubblicitario avrà SEMPRE un continuo

Il primo messaggio non deve essere lanciato nel vuoto e finire lì, nel senso che non puoi affidarti mai al singolo invio per ottenere un risultato. Dovrai stabilire un piano duraturo (almeno di un anno) per inviare newsletter, volantini, o semplicemente per “tallonare” il tuo potenziale cliente sul Web grazie alle tecniche di remarketing.

7.Comporrai solo messaggi a risposta diretta che vadano dritti al punto

Almeno inizialmente, non dovrai perderti in ghirigori creativi, gioco di parole ambigui o allusioni strane: utilizza un copy forte che faccia arrivare l’informazione che vuoi dare in modo diretto.

8. Prediligi il testo alle immagini

Nei tuoi primi messaggi pubblicitari, fai in modo che a dominare la scena sia il tuo messaggio a risposta diretta piuttosto che un’immagine (che comunque è sempre consigliabile aggiungere e con attenzione).

9.Contano solo i risultati misurabili in denaro

La tua pubblicità avrà avuto l’effetto sperato se per l’euro che hai investito te ne tornano indietro almeno 2 in Acquisti del Cliente. Non ti far illudere dal numero di impression sui social:quelle sono solo chiacchiere non convertibili in fatturato.

10.La tua azienda farà esclusivamente pubblicità a risposta diretta, tracciabile e misurabile, finché non avrai creato una macchina automatizzata capace di procurarti un flusso costante di nuovi clienti.

Strada affollata di una grande città con macchine e pareti dei grattacieli coperte di schermi che passano pubblicità

Strada affollata di una grande città con macchine e pareti dei grattacieli coperte di schermi che passano pubblicità

Scegli il giusto strumento e il giusto canale per raggiungere il tuo target

Il modo giusto per non buttare denaro è raggiungere i propri Clienti Potenziali dove sei certo che potranno leggere/vedere/ascoltare il tuo messaggio pubblicitario.

Per capire quale mezzo usare, sarà innanzitutto necessario fare una ricerca di mercato per individuare il tuo Target. Dopodiché, poco importa se sceglierai di usare strumenti offline o online: non esiste la “pubblicità passata di moda”, se i mezzi classici come la tv o i giornali arrivano efficacemente a destinazione. Va bene tutto, basta che funzioni.

Se opti per la pubblicità online, valuta:

  1. Annunci su Google: un’opzione da prendere in considerazione se il target è abbastanza vasto, cerca attivamente sul web ciò che tu vendi e se non ci sono già molti annunci di concorrenti che rischierebbero di oscurare il tuo
  2. Facebook Ads: se non c’è una domanda forte ed esplicita per il tuo prodotto/servizio, si può provare ad intercettare la domanda latente che viene individuata tra coloro che hanno interessi affini a ciò che tu offri
  3. LinkedIn Ads: nel caso si tratti di un pubblico B2B, si può valutare di usarlo dopo un’analisi di fattibilità

Se opti per la pubblicità offline, valuta:

  1. Salesletter, newsletter aziendale, pacchi a sorpresa: questi strumenti funzionano perfettamente quando il tuo target è molto specifico (ad esempio, determinati tipi di aziende rintracciabili nella propria sede di lavoro)
  2. Rivista di settore: se il tuo target è preciso ma vasto, come una certa categoria di lavoratori, puoi valutare di fare un’inserzione sulle riviste di settore
  3. Tv e radio locali: se il tuo pubblico è meno di nicchia e più di massa, allora puoi valutare di passare uno spot nelle radio e nelle tv locali

Ricorda infine di non limitarti ad una sola fonte di traffico. Esplora diversi mezzi e canali, sempre tenendo ben presenti le 10 regole per fare una buona pubblicità a base di marketing a risposta diretta.

 

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Commercianti, Liberi Professionisti, PMI: come Trovare Nuovi Clienti

Come trovare nuovi clienti?” è una domanda a cui risulta difficile rispondere se sei un Commerciante, un Libero Professionista o una PMI in Italia. O meglio, tutte queste categorie di lavoratori provano a risolvere questo problema con le proprie conoscenze e gli strumenti che ritengono validi, cadendo spesso in errori piuttosto grossolani dovuti all’osservazione del panorama odierno pieno di pubblicità, slogan promozionali, video virali e immagini sensazionalistiche.

Il problema principale è che spesso la risposta a questa domanda si riferisce agli strumenti e ai mezzi con cui proporsi al pubblico, quando il giusto procedimento vede uno step fondamentale prima di questo. Il primo passo da compiere è capire come raggiungere più facilmente i miei potenziali clienti per fargli capire perché dovrebbero comprare da me e non da uno dei miei (tanti) concorrenti.

Vediamo adesso per punti come anche i piccoli esercenti possano arrivare a ragionare in questo modo per attuare una strategia di marketing vincente che consenta di Trovare effettivamente Nuovi Clienti e Aumentare il Fatturato.

ragazza che tiene sulle ginocchia un'agenda aperta su due pagine che rappresentano una strategia di marketing

ragazza che tiene sulle ginocchia un’agenda aperta su due pagine che rappresentano una strategia di marketing

5 Falsi miti che NON vi faranno trovare nuovi clienti

Abbiamo affermato che spesso i piccoli commercianti italiani sbagliano strategia nel tentativo di trovare nuovi Clienti. In particolare, capita loro di inciampare in 5 falsi miti che hanno illuso per anni chiunque abbia qualcosa da vendere della loro effettiva rendita. Ebbene, siamo qui per dirvi che in realtà queste “scelte di marketing” non funzionano.

Farsi conoscere

Il primo falso mito, precursore e in qualche modo incubatore di tutti gli altri, è quello del “Farsi conoscere”. Un tempo questa strategia funzionava veramente, poiché in una società bisognosa, come era quella degli anni del dopoguerra in Italia, alle persone serviva tutto e il mercato offriva poche opzioni d’acquisto. Allora, sarebbe bastato dire:

  1. Esistiamo e siamo aperti
  2. Vendiamo questo prodotto
  3. Siamo in questa in questa città, in questa certa via

e le persone si sarebbero attivate per venire ad acquistare nella vostra azienda.

Oggi non è più così“sapere che esistete” oggi è ininfluente. Le persone sono già perfettamente coscienti dei loro bisogni e quando hanno bisogno di qualcosa vanno su internet e cercano chi può risolvere il loro problema. Il problema è che trovano migliaia di concorrenti come voi, uguali a voi o che sembrano uguali a voi (che è la stessa cosa).

Affidarsi ad un Creativo

I Creativi, figure quasi mitologiche nello scenario del marketing, spesso servono solo a condire di belle immagini o parole originali un messaggio sbagliato. Ovvero, con l’intervento creativo si cerca di “attirare l’attenzione”, cosa che risulterà del tutto inutile se il contenuto del messaggio è “Esistiamo, siamo qui, vendiamo questa roba. Come tutti gli altri come noi. Però guarda com’è creativa la mia pubblicità!”

La creatività è sbagliata quando cerca di spostare il problema, nasconderlo o camuffarlo facendo passare in secondo piano che non stiamo dando nessuna vera ragione ai clienti per comprare da noi, cambiare le loro abitudini di acquisto, concedere un appuntamento alla nostra rete vendita o chiedere di parlare con un nostro commerciale.

Diventare Virale

Negli ultimi anni, la viralità è diventata un altro falso mito quando si parla di messaggi promozionali sul Web. Realizzare un video che riesce a circolare a gran velocità fra molte persone, infatti, vi darà sì modo di essere conosciuti, ma non vi assicurerà una conversione in Acquisti.

Questo avviene perché, nuovamente, non state comunicando ciò che veramente riesce ad attrarre nuovi Clienti, cioè come il vostro prodotto/servizio riesca a risolvere un loro problema al contrario dei  vostri concorrenti. Insomma, il “basta che se ne parli” non è garanzia di Fatturato.

Emozionare il cliente col Marketing Emotivo

Anche in questo caso, fare uno spot strappalacrime che rimanga nella mente dei vostri potenziali clienti non vi dà la garanzia di convertirli in Clienti Paganti. Questo perché magari la persona si ricorderà di voi perché li avete fatti commuovere ma non avrà alcun motivo reale di cambiare le proprie abitudini di acquisto in quanto non avete comunicato loro nulla di utile.

Avere tante Impression sui social

La nuova moda del Marketing spicciolo è il cosiddetto “Instant Marketing“, che punta a lanciare sui social network immagini o video divertenti che fanno satira politica o di attualità. Questo rientra sempre nel concetto “Sì, le persone probabilmente sapranno che esistete perché avete fatto far loro una risata, ma non avranno capito perché dovrebbero comprare da voi piuttosto che da qualcun altro“.

Cartellino con scritto "OPEN" sulla vetrina di un locale

cartellino bianco e rosso appeso ad una vetrina di un locale con la scritta “OPEN” e diversi simboli di carte di credito, su sfondo indistinto colorato

7 cose da fare veramente per trovare nuovi clienti

1.Capite dove sono i vostri clienti potenziali e scegliete lo strumento giusto per raggiungerli: non sprecate tempo e denaro per fare una campagna promozionale rivolta a “chiunque respiri intorno a voi”. Individuate il vostro target tramite ricerche di mercato e decidete di conseguenza quale sia il mezzo migliore per raggiungerlo.

2.Attirate la loro attenzione spingendoli fin da subito ad agire: potreste proporre dei buoni, un’offerta lancio, un prodotto in edizione limitata, un trattamento esclusivo per i nuovi clienti e così via. Qualcosa che funga da Call To Action, insomma.

3.Fate in modo che il potenziale cliente venga incuriosito: è indispensabile che il cliente che ha visto la campagna voglia saperne di più di voi e del vostro prodotto/servizio o sia interessato ad aderire alla vostra offerta o ancora, sia spinto a venirvi a trovare nel vostro negozio per vedere con i propri occhi cosa offrite di diverso dagli altri.

4.Istruite il vostro reparto commerciale ad offrire di più al Cliente potenziale: una buona strategia è quella di fare un po’ di pressione al vostro target interessato per cercare di fatturare di più.

5.Rimanete nella mente del Cliente: dopo l’acquisto, sarà importante continuare a “seguire” il cliente in modo da farlo tornare più volte ad acquistare e eviti di pensare ad alternative o si rivolga alla concorrenza.

6. Ricontattate personalmente il cliente a cadenza regolare per ricevere feedback, fornire assistenza o per stimolare direttamente nuovi tentativi di vendita.

7.Raccogliete testimonianze e stimolate il Referral Marketing: in questo modo verrà stimolato con un minimo sforzo l’ampliamento della base di Clienti che rientrano nel target.

Cosa devono ricordare i piccoli commercianti, i Liberi Professionisti e le PMI

Specialmente nel caso di piccoli esercenti, la verità è che non esistono “clienti nuovi”, quanto piuttosto clienti da convertire. Ovvero, in un mercato così saturo com’è quello odierno, probabilmente le persone si stanno già servendo da qualcun altro per soddisfare i propri bisogni.

La vostra strategia dovrà dunque puntare a far capire alle persone come siano servite male, come stiano usando strumenti che fanno loro sprecare tempo, come stiano spendendo troppo o come non stiano ricevendo un servizio alla loro altezza e così via, per poi proporvi voi stessi come la soluzione migliore per ovviare a questi problemi.

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Pubblicità su Whatsapp: in arrivo nel 2019

Nei primi tre mesi del 2019 arriverà la pubblicità su Whatsapp

Pensiamo, per un attimo solo, a quanto diverse potrebbero esser le nostre giornate senza Whatsapp. Quanto potrebbe esser meno immediato sentirsi con gli amici oppure condividere contenuti, foto o video o la propria posizione, con colleghi e conoscenti. Insomma, Whatsapp, col suo avvento ha effettivamente cambiato la vita delle persone (nel bene o nel male, si intenda bene).

Lo ha fatto, come quasi tutte le grandi innovazioni della nostra vita, quasi per caso, innovando del tutto il sistema di messaggistica sui telefoni cellulari (ce li ricordiamo vero i messaggi sms con pochi caratteri a disposizione?) e in generale la comunicazione digitale.

La storia dell’App (che letteralmente è l’unione di “What’s up?”, che significa “che succede”, e App, “applicazione”) è quella di un’idea che ha un percorso del tutto particolare: il suo fondatore nasce a Kiev, in Ucraina, e fa esperienza, nei suoi primi anni di vita, della durezza del regime comunista.

La sua famiglia, come tante altre all’epoca, si trova in cattive acque e la madre, a un certo punto, decide di trasferirsi in America portando con sè il piccolo Koum. In America riescono a sbarcare il lunario, anche se con fatica. Koum, a scuola è un piccolo disastro (inizia l’università ma non la finirà) ma, invece, nel tempo libero si appassiona ai codici di programmazione e inizia a frequentare community di hacker. Entra a lavorare in Ernest & Young come collaudatore della sicurezza fino al momento in cui cambia qualcosina.

La nascita e l’acquisizione da parte di Facebook

Koum, mentre frequenta l’Università incrocia Brian Acton, di Yahoo, il quale, rimane colpito del personaggio, e decide di coinvolgerlo nella sua azienda.

Collaborano per circa 9 anni, fino ad avvertire, ironia della sorte per quello che verrà dopo, un senso di “smarrimento” perchè lavorare nella pubblicità, dicono, non contribuisce a migliorare gli altri. Partono per un anno sabbatico, insieme, in Sud America.

Al rientro Koum compra un i-phone e gli viene un’idea: quella di consentire agli utenti di inserire aggiornamenti sul proprio stato, visibili dai contatti in rubrica. Nasce l’embrione di Whatsapp, perchè in breve tempo Acton e Koum capiscono di aver creato un sistema di messaggistica, primo al mondo, perchè, a differenza degli altri esistenti, come Google Talk e Skype, consente agli utenti di creare un profilo attraverso il proprio numero di cellulare e quindi di esser facilmente raggiungibili.

Dopo diverse difficoltà di programmazione legate alla programmazione considerando i prefissi di tutto il mondo oppure, ad esempio, la sfida dell’abolizione dei costi di abbonamento (oggi Whatsapp infatti è completamente gratis), il sistema inizia a farsi strada alla grande: rispetto ai suoi competitori di instant messaging ha dalla sua la straordinaria semplicità di utilizzo, grazie ai profili utente dei numeri di cellulare.

In questo modo l’app cresce in maniera impetuosa: nel 2013 ha 200 milioni di utenti utenti e nel 2014 arriva a 500 diventando, a tutti gli effetti, un applicazione di utilità mondiale. Entra facilmente nelle antenne di Facebook che annusa l’opportunità enorme e, dopo una serie di trattative, l’acquista con una mega offerta da circa 19 miliardi di dollari.

Nonostante ciò l’app continua a crescere e infatti nel 2017 introduce, forse ispirata anche da Facebook, gli “Stati“: la possibilità per gli utenti di condividere i propri status, per 24 ore, attraverso immagini e post.

L’arrivo della pubblicità su Whatsapp

Il caso di WhatsApp è molto interessante anche perchè rappresenta uno dei pochi casi al mondo di business milionari sviluppati senza sfruttare la pubblicità (grazie anche al fatto che per qualche tempo l’app è stata a, irrisorio, pagamento): da sempre i due fondatori hanno preferito dedicarsi alla crescita degli utenti anzichè allo sfruttamento delle opportunità di advertising.

Da quando però WhatsApp è entrata nella sfera di dominio di Facebook la musica è cambiata.   Quello che fa gola è il numero di utenti (1 miliardo di utenti ogni giorno e circa 450 milioni che quotidianamente visitano le “Storie” ovvero gli “Stati” pubblicati) e, quindi, l’enorme opportunità di sfruttamento pubblicitario che il flusso rappresenta.

L’annuncio è arrivato, in Italia, in via ufficiale da parte del country manager Facebook, Luca Colombo, che ha annunciato che nei primi tre mesi del 2019, su Whatsapp inizieranno a comparire messaggi pubblicitari.

Dove apparirà la pubblicità su WhatsApp?

L’advertising non comparirà nei messaggi di chat, per fortuna, ma si limiterà a comparire nella parte dedicata alle notifiche di stato degli utenti. Facebook assicura che non saranno “eccessivi” e non comprometteranno l’utilizzo normale della piattaforma da parte degli utenti.

 Il futuro di WhatsApp

Il grande enigma, in questo caso, potrebbe esser rappresentato, aldilà delle assicurazioni provenienti dal social network, dal comportamento degli utenti. In molti casi infatti gli utenti hanno dimostrato di non gradire cambiamenti radicali reagendo, infatti, con l’abbandono di piattaforme e social network (es. Google Plus che sta per chiudere).

La sfida anzitutto sta in tre domande: come e dove avverrà la pubblicità concretamente, come gli utenti la percepiranno, come gli utenti continueranno a “fidarsi” e a usare Whatsapp. Anche considerando che il rivale principale, Messenger, è in grande crescita.

Una storia inimmaginabile e per certi aspetti del tutto ironica pensando alla scelta di due amici, Brian e Jan, di lasciare Yahoo perchè stanchi di lavorare nella pubblicità!

Vuoi sfruttare la pubblicità su Whatsapp per la tua azienda e incrementare i contatti interessati ai tuoi prodotti o servizi?
Contattaci per una consulenza gratuita e prepara al meglio la tua strategia per il 2019.

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Quali sono gli errori da evitare nella Comunicazione Aziendale?

Come evitare gli errori più comuni ed esser più efficaci?

Comunicare è l’aspetto, forse più importante, della nostra esistenza.

Da “Neanderthal” in poi, l’esigenza di comunicare, di dire chi siamo e quello che facciamo è stata necessaria anzitutto per creare counsciousness attorno a noi: un circuito di fiducia, fatto di persone che condividono e apprezzano quello che siamo e che soprattutto ci protegge dall’esterno nell’ottica primordiale di rappresentare un elemento in più per la sopravvivenza.

Comunicare, possiamo dire, è concretamente tra i bisogni essenziali, come mangiare e respirare. Senza, banalmente, non saremmo ciò che siamo.

Sebbene vi siano, quindi, attitudini innate, comportamentali, del modo di comunicare, vi sono anche alcune regole chiave. A maggior ragione per le imprese la cui esigenza di comunicare è dettata dalla motivazione di incrementare le vendite e dunque aumentare il volume del business aziendale, con maggiori probabilità di assumere risorse e creare nuove opportunità per i clienti.

Comunicare male è peggio che non comunicare

Per le aziende soprattutto vi sono una serie di errori, fondamentali, da evitare nell’attività di comunicazione in senso lato:

Assenza di Obiettivo

Ciascuna azione è finalizzata al raggiungimento di uno scopo. Se non definiamo gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere nella comunicazione aziendale, sia in senso generale che specifico (ad esempio con riguardo a un evento o a un prodotto) rischiamo di produrre una comunicazione non efficace, che non raggiunge il target e non informa;

Chiarezza

Non esser chiari, nelle comunicazioni promosse, genera l’effetto completamente opposto. Se non pubblichiamo e diffondiamo informazioni chiare e semplici da comprendere i nostri interlocutori, clienti e utenti generici, rimangono confusi e a lungo andare non seguono più le nostre attività. Occorre sintetizzare invece quello che è il messaggio che intendiamo dare e, di conseguenza, disporre di un team capace di scrivere contenuti in maniera efficace ed esaustiva.

Target identification

Ciascuna comunicazione aziendale deve saper individuare, anzitutto, i target di riferimento, coloro che sono i destinatari effettivi della comunicazione, sia in senso alto e sia individuando soggetti specifici (magari suddivisi per settore e/o area di interesse). Genericamente ci si affida a un lavoro, continuo, di “mappatura degli stakeholder” per monitorare tutti i soggetti con cui, come azienda, entriamo in contatto al fine di 1) capire con chi ci relazioniamo in generale; 2) chi sono i nostri clienti; 3) come “personalizzare” la comunicazione in base ai target affinché risulti quanto più efficace possibile (in termini di condivisioni e risposte a una specifica call to action). Non farlo equivale a non aver obiettivi.

Focus

Una comunicazione efficace che sia tale deve evitare di disperder energie su contenuti poco coerenti con quella che è l’attività aziendale. Bisogna concentrarsi nella produzione di contenuti efficaci e tarati, in maniera specifica, che rendono bene all’utente, potenziale cliente, quali sono i prodotti che vendiamo, allo stesso modo in cui è fondamentale chiarire, bene, quella che è la nostra identità e come ci differenziamo rispetto ai nostri competitor. Il focus deve intendersi non solo nel contenuto ma anche negli strumenti: mancare di considerazione, ovvero non prevedere messaggi diversi a seconda degli strumenti (es. sito web, social, carta stampata) significa non riuscire ad esser incisivi perché è come parlare due lingue diverse.

Engagement

La comunicazione efficace si basa sulla capacità di poter esser condivisa, promossa, veicolata e stimolare alla conversione ovvero alla realizzazione di specifiche azioni (es. acquistare un prodotto). Se non progettiamo la nostra comunicazione aziendale anche nell’intento di favorire l’engagement dei nostri target di riferimento (clienti o utenti generici) rischiamo di non raggiungere gli obiettivi e di, letteralmente, fare un buco nell’acqua.

Competitor Analysis

Per programmare una strategia di comunicazione efficace e, di conseguenza, attuarla con risultato, occorre anche occuparsi di capire chi sono i nostri competitor, chi sono i soggetti con cui, nella realizzazione della specifica attività di business, entriamo in competizione. Non farlo significa non capire come possiamo andare a “personalizzare” la nostra comunicazione, renderla specifica e unica, far capire al cliente perché scegliere noi piuttosto che un nostro competitor.

Trends

Un errore abbastanza comune può esser quello di non prevedere, nella strategia di comunicazione aziendale, degli strumenti di analisi dei trend comunicativi maggiormente diffusi per il nostro settore di business. Ad esempio non sapere qual è il brand del momento o il prodotto più venduto nella nostra categoria piò rivelarsi poco intelligente. Perché non ci consente di tarare la nostra comunicazione su quelle che realmente potrebbero esser le aspettative di clienti e utenti.

Conclusioni

Si tratta di errori che tutti quanti, prima o poi, possiamo commettere in diversi casi. Importante è saperlo e compiere le giuste mosse per evitarli e far in modo che, come detto, comunicare non risulti peggio di non comunicare. Ragionando, inoltre, anche in termini strategici di sviluppare sempre coerenza tra quello che è il contenuto della Comunicazione Interna (verso dipendenti, collaboratori) e quello che invece è ciò che promuoviamo in Comunicazione Esterna (sia quella online che offline). Passaggio fondamentale è considerare, infine, che tutte le attività che abbiamo suggerito poco prima sono da intendersi una tantum ma devono esser inserite in un quadro complessivo di sviluppo di lungo periodo con un approccio flessibile attraverso cui l’azienda periodicamente analizza la propria comunicazione, il relativo impatto e vi appronta i necessari cambiamenti. Nell’ottica, semplicemente, di un continuo percorso di apprendimento e, dunque, miglioramento.

Possiamo aiutarti a non commettere gli errori più diffusi della comunicazione aziendale grazie alla nostra esperienza decennale al fianco delle aziende.

Chiedici una Consulenza Gratuita

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Le Mappe di Calore: che cosa sono

Qualsiasi cosa facciamo, dalla mattina quando ci svegliamo fino alla sera, non è nient’altro che un trasferimento, da e verso cose e persone, di energia e, semplicemente calore. Quando camminiamo ad esempio oppure addirittura quando mangiamo, pensiamo e proviamo emozioni. Tutto, quindi, può, per certi aspetti, esser misurato in base alla quantità di calore generato.

Le Mappe di Calore

La stessa capacità degli strumenti di comunicazione di esser pervasivi può esser valutata, per esempio, in base a “mezzi caldi”, quelli che producono un maggiore livello di coinvolgimento e aggregazione, a quelli “freddi”, che generano livelli bassi di engagement e si focalizzano principalmente su di una comunicazione e informazione da trasmettere.

Il web non rimane immune da questa logica e infatti esiste una modalità del tutto particolare, ma allo stesso tempo efficace, per valutare l’efficacia di un sito web, per capacità di interessare gli utenti e accoglierli, in base alla quantità di calore generata.

Si chiamano Heat Map, letteralmente mappe di calore, e sono strumenti avanzati che consentono di “mappare” gli accessi su di un sito in base alla quantità di movimenti, calore, generata dagli utenti. L’efficacia e il grado di coinvolgimento degli utenti vengono valutate in base ai “movimenti” degli utenti sul sito nel suo insieme o su componenti peculiari. In questo modo possiamo avere idea di come funziona il nostro sito nel senso di come si relaziona con gli utenti e come li coinvolge.

Come rendere un sito web efficace con le mappe di calore?

Fatto questo, abbiamo l’opportunità di progettare tutte le azioni efficaci per ottimizzare la web usability, la facilità di utilizzo dell’utente, e incrementare le “conversioni”, ovvero convertire l’interesse dell’utente in azioni specifiche, come ad esempio acquistare un prodotto se si tratta di un sito di e-commerce.

Nato negli anni 90 nel mondo della finanza per monitorare i flussi finanziari, il metodo dell’heat mapping consiste in una serie di strumenti che hanno l’obiettivo di fornire al gestore di un sito indicazioni fondamentali anzitutto su due aspetti: design marketing e content generation.

Il design di un sito, la sua progettazione a livello anche grafico ma meglio ancora intesa come organizzazione, logica, dei contenuti, è un aspetto fondamentale per garantire l’efficacia, in termini di traffico, di un sito. Un utente che si sente “accolto” su di un sito e trova la sua esperienza di navigazione “piacevole” e divertente tende maggiormente a rimanere nello spazio virtuale del sito e, talvolta, si sente maggiormente invogliato a rispondere a una call to action. Per lo stesso motivo, basilare e ancestrale per cui preferiamo stare in un posto bello e accogliente piuttosto che in uno asettico, senza personalità. Nel web funziona allo stesso modo.

Se l’utente si trova in un posto che non capisce, dove c’è confusione nell’organizzazione dei contenuti l’unica cosa che vorrà è uscirne al più presto anche se le informazioni sono interessanti e utili. Pure l’abito fa il monaco, talvolta.

Ma l’abito da solo serve a poco e quindi altro elemento rilevante è la content generation, il processo, logico e coerente, con cui vengono realizzati i contenuti di un sito. I contenuti devono, anzitutto, esser scritti in maniera chiara e semplice per far comprendere all’utente la maggior parte di quanto è presente sul sito. Banalmente, anche per non confondere e stancare.

Come funziona l’heat mapping?

L’heat mapping “disegna” una mappa di frequentazione delle diverse aree di un sito web distinguendole per colori caldi (come il rosso, l’arancione, il giallo) per definire le zone di maggiore frequentazione, e colori freddi (verde e blu) per quelle di minore flusso. Il tutto con diversi strumenti che si incrociano per avere dati dettagliati. Anzitutto, l’hover heat map analizza i movimenti del cursore sull’interfaccia grafica del sito. Dove l’utente si sposta ci sono i maggiori flussi di interesse e attenzione e se gli spostamenti avvengono in maniera del tutto casuale o irregolare può significare che l’utente è confuso, perchè svaria da una parte all’altra, e quindi che i contenuti o l’interfaccia sono stati realizzati in maniera poco chiara. Il click heat map, invece analizza i click effettuati dagli utenti e permette, quindi, di avere una panoramica sui punti che riscuotono maggiore interesse sul sito. A seguire, lo scroll heat map analizza i dati riguardanti il livello di scroll degli utenti. In altre parole se un utente “scrolla” regolarmente la pagina e vi rimane per un certo tempo, andando a fondo nei contenuti, significa che quella parte riscuote interesse e i suoi contenuti sono efficaci.

Tutti gli strumenti indicati rappresentano ciascuno una chiave di lettura differente e, insieme agli altri consentono di avere una mappatura unica su come funziona il sito e soprattutto su come riprogettarlo in base alle aree “fredde” e “calde”, riprogettando il design dell’interfaccia oppure riscrivendo i contenuti in maniera più accattivante.

Il mio sito è efficace?

L’utilizzo delle Mappe di calore è un approccio di analisi indispensabile per aziende, professionisti ed enti che vogliono incrementare la propria reputation sul web anzitutto ponendosi la domanda fondamentale: sono efficace sul web? Se si quanto?

Alla base di tutto però la considerazione che la mappa di calore del proprio sito non è un punto di arrivo ma solo l’inizio di un percorso, paziente, con cui comprendere le dinamiche della propria presenza sul web, e successivamente, dopo un po’ di tempo, riprogettarla valorizzando punti di forza e minimizzando, ove possibile, i punti “freddi” di debolezza.

Chiedici una consulenza gratuita per scoprire le mappe di calore del tuo sito web e come è possibile migliorare la web usability per i tuoi clienti.

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Come funziona Facebook Ads?

Facebook Ads: dimmi a cosa metti Like e ti suggerirò cosa acquistare

La comunicazione, o meglio, la pubblicità di un prodotto, ha la capacità, lo sappiamo, di influenzare in maniera determinante le nostre scelte di acquisto.

Ricevere in un momento specifico, ad esempio, una comunicazione efficace e mirata sui vantaggi e sconti di acquisto di un prodotto è un elemento capace di formare e orientare le nostre preferenze. Le piattaforme social, Facebook in primis con un flusso giornaliero di 2 miliardi di utenti, hanno un potenziale a dir poco enorme nel poter promuovere un brand o un prodotto specifico.

In particolare, grazie a Facebook Ads, è possibile inviare messaggi mirati e altamente personalizzati seguendo il trend di preferenze di un utente descritto dai like e dai post pubblicati online. Nello specifico, filtrando preferenze e dati del profili, come ad esempio la localizzazione geografica e cluster di età, Facebook Ads riesce a formulare e far pervenire agli utenti messaggi promozionali di prodotti e servizi potenzialmente molto interessanti per gli utenti con l’obiettivo, finale, di favorire l’acquisto.

Ma più in generale Facebook Ads rappresenta uno strumento molto rilevante, nell’ambito della strategia di comunicazione online aziendale, perchè offre numerosi strumenti di analisi con cui monitorare gli utenti del social network e fornire non solo messaggi capaci di invogliare a compiere una specifica call for action bensì fornire all’azienda una mappatura complessiva di chi sono gli utenti con cui ci si relaziona e il grado di engagement che essi hanno nei confronti del brand. In tale ottica, Facebook Ads consente, quindi, anche attraverso l’incrocio con i siti maggiormente visitati, di personalizzare i messaggi e fare in modo che, ad esempio, un utente che si sta avvicinando adesso alla nostra azienda non riceva lo stesso messaggio di uno che invece conosce bene i nostri prodotti e li acquista correntemente.

Se vogliamo, quindi, che la nostra azienda abbia una strategia di comunicazione promozionale efficace e mirata, Facebook Ads, in sinergia con altri, è a tutti gli effetti un tool di cui non possiamo fare a meno.

Contattaci ed insieme creeremo la strategia di comunicazione social più efficace per la tua azienda.