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Perché dovresti ancora usare l’Email Marketing

Secondo alcuni, le mail sono un mezzo di comunicazione già superato, che non porta nessun beneficio alla aziende che spendono il proprio budget per inviarle. Invece, l’Email marketing va ancora fortissimo e dovresti conoscerlo in modo approfondito per sfruttare tutte le opportunità che ti offre.

Quando si parla di email marketing, c’è molto che devi sapere. Bisogna conoscere i metodi di raccolta delle e-mail dei prospects, le tecniche e gli strumenti di invio, come scrivere il contenuto, il tasso di apertura e molto altro ancora. La buona notizia è che la maggior parte dei sistemi automatici di consegna delle email che vengono utilizzati oggi ha metodi di tracciamento in atto per quasi tutte queste aree chiave.

Nonostante la maggior parte dei processi oggi si possa automatizzare, è sempre molto importante sapere cosa funziona di più nel mondo della posta elettronica e come continuare a implementare le tue strategie di Email marketing.

Di seguito ti proponiamo 35 interessanti statistiche per aiutarti a far crescere il tuo business grazie alle mail.

Realizza la tua campagna di Email Marketing

email marketing

35 statistiche di Email marketing per aiutarti a far crescere il ROI

L’email marketing è oggi una delle forme più potenti ed efficaci di lead generation. Secondo l’osservatorio statistico di Mailup, nel 2018 in Italia sono state inviate 13 miliardi di email con finalità di marketing con un tasso di apertura del 21%, ben il 12,7% in più rispetto al 2017.

Vi riportiamo di seguito i dati raccolti da AfterOffers.com e da Teraplan dalle principali società di gestione dati del settore che ogni marchio, azienda e marketer dovrebbero conoscere.

Come strutturare una email

  • I messaggi con un numero di parole compreso tra 50 e 125 ottengono i risultati migliori (il Response Rate è superiore al 50%)
  • La lunghezza ideale (con una maggiore possibilità di apertura) del titolo è di 65 caratteri
  • Includere una Call to Action sotto forma di bottone nell’email può aumentare le conversione del 28% rispetto al semplice link testuale
  •  il 56% delle aziende che utilizzano le emoji nel titolo delle loro email, ottengono una percentuale maggiore di messaggi aperti
  • le campagne in cui sono inserite immagini GIF nel corpo delle email registrano un incremento del 6% nell’Open Rate, del 42% nel Click-Through Rate, del 103% per quanto riguarda il tasso di conversione e un crescita del 109% nell’ambito del fatturato.

Email automatizzate

  • Le email transazionali (quelle inviate subito dopo un acquisto per confermare l’ordine o l’invio del prodotto) vengono aperte e cliccate 8 volte di più rispetto a qualsiasi altro tipo di email e possono generare profitto 6 volte maggiore.
  • Il 95% delle aziende che utilizzano l’automazione del marketing sfruttano l’e-mail marketing e ne traggono vantaggio
  • I marketer che sfruttano l’automazione delle mail hanno calcolato un tasso di conversione del 50%
  • I messaggi email automatizzati (ovvero inviati in modo automatico in funzione del verificarsi di determinate condizioni o situazioni, e perciò maggiormente contestualizzati oltre che personalizzati nel contenuto) ottengono un tasso di apertura migliore del 70,5% ed un CTR (Click-Through Rate) fino al 152% più alto rispetto alla posta elettronica tradizionale

Email e mobile

  • Circa il 53% delle email è aperto su dispositivi mobili.
  • il 23 % dei lettori che aprono una mail su dispositivo mobili, la apriranno nuovamente in seguito sullo stesso dispositivo o su un altro
  • il 75% degli utenti Gmail aprono la loro casella di posta da mobile

Le aziende che usano le email

  • La tecnologia di email marketing viene utilizzata dall’82% delle aziende B2B e B2C.
  • Il tasso di apertura della mail sale se l’azienda invia almeno due email al mese
  • il 56% delle aziende utilizza attualmente un provider di email marketing
  • l’83% dei marketers B2B usano le newslwtters per fare content marketing

Email personalizzate

  • I messaggi di posta elettronica personalizzati migliorano le percentuali di clic in media del 14% e le conversioni del 10%
  • Le e-mail personalizzate hanno tassi di conversione 6 volte maggiori
  • L’81% degli acquirenti online che ricevono email in base alle abitudini di acquisto precedenti hanno almeno qualche probabilità di effettuare un acquisto a seguito di email mirate.
  • Solo il 39% dei venditori online mandano suggerimenti personalizzati di prodotti via e-mail
  • Eppure, il 74% dei marketers ritiene che la personalizzazione dei messaggi aumenterà l’engagement dei consumatori.
  • I marketers hanno notato un incremento medio del 20% nelle vendite quando ricorrono a esperienze d’acquisto personalizzate sul web

Email VS Social Network

  • Il 72% delle persone preferisce ricevere contenuti promozionali tramite email, rispetto al 17% che preferisce i social media
  • Le email sono 40 volte più efficaci per l’acquisizione di nuovi clienti di Facebook e Twitter
  • Una mail ha possibilità 5 volte maggiori di essere vista rispetto a un messaggio su Facebook
  • Il 90% delle mail che spedisci finiscono nella giusta cartella della casella di posta mentre solo il 2% dei tuoi follower su Facebook visualizzano i tuoi post nel loro News Feed

Email ROI (Ritorno dell’investimento)

  • L’email marketing ha un ROI del 3800%
  • Nel 2017, il ROI medio di questo tipo di campagne è stato di 44 dollari per ogni dollaro speso
  • I marketer hanno notato un aumento del 760% delle entrate delle campagne segmentate
  • Il ROI delle mail è del 28,5% rispetto al 7% delle Direct Mail
  • Il 53% dei marketer afferma che comunicazioni continue e personalizzate con i clienti fidelizzati determinano un impatto sulle entrate moderato o significativo
  • il 4,24% dei visitatori al sito proveniente da una mail comprano qualcosa contro il 2,49% dei visitatori provenienti dai motori di ricerca e lo 0,59 dai social network

Frequenza di uso delle Email

  • Il 92% degli adulti che accedono a internet usano le e-mail e il 61% lo fanno in media tutti i giorni.
  • Gli impiegati di un’azienda spendono in media 13 ore lavorative alla settimana con la loro casella di posta elettronica aperta
  • il 57% di coloro che si sono iscritti a delle newsletter passano tra i 10 ai 60 minuti alla settimana ad aprire e caricare le mail con fini commerciali

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Crea una Call To Action che ti faccia vendere subito

Sei stai sviluppando una strategia di marketing sul web, diventa molto importante capire come il tuo visitatore/potenziale cliente interagisce con la piattaforma. In questo senso, diventa fondamentale la conoscenza delle Call to Action.

Cosa sono? Le Call to Action sono inviti all’azione che sono (o dovrebbero essere) sempre presenti in un contenuto virtuale finalizzato alla vendita.

Tecnicamente, consistono in pulsanti che indicano all’utente l’azione da compiere e tu dovresti fare in modo che quell’azione lo porti un passo più vicino all’acquisto, trasformando il semplice visitatore in un nuovo cliente.

Se anche tu registri molte visite al tuo sito ma poche conversioni, forse è il momento di scoprire come realizzare una Call to Action efficace.

La tua Call to Action deve essere chiara

Il visitatore della tua pagina, sia che arrivi intenzionalmente o lo faccia per puro caso, deve capire subito cosa succederà dopo aver cliccato sulla tua CTA.

Per creare una Call to Action che sia davvero efficace, devi metterti nei panni del visitatore medio e anche in quelli del potenziale cliente. Dovrai capire in che fase del percorso d’acquisto si trova per costruire un percorso che lo porti dritto alla vendita finale. Per condurcelo senza che ti abbandoni per strada, però, dovrai proporre quello di cui ha bisogno, al momento giusto.

È in questa fase che entra in gioco il potere delle parole: il cosiddetto copy persuasivo dovrà riuscire a convincere l’utente a fare esattamente ciò che tu desideri. Evita dunque di usare espressioni generiche e aspecifiche come “clicca qui” o “invia” che potrebbe confondere e dissuadere il lettore.

Ad esempio, se vuoi che il visitatore arrivi a richiederti un preventivo, potresti fare una CTA che dica esplicitamente “Ottieni il tuo preventivo” piuttosto di un semplice “Compila il form“. Sii sempre chiaro e otterrai la fiducia (e il clic) dell’utente.

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Scegli una grafica accattivante

Così come il testo, l’elemento grafico è un’altra parte fondamentale per la riuscita della tua Call to Action. Devi sempre fare in modo che sia ben visibile e riconoscibile, anche a costo di risultare un po’ invasiva.

Una Call to Action efficace dovrebbe avere sempre l’aspetto di un pulsante; questo perché il visitatore medio sa che un pulsante deve essere pigiato perché succeda qualcosa di conseguenza. Dare alla tua CTA l’aspetto di un bottone semplifica l’azione a livello cognitivo, in quanto sarà istintivo cliccarlo.

Ma non è importante solo la forma: anche il colore ha un ruolo fondamentale. Una Call To Action dovrebbe essere sempre ben visibile, dunque essere in contrasto con lo sfondo e con gli altri elementi che gli stanno intorno. Deve risaltare all’occhio come le insegne luminose dei locali notturni.

Infine, a livello grafico, è molto importante anche la posizione: metti la CTA in un posto ben visibile e in una posizione logica, ovvero ad esempio in fondo al testo o all’immagine che spiegano i vantaggi di compiere l’azione richiesta. Evita angoli defilati o posizioni troppo laterali: la Call to Action deve essere centrale all’interno del contenuto mediale per rimanere anche al centro dell’attenzione dell’utente.

Call to Action

Trasmetti la necessità di cliccare subito

Una volta che ti sei accertato che a livello strutturale la tuo Call to Action sia efficace, devi dare un ulteriore spinta all’azione tramite il senso di scarsità e urgenza.

Affrettati, restano solo 3 pezzi“, “Acquista entro le 14 di oggi per approfittare della spedizione gratuita“, “Prenota subito per non farti sfuggire la camera, ne resta solo 1 a questo prezzo“.

Questo significa stimolare la necessità di cliccare subito nell’utente, che sentirà una sorta di “pressione” per non farsi sfuggire l’offerta. Stimolerai dunque due importanti leve di persuasione molto potenti per il cervello umano, che ti aiuteranno a portare più clienti e più facilmente, verso l’acquisto finale.

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Non inserire troppe Call to Action

Fai attenzione alla quantità di pulsanti che inserisci. All’interno di una pagina devono esserci pochi pulsanti (diciamo massimo 2) che siano coerenti fra loro (possibilmente che portino alla stessa cosa).

Si pensa erroneamente che riempire la pagina di Call to Action porti ad avere più click e più conversioni. Invece, dare troppe alternative e affollare la pagina anche visivamente manda in confusione il visitatore, che tenderà ad abbandonare la navigazione.

Scegli un’azione principale da far compiere al tuo visitatore/cliente ideale e mettila in evidenza. Metti in secondo piano, anche visivamente, i pulsanti meno importanti; un chiaro esempio sono le opzioni di sottoscrizione alle newsletter: se ci fai caso, la CTA “iscriviti alla newsletter” è sempre messa in grande, dentro un riquadro colorato, mentre l’opzione “No, continua la navigazione” è messa sotto, con carattere più piccolo e magari semplicemente sottolineato.

Puoi riproporre la stessa Call to Action sia all’inizio che alla fine della pagina, in modo che anche chi non arriva a scorrerla tutta possa comunque compiere l’azione. Decidi qual’è l’azione importante da far compiere al visitatore e insisti su quella.

Hai trovato utile questa breve guida? Scopri tanti altri consigli sul nostro blog o richiedi direttamente una consulenza con i professionisti di MG Group Italia!

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Come scrivere contenuti migliori per i tuoi Social

Al giorno d’oggi, esistono molte strategie per promuovere la tua Azienda, fra cui, ad esempio, postare contenuti sui Social Media. Così, all’improvviso, ci si aspetta che tu sia un ottimo Social Media Marketer oltre che *qualsiasi sia il tuo inquadramento professionale*.

Per essere onesti, sarebbe meglio che tu ne sappia un po’ dell’argomento: anche se non hai esperienza con i contenuti o con i post per i Social Media, devi sapere che essi sono il pilastro del Marketing Digitale e possono aiutarti a canalizzare il tuo target, trovare lead caldi e posizionarti più in alto nella ricerca sui browser.

Stai pensando che scrivere non è proprio il tuo forte? Tranquillo, non è una tragedia! Con così tante opzioni per scrivere sui social media – post Facebook, tweet, didascalie di Instagram piene di hashtag o persino lo spazio di LinkedIn per articoli di blog – è solo questione di capire cosa sia più adatto a promuovere il tuo business ed allenarsi su quella piattaforma.

In questo spazio ti daremo alcuni consigli per iniziare a scrivere contenuti migliori per i tuoi Social.

contenuti per i social: Donna seduta su un divano grigio con un laptop poggiato sulle gambe che batte sulla tastiera con mani con smalto rosso e un grande anello

contenuti per i social: Donna seduta su un divano grigio con un laptop poggiato sulle gambe che batte sulla tastiera con mani con smalto rosso e un grande anello

10 consigli per scrivere contenuti migliori per i tuoi Social

1. Scrivi come Parli

Iniziamo con la regola base per scrivere sul Web: scrivi nel modo in cui parli.

Immagina di stare seduto con gli amici a bere qualcosa parlando della tua attività. Quel tono, quel tipo di linguaggio e quel livello di semplicità dovrebbero essere il tuo obiettivo anche nel promuovere la tua Azienda sul web. In questo modo i tuoi contenuti saranno più naturali, più autentici e più facili da leggere.

Questo è particolarmente vero per i Social, che sono un mezzo più informale rispetto ad altri canali. I tuoi contenuti dovrebbero essere accessibili a chiunque desideri saperne di più su di te o sulla tua attività. Dunque evita tecnicismi, frasi troppo articolate e soprattutto, usa un linguaggio leggero.

2. Aggiorna frequentemente i tuoi contenuti

Un’altra regola della scrittura per i Social è: fallo spesso. Scrivi il più possibile. Questo ha due vantaggi:

  1. Migliorerai nella scrittura: la pratica ti aiuterà ad affinare le tue abilità e a trovare la tua voce.
  2. Terrai alta l’attenzione dei tuoi lettori: secondo ben 14 diversi studi su quanto spesso bisogna postare su social, è consigliabile pubblicare su Facebook e LinkedIn una volta e inviare circa 15 tweet ogni giorno. Questo ritmo ti farà fare un sacco di pratica.

Non tutti i post sui social media saranno dei contenuti sbalorditivi, ma va bene così. Vedila così: ogni post che non riscontra un gran successo sarà una lezione su cosa non fare, non un fallimento della tua strategia di Social Media Marketing.

3. Scrivi di getto, poi rileggi e modifica

Per molte persone, la parte più difficile della scrittura è iniziare.

Il modo migliore per superare il blocco dello scrittore è…scrivere. Butta giù le idee e assicurati che ci sia tutto ciò che vuoi comunicare.

Una volta che hai una bozza, rileggi e modifica o riscrivi intere frasi finché non sei soddisfatto. Puoi anche farti aiutare da alcuni tool per migliorare i tuoi contenuti.

4. Controlla cosa scrivono i tuoi competitors

Per diventare un bravo Copywriter per i Social Media, hai bisogno di leggere e controllare cosa e come scrivono gli altri sulle varie piattaforme.

Un buon punto di partenza sono i feed e i blog dei concorrenti, dei colleghi o  di altri che si muovono nel tuo stesso settore. Avrai un’idea di quale contenuto funziona e quale no e inoltre puoi scoprire argomenti che anche tu puoi trattare. Potresti anche considerare l’idea di collaborare con altri che lavorano nel tuo stesso campo per farvi promozione a vicenda.

5. “Dai qualcosa” al lettore con ogni post

Ogni post sui social media avrà un obiettivo diverso: Vuoi aumentare il traffico sul tuo sito web? Presentarti come un esperto del tuo settore? Aumentare le iscrizioni alle newsletter?

La lunghezza, il tono e la struttura dei tuoi post variano in base a ciò che vuoi realizzare o all’effetto che vuoi provocare.

In ogni caso, i tuoi post dovrebbero sempre “dare qualcosa” al lettore. Un post a caso su ciò che ha mangiato a colazione non dice ai lettori nulla di valore che possa interessarli (a meno che tu non sia un/a food blogger).

Usa i contenuti social per dare suggerimenti concreti, spargere perle di saggezzafare umorismo (che funziona sempre per ispirare simpatia sui lettori) o dare informazioni sulla tua attività (uno sconto, un nuovo prodotto, un cambio di orari).

6. Usa strategicamente gli hashtag e sfrutta le parole chiave

La ricerca per parole chiave e/o hashtag è un ottimo modo per raggruppare argomenti su cui scrivere se hai un periodo di scarsa fantasia, ma può anche aiutare a rendere i tuoi contenuti più competitivi nel mare di quelli presenti (sempre più numerosi) sul Web.

Esistono diversi tool che possono aiutarti nella scelta degli hashtag che fanno al caso tuo.

Se desideri invece collegarti ad altri contenuti eminenti che parlano del tuo stesso argomento, utilizza uno strumento come Google Keyword Planner o Ahrefs per verificare se nel tuo settore sono presenti parole chiave o frasi con cui potresti fare un buon link building.

7. …Ma non lasciare che le parole chiave condizionino tutti i tuoi contenuti

Le parole chiave e gli hashtag sono formidabili, ma possono anche limitare la nostra scrittura. Un post che si sta impegnando troppo per classificarsi per una certa parola chiave sembrerà la definizione da dizionario per quel termine e non sarà affatto interessante da leggere.

Lo stesso vale per un tweet o una didascalia di Instagram troppo pieni di hashtag.

Usa le parole chiave come guida, ma scrivi in ​​modo naturale. Sarà più piacevole per te scrivere e il tuo contenuto si leggerà meglio.

8. Scrivi pensando al tuo target

Chi stai cercando di raggiungere? Lettori più giovani o più vecchi? Professionisti del settore o lettori comuni?

Il tuo contenuto deve parlare con il target che stai cercando di acquisire.

Tornando all’analogia “parla con i tuoi amici mentre bevete un drink”, alcuni di loro potrebbero essere del tuo settore, mentre altri non avranno idea di ciò che fai. Il modo in cui parli della tua attività con questi due tipi di amici dovrà essere nettamente differente e i tuoi contenuti dovrebbero fare lo stesso.

contenuti per i social: frazione di pagina di wordpress in cui si vede l'opzione per inserire il titolo di un nuovo articolo

contenuti per i social: frazione di pagina di wordpress in cui si vede l’opzione per inserire il titolo di un nuovo articolo

9. Fai post brevi per l’engagement e contenuti lunghi per il traffico

Torniamo a parlare di link building per il tuo blog: uno dei motivi principali per cui le persone utilizzano i social media è indirizzare il traffico verso le proprie pagine. Che tipo di contenuti stai scrivendo per il tuo blog? Sono lunghi, brevi o una via di mezzo?

Non ci sono regole precise su quanto dovrebbero essere lunghi i tuoi post. In verità, dovrebbero essere prima di tutto ben scritti.

Detto questo, la lunghezza può fare la differenza nel modo in cui le persone e i motori di ricerca leggono e interagiscono con i tuoi post.

Ad esempio, i post brevi sono i migliori per raccogliere feedback, commenti e altri tipi di interazioni dai lettori (la gente preferisce leggere  testi brevi, quindi è più probabile che tu abbia la loro attenzione se scrivi meno di 300 parole). I post più lunghi (1.000-2.500 parole), ricchi di parole chiave e informazioni, sono migliori per stimolare le condivisioni sui Social e il traffico sui motori di ricerca.

10. Aggiungi elementi visivi ai tuoi post

Se vuoi mantenere l’attenzione dei lettori sui tuoi contenuti, aggiungi foto – ma anche grafici, tabelle, video, GIF e altro ancora- al corpo dei tuoi post.

Nell’ultimo periodo i contenuti visuali che vanno per la maggiore sono i video, soprattutto su Facebook e Instagram. Un consiglio? Opta per video in formato verticale per favorire la fruibilità sugli smartphone.

Stessa cosa vale per i contenuti del tuo blog. Non solo i lettori apprezzeranno il fatto di non dover scorrere un muro di parole, ma avrai un ulteriore strumento per fare SEO, in quanto i motori di ricerca eseguono la scansione delle immagini e delle didascalie.

 

Non ti aspettare di diventare il miglior Social Media Marketer in una sola notte e sappi che per iniziare a vedere i benefici dalla tua Strategia Social ci vorrà del tempo. 

Se invece vuoi vedere risultati in breve tempo, affidati a degli esperti! I professionisti di MG Group Italia si occupano di Web Marketing per la tua Azienda. Scopri tutti i nostri servizi.

 

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Internazionalizza il tuo Sito con la SEO multilingua

Sempre più aziende puntano all’internazionalizzazione per espandere il proprio mercato d’azione. Per farlo, si rivela indispensabile applicare strategie di SEO multilingua sul proprio sito web.

Non si tratta, ovviamente, di fare una semplice traduzione dei contenuti e delle parole chiave, bensì di adattare totalmente il sito alla cultura del mercato a cui ci si vuole rivolgere. Questo perché per essere efficace e portare Nuovi Clienti, il sito deve rimanere funzionale e usabile anche in lingua straniera.

Scopriamo insieme come fare una buona SEO multilingua per rendere efficace il tuo sito anche all’estero.

SEO multilingua

SEO multilingua

La fase preparatoria di una strategia SEO multilingua

Prima di affrontare un progetto di internazionalizzazione del proprio sito web, è necessario fare un’approfondita analisi dei mercati a cui ci si vuole rivolgere. Si tratta in primo luogo di studiare in quali paesi/regione/zona geografica c’è domanda dei prodotti/servizi che tu offri.

Successivamente, sarà indispensabile comprendere quali sono i bisogni dei potenziali clienti e soprattutto come ricercano sul web le soluzioni per soddisfarli. Bisogna, insomma, entrare nella testa del consumatore straniero.

Per farlo, sarà necessario imparare a conoscere i costumi del popolo a cui ci rivolgiamo e come ad esempio sono abituati a chiamare i prodotti/servizi che noi vendiamo. Solo dopo aver acquisito questi elementi di base, ma fondamentali, potranno essere stabilite le giuste keyword e si potrà iniziare ad ottimizzare i contenuti in chiave SEO.

Successivamente, sarà necessario pensare agli altri elementi che compongono una buona strategia di Web Marketing e che possono essere implicati nell’uso di un’altra lingua. Ci saranno domande necessarie da porsi per mantenere una buona integrazione fra tutti gli elementi al fine di perseguire gli obiettivi del business.

Dovreste porvi alcune domande, come ad esempio:

  1. verranno prodotti contenuti e testi ad hoc per il sito in lingua straniera? Chi si occuperà della loro revisione? Sarà possibile tenerli costantemente aggiornati?
  2. la differente lingua cambierebbe la user experience dei visitatori del sito?
  3. abbinata alla SEO multilingua, si prevede un servizio di customer care nei diversi idiomi scelti?

SEO multilingua: indicazioni tecniche per dominio e url del sito

Nel caso si scelga di mantenere lo stesso sito per tutti i mercati (perché si potrebbe scegliere di farne anche di diversi in base al Paese o Regione di destinazione se si opta per una strategia di SEO multiregional), si possono seguire alcune semplici indicazioni tecniche per la versione tradotta del sito.

Utilizzare le sottodirectory

Si può ricorrere a queste tecnica per proporre le diverse versioni del sito in diverse lingue. Così, se il sito originale in italiano corrisponderà all’url www.tuosito.it, la versione in inglese sarà www.tuosito.it/en, quella tedesca www.tuosito.it/de e così via.

Utilizzare domini di terzo livello

Si può optare per variare i generic Top Level Domain names (gTLDn), meglio conosciuti come domini di terzo livello, se si utilizzano domini di primo livello internazionali come .com, .net, .org. In questo caso, la versione base www.tuosito.com servirà per selezionare la lingua e it.tuosito.com, en.tuosito.com e de.tuosito.com saranno gli urli risultanti una volta scelta.

Fai sapere ai motori di ricerca che il tuo sito esiste in più lingue

Grazie alle sitemap contenute nei siti web, i motori di ricerca leggono le informazioni contenute in esso per mostrare agli utenti contenuti di maggior valore per loro. Nel nostro caso specifico, possiamo dire che recepiscono le differenti versioni del sito per mostrare all’utente quella nella lingua da lui parlata.

Ad esempio, alcuni fattori utilizzati da Google per capire a quale pubblico si rivolge un sito, sono:

  • i contatti indicati nel footer o nella pagina dedicata, fra cui l’indirizzo e il/i numero/i di telefono
  • i link in entrata: se provenienti prevalentemente da un paese, il sito si rivolge probabilmente al pubblico di quel paese
  • l’indirizzo IP nel server
  • l’indirizzo utilizzato nella scheda locale di Google My Business
  • gli eventuali riferimenti geografici presenti nei contenuti

Per quanto per i motori di ricerca attuali queste ricerche siano automatismi che funzionano bene, è sempre consigliabile far sapere esplicitamente a Google dell’esistenza di diverse versioni in diverse lingue dello stesso sito web.

Questo può essere fatto tramite la Google Search Control. Al suo interno si può manualmente indicare a quale nazione fa riferimento il sito web (a patto che abbia un dominio di primo livello internazionale, come spiegato nel paragrafo precedente).

SEO multilingua

SEO multilingua

Come scrivere i contenuti e le keyword per una strategia SEO multilingua

Come sappiamo bene, i contenuti di un sito web sono importanti per una strategia SEO efficace tanto quanto le accortezze tecniche. Per questo, scriverli nel modo giusto è fondamentale.

Come anticipato, non basta tradurre letteralmente i contenuti della versione italiana. Anzi, farlo è altamente sconsigliato. Questo perché le intenzioni di ricerca di un utente straniero potrebbero essere espresse in maniera nettamente diversa in base al mercato geografico di riferimento e a fattori contingenti, culturali e di semantica.

La traduzione letterale (o con traduttori automatici) può essere utilizzata solo in un primo momento, ovvero nella fase di comprensione delle possibili parole chiave ricercate in una determinata lingua. Dopodiché è consigliabile abbandonarla e affidarsi, preferibilmente, ad un traduttore professionista.

Trova le Keyword giuste per la tua strategia multilingua

Un utile strumento per trovare le keyword più giuste per la tua strategia di SEO multilingua è Google Market Finder. Questo strumento può essere usato già in una fase preliminare per capire quali siano i mercati migliori dove estendere il proprio business, in quanto offre una panoramica del volume medio di ricerca di una certa parola chiave nei vari paesi.

Sarà poi possibile scoprire le varie sfumature della lingua e, di conseguenza, delle keyword utilizzate nei differenti paesi anche se si parla la stessa lingua. Questo è particolarmente importante per i numerosi Paesi di lingua anglofona.

Se avete bisogno di ulteriori consigli per creare la vostra strategia di SEO multilingua, contattate i professionisti di MG Group!

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5 mosse per ottimizzare il tuo canale YouTube Aziendale

Cerchi un modo per attirare l’attenzione dei tuoi Clienti? Potresti provare ad usare il Video Marketing aprendo un canale YouTube aziendale.

Nel 2019 più che mai prima prima d’ora, infatti, l’uso dei Video si conferma essere un ottimo modo per dare visibilità online alle Aziende e per fornire ai Clienti sul web contenuti utili ma anche coinvolgenti.

YouTube risulta essere il canale più utilizzato per l’upload di video su Internet e anche quello più frequentato dagli interessati al Video Marketing. Si stima che la piattaforma abbia infatti più di 1,8 miliardi di utenti mensili.

Diventa necessario dunque ottimizzare il tuo canale YouTube aziendale. Qui ti forniamo 5 consigli che rivoluzioneranno il tuo modo di fare Video Marketing.

Ottimizza il tuo canale YouTube in 5 mosse

Le aziende e gli utenti che stanno davvero avendo successo su YouTube hanno ottimi canali. Hanno un bell’aspetto grafico, mettono in evidenza i loro video migliori e danno la possibilità di collegarsi con altri utenti del proprio settore. Sono dunque una destinazione a sé stante, un “luogo” in cui il navigatore finisce intenzionalmente.

Un buon canale YouTube è in grado di coinvolgere e portare maggiori visualizzazioni rispetto ai video singoli presenti sulla piattaforma. Questo assume una fondamentale importanza quando si tratta di posizionare i tuoi video nelle SERP di YouTube (e di Google).

Ecco dunque 5 mosse per garantire che il tuo canale YouTube Aziendale sia ottimizzato.

filtri colorati che coprono un obiettivo, una ragazza, una sagoma di ragazza con megafono e occhi di donna dentro lo schermo di uno smartphone; tutto intorno loghi di Social network e piattaforme web

filtri colorati che coprono un obiettivo, una ragazza, una sagoma di ragazza con megafono e occhi di donna dentro lo schermo di uno smartphone; tutto intorno loghi di Social network e piattaforme web

1.Brandizza la grafica del tuo Canale YouTube

Con grafica del canale YouTube ci riferiamo al banner posizionato nella parte superiore della pagina tra la barra di ricerca e il titolo del canale. Potete andare a vedere il banner del nostro canale per capire a cosa ci riferiamo.

Essendo l’unica parte brandizzabile nella piattaforma, ma anche la prima a saltare all’occhio del visitatore-Cliente, il banner deve essere accattivante e subito riconducibile alla tua Azienda. È necessario dunque idearlo graficamente con i colori della tua azienda e con il tuo logo, oltre ad essere di dimensioni ottimizzate per YouTube, ovvero di 2560 x 1440 pixel.

Tuttavia, il banner può essere molto di più e svolgere diversi compiti.

Può essere infatti uno spazio in cui dare informazioni importanti riguardo la tua Azienda o strettamente legate al tuo Canale, come ad esempio in quale giorno della settimana vengono caricati i video.

Nel banner può anche essere inserita una Call To Action che inviti il visitatore-cliente a iscriversi semplicemente al canale oppure ad andare a visitare il tuo sito, o ancora a seguirti sulle tue pagine social aziendali.

2.Video rappresentativo o Trailer del canale?

YouTube ti offre anche la possibilità di avere un video in primo piano o, per meglio definirlo, un Trailer del tuo Canale.

Molti canali di successo scelgono di mettere in evidenza un video che considerano esemplificativo di tutti i loro contenuti. Ma, naturalmente, ancora meglio è scegliere di realizzare un trailer del proprio canale, soprattutto se si tratta di un canale YouTube Aziendale. Il video trailer potrebbe infatti rappresentare la tua identità come Impresa e attrarre nuovi Clienti, oltre che semplici utenti.

Inoltre, assicurati di utilizzare la casella di descrizione al meglio. In circa 100 parole (o 500 caratteri) è importante spiegare di cosa ti occupi, in modo che ciò risulti chiaro ai visitatori e soprattutto all’algoritmo di Google e di YouTube.

3.Utilizza le Playlist

Una volta che hai caricato diversi contenuti sul tuo canale YouTube, l’utilizzo delle playlist aiuta sicuramente a rendere la navigazione più chiara e fruibile per i visitatori.

Non c’è una regola fissa per costruire le Playlist su Youtube. Solo con il tempo a grazie alle statistiche di visualizzazione dei video puoi capire quali sono quelli migliori da mettere insieme. Genericamente, due buone idee sono:

  • Raggruppare i video popolari
  • Raggruppare i video con un tema simile

Ricorda in ogni cado che da un punto di vista SEO, i video che stanno ottenendo più visualizzazioni e un buon coinvolgimento degli Utenti, tendono a classificarsi meglio nella SERP di YouTube.

È anche per questo motivo che è utile raggruppare i tuoi video: tramite i video più popolari gli Utenti possono giungere anche a quelli meno visualizzati. In questo modo renderai le cose più semplici agli spettatori e potrai sfruttare tutti i tuoi contenuti video per attrarre nuovi Utenti-Clienti.

E attenzione! Non affidarti solo a YouTube per la creazione di correlazioni automatiche con altri video che trattano le stesse tematiche. Sii audaci con le playlist e usale per creare tu i collegamenti che potrebbero interessare lo spettatore e che al contempo tornino utili anche a te.

Canale YouTube Aziendale: team aziendale di 5 persone che guardano un laptop di fronte a loro

Canale YouTube Aziendale: team aziendale di 5 persone che guardano un laptop di fronte a loro

4.Compila sempre la sezione Informazioni

Non è sicuramente la pagina più visibile e nemmeno la più visitata dagli utenti, ma YouTube ti fornisce anche una sezione “Informazioni” in cui puoi aggiungere informazioni sul tuo canale, o nel tuo caso, sulla tua Azienda e su ciò che fa.

La cosa positiva è che in questo spazio non c’è un limite di parole consentite e puoi spaziare quanto vuoi. In questo spazio è inoltre possibile aggiungere la tua e-mail aziendale e anche i link al tuo sito Web e alle tue pagine Social. Anche se i collegamenti all’interno del corpo del testo non sono cliccabili, ma c’è un’area di collegamento apposita in fondo alla pagina.

5.Collegati ad altri canali Rilevanti

Sembra un po’ strano linkare altri canali quando si cerca di tenere il visitatore sul proprio, soprattutto se si tratta di un canale Aziendale, ma la connessione fa parte dello spirito di community di YouTube.

È infatti importante dare valore ai tuoi visitatori/iscritti e, indicandogli altri contenuti pertinenti al tuo, rendi a loro la navigazione più facile e dimostri di tenere allo loro esperienza sulla Piattaforma.

In questo modo, ti assicuri di far parte della conversazione sugli argomenti che tratti ed è più facile far sapere che ci sei.

Dal canto tuo, assicurati di caricare i migliori contenuti che puoi. Potresti scoprire che altri canali iniziano a collegarsi al tuo, ricevendo in questo modo visite sotto forma di Referral Marketing.

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L’importanza dell’immagine coordinata

L’abito fa il monaco, diceva qualcuno tempo fa. In sostanza, il modo in cui ci presentiamo , dice chi siamo, è il primo nostro biglietto da visita, il primo strumento che abbiamo per delineare la nostra identità come individui e, soprattutto, come aziende. E, lo sappiamo, il primo impatto, nella maggior parte dei casi, è decisivo. Soprattutto per un’azienda che ha l’esigenza fondamentale di comunicare per render maggiormente riconoscibili i suoi prodotti, il suo brand e, semplicemente, incrementare le vendite.

Immagine Coordinata e Grafica Aziendale

Per un’azienda, ad esempio, la cura della forma con cui i contenuti vengono realizzati è un aspetto centrale: determina il modo in cui l’azienda si presenta ai suoi clienti attraverso l’immagine del brand che influenza, in maniera determinante, il modo in cui si rende riconoscibile e fidelizza i suoi clienti. Occorre quindi delineare una strategia complessiva che, anzitutto, definisca quella che è l’identità dell’azienda e le modalità attraverso cui esprimerla graficamente (caratteri, colori, elementi grafici per logo) e successivamente preveda specifici strumenti e modalità per la sua implementazione coerente con quello che è il messaggio, fondamentale, che l’azienda intende comunicare su di sé. Questa strategia di “immagine coordinata” fa in modo tale che l’azienda esprima, sempre, la sua identità (riproducendo elementi grafici del proprio logo, colori e caratteri) pur sviluppando, ad esempio, linee grafiche nuove dedicate a specifici progetti.

In questo modo la comunicazione dell’azienda riesce ad esprimere con maggiore chiarezza quelli che sono i messaggi chiave che, di conseguenza, possono esser recepiti, compresi e condivisi con maggiore immediatezza e semplicità. D’altronde, nella maggior parte dei casi, rimaniamo colpiti, inconsciamente, da ciò che è in grado di trasmetterci una certa dimensione di armonia.

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Come migliorare la Reputazione dell’Immagine Online

Difendere la propria immagine online nella società contemporanea, quella dove sempre e comunque ‘the show must go on’, è diventato un obiettivo imprescindibile per chi vuole avere un business di successo, qualsiasi esso sia.
‘Non ti curar di loro e passa’, il vecchio adagio popolare italiano che invitata a ignorare le malelingue, non è più del nostro tempo e va ribaltato: oggi l’imperativo è ‘curati di chiunque parla male di te e fermati subito per convincerlo del contrario’. Perché? Il motivo è semplice: da quando esistono il web e i social media tutto ciò che viene detto resta, a futura memoria, scritto su pagine virtuali consultabili da chiunque in qualsiasi momento.
Per questo la reputazione online della tua azienda e dei tuoi prodotti è fondamentale se vuoi vendere online, convincere i clienti, generare un passaparola positivo.

Non trascurare la tua Immagine Online

Agire per avere un’immagine curata (andresti mai ad incontrare un cliente con i vestiti completamente sporchi di fango?) e puntare a conquistare quante più recensioni positive ai tuoi prodotti è possibile conquistare.

Cosa succede però se iniziano ad aumentare drasticamente le recensioni negative?

O se peggio ancora il nome della tua azienda viene associato a parole come “delusione” o “fregatura”? Succederebbe che il danno d’immagine sarebbe enorme, con colpi quasi mortali alla tua brand reputation e quindi alla futura curva del tuo fatturato.

Web Reputation: é sempre meglio prevenire che curare

Meglio – ed è sempre bene ricordarsene – prevenire che curare: investire per monitorare la propria Reputation, ad esempio con il social listening o la sentiment analysis, e per migliorarla con scelte che puntano ad affermare la propria influenza su un territorio e a comunicare positività, impegno sociale, attenzione all’ambiente.

In ogni caso è possibile anche intervenire in seguito, quando il danno di immagine si è già prodotto, utilizzando strategie SEO e Web Marketing professionali orientate a rendere sempre meno visibili le notizie e i commenti negativi, e a migliorare la brand reputation del tuo marchio.

E’ giusto rispondere ai commenti negativi?

Facciamo degli esempi: quello perfetto è quello che conoscono tutti i ristoratori, i negozianti, gli organizzatori di eventi che ricevono recensioni negative da un cliente su piattaforme come TripAdvisor o su forum diversi. In questo caso si tratta di un problema di reputazione e di immagini di piccole proporzioni, da risolvere con tecniche semplici scegliendo una tra le strade diverse disponibili. Ciò che suggeriamo di fare ovviamente è di rispondere con un linguaggio semplice e chiaro, possibilmente gentile, perché una mancata risposta significa automaticamente ammissione di colpa.

Ricordatevi sempre di fare prima un’analisi dei motivi che possono aver spinto quel cliente a scrivere la recensione negativa: ha una qualche fondata ragione? Se pensate di si, e dovete essere onesti con voi stessi, allora intervenire subito per rimuovere o correggere il problema generato nella vostra azienda. E se è possibile spiegate nella risposta al cliente in che modo siete intervenuti per evitare che i disagi si ripetano.

E’ possibile eliminare i lunghi post negativi?

In caso di post più lunghi contenenti giudizi negativi, ben indicizzati e in prima pagina sui motori di ricerca, la situazione è più complessa ma non sarà lo stesso impossibile intervenire. Si tratta in sostanza di produrre ulteriori nuove notizie, attraverso comunicati stampa, annunci, racconti o compagne di comunicazione, che possano far scendere in secondo piano quello negative che ora sono in cima alle SERP dei motori di ricerca.

Social network, siti internet, stampa amica: vanno utilizzati tutti i canali possibili per diffondere le nuove notizie. E’ fondamentale inoltre assumere un consulente SEO capace di creare una strategia per far in modo di occupare le prime pagine dei risultati di Google con articoli che parlano positivamente dei prodotti è una scelta saggia che consigliamo.

Cronaca negativa? La situazione è molto difficile ma va saputa affrontare in modo efficace

L’ultimo caso di cui vogliamo parlarvi è quello che vede le aziende coinvolte in qualche scandalo negativo, in qualche incidente in cui si siano feriti degli esseri umani o in qualche vicenda giudiziaria.

In casi come questi i commenti sui social o nei forum sono l’ultimo dei problemi perché a diffondere le notizie negative capaci di azzoppare definitivamente la brand reputation di un’azienda saranno direttamente le agenzie di stampa, le televisioni, più in generale gli organi di stampa. In casi come questi può essere d’aiuto aver predisposto prima un piano per la comunicazione di crisi e quindi affrontare le ore più difficili in maniera efficace.

Se invece la situazione diventa velocemente irrecuperabile allora poi non resta che tentare le strade più impervie:

  • In primis contattare il proprio team legale, o semplicemente il vostro legale: se siete convinti di essere finiti in una gogna mediatica, di essere innocenti e accusati ingiustamente, allora dovete querelare chi lo fa e intimargli di cancellare (o rettificare) i contenuti accusatori.
  • Come secondo passaggio cercate di fare appello al diritto all’oblio: anche se non è possibile far cancellare tutto a causa della tutela legittima del diritto di cronaca probabilmente potreste riuscire ad ottenere qualche miglioramento.
  • Infine inventate una nuova iniziativa, meglio se benefica, grande e molto visibile, che possa riabilitare l’immagine della vostra azienda e darvi una posizione migliore da cui ripartire.

Fate in fretta, chiedete subito una consulenza di web marketing per difendere la vostra Immagine Online!

Mg Group Italia è una società specializzata nel web marketing, che ha compreso già da molti anni che la comunicazione tradizionale, quella del cartaceo per intendersi, non è più assolutamente sufficiente e deve essere accompagnata, in alcuni casi persino sostituita, da nuove strategie basate sull’online.

La tua reputazione online è fondamentale,
è il momento di ottimizzarla!

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La carica degli Youtubers: chi sono e come hanno successo.

Sono tanti, e più avanza la nuova generazione di giovani nati nell’era degli smartphone, più il loro numero cresce. Sono gli youtubers, parola che abbiamo quasi tutti sentito pronunciare molte volte e che indica coloro che postano video sulla piattaforma di Google, per divertimento, per esprimersi e spesso anche con la speranza di tirarne fuori un reddito. Dipende da quante sono le visualizzazioni e i follower, come sempre quando si parla di social: per questo la carica degli youtubers è una carica competitiva, in cui lo sforzo creativo spesso è più teso a colpire l’attenzione del pubblico che ad esprimere i propri pensieri e le proprie capacità. Non a caso il genere ‘comico’ e quello ‘strano’ vanno per la maggiore: i click degli utenti italiani si conquistano per lo più a colpi di video strani, gag e mini-serie comiche.

Eppure non c’è solo questo: alcuni hanno intrapreso con successo la strada del tutorial, il video che spiega come fare qualcosa, come truccarsi o magari come vedremo dopo come risolvere un problema di matematica. Anche questo particolare tipo di Youtubers ha avuto la sua fetta di pubblico e alcuni di loro sono entrati a pieno titolo tra gli utenti ‘migliori’ con cui YouTube divide i ricavi pubblicitari. Non solo piccole cifre, a volte si tratta di cifre gigantesche, che hanno trasformato una passione in professione: come ad esempio per quanto riguarda PewDiePie, lo YouTuber più famoso al mondo, che raggiunge un fatturato di quasi quattro milioni di dollari l’anno con i suoi video sui videogames.

Youtube: una piattaforma da miliardi di dollari

Youtube non è infatti un gioco, è la terza app più scaricata di sempre, e il suo valore è stato fissato all’epoca dell’acquisto da parte di Google in ben 1,65 miliardi di dollari.
Il video, non ci sono più molti dubbi, è ormai la tecnica di comunicazione capace di generare il numero più grande di interazioni: persino i siti internet di informazione e dei quotidiani si sono negli ultimi anni riempiti di colonne con video strani, che producono più ricavi pubblicitari degli articoli seri e verificati dei giornalisti professionisti. E un altro segnale viene da Instagram, che ha deciso di investire sul formato dei video autoprodotti con lo smartphone mettendo on-line la nuova piattaforma Igtv.

Negli ultimi anni l’universo degli YouTubers è andato ampliandosi: il successo sulla piattaforma di video in streaming li ha portati fuori, verso le tv, e alcuni di loro hanno ottenuto programmi o partecipato a programmi come SocialFace, in onda su Sky, pensati per mettere al centro tutti i personaggi più famosi di YouTube e dei social network, da Favij a Greta Menchi.

Gli youtubers più famosi in Italia

E ora vediamo chi sono e cosa fanno gli youtubers più famosi in Italia. Ci sono casi che ci stupiranno fin da subito per la loro genialità, basata su idee semplici che rispondono a bisogni diffusi.

Un esempio è quello di LessThan3Math, il canale del trentenne Elia Bombardelli, professore di matematica e fisica in un liceo della provincia di Trento. Il suo canale è un corso completo per ripassare le materie che insegna: videolezioni sull’intero programma di una materia faticosa come la matematica e una rubrica, 4kexperiments, dedicata agli esperimenti di fisica. Argomenti insegnati nei licei scientifici e nei primi corsi universitari, quindi capaci di raggiungere un pubblico ampio e di portare il suo canale fino a numeri molto importanti: circa 25 milioni di visualizzazioni, 170 mila studenti, per circa 200 video caricati sulla piattaforma. Ripetizioni di matematica gratis in sostanza: un aiuto per chi ha bisogno di ripetizioni ma magari non può permetterselo.

Un’altro di questi nuovi talenti dell’intrattenimento online è un ragazzo che si fa chiamare CaptainBlazer: 14 anni, gioca ai videogiochi, ha aperto il suo canale soltanto a ottobre 2017, e in pochi mesi è cresciuto in maniera esponenziale fino ad arrivare tra i top Youtuber italiani. Il suo canale si rivolge soprattutto alla fascia dei ragazzini più piccoli, punta sulla simpatia e l’intrattenimento. Ma soprattutto ha sfruttato un’onda, quella della straordinaria popolarità guadagnata negli ultimi mesi dal gioco Fortnite, del quale svela i meccanismi, dando consigli, suggerendo mosse o reagendo alle partite di altri giocatori. E’ così che ha raggiunto le 320mila visualizzazioni al giorno, per un totale di 9 milioni di visite nell’ultimo mese. E continua a crescere perché la crescita degli iscritti è di circa 2000 al giorno, oltre 200mila iscritti in soli 6 mesi.

E ancora c’è il caso di Violetta Rocks, che ha un canale in cui si parla di cinema e serie tv, nato nelo 2011 oggi è praticamente un fenomeno del web. Notizie, curiosità, gossip, anticipazioni: la Rocksquad, la sempre più nutrita e divertente schiera di collaboratori di Violetta, si occupa di raccontare tutto ciò che accade nel mondo del cinema. Violetta Rocks supera i 150.000 iscritti su YouTube e i 43.000 follower su Instagram: un successo che nemmeno lei immaginava quando ha cominciato a fare video.

E poi ci sono i The Jackal, un gruppo di ragazzi campani con un canale che conta oltre 300.000 iscritti e cinquanta milioni di visualizzazioni. Nel canale vengono postate soprattutto parodie e mini serie comiche, su temi che vanno dall’omosessualità alla Camorra. I titoli più famosi? Vrenzole, Gomorra e Gay Ingenui.

ClioMakeUp invece è un canale YouTube per i video tutorial e i trucchi per il makeup. L’idea è di Clio Zammatteo, ragazza che grazie al successo ottenuto attraverso il blog e il canale YouTube è sbarcata in televisione dove conduce un programma su come truccarsi.

E ancora The Show: un canale dedicato a scherzi e candid camera. Due ragazzi che ogni settimana organizzano scherzi in giro per la città, li riprendono e li postano.

Infine vogliamo citare iPantellas, anche in questo caso una coppia di ragazzi con alle spalle oltre sette anni di comicità su YouTube. I loro follower e le milioni di visualizzazione sono anche in questo caso cresciute con video demenziali, satira a tutto campo e immancabili le parodie.

Fare marketing sul web con i video

E ora che hai conosciuto le storie di successo che passano dai video, ora che sai quanto pubblico si può intercettare usando le piattaforme per i video autoprodotti e in streaming, ora che hai capito che ciò che riesce ad avere successo nel popolo dei video fa velocemente tendenza, che aspetti ad utilizzare questo linguaggio per rafforzare il brand della tua azienda? Noi di Mg Group possiamo aiutarti ad individuare una strategia, a sostenerla tecnicamente e a cercare tutti i canali perché possa raggiungere il numero massimo di clienti potenziali possibili. Basta un click sul nostro sito per cominciare un nuovo entusiasmante capitolo nella storia della tua azienda.

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Marketing estivo? Non solo si può, si deve.

6 Consigli su come sviluppare il marketing estivo

Chi dice che d’Estate tutto si ferma, non dice il vero. Il marketing estivo è importantissimo, è sbagliato, infatti, pensare che durante le ferie, la comunicazione di un’azienda si debba arrestare e le campagne di web marketing debbano essere sospese. Come sempre, come per il resto dell’anno infatti, tutti noi d’estate usiamo internet per mille ragioni diverse: consultiamo le notizie, cerchiamo guide di viaggio, prenotiamo alberghi, acquistiamo vestiti durante i saldi e così via.
Prendiamo il dato audiweb di agosto 2017 ad esempio: l’anno passato nel più estivo e vacanziero dei mesi hanno usato internet in Italia 32,2 milioni di persone, il 58,6 della popolazione, per una media di di tempo speso nell’intero mese di 56:23 ore.

Siete ancora sicuri di voler spegnere le macchine e chiudere le pagine nei mesi estivi?

Consiglio n.1: prima di tutto i social network

Il primo consiglio è quello di continuare a produrre e pubblicare contenuti per le vostre pagine sui social network. D’estate percentualmente il peso dei social network aumenta. Sono un numero minore infatti le pagine che visitiamo per lavoro o per informarci e un numero maggiore le visite che facciamo ai social, per vedere le pagine degli amici, commentare le foto delle vacanze o semplicemente svagarci. Naturalmente sono anche differenti i contenuti che vengono diffusi e quindi anche sulle pagine della vostra impresa dovranno esserci post più leggeri, divertenti, capaci di dialogare con il contesto, meglio ancora se pensati per diventare virali. Ma attenzione: ricordatevi di rispettare anche d’estate le regole di base: il solleone e il caldo non giustificano certo errori macroscopici, post che dimostrano evidente trascuratezza o contenuti che possano risultare offensivi per qualunque categoria di persone.

Consiglio n.2: continuate a scrivere il vostro blog, con un tono diverso

Sospendere la scrittura del blog nei mesi estivi è davvero controproducente: le persone che vi seguono non necessariamente andranno in ferie proprio nello stesso periodo in cui ci andrete voi, potrebbero rimanere delusi quindi di non trovare contenuti per un lungo periodo. Anche qui comunque vale il consiglio di cui sopra: cambiate il tone of voice, scrivendo di argomenti che non sia tecnici, o pesanti, o troppo seri. Ed evitate testo lungi e tutorial: è il tempo di testi brevi e degli speedlinking post, cioè di rassegne di post di approfondimento che chi vorrà leggerà con calma. Non solo, è anche la stagione dei contenuti speciali, nel formato o nell’argomento, che si configurino come una specie di regalo ai vostro follower più affezionati. Potreste pubblicare un video, un e-book o magari un numero zero in pdf da stampare, dedicato ad un tema importante.

Infine: usate gli strumenti a vostra disposizione. Potrete programmare tutto quello che volete con i nuovi tool come Hootsuite, Sprout o Buffer, lavorare in anticipo e godervi tranquillamente le vacanze tenendo lontano qualsiasi pensiero stressante.

Consiglio n.3: se lavorate nel turismo è il vostro momento

Inutile dirvelo: se il prodotto per cui fate web marketing è un prodotto turistico l’estate è il vostro momento. Non potete assolutamente fermarvi: pubblicate foto recenti dei vostri ospiti sui social network, curate l’agenda sul sito, fate attenzione a quanto accade sui siti di recensioni come tripadvisor o su qualsiasi altro social similare. Comunicate, comunicate anche se la vostra struttura è già sold out: chi cerca una struttura ricettiva come la vostra guarderà le foto o leggerà i post, e se lo avete convinto potrebbe anche prendere nota dei vostri contatti per qualche vacanza futura. Se invece non siete ancora pieni probabilmente è il tempo giusto per un qualche investimento in campagne advertisig e pubblicitarie: rivolgetevi a dei professionisti come noi di Mg Group, sapranno indirizzarvi nel modo migliore.

Consiglio n.4: è un ottimo momento per il buzz marketing

marketing estivo squalo

Guardate le immagini di questo squalo. E’ un esemplare di cinque metri misteriosamente ritrovato una mattina su una spiaggia dell’Emilia Romagna. Per una giornata intera ha destato la curiosità di tutti i passati, è finito sui social network, è stato fotografato per le chat di whatsapp di migliaia di persone. Poi nel pomeriggio si è scoperto che si tratta di un’operazione di marketing legata al lancio della saga di Sharknado su Sky Cinema Max.
Non è detto che dobbiate essere così creativi, ma ricordatevi che l’estate è il momento migliore per un marketing di questo tipo, per video virali e lanci provocatori. Bastano anche piccoli investimenti o piccole cose, l’importante è che restino ben piantate nella memoria di chi vi si imbatte.

Consiglio n.5: personalizzate le iniziative di marketing estivo

Sconti speciali, concorsi a premi, prodotti omaggio, pacchetti: l’estate – come ogni ricorrenza in generale – è il momento di prendersi cura dei vostri clienti e lavorare alla fidelizzazione.  Fate sentire speciali i vostri clienti o i vostri follower! Ricordate sempre che è molto più facile che chi è già vostro cliente acquisti di nuovo, e molto più difficile acquisire un nuovo cliente. Quindi non abbiate dubbi: se organizzate dei saldi mandate un’anticipazione via mail alla vostra newsletter, controllate chi l’ha aperta, mandate ulteriori offerte a coloro che sembrano effettivamente interessati ai vostri prodotti. E ancora: provate con il remarketing, potreste occupare uno spazio che viene lasciato vuoto dai vostri concorrenti proprio a causa delle ferie estive e della riduzione di personale.

Ultimo consiglio: se non ve la sentite, fate lavorare qualcuno per voi.

Ultimo breve, brevissimo consiglio: avete letto questo articolo e proprio non riuscite ad immaginarvi davanti al computer occuparvi di marketing estivo e scrivere contenuti? Vi capiamo, anche voi avete bisogno del meritato riposo. Però sappiate che state perdendo delle occasioni e che una soluzione perché ciò non accade c’è ed è a portata di mano. Affidatevi ad un’agenzia esperta, che abbia nel suo team le professionalità che servono a fare ciò che avete in mente. Basta poco e i le vostre pagine continueranno a funzionare anche mentre siete sdraiati sulla spiaggia, senza pensieri e senza l’ansia dei potenziali clienti perduti. Mg Group Italia è a vostra disposizione, basta una telefonata estiva per attivare il marketing estivo: non esitare!

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Fake News: cosa sono e come difendersi

Fake News: cosa sono e come difendersi

Le violenze e i linciaggi in India, dovuti alla circolazione di false notizie sui rapimenti di bambini, sono soltanto gli ultimi tra gli accadimenti legati al tema delle ‘fake news’ che continuano ad interrogare sociologi, politici, imprenditori e amanti dell’innovazione tecnologica. Il caso è arrivato – ovviamente – fino a Mark Zuckerberg, esattamente perché Facebook dal 2014 ha acquisito anche WhatsApp, accusato di essere – proprio in India dove detiene una fetta di mercato importantissima – il veicolo con cui le fake news diventano virali. Così, dopo l’annuncio sul cambio di algoritmo di Fb, il 19 luglio, con un post pubblicato sul proprio blog, WhatsApp ha annunciato una decisione orientata a rendere più difficoltosa la diffusione a macchia d’olio dei video e dei contenuti falsi: gli utenti potranno inoltrare lo stesso messaggio a un numero massimo di venti persone, un limite che in India si abbassa fino a cinque. Fino a ieri si trattava di un limite posto a 250 contatti.

Cosa sono le fake news?

Nel frattempo poche settimane fa, visto l’attenzione crescente sul tema, la Commissione Europea, per la prima volta, ha fornito una definizione formale e univoca di fake news: una “informazione rivelatasi falsa, imprecisa o fuorviante concepita, presentata e diffusa a scopo di lucro o per ingannare intenzionalmente il pubblico, e che può arrecare un pregiudizio pubblico”. Non solo: ha chiesto a tutte le piattaforme informatiche  e i social network di adottare un codice di condotta che produca trasparenza sui contenuti sponsorizzati (in particolare sui messaggi pubblicitari di natura politica), limiti la profilazione a fini di propaganda politica e riduca i profitti dei vettori di disinformazione. Ci sarà ancora da aspettare prima di vederlo, ma intanto qualcosa comincia a muoversi concretamente.

Fake News cosa accade in Italia

In ogni caso proprio in questi giorni altri casi stanno alimentando il dibattito anche in Italia: un blogger, David Puente, ha segnalato il lavoro da professionista di qualcuno che usando il profilo fake di Lara Pedroni, costruito utilizzando le foto di una modella inglese, diffondeva bufale in modo sistematico su gruppi scelti con cura. Ora il profilo risulta rimosso, ma il blog ha conservato gli screenshot dei meme fake diffusi, contenuti che hanno avuto migliaia di condivisioni, pensati ad arte contro Saviano, Boldrini, Kyenge, Renzi e altri politici o personaggi famosi. Questo è soltanto l’ultimo caso, dopo che ormai da anni in Italia si discute dei blog senza scrupoli che stanno diffondendo sui social network in modo anonimo notizie calunniose contro determinate personalità pubbliche, o anche più semplicemente notizie false confezionate per destare attenzione e produrre traffico verso i siti che li hanno pubblicati. Un esempio? L’articolo sul cellulare esploso di notte mentre era in carica che avrebbe ucciso un ragazzo: pur essendo completamente falso ha continuato ad essere condiviso in internet per almeno tre anni.

Ultimi sondaggi: gli italiani non si fidano più dei social network

Nel frattempo un gruppo di ricerca sui mezzi di comunicazione di massa dell’Università Suor Orsola Benincasa guidato da Umberto Costantini, docente di Teoria e tecniche delle analisi di mercato ed Eugenio Iorio, docente di Social media marketing ha chiesto agli italiani cosa pensassero delle notizie che leggono sul web e ha prodotto un rapporto dal titolo “Infosfera” che riporta i risultati. Ebbene dalla ricerca emerge che per l’87% degli italiani i social network non offrono più opportunità di apprendere notizie credibili e che l’82% degli italiani non è in grado di riconoscere una notizia bufala sul web. Dati preoccupanti che se da un lato segnalano che la maggior parte dei cittadini italiani è consapevole dei problemi che si possono incontrare usando il web come fonte d’informazione, dall’altra segnalano che la stragrande maggioranza dei cittadini non possiede gli strumenti cognitivi necessari a valutare la qualità e l’attendibilità di ciò che legge.

Fake News: come difendersi?

La cosa più importante è cercare di navigare con consapevolezza, e soprattutto verificare le fonti prima di condividere contenuti che ci paiono sorprendenti o che possono sembrare frutto di esagerazione, nel titolo e nel testo completo. Verificare le firme, cercare la biografia dell’autore, controllare il tenore degli altri articoli pubblicati dal sito sono tra buone regole da seguire sempre in casi che ci paiono di dubbia veridicità. E’ importante anche controllare la data: molto spesso capita di veder circolare notizie molte vecchie, già smentite, che vengono condivise ancora soltanto per il sensazionalismo che le caratterizza. Infine è sempre bene tenersi informati: in rete ci sono molti siti che si stanno impegnando a denunciare le bufale e i loro autori. Visitarli ogni tanto può aiutare il lettore meno accorto a farsi un’idea di quali siano gli argomenti più usati per le fake news e il motivo per cui ciò accade.
In una società complessa come la nostra mantenere in salute internet significa difendere la libertà di tutti e tutte e la qualità della democrazia.
Per questo anche noi di Mg Group siamo impegnati a promuovere consapevolezza e correttezza nel mondo del digitale, anche tu non abbassare la guardia