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Perché dovresti ancora usare l’Email Marketing

Secondo alcuni, le mail sono un mezzo di comunicazione già superato, che non porta nessun beneficio alla aziende che spendono il proprio budget per inviarle. Invece, l’Email marketing va ancora fortissimo e dovresti conoscerlo in modo approfondito per sfruttare tutte le opportunità che ti offre.

Quando si parla di email marketing, c’è molto che devi sapere. Bisogna conoscere i metodi di raccolta delle e-mail dei prospects, le tecniche e gli strumenti di invio, come scrivere il contenuto, il tasso di apertura e molto altro ancora. La buona notizia è che la maggior parte dei sistemi automatici di consegna delle email che vengono utilizzati oggi ha metodi di tracciamento in atto per quasi tutte queste aree chiave.

Nonostante la maggior parte dei processi oggi si possa automatizzare, è sempre molto importante sapere cosa funziona di più nel mondo della posta elettronica e come continuare a implementare le tue strategie di Email marketing.

Di seguito ti proponiamo 35 interessanti statistiche per aiutarti a far crescere il tuo business grazie alle mail.

Realizza la tua campagna di Email Marketing

email marketing

35 statistiche di Email marketing per aiutarti a far crescere il ROI

L’email marketing è oggi una delle forme più potenti ed efficaci di lead generation. Secondo l’osservatorio statistico di Mailup, nel 2018 in Italia sono state inviate 13 miliardi di email con finalità di marketing con un tasso di apertura del 21%, ben il 12,7% in più rispetto al 2017.

Vi riportiamo di seguito i dati raccolti da AfterOffers.com e da Teraplan dalle principali società di gestione dati del settore che ogni marchio, azienda e marketer dovrebbero conoscere.

Come strutturare una email

  • I messaggi con un numero di parole compreso tra 50 e 125 ottengono i risultati migliori (il Response Rate è superiore al 50%)
  • La lunghezza ideale (con una maggiore possibilità di apertura) del titolo è di 65 caratteri
  • Includere una Call to Action sotto forma di bottone nell’email può aumentare le conversione del 28% rispetto al semplice link testuale
  •  il 56% delle aziende che utilizzano le emoji nel titolo delle loro email, ottengono una percentuale maggiore di messaggi aperti
  • le campagne in cui sono inserite immagini GIF nel corpo delle email registrano un incremento del 6% nell’Open Rate, del 42% nel Click-Through Rate, del 103% per quanto riguarda il tasso di conversione e un crescita del 109% nell’ambito del fatturato.

Email automatizzate

  • Le email transazionali (quelle inviate subito dopo un acquisto per confermare l’ordine o l’invio del prodotto) vengono aperte e cliccate 8 volte di più rispetto a qualsiasi altro tipo di email e possono generare profitto 6 volte maggiore.
  • Il 95% delle aziende che utilizzano l’automazione del marketing sfruttano l’e-mail marketing e ne traggono vantaggio
  • I marketer che sfruttano l’automazione delle mail hanno calcolato un tasso di conversione del 50%
  • I messaggi email automatizzati (ovvero inviati in modo automatico in funzione del verificarsi di determinate condizioni o situazioni, e perciò maggiormente contestualizzati oltre che personalizzati nel contenuto) ottengono un tasso di apertura migliore del 70,5% ed un CTR (Click-Through Rate) fino al 152% più alto rispetto alla posta elettronica tradizionale

Email e mobile

  • Circa il 53% delle email è aperto su dispositivi mobili.
  • il 23 % dei lettori che aprono una mail su dispositivo mobili, la apriranno nuovamente in seguito sullo stesso dispositivo o su un altro
  • il 75% degli utenti Gmail aprono la loro casella di posta da mobile

Le aziende che usano le email

  • La tecnologia di email marketing viene utilizzata dall’82% delle aziende B2B e B2C.
  • Il tasso di apertura della mail sale se l’azienda invia almeno due email al mese
  • il 56% delle aziende utilizza attualmente un provider di email marketing
  • l’83% dei marketers B2B usano le newslwtters per fare content marketing

Email personalizzate

  • I messaggi di posta elettronica personalizzati migliorano le percentuali di clic in media del 14% e le conversioni del 10%
  • Le e-mail personalizzate hanno tassi di conversione 6 volte maggiori
  • L’81% degli acquirenti online che ricevono email in base alle abitudini di acquisto precedenti hanno almeno qualche probabilità di effettuare un acquisto a seguito di email mirate.
  • Solo il 39% dei venditori online mandano suggerimenti personalizzati di prodotti via e-mail
  • Eppure, il 74% dei marketers ritiene che la personalizzazione dei messaggi aumenterà l’engagement dei consumatori.
  • I marketers hanno notato un incremento medio del 20% nelle vendite quando ricorrono a esperienze d’acquisto personalizzate sul web

Email VS Social Network

  • Il 72% delle persone preferisce ricevere contenuti promozionali tramite email, rispetto al 17% che preferisce i social media
  • Le email sono 40 volte più efficaci per l’acquisizione di nuovi clienti di Facebook e Twitter
  • Una mail ha possibilità 5 volte maggiori di essere vista rispetto a un messaggio su Facebook
  • Il 90% delle mail che spedisci finiscono nella giusta cartella della casella di posta mentre solo il 2% dei tuoi follower su Facebook visualizzano i tuoi post nel loro News Feed

Email ROI (Ritorno dell’investimento)

  • L’email marketing ha un ROI del 3800%
  • Nel 2017, il ROI medio di questo tipo di campagne è stato di 44 dollari per ogni dollaro speso
  • I marketer hanno notato un aumento del 760% delle entrate delle campagne segmentate
  • Il ROI delle mail è del 28,5% rispetto al 7% delle Direct Mail
  • Il 53% dei marketer afferma che comunicazioni continue e personalizzate con i clienti fidelizzati determinano un impatto sulle entrate moderato o significativo
  • il 4,24% dei visitatori al sito proveniente da una mail comprano qualcosa contro il 2,49% dei visitatori provenienti dai motori di ricerca e lo 0,59 dai social network

Frequenza di uso delle Email

  • Il 92% degli adulti che accedono a internet usano le e-mail e il 61% lo fanno in media tutti i giorni.
  • Gli impiegati di un’azienda spendono in media 13 ore lavorative alla settimana con la loro casella di posta elettronica aperta
  • il 57% di coloro che si sono iscritti a delle newsletter passano tra i 10 ai 60 minuti alla settimana ad aprire e caricare le mail con fini commerciali

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Crea una Call To Action che ti faccia vendere subito

Sei stai sviluppando una strategia di marketing sul web, diventa molto importante capire come il tuo visitatore/potenziale cliente interagisce con la piattaforma. In questo senso, diventa fondamentale la conoscenza delle Call to Action.

Cosa sono? Le Call to Action sono inviti all’azione che sono (o dovrebbero essere) sempre presenti in un contenuto virtuale finalizzato alla vendita.

Tecnicamente, consistono in pulsanti che indicano all’utente l’azione da compiere e tu dovresti fare in modo che quell’azione lo porti un passo più vicino all’acquisto, trasformando il semplice visitatore in un nuovo cliente.

Se anche tu registri molte visite al tuo sito ma poche conversioni, forse è il momento di scoprire come realizzare una Call to Action efficace.

La tua Call to Action deve essere chiara

Il visitatore della tua pagina, sia che arrivi intenzionalmente o lo faccia per puro caso, deve capire subito cosa succederà dopo aver cliccato sulla tua CTA.

Per creare una Call to Action che sia davvero efficace, devi metterti nei panni del visitatore medio e anche in quelli del potenziale cliente. Dovrai capire in che fase del percorso d’acquisto si trova per costruire un percorso che lo porti dritto alla vendita finale. Per condurcelo senza che ti abbandoni per strada, però, dovrai proporre quello di cui ha bisogno, al momento giusto.

È in questa fase che entra in gioco il potere delle parole: il cosiddetto copy persuasivo dovrà riuscire a convincere l’utente a fare esattamente ciò che tu desideri. Evita dunque di usare espressioni generiche e aspecifiche come “clicca qui” o “invia” che potrebbe confondere e dissuadere il lettore.

Ad esempio, se vuoi che il visitatore arrivi a richiederti un preventivo, potresti fare una CTA che dica esplicitamente “Ottieni il tuo preventivo” piuttosto di un semplice “Compila il form“. Sii sempre chiaro e otterrai la fiducia (e il clic) dell’utente.

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Scegli una grafica accattivante

Così come il testo, l’elemento grafico è un’altra parte fondamentale per la riuscita della tua Call to Action. Devi sempre fare in modo che sia ben visibile e riconoscibile, anche a costo di risultare un po’ invasiva.

Una Call to Action efficace dovrebbe avere sempre l’aspetto di un pulsante; questo perché il visitatore medio sa che un pulsante deve essere pigiato perché succeda qualcosa di conseguenza. Dare alla tua CTA l’aspetto di un bottone semplifica l’azione a livello cognitivo, in quanto sarà istintivo cliccarlo.

Ma non è importante solo la forma: anche il colore ha un ruolo fondamentale. Una Call To Action dovrebbe essere sempre ben visibile, dunque essere in contrasto con lo sfondo e con gli altri elementi che gli stanno intorno. Deve risaltare all’occhio come le insegne luminose dei locali notturni.

Infine, a livello grafico, è molto importante anche la posizione: metti la CTA in un posto ben visibile e in una posizione logica, ovvero ad esempio in fondo al testo o all’immagine che spiegano i vantaggi di compiere l’azione richiesta. Evita angoli defilati o posizioni troppo laterali: la Call to Action deve essere centrale all’interno del contenuto mediale per rimanere anche al centro dell’attenzione dell’utente.

Call to Action

Trasmetti la necessità di cliccare subito

Una volta che ti sei accertato che a livello strutturale la tuo Call to Action sia efficace, devi dare un ulteriore spinta all’azione tramite il senso di scarsità e urgenza.

Affrettati, restano solo 3 pezzi“, “Acquista entro le 14 di oggi per approfittare della spedizione gratuita“, “Prenota subito per non farti sfuggire la camera, ne resta solo 1 a questo prezzo“.

Questo significa stimolare la necessità di cliccare subito nell’utente, che sentirà una sorta di “pressione” per non farsi sfuggire l’offerta. Stimolerai dunque due importanti leve di persuasione molto potenti per il cervello umano, che ti aiuteranno a portare più clienti e più facilmente, verso l’acquisto finale.

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Non inserire troppe Call to Action

Fai attenzione alla quantità di pulsanti che inserisci. All’interno di una pagina devono esserci pochi pulsanti (diciamo massimo 2) che siano coerenti fra loro (possibilmente che portino alla stessa cosa).

Si pensa erroneamente che riempire la pagina di Call to Action porti ad avere più click e più conversioni. Invece, dare troppe alternative e affollare la pagina anche visivamente manda in confusione il visitatore, che tenderà ad abbandonare la navigazione.

Scegli un’azione principale da far compiere al tuo visitatore/cliente ideale e mettila in evidenza. Metti in secondo piano, anche visivamente, i pulsanti meno importanti; un chiaro esempio sono le opzioni di sottoscrizione alle newsletter: se ci fai caso, la CTA “iscriviti alla newsletter” è sempre messa in grande, dentro un riquadro colorato, mentre l’opzione “No, continua la navigazione” è messa sotto, con carattere più piccolo e magari semplicemente sottolineato.

Puoi riproporre la stessa Call to Action sia all’inizio che alla fine della pagina, in modo che anche chi non arriva a scorrerla tutta possa comunque compiere l’azione. Decidi qual’è l’azione importante da far compiere al visitatore e insisti su quella.

Hai trovato utile questa breve guida? Scopri tanti altri consigli sul nostro blog o richiedi direttamente una consulenza con i professionisti di MG Group Italia!

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Come scrivere contenuti migliori per i tuoi Social

Al giorno d’oggi, esistono molte strategie per promuovere la tua Azienda, fra cui, ad esempio, postare contenuti sui Social Media. Così, all’improvviso, ci si aspetta che tu sia un ottimo Social Media Marketer oltre che *qualsiasi sia il tuo inquadramento professionale*.

Per essere onesti, sarebbe meglio che tu ne sappia un po’ dell’argomento: anche se non hai esperienza con i contenuti o con i post per i Social Media, devi sapere che essi sono il pilastro del Marketing Digitale e possono aiutarti a canalizzare il tuo target, trovare lead caldi e posizionarti più in alto nella ricerca sui browser.

Stai pensando che scrivere non è proprio il tuo forte? Tranquillo, non è una tragedia! Con così tante opzioni per scrivere sui social media – post Facebook, tweet, didascalie di Instagram piene di hashtag o persino lo spazio di LinkedIn per articoli di blog – è solo questione di capire cosa sia più adatto a promuovere il tuo business ed allenarsi su quella piattaforma.

In questo spazio ti daremo alcuni consigli per iniziare a scrivere contenuti migliori per i tuoi Social.

contenuti per i social: Donna seduta su un divano grigio con un laptop poggiato sulle gambe che batte sulla tastiera con mani con smalto rosso e un grande anello

contenuti per i social: Donna seduta su un divano grigio con un laptop poggiato sulle gambe che batte sulla tastiera con mani con smalto rosso e un grande anello

10 consigli per scrivere contenuti migliori per i tuoi Social

1. Scrivi come Parli

Iniziamo con la regola base per scrivere sul Web: scrivi nel modo in cui parli.

Immagina di stare seduto con gli amici a bere qualcosa parlando della tua attività. Quel tono, quel tipo di linguaggio e quel livello di semplicità dovrebbero essere il tuo obiettivo anche nel promuovere la tua Azienda sul web. In questo modo i tuoi contenuti saranno più naturali, più autentici e più facili da leggere.

Questo è particolarmente vero per i Social, che sono un mezzo più informale rispetto ad altri canali. I tuoi contenuti dovrebbero essere accessibili a chiunque desideri saperne di più su di te o sulla tua attività. Dunque evita tecnicismi, frasi troppo articolate e soprattutto, usa un linguaggio leggero.

2. Aggiorna frequentemente i tuoi contenuti

Un’altra regola della scrittura per i Social è: fallo spesso. Scrivi il più possibile. Questo ha due vantaggi:

  1. Migliorerai nella scrittura: la pratica ti aiuterà ad affinare le tue abilità e a trovare la tua voce.
  2. Terrai alta l’attenzione dei tuoi lettori: secondo ben 14 diversi studi su quanto spesso bisogna postare su social, è consigliabile pubblicare su Facebook e LinkedIn una volta e inviare circa 15 tweet ogni giorno. Questo ritmo ti farà fare un sacco di pratica.

Non tutti i post sui social media saranno dei contenuti sbalorditivi, ma va bene così. Vedila così: ogni post che non riscontra un gran successo sarà una lezione su cosa non fare, non un fallimento della tua strategia di Social Media Marketing.

3. Scrivi di getto, poi rileggi e modifica

Per molte persone, la parte più difficile della scrittura è iniziare.

Il modo migliore per superare il blocco dello scrittore è…scrivere. Butta giù le idee e assicurati che ci sia tutto ciò che vuoi comunicare.

Una volta che hai una bozza, rileggi e modifica o riscrivi intere frasi finché non sei soddisfatto. Puoi anche farti aiutare da alcuni tool per migliorare i tuoi contenuti.

4. Controlla cosa scrivono i tuoi competitors

Per diventare un bravo Copywriter per i Social Media, hai bisogno di leggere e controllare cosa e come scrivono gli altri sulle varie piattaforme.

Un buon punto di partenza sono i feed e i blog dei concorrenti, dei colleghi o  di altri che si muovono nel tuo stesso settore. Avrai un’idea di quale contenuto funziona e quale no e inoltre puoi scoprire argomenti che anche tu puoi trattare. Potresti anche considerare l’idea di collaborare con altri che lavorano nel tuo stesso campo per farvi promozione a vicenda.

5. “Dai qualcosa” al lettore con ogni post

Ogni post sui social media avrà un obiettivo diverso: Vuoi aumentare il traffico sul tuo sito web? Presentarti come un esperto del tuo settore? Aumentare le iscrizioni alle newsletter?

La lunghezza, il tono e la struttura dei tuoi post variano in base a ciò che vuoi realizzare o all’effetto che vuoi provocare.

In ogni caso, i tuoi post dovrebbero sempre “dare qualcosa” al lettore. Un post a caso su ciò che ha mangiato a colazione non dice ai lettori nulla di valore che possa interessarli (a meno che tu non sia un/a food blogger).

Usa i contenuti social per dare suggerimenti concreti, spargere perle di saggezzafare umorismo (che funziona sempre per ispirare simpatia sui lettori) o dare informazioni sulla tua attività (uno sconto, un nuovo prodotto, un cambio di orari).

6. Usa strategicamente gli hashtag e sfrutta le parole chiave

La ricerca per parole chiave e/o hashtag è un ottimo modo per raggruppare argomenti su cui scrivere se hai un periodo di scarsa fantasia, ma può anche aiutare a rendere i tuoi contenuti più competitivi nel mare di quelli presenti (sempre più numerosi) sul Web.

Esistono diversi tool che possono aiutarti nella scelta degli hashtag che fanno al caso tuo.

Se desideri invece collegarti ad altri contenuti eminenti che parlano del tuo stesso argomento, utilizza uno strumento come Google Keyword Planner o Ahrefs per verificare se nel tuo settore sono presenti parole chiave o frasi con cui potresti fare un buon link building.

7. …Ma non lasciare che le parole chiave condizionino tutti i tuoi contenuti

Le parole chiave e gli hashtag sono formidabili, ma possono anche limitare la nostra scrittura. Un post che si sta impegnando troppo per classificarsi per una certa parola chiave sembrerà la definizione da dizionario per quel termine e non sarà affatto interessante da leggere.

Lo stesso vale per un tweet o una didascalia di Instagram troppo pieni di hashtag.

Usa le parole chiave come guida, ma scrivi in ​​modo naturale. Sarà più piacevole per te scrivere e il tuo contenuto si leggerà meglio.

8. Scrivi pensando al tuo target

Chi stai cercando di raggiungere? Lettori più giovani o più vecchi? Professionisti del settore o lettori comuni?

Il tuo contenuto deve parlare con il target che stai cercando di acquisire.

Tornando all’analogia “parla con i tuoi amici mentre bevete un drink”, alcuni di loro potrebbero essere del tuo settore, mentre altri non avranno idea di ciò che fai. Il modo in cui parli della tua attività con questi due tipi di amici dovrà essere nettamente differente e i tuoi contenuti dovrebbero fare lo stesso.

contenuti per i social: frazione di pagina di wordpress in cui si vede l'opzione per inserire il titolo di un nuovo articolo

contenuti per i social: frazione di pagina di wordpress in cui si vede l’opzione per inserire il titolo di un nuovo articolo

9. Fai post brevi per l’engagement e contenuti lunghi per il traffico

Torniamo a parlare di link building per il tuo blog: uno dei motivi principali per cui le persone utilizzano i social media è indirizzare il traffico verso le proprie pagine. Che tipo di contenuti stai scrivendo per il tuo blog? Sono lunghi, brevi o una via di mezzo?

Non ci sono regole precise su quanto dovrebbero essere lunghi i tuoi post. In verità, dovrebbero essere prima di tutto ben scritti.

Detto questo, la lunghezza può fare la differenza nel modo in cui le persone e i motori di ricerca leggono e interagiscono con i tuoi post.

Ad esempio, i post brevi sono i migliori per raccogliere feedback, commenti e altri tipi di interazioni dai lettori (la gente preferisce leggere  testi brevi, quindi è più probabile che tu abbia la loro attenzione se scrivi meno di 300 parole). I post più lunghi (1.000-2.500 parole), ricchi di parole chiave e informazioni, sono migliori per stimolare le condivisioni sui Social e il traffico sui motori di ricerca.

10. Aggiungi elementi visivi ai tuoi post

Se vuoi mantenere l’attenzione dei lettori sui tuoi contenuti, aggiungi foto – ma anche grafici, tabelle, video, GIF e altro ancora- al corpo dei tuoi post.

Nell’ultimo periodo i contenuti visuali che vanno per la maggiore sono i video, soprattutto su Facebook e Instagram. Un consiglio? Opta per video in formato verticale per favorire la fruibilità sugli smartphone.

Stessa cosa vale per i contenuti del tuo blog. Non solo i lettori apprezzeranno il fatto di non dover scorrere un muro di parole, ma avrai un ulteriore strumento per fare SEO, in quanto i motori di ricerca eseguono la scansione delle immagini e delle didascalie.

 

Non ti aspettare di diventare il miglior Social Media Marketer in una sola notte e sappi che per iniziare a vedere i benefici dalla tua Strategia Social ci vorrà del tempo. 

Se invece vuoi vedere risultati in breve tempo, affidati a degli esperti! I professionisti di MG Group Italia si occupano di Web Marketing per la tua Azienda. Scopri tutti i nostri servizi.

 

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Internazionalizza il tuo Sito con la SEO multilingua

Sempre più aziende puntano all’internazionalizzazione per espandere il proprio mercato d’azione. Per farlo, si rivela indispensabile applicare strategie di SEO multilingua sul proprio sito web.

Non si tratta, ovviamente, di fare una semplice traduzione dei contenuti e delle parole chiave, bensì di adattare totalmente il sito alla cultura del mercato a cui ci si vuole rivolgere. Questo perché per essere efficace e portare Nuovi Clienti, il sito deve rimanere funzionale e usabile anche in lingua straniera.

Scopriamo insieme come fare una buona SEO multilingua per rendere efficace il tuo sito anche all’estero.

SEO multilingua

SEO multilingua

La fase preparatoria di una strategia SEO multilingua

Prima di affrontare un progetto di internazionalizzazione del proprio sito web, è necessario fare un’approfondita analisi dei mercati a cui ci si vuole rivolgere. Si tratta in primo luogo di studiare in quali paesi/regione/zona geografica c’è domanda dei prodotti/servizi che tu offri.

Successivamente, sarà indispensabile comprendere quali sono i bisogni dei potenziali clienti e soprattutto come ricercano sul web le soluzioni per soddisfarli. Bisogna, insomma, entrare nella testa del consumatore straniero.

Per farlo, sarà necessario imparare a conoscere i costumi del popolo a cui ci rivolgiamo e come ad esempio sono abituati a chiamare i prodotti/servizi che noi vendiamo. Solo dopo aver acquisito questi elementi di base, ma fondamentali, potranno essere stabilite le giuste keyword e si potrà iniziare ad ottimizzare i contenuti in chiave SEO.

Successivamente, sarà necessario pensare agli altri elementi che compongono una buona strategia di Web Marketing e che possono essere implicati nell’uso di un’altra lingua. Ci saranno domande necessarie da porsi per mantenere una buona integrazione fra tutti gli elementi al fine di perseguire gli obiettivi del business.

Dovreste porvi alcune domande, come ad esempio:

  1. verranno prodotti contenuti e testi ad hoc per il sito in lingua straniera? Chi si occuperà della loro revisione? Sarà possibile tenerli costantemente aggiornati?
  2. la differente lingua cambierebbe la user experience dei visitatori del sito?
  3. abbinata alla SEO multilingua, si prevede un servizio di customer care nei diversi idiomi scelti?

SEO multilingua: indicazioni tecniche per dominio e url del sito

Nel caso si scelga di mantenere lo stesso sito per tutti i mercati (perché si potrebbe scegliere di farne anche di diversi in base al Paese o Regione di destinazione se si opta per una strategia di SEO multiregional), si possono seguire alcune semplici indicazioni tecniche per la versione tradotta del sito.

Utilizzare le sottodirectory

Si può ricorrere a queste tecnica per proporre le diverse versioni del sito in diverse lingue. Così, se il sito originale in italiano corrisponderà all’url www.tuosito.it, la versione in inglese sarà www.tuosito.it/en, quella tedesca www.tuosito.it/de e così via.

Utilizzare domini di terzo livello

Si può optare per variare i generic Top Level Domain names (gTLDn), meglio conosciuti come domini di terzo livello, se si utilizzano domini di primo livello internazionali come .com, .net, .org. In questo caso, la versione base www.tuosito.com servirà per selezionare la lingua e it.tuosito.com, en.tuosito.com e de.tuosito.com saranno gli urli risultanti una volta scelta.

Fai sapere ai motori di ricerca che il tuo sito esiste in più lingue

Grazie alle sitemap contenute nei siti web, i motori di ricerca leggono le informazioni contenute in esso per mostrare agli utenti contenuti di maggior valore per loro. Nel nostro caso specifico, possiamo dire che recepiscono le differenti versioni del sito per mostrare all’utente quella nella lingua da lui parlata.

Ad esempio, alcuni fattori utilizzati da Google per capire a quale pubblico si rivolge un sito, sono:

  • i contatti indicati nel footer o nella pagina dedicata, fra cui l’indirizzo e il/i numero/i di telefono
  • i link in entrata: se provenienti prevalentemente da un paese, il sito si rivolge probabilmente al pubblico di quel paese
  • l’indirizzo IP nel server
  • l’indirizzo utilizzato nella scheda locale di Google My Business
  • gli eventuali riferimenti geografici presenti nei contenuti

Per quanto per i motori di ricerca attuali queste ricerche siano automatismi che funzionano bene, è sempre consigliabile far sapere esplicitamente a Google dell’esistenza di diverse versioni in diverse lingue dello stesso sito web.

Questo può essere fatto tramite la Google Search Control. Al suo interno si può manualmente indicare a quale nazione fa riferimento il sito web (a patto che abbia un dominio di primo livello internazionale, come spiegato nel paragrafo precedente).

SEO multilingua

SEO multilingua

Come scrivere i contenuti e le keyword per una strategia SEO multilingua

Come sappiamo bene, i contenuti di un sito web sono importanti per una strategia SEO efficace tanto quanto le accortezze tecniche. Per questo, scriverli nel modo giusto è fondamentale.

Come anticipato, non basta tradurre letteralmente i contenuti della versione italiana. Anzi, farlo è altamente sconsigliato. Questo perché le intenzioni di ricerca di un utente straniero potrebbero essere espresse in maniera nettamente diversa in base al mercato geografico di riferimento e a fattori contingenti, culturali e di semantica.

La traduzione letterale (o con traduttori automatici) può essere utilizzata solo in un primo momento, ovvero nella fase di comprensione delle possibili parole chiave ricercate in una determinata lingua. Dopodiché è consigliabile abbandonarla e affidarsi, preferibilmente, ad un traduttore professionista.

Trova le Keyword giuste per la tua strategia multilingua

Un utile strumento per trovare le keyword più giuste per la tua strategia di SEO multilingua è Google Market Finder. Questo strumento può essere usato già in una fase preliminare per capire quali siano i mercati migliori dove estendere il proprio business, in quanto offre una panoramica del volume medio di ricerca di una certa parola chiave nei vari paesi.

Sarà poi possibile scoprire le varie sfumature della lingua e, di conseguenza, delle keyword utilizzate nei differenti paesi anche se si parla la stessa lingua. Questo è particolarmente importante per i numerosi Paesi di lingua anglofona.

Se avete bisogno di ulteriori consigli per creare la vostra strategia di SEO multilingua, contattate i professionisti di MG Group!

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5 mosse per ottimizzare il tuo canale YouTube Aziendale

Cerchi un modo per attirare l’attenzione dei tuoi Clienti? Potresti provare ad usare il Video Marketing aprendo un canale YouTube aziendale.

Nel 2019 più che mai prima prima d’ora, infatti, l’uso dei Video si conferma essere un ottimo modo per dare visibilità online alle Aziende e per fornire ai Clienti sul web contenuti utili ma anche coinvolgenti.

YouTube risulta essere il canale più utilizzato per l’upload di video su Internet e anche quello più frequentato dagli interessati al Video Marketing. Si stima che la piattaforma abbia infatti più di 1,8 miliardi di utenti mensili.

Diventa necessario dunque ottimizzare il tuo canale YouTube aziendale. Qui ti forniamo 5 consigli che rivoluzioneranno il tuo modo di fare Video Marketing.

Ottimizza il tuo canale YouTube in 5 mosse

Le aziende e gli utenti che stanno davvero avendo successo su YouTube hanno ottimi canali. Hanno un bell’aspetto grafico, mettono in evidenza i loro video migliori e danno la possibilità di collegarsi con altri utenti del proprio settore. Sono dunque una destinazione a sé stante, un “luogo” in cui il navigatore finisce intenzionalmente.

Un buon canale YouTube è in grado di coinvolgere e portare maggiori visualizzazioni rispetto ai video singoli presenti sulla piattaforma. Questo assume una fondamentale importanza quando si tratta di posizionare i tuoi video nelle SERP di YouTube (e di Google).

Ecco dunque 5 mosse per garantire che il tuo canale YouTube Aziendale sia ottimizzato.

filtri colorati che coprono un obiettivo, una ragazza, una sagoma di ragazza con megafono e occhi di donna dentro lo schermo di uno smartphone; tutto intorno loghi di Social network e piattaforme web

filtri colorati che coprono un obiettivo, una ragazza, una sagoma di ragazza con megafono e occhi di donna dentro lo schermo di uno smartphone; tutto intorno loghi di Social network e piattaforme web

1.Brandizza la grafica del tuo Canale YouTube

Con grafica del canale YouTube ci riferiamo al banner posizionato nella parte superiore della pagina tra la barra di ricerca e il titolo del canale. Potete andare a vedere il banner del nostro canale per capire a cosa ci riferiamo.

Essendo l’unica parte brandizzabile nella piattaforma, ma anche la prima a saltare all’occhio del visitatore-Cliente, il banner deve essere accattivante e subito riconducibile alla tua Azienda. È necessario dunque idearlo graficamente con i colori della tua azienda e con il tuo logo, oltre ad essere di dimensioni ottimizzate per YouTube, ovvero di 2560 x 1440 pixel.

Tuttavia, il banner può essere molto di più e svolgere diversi compiti.

Può essere infatti uno spazio in cui dare informazioni importanti riguardo la tua Azienda o strettamente legate al tuo Canale, come ad esempio in quale giorno della settimana vengono caricati i video.

Nel banner può anche essere inserita una Call To Action che inviti il visitatore-cliente a iscriversi semplicemente al canale oppure ad andare a visitare il tuo sito, o ancora a seguirti sulle tue pagine social aziendali.

2.Video rappresentativo o Trailer del canale?

YouTube ti offre anche la possibilità di avere un video in primo piano o, per meglio definirlo, un Trailer del tuo Canale.

Molti canali di successo scelgono di mettere in evidenza un video che considerano esemplificativo di tutti i loro contenuti. Ma, naturalmente, ancora meglio è scegliere di realizzare un trailer del proprio canale, soprattutto se si tratta di un canale YouTube Aziendale. Il video trailer potrebbe infatti rappresentare la tua identità come Impresa e attrarre nuovi Clienti, oltre che semplici utenti.

Inoltre, assicurati di utilizzare la casella di descrizione al meglio. In circa 100 parole (o 500 caratteri) è importante spiegare di cosa ti occupi, in modo che ciò risulti chiaro ai visitatori e soprattutto all’algoritmo di Google e di YouTube.

3.Utilizza le Playlist

Una volta che hai caricato diversi contenuti sul tuo canale YouTube, l’utilizzo delle playlist aiuta sicuramente a rendere la navigazione più chiara e fruibile per i visitatori.

Non c’è una regola fissa per costruire le Playlist su Youtube. Solo con il tempo a grazie alle statistiche di visualizzazione dei video puoi capire quali sono quelli migliori da mettere insieme. Genericamente, due buone idee sono:

  • Raggruppare i video popolari
  • Raggruppare i video con un tema simile

Ricorda in ogni cado che da un punto di vista SEO, i video che stanno ottenendo più visualizzazioni e un buon coinvolgimento degli Utenti, tendono a classificarsi meglio nella SERP di YouTube.

È anche per questo motivo che è utile raggruppare i tuoi video: tramite i video più popolari gli Utenti possono giungere anche a quelli meno visualizzati. In questo modo renderai le cose più semplici agli spettatori e potrai sfruttare tutti i tuoi contenuti video per attrarre nuovi Utenti-Clienti.

E attenzione! Non affidarti solo a YouTube per la creazione di correlazioni automatiche con altri video che trattano le stesse tematiche. Sii audaci con le playlist e usale per creare tu i collegamenti che potrebbero interessare lo spettatore e che al contempo tornino utili anche a te.

Canale YouTube Aziendale: team aziendale di 5 persone che guardano un laptop di fronte a loro

Canale YouTube Aziendale: team aziendale di 5 persone che guardano un laptop di fronte a loro

4.Compila sempre la sezione Informazioni

Non è sicuramente la pagina più visibile e nemmeno la più visitata dagli utenti, ma YouTube ti fornisce anche una sezione “Informazioni” in cui puoi aggiungere informazioni sul tuo canale, o nel tuo caso, sulla tua Azienda e su ciò che fa.

La cosa positiva è che in questo spazio non c’è un limite di parole consentite e puoi spaziare quanto vuoi. In questo spazio è inoltre possibile aggiungere la tua e-mail aziendale e anche i link al tuo sito Web e alle tue pagine Social. Anche se i collegamenti all’interno del corpo del testo non sono cliccabili, ma c’è un’area di collegamento apposita in fondo alla pagina.

5.Collegati ad altri canali Rilevanti

Sembra un po’ strano linkare altri canali quando si cerca di tenere il visitatore sul proprio, soprattutto se si tratta di un canale Aziendale, ma la connessione fa parte dello spirito di community di YouTube.

È infatti importante dare valore ai tuoi visitatori/iscritti e, indicandogli altri contenuti pertinenti al tuo, rendi a loro la navigazione più facile e dimostri di tenere allo loro esperienza sulla Piattaforma.

In questo modo, ti assicuri di far parte della conversazione sugli argomenti che tratti ed è più facile far sapere che ci sei.

Dal canto tuo, assicurati di caricare i migliori contenuti che puoi. Potresti scoprire che altri canali iniziano a collegarsi al tuo, ricevendo in questo modo visite sotto forma di Referral Marketing.

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L’importanza del Blog aziendale nella strategia di marketing

Perché la tua azienda dovrebbe avere un blog?

Un blog aziendale è un sito, o una parte di esso, che dà la possibilità di scrivere e pubblicare contenuti nel tempo.

Il content marketing soprattutto se fatto attraverso articoli interessanti e di qualità, può fornirci un grande aiuto nelle nostre strategie di business.

In particolare, grazie a questo strumento, potremo:

  • Mostrare il volto umano della nostra azienda. Grazie ad articoli costanti puoi far percepire della tua azienda le emozioni e il volto umano che non riesci trasmettere di solito; puoi parlare del tuo business, dei tuoi prodotti, della tua attività e molto altro, in modo semplice e più vicino ai tuoi utenti
  • Fidelizzare il pubblico. Il blog aziendale è una realtà imprescindibile se vuoi raccogliere il pubblico intorno al tuo brand. Scrivendo con regolarità e utilizzando gli strumenti più adeguati a creare una linea editoriale interessante. Attraverso i social, i commenti e le newsletter, potrai riproporre questi contenuti in forme diverse per interagire con i tuoi utenti su più piattaforme
  • Costruzione del Brand. L’importanza del blog aziendale si sviluppa con la pubblicazione dei contenuti di qualità. Ogni articolo online è un piccolo mattone indispensabile per comunicare competenza e professionalità rispetto a un argomento.
  • Posizionamento SEO. Attraverso il Blog aziendale, puoi ottenere grandi vantaggi anche dal punto di vista del posizionamento nei motori di ricerca, che privilegiano contenuti di qualità, utili e soprattutto aggiornati.

Quali caratteristiche deve avere il Blog aziendale?

Per aiutarti a comunicare un volto diverso della tua azienda, il Blog e gli articoli devono avere determinate caratteristiche:

  • I contenuti devono essere interessanti e di qualità, ma soprattutto, devono essere utili per chi li legge, cioè l’utente de visita il nostro sito
  • Il tono con cui scriviamo gli articoli non deve mai essere autoreferenziale, ma bisogna privilegiare un tono di voce colloquiale e amichevole
  • Deve essere integrato con i social. Essendo i social network tra i principali canali tramite cui gli utenti arrivano al sito, è necessario collegare il Blog aziendale ai profili social e condividere i contenuti in modo semplice e leggero, tenendo sempre a mente che ogni social ha il suo stile di comunicazione e ile sue caratteristiche

Il blog aziendale nasce come canale bidirezionale dove il lettore può interagire con l’azienda e conoscerne il lato più umano. Saper scrivere un buon testo non basta però per accontentare gli utenti e coinvolgerli.

Bisogna saper toccare le corde giuste e parlare degli argomenti giusti. Altrimenti si rischia di creare il peggior incubo degli utenti: il blog autoreferenziale che serve solo a celebrare la capacità e i successi dell’azienda. Ricordiamoci sempre che oggi è l’utente ad essere al centro di tutto, per questo non ha senso una prospettiva che veda l’azienda come protagonista.

Mg Group Italia può aiutarti a creare e gestire il tuo Blog Aziendale grazie a figure professionali dedicate che sapranno parlare della tua azienda e del tuo lavoro con un approccio semplice e diretto, capace di trasmettere i tuoi valori in modo coerente.

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Come usare Google Trends per la tua linea editoriale

Lanciato nel 2006, Google Trends è un tool indispensabile per chi desidera strutturare con intelligenza la propria strategia editoriale.

Google Trends, attraverso dati e grafici, fornisce (gratuitamente) informazioni dettagliate e complete circa le tendenze delle ricerche effettuate online dagli utenti, utili a comprendere l’andamento (il trend) degli argomenti e delle parole più cercate.

Come si usa Google Trends?

Vediamo insieme quali sono le principali componenti di questo prezioso tool in grado di aiutarci nella pianificazione di articoli o post per i social.

Home page e menu laterale

Nella home page di Google Trends troviamo il form dove inserire la ricerca relativa alle query inserite dagli utenti. Possiamo accedere anche alle ricerche di tendenza, organizzate giorno per giorno oppure in tempo reale, e ai trends di tutto l’anno nel menù in alto a sinistra.

La ricerca

La ricerca che vogliamo effettuare può essere filtrata per tempo, categoria di interesse oppure per fonte di riferimento: ricerca organica, Google immagini, Google News per studiare i trend delle ultime novità, Google Shopping e ricerca di You tube.

I risultati della ricerca

Una volta inserita la ricerca per la quale vogliamo ottenere i dati, Google Trends ci mostra subito una panoramica relativa all’interesse mostrato nel tempo attorno a quella specifica query.

Sotto la panoramica troviamo un’analisi per area geografica, che può essere relativa alle singole regioni (se abbiamo impostato una nazione come filtro) oppure alle nazioni (se abbiamo scelto di fare una ricerca globale).

Nella parte in basso invece Google Trends mostra l’andamento delle query associate e degli argomenti.

Query associate e argomenti

Il box “Argomenti” indica quali sono gli argomenti più cercati dagli utenti insieme al termine che abbiamo inserito all’inizio nella barra di ricerca.

Il box “Query associate” invece, indica i termini esatti cercati dagli utenti insieme alla query che abbiamo deciso di analizzare.

Per entrambe i casi, vengono indicate due metriche:

  • Più cercati: argomenti e query associate più cercate. Il punteggio è in scala relativa: 100 indica il più cercato e 50 indica quello con la metà di ricerche rispetto a primo;
  • In aumento: argomenti o query associate la cui frequenza ha registrato l’aumento maggiore nell’ultimo periodo di tempo. I risultati contrassegnati con la dicitura: +5000% hanno registrato un aumento molto elevato, probabilmente perché si tratta di argomenti o query associate nuove che avevano poche (o nessuna) ricerche precedenti;

La funzione “confronto”

Un’altra funzione (forse la più importante) messa a disposizione da Google Trends è la funzione “Confronto”.

Con questa funzione possiamo, per l’appunto, confrontare fino a 5 ricerche contemporaneamente, in modo da capire quali siano le ricerche stabili oppure quelle più di nicchia.

Con queste informazioni avremo la possibilità di ragionare se e quanto conviene puntare su keywords di nicchia per la nostra strategia online.

Adesso, abbiamo a disposizione una panoramica completa per capire la risonanza delle ricerche svolte dagli utenti online.

Come può aiutarci Google Trends a pianificare una linea editoriale vincente?

Google Trends, mostrandoci l’andamento delle ricerche degli utenti, ci indica “quando” è utile affrontare un determinato argomento per intercettare l’interesse del pubblico oppure per aggiornare vecchi post e riproporli in una nuova veste.

Grazie ai dati forniti da Google Trends possiamo individuare la tendenza di un argomento e capire se è il momento giusto per inserirlo all’interno della nostra linea editoriale oppure se può essere il punto di partenza di un nuovo filone di post.

Ad esempio, le impennate delle query e degli argomenti ci forniscono predizioni su quali sono e saranno i trends in crescita da sfruttare.

E ancora, la panoramica per regione o per città, può dirci dove vengono effettuate determinate ricerche così da permetterci di organizzare articoli con informazioni specifiche per quelle aree oppure per pianificare post dedicati per quelle aree in cui la ricerca è più alta.

Perché sono importanti i dati forniti da Google Trends?

Perché è importante pubblicare quando l’utente è alla ricerca di quello specifico contenuto. In questo senso, Google Trends ci aiuta ad anticipare i desideri degli utenti per offrirgli ciò di cui hanno bisogno nel momento in cui gli serve o forse addirittura prima.

Per chi vuole pianificare una buona strategia SEO, Google Trends è uno strumento intuitivo e decisamente utile. Da solo però non è sufficiente.

I dati relativi alle tendenze delle ricerche devono essere uniti a informazioni sui volumi di ricerca attorno a specifiche keywords e al CPC (costo per click) per comprendere il costo.

Sono indispensabili strumenti e piattaforme professionali che ci permettano di entrare nel dettaglio di questi volumi di ricerca e ci aiutino a identificare parole chiave corrette.

Il team di Mg Group Italia possiede i software e la professionalità necessaria ad analizzare trends di ricerca utili per pianificare strategie editoriali di blog e social che siano in grado di coinvolgere gli utenti nel momento in cui manifestano specifici desideri attraverso le loro ricerche.

Richiedici una Consulenza Gratuita e Senza Impegno, i nostri professionisti ti aiuteranno a identificare i topic migliori attorno ai quali costruire la tua strategia online.

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L’Article Marketing è utile per essere più visibile?

L’Article Marketing è una tecnica che ha l’obiettivo di promuovere il brand e migliorare il traffico al sito web attraverso la redazione di testi aggiornati, di qualità e pertinenti che poi vengono inseriti in siti internet specifici con lo scopo di aumentare il traffico.

Per fare questo è possibile rivolgersi a Copywriter specializzati nella scrittura di contenuti appositamente creati per l’indicizzazione nei motori di ricerca, ossia in ottica SEO – Search Engine Optimization.

Quali sono le opportunità dell’ Article Marketing?

La tecnica dell’Article Marketing ci aiuta ad aumentare la notorietà e l’autorevolezza delle nostre pagine, rendendole più visibili nei motori di ricerca e generando traffico di qualità.

In questo modo avremo a disposizione lead di valore che sono arrivati sulle nostre pagine partendo proprio da un contenuto che hanno trovato utile ed interessante.

Fare Article Marketing può penalizzare il mio sito?

Nel caso in cui i contenuti vengano pubblicati in siti di bassa qualità, l’Article Marketing può risultare controproducente.

Google potrebbe valutare negativamente la nostra strategia e decidere di penalizzarci nei motori di ricerca.

La stessa cosa accade quando Google percepisce la nostra attività come sleale, come nel caso, ad esempio, della Black Hat (Cappello Nero), ossia l’utilizzo di Bot automatici che servono a moltiplicare i link (anche fasulli) che rimandano al nostro sito internet.

Conviene fare Article Marketing?

Molto di questa scelta dipende dalla possibilità o meno di avere contenuti unici, originali e interessanti.

Se abbiamo a disposizione questa tipologia di testi è più sensato utilizzarli direttamente sul nostro sito e lavorare sul brand, piuttosto che pagare per vederli pubblicarli in siti spesso poco attendibili.

È chiaro però che qualsiasi sia la decisione che prenderai, scrivere contenuti sempre aggiornati e che rispondano alle domande degli utenti è indispensabile per essere adeguatamente indicizzati.

I Copywriter di Mg Group Italia sono qui per questo: possono aiutarti a stabilire una linea editoriale vincente e a scrivere testi coinvolgenti e brillanti per entrare in contatto con i tuoi prossimi clienti.

Contattaci per sapere di più su tutti i nostri servizi legati ai contenuti web.

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È possibile monetizzare i like su Facebook?

Quando si apre una pagina Facebook lo si fa spesso illudendosi che con pochi euro potremo ottenere molti like e quindi vendere di più. La questione, in realtà, è un po’ più complessa. Vediamo insieme come è possibile intercettare like di valore e monetizzarli.

Il like è considerato come l’unità di misura per valutare le azioni intraprese sulla piattaforma social più trafficata al mondo. Cercare di monetizzare i like ricevuti non è però semplice.

Questo deriva dal fatto che non è possibile attribuire una reazione di causa – effetto tra l’aumento dei like e le variazioni delle vendite.

Alcune ricerche hanno cercato di dimostrare, ad esempio, che i like dei nostri amici possono in qualche modo influenzare il nostro comportamento incrementando le vendite.

È possibile che le preferenze delle persone che conosciamo ci condizionino in qualche modo, ma è molto più probabile che questo avvenga perché abbiamo manifestato in precedenza una certa positività nei confronti di quel determinato brand.

Inoltre, mettere mi piace ad una pagina o a un post è l’azione più semplice da ottenere dagli utenti e questo ne svaluta incredibilmente la qualità. Quanti like abbiamo messo a pagine trovate per caso e che forse neanche ci interessavano più di tanto?

I like hanno tutti lo stesso valore?

È chiaro quindi che i like non hanno tutti lo stesso valore.

Negli anni il padre di Facebook, Mark Zuckerberg, ha modificato l’algoritmo tramite il quale si genera la News Feed (sezione notizie), cambiando la tipologia di contenuti che venivano presentati agli utenti.

Nel gennaio di quest’anno, ad esempio, è stato deciso di privilegiare le relazioni umane e i contenuti di amici e parenti, a discapito di quelli brandizzati.

Questo fatto ha ridotto drasticamente i touchpoint con gli utenti, incidendo notevolmente sulla possibilità di mettere like alle pagine. Non era più possibile entrare in contatto con l’audience a meno che non si decidesse di investire in campagne pubblicitarie a pagamento.

La strada intrapresa da Facebook ha generato in poco tempo confusione e disorientamento tra gli utenti che si sono ritrovati con due News Feed separate; è stato quindi deciso di fare un passo indietro e riequilibrare la situazione.

Questa scelta non è dovuta solamente al feedback negativo degli utenti, ma anche alle possibili e potenzialmente catastrofiche conseguenze mediatiche: privilegiare i contenuti affettivi a discapito di quelli aziendali può comportare enormi disagi a livello informativo, imbavagliando testate giornalistiche e blog d’informazione.

Più like = più vendite?

No, avere più like non significa necessariamente aumentare il volume delle vendite e, quindi, del fatturato.

Abbiamo visto infatti che non tutti i like hanno lo stesso valore e che non esiste per forza una relazione tra questi due elementi.

Questo non vuol dire tuttavia che non abbia senso investire nelle campagne pubblicitarie a pagamento. I like sono e restano comunque il canale primario per intercettare potenziali clienti.

Se vogliamo essere trovati sul web bisogna esserci e se vogliamo che gli utenti siano coinvolti in un processo d’acquisto è indispensabile che ci seguano e ci diano l’opportunità di comunicare con loro. Aumentare l’esposizione del brand per ottenere più like è quindi indispensabile.

Su quali like bisogna investire?

La domanda giusta da porsi allora è: se i like non sono tutti uguali, su quali è più vantaggioso investire?

La risposta è semplice, bisogna investire su quelli che provengono da persone realmente interessate al nostro brand e ai nostri contenuti.

Le vendite premiano i brand che più di altri hanno saputo coinvolgere gli utenti e fidelizzarli, attraverso strategie mirate e costanti.

Fidelizzare per creare like di valore!

Creare utenti affezionati non è semplice, ma loro stessi possono venirci in aiuto tramite gli UGC – User Generated Content, ossia contenuti generati direttamente dagli utenti. Nulla è più produttivo di un contenuto che parte in modo naturale e spontaneo, direttamente da chi ha testato i nostri prodotti.

Questi contenuti sono una fonte inesauribile di valore: sono pubblici, originali, più credibili del materiale aziendale e, soprattutto, sono gratuiti.

Marchi importanti come GoPro, Coca-Cola e Disney utilizzano questa strategia per coinvolgere i propri utenti e trasformarli in veri e propri fan appassionati. Tramite gli hashtag, #GoPro, #ShareaCoke e #ShareYoursEars, hanno lavorato costantemente per instaurare con loro un rapporto di amicizia reale e duraturo nel tempo.

In questo modo i nostri clienti saranno i principali testimonial del nostro brand, aiutandoci ad investire meglio per generare like di valore.

Questo è solo un esempio di come è possibile creare valore all’interno dei social e incentivare le vendite.

Vuoi conoscere le migliori strategie per coinvolgere i tuoi utenti e trasformali in una potente community pronta a sponsorizzare il tuo prodotto?

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Chi è il Copywriter e cosa fa?

Il Copywriter, o semplicemente copy, è quella figura che si occupa di interpretare e tradurre in parole il brand dell’azienda. Più precisamente, si occupa di scrivere testi di qualità e renderli adatti per il web.

Il Copywriter deve solo saper scrivere bene?

Il Copywriter non deve solo saper scrivere bene, ma deve saper catturare l’attenzione dei suoi lettori ed emozionarli attraverso le parole, per poi convertirli in clienti.

In rete questo assume ancora più importanza, dal momento che i contenuti contribuiscono in maniera determinante al posizionamento SEO (Search Engine Optimization). Il motori di ricerca, come gli utenti, vogliono contenuti originali, interessanti e premiano i migliori in termini di posizionamento SEO.

Esistono delle linee guida per essere un buon Copywriter?

Per dominare i motori di ricerca, scrivere un buon testo non è sufficiente.

Bisogna tenere ben presenti alcuni fattori affinché ciò che abbiamo scritto possa permetterci di essere trovati facilmente da chi ci sta cercando:

  • I contenuti devono essere brevi, incisivi, e immediati. Ciò che vogliamo comunicare deve essere detto con parole semplici, altrimenti l’utente si scoraggerà e non continuerà la lettura;
  • I contenuti devono essere mirati, di qualità e pertinenti. Gli utenti devono trovare utile ciò che abbiamo scritto, o non si soffermeranno sulle nostre pagine;
  • Il tono che utilizziamo per comunicare deve potersi adeguare al contesto, alla piattaforma e al target al quale ci stiamo riferendo. Non ha senso utilizzare un linguaggio accademico in un contesto rilassato e di divertimento;

Il contenuto, si dice, è il re delle strategie di web marketing. Non è possibile, però, improvvisarsi scrittori e sperare di scalare i motori di ricerca senza un’adeguata e professionale esperienza.

I Copywriter di Mg Group Italia sanno come persuadere in modo naturale i tuoi lettori, convertendoli in clienti,  aumentando l’interesse intorno alla tua azienda.

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