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I Social Media Trends da seguire nel 2019

Come cambierà il panorama dei Social Media nel 2019? Ecco i Social Media Trends che dovrai seguire nel 2019 per realizzare una strategia di marketing di successo.

Il rapido ritmo con cui si evolvono le piattaforme di Social Media richiede ai marketer di essere costantemente aggiornati in modo da poter studiare tattiche efficaci che permettano loro di Trovare Nuovi Clienti e fidelizzare quelli Acquisiti.

Il 2018 è stato un anno intenso per tutti i Social. Molte vicende hanno coinvolto e scosso le diverse piattaforme e per questo nel 2019 il Social Media Marketing dovrà rivedere le sue strategie per adattarsi ai cambiamenti. In particolare, ci sarà maggiore attenzione sul ROI, sulle nuove tecnologie e sull’impostare una relazione di fiducia tra il Brand e i Clienti.

Diamo uno sguardo più da vicino alle principali tendenze che hanno dominato il 2018 e il modo in cui queste influenzeranno il 2019.

Social Media Trends 2019: due ragazzi e tre ragazze appoggiati ad una balaustra che guardano il proprio smartphone e interagiscono fra di loro

Social Media Trends 2019: due ragazzi e tre ragazze appoggiati ad una balaustra che guardano il proprio smartphone e interagiscono fra di loro

I Social Media Trends da seguire nel 2019

L’ascesa delle app di messaggistica

Le app di messaggistica erano usate più delle app dei Social Media già nel 2018 e questa sembra essere una tendenza che dominerà e crescerà anche quest’anno. Ai post pubblici sui Social Network si preferisce sempre di più la messaggistica privata, sia che si tratti di comunicare con i propri amici sia che si tratti di rimanere in contatto con i propri brand preferiti.

Tramite la messaggistica, infatti i brand possono realizzare un engagement con il proprio pubblico senza precedenti.

WhatsApp, Messenger, Viber, WeChat dominano il settore e hanno già introdotto funzionalità aggiuntive nelle loro app. A partire dalle Stories, si è passati alla divulgazione delle notizie e ai BOT che curano la customer care e rispondo alle FAQ. L’ultima notizia che ci giunge da WhatsApp, ad esempio, è che sull’app sono in arrivo le pubblicità.

Riconquistare la fiducia degli utenti

La ragione per cui le app di messaggistica sono diventate ancora più popolari è la crescente mancanza di fiducia degli utenti nei Social Network (soprattutto in Facebook), dovuta ai numerosi casi di diffusione di dati personali.

Per le Aziende che si muovono sui Social, la crescente attenzione riservata ai big data e le preoccupazioni sulla privacy mettono in evidenza l’importanza di creare un rapporto di fiducia con i propri Clienti.

È necessario che un Brand si dimostri trasparente e sincero con il proprio pubblico, anche nel comunicare notizie negative. In questo modo si conquista la fiducia dei propri Clienti e ci si assicura la loro attenzione.

Focalizzarsi su canali più specifici

Sono finiti i giorni in cui dovevi iscriverti a Facebook semplicemente perché “ci sono tutti”. Al giorno d’oggi, è più importante concentrare i propri sforzi su canali più specifici e conquistare un pubblico di nicchia che sia rilevante per il tuo business. Ad esempio, non aver paura di limitare la tua comunicazione a solo due canali se noti che essi offrono il ROI migliore per la tua Azienda.

Non disperdere le tue attenzioni ma soprattutto il tuo budget. Per iniziare, scopri dove si trovano i tuoi Clienti in Target e quali canali funzionano meglio per raggiungerli. Tieni traccia delle prestazioni e man mano aggiusta la tua strategia per adattarla agli obiettivi del tuo business.

Spesa in Social ADS in continuo aumento, ma attenzione alla saturazione del mercato

La pubblicità sui Social Media è in continuo aumento da qualche anno. È oggi possibile creare annunci sempre più completi e persino multicanale. Non sorprende dunque che sempre più Aziende dedichino un buon budget a questo tipo di campagne.

Nel 2019 si avrà probabilmente un ulteriore aumento della spesa in Social ADS, soprattutto su Instagram. Tuttavia, è bene considerare che non è una buona idea affidarsi ad una sola piattaforma, sia per la crescita organica che a pagamento. C’è il rischio di saturare il settore (come è già in parte avvenuto per Facebook) e ritrovarsi a pagare prezzi stellari schizzati alle stelle per la troppa concorrenza.

Social Media Trends 2019: uomo che indossa visore ottico per la realtà virtuale

Social Media Trends 2019: uomo che indossa visore ottico per la realtà virtuale

Video, podcast e live streaming

Dall’ascesa di YouTube all’introduzione di IGTV su Instagram, le piattaforme Social sono sempre più interessate a mettere in evidenza i contenuti video. Facebook ha persino cambiato il suo algoritmo in modo che i contenuti video vengano visualizzati più frequentemente nei nostri feed.

Il Video Marketing sta diventando sempre più interessante sia per i brand, che per gli utenti che notano tali contenuti di più rispetto ai testi scritti. Il 2019 sarà infatti l’anno in cui più marchi sperimenteranno diversi tipi di video su diversi canali:

  • Video brevi da vedere soprattutto su device mobile. Si trovano oggi su qualsiasi piattaforma e possono essere davvero efficaci. Già ampiamente utilizzati dai brand, verranno ulteriormente implementati.
  • Le Instagram Stories riscuoto sempre più consenso. Questo formato vedrà un’ulteriore impennata grazie all’ottimizzazione della visualizzazione sugli schermi mobile.
  • Lunghi video che fanno storytelling. Che si tratti di YouTube, Facebook o anche di IGTV, c’è sempre più bisogno di storie interessanti da convincere gli spettatori a guardare più di qualche secondo.
  • Lo streaming live è ora disponibile su molte piattaforme diverse. Gli utenti si trasformano in emittenti e i marchi diventano editori per avvicinarsi al loro pubblico.

Oltre ai video, anche i podcast stanno vivendo un momento di successo. I contenuti audio sono tornati ad essere un ottimo modo per condividere un buon storytelling con il tuo pubblico.

Realtà aumentata

Molti Brand stanno puntando sull’utilizzo della Realtà Aumentata per rendere i propri messaggi coinvolgenti, divertenti e ingaggianti. Avere la possibilità di provare, ad esempio, un paio di occhiali prima di acquistarli può portare ad un aumento del numero di vendite.

Facebook sta investendo molto in Realtà Aumentata nel tentativo di diventare leader del settore. È già stata annunciata l’introduzione di annunci in Realtà Aumentata per rendere più accattivante il Social Commerce.

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Come massimizzare il ROI nelle tue Social ADS

Hai problemi a far fruttare le campagne a pagamento sui Social Media? Vuoi migliorare i risultati dei tuoi investimenti in pubblicità su Facebook? In questo articolo ti daremo dei consigli pratici per massimizzare il ROI nelle tue Social ADS.

Con questo intento, diamo uno sguardo allo stato attuale delle Social ADS.

La Social ADS oggi: i problemi più frequenti

Secondo il Report sul Digital Marketing di Q2 2018 di Merkle, nel secondo trimestre dello scorso anno gli inserzionisti hanno speso il 40% in più rispetto all’anno precedente, mentre le impression sono diminuite del 17%.

L’aumento di investimenti pubblicitari sulle piattaforme di social media ma con un numero in calo di impression disponibili, determina l’aumento del CPC (Cost Per Click) medio.

Molte campagne social a pagamento non riescono a massimizzare il ROI a causa di un’ottimizzazione scarsa o incompleta, una distribuzione limitata, un tracciamento incompleto e obiettivi non ben definiti.

Con la crescita della domanda, invece, diventa ancora più importante per gli inserzionisti ottimizzare correttamente le campagne per ottenere il Ritorno sull’Investimento massimo.

Ecco cosa devi fare per ottenere risultati migliori e massimizzare il ROI nelle Social Ads.

Schermo di un pc che mostra una statistica sui visitatori di un sito web

Schermo di un pc che mostra una statistica sui visitatori di un sito web

Come massimizzare il ROI nelle tue Social ADS

Fai Social ADS adatte al tuo funnel

Ogni annuncio che pubblichi deve avere un chiaro obiettivo, inserito nel più ampio quadro della tua strategia Social. Portare i tuoi Potenziali Clienti dall’inizio alla fine del funnel, nel modo più efficiente possibile, si rivela indispensabile per realizzare una campagna pubblicitaria di successo.

Tieni presente che potrebbero essere necessarie più interazioni con i tuoi annunci e i tuoi contenuti prima che il Prospect attraversi il tuo funnel. Le tue campagne pubblicitarie, dunque, non dovrebbero mai puntare su un unico contatto e avere un approccio univoco.

Inoltre, è importante ricordare che l’annuncio che si rivolge al tuo Cliente Acquisito e abituale sarà molto diverso da quello rivolto a qualcuno che non ha familiarità con il tuo marchio e i tuoi prodotti.

Per questo è importante individuare la fase corretta del processo di acquisto in cui si trovano i Clienti nel momento della Segmentazione. Pubblica sempre annunci diversi, con  messaggi personalizzati e inviti all’azione specifici per ogni segmento individuato.

Fai Social Ads in modo più intelligente, non più difficile.

 Apporta dei semplici miglioramenti

Una serie di piccoli miglioramenti può influire notevolmente sul successo di una campagna di social media a pagamento. Non attuarli significherebbe buttare i tuoi soldi. Ricorda, stiamo cercando di spremere fino all’ultima goccia di ROI da queste campagne, anche se ottenere il massimo Ritorno richiede tempo.

Qualunque sia la piattaforma di social media che stai usando per pubblicizzare il tuo Prodotto/Servizio (qui ci concentreremo su Facebook e Instagram), segui le best practice di quello specifico Social e assicurati che tutto sia impostato correttamente, mediante tracking pixel (codice di tracciamento o codice di monitoraggio) e codici UTM.Tra

Usa il Tracking Pixel di Facebook

Innanzitutto, assicurati che il tracking pixel di Facebook sia correttamente implementato sul tuo sito web.

Facebook Pixel Helper, un’estensione del browser Chrome gratuita fornita da Facebook, può aiutarti a risolvere eventuali problemi. Puoi invece trovare informazioni su come configurare Facebook Pixel da zero direttamente sul sito web di Facebook.

È necessario segnalare manualmente a Facebook Pixel gli eventi positivi, come le avvenute iscrizioni alle newsletter e le azioni di e-commerce di successo (aggiungi al carrello, acquisti, ecc.), in modo che l’applicativo possa creare segmenti di pubblico sempre più specifici e di maggiore qualità.

Facebook e Instagram hanno potenti strumenti di tracciamento e ottimizzazione della conversione nel loro servizio di advertising, quindi usali.

Segmenta il Pubblico tramite la personalizzazione di visualizzazione di Facebook

L’utilizzo della funzione di personalizzazione del pubblico dei post di Facebook è un ottimo strumento di segmentazione che può aiutare a dare migliori risultati in termini di ROI delle tue Social ADS..

Sarebbe sciocco non sfruttare e non acquisire le informazioni dei visitatori del tuo sito web, soprattutto quando è gratuito e richiede solo pochi minuti per la configurazione. Facebook offre una serie di modi per creare un pubblico personalizzato in Facebook Ads Manager.

Sfrutta il traffico sul tuo Sito Web

Se il tuo Pixel di Facebook è impostato correttamente, può registrare ogni azione intrapresa dai visitatori sul tuo sito Web negli ultimi 180 giorni. Le azioni memorizzate includono le visualizzazioni di pagina, i clic sui pulsanti della pagina, i carrelli abbandonati e gli acquisti effettuati.

Puoi utilizzare questi dati per creare segmenti di Target con caratteristiche in comune o utilizzarli per il Remarketing.

Ovviamente, la pubblicità destinata a qualcuno che è già stato sul tuo sito Web e che qui ha persino completato una serie di azioni (lasciando la mail, compilando un form, acquistando etc.) ha una possibilità molto più alta di conversione rispetto alla pubblicità destinata al visitatore alla prima visita.

Crea il prototipo del tuo Cliente Tipo

Puoi creare segmenti di Target con caratteristiche in comune direttamente in Facebook Ads Manager, per trovare Utenti-Clienti Potenziali che abbiano tratti e caratteristiche simili al tuo utente ideale.

Il “prototipo di Cliente” viene creato in base a un pubblico personalizzato, che funge da pubblico di riferimento. Ciò ti consente di aumentare notevolmente il numero di Potenziali Clienti che puoi selezionare direttamente da un pubblico di qualità superiore, in quanto già scremato.

Monitora le conversioni

Le conversioni sono di fondamentale importanza per i negozi di e-commerce. Il traffico di un sito Web del genere è inutile a meno che non si traduca in vendite. Per tua fortuna, Facebook e Instagram possono aiutarti monitorare le conversioni.

Il monitoraggio delle conversioni dipende dalla corretta implementazione del tracking pixel e dalla corretta impostazione delle campagne pubblicitarie. Anche Google Analytics offre un servizio di controllo in questo senso, che consiste però nel solo calcolo dell’ultimo clic.

Non c’è motivo per non tracciare e ottimizzare le conversioni. Anche le grandi Società di Media che generano entrate da singoli annunci pubblicitari interni al sito possono trarre vantaggio dall’ottimizzazione delle conversioni facendo attenzione alle pagine-per-sessione visitate  per trovare un utente di qualità superiore, ben diverso del visitatore di passaggio.

Monitora anche le conversioni offline

Con una corretta implementazione, puoi monitorare gli eventi offline, come ad esempio le vendite nei punti vendita fisici, dopo che qualcuno ha interagito con i tuoi annunci Facebook.

Esistono due modi per impostare l’attività offline:

  1. caricare manualmente il file CSV dei dati offline su Facebook
  2. sincronizzare il CRM direttamente con Facebook (le informazioni sul cliente verranno quindi abbinate agli ID utente corrispondenti su Facebook)

In questo modo potrai scoprire se qualcuno ha intrapreso un’azione specifica, come un acquisto dopo la visualizzazione della tua Social ADV.

Fai Remarketing

Per fare remarketing sui Social Media è necessaria la corretta implementazione dei tracking pixel di ciascuna piattaforma.

Fare Remarketing con segmenti di Pubblico ben delineati tramite gli strumenti di Facebook, ad esempio, è una buona mossa strategica in quando intere campagne possono essere costruite intorno ad essi. In realtà, sono proprio questi tipi di campagne a produrre i rendimenti più alti.

Realizza pubblicità sequenziale

Si parla di Pubblicità sequenziale quando si mostrano diversi annunci alla stessa persona, per un certo periodo di tempo. Le grandi campagne televisive utilizzano spesso questa tattica, ma non vi è alcun motivo per cui non possa essere applicata con successo alla Social ADS.

Ad esempio, puoi iniziare mostrando a certi Utenti un annuncio che si focalizza su uno dei vantaggi del tuo prodotto/servizio. Il seguente annuncio (lanciato solo dopo che la maggior parte del tuo Terget selezionato ha visto il primo) mostrerà un altro vantaggio del prodotto/servizio. Il terzo annuncio potrebbe riportare la testimonianza di un cliente, e così via. Stai mostrando al tuo pubblico lo stesso prodotto ma con diversi messaggi.

Per realizzare una campagna pubblicitaria sequenziale di successo è necessario che essa sia innovativa, brandizzata e accattivante.

Due ragazze e due ragazzi in fila che guardano sorridendo lo smartphone che hanno tra le mani

Due ragazze e due ragazzi in fila che guardano sorridendo lo smartphone che hanno tra le mani

Massimizza la distribuzione

Oltre a migliorare il processo di realizzazione delle campagne, è possibile ottimizzare ulteriormente le tue Social ADS implementando la loro distribuzione. Ciò garantirà il successo della tua campagna in base agli obiettivi prefissati. Non migliorare la distribuzione equivale, di nuovo, a buttare i tuoi soldi.

Rinnova costantemente le tue idee creative

L’uso della stesse idee creative (immagini, video, testo) può venire presto a noia. Ciò significa che il tuo pubblico inizierà a ignorare i tuoi annunci o, peggio, inizierà a lasciare commenti mediocri. Avrai anche un aumento del CPM e del CPC man mano che perdi posizioni nell’asta di annunci di Facebook.

Rinnova costantemente le tue idee creative per evitare che questo accada. Fa la differenza, anche se ogni mese ti limiti ad aggiornare le tue immagine o a copiare da altri.

Risaltare nel newsfeed degli Utenti è una parte importante delle Social ADS di successo. Se si utilizzano fotografie o video, dunque, devono essere di alta qualità e facilmente identificabili per impedire all’utente di ignorare il post.

Sfrutta tutti i posizionamenti disponibili

La maggior parte dei tuoi risultati arriverà dagli annunci pubblicati sulla newsfeed di Facebook o di Instagram. Non dimenticare però gli altri posizionamenti possibili, come la barra laterale, Messenger e il Marketplace.

I posizionamenti automatici sono l’opzione migliore per massimizzare i risultati oltre i feed di notizie.

Ottimizza la tua Social ADS per dispositivi mobili

A meno che tu non miri specificamente solo agli utenti di dispositivi desktop, considera che la maggior parte delle impression e dei clic arriveranno dai dispositivi mobili. Ciò significa che dovrai prestare particolare attenzione ad ottimizzare i tuoi contenuti per il mobile.

Assicurati che tutte le tue immagini e i tuoi video siano formattati in modo che riempiano al meglio lo spazio visibile sullo schermo dello smartphone. Anche i titoli e il testo di accompagnamento devono essere ottimizzati per adattarsi.

Se utilizzi i video, assicurati che siano formattati in proporzioni 1:1 (video quadrati) per occupare la maggior parte del visore video di Facebook e “coprire” completamente i video con aspetto orizzontale.

Riduci al minimo le restrizioni per l’algoritmo di Facebook

Non cercare di controllare troppo Facebook. Invece, dai modo a Facebook di mostrare i tuoi annunci agli utenti corretti al momento giusto, con meno restrizioni di targeting possibili. Maggiore è la libertà con cui l’algoritmo utilizza i dati dei pixel, maggiore è la possibilità di ricevere conversioni.

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I Marketing Trends da seguire nel 2019

Ad inizio anno, cerchiamo di dare uno sguardo d’insieme a quelli che vengono definiti Marketing Trends, ovvero le tendenze che andranno per la maggiore (e che converrà seguire) nel panorama del Social Media Marketing nel 2019.

Secondo Hootsuite, questo è un anno entusiasmante per lavorare nel campo dei Social Media perché tante sfide e nuovi strumenti mettono alla prova i brand che cercano di pianificare una buona strategia di Marketing. In particolare, nella sua consueta indagine svolta su un largo campione di aziende, sono venuti fuori 5 media trends principali:

  1. Ricostruire la fiducia degli utenti dopo gli scandali del 2018 sulla diffusione dei dati
  2. Puntare sulle Stories, ovvero le aziende si dedicheranno di più alla realizzazione dei video di Instagram visibili per 24 ore per implementare le proprie strategie
  3. Eliminare il gap pubblicitario: Sempre più aziende stanno accantonando i contenuti organici in favore di contenuti a pagamento
  4. Puntare sul social commerce: molte aziende opteranno per inserire più possibilità di social commerce sulle varie piattaforme di Social Network
  5. I messaggi dominano il mondo: Le aziende, soprattutto le app, stanno implementando servizi di messaggistica interna (Come ha recentemente fatto Google Maps)

Vediamo adesso nello specifico 3 macro-aree di tendenza che vi consigliamo di tenere a mente nel pianificare la vostra strategia sui social.

Strategia: scacchiera in penombra con pedine bianche e nere in posizione iniziale

La nuova era dei Dati

Abbiamo anticipato con la lista di trend di Hootsuite come i brand siano consapevoli di dover ricostruire la fiducia degli utenti andata persa nel corso del 2018 a causa dello scandalo Cambridge Analytica e ad altri casi eclatanti di furto di dati. Molte aziende cercheranno di dimostrare un cambio di rotta netto mettendo in atto la trasparenza dei dati e aumentando la loro data maturity.

Con l’obiettivo di “mostrare il proprio lato umano”,  i brand sui social cercheranno di integrare maggiormente le PR (Pubblic Relation) nelle strategie di Marketing, per personalizzare le offerte per i propri utenti.

Un’altra questione che vedrà i dati protagonisti è la loro misurazione: molte aziende implementeranno la loro attenzione sul ROI per avere un migliore controllo delle proprie mosse di marketing ed ottimizzare così il budget, da investire sulle attività più rilevanti.

smartphone con schermata Social con sotto foto di utenti, poggiato sulla tastiera di un computer, tutto sui toni del blu

smartphone con schermata Social con sotto foto di utenti, poggiato sulla tastiera di un computer, tutto sui toni del blu

La predominanza della tecnologia

Il 2019 sarà un anno dominato dall’entrata prepotente e dominante delle tecnologie di ultima generazione nella definizione delle strategie di marketing social e non. Oltre a dare particolare lustro alle Stories,come anticipato da Hootsuite, le aziende avranno a che fare con botmachine learningAIrealtà aumentata e realtà virtuale.

Le applicazioni di queste innovative tecnologie sono moltissime. Si pensi che si è iniziato a parlare di virtual influencer: si tratta di soggetti virtuali che postano, interagiscono con la community e sono selezionati dai brand come fossero veri influencer, ma che a differenza degli influencer in carne e ossa non richiedono di stipulare contratti!

La società dell’adorazione del sé

Quest’anno la cosiddetta Generazione Instagram dominerà il modo di fare marketing in modo decisivo. Il nuovo consumatore, infatti, svolge sempre più spesso l’intero processo di acquisto direttamente dentro ai Social Network. Via libera dunque a Nano e Mini Influencer e a strategie di content curation.

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Il pessimo 2018 di Facebook

L’anno appena trascorso è stato per Facebook tutt’altro che idilliaco: scandali, errori grossolani e ingenti cali in borsa hanno fatto tremare il re dei Social Network.

Il suo fondatore, Mark Zuckerberg, ha scritto un lungo post sulla sua bacheca personale, per riassumere il lavoro svolto e i traguardi raggiunti dal suo punto di vista. Quello che ne è venuto fuori, è stata una lista di azioni realizzate dall’azienda che ha suscitato non poche critiche.

Uomo che indica logo di Facebook

uomo iconizzato che indica logo di facebook

Cosa ha fatto di buono Facebook nel 2018 secondo Mark Zuckerberg

Nel messaggio a cuore aperto ai suoi follower, e per questo al tempo stesso consumatori del suo prodotto, Zuckerberg ha aperto il discorso dichiarando che ci sono state diversi risultati conseguiti dalla sua azienda nel 2018 a renderlo orgoglioso, fra le quali

  • Prevenire le interferenze elettorali
  • Fermare la diffusione dei discorsi d’odio e la disinformazione
  • Essere certi che gli utenti abbiano il controllo delle proprie informazioni
  • Assicurare che i nostri servizi migliorino il benessere delle persone

In questa prima parte del suo discorso, il punto che ha suscitato più critiche è stato indubbiamente quello che riguarda la sicurezza per gli utenti di avere l’esclusiva conoscenza delle proprie informazioni.

A partire dallo scandalo di Cambridge Analytica, seguito poi da numerosi altri casi di diffusione illecita dei dati personali degli utenti, Facebook ha risentito di un grosso calo di popolarità, perdendo utenti e sostanziose quotazioni in borsa.

Prevenendo in un certo senso le critiche che gli sarebbero poi arrivate, Zuckerberg affronta di petto la questione delle sicurezza delle informazioni. Ci dice che:

  • È stato ridotto il numero di informazioni a cui possono accedere app esterne
  • Sono stati indetti nuovi controlli per il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati  (GDPR)
  • È stato chiesto ai singoli utenti di controllare le proprie impostazioni sulla privacy
  • Sono state ridotte alcune delle informazioni di terze parti usate negli annunci pubblicitari
  • È nato uno strumento di “Cronologia Esplicita” che offrirà alle persone maggiore trasparenza nella cronologia della loro navigazione
  • Continua lo sviluppo di servizi di messaggistica e condivisione criptati e effimeri

 

Loghi di Facebook sovrapposti

Loghi di Facebook sovrapposti

La lotta di Facebook alla disinformazione e ai contenuti dannosi

Interessante è però anche l‘attenzione che Mark Zuckerberg riserva alla questione della disinformazione, altro grande cruccio del suo Social Network di punta. Alcune delle iniziative più importanti:

  • Sono stati costruiti sistemi di intelligenza artificiale per identificare e rimuovere automaticamente i contenuti relativi al terrorismo, ai discorsi di incitamento all’odio e altri contenuti dannosi 
  • È stato migliorato il News Feed in modo che mostri solo contenuti attendibili
  • È in corso lo sviluppo di sistemi per ridurre automaticamente la distribuzione di contenuti borderline, che riguardano sensazionalismo e disinformazione.
  • Sono state triplicate le dimensioni del team di revisione dei contenuti per gestire casi più complessi che l’IA non può giudicare e costruito un sistema di appelli per quando vengono prese decisioni sbagliate.
  • È stata avviata una collaborazione con i governi (per prima, la Francia), per stabilire norme efficaci sui contenuti per le piattaforme Internet.

Insomma, dalle parole del suo fondatore, sembra che Facebook si sia dato molto da fare per riempire le sue falle. I numeri in caduta libera, però, non sono d’accordo con lui.

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Social Media Strategy per B2B: quale social scegliere?

Hai un’azienda coinvolta nella rete commerciale B2B? Ti sei mai chiesto quali possano essere le opportunità social per il tuo business?

I social network sono diventati un elemento imprescindibile per qualsiasi attività che desideri farsi notare e trasmettere il proprio messaggio, non solo B2C, ma anche B2B.

I social ci aiutano a comprendere quali siano le aspettative del nostro pubblico, ad ottenere informazioni utili su di lui, a dialogare con lui e a comunicare informazioni, iniziative e promozioni coinvolgendolo.

Questo vale anche per le aziende che vogliono comunicare con altre aziende.

Solo in questo anno, le persone attive in internet hanno raggiunto quota 4 miliardi e di questi, ben 3 hanno dimostrato di essere attivi sui social. In Italia oltre il 73% della popolazione (circa 43 milioni) è online e oltre 30 milioni di questi sono quotidianamente connessi ad uno o più social.

È ovvio quindi che non essere presenti sui social network equivale ad eliminare una notevole fetta di mercato dalle nostre strategie aziendali.

Facebook, Twitter, Linkedin e gli altri: sono tutti uguali?

Bisogna essere sui social. Ok, ma quali social? Ce ne sono alcuni meglio di altri? Alcuni che magari danno più visibilità o sono più efficaci?

Ogni social è nato con uno scopo, certo, molti di essi hanno subito profonde trasformazioni nel tempo, ma di base tutti hanno cercato di mantenere la loro natura.

Per scegliere bisogna essere consapevoli di quali siano le reti migliori per far crescere il proprio business (quali social utilizzare?) e quali siano le azioni da mettere in pratica (come utilizzarli?)

La scelta dipende dagli obiettivi che abbiamo

I social a disposizione sono tantissimi e ognuno ha delle caratteristiche specifiche legate sia alle potenzialità che ai limiti, e perdersi nel “labirinto social” è un attimo.

Per sviluppare una Social Media Strategy coerente con il nostro business bisogna prima capire: quali sono gli obiettivi della mia azienda?

Con chi comunichiamo?

Che risultati vogliamo ottenere? Vogliamo avere più visibilità? Vogliamo cercare nuovi clienti oppure fidelizzare quelli che già abbiamo?

Vogliamo più interazione con gli utenti? Vogliamo coinvolgerli di più?

Oppure, vogliamo promuovere qualcosa? Se si, cosa esattamente?

Rispondere a queste domande può aiutarci a fare chiarezza su quali possano essere le caratteristiche che cerchiamo nei tanti social disponibili online.

Ogni social ha i suoi punti di forza e i suoi limiti, ed ogni Social Media Strategist dovrebbe esserne consapevole per pianificare le strategie giuste e per non sbagliare platea o trasmettere un messaggio nel modo sbagliato.

Facebook

Caratteristiche principali: famoso, frequentatissimo, preciso

Tono della comunicazione: colloquiale, informale, amichevole

Tra tutti i social esistenti è certamente il più conosciuto e probabilmente il più utilizzato.

Come dice il nome stesso, è un libro da leggere e consultare; chiunque può potenzialmente sapere tutto di tutti e la comunicazione è alla base del suo funzionamento. Non a caso è un social nato per mantenere vivi i rapporti tra le persone.

Facebook è la soluzione adatta se vogliamo sviluppare interazioni e costruire con le persone dei rapporti personali.

Permette di dialogare con i nostri utenti attraverso la bacheca, con messaggi privati oppure all’interno di gruppi. Possiamo utilizzare video, immagini, sondaggi oppure semplicemente del testo.

La possibilità di interazione con i clienti si genera ascoltando e rispondendo ai commenti ricevuti e analizzando il trend dei like.

Twitter

Caratteristiche principali: politico, culturale, rapido

Tono della comunicazione: formale, istituzionale, accademica

Dato spesso per spacciato, Twitter rappresenta, nonostante tutto, una realtà social molto forte per i professionisti e per le informazioni.

Per uscire dal coro e farsi ascoltare, bisogna guadagnare autorevolezza e diventare influenti.

È un social rapido e dinamico, che vive della condivisione dei contenuti visualizzabili nell’immediato e che poi si perdono tra migliaia di altri tweet, è sintetico poiché legato ai 280 caratteri di testo a disposizione ed è molto utile a livello aziendale per relazionarsi con i clienti e la customer care.

Uno degli utilizzi più consigliati per i profili aziendali infatti, è quello di poter comunicare in modo istantaneo con gli utenti, dando così una risposta pronta per risolvere i loro problemi.

Non solo, potrebbe essere molto utile anche per mantenere rapporti con altre aziende o brand attraverso lo scambio (pubblico) di tweet ed avere una buona cassa di risonanza.

Linkedin

Caratteristiche principali: professionale, di settore, serio

Tono della comunicazione: specialistico, formale, istituzionale

Linkedin è un social particolarmente indicato per i professionisti che desiderano parlare di ciò che conoscono e mettersi in contatto con figure altrettanto preparate per intrecciare rapporti di business produttivi.

Su questa piattaforma si diventa influenti per ciò che si ha da dire e se non si ha nulla da dire, si consiglia qualcosa che abbiamo trovato interessante.

Le aziende possono crearsi uno spazio dove celebrare la propria professionalità e rendersi autorevoli nel loro settore. Di solito viene utilizzato per il business networking, il recruiting del personale e per la ricerca del lavoro.

Qui non c’è posto per creatività e leggerezza, le aziende devono mostrare il loro volto ufficiale e istituzionale.

Infine, in ottica SEO, Google premia Linkedin e i suoi iscritti con una buona indicizzazione online e una certa visibilità ai profili più aggiornati.

Tra quelli proposti, questo è forse il social più adatto alle aziende che vogliono intrecciare relazioni (professionali) con altre aziende magari del medesimo settore.

Per concludere

Esistono molti altri social al di là di quelli di cui abbiamo parlato in questo articolo e scegliere quello più adatto alla nostra strategia B2B non è semplice. Dobbiamo tenere conto di numerosi fattori e analizzare attentamente rischi e opportunità.

Molti imprenditori ritengono ancora che i social non servano a nulla e siano soltanto una perdita di tempo, senza rendersi conto che ogni social è una rete di contatti importante!

Ora che hai visto quali sono le caratteristiche di questi social, quale pensi sia il più adatto alla comunicazione della tua azienda?

Se ancora non sei sicuro della tua scelta oppure preferisci pianificare una strategia social che utilizzi più piattaforma, Mg Group Italia può aiutarti a fare chiarezza e stabilire la linea editoriale più adatta al tuo business.

Richiedici una Consulenza Gratuita e Senza Impegno, i nostri Social Media Strategist saranno a tua completa disposizione per 

 

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Possiamo fare tutto sui social network?

Se ci chiedessero cosa possiamo fare con i social network, risponderemo istintivamente: tutto.

Sembra esagerato, ma tutto non è poi tanto distante dalla realtà, se pensiamo che attraverso i Facebook, Instagram, Linkedin e Twitter siamo in grado di comunicare, inviare e ricevere file, fare un sondaggio, pubblicare foto e video, creare gruppi, fare donazioni, inviare richieste di amicizia e smettere di seguire una pagina.

Considerando inoltre che il tempo trascorso a scrollare le news feed dei social è di quasi di 2 ore ogni giorno, la parola “tutto” assume d’un tratto un significato più ragionevole.

Eppure, a “tutto” c’è un limite.

Non ci riferiamo solo alla Netiquette, ossia al galateo online, non ufficiale, ma universalmente accettato dagli utenti, ma di veri e propri limiti social di cui ogni social media strategist dovrebbe essere consapevole per organizzare una buona pianificazione.

Cosa non possiamo fare sui social network

Ogni social ha dei limiti e la maggior parte di questi è stata imposta per ostacolare l’utilizzo spam degli account social, ossia l’utilizzo spropositato di alcune funzioni per aumentare la propria visibilità online.

Instagram

Con circa 800 milioni di utenti attivi in tutto il mondo, Instagram si posiziona al 7° posto nella classifica globale degli utenti attivi sulle piattaforme social a gennaio 2018.

Con un pubblico di queste dimensioni, conoscere tutti i limiti di questa piattaforma è importante per non commettere errori.

Il social network per le foto più famoso al mondo non consente di mettere più di 800 like al giorno sulle foto delle persone che seguiamo e non permette di seguire oltre 500 account nuovi ogni giorno; una volta raggiunto quest’ultimo limite, la funzione “segui” verrà disabilitata fino al termine della giornata.

Non possiamo postare più di 250 foto al giorno tramite lo stesso profilo e non possiamo seguire più di 7500 persone in totale.

Numeri impossibili da raggiungere? Forse, ma se ci si è appena iscritti su Instagram potremo avere molta voglia di fare amicizia.

Infine, non possiamo utilizzare più di 30 hashtag e un testo con più di 2200 caratteri.

Facebook

Nonostante sia il social network più trafficato della rete, anche Facebook impone dei limiti ai suoi utenti.

Non possiamo mettere, ad esempio, più di 25 like a fan page e 5000 like totali al giorno.

Non possiamo richiedere l’amicizia a più di 499 persone al giorno e non possiamo accettare più di 1500 richieste di amicizia al giorno.

Dal proprio account personale non è possibile aggiungere più di 600 persone ad un gruppo né aggiungere più di 150 persone ad una conversazione.

Twitter

Il limite più noto di Twitter, rimosso nel 2017, è quello relativo ai 140 caratteri poi diventati 280.

La piattaforma dei cinguettii però ha molti altri limiti tecnici poco noti e conosciuti.

Ogni utente può seguire fino ad un massimo di 5.000 account. Una volta raggiunta questa soglia, se si hanno meno di 5000 follower possiamo seguirne fino a 5000. Altrimenti possiamo seguire fino al 10% in più del totale dei nostri follower.

Ogni account è in grado di seguire un massimo di 1.000 account al giorno; si tratta di un limite tecnico imposto per prevenire un eccessivo abuso da parte degli account di spam.

Non possiamo pubblicare più di 2400 tweet al giorno e non possiamo inviare più di 1000 messaggi privati ogni 24 ore.

Infine, non possiamo smettere di seguire più di 1000 utenti al giorno e né seguire più di 1000 al giorno.

Linkedin

Per quanto riguarda Linkedin i limiti sono relativi, in quanto dipende molto dall’utilizzo che facciamo della piattaforma (uso commerciale o meno) e dalla tipologia di account (premium o normale).

Ogni utente può gestire fino ad un massimo di 30 gruppi ed ogni gruppo può contenere al massimo 20.000 membri. Al contrario, un singolo utente può essere membro di non più di 100 gruppi, dopodiché è necessario ritirarsi da un gruppo prima di potersi iscrivere ad un altro.

Ogni gruppo può avere 1 solo proprietario e non più di 10 amministratori e 50 moderatori.

Non possiamo menzionare più di 50 utenti nei nostri post e non possiamo avere più di 30.000 connessioni.

Non possiamo mandare più di 400 messaggi al giorno ai nostri collegamenti e non possiamo avere più di 350 richieste di collegamento in sospeso.

Quelli di cui abbiamo parlato sono solo alcuni dei limiti imposti da questi social; molti altri, probabilmente, non sono ancora stati scoperti. Se ci occupiamo di social media marketing però, è indispensabile restare sempre aggiornati, per sfruttare al meglio le possibilità offerte da questi social. Continua a seguire il Blog di Mg Group Italia per non perdere tutte le ultime novità del mondo social!

 

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Pubblicità su Whatsapp: in arrivo nel 2019

Nei primi tre mesi del 2019 arriverà la pubblicità su Whatsapp

Pensiamo, per un attimo solo, a quanto diverse potrebbero esser le nostre giornate senza Whatsapp. Quanto potrebbe esser meno immediato sentirsi con gli amici oppure condividere contenuti, foto o video o la propria posizione, con colleghi e conoscenti. Insomma, Whatsapp, col suo avvento ha effettivamente cambiato la vita delle persone (nel bene o nel male, si intenda bene).

Lo ha fatto, come quasi tutte le grandi innovazioni della nostra vita, quasi per caso, innovando del tutto il sistema di messaggistica sui telefoni cellulari (ce li ricordiamo vero i messaggi sms con pochi caratteri a disposizione?) e in generale la comunicazione digitale.

La storia dell’App (che letteralmente è l’unione di “What’s up?”, che significa “che succede”, e App, “applicazione”) è quella di un’idea che ha un percorso del tutto particolare: il suo fondatore nasce a Kiev, in Ucraina, e fa esperienza, nei suoi primi anni di vita, della durezza del regime comunista.

La sua famiglia, come tante altre all’epoca, si trova in cattive acque e la madre, a un certo punto, decide di trasferirsi in America portando con sè il piccolo Koum. In America riescono a sbarcare il lunario, anche se con fatica. Koum, a scuola è un piccolo disastro (inizia l’università ma non la finirà) ma, invece, nel tempo libero si appassiona ai codici di programmazione e inizia a frequentare community di hacker. Entra a lavorare in Ernest & Young come collaudatore della sicurezza fino al momento in cui cambia qualcosina.

La nascita e l’acquisizione da parte di Facebook

Koum, mentre frequenta l’Università incrocia Brian Acton, di Yahoo, il quale, rimane colpito del personaggio, e decide di coinvolgerlo nella sua azienda.

Collaborano per circa 9 anni, fino ad avvertire, ironia della sorte per quello che verrà dopo, un senso di “smarrimento” perchè lavorare nella pubblicità, dicono, non contribuisce a migliorare gli altri. Partono per un anno sabbatico, insieme, in Sud America.

Al rientro Koum compra un i-phone e gli viene un’idea: quella di consentire agli utenti di inserire aggiornamenti sul proprio stato, visibili dai contatti in rubrica. Nasce l’embrione di Whatsapp, perchè in breve tempo Acton e Koum capiscono di aver creato un sistema di messaggistica, primo al mondo, perchè, a differenza degli altri esistenti, come Google Talk e Skype, consente agli utenti di creare un profilo attraverso il proprio numero di cellulare e quindi di esser facilmente raggiungibili.

Dopo diverse difficoltà di programmazione legate alla programmazione considerando i prefissi di tutto il mondo oppure, ad esempio, la sfida dell’abolizione dei costi di abbonamento (oggi Whatsapp infatti è completamente gratis), il sistema inizia a farsi strada alla grande: rispetto ai suoi competitori di instant messaging ha dalla sua la straordinaria semplicità di utilizzo, grazie ai profili utente dei numeri di cellulare.

In questo modo l’app cresce in maniera impetuosa: nel 2013 ha 200 milioni di utenti utenti e nel 2014 arriva a 500 diventando, a tutti gli effetti, un applicazione di utilità mondiale. Entra facilmente nelle antenne di Facebook che annusa l’opportunità enorme e, dopo una serie di trattative, l’acquista con una mega offerta da circa 19 miliardi di dollari.

Nonostante ciò l’app continua a crescere e infatti nel 2017 introduce, forse ispirata anche da Facebook, gli “Stati“: la possibilità per gli utenti di condividere i propri status, per 24 ore, attraverso immagini e post.

L’arrivo della pubblicità su Whatsapp

Il caso di WhatsApp è molto interessante anche perchè rappresenta uno dei pochi casi al mondo di business milionari sviluppati senza sfruttare la pubblicità (grazie anche al fatto che per qualche tempo l’app è stata a, irrisorio, pagamento): da sempre i due fondatori hanno preferito dedicarsi alla crescita degli utenti anzichè allo sfruttamento delle opportunità di advertising.

Da quando però WhatsApp è entrata nella sfera di dominio di Facebook la musica è cambiata.   Quello che fa gola è il numero di utenti (1 miliardo di utenti ogni giorno e circa 450 milioni che quotidianamente visitano le “Storie” ovvero gli “Stati” pubblicati) e, quindi, l’enorme opportunità di sfruttamento pubblicitario che il flusso rappresenta.

L’annuncio è arrivato, in Italia, in via ufficiale da parte del country manager Facebook, Luca Colombo, che ha annunciato che nei primi tre mesi del 2019, su Whatsapp inizieranno a comparire messaggi pubblicitari.

Dove apparirà la pubblicità su WhatsApp?

L’advertising non comparirà nei messaggi di chat, per fortuna, ma si limiterà a comparire nella parte dedicata alle notifiche di stato degli utenti. Facebook assicura che non saranno “eccessivi” e non comprometteranno l’utilizzo normale della piattaforma da parte degli utenti.

 Il futuro di WhatsApp

Il grande enigma, in questo caso, potrebbe esser rappresentato, aldilà delle assicurazioni provenienti dal social network, dal comportamento degli utenti. In molti casi infatti gli utenti hanno dimostrato di non gradire cambiamenti radicali reagendo, infatti, con l’abbandono di piattaforme e social network (es. Google Plus che sta per chiudere).

La sfida anzitutto sta in tre domande: come e dove avverrà la pubblicità concretamente, come gli utenti la percepiranno, come gli utenti continueranno a “fidarsi” e a usare Whatsapp. Anche considerando che il rivale principale, Messenger, è in grande crescita.

Una storia inimmaginabile e per certi aspetti del tutto ironica pensando alla scelta di due amici, Brian e Jan, di lasciare Yahoo perchè stanchi di lavorare nella pubblicità!

Vuoi sfruttare la pubblicità su Whatsapp per la tua azienda e incrementare i contatti interessati ai tuoi prodotti o servizi?
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Spende 600 mila dollari su Facebook Ads senza accorgersene

Il peggior investimento pubblicitario online

Quando decidiamo di comunicare qualcosa, lo abbiamo detto, significa che abbiamo un messaggio chiaro che vogliamo lanciare su chi siamo e cosa facciamo. La cosa vale ancora di più quando decidiamo di lanciare un determinato messaggio nell’intento di pubblicizzare un prodotto o servizio che vendiamo e offriamo.

La comunicazione aziendale, insomma, ha le sue regole fondamentali e la pubblicità ancora di più perché, in questo caso, si tratta di investire tempo e risorse per la creazione di un valore che deve rientrare sia in termini di vendite che di promozione del brand e del prodotto.

Soprattutto con i new media digitali se ci affidiamo all’improvvisazione, come accade, i risultati non sono scontati anzi talvolta, senza conoscenza e senza programmazione degli strumenti a cui ci affidiamo, possiamo imbatterci in grandi, brutte, sorprese.

Imparate da chi ha sperperato 600 mila dollari in pubblicità Facebook Ads

È quello che è accaduto a Raaj Kapur Braar, titolare di una casa editrice, la Fetopolis, che promuove numerose riviste di successo, di moda principalmente, seguitissime e che su Facebook raggiungono in media circa 1,7 milioni di likes. Non male affatto, anche considerando che mediamente, un post pubblicato da una rivista di moda su Facebook raggiunge circa 2000 likes.

Qualche tempo fa, Braar decide di approntare un interessante investimento: decide di affidarsi a Facebook (Facebook Ads) per moltiplicare i suoi “lead” sul social network nella convinzione, abbastanza spannometrica, di ricavare circa il 2-300% rispetto alle risorse investite.

Si butta, impetuosamente, in una massiva campagna su Facebook Ads e, rapidamente, si trova ad aver speso, o meglio potremmo dire sperperato, l’ingente somma di circa 600.000 dollari. E tutto questo senza un concreto ritorno dell’investimento paragonabile a quanto speso.

La vicenda che ancora rimane confusa per punti discordanti espressi da Braar e al contempo anche da Facebook, lascia comunque emergere in maniera importante che quando ci sia affida alla pubblicità di un social network come Facebook risulta fondamentale, anzitutto, conoscere le sue caratteristiche e capire, concretamente, se queste incrociano gli obiettivi che vogliamo raggiungere.

Facebook, in sostanza, è un social network che ogni mese ospita circa 2 miliardi di utenti che fanno di tutto: dal postare foto all’esprimere commenti su quello che hanno mangiato un minuto prima. Tutto meno che, direttamente, comprare. Nel senso, la piattaforma tutto fa meno che vendere prodotti, offre agli utenti contenuti, anche riguardanti prodotti e, d’altro lato, alle aziende la possibilità di potersi promuovere sui propri canali. Facebook è in grado di incrementare la popolarità di un brand, farlo circolare tra gli utenti, generare “lead” e, addirittura, portare le persone a compiere determinate azioni (call to action) capaci di “convertire” il coinvolgimento generato dal brand in gesti concreti come un acquisto o la sottoscrizione di una newsletter.

Nello specifico Facebook Ads prevede tre livelli diversi di azione:

  • CPM (costo per mille), per avere visibilità (e basta) per il nostro brand aziendale. Si paga semplicemente affinché il nostro Brand venga promosso e mostrato il più possibile;
  • CPC (costo per click), si tratta della tipica strategia usata dall’imprenditore di Fetopolis, prevede un costo associato a ogni click (sia una fotografia, che un like, che un commento);
  • CPM (CPM ottimizzato), con questa strategia paghiamo Facebook solo se gli utenti compiono un’azione specifica che ci interessa (come ad esempio visitare il nostro sito di e-commerce). In questo modo il social network, per avere introiti, indirizza la nostra pubblicità solo verso gli utenti che potrebbero esser interessati e, dunque, propensi alla call to action che noi prevediamo.

Affidatevi a dei professionisti

Alla luce dell’esperienza non molto felice di Braar vi è anzitutto una riflessione da fare: prima di incamminarci in qualsiasi azione di advertising su Facebook Ads è necessario definire bene qual è l’obiettivo che vogliamo raggiungere e, concretamente, capire se il social network fa al caso nostro. Anche considerando che all’investimento economico che facciamo deve corrispondere un ritorno effettivo perché poi, alla fine, qualsiasi strategia deve esser valutata in base al rapporto tra effort e risultati prodotto.

In secondo luogo, bisogna conoscere bene quello che Facebook è e rappresenta con tutte le potenzialità e debolezze e, soprattutto, mettere bene a fuoco che esser visibili, impegnarsi a promuovere il proprio profilo, la propria notorietà non equivale a vendere di più.

Non farlo significa perdere su due fronti: perdere le opportunità che lo strumento ci offre perché non le comprendiamo e, forse la cosa peggiore, sprecare soldi che potrebbero esser investiti su altri fronti magari maggiormente redditizi per la nostra azienda.

Non improvvisare, affidati a dei professionisti per ottenere risultati dai tuoi investimenti in pubblicità. Richiedi una consulenza Gratuita

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ROAS e ROI: come valutare l’efficacia di una campagna digitale?

Realizzare una campagna di advertising digitale significa, anzitutto, individuare un chiaro obiettivo e soprattutto le azioni necessarie da compiere per il suo raggiungimento. E questo si traduce, per l’azienda, in un investimento sia di tempo che di risorse umane ed economiche.

Quanto sono efficace sul web?

Il primo modello di valutazione che ci viene in mente, in ambito aziendale, è il ROI (Return on Investment) che tecnicamente misura il ritorno, in termini economici di introiti, che entra in azienda a seguito di uno specifico investimento, nel nostro caso in pubblicità e comunicazione. La domanda a cui il ROI risponde è: come la campagna contribuisce, in base all’investimento, al raggiungimento degli obiettivi aziendali?

Se da un lato quello del ROI rappresenta un modello sintetico ed efficace perché fornisce un indicatore numerico ed economico, dall’altro il modello non consente di entrare nelle specificità che caratterizzano una campagna di advertising perché si ferma alla valutazione economica senza approfondire l’effettivo impatto generato dalle singole azioni messe in campo.

Per entrare nel vivo maggiormente e renderci conto di quanto possa esser efficace, in termini di impatto, ad esempio amplificando le azioni degli utenti rispetto alle call for action, una campagna di advertising digitale abbiamo l’opportunità di prendere in considerazione un nuovo approccio: il ROAS (Return on Advertising Spend) che tecnicamente misura il ritorno rispetto all’investimento specifico di advertising. Secondo tale approccio, una campagna viene valutata in base ai ricavi lordi generati e non in base ai costi sostenuti e quindi risulta interessante in quanto ci fornisce un’analisi ulteriore che amplifica il risultato presentato dal modello ROI. In pratica, il ROAS considera l’attività di marketing come strumento anzi “costo necessario” per lo sviluppo del business aziendale ed effettua le sue valutazioni scendendo in maniera verticale sulle diverse azioni che contraddistinguono una campagna. A differenza del ROI che, invece, considera l’investimento effettuato in marketing e pubblicità come un semplice strumento, come gli altri, per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Il ROAS scende nel dettaglio della campagna e consente di vedere concretamente che ritorno ci arriva da ogni singola azione che abbiamo pianificato, non soltanto in base al costo che sosteniamo per progettarla e implementarla ma soprattutto in termini di incrementi di valore generati dalle singole attività. Ad esempio possono esser analizzati i click totali generati su di un link o sito, il tasso di conversione (quanti click si traducono in azioni concrete come acquisti per esempio) e, soprattutto, il tasso di vendita che in altre parole significa quanti utenti, tra quelli che compiono azioni che indichiamo, fanno incrementare le nostre vendite.

Valutare i risultati delle campagne con ROI e ROAS

Se all’apparenza i due modelli sembrano discordanti, in realtà per comprendere quanto siamo efficaci con le nostre campagne non possiamo prescindere da una combinazione, sinergica, tra i due dando a ciascuno quello che è il suo campo di indagine. Attraverso il modello ROAS, ad esempio, riusciamo a comprendere quanto può esser incisiva una campagna in base a quanto viene generato e potremmo addirittura ipotizzare quali ulteriori investimenti potremmo fare per migliorare la capacità di generare “lead” e conversioni. Incrociando il tutto con il modello ROI, inoltre, potremmo comprendere, poi, quanto la nostra campagna è efficace, e quindi da mantenere, rispetto ai costi sostenuti per progettarla e realizzarla. Con il ROI, quindi, avremo la possibilità di filtrare i dati emersi dal ROAS in ogni singola azione della campagna in base alle risorse che vi abbiamo dedicato e in questo modo potremo avere un indicatore maggiormente ponderato e valuteremo con grande attenzione la realizzazione di nuovi investimenti. Per semplificare, ma senza nulla togliere all’effettiva utilità dei due modelli, potremmo dire che, nella storia, il ROAS è la “cicala”, che ci invita a fare nuovi investimenti in pubblicità perché quello che interessa è che ci siano più “lead”, e il ROI è la formica che ci ammonisce a considerare che un’azienda, dopo tutto, si basa pur sempre sugli introiti generati e che quindi qualsiasi azione va valutata in base al rapporto tra costi sostenuti e ricavi generati.

Entrambi i modelli, come spesso accade tra posizioni all’apparenza in contrasto, ci restituiscono concretamente una lettura, o meglio, un pezzo di verità. E in un contesto “liquido” e mutevole come quello dei social e delle piattaforme digitali affidarsi a entrambi i modelli, per tarare al meglio le nostre strategie di comunicazione e advertising, significa semplicemente avere più elementi a disposizione. A patto, ovviamente, di esser ben consapevoli dei pregi e limiti di ciascun approccio. Per prender il meglio delle opportunità che ognuno dei due modelli ci può offrire.

Siamo esperti nella comunicazione online e ti forniremo tutti gli strumenti per valutare i risultati delle campagne e del nostro lavoro. Contattaci per una consulenza gratuita

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Come funziona Facebook Ads?

Facebook Ads: dimmi a cosa metti Like e ti suggerirò cosa acquistare

La comunicazione, o meglio, la pubblicità di un prodotto, ha la capacità, lo sappiamo, di influenzare in maniera determinante le nostre scelte di acquisto.

Ricevere in un momento specifico, ad esempio, una comunicazione efficace e mirata sui vantaggi e sconti di acquisto di un prodotto è un elemento capace di formare e orientare le nostre preferenze. Le piattaforme social, Facebook in primis con un flusso giornaliero di 2 miliardi di utenti, hanno un potenziale a dir poco enorme nel poter promuovere un brand o un prodotto specifico.

In particolare, grazie a Facebook Ads, è possibile inviare messaggi mirati e altamente personalizzati seguendo il trend di preferenze di un utente descritto dai like e dai post pubblicati online. Nello specifico, filtrando preferenze e dati del profili, come ad esempio la localizzazione geografica e cluster di età, Facebook Ads riesce a formulare e far pervenire agli utenti messaggi promozionali di prodotti e servizi potenzialmente molto interessanti per gli utenti con l’obiettivo, finale, di favorire l’acquisto.

Ma più in generale Facebook Ads rappresenta uno strumento molto rilevante, nell’ambito della strategia di comunicazione online aziendale, perchè offre numerosi strumenti di analisi con cui monitorare gli utenti del social network e fornire non solo messaggi capaci di invogliare a compiere una specifica call for action bensì fornire all’azienda una mappatura complessiva di chi sono gli utenti con cui ci si relaziona e il grado di engagement che essi hanno nei confronti del brand. In tale ottica, Facebook Ads consente, quindi, anche attraverso l’incrocio con i siti maggiormente visitati, di personalizzare i messaggi e fare in modo che, ad esempio, un utente che si sta avvicinando adesso alla nostra azienda non riceva lo stesso messaggio di uno che invece conosce bene i nostri prodotti e li acquista correntemente.

Se vogliamo, quindi, che la nostra azienda abbia una strategia di comunicazione promozionale efficace e mirata, Facebook Ads, in sinergia con altri, è a tutti gli effetti un tool di cui non possiamo fare a meno.

Contattaci ed insieme creeremo la strategia di comunicazione social più efficace per la tua azienda.