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Come scrivere contenuti migliori per i tuoi Social

Al giorno d’oggi, esistono molte strategie per promuovere la tua Azienda, fra cui, ad esempio, postare contenuti sui Social Media. Così, all’improvviso, ci si aspetta che tu sia un ottimo Social Media Marketer oltre che *qualsiasi sia il tuo inquadramento professionale*.

Per essere onesti, sarebbe meglio che tu ne sappia un po’ dell’argomento: anche se non hai esperienza con i contenuti o con i post per i Social Media, devi sapere che essi sono il pilastro del Marketing Digitale e possono aiutarti a canalizzare il tuo target, trovare lead caldi e posizionarti più in alto nella ricerca sui browser.

Stai pensando che scrivere non è proprio il tuo forte? Tranquillo, non è una tragedia! Con così tante opzioni per scrivere sui social media – post Facebook, tweet, didascalie di Instagram piene di hashtag o persino lo spazio di LinkedIn per articoli di blog – è solo questione di capire cosa sia più adatto a promuovere il tuo business ed allenarsi su quella piattaforma.

In questo spazio ti daremo alcuni consigli per iniziare a scrivere contenuti migliori per i tuoi Social.

contenuti per i social: Donna seduta su un divano grigio con un laptop poggiato sulle gambe che batte sulla tastiera con mani con smalto rosso e un grande anello

contenuti per i social: Donna seduta su un divano grigio con un laptop poggiato sulle gambe che batte sulla tastiera con mani con smalto rosso e un grande anello

10 consigli per scrivere contenuti migliori per i tuoi Social

1. Scrivi come Parli

Iniziamo con la regola base per scrivere sul Web: scrivi nel modo in cui parli.

Immagina di stare seduto con gli amici a bere qualcosa parlando della tua attività. Quel tono, quel tipo di linguaggio e quel livello di semplicità dovrebbero essere il tuo obiettivo anche nel promuovere la tua Azienda sul web. In questo modo i tuoi contenuti saranno più naturali, più autentici e più facili da leggere.

Questo è particolarmente vero per i Social, che sono un mezzo più informale rispetto ad altri canali. I tuoi contenuti dovrebbero essere accessibili a chiunque desideri saperne di più su di te o sulla tua attività. Dunque evita tecnicismi, frasi troppo articolate e soprattutto, usa un linguaggio leggero.

2. Aggiorna frequentemente i tuoi contenuti

Un’altra regola della scrittura per i Social è: fallo spesso. Scrivi il più possibile. Questo ha due vantaggi:

  1. Migliorerai nella scrittura: la pratica ti aiuterà ad affinare le tue abilità e a trovare la tua voce.
  2. Terrai alta l’attenzione dei tuoi lettori: secondo ben 14 diversi studi su quanto spesso bisogna postare su social, è consigliabile pubblicare su Facebook e LinkedIn una volta e inviare circa 15 tweet ogni giorno. Questo ritmo ti farà fare un sacco di pratica.

Non tutti i post sui social media saranno dei contenuti sbalorditivi, ma va bene così. Vedila così: ogni post che non riscontra un gran successo sarà una lezione su cosa non fare, non un fallimento della tua strategia di Social Media Marketing.

3. Scrivi di getto, poi rileggi e modifica

Per molte persone, la parte più difficile della scrittura è iniziare.

Il modo migliore per superare il blocco dello scrittore è…scrivere. Butta giù le idee e assicurati che ci sia tutto ciò che vuoi comunicare.

Una volta che hai una bozza, rileggi e modifica o riscrivi intere frasi finché non sei soddisfatto. Puoi anche farti aiutare da alcuni tool per migliorare i tuoi contenuti.

4. Controlla cosa scrivono i tuoi competitors

Per diventare un bravo Copywriter per i Social Media, hai bisogno di leggere e controllare cosa e come scrivono gli altri sulle varie piattaforme.

Un buon punto di partenza sono i feed e i blog dei concorrenti, dei colleghi o  di altri che si muovono nel tuo stesso settore. Avrai un’idea di quale contenuto funziona e quale no e inoltre puoi scoprire argomenti che anche tu puoi trattare. Potresti anche considerare l’idea di collaborare con altri che lavorano nel tuo stesso campo per farvi promozione a vicenda.

5. “Dai qualcosa” al lettore con ogni post

Ogni post sui social media avrà un obiettivo diverso: Vuoi aumentare il traffico sul tuo sito web? Presentarti come un esperto del tuo settore? Aumentare le iscrizioni alle newsletter?

La lunghezza, il tono e la struttura dei tuoi post variano in base a ciò che vuoi realizzare o all’effetto che vuoi provocare.

In ogni caso, i tuoi post dovrebbero sempre “dare qualcosa” al lettore. Un post a caso su ciò che ha mangiato a colazione non dice ai lettori nulla di valore che possa interessarli (a meno che tu non sia un/a food blogger).

Usa i contenuti social per dare suggerimenti concreti, spargere perle di saggezzafare umorismo (che funziona sempre per ispirare simpatia sui lettori) o dare informazioni sulla tua attività (uno sconto, un nuovo prodotto, un cambio di orari).

6. Usa strategicamente gli hashtag e sfrutta le parole chiave

La ricerca per parole chiave e/o hashtag è un ottimo modo per raggruppare argomenti su cui scrivere se hai un periodo di scarsa fantasia, ma può anche aiutare a rendere i tuoi contenuti più competitivi nel mare di quelli presenti (sempre più numerosi) sul Web.

Esistono diversi tool che possono aiutarti nella scelta degli hashtag che fanno al caso tuo.

Se desideri invece collegarti ad altri contenuti eminenti che parlano del tuo stesso argomento, utilizza uno strumento come Google Keyword Planner o Ahrefs per verificare se nel tuo settore sono presenti parole chiave o frasi con cui potresti fare un buon link building.

7. …Ma non lasciare che le parole chiave condizionino tutti i tuoi contenuti

Le parole chiave e gli hashtag sono formidabili, ma possono anche limitare la nostra scrittura. Un post che si sta impegnando troppo per classificarsi per una certa parola chiave sembrerà la definizione da dizionario per quel termine e non sarà affatto interessante da leggere.

Lo stesso vale per un tweet o una didascalia di Instagram troppo pieni di hashtag.

Usa le parole chiave come guida, ma scrivi in ​​modo naturale. Sarà più piacevole per te scrivere e il tuo contenuto si leggerà meglio.

8. Scrivi pensando al tuo target

Chi stai cercando di raggiungere? Lettori più giovani o più vecchi? Professionisti del settore o lettori comuni?

Il tuo contenuto deve parlare con il target che stai cercando di acquisire.

Tornando all’analogia “parla con i tuoi amici mentre bevete un drink”, alcuni di loro potrebbero essere del tuo settore, mentre altri non avranno idea di ciò che fai. Il modo in cui parli della tua attività con questi due tipi di amici dovrà essere nettamente differente e i tuoi contenuti dovrebbero fare lo stesso.

contenuti per i social: frazione di pagina di wordpress in cui si vede l'opzione per inserire il titolo di un nuovo articolo

contenuti per i social: frazione di pagina di wordpress in cui si vede l’opzione per inserire il titolo di un nuovo articolo

9. Fai post brevi per l’engagement e contenuti lunghi per il traffico

Torniamo a parlare di link building per il tuo blog: uno dei motivi principali per cui le persone utilizzano i social media è indirizzare il traffico verso le proprie pagine. Che tipo di contenuti stai scrivendo per il tuo blog? Sono lunghi, brevi o una via di mezzo?

Non ci sono regole precise su quanto dovrebbero essere lunghi i tuoi post. In verità, dovrebbero essere prima di tutto ben scritti.

Detto questo, la lunghezza può fare la differenza nel modo in cui le persone e i motori di ricerca leggono e interagiscono con i tuoi post.

Ad esempio, i post brevi sono i migliori per raccogliere feedback, commenti e altri tipi di interazioni dai lettori (la gente preferisce leggere  testi brevi, quindi è più probabile che tu abbia la loro attenzione se scrivi meno di 300 parole). I post più lunghi (1.000-2.500 parole), ricchi di parole chiave e informazioni, sono migliori per stimolare le condivisioni sui Social e il traffico sui motori di ricerca.

10. Aggiungi elementi visivi ai tuoi post

Se vuoi mantenere l’attenzione dei lettori sui tuoi contenuti, aggiungi foto – ma anche grafici, tabelle, video, GIF e altro ancora- al corpo dei tuoi post.

Nell’ultimo periodo i contenuti visuali che vanno per la maggiore sono i video, soprattutto su Facebook e Instagram. Un consiglio? Opta per video in formato verticale per favorire la fruibilità sugli smartphone.

Stessa cosa vale per i contenuti del tuo blog. Non solo i lettori apprezzeranno il fatto di non dover scorrere un muro di parole, ma avrai un ulteriore strumento per fare SEO, in quanto i motori di ricerca eseguono la scansione delle immagini e delle didascalie.

 

Non ti aspettare di diventare il miglior Social Media Marketer in una sola notte e sappi che per iniziare a vedere i benefici dalla tua Strategia Social ci vorrà del tempo. 

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Come utilizzare Instagram nel B2B

Nel pianificare la perfetta strategia di Marketing e Comunicazione nell’ambito del B2B, si devono scegliere le piattaforme su cui lanciarsi più adatte al proprio business. Quella a cui si pensa subito è Facebook, in cui si entra perché, tutto sommato, “si deve” (“su Facebook ci sono tutti!“); avere un canale su YouTube è certo consigliabile, ma non sempre adatto al target di riferimento. LinkedIn, infine, è indispensabile per ottenere contatti e fare recruitment interno, ma poco performante in termini di promozione.

Sai qual è il Social Network che è salito al primo posto sul podio dell’engagement? Proprio lui, il regno delle immagini: Instagram. Con i suoi 500 milioni di utenti attivi al giorno e più di un miliardo di iscritti, è riuscito a catturare oggi anche l’attenzione degli scettici che lo vedevano come una piattaforma poco professionale e non adatto a diffondere le comunicazioni di certi settori commerciali.

Perciò oggi ti sveleremo come utilizzare Instagram nel B2B per ampliare la tua rete di contatti, il tuo Portafoglio Clienti e il tuo ROI.

Instagram nel b2b: homepage di Instagram per desktop visibili sullo schermo di un laptop poggiato su un tavolo vicino ad una pianta

Instagram nel b2b: homepage di Instagram per desktop visibili sullo schermo di un laptop poggiato su un tavolo vicino ad una pianta

Cosa puoi fare con Instagram nel B2B

Fai storytelling e umanizza la tua azienda

Instagram è un ottimo mezzo per raccontare delle storie. Nel tuo caso, la migliore storia che puoi condividere con i clienti è quella della tua azienda. È infatti molto importante per far conoscere la sua Immagine e i suoi Valori tramite la narrazione della sua nascita, dei primi successi e soprattutto dell’evoluzione che ha affrontato. A questo fine, si potrebbero condividere foto di repertorio, oltre a foto di eventi a cui avete partecipato per far vedere che l’azienda è attiva e sempre disponibile al contatto con il Cliente.

Oltre a raccontare la storia e la Vision dell’Azienda, potresti sfruttare questo Social per far conoscere il tuo team. In questo modo, darai un volto e una voce (se sfrutterai anche i video) al marchio; in poche parole, umanizzerai la compagnia e la renderai più vicina al Cliente, rendendo più semplice stabilire un legame con lui. Per realizzare questo scopo, condividi foto del tuo personale al lavoro o in un momento di relax che trasmetta il feeling che c’è tra i membri dell’azienda: questo ispirerà fiducia in chi vi guarda.

Nota importante: per fare storytelling e umanizzare la tua azienda, ricorri alle stories! Questi brevi video possono tornare molto utili per fare mini-interviste o per mostrare come si svolge la quotidianità all’interno della tua impresa.

Rendi partecipi gli utenti dei tuoi eventi

Come abbiamo appena spiegato, le stories di Instagram sono un formato molto fruibile ed efficace per farsi conoscere. Sono ottime, dunque, per mostrare ad esempio il work in progress e la preparazione di una fiera, un convegno o qualsiasi altro evento e stuzzicare così la curiosità di chi ti segue. Il fatto che siano visibili solo per 24 ore e di breve durata, però, le rende sconsigliabili se volete poter mostrare più a lungo qualcosa. Al loro posto, potreste fare una diretta che permetta agli spettatori di partecipare live all’evento.

Per il dopo evento, una fase importante in cui si raccolgono solitamente i frutti della partecipazione, potreste raccogliere la storie che avete fatto in questa occasione in una Storia in Evidenza sul profilo, che rimane fissa e sempre visibile. Altra opzione è quella di montare un video più professionale da mostrare nella vostra IGTV (video che potreste condividere anche su YouTube!).

A corto di idee per i contenuti? Usa gli User Generated Content!

Di cosa stiamo parlando? Dei Contenuti Generati dagli Utenti, ovvero di tutti i contenuti che gli utenti realizzano su di voi. Assicuratevi che vi tagghino o che inseriscano nella didascalia della foto un certo #hashtag (creane uno che identifichi la tua azienda e spammalo per farlo ricordare e riutilizzare) nelle foto che parlano di voi o di un vostro/prodotto servizio. In questo modo, potrete individuarle e condividerle grazie a App esterne (Repost for Instagram o Regrann per Android, o Repost: For Instagram per Apple) e ottenere facilmente nuovi contenuti per la vostra pagina, che avranno il pregio di essere particolarmente di valore funzionando come “referenze”. In questo modo riuscirete anche a migliorare il rapporto con i vostri Clienti.

Nota: per condividere le stories, non servono app esterne. È sufficiente che voi siate “Menzionati” nella story per condividerla anche sul vostro profilo.

Instagram nel b2b: zoom sullo schermo di un tablet che mostra una pagina instagram

Instagram nel b2b: zoom sullo schermo di un tablet che mostra una pagina instagram

Usa strategicamente gli #hashtag e la geolocalizzazione

Come abbiamo anticipato, gli hashtag sono un ottimo strumento per farsi trovare dagli utenti. Utilizzando lo stesso in tutte le foto (ad esempio, il nome della vostra azienda o il settore in cui operate) aiuterà gli utenti a trovare tutte le vostre foto in modo aggregato anche al di fuori del vostro profilo. Inoltre, sarà utile categorizzare determinate classi di prodotti/servizi in modo che un utente che sta cercando una certa cosa posso vedere tutte le vostre proposte al riguardo.

Stessa cosa vale per la geolocalizzazione: usatela in tutte le foto e siate precisi. In questo modo, chi trova un vostro contenuto per caso e vuole sapere dove trovare quel prodotto/servizio sponsorizzato o semplicemente dove si trova la tua azienda, può scoprirlo rapidamente.

Scopri come utilizzare al meglio Instagram nel B2B per la tua azienda specifica

Fin’ora ti abbiamo dato una serie di consigli generici su questa affascinante piattaforma, ma non è detto che tutto funzioni per la tua azienda nello specifico. Non ti resta che provare, sperimentare e misurare i risultati dei vari tentativi. Aggiusta la tua strategia in corso d’opera in base alla risposta dei clienti. In Instagram potresti trovare un potente alleato!

Se vuoi scoprire tutti i segreti di Instagram nel B2B, affidati ai nostri esperti! Contattaci per una consulenza in Web Strategy.

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I Social Media Trends da seguire nel 2019

Come cambierà il panorama dei Social Media nel 2019? Ecco i Social Media Trends che dovrai seguire nel 2019 per realizzare una strategia di marketing di successo.

Il rapido ritmo con cui si evolvono le piattaforme di Social Media richiede ai marketer di essere costantemente aggiornati in modo da poter studiare tattiche efficaci che permettano loro di Trovare Nuovi Clienti e fidelizzare quelli Acquisiti.

Il 2018 è stato un anno intenso per tutti i Social. Molte vicende hanno coinvolto e scosso le diverse piattaforme e per questo nel 2019 il Social Media Marketing dovrà rivedere le sue strategie per adattarsi ai cambiamenti. In particolare, ci sarà maggiore attenzione sul ROI, sulle nuove tecnologie e sull’impostare una relazione di fiducia tra il Brand e i Clienti.

Diamo uno sguardo più da vicino alle principali tendenze che hanno dominato il 2018 e il modo in cui queste influenzeranno il 2019.

Social Media Trends 2019: due ragazzi e tre ragazze appoggiati ad una balaustra che guardano il proprio smartphone e interagiscono fra di loro

Social Media Trends 2019: due ragazzi e tre ragazze appoggiati ad una balaustra che guardano il proprio smartphone e interagiscono fra di loro

I Social Media Trends da seguire nel 2019

L’ascesa delle app di messaggistica

Le app di messaggistica erano usate più delle app dei Social Media già nel 2018 e questa sembra essere una tendenza che dominerà e crescerà anche quest’anno. Ai post pubblici sui Social Network si preferisce sempre di più la messaggistica privata, sia che si tratti di comunicare con i propri amici sia che si tratti di rimanere in contatto con i propri brand preferiti.

Tramite la messaggistica, infatti i brand possono realizzare un engagement con il proprio pubblico senza precedenti.

WhatsApp, Messenger, Viber, WeChat dominano il settore e hanno già introdotto funzionalità aggiuntive nelle loro app. A partire dalle Stories, si è passati alla divulgazione delle notizie e ai BOT che curano la customer care e rispondo alle FAQ. L’ultima notizia che ci giunge da WhatsApp, ad esempio, è che sull’app sono in arrivo le pubblicità.

Riconquistare la fiducia degli utenti

La ragione per cui le app di messaggistica sono diventate ancora più popolari è la crescente mancanza di fiducia degli utenti nei Social Network (soprattutto in Facebook), dovuta ai numerosi casi di diffusione di dati personali.

Per le Aziende che si muovono sui Social, la crescente attenzione riservata ai big data e le preoccupazioni sulla privacy mettono in evidenza l’importanza di creare un rapporto di fiducia con i propri Clienti.

È necessario che un Brand si dimostri trasparente e sincero con il proprio pubblico, anche nel comunicare notizie negative. In questo modo si conquista la fiducia dei propri Clienti e ci si assicura la loro attenzione.

Focalizzarsi su canali più specifici

Sono finiti i giorni in cui dovevi iscriverti a Facebook semplicemente perché “ci sono tutti”. Al giorno d’oggi, è più importante concentrare i propri sforzi su canali più specifici e conquistare un pubblico di nicchia che sia rilevante per il tuo business. Ad esempio, non aver paura di limitare la tua comunicazione a solo due canali se noti che essi offrono il ROI migliore per la tua Azienda.

Non disperdere le tue attenzioni ma soprattutto il tuo budget. Per iniziare, scopri dove si trovano i tuoi Clienti in Target e quali canali funzionano meglio per raggiungerli. Tieni traccia delle prestazioni e man mano aggiusta la tua strategia per adattarla agli obiettivi del tuo business.

Spesa in Social ADS in continuo aumento, ma attenzione alla saturazione del mercato

La pubblicità sui Social Media è in continuo aumento da qualche anno. È oggi possibile creare annunci sempre più completi e persino multicanale. Non sorprende dunque che sempre più Aziende dedichino un buon budget a questo tipo di campagne.

Nel 2019 si avrà probabilmente un ulteriore aumento della spesa in Social ADS, soprattutto su Instagram. Tuttavia, è bene considerare che non è una buona idea affidarsi ad una sola piattaforma, sia per la crescita organica che a pagamento. C’è il rischio di saturare il settore (come è già in parte avvenuto per Facebook) e ritrovarsi a pagare prezzi stellari schizzati alle stelle per la troppa concorrenza.

Social Media Trends 2019: uomo che indossa visore ottico per la realtà virtuale

Social Media Trends 2019: uomo che indossa visore ottico per la realtà virtuale

Video, podcast e live streaming

Dall’ascesa di YouTube all’introduzione di IGTV su Instagram, le piattaforme Social sono sempre più interessate a mettere in evidenza i contenuti video. Facebook ha persino cambiato il suo algoritmo in modo che i contenuti video vengano visualizzati più frequentemente nei nostri feed.

Il Video Marketing sta diventando sempre più interessante sia per i brand, che per gli utenti che notano tali contenuti di più rispetto ai testi scritti. Il 2019 sarà infatti l’anno in cui più marchi sperimenteranno diversi tipi di video su diversi canali:

  • Video brevi da vedere soprattutto su device mobile. Si trovano oggi su qualsiasi piattaforma e possono essere davvero efficaci. Già ampiamente utilizzati dai brand, verranno ulteriormente implementati.
  • Le Instagram Stories riscuoto sempre più consenso. Questo formato vedrà un’ulteriore impennata grazie all’ottimizzazione della visualizzazione sugli schermi mobile.
  • Lunghi video che fanno storytelling. Che si tratti di YouTube, Facebook o anche di IGTV, c’è sempre più bisogno di storie interessanti da convincere gli spettatori a guardare più di qualche secondo.
  • Lo streaming live è ora disponibile su molte piattaforme diverse. Gli utenti si trasformano in emittenti e i marchi diventano editori per avvicinarsi al loro pubblico.

Oltre ai video, anche i podcast stanno vivendo un momento di successo. I contenuti audio sono tornati ad essere un ottimo modo per condividere un buon storytelling con il tuo pubblico.

Realtà aumentata

Molti Brand stanno puntando sull’utilizzo della Realtà Aumentata per rendere i propri messaggi coinvolgenti, divertenti e ingaggianti. Avere la possibilità di provare, ad esempio, un paio di occhiali prima di acquistarli può portare ad un aumento del numero di vendite.

Facebook sta investendo molto in Realtà Aumentata nel tentativo di diventare leader del settore. È già stata annunciata l’introduzione di annunci in Realtà Aumentata per rendere più accattivante il Social Commerce.

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Come massimizzare il ROI nelle tue Social ADS

Hai problemi a far fruttare le campagne a pagamento sui Social Media? Vuoi migliorare i risultati dei tuoi investimenti in pubblicità su Facebook? In questo articolo ti daremo dei consigli pratici per massimizzare il ROI nelle tue Social ADS.

Con questo intento, diamo uno sguardo allo stato attuale delle Social ADS.

La Social ADS oggi: i problemi più frequenti

Secondo il Report sul Digital Marketing di Q2 2018 di Merkle, nel secondo trimestre dello scorso anno gli inserzionisti hanno speso il 40% in più rispetto all’anno precedente, mentre le impression sono diminuite del 17%.

L’aumento di investimenti pubblicitari sulle piattaforme di social media ma con un numero in calo di impression disponibili, determina l’aumento del CPC (Cost Per Click) medio.

Molte campagne social a pagamento non riescono a massimizzare il ROI a causa di un’ottimizzazione scarsa o incompleta, una distribuzione limitata, un tracciamento incompleto e obiettivi non ben definiti.

Con la crescita della domanda, invece, diventa ancora più importante per gli inserzionisti ottimizzare correttamente le campagne per ottenere il Ritorno sull’Investimento massimo.

Ecco cosa devi fare per ottenere risultati migliori e massimizzare il ROI nelle Social Ads.

Schermo di un pc che mostra una statistica sui visitatori di un sito web

Schermo di un pc che mostra una statistica sui visitatori di un sito web

Come massimizzare il ROI nelle tue Social ADS

Fai Social ADS adatte al tuo funnel

Ogni annuncio che pubblichi deve avere un chiaro obiettivo, inserito nel più ampio quadro della tua strategia Social. Portare i tuoi Potenziali Clienti dall’inizio alla fine del funnel, nel modo più efficiente possibile, si rivela indispensabile per realizzare una campagna pubblicitaria di successo.

Tieni presente che potrebbero essere necessarie più interazioni con i tuoi annunci e i tuoi contenuti prima che il Prospect attraversi il tuo funnel. Le tue campagne pubblicitarie, dunque, non dovrebbero mai puntare su un unico contatto e avere un approccio univoco.

Inoltre, è importante ricordare che l’annuncio che si rivolge al tuo Cliente Acquisito e abituale sarà molto diverso da quello rivolto a qualcuno che non ha familiarità con il tuo marchio e i tuoi prodotti.

Per questo è importante individuare la fase corretta del processo di acquisto in cui si trovano i Clienti nel momento della Segmentazione. Pubblica sempre annunci diversi, con  messaggi personalizzati e inviti all’azione specifici per ogni segmento individuato.

Fai Social Ads in modo più intelligente, non più difficile.

 Apporta dei semplici miglioramenti

Una serie di piccoli miglioramenti può influire notevolmente sul successo di una campagna di social media a pagamento. Non attuarli significherebbe buttare i tuoi soldi. Ricorda, stiamo cercando di spremere fino all’ultima goccia di ROI da queste campagne, anche se ottenere il massimo Ritorno richiede tempo.

Qualunque sia la piattaforma di social media che stai usando per pubblicizzare il tuo Prodotto/Servizio (qui ci concentreremo su Facebook e Instagram), segui le best practice di quello specifico Social e assicurati che tutto sia impostato correttamente, mediante tracking pixel (codice di tracciamento o codice di monitoraggio) e codici UTM.Tra

Usa il Tracking Pixel di Facebook

Innanzitutto, assicurati che il tracking pixel di Facebook sia correttamente implementato sul tuo sito web.

Facebook Pixel Helper, un’estensione del browser Chrome gratuita fornita da Facebook, può aiutarti a risolvere eventuali problemi. Puoi invece trovare informazioni su come configurare Facebook Pixel da zero direttamente sul sito web di Facebook.

È necessario segnalare manualmente a Facebook Pixel gli eventi positivi, come le avvenute iscrizioni alle newsletter e le azioni di e-commerce di successo (aggiungi al carrello, acquisti, ecc.), in modo che l’applicativo possa creare segmenti di pubblico sempre più specifici e di maggiore qualità.

Facebook e Instagram hanno potenti strumenti di tracciamento e ottimizzazione della conversione nel loro servizio di advertising, quindi usali.

Segmenta il Pubblico tramite la personalizzazione di visualizzazione di Facebook

L’utilizzo della funzione di personalizzazione del pubblico dei post di Facebook è un ottimo strumento di segmentazione che può aiutare a dare migliori risultati in termini di ROI delle tue Social ADS..

Sarebbe sciocco non sfruttare e non acquisire le informazioni dei visitatori del tuo sito web, soprattutto quando è gratuito e richiede solo pochi minuti per la configurazione. Facebook offre una serie di modi per creare un pubblico personalizzato in Facebook Ads Manager.

Sfrutta il traffico sul tuo Sito Web

Se il tuo Pixel di Facebook è impostato correttamente, può registrare ogni azione intrapresa dai visitatori sul tuo sito Web negli ultimi 180 giorni. Le azioni memorizzate includono le visualizzazioni di pagina, i clic sui pulsanti della pagina, i carrelli abbandonati e gli acquisti effettuati.

Puoi utilizzare questi dati per creare segmenti di Target con caratteristiche in comune o utilizzarli per il Remarketing.

Ovviamente, la pubblicità destinata a qualcuno che è già stato sul tuo sito Web e che qui ha persino completato una serie di azioni (lasciando la mail, compilando un form, acquistando etc.) ha una possibilità molto più alta di conversione rispetto alla pubblicità destinata al visitatore alla prima visita.

Crea il prototipo del tuo Cliente Tipo

Puoi creare segmenti di Target con caratteristiche in comune direttamente in Facebook Ads Manager, per trovare Utenti-Clienti Potenziali che abbiano tratti e caratteristiche simili al tuo utente ideale.

Il “prototipo di Cliente” viene creato in base a un pubblico personalizzato, che funge da pubblico di riferimento. Ciò ti consente di aumentare notevolmente il numero di Potenziali Clienti che puoi selezionare direttamente da un pubblico di qualità superiore, in quanto già scremato.

Monitora le conversioni

Le conversioni sono di fondamentale importanza per i negozi di e-commerce. Il traffico di un sito Web del genere è inutile a meno che non si traduca in vendite. Per tua fortuna, Facebook e Instagram possono aiutarti monitorare le conversioni.

Il monitoraggio delle conversioni dipende dalla corretta implementazione del tracking pixel e dalla corretta impostazione delle campagne pubblicitarie. Anche Google Analytics offre un servizio di controllo in questo senso, che consiste però nel solo calcolo dell’ultimo clic.

Non c’è motivo per non tracciare e ottimizzare le conversioni. Anche le grandi Società di Media che generano entrate da singoli annunci pubblicitari interni al sito possono trarre vantaggio dall’ottimizzazione delle conversioni facendo attenzione alle pagine-per-sessione visitate  per trovare un utente di qualità superiore, ben diverso del visitatore di passaggio.

Monitora anche le conversioni offline

Con una corretta implementazione, puoi monitorare gli eventi offline, come ad esempio le vendite nei punti vendita fisici, dopo che qualcuno ha interagito con i tuoi annunci Facebook.

Esistono due modi per impostare l’attività offline:

  1. caricare manualmente il file CSV dei dati offline su Facebook
  2. sincronizzare il CRM direttamente con Facebook (le informazioni sul cliente verranno quindi abbinate agli ID utente corrispondenti su Facebook)

In questo modo potrai scoprire se qualcuno ha intrapreso un’azione specifica, come un acquisto dopo la visualizzazione della tua Social ADV.

Fai Remarketing

Per fare remarketing sui Social Media è necessaria la corretta implementazione dei tracking pixel di ciascuna piattaforma.

Fare Remarketing con segmenti di Pubblico ben delineati tramite gli strumenti di Facebook, ad esempio, è una buona mossa strategica in quando intere campagne possono essere costruite intorno ad essi. In realtà, sono proprio questi tipi di campagne a produrre i rendimenti più alti.

Realizza pubblicità sequenziale

Si parla di Pubblicità sequenziale quando si mostrano diversi annunci alla stessa persona, per un certo periodo di tempo. Le grandi campagne televisive utilizzano spesso questa tattica, ma non vi è alcun motivo per cui non possa essere applicata con successo alla Social ADS.

Ad esempio, puoi iniziare mostrando a certi Utenti un annuncio che si focalizza su uno dei vantaggi del tuo prodotto/servizio. Il seguente annuncio (lanciato solo dopo che la maggior parte del tuo Terget selezionato ha visto il primo) mostrerà un altro vantaggio del prodotto/servizio. Il terzo annuncio potrebbe riportare la testimonianza di un cliente, e così via. Stai mostrando al tuo pubblico lo stesso prodotto ma con diversi messaggi.

Per realizzare una campagna pubblicitaria sequenziale di successo è necessario che essa sia innovativa, brandizzata e accattivante.

Due ragazze e due ragazzi in fila che guardano sorridendo lo smartphone che hanno tra le mani

Due ragazze e due ragazzi in fila che guardano sorridendo lo smartphone che hanno tra le mani

Massimizza la distribuzione

Oltre a migliorare il processo di realizzazione delle campagne, è possibile ottimizzare ulteriormente le tue Social ADS implementando la loro distribuzione. Ciò garantirà il successo della tua campagna in base agli obiettivi prefissati. Non migliorare la distribuzione equivale, di nuovo, a buttare i tuoi soldi.

Rinnova costantemente le tue idee creative

L’uso della stesse idee creative (immagini, video, testo) può venire presto a noia. Ciò significa che il tuo pubblico inizierà a ignorare i tuoi annunci o, peggio, inizierà a lasciare commenti mediocri. Avrai anche un aumento del CPM e del CPC man mano che perdi posizioni nell’asta di annunci di Facebook.

Rinnova costantemente le tue idee creative per evitare che questo accada. Fa la differenza, anche se ogni mese ti limiti ad aggiornare le tue immagine o a copiare da altri.

Risaltare nel newsfeed degli Utenti è una parte importante delle Social ADS di successo. Se si utilizzano fotografie o video, dunque, devono essere di alta qualità e facilmente identificabili per impedire all’utente di ignorare il post.

Sfrutta tutti i posizionamenti disponibili

La maggior parte dei tuoi risultati arriverà dagli annunci pubblicati sulla newsfeed di Facebook o di Instagram. Non dimenticare però gli altri posizionamenti possibili, come la barra laterale, Messenger e il Marketplace.

I posizionamenti automatici sono l’opzione migliore per massimizzare i risultati oltre i feed di notizie.

Ottimizza la tua Social ADS per dispositivi mobili

A meno che tu non miri specificamente solo agli utenti di dispositivi desktop, considera che la maggior parte delle impression e dei clic arriveranno dai dispositivi mobili. Ciò significa che dovrai prestare particolare attenzione ad ottimizzare i tuoi contenuti per il mobile.

Assicurati che tutte le tue immagini e i tuoi video siano formattati in modo che riempiano al meglio lo spazio visibile sullo schermo dello smartphone. Anche i titoli e il testo di accompagnamento devono essere ottimizzati per adattarsi.

Se utilizzi i video, assicurati che siano formattati in proporzioni 1:1 (video quadrati) per occupare la maggior parte del visore video di Facebook e “coprire” completamente i video con aspetto orizzontale.

Riduci al minimo le restrizioni per l’algoritmo di Facebook

Non cercare di controllare troppo Facebook. Invece, dai modo a Facebook di mostrare i tuoi annunci agli utenti corretti al momento giusto, con meno restrizioni di targeting possibili. Maggiore è la libertà con cui l’algoritmo utilizza i dati dei pixel, maggiore è la possibilità di ricevere conversioni.

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I Marketing Trends da seguire nel 2019

Ad inizio anno, cerchiamo di dare uno sguardo d’insieme a quelli che vengono definiti Marketing Trends, ovvero le tendenze che andranno per la maggiore (e che converrà seguire) nel panorama del Social Media Marketing nel 2019.

Secondo Hootsuite, questo è un anno entusiasmante per lavorare nel campo dei Social Media perché tante sfide e nuovi strumenti mettono alla prova i brand che cercano di pianificare una buona strategia di Marketing. In particolare, nella sua consueta indagine svolta su un largo campione di aziende, sono venuti fuori 5 media trends principali:

  1. Ricostruire la fiducia degli utenti dopo gli scandali del 2018 sulla diffusione dei dati
  2. Puntare sulle Stories, ovvero le aziende si dedicheranno di più alla realizzazione dei video di Instagram visibili per 24 ore per implementare le proprie strategie
  3. Eliminare il gap pubblicitario: Sempre più aziende stanno accantonando i contenuti organici in favore di contenuti a pagamento
  4. Puntare sul social commerce: molte aziende opteranno per inserire più possibilità di social commerce sulle varie piattaforme di Social Network
  5. I messaggi dominano il mondo: Le aziende, soprattutto le app, stanno implementando servizi di messaggistica interna (Come ha recentemente fatto Google Maps)

Vediamo adesso nello specifico 3 macro-aree di tendenza che vi consigliamo di tenere a mente nel pianificare la vostra strategia sui social.

Strategia: scacchiera in penombra con pedine bianche e nere in posizione iniziale

La nuova era dei Dati

Abbiamo anticipato con la lista di trend di Hootsuite come i brand siano consapevoli di dover ricostruire la fiducia degli utenti andata persa nel corso del 2018 a causa dello scandalo Cambridge Analytica e ad altri casi eclatanti di furto di dati. Molte aziende cercheranno di dimostrare un cambio di rotta netto mettendo in atto la trasparenza dei dati e aumentando la loro data maturity.

Con l’obiettivo di “mostrare il proprio lato umano”,  i brand sui social cercheranno di integrare maggiormente le PR (Pubblic Relation) nelle strategie di Marketing, per personalizzare le offerte per i propri utenti.

Un’altra questione che vedrà i dati protagonisti è la loro misurazione: molte aziende implementeranno la loro attenzione sul ROI per avere un migliore controllo delle proprie mosse di marketing ed ottimizzare così il budget, da investire sulle attività più rilevanti.

smartphone con schermata Social con sotto foto di utenti, poggiato sulla tastiera di un computer, tutto sui toni del blu

smartphone con schermata Social con sotto foto di utenti, poggiato sulla tastiera di un computer, tutto sui toni del blu

La predominanza della tecnologia

Il 2019 sarà un anno dominato dall’entrata prepotente e dominante delle tecnologie di ultima generazione nella definizione delle strategie di marketing social e non. Oltre a dare particolare lustro alle Stories,come anticipato da Hootsuite, le aziende avranno a che fare con botmachine learningAIrealtà aumentata e realtà virtuale.

Le applicazioni di queste innovative tecnologie sono moltissime. Si pensi che si è iniziato a parlare di virtual influencer: si tratta di soggetti virtuali che postano, interagiscono con la community e sono selezionati dai brand come fossero veri influencer, ma che a differenza degli influencer in carne e ossa non richiedono di stipulare contratti!

La società dell’adorazione del sé

Quest’anno la cosiddetta Generazione Instagram dominerà il modo di fare marketing in modo decisivo. Il nuovo consumatore, infatti, svolge sempre più spesso l’intero processo di acquisto direttamente dentro ai Social Network. Via libera dunque a Nano e Mini Influencer e a strategie di content curation.

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Il pessimo 2018 di Facebook

L’anno appena trascorso è stato per Facebook tutt’altro che idilliaco: scandali, errori grossolani e ingenti cali in borsa hanno fatto tremare il re dei Social Network.

Il suo fondatore, Mark Zuckerberg, ha scritto un lungo post sulla sua bacheca personale, per riassumere il lavoro svolto e i traguardi raggiunti dal suo punto di vista. Quello che ne è venuto fuori, è stata una lista di azioni realizzate dall’azienda che ha suscitato non poche critiche.

Uomo che indica logo di Facebook

uomo iconizzato che indica logo di facebook

Cosa ha fatto di buono Facebook nel 2018 secondo Mark Zuckerberg

Nel messaggio a cuore aperto ai suoi follower, e per questo al tempo stesso consumatori del suo prodotto, Zuckerberg ha aperto il discorso dichiarando che ci sono state diversi risultati conseguiti dalla sua azienda nel 2018 a renderlo orgoglioso, fra le quali

  • Prevenire le interferenze elettorali
  • Fermare la diffusione dei discorsi d’odio e la disinformazione
  • Essere certi che gli utenti abbiano il controllo delle proprie informazioni
  • Assicurare che i nostri servizi migliorino il benessere delle persone

In questa prima parte del suo discorso, il punto che ha suscitato più critiche è stato indubbiamente quello che riguarda la sicurezza per gli utenti di avere l’esclusiva conoscenza delle proprie informazioni.

A partire dallo scandalo di Cambridge Analytica, seguito poi da numerosi altri casi di diffusione illecita dei dati personali degli utenti, Facebook ha risentito di un grosso calo di popolarità, perdendo utenti e sostanziose quotazioni in borsa.

Prevenendo in un certo senso le critiche che gli sarebbero poi arrivate, Zuckerberg affronta di petto la questione delle sicurezza delle informazioni. Ci dice che:

  • È stato ridotto il numero di informazioni a cui possono accedere app esterne
  • Sono stati indetti nuovi controlli per il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati  (GDPR)
  • È stato chiesto ai singoli utenti di controllare le proprie impostazioni sulla privacy
  • Sono state ridotte alcune delle informazioni di terze parti usate negli annunci pubblicitari
  • È nato uno strumento di “Cronologia Esplicita” che offrirà alle persone maggiore trasparenza nella cronologia della loro navigazione
  • Continua lo sviluppo di servizi di messaggistica e condivisione criptati e effimeri

 

Loghi di Facebook sovrapposti

Loghi di Facebook sovrapposti

La lotta di Facebook alla disinformazione e ai contenuti dannosi

Interessante è però anche l‘attenzione che Mark Zuckerberg riserva alla questione della disinformazione, altro grande cruccio del suo Social Network di punta. Alcune delle iniziative più importanti:

  • Sono stati costruiti sistemi di intelligenza artificiale per identificare e rimuovere automaticamente i contenuti relativi al terrorismo, ai discorsi di incitamento all’odio e altri contenuti dannosi 
  • È stato migliorato il News Feed in modo che mostri solo contenuti attendibili
  • È in corso lo sviluppo di sistemi per ridurre automaticamente la distribuzione di contenuti borderline, che riguardano sensazionalismo e disinformazione.
  • Sono state triplicate le dimensioni del team di revisione dei contenuti per gestire casi più complessi che l’IA non può giudicare e costruito un sistema di appelli per quando vengono prese decisioni sbagliate.
  • È stata avviata una collaborazione con i governi (per prima, la Francia), per stabilire norme efficaci sui contenuti per le piattaforme Internet.

Insomma, dalle parole del suo fondatore, sembra che Facebook si sia dato molto da fare per riempire le sue falle. I numeri in caduta libera, però, non sono d’accordo con lui.

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Social Media Strategy per B2B: quale social scegliere?

Hai un’azienda coinvolta nella rete commerciale B2B? Ti sei mai chiesto quali possano essere le opportunità social per il tuo business?

I social network sono diventati un elemento imprescindibile per qualsiasi attività che desideri farsi notare e trasmettere il proprio messaggio, non solo B2C, ma anche B2B.

I social ci aiutano a comprendere quali siano le aspettative del nostro pubblico, ad ottenere informazioni utili su di lui, a dialogare con lui e a comunicare informazioni, iniziative e promozioni coinvolgendolo.

Questo vale anche per le aziende che vogliono comunicare con altre aziende.

Solo in questo anno, le persone attive in internet hanno raggiunto quota 4 miliardi e di questi, ben 3 hanno dimostrato di essere attivi sui social. In Italia oltre il 73% della popolazione (circa 43 milioni) è online e oltre 30 milioni di questi sono quotidianamente connessi ad uno o più social.

È ovvio quindi che non essere presenti sui social network equivale ad eliminare una notevole fetta di mercato dalle nostre strategie aziendali.

Facebook, Twitter, Linkedin e gli altri: sono tutti uguali?

Bisogna essere sui social. Ok, ma quali social? Ce ne sono alcuni meglio di altri? Alcuni che magari danno più visibilità o sono più efficaci?

Ogni social è nato con uno scopo, certo, molti di essi hanno subito profonde trasformazioni nel tempo, ma di base tutti hanno cercato di mantenere la loro natura.

Per scegliere bisogna essere consapevoli di quali siano le reti migliori per far crescere il proprio business (quali social utilizzare?) e quali siano le azioni da mettere in pratica (come utilizzarli?)

La scelta dipende dagli obiettivi che abbiamo

I social a disposizione sono tantissimi e ognuno ha delle caratteristiche specifiche legate sia alle potenzialità che ai limiti, e perdersi nel “labirinto social” è un attimo.

Per sviluppare una Social Media Strategy coerente con il nostro business bisogna prima capire: quali sono gli obiettivi della mia azienda?

Con chi comunichiamo?

Che risultati vogliamo ottenere? Vogliamo avere più visibilità? Vogliamo cercare nuovi clienti oppure fidelizzare quelli che già abbiamo?

Vogliamo più interazione con gli utenti? Vogliamo coinvolgerli di più?

Oppure, vogliamo promuovere qualcosa? Se si, cosa esattamente?

Rispondere a queste domande può aiutarci a fare chiarezza su quali possano essere le caratteristiche che cerchiamo nei tanti social disponibili online.

Ogni social ha i suoi punti di forza e i suoi limiti, ed ogni Social Media Strategist dovrebbe esserne consapevole per pianificare le strategie giuste e per non sbagliare platea o trasmettere un messaggio nel modo sbagliato.

Facebook

Caratteristiche principali: famoso, frequentatissimo, preciso

Tono della comunicazione: colloquiale, informale, amichevole

Tra tutti i social esistenti è certamente il più conosciuto e probabilmente il più utilizzato.

Come dice il nome stesso, è un libro da leggere e consultare; chiunque può potenzialmente sapere tutto di tutti e la comunicazione è alla base del suo funzionamento. Non a caso è un social nato per mantenere vivi i rapporti tra le persone.

Facebook è la soluzione adatta se vogliamo sviluppare interazioni e costruire con le persone dei rapporti personali.

Permette di dialogare con i nostri utenti attraverso la bacheca, con messaggi privati oppure all’interno di gruppi. Possiamo utilizzare video, immagini, sondaggi oppure semplicemente del testo.

La possibilità di interazione con i clienti si genera ascoltando e rispondendo ai commenti ricevuti e analizzando il trend dei like.

Twitter

Caratteristiche principali: politico, culturale, rapido

Tono della comunicazione: formale, istituzionale, accademica

Dato spesso per spacciato, Twitter rappresenta, nonostante tutto, una realtà social molto forte per i professionisti e per le informazioni.

Per uscire dal coro e farsi ascoltare, bisogna guadagnare autorevolezza e diventare influenti.

È un social rapido e dinamico, che vive della condivisione dei contenuti visualizzabili nell’immediato e che poi si perdono tra migliaia di altri tweet, è sintetico poiché legato ai 280 caratteri di testo a disposizione ed è molto utile a livello aziendale per relazionarsi con i clienti e la customer care.

Uno degli utilizzi più consigliati per i profili aziendali infatti, è quello di poter comunicare in modo istantaneo con gli utenti, dando così una risposta pronta per risolvere i loro problemi.

Non solo, potrebbe essere molto utile anche per mantenere rapporti con altre aziende o brand attraverso lo scambio (pubblico) di tweet ed avere una buona cassa di risonanza.

Linkedin

Caratteristiche principali: professionale, di settore, serio

Tono della comunicazione: specialistico, formale, istituzionale

Linkedin è un social particolarmente indicato per i professionisti che desiderano parlare di ciò che conoscono e mettersi in contatto con figure altrettanto preparate per intrecciare rapporti di business produttivi.

Su questa piattaforma si diventa influenti per ciò che si ha da dire e se non si ha nulla da dire, si consiglia qualcosa che abbiamo trovato interessante.

Le aziende possono crearsi uno spazio dove celebrare la propria professionalità e rendersi autorevoli nel loro settore. Di solito viene utilizzato per il business networking, il recruiting del personale e per la ricerca del lavoro.

Qui non c’è posto per creatività e leggerezza, le aziende devono mostrare il loro volto ufficiale e istituzionale.

Infine, in ottica SEO, Google premia Linkedin e i suoi iscritti con una buona indicizzazione online e una certa visibilità ai profili più aggiornati.

Tra quelli proposti, questo è forse il social più adatto alle aziende che vogliono intrecciare relazioni (professionali) con altre aziende magari del medesimo settore.

Per concludere

Esistono molti altri social al di là di quelli di cui abbiamo parlato in questo articolo e scegliere quello più adatto alla nostra strategia B2B non è semplice. Dobbiamo tenere conto di numerosi fattori e analizzare attentamente rischi e opportunità.

Molti imprenditori ritengono ancora che i social non servano a nulla e siano soltanto una perdita di tempo, senza rendersi conto che ogni social è una rete di contatti importante!

Ora che hai visto quali sono le caratteristiche di questi social, quale pensi sia il più adatto alla comunicazione della tua azienda?

Se ancora non sei sicuro della tua scelta oppure preferisci pianificare una strategia social che utilizzi più piattaforma, Mg Group Italia può aiutarti a fare chiarezza e stabilire la linea editoriale più adatta al tuo business.

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Possiamo fare tutto sui social network?

Se ci chiedessero cosa possiamo fare con i social network, risponderemo istintivamente: tutto.

Sembra esagerato, ma tutto non è poi tanto distante dalla realtà, se pensiamo che attraverso i Facebook, Instagram, Linkedin e Twitter siamo in grado di comunicare, inviare e ricevere file, fare un sondaggio, pubblicare foto e video, creare gruppi, fare donazioni, inviare richieste di amicizia e smettere di seguire una pagina.

Considerando inoltre che il tempo trascorso a scrollare le news feed dei social è di quasi di 2 ore ogni giorno, la parola “tutto” assume d’un tratto un significato più ragionevole.

Eppure, a “tutto” c’è un limite.

Non ci riferiamo solo alla Netiquette, ossia al galateo online, non ufficiale, ma universalmente accettato dagli utenti, ma di veri e propri limiti social di cui ogni social media strategist dovrebbe essere consapevole per organizzare una buona pianificazione.

Cosa non possiamo fare sui social network

Ogni social ha dei limiti e la maggior parte di questi è stata imposta per ostacolare l’utilizzo spam degli account social, ossia l’utilizzo spropositato di alcune funzioni per aumentare la propria visibilità online.

Instagram

Con circa 800 milioni di utenti attivi in tutto il mondo, Instagram si posiziona al 7° posto nella classifica globale degli utenti attivi sulle piattaforme social a gennaio 2018.

Con un pubblico di queste dimensioni, conoscere tutti i limiti di questa piattaforma è importante per non commettere errori.

Il social network per le foto più famoso al mondo non consente di mettere più di 800 like al giorno sulle foto delle persone che seguiamo e non permette di seguire oltre 500 account nuovi ogni giorno; una volta raggiunto quest’ultimo limite, la funzione “segui” verrà disabilitata fino al termine della giornata.

Non possiamo postare più di 250 foto al giorno tramite lo stesso profilo e non possiamo seguire più di 7500 persone in totale.

Numeri impossibili da raggiungere? Forse, ma se ci si è appena iscritti su Instagram potremo avere molta voglia di fare amicizia.

Infine, non possiamo utilizzare più di 30 hashtag e un testo con più di 2200 caratteri.

Facebook

Nonostante sia il social network più trafficato della rete, anche Facebook impone dei limiti ai suoi utenti.

Non possiamo mettere, ad esempio, più di 25 like a fan page e 5000 like totali al giorno.

Non possiamo richiedere l’amicizia a più di 499 persone al giorno e non possiamo accettare più di 1500 richieste di amicizia al giorno.

Dal proprio account personale non è possibile aggiungere più di 600 persone ad un gruppo né aggiungere più di 150 persone ad una conversazione.

Twitter

Il limite più noto di Twitter, rimosso nel 2017, è quello relativo ai 140 caratteri poi diventati 280.

La piattaforma dei cinguettii però ha molti altri limiti tecnici poco noti e conosciuti.

Ogni utente può seguire fino ad un massimo di 5.000 account. Una volta raggiunta questa soglia, se si hanno meno di 5000 follower possiamo seguirne fino a 5000. Altrimenti possiamo seguire fino al 10% in più del totale dei nostri follower.

Ogni account è in grado di seguire un massimo di 1.000 account al giorno; si tratta di un limite tecnico imposto per prevenire un eccessivo abuso da parte degli account di spam.

Non possiamo pubblicare più di 2400 tweet al giorno e non possiamo inviare più di 1000 messaggi privati ogni 24 ore.

Infine, non possiamo smettere di seguire più di 1000 utenti al giorno e né seguire più di 1000 al giorno.

Linkedin

Per quanto riguarda Linkedin i limiti sono relativi, in quanto dipende molto dall’utilizzo che facciamo della piattaforma (uso commerciale o meno) e dalla tipologia di account (premium o normale).

Ogni utente può gestire fino ad un massimo di 30 gruppi ed ogni gruppo può contenere al massimo 20.000 membri. Al contrario, un singolo utente può essere membro di non più di 100 gruppi, dopodiché è necessario ritirarsi da un gruppo prima di potersi iscrivere ad un altro.

Ogni gruppo può avere 1 solo proprietario e non più di 10 amministratori e 50 moderatori.

Non possiamo menzionare più di 50 utenti nei nostri post e non possiamo avere più di 30.000 connessioni.

Non possiamo mandare più di 400 messaggi al giorno ai nostri collegamenti e non possiamo avere più di 350 richieste di collegamento in sospeso.

Quelli di cui abbiamo parlato sono solo alcuni dei limiti imposti da questi social; molti altri, probabilmente, non sono ancora stati scoperti. Se ci occupiamo di social media marketing però, è indispensabile restare sempre aggiornati, per sfruttare al meglio le possibilità offerte da questi social. Continua a seguire il Blog di Mg Group Italia per non perdere tutte le ultime novità del mondo social!

 

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Pubblicità su Whatsapp: in arrivo nel 2019

Nei primi tre mesi del 2019 arriverà la pubblicità su Whatsapp

Pensiamo, per un attimo solo, a quanto diverse potrebbero esser le nostre giornate senza Whatsapp. Quanto potrebbe esser meno immediato sentirsi con gli amici oppure condividere contenuti, foto o video o la propria posizione, con colleghi e conoscenti. Insomma, Whatsapp, col suo avvento ha effettivamente cambiato la vita delle persone (nel bene o nel male, si intenda bene).

Lo ha fatto, come quasi tutte le grandi innovazioni della nostra vita, quasi per caso, innovando del tutto il sistema di messaggistica sui telefoni cellulari (ce li ricordiamo vero i messaggi sms con pochi caratteri a disposizione?) e in generale la comunicazione digitale.

La storia dell’App (che letteralmente è l’unione di “What’s up?”, che significa “che succede”, e App, “applicazione”) è quella di un’idea che ha un percorso del tutto particolare: il suo fondatore nasce a Kiev, in Ucraina, e fa esperienza, nei suoi primi anni di vita, della durezza del regime comunista.

La sua famiglia, come tante altre all’epoca, si trova in cattive acque e la madre, a un certo punto, decide di trasferirsi in America portando con sè il piccolo Koum. In America riescono a sbarcare il lunario, anche se con fatica. Koum, a scuola è un piccolo disastro (inizia l’università ma non la finirà) ma, invece, nel tempo libero si appassiona ai codici di programmazione e inizia a frequentare community di hacker. Entra a lavorare in Ernest & Young come collaudatore della sicurezza fino al momento in cui cambia qualcosina.

La nascita e l’acquisizione da parte di Facebook

Koum, mentre frequenta l’Università incrocia Brian Acton, di Yahoo, il quale, rimane colpito del personaggio, e decide di coinvolgerlo nella sua azienda.

Collaborano per circa 9 anni, fino ad avvertire, ironia della sorte per quello che verrà dopo, un senso di “smarrimento” perchè lavorare nella pubblicità, dicono, non contribuisce a migliorare gli altri. Partono per un anno sabbatico, insieme, in Sud America.

Al rientro Koum compra un i-phone e gli viene un’idea: quella di consentire agli utenti di inserire aggiornamenti sul proprio stato, visibili dai contatti in rubrica. Nasce l’embrione di Whatsapp, perchè in breve tempo Acton e Koum capiscono di aver creato un sistema di messaggistica, primo al mondo, perchè, a differenza degli altri esistenti, come Google Talk e Skype, consente agli utenti di creare un profilo attraverso il proprio numero di cellulare e quindi di esser facilmente raggiungibili.

Dopo diverse difficoltà di programmazione legate alla programmazione considerando i prefissi di tutto il mondo oppure, ad esempio, la sfida dell’abolizione dei costi di abbonamento (oggi Whatsapp infatti è completamente gratis), il sistema inizia a farsi strada alla grande: rispetto ai suoi competitori di instant messaging ha dalla sua la straordinaria semplicità di utilizzo, grazie ai profili utente dei numeri di cellulare.

In questo modo l’app cresce in maniera impetuosa: nel 2013 ha 200 milioni di utenti utenti e nel 2014 arriva a 500 diventando, a tutti gli effetti, un applicazione di utilità mondiale. Entra facilmente nelle antenne di Facebook che annusa l’opportunità enorme e, dopo una serie di trattative, l’acquista con una mega offerta da circa 19 miliardi di dollari.

Nonostante ciò l’app continua a crescere e infatti nel 2017 introduce, forse ispirata anche da Facebook, gli “Stati“: la possibilità per gli utenti di condividere i propri status, per 24 ore, attraverso immagini e post.

L’arrivo della pubblicità su Whatsapp

Il caso di WhatsApp è molto interessante anche perchè rappresenta uno dei pochi casi al mondo di business milionari sviluppati senza sfruttare la pubblicità (grazie anche al fatto che per qualche tempo l’app è stata a, irrisorio, pagamento): da sempre i due fondatori hanno preferito dedicarsi alla crescita degli utenti anzichè allo sfruttamento delle opportunità di advertising.

Da quando però WhatsApp è entrata nella sfera di dominio di Facebook la musica è cambiata.   Quello che fa gola è il numero di utenti (1 miliardo di utenti ogni giorno e circa 450 milioni che quotidianamente visitano le “Storie” ovvero gli “Stati” pubblicati) e, quindi, l’enorme opportunità di sfruttamento pubblicitario che il flusso rappresenta.

L’annuncio è arrivato, in Italia, in via ufficiale da parte del country manager Facebook, Luca Colombo, che ha annunciato che nei primi tre mesi del 2019, su Whatsapp inizieranno a comparire messaggi pubblicitari.

Dove apparirà la pubblicità su WhatsApp?

L’advertising non comparirà nei messaggi di chat, per fortuna, ma si limiterà a comparire nella parte dedicata alle notifiche di stato degli utenti. Facebook assicura che non saranno “eccessivi” e non comprometteranno l’utilizzo normale della piattaforma da parte degli utenti.

 Il futuro di WhatsApp

Il grande enigma, in questo caso, potrebbe esser rappresentato, aldilà delle assicurazioni provenienti dal social network, dal comportamento degli utenti. In molti casi infatti gli utenti hanno dimostrato di non gradire cambiamenti radicali reagendo, infatti, con l’abbandono di piattaforme e social network (es. Google Plus che sta per chiudere).

La sfida anzitutto sta in tre domande: come e dove avverrà la pubblicità concretamente, come gli utenti la percepiranno, come gli utenti continueranno a “fidarsi” e a usare Whatsapp. Anche considerando che il rivale principale, Messenger, è in grande crescita.

Una storia inimmaginabile e per certi aspetti del tutto ironica pensando alla scelta di due amici, Brian e Jan, di lasciare Yahoo perchè stanchi di lavorare nella pubblicità!

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Spende 600 mila dollari su Facebook Ads senza accorgersene

Il peggior investimento pubblicitario online

Quando decidiamo di comunicare qualcosa, lo abbiamo detto, significa che abbiamo un messaggio chiaro che vogliamo lanciare su chi siamo e cosa facciamo. La cosa vale ancora di più quando decidiamo di lanciare un determinato messaggio nell’intento di pubblicizzare un prodotto o servizio che vendiamo e offriamo.

La comunicazione aziendale, insomma, ha le sue regole fondamentali e la pubblicità ancora di più perché, in questo caso, si tratta di investire tempo e risorse per la creazione di un valore che deve rientrare sia in termini di vendite che di promozione del brand e del prodotto.

Soprattutto con i new media digitali se ci affidiamo all’improvvisazione, come accade, i risultati non sono scontati anzi talvolta, senza conoscenza e senza programmazione degli strumenti a cui ci affidiamo, possiamo imbatterci in grandi, brutte, sorprese.

Imparate da chi ha sperperato 600 mila dollari in pubblicità Facebook Ads

È quello che è accaduto a Raaj Kapur Braar, titolare di una casa editrice, la Fetopolis, che promuove numerose riviste di successo, di moda principalmente, seguitissime e che su Facebook raggiungono in media circa 1,7 milioni di likes. Non male affatto, anche considerando che mediamente, un post pubblicato da una rivista di moda su Facebook raggiunge circa 2000 likes.

Qualche tempo fa, Braar decide di approntare un interessante investimento: decide di affidarsi a Facebook (Facebook Ads) per moltiplicare i suoi “lead” sul social network nella convinzione, abbastanza spannometrica, di ricavare circa il 2-300% rispetto alle risorse investite.

Si butta, impetuosamente, in una massiva campagna su Facebook Ads e, rapidamente, si trova ad aver speso, o meglio potremmo dire sperperato, l’ingente somma di circa 600.000 dollari. E tutto questo senza un concreto ritorno dell’investimento paragonabile a quanto speso.

La vicenda che ancora rimane confusa per punti discordanti espressi da Braar e al contempo anche da Facebook, lascia comunque emergere in maniera importante che quando ci sia affida alla pubblicità di un social network come Facebook risulta fondamentale, anzitutto, conoscere le sue caratteristiche e capire, concretamente, se queste incrociano gli obiettivi che vogliamo raggiungere.

Facebook, in sostanza, è un social network che ogni mese ospita circa 2 miliardi di utenti che fanno di tutto: dal postare foto all’esprimere commenti su quello che hanno mangiato un minuto prima. Tutto meno che, direttamente, comprare. Nel senso, la piattaforma tutto fa meno che vendere prodotti, offre agli utenti contenuti, anche riguardanti prodotti e, d’altro lato, alle aziende la possibilità di potersi promuovere sui propri canali. Facebook è in grado di incrementare la popolarità di un brand, farlo circolare tra gli utenti, generare “lead” e, addirittura, portare le persone a compiere determinate azioni (call to action) capaci di “convertire” il coinvolgimento generato dal brand in gesti concreti come un acquisto o la sottoscrizione di una newsletter.

Nello specifico Facebook Ads prevede tre livelli diversi di azione:

  • CPM (costo per mille), per avere visibilità (e basta) per il nostro brand aziendale. Si paga semplicemente affinché il nostro Brand venga promosso e mostrato il più possibile;
  • CPC (costo per click), si tratta della tipica strategia usata dall’imprenditore di Fetopolis, prevede un costo associato a ogni click (sia una fotografia, che un like, che un commento);
  • CPM (CPM ottimizzato), con questa strategia paghiamo Facebook solo se gli utenti compiono un’azione specifica che ci interessa (come ad esempio visitare il nostro sito di e-commerce). In questo modo il social network, per avere introiti, indirizza la nostra pubblicità solo verso gli utenti che potrebbero esser interessati e, dunque, propensi alla call to action che noi prevediamo.

Affidatevi a dei professionisti

Alla luce dell’esperienza non molto felice di Braar vi è anzitutto una riflessione da fare: prima di incamminarci in qualsiasi azione di advertising su Facebook Ads è necessario definire bene qual è l’obiettivo che vogliamo raggiungere e, concretamente, capire se il social network fa al caso nostro. Anche considerando che all’investimento economico che facciamo deve corrispondere un ritorno effettivo perché poi, alla fine, qualsiasi strategia deve esser valutata in base al rapporto tra effort e risultati prodotto.

In secondo luogo, bisogna conoscere bene quello che Facebook è e rappresenta con tutte le potenzialità e debolezze e, soprattutto, mettere bene a fuoco che esser visibili, impegnarsi a promuovere il proprio profilo, la propria notorietà non equivale a vendere di più.

Non farlo significa perdere su due fronti: perdere le opportunità che lo strumento ci offre perché non le comprendiamo e, forse la cosa peggiore, sprecare soldi che potrebbero esser investiti su altri fronti magari maggiormente redditizi per la nostra azienda.

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