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Il Marketing Sensoriale: la comunicazione parte dai sensi

Perché pensare a un marketing per i 5 sensi?

Abbiamo decine e decine di teorie su cosa sia meglio utilizzare per attirare clienti.
Alcuni dicono sia meglio usare le immagini, altri spingono sui video, altri ancora mettono al centro lo storytelling e in molti ormai ci parlano perfino di neuromarketing.
Ma se la risposta fosse molto più semplice? Cosa accadrebbe se la risposta fosse semplicemente quella di fare appello alle caratteristiche fondamentali ed essenziali dell’essere umano, come i cinque sensi?

Questo modo di impostare la pubblicità è noto come “marketing sensoriale” e sta investendo il mondo digitale.

Cos’è il marketing sensoriale?

Il marketing sensoriale è un insieme di tecniche utilizzate per raggiungere i sensi dei potenziali clienti e influenzare il loro comportamento modificando la percezione del marchio e lo stato d’animo che le tecniche usate provocano. Perciò si può parlare anche di branding sensoriale, che è un tipo di marketing che attrae tutti i sensi nella definizione dell’identità del brand.

Come sappiamo i cinque sensi sono: vista, udito, gusto, tatto e olfatto. Il marketing sensoriale è semplicemente il processo per conquistare la fiducia e l’attenzione di un cliente facendo appello a ciascuno di questi cinque sensi.

Non a caso è diventato popolare tra una varietà di industrie e aziende in tutto il mondo come parte della loro strategia complessiva.

Perché funziona il marketing sensoriale?

Oggi il vero fulcro del marketing è sempre l’esperienza del cliente. Questo è vero per il design del sito web, quanto per la creazione del prodotto e del packaging. Tutto quello che non stimola l’utente, che non lo diverte e non lo stupisce di certo non è un elemento importante del marketing.
Come potete immaginare anche il marketing sensoriale si basa molto su questo concetto. Il marketing sensoriale offre un’esperienza completa. Per questo motivo, si distingue come un modo univoco, interattivo, per conquistare l’attenzione del pubblico. Uno dei più grandi errori di marketing che un marchio può fare è quello di creare un’esperienza fruibile da un solo senso alla volta.

 

Come fare appello ai sensi del pubblico?

Mentre alcuni marchi possono sembrare candidati ovvi per il marketing sensoriale, altri potrebbero sembrare difficili da utilizzare. Ma fortunatamente, questa tattica è molto adatta a una varietà di settori. Ecco come applicarlo al tuo:

Ottieni emozioni

Le emozioni stanno entrando nel marketing più oggi di quanto non abbiano mai fatto prima. Se vuoi creare fiducia tra i tuoi clienti verso il ​​tuo marchio, devi iniziare facendo un appello emotivo. Brand come Airbnb lo fanno splendidamente, con la loro campagna “Belong Anywhere”.
Più profondamente riesci a connetterti emotivamente con il tuo pubblico, più è probabile che ricordino il tuo marchio. Questo, a sua volta, ti darà l’opportunità di fare appello anche ai loro altri sensi.

Gioca sul senso dell’olfatto

L’olfatto è un senso potente, e i test hanno dimostrato che gli odori gradevoli possono migliorare l’umore del 40%. Trova un modo per incorporare il profumo nel tuo marchio.

Dunkin Donuts, il famoso produttore americano di ciambelle, ha utilizzato il marketing sensoriale in Corea del Sud, emettendo un odore di caffè nell’aria mentre suonava un jingle aziendale. Probabilmente ti potrà sembrare estremo: ma ci sono anche altri modi per giocare sull’olfatto dei tuoi clienti. Due opzioni intelligenti includono la collocazione di annunci profumati nelle principali riviste o l’utilizzo di una fragranza nei tuoi negozi.

Non dimenticare il suono

Il suono assume molte forme nella pubblicità. Può essere un jingle o uno slogan che non riesci a toglierti dalla testa. Oggi, la pubblicità sensoriale richiede che tutte le marche trovino un modo per utilizzare il suono nelle loro iniziative di branding. Anche quando sembra difficile, sappi che c’è sempre un modo per farlo.
Per esempio, il gigante della lingerie Victoria’s Secret suona musica classica nei suoi negozi per far sentire i clienti immersi in un’esperienza di shopping esclusiva.

Fai usare il tatto ai tuoi clienti

Il tatto è un senso forte, facile da usare per la maggior parte dei marchi. C’è praticamente sempre un modo per il tuo marchio di sfruttare una materia da toccare. Usando cartoncini cartacei di alta qualità per la pubblicità, o costruendo un packaging particolarmente morbido.
Indipendentemente dal modo in cui lo incorpori, assicurati di non trascurare questa essenziale opportunità sensoriale nel tuo marketing.

Rendilo bello

La vista è, naturalmente, uno dei sensi più potenti nel mondo della pubblicità. Fortunatamente, è anche facile da sfruttare. Per aumentare il valore usando il senso della vista, assicurati che il sito della tua azienda sia bello e attraente per i clienti e fai in modo di rivolgerti a dei professionisti per progettare i tuoi social media o la grafica pubblicitaria.

Il colore è una componente importante in questo filone: pensa alla Coca-Cola, alla Virgin Airlines, al giallo del Mulino Bianco. Se non hai già una combinazione di colori per la tua azienda, il momento per crearne una è ora. Rivolgiti ad una web agency professionale per non fare gli errori che potresti commettere scegliendo da solo.

Marketing sensoriale per aiutare a costruire il tuo marchio

Oggi, approfittare del marketing sensoriale è uno dei modi più intelligenti per i marchi per innescare emozioni e mantenere alto l’engagement emotivo dei clienti. Si può inoltre usare per i marchi di tutti i settori e di tutte le tipologie. Quindi, indipendentemente dal fatto che tu venda capi di abbigliamento o prodotti tecnologici, questa è una tattica che puoi usare per far crescere l’awareness e la reputation del tuo marchio.

Progettato per mettere in primo piano l’importanza dell’esperienza del cliente, il marketing sensoriale è un metodo efficace per qualsiasi azienda che voglia rendere più significative e convincenti le interazioni con i suoi clienti. Inoltre, è accessibile e facile da usare e, quando lo si usa correttamente, ha il potenziale per rinnovare la propria strategia di marketing.

Per ulteriori informazioni sul marketing sensoriale o per iniziare a utilizzarlo per il tuo marchio, contatta oggi gli esperti di Mg Group Italia: scopri con noi un’esperienza di business diversa e gratificante. Ti aspettiamo per una consulenza gratuita.

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Sentiment Analysis: conoscere le Emozioni dei clienti

Il web è un oceano di conversazioni e interazioni sugli argomenti più disparati. Nella società contemporanea cittadini e consumatori scambiano attraverso la rete, continuamente ad ogni ora del giorno e della notte, informazioni su cosa usano, cosa pensano, cosa amano, cosa odiano. Queste informazioni rappresentano una fonte di sapere preziosissima per le aziende che devono monitorare e analizzare continuamente queste conversazioni. La Sentiment analysis è una componente fondamentale nel campo del social listening, in quanto è in grado di rivelare le opinioni dei consumatori rispetto ai prodotti, servizi, punti vendita, alle campagne di pubblicità. Quindi, l’analisi del sentiment dei contenuti ‘user generated’ può sostenere diversi team aziendali, come ad esempio quelli che operano nello sviluppo di prodotto, nella gestione del marketing digitale, nello sviluppo delle pubbliche relazioni e nell’ideazione delle campagne pubblicitarie.

Cos’è la sentiment analysis?

La sentiment analysis è sostanzialmente un’analisi qualitativa delle conversazioni e dei commenti in rete, nei forum e sui social network, diretta a comprendere lo stato d’animo degli utenti rispetto un particolare brand, prodotto, tema, servizio.

Infatti esaminando i sentimenti espressi dagli utenti nei diversi spazi della rete (blog, forum, social network) è possibile capire come viene percepito un brand o prodotto da clienti interessati e coinvolti, e per questa via determinare con maggiore consapevolezza le strategie di comunicazione future o anche la progettazione di interventi migliorativi del prodotto su specifici punti. Molto semplicemente con la sentiment analysis si catalogano frasi e commenti, e ad un livello basico, si attribuisce un un giudizio sulle frase espresse dagli utenti, indicando il sentimento verso il brand positivo, negativo o neutro.

Quali sono i vantaggi della sentiment analysis?

Conoscere meglio la tua audience offre ad un’azienda importanti business insight, e quindi permette di avere un netto vantaggio competitivo sul mercato. Ma come fare per conoscere per conoscere le opinioni dei consumatori su un prodotto?

Prima di tutto è importante considerare un aspetto: esistono oggi due strade principali, la prima è quella di commissionare una complessa indagine di mercato con elevati costi e tempi molto lunghi, la seconda invece è quella di utilizzare la sentiment analysis, ottenendo risultati e dati utili nell’arco di pochi secondi. Inutile dire che la seconda strada porta al risultato con uno sforzo minore, sia in termini di risorse economiche sia per quanto riguarda le risorse umane coinvolte e i tempi di lavorazione. Va aggiunto anche che attraverso la sentiment analysis è possibile monitorare con maggiore frequenza, anche in un arco temporale breve, le mutazioni nelle reazioni degli utenti. Questo ad esempio può essere molto utile durante il lancio di un nuovo prodotto: i consumatori scrivono e prendono posizione su un prodotto non solo per rilevarne gli aspetti positivi, ma anche

per criticarli, per esprimere la propria insoddisfazione, per suggerire migliorie e correzioni. Attraverso  l’analisi dei commenti si può capire qual è l’aspetto meno apprezzato sul quale lavorare, scoprendo che magari non è il prodotto ma il servizio di consegna a difettare, oppure si possono monitorare gli effetti negativi di un evento, un video, il commento sbagliato di un influencer in tempi reali.

Vediamo nel dettaglio a quali funzioni può assolvere la sentiment analysis:

Monitorare la concorrenza Implementare attività di competitive benchmarking

Con la sentiment analysis si può operare un’analisi comparativa sull’efficacia della comunicazione e dei prodotti dei propri concorrenti sul mercato. E’ possibile infatti capire con maggiore esattezza qual è la collocazione dei propri prodotti nel mercato e quale quella dei prodotti concorrenti. Conoscendo punti di forza e punti di debolezza, e monitorando la reazione dei consumatori alle campagne di comunicazione, è possibile progettare e implementare azioni di benchmarking specifico.

Monitorare la brand reputation

Come sempre è importante avere dati sulla brand awareness e reputation del proprio marchio. Sono dati che disegnano l’ampiezza del mercato potenziale di un prodotto e aiutano ad ampliarlo, portando il team del marketing a conoscenza degli elementi di debolezza del prodotto.  L’analisi dell’evoluzione positiva, negativa o neutra del sentiment permette di valutare a fondo tutte gli aspetti che influiscono sulla percezione del brand, dall’implementazione di una nuova campagna marketing, alla sponsorizzazione di un evento, al lancio di un nuovo prodotto.

Trovare i giusti influencer

Si può analizzare il sentiment in generale del complesso dei consumatori che si esprimono in rete, oppure andare a selezionare le reazioni degli influencer, ovvero di coloro che avendo molti follower riescono a influenzare l’opinione di settori larghi del mercato potenziale di un prodotto. Attraverso specifiche ricerche sulle keywords di settore è possibile individuare i principali influencer che discutono del tema o del prodotto di interesse, contattarli per proporre i prodotti che si stanno promuovendo e cercare attraverso le pubbliche relazioni di avere dei feedback positivi che potrebbero indurre reazioni positive anche da parte della loro audience.

Migliorare il customer service e la customer experience.

L’insoddisfazione dei clienti è un campanello d’allarme che non va mai sottovalutato, soprattutto da parte di chi si occupa del customer service e di customer experience. Attraverso la sentiment analysis è possibile restare costantemente aggiornati rispetto al grado di soddisfazione dei clienti, leggere le loro recensioni, intervenire per risolvere i problemi o interloquire per spiegare le ragioni di una incomprensione, puntando a guidare i consumatori verso la creazione di contenuti positivi.

Progettare una crisis communication efficace

Grazie alla sentiment analysis si può seguire minuto per minuto l’evolversi di una crisi comunicativa, monitorando le evoluzioni negative nell’opinione della audience. Questo è molto importante quando si deve gestire il caso di un incidente provocato dall’azienda, o di un grave disagio causato dal malfunzionamento dei prodotti del brand o ancora nel caso di una gaffe nella comunicazione pubblica del management o dei testimonial aziendali. Avendo a disposizione i dati derivanti dalla sentiment analysis si può anche progettare con maggiore cura il piano per la crisis communication.

Sentiment analysis, perché aspettare?

Come abbiamo visto avere a disposizione un servizio di sentiment analysis con report periodici può essere molto utile a diversi dipartimenti di un’azienda. Noi di Mg Group Italia da tanti anni ci occupiamo con costanza e competenza di web marketing e siamo quindi specializzati nelle diverse tecniche del web listening e della promozione dei marchi nel web. Sappiamo come metterti a disposizione gli insight sul sentiment analysis al giusto prezzo, e anche come usarli per rafforzare la strategia di marketing della tua azienda, difendere la reputazione del marchio e in sostanza come fare accrescere le vendite e il fatturato?
Che aspetti? MG Group Italia è a disposizione per darti tutte le informazioni di cui hai bisogno e studiare una strategia personalizzata per la tua azienda.

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Il Neuromarketing e i processi decisionali

In un mercato saturo di stimoli pubblicitari, dove migliaia di marche bombardano costantemente il pubblico, l’emergente disciplina del Neuromarketing è di forte interesse per gli studiosi del settore. Incentrata sullo studio dei processi mentali che soggiacciono alle decisioni, il Neuromarketing è fondamentale per la comprensione dei meccanismi cerebrali al momento dell’acquisto e per poter esercitare un certo potere di influenza sulle scelte del consumatore. 

Che cos’è il Neuromarketing?

Il Neuromarketing è, in poche parole, l’applicazione della neuroscienza al allo scopo di analizzare i processi irrazionali che avvengono nella mente del consumatore e che influiscono inconsapevolmente sulle decisioni di acquisto oppure sul maggiore o minore coinvolgimento emotivo nei confronti di un brand. Questo consente di comprendere l’eventuale efficacia persuasiva dei messaggi pubblicitari e di risolvere tanti dubbi legati alle preferenze e alle scelte dei consumatori. 

Il Neuromarketing si distingue dalle altre discipline per la prospettiva scientifica che lo caratterizza. Non si tratta, infatti, di leggere ed interpretare la mente, ma della applicazione di un vero e proprio metodo scientifico e di una serie di studi condotti in laboratorio e altamente controllati. Per la prima volta con il Neuromarketing e con processi mentali del cervello del consumatore, i brand hanno la possibilità di addentrarsi nell’80% delle decisioni più o meno inconsapevoli degli individui per comprendere a fondo quello che pensa il cliente.

Gli strumenti del Neuromarketing

La risonanza magnetica funzionale e l’elettroencefalogramma consentono di ottenere le immagini del cervello al momento della ricezione di stimoli esterni o durante lo sviluppo di un’attività, mostrando quali aree cerebrali nello specifico si attivano. Questi strumenti sono un’importante fonte di informazioni ma hanno un costo molto elevato.

L’eye-traking è una tecnica che permette di analizzare il punto di fissazione oculare e di registrare la dilatazione e la contrazione delle pupille. Questa funzione può essere molto utile poiché è stata riscontrata una correlazione tra la dilatazione della pupilla e l’interesse o l’attenzione dell’individuo nei confronti di uno stimolo e tra la contrazione della pupilla e l’avversione o il disgusto verso un determinato stimolo.

La misurazione della risposta galvanica della pelle consente di misurare le variazioni nelle proprietà elettriche della pelle, in seguito alla variazione della sudorazione. Alcuni studi hanno evidenziato la relazione tra il segnale GSR e alcuni stati mentali, come stress, stanchezza e coinvolgimento, per questo motivo questa tecnica può essere di grande interesse per i marketer.

neuromarketing grafico

I segreti dei consumatori

Grazie al Neuromarketing il processo decisionale alla base di tanti acquisti non è più un mistero inesplorabile. Di seguito i quattro grandi ambiti in cui questa nuova disciplina ha apportato eccellenti risultati.

  • L’olfatto. I sensi hanno un potere evocativo molto potente. Il cervello ricorda molto meglio gli odori ed è in grado di processarli a livelli di subconscio più profondi rispetto agli stimoli che riceve tramite la vista. È il senso maggiormente emozionale e, pertanto, uno di quelli che funziona meglio per instaurare un rapporto profondo con il cliente. Ora le marche approfittano dell’olfatto attraverso il marketing olfattivo: per esempio, i supermercati posizionano i forni in modo strategico cosicché i clienti siano stimolati a comprare di più. Al giorno d’oggi, il 35% delle marche possiede un “odotipo”, un odore che rievoca la marca e che provoca nel consumatore sensazioni associate alla stessa
  • L’attrazione per il pericolo. Il marketing ha spesso utilizzato la paura e le allerte sanitarie per provocare reazioni nei consumatori. La logica che sta dietro a questo processo è che tutti avvertiamo il pericolo e proviamo il sentimento di paura. Però, questo, non funziona come ci si aspetterebbe: per esempio, nonostante le campagne pubblicitarie legate al rischio provocato dal fumo del tabacco, milioni di persone continuano a fumare. E, secondo gli studi neurologici, questo succede perché questi messaggi inquietanti attivano il nucleo dell’ansia, facendo sì che i fumatori non solo non vogliano smettere ma sentano anche un maggior bisogno di accendere una sigaretta.
  • Il nome della marca è un altro elemento fortemente influente e attiva risposte cerebrali subcoscienti differenti, cosicché, tra le altre, il naming è una strategia vitale per assicurare il successo.
  • I colori, nella pubblicità e nelle neuroscienze, rappresentano un mondo che viene studiato approfonditamente per la capacità di modificare idee ed emozioni associate ad una marca.

Applicazione del Neuromarketing: Pepsi e Coca-Cola

neutomarketing cocacola pepsi

Celebre esempio di Neuromarketing è la campagna pubblicitaria lanciata nel 1975 dalla PepsiCo per cui i consumatori venivano sottoposti ad un esperimento: si facevano assaggiare sia la Pepsi che la Coca-Cola senza che i soggetti sapessero quale fosse una e quale l’altra. I consumatori dovevano indicare la loro preferenza in termini di gusto e la maggior parte degli intervistati preferirono senza alcun dubbio la Pepsi. Nonostante questi risultati, Coca-Cola continuava ad essere l’impresa con la maggior quota di mercato.

Perché Pepsi non era leader del settore delle bibite gassate nonostante fosse la preferita per il suo sapore? 67 volontari furono collegati ad un tomografo e ad una risonanza magnetica durante l’assaggio di entrambe le bibite: si notò che, quando questi bevevano si attivavano le zone relazionate al sistema di ricompensa del cervello. Ma quando venivano mostrate le marche delle bibite nei volontari si attivava la corteccia prefrontale mediale, la zona del cervello che si occupa del pensiero superiore che genera una serie di immagini e le relaziona a sensazioni e sentimenti. Grazie a tutto ciò che il brand era in grado di provocare in modo incosciente e inconsapevole, Coca-Cola continuava ad essere leader nel settore.

Siamo esperti in Neuromarketing e studiamo da anni i processi decisionali di potenziali clienti e consumatori.

Contattaci e studieremo la migliore strategia di comunicazione adatta al tuo business

MG Group Italia

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Il Neuromarketing: capire in anticipo i desideri dei clienti

Scopriamo insieme come studiare il comportamento delle persone attraverso questa strategia e grazie a strumenti come il tracciamento oculare o le mappe di calore

Ormai lo abbiamo appurato, sembra strano ma è proprio così: le persone non sanno davvero perché comprano un determinato prodotto, ma il loro cervello sa esattamente ciò di cui hanno bisogno. Di questo si occupa, in due parole, il neuromarketing, attraverso studi che hanno la finalità di vendere prodotti o servizi arrivando direttamente al cervello delle persone, il luogo dove vengono prese le decisioni. Jürgen Klarić, guru di questa materia, spiega l’importanza di conoscere come ragiona un individuo attraverso un esempio.

Dopo vari studi statistici si è scoperto che in molti paesi le donne dicono dalle 13mila alle 16mila parole ogni giorno; gli uomini parlano molto meno, si va dalle 3mila alle 6mila parole dette al giorno. Ciò significa che le donne parlano circa 3 volte più degli uomini, e questo è molto importante, soprattutto se tu che leggi sei un venditore maschio. Infatti se vuoi vendere ad una donna dovrai parlare 3 volte di più, per avere un rapporto migliore con la tua interlocutrice; stessa cosa vale al contrario: se sei una venditrice e vuoi vendere un prodotto ad un uomo, dovrai parlare 3 volte di meno. Comprendere questi aspetti è fondamentale per aumentare le proprie vendite.

Ovviamente il neuromarketing può essere applicato non solo alle vendite di tipo tradizionale, ma anche a quelle che avvengono tramite il mondo del web; il fine è sempre lo stesso: massimizzare i profitti.

Questa nuova disciplina si basa sulle scoperte delle neuro-scienze e delle scienze cognitive, ciò è molto importante per un motivo molto semplice: una volta trovata una nicchia di mercato e dopo averla raggiunta, tramite ad esempio l’inbound marketing, bisogna trasformare le visite in vendite. Qui entra in gioco la bravura di grafici e copywriter nel trovare le soluzioni migliori per spingere l’utente all’acquisto: in ciò il neuromarketing può aiutare, e non poco.

TEMPO, DENARO, EMOZIONI

Una delle cose più interessanti su cui puntare riguarda l’entrare in contatto con le emozioni del cliente. Infatti per prendere una decisione, una persona sfrutta il 15% delle volte la sua parte razionale e il restante 85% le aree “emozionali” del cervello. Senza scendere troppo nei particolari, ciò sta a significare che puntare a quelle aree è la miglior via per fare in modo che la decisione che prenderà una persona sia proprio quella che tu vuoi che prenda.

Tutto passa dalla penna dei copywriter in questo caso, e spesso uno degli argomenti più incisivi per far scattare la leva della decisione è il principio di scarsità. In particolar modo questo può essere declinato in due variabili: perdita di tempo e perita di soldi. Gli esempi possono essere infiniti, ma se punterai su questo principio colpirai esattamente dove vuoi.

Ragionare sulle emozioni è un punto di partenza per costruire un buon testo, per approcciarsi ai clienti, per far sì che compiano l’azione desiderata.

Tutto comincia con il CATTURARE L’ATTENZIONE delle persone: per farlo, occorre uscire fuori dagli schemi, raccontare delle storie, creare contenuti di valore.

Il secondo step è quello di creare un ASSOCIAZIONE DI IDEE POSITIVA tra te e il tuo prodotto. Durante una vendita potrebbe capitare che una persona abbia sentito che un certo prodotto simile al tuo è molto buono; a quel punto non bisogna contraddire un’affermazione del genere, ma piuttosto essere d’accordo con questa persona così da creare EMPATIA. Molti venditori ragionano come se le persone fossero stupide: non è così, ma soprattutto le persone non si sentono affatto stupide. Meglio quindi abbattere la concorrenza creando una storia che riguarda il prodotto descritto dalla persona, con cui magari un tuo parente ha avuto un’esperienza negativa.

Il terzo passaggio è quello di mandare un MESSAGGIO DIRETTO ai tuoi potenziali clienti e dirgli, senza giri di parole, perché il tuo prodotto o servizio è in grado di risolvere i loro problemi.

LISTE: PRO E CONTRO

Dopo questi consigli molto generici, andiamo nel particolare, parlando di uno strumento molto utile per raggiungere l’obbiettivo: l’utilizzo di liste. Creare una lista di elementi è un’ottima possibilità per descrivere prodotti o servizi. Tuttavia bisogna stare attenti all’effetto di primacy e regency. In una lista breve gli individui infatti tendono a ricordare i primi elementi presenti; al contrario in una lista lunga verranno premiati gli ultimi. In un sito o in un e-commerce bisogna valutare con attenzione queste possibili problematiche.

L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE

Da questo punto di vista è necessario approfondire una pratica che da qualche tempo sta riscuotendo un ottimo successo, quella dell’eye-tracking, cioè la tracciatura oculare. Si tratta di un metodo oggettivo per misurare l’attenzione degli utenti e monitorare le risposte inconsce ai messaggi di marketing. Questo strumento aiuta i venditori, le aziende e i professionisti a costruire la propria comunicazione in modo da catturare l’occhio delle persone. Ciò è molto utile quando si tratta di creare un sito web o un contenuto pubblicitario, ad esempio.

In questo campo, la tendenza a catturare i desideri spontanei, attraverso metodi impliciti, sta crescendo tra i professionisti del marketing; in questo senso la tracciatura dello sguardo è una delle pratiche più proficue. Questa permette infatti di valutare come i consumatori reagiscono ai differenti messaggi e capire il loro effettivo coinvolgimento; inoltre viene minimizzato l’errore di recall e la desiderabilità sociale si accresce, criteri che spesso i metodi di ricerca convenzionali non riescono a intercettare.

Insomma, grazie all’eye-tracking, i marketers possono scoprire:

  • quali elementi visivi catturano di più l’occhio del consumatore
  • su quali parti del contenuto comunicato si focalizzano le persone e quali parti invece vengono ignorate
  • cosa guida il processo decisionale

MAPPE DI CALORE

Strettamente collegato a questa possibilità, altro strumento imprescindibile del neuromarketing: le mappe di calore. In realtà il termine è un po’ improprio, perché si riferisce agli spostamenti del cursore del mouse dentro un determinato contenuto: che sia una pagina web, o una email. La cosa importante da tenere in considerazione è che, grazie ai software che tracciano questi percorsi, un’azienda può capire cosa interessa di più alle persone, dove cliccano, dove si soffermano di più ed avere altre informazioni di questo tipo.

Le mappe di calore forniscono una sovrapposizione colorata dei contenuti, sui punti che indicano dove i lettori fanno clic. Le macchie rosse nella mappa termica sono “punti caldi”, quelle aree dove il cursore si sofferma di più, le aree prive di colore sono considerate “punti freddi”, quelle meno esplorate dalla punta del mouse.

Le mappe garantiscono preziose informazioni alle aziende. Ecco alcune cose che si possono imparare da una mappa di calore:

Comportamento dell’utente

Una mappa di calore mostra come i potenziali clienti visualizzano il tuo sito web o la tua email. Usando queste informazioni puoi progettare il tuo contenuto per adattarlo al comportamento degli utenti.

Posizionamento dei messaggi chiave

Se sai come i tuoi lettori visualizzano i tuoi contenuti, puoi inserire i messaggi chiave nelle zone giuste per fare in modo che i lettori arrivino in fondo al tuo messaggio.

Posizionamento della chiamata all’azione

Ti sei mai chiesto dove è il posto migliore per un pulsante di invito all’azione sul tuo sito web o email? Con una mappa di calore, non devi più porti questa domanda; saprai dove i lettori stanno spendendo il loro tempo e sarai in grado di mettere una chiamata all’azione nel posto migliore per garantire percentuali di click-through più elevate.

LE TRE ALTERNATIVE

Il cervello degli individui tende a ragionare sempre tenendo presenti tre possibilità. Per questa ragione cerca sempre di dare tre opzioni possibili al tuo pubblico. Non solo, una volta presentati, descritti, visualizzati, questi tre scenari, è fondamentale dire quale opzione le persone devono scegliere.

Tra l’estremo troppo poco dispendioso e quello che in pochi possono permettersi, ci deve essere sempre la via di mezzo: quella sarà l’alternativa più scelta dai clienti.

Per aiutarli e indirizzarli nella decisione, ci possono essere molti trucchi: dare maggior risalto attraverso i colori o scegliere una dimensione maggiore per il font dell’alternativa prescelta, e molto altro ancora. Ovviamente l’utente deve poter vedere cosa sta comprando, quali sono le caratteristiche e le differenze tra le varie opzioni; per questo è importante mettere tutte le caratteristiche di un’offerta e dell’altra, tramite una serie di punti.

Il segreto è che molte volte l’indecisione vince sulle persone e vogliono che sia proprio tu a dirgli qual è la soluzione migliore da acquistare.

PRIMA E…DOPO

Non ce ne accorgiamo, ma una delle tecniche più utilizzate da sempre in tv o nelle pubblicità sui giornali, è quella del prima-dopo. Quante volte in uno spot si vedono le immagini di donne che hanno un aspetto molto migliore dopo un certo trattamento anti-rughe? Il concetto è quello di mostrare risultati concreti, così che le persone credano a quello che si sta pubblicizzando.

Si tratta di una tecnica ottima anche per il web: basta pensare alle potenzialità della rete nel creare immagini e commenti davvero efficaci, o sfruttare le esperienze dirette delle persone attraverso i social, ad esempio. Attenzione però, non devono esserci differenze eclatanti tra le immagini che si scelgono: la veridicità è tutto. Come abbiamo già detto infatti, le persone non sono stupide e si accorgono se un confronto è onesto o truccato. Meglio quindi far vedere miglioramenti lievi ma veri, piuttosto che cambiamenti radicali e quindi impossibili.

Sembra banale ma il nostro cervello occidentale, vede il tempo in maniera lineare da sinistra a destra e non viceversa: porre le immagini nell’ordine inverso romperebbe lo schema (a meno che ci sia un motivo specifico) e il metodo prima-dopo non funzionerebbe.

METTERCI LA FACCIA

Il volto umano non mente mai, anche su internet vale la stessa cosa: utilizzare l’immagine di una persona reale è uno dei modi migliori per attirare l’attenzione e creare il giusto legame con gli utenti. Avere davanti un volto è un valore aggiunto che dà fiducia alle persone; per questo è sempre bene metterci la faccia, anche in prima persona, oppure scegliendo i visi “giusti” per invogliare il pubblico ad agire.

È una pratica utilizzata da sempre e si ricollega con quella del punto precedente: vedere una persona soddisfatta nell’utilizzo di un prodotto o interessata ad ascoltare un servizio, crea subito empatia nel pubblico. Pensiamo per un attimo a quando siamo in una città e stiamo cercando un posto dove mangiare; difficilmente andremo dentro un ristorante completamente vuoto, saremo attratti invece dai locali con la fila fuori. Tanto è vero che in molte città la gente viene pagata per fare la fila. In questo caso valgono le stesse dinamiche: vedere su un sito la foto di una persona che compie un’azione spinge chi la guarda a dire: “lo voglio fare anch’io”.

Anche in questo caso le foto devono essere veritiere e quanto più possibile vicine a quello che può succedere nella tua realtà aziendale, in caso contrario il discorso fatto diventa addirittura controproducente.

Abbiamo visto alcune delle modalità in cui può svilupparsi il neuromarketing, un’attività che se gestita bene può portare a risultati interessanti. Attraverso tecniche come quelle descritte, la tua presenza online può cambiare radicalmente, e soprattutto possono aumentare le conversioni, cioè le azioni degli utenti su una pagina web.

Il neuromarketing arriva a toccare i tasti giusti e indirizza le scelte delle persone, se gestito nella maniera corretta; ciò non significa che attraverso questo le persone siano ipnotizzate: il neuromarketing sfrutta le conoscenze che abbiamo oggi a disposizione sui comportamenti delle persone.

Si tratta quindi di un concetto che va gestito molto bene, soltanto copywriter e grafici esperti sanno maneggiarlo con la giusta cura e applicare i concetti alla presenza online di un’azienda. Un conto è conoscerlo, un altro è poi metterlo in pratica: scopri come lavorano i nostri esperti nella comunicazione, contatta il team di MG Group Italia. Richiedi informazioni ai professionisti della nostra agenzia di comunicazione.