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5 mosse per motivare il tuo team vendite

Il tuo team vendite è il vero motore propulsivo della tua azienda, poiché è quello che ti fa fatturare a fine mese. Perché funzioni al meglio, però, è necessario motivare con i giusti metodi e in modo costante i tuoi commerciali.

Quali sono dunque i migliori incentivi a cui potresti ricorrere? Se stai pensando a quelli di tipo economico, ti diciamo subito che la risposta è: NON SOLO!

Ovviamente, i premi in denaro sono uno strumento molto potente per motivare la forza vendita, ma ce ne sono molti altri di tipo non monetario che dovresti conoscere. Parliamo di tutti quei benefit che mettono a proprio agio i tuoi collaboratori e li fanno sentire appagati, migliorando di conseguenza le loro performance lavorative.

Ti basti sapere che recenti studi hanno dimostrato che più i lavoratori sono felici, più sono produttivi.

Sei pronto ad avere una squadra commerciale davvero vincente? Segui questi 5 mosse per motivare il tuo team vendite!

motivare team vendite

5 mosse per motivare il tuo team vendite

#1 Impara a conoscere i tuoi commerciali per dargli la giusta spinta

Se sei un bravo direttore commerciale, saprai già che è molto importante incontrare periodicamente tutta la tua squadra di venditori. I motivi sono molteplici: fare il punto della situazione, avere feedback dei clienti con cui hanno contatti, far interagire i vari commerciali fra di loro per fare una sorta di formazione spontanea e reciproca.

Il motivo principale per incontrarli, però, è che è un’ottima occasione per conoscerli. Durante gli incontri poni domande, scopri quali sono i loro obiettivi personali e professionali, mostrati affabile chiedendo spesso come stanno e come procede la loro vita… in poco tempo otterrai una miniera di informazioni molto preziose per creare una strategia motivazionale su misura per ognuno di loro.

Se ti mostrerai imparziale nell’offrire occasioni e agevolazioni, anche se differenziate all’interno del gruppo, ti assicurerai una squadra di commerciali fedeli, affezionati e soprattutto soddisfatti che lavoreranno per te con determinazione e grinta.

#2 Imposta obiettivi e riconoscimenti a breve termine

Immagini una sensazione più gratificante di quella che dà il salire sul primo gradino del podio con una medaglia al collo? Bhé, sappi che funziona così anche per i tuoi venditori. Stabilire degli obiettivi chiari e a breve termine che i tuoi commerciali devono perseguire li aiuta a rimanere concentrati, soprattutto sapendo che alla fine i risultati verranno riconosciuti.

Potresti ad esempio premiare il miglior venditore di ogni settimana/mese, rendendo pubblica una classifica tramite il sito/blog/bacheca aziendale. E nota bene: non è per forza necessario mettere in palio un premio materiale (anche se una cosa semplice, come un pranzo o una cena pagati dall’azienda in un buon ristorante, non è una cattiva idea). Spesso i soli complimenti espliciti da parte della dirigenza e il riconoscimento da parte dei propri pari come il vincente funzionano comunque benissimo come ricompensa e motivazione.

Ricorda però di non ignorare tutti quelli che non vincono: stanno comunque mettendo la propria professionalità e il loro impegno al tuo servizio. Fai sapere loro che lo noti, incoraggiandoli con positività a non mollare e a continuare ad impegnarsi. Registra ogni trattativa chiusa o ogni passo in avanti nel ciclo di vendita e condividila con tutti: gesti semplici come un applauso, una stretta di mano o dei complimenti possono fare la differenza, motivando i team e ricordando loro il valore che producono grazie al lavoro.

#3 Dai maggiore importanza al Team Building

Non molti imprenditori tengono in considerazione questo fattore, giudicandolo una trovata futile: ebbene, ignorare il team building è invece un grave errore. Sì, perché incentivare il Team Building significa creare lo spirito di squadra, quel sentimento che permette al motore della tua azienda di essere sempre ben oliato.

Puoi aumentare l’interazione tra i membri del team organizzando situazioni d’incontro sia professionali che non: torniamo qui a ribadire l’importanza dei meeting periodici, possibilmente settimanali, con tutti i tuoi agenti commerciali. In questi momenti, potresti alternare momenti di formazione e riunione effettiva a momenti di socializzazione, magari davanti a un bel rinfresco che tu avrai organizzato. In alcune aziende stile “Google” sono stati inseriti elementi di walfare aziendale, come una palestra o un biliardino, un angolo cucina e uno relax con divanetti e pouf.

Oltretutto, puoi organizzare eventi outdoor, dalle più comuni cene a vere e proprie vacanze, da esperienze (esempi? Paintball, gokart, rafting) a gite organizzate. In questo modo, non solo dai uno stimolo competitivo che tiene viva la motivazione dei tuoi dipendenti, ma fai in modo di creare un forte spirito di coesione e di migliorare la comunicazione fra di loro.

#4 Registra le informazioni e usale per motivare il team vendite

Per motivare in modo davvero efficace i tuoi agenti di vendita, abbiamo detto che impostare una strategia personalizzata è l’ideale. Come riuscirci al meglio se non conoscendo in modo dettagliato tutta la sua situazione lavorativa?

Per questo, risulterà fondamentale registrare qualsiasi informazione riguardo le attività che svolge, non solo a livello quantitativo ma anche dal punto di vista qualitativo. Infatti, se il tuo venditore è riuscito a collezionare 15 incontri con clienti in una settimana, non significa che abbia impiegato al meglio il suo tempo se da questi non ha ottenuto nulla.

Solo conoscendo il loro comportamento potrai capire quali sono i punti da rafforzare tramite un coaching mirato o quali compiti assegnargli in base a ciò che gli riesce meglio.

Per sapere tutto sul lavoro svolto dai tuoi commerciali, avrai bisogno dello strumento giusto. Hai mai pensato di ricorrere a un software gestionale all’avanguardia da cui tu, sales manager, puoi controllare in tempo reale ciò che stanno facendo i tuoi agenti?

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Ogni agente commerciale potrà qui visualizzare i propri obiettivi periodici e l’andamento del lavoro; nel caso in cui si verifichi un problema sarà possibile vederne l’origine e agire il più rapidamente possibile per correggerlo.

Sapevi che i venditori che visualizzano e monitorano i propri obiettivi sono più motivati e aumentano le vendite del 20%?

Non ti sembra già questo in ottimo motivo per provarlo?

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#5 Dai fiducia alla tua squadra

Sembra banale, ma per motivare davvero un dipendente, non c’è niente di meglio che farlo sentire degno della tua fiducia. Se sentirà che tu ti fidi di lui, agirà con un senso di responsabilità maggiore e si impegnerà per non deluderti.

In fondo, queste persone le hai scelte tu. Sii un buon direttore vendite fidandoti anche delle tue scelte. Questo non significa distogliere l’attenzione per troppa fiducia: vigila ma con atteggiamento sempre positivo e incoraggiando anche i venditori che danno segni di cedimento.

Sei pronto a motivare nel modo migliore il tuo team vendite? Se vuoi approfondire l’argomento, contatta MG Group Italia: periodicamente organizziamo corsi di formazioni per agenti di vendita e offriamo consulenza professionale per sales manager. 

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Come diventare un buon leader per vendere di più

Essere al comando di un’azienda è un compito che richiede notevoli doti, un certo carattere e tanto coraggio. Oggi vorremo darti alcuni consigli per diventare un buon leader.

La leadership comprende una gamma complessa di abilità e attributi e risulta difficile darne una definizione univoca. Alcune persone credono che leader si nasca, non si diventi. Altri invece pensano che si possano sviluppare e affinare le capacità da leader, proprio come qualsiasi altra abilità. Noi la vediamo in quest’ultimo modo.

Continua a leggere per sapere di più sulle capacità di leadership e su come affinarle per migliorare le tue possibilità di diventare un vincente nel mondo delle vendite.

I 3 livelli di abilità nella vendita che ti rendono un buon leader di un’azienda

Esistono tre livelli di abilità nelle vendite che ti rendono un buon leader.

#1 I fondamentali

In primo luogo, devi apprendere gli elementi fondamentali della vendita. Ciò implica imparare a chiudere una vendita, ottenere contratti nonché superare obiezioni e risolvere problemi. Dovresti anche diventare in grado di fornire una proposta di valore che illustri vantaggi e caratteristiche esclusive.

Questa fase implica anche imparare ad individuare e conoscere i prospect. Potremmo chiamare questo momento anche “inizio di una relazione” o “apertura di nuove opportunità”, perché del resto non puoi chiudere nessun affare che non sia stato aperto in qualche modo. Individuare bene i giusti prospect e comprenderli è tanto fondamentale per arrivare alla vendita quanto il momento della firma del contratto. È importante dedicare del tempo alla fase iniziale del rapporto col tuo potenziale cliente.

Un altro fondamentale è imparare a raccontare storie. Devi essere in grado di parlare di come puoi migliorare le cose per il tuo potenziale cliente, spiegando come hai già aiutato altre persone in situazioni simili.

Una volta che hai sotto controllo questi fondamentali di primo livello, puoi passare alle abilità di vendita intermedie.

#2 Competenze di vendita intermedie

Essere il grande leader di un’azienda significa essere in grado di individuare le reali esigenze dei clienti, facendo una vera e propria analisi dei loro bisogni. Non puoi sapere cosa e come vendere qualcosa al tuo cliente ideale, se prima non scopri ciò di cui realmente ha bisogno.

Oggi, ci sono tanti professionisti e aziende che vendono già ciò che vendi tu, perciò dovrai essere in grado di differenziare te stesso e la tua offerta. Presentarsi come unici e diversi è difficile e ci vuole molto tempo per crescere al punto da distinguersi dalla massa. Dedica dal tempo a capire e studiare come comunicare al mondo che tu fai qualcosa di diverso dai tuoi concorrenti.

L’ultima delle abilità intermedie è la negoziazione. Ciò significa saper valutare dove è possibile creare e acquisire diversi livelli di valore. Man mano che cresci come leader delle vendite, svilupperai l’abilità di creare e acquisire più valore.

#3 Avere davvero il senso degli affari

Dopo aver passato diverso tempo a Vendere (o a lavorare in una qualche posizione di responsabilità per le vendite), sviluppi una certa conoscenza situazionale e un senso del business fuori dal comune. Impari come funzionano gli affari e hai avuto abbastanza esperienze per riconoscere schemi e idee che vale la pena riproporre.

Sviluppi anche l’abilità di aiutare le persone e le organizzazioni a cambiare. Sempre più spesso accade che per prendere le decisioni importanti, le aziende coinvolgano anche i venditori, che dovranno aiutare a guidare il cambiamento.

Saper Vendere significa essere un buon leader. L’abilità di essere un punto di riferimento è ciò che ti consente di guidare i tuoi clienti, guidare i tuoi team e guidare il team del cliente.

L’acquisizione di queste abilità non avviene in modo lineare. Si sviluppano nel tempo e tu le acquisisci attraverso le tue esperienze, la tua formazione e il tuo sviluppo personale e professionale. Nessuna di queste competenze è facile da sviluppare, ma tutte sono necessarie e meritano l’impiego del tuo tempo e delle tue energie.

buon leader

Le caratteristiche del buon leader

Non sarebbe possibile menzionare tutte le abilità coinvolte nella leadership, ma ti elenchiamo qui quelle che noi riteniamo fondamentali per le Vendite.

Avere il coraggio di innovarsi

Il mondo moderno non mostra alcun segno di rallentamento. Il flusso costante di nuove tecnologie e il ritmo con cui le aspettative stanno cambiando significa che abbiamo bisogno di leader in grado di tenere il passo. Essere in grado di pensare, decidere e ispirare in modo rapido ed efficace è una parte cruciale del successo in un mondo in continua evoluzione.

Empatia

L’empatia è una delle capacità di leadership più importanti perché ci consente di costruire la nostra intelligenza emotiva. Avere successo nel mondo degli affari significa prima di tutto avere un buon rapporto con le persone; solo avendo empatia potremo capire veramente le esigenze e le preoccupazioni degli altri.

Flessibilità

Il classico lavoro d’ufficio h 9-18  sta diventando obsoleto: sempre più spesso si lavora da remoto piuttosto che dietro una scrivania, si ricorre a spazi di co-working o si lavora in autonomia quando si desidera nel corso della giornata e così via. La flessibilità è un principio davvero fondamentale per un leader. Essere in grado di adattarsi alle nuove tecnologie e a una forza lavoro più giovane e dinamica ti aiuterà a rimanere attivo ed efficiente.

Avere una chiara vision aziendale

I grandi leader guardano sempre al quadro generale. Avere una vision chiara ed essere in grado di impegnarsi per realizzarla può differenziare un grande leader da un bravo venditore.

Ascolto

I leader devono essere “ascoltatori altamente qualificati“. Questo non solo ti aiuterà a capire le esigenze del tuo team, ma ti aiuterà anche a soddisfare nel miglior modo le esigenze dei tuoi clienti e dei tuoi partner. Ciò significa ascoltare su più livelli, ovvero sintonizzarsi sulle preoccupazioni, sulle richieste non esplicite e sulle emozioni che stanno dietro le parole.

Umiltà

Essere umili significa semplicemente riconoscere che non sei il Re del Mondo, non hai ancora fatto tutto quello che potevi fare e che non puoi farlo sempre da solo. Questo è immensamente utile per i leader quando si tratta di pianificare le azioni future. Aiuta ad assicurarsi di non trascurare il valore che altri membri del team possono apportare.

Comunicazione

I leader possono essere incredibilmente intelligenti, stacanovisti e motivati, ma se non sanno come comunicare non andranno mai molto lontano nelle vendite o in qualsiasi attività commerciale. Le interazioni interpersonali sono incredibilmente importanti e permettono ai leader di connettersi con i potenziali clienti, riuscendo a comprenderli realmente.

Imparare velocemente

Un’abilità di un buon leader spesso trascurata è la capacità di apprendere rapidamente, che non significa solo ricordare informazioni e dati. È davvero importante avere una mente dinamica per gestire il sovraccarico di informazioni nel mondo della tecnologia e per essere in grado di rispondere alle diverse esigenze dei nuovi clienti in tempo reale.

Autenticità

L’onestà, l’integrità, la credibilità e la fiducia sono sempre state la valuta con cui i venditori cercano di vendersi. Qui parliamo però di accettare realmente la trasparenza e l’autenticità come una risorsa nel mondo degli affari. Per avere successo, i leader devono ispirare fiducia ed essere autentici per incoraggiare le persone a connettersi e a fidarsi di loro.

Autodisciplina

La chiave principale dell’efficacia delle vendite sarà sempre l’autodisciplina. Senza determinazione, senza una costanza nel lavoro non sarà possibile raggiungere grandi obiettivi.

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3 modi per migliorare le tue capacità di leadership

Una cosa comune tra tutti i grandi leader è la loro costante volontà di migliorare le loro capacità di leadership. Le abilità non sono statiche e immutabili. Bisogna lavorare costantemente per affinarle e migliorarle. Fortunatamente, ci sono alcuni concetti di base che puoi incorporare nella tua strategia di edificazione personale.

#1 Ispirati ad altri grandi leader

La leadership è una serie complessa di abilità e attributi. Ci sono tante definizioni quanti sono i leader, e un numero uguale di idee. Poiché ci sono così tanti spunti, c’è un sacco di materiale con cui informarsi e formarsi. Immergersi in questo materiale è un ottimo modo per migliorare continuamente come leader. Scegli libri di grandi imprenditori che hanno dovuto affrontare grandi sfide e prendi ispirazione.

Butta giù le tue idee mentre leggi. Prendi nota delle abilità e degli attributi della leadership e raccogli storie su dove li hai visti entrare in gioco nella tua azienda. Segnati soprattutto i fallimenti della dirigenza e quali capacità e attributi di leadership avrebbero potuto prevenire quei fallimenti. Questo esercizio ti insegnerà importanti lezioni per il futuro.

#2 Impara a sentirti responsabile dei tuoi risultati

Quando vendi qualcosa, sei tu il responsabile del risultato ottenuto.

Quindi, se il tuo cliente non raggiunge il risultato che gli avevi promesso con l’acquisto, significa che sei responsabile del suo fallimento.

La leadership significa, in gran parte, avere la responsabilità dei risultati.

Imparare a sentirsi responsabili per il risultato significa capire che dovrai guidare gli altri anche quando non hai autorità. Nella maggior parte dei casi, non troverai nessuno che combatta per prendere il tuo posto come responsabile del risultato e ancora meno chi si offre volontario per affrontare i maggiori problemi.

La leadership consiste, per un’altra grande parte, nel dover guidare tutti oltre gli ostacoli.

#3 Impara a comandare anche dal fronte

Il leader sta dove si trova l’azione. I comandanti hanno stivali fangosi perché sono in prima linea con le persone che guidano.

Non fai il leader da dietro una scrivania. Ti precipiti quando senti i proiettili fischiare. Vai dove si svolge l’azione e fai sentire la tua presenza.

Hai aiutato a creare la vision. L’hai venduta. Hai affrontato i problemi che si sono presentati. Hai combattuto al telefono. Ti sei precipitato sulla scena per fare la differenza. Questo è ciò che il cliente si aspetta, e rispondere alle aspettative è ciò che ti fa davvero avere successo nelle vendite.

Diventa un buon leader per vendere di più

I grandi venditori hanno la capacità di comandare, guidare, decidere. Hanno la capacità di generare risultati attraverso gli sforzi degli altri nei loro team, così come i team dei loro clienti. Ma per essere con costanza un leader di successo, devi continuare a sviluppare e affinare le tue capacità di leadership nel tempo. Questo ti aiuterà ad avere tutto ciò che ti serve per sopravvivere e far crescere te stesso e la tua azienda.

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Cos’è il CRM e perché non puoi farne a meno

Hai presente la vecchia agenda con i numeri di telefono della nonna? Quel libriccino consumato dove venivano segnati tutti i nomi, i numeri e gli indirizzi importanti: il vicino di casa, la prozia, il medico, il meccanico… Ecco, per iniziare a spiegare cos’è un CRM, questo è un esempio ottimo. Sostituite alle persone della quotidianità della nonna i vostri clienti ed è fatta.

Non vi è proprio chiaro? Tranquilli, siamo qui per spiegarvi tutto, ma proprio tutto su cosa sia un CRM e perché è uno strumento di cui la tua azienda non potrà fare a meno.

Una prima definizione di CRM

Innanzitutto, avrete intuito che CRM è un acronimo: sta per Customer Relationship Management , la cui traduzione letterale è “gestione della relazione con il cliente”. Ed è proprio questo che fa un CRM, che altro non è che un software gestionale che aiuta a organizzare le informazioni di contatto, gestire relazioni, memorizzare interazioni e tracciare l’intera esperienza online e offline con clienti attuali, potenziali e altri contatti.

Semplificando, dunque, un CRM consente all’azienda che ne fa uso di tenere monitorate le vendite e i rapporti commerciali legate ad esse.

In poche parole, avere un CRM oggi risulta fondamentale per tutte quelle aziende, start up, organizzazioni di vario genere che intendono attuare delle azioni di marketing strategico per far funzionare al meglio la macchina aziendale e far crescere il proprio business.

Tutto ciò è possibile perché questi potenti e indispensabili strumenti riescono a collezionare, in modo sistematico, dati di clienti provenienti da più fonti: newsletter, eventi, telemarketing, vendite fisiche, e-commerce, campagne pay-per-click, ADS sui social network e così via. Le informazioni verranno salvate e potranno essere riutilizzate per rimanere in contatto con clienti, lead e prospect in modo più semplice  e soprattutto mirato.

A cosa serve un CRM?

Ricordi cosa abbiamo detto dell’agenda telefonica della nonna? Su quella potevi segnarti numeri, indirizzi e note a piacimento sulla persona in questione. Ecco, il CRM può fare questo e molto altro ancora, poiché è uno strumento informatico e, per sua stessa natura, è interattivo.

In un CRM dunque le informazioni non verranno solo collezionate, ma potranno essere organizzate con criteri decisi dal gestore; potranno inoltre essere generate azioni automatiche di invio e-mail e potranno essere prodotte delle statistiche riguardanti le vendite effettuate per migliorare le proprie strategie di comunicazione.

Nel concreto, un CRM serve quindi per:

  • Ottenere un’immagine più ampia dei tuoi contatti e sapere esattamente quali argomenti trattare e su cosa fare leva la prossima volta che incontrerai o invierai email a qualcuno di quelli presenti nel software.
  • Conoscere approfonditamente i gusti e le abitudini dei tuoi prospect/clienti che ti permetteranno di produrre comunicazioni mirate verso di loro
  • Individuare e raggruppare tutti i contatti che lavorano per la stessa società e tutte le interazioni (come i messaggi) che sono stati attivati circa il vostro lavoro con essa.
  • Scoprire le relazioni esistenti tra i tuoi contatti e “approfittarne”, chiedendo ad esempio delle referenze o a uno dei clienti interessati di farti da sponsor con gli altri
  • Studiare i tuoi clienti attuali e le loro preferenze per andare a caccia di nuovi clienti nei posti giusti e con le giuste strategie, in modo che aumenti la percentuale di lead caldi in entrata.

Un’importante premessa

Ovviamente, bisogna fare una premessa importante. Perché il CRM riesca a svolgere le sue funzioni al meglio e porti un effettivo beneficio, è prima di tutto necessario che l’azienda conosca bene i proprio clienti. Come abbiamo detto, infatti, l’aiuto di un software può nettamente migliorare le relazioni con i tuoi contatti, ma è pur sempre uno strumento informatico: immagazzina ed elabora i dati che tu inserisci.

Dovrai dunque assicurarti che tutto l’organico dell’impresa, dall’operaio con la mansione più semplice al commerciale più esperto, abbia bene in mente a chi vi rivolgete e soprattutto a quali bisogni dovete rispondere.

Solo quando l’intera macchina aziendale si muove in modo armonico e caparbio verso gli obiettivi, il CRM darà i suoi frutti, favorendo e amplificando il trend positivo.

Memorizzando le informazioni di contatto dei clienti e dei prospect, il CRM consente di individuare le opportunità di vendita, registrare le problematiche del servizio e gestire campagne di marketing e vendita da una posizione centrale e privilegiata.

In questo modo, la tua intera rete commerciale avrà accesso alle informazioni relative a tutti i tuoi clienti: i consulenti possono vedere come sono stati contattati, cosa hanno acquistato e quando l’hanno fatto l’ultima volta e molto altro ancora. Questo faciliterà l’esecuzione delle strategie di marketing e porterà velocemente all’aumento delle vendite.

Utilizzando nel modo giusto un CRM e sviluppando una strategia intorno ad esso, un’azienda può far crescere il business:

  • Fornendo servizi e prodotti che sono esattamente ciò che i clienti desiderano
  • Garantendo una migliore Customer Care
  • Vendendo i prodotti sui giusti canali, con messaggi ad hoc
  • Aiutando i venditori a chiudere le offerte più velocemente
  • Mantenendo buone relazioni con i clienti esistenti e aiutando a scoprirne di nuovi.

CRM

Cosa puoi fare con un CRM

Un software gestionale ti aiuta a identificare e mantenere nel tempo i tuoi clienti ideali, ma anche i collaboratori e i fornitori. Pensaci: non succederà più che tu perda il bigliettino da visita di un potenziale partner né che tu dimentichi di aggiornare i fornitori  sulle necessità di approvvigionamento. Avrai sempre tutto sotto controllo.

Con un CRM potrai controllare facilmente le trattative e incrementare la percentuale delle vincite, potendo seguire più da vicino i tuoi clienti e rafforzare la tua relazione con loro. In questo modo, sarà più facile capirne le necessità, conoscerne le abitudini e lo stile di vita e di conseguenza, farli uscire dal tuo negozio/azienda soddisfatti.

Ricordiamo che un CRM cataloga non solo nomi, ma anche siti web, indirizzi e-mail, account social: con un solo click sulla piattaforma, potrete avere un panorama completo delle informazioni come mai prima d’ora.

Il CRM, essendo un sistema informatico collegato ad internet, sarà inoltre in grado di automatizzare l’immagazzinamento di informazioni, ovvero di recepire altri dati riguardo ai vostri clienti, in base a quelli già inseriti da voi. Carpirà dunque le sue preferenze personali, in base alle sue azioni sui social, e persino le sue abitudini di acquisto attingendo ai cookies.

Ovviamente, potrai anche aggiungere manualmente altre informazioni, note e dati. Organizzando sistematicamente tutte queste informazioni, il sistema CRM fornirà un quadro completo di individui e di aziende, in modo da poter comprendere meglio il tuo rapporto con loro nel tempo.

Ulteriori funzioni di un CRM di ultima generazione

I CRM più all’avanguardia oggi sono in grado di svolgere funzioni ulteriori rispetto al semplice gestionale clienti. Al loro interno, oggi è facile trovare la funzione di gestione dei documenti e relativa firma elettronica, funzioni di contabilità e fatturazione elettronica e ancora, un calendario da cui fissare e gestire direttamente i vari appuntamenti collegato con il tuo smartphone.

Gli applicativi più avanzati supportano inoltre non solo funzioni di gestione clienti e customer care, ma anche di gestione aziendale vera e propria. Non solo organizzazione e miglioramento della comunicazione verso l’esterno, dunque, ma anche ottimizzazione di quella interna.

Con molti gestionali oggi è possibile controllare la ripartizione dei compiti, la suddivisione dei reparti e l’avanzamento di tutti i lavori in modo accentrato. In questo modo, il responsabile è in grado di favorire la collaborazione tra vari elementi dell’organico aziendale, assegnare compiti da remoto e persino monitorare in diretta l’andamento del lavoro.

In alcuni casi, qualora il tipo di azienda lo necessiti, i software gestionali CRM supportano anche funzioni di gestione vendite, produzione e magazzino. Ciò significa che da un unico sistema sarà possibile monitorare le forniture e la produzione, avendo la possibilità di aggiornare in tempo reale gli ordini e non lasciare mai il magazzino vuoto, eliminando i tempi morti. Verranno registrate le vendite e, in automatico, verrà inviato il comando al reparto dedicato di produrre nuovamente quei prodotti.

Questi sono solo degli esempi di azioni possibili con i CRM di ultima generazione. Ciò che accomuna tutte questa mansioni è la loro visione orientata al cliente: gestione delle relazioni, efficientamento della produzione, snellimento del lavoro dell’organico aziendale hanno come obiettivo quello di fornire un miglior servizio al cliente e, come conseguenza, far crescere il proprio business.

L’integrazione più importante che oggi un CRM è in grado di fornire è però quella che riguarda le strategie di marketing.

Il CRM aiuta ad implementare le strategie di marketing

I CRM più all’avanguardia, oggi, sono in grado di mettere in atto quello che in termini tecnici si definisce marketing automation.

Il marketing automation è l’insieme dei processi che possono essere automatizzati con l’utilizzo di un software, consentendo alle aziende di misurare le attività di marketing in maniera sistematica. Permette di inviare email a un target di riferimento e creare campagne multicanale grazie a una segmentazione intelligente, migliorando la qualità del contatto col cliente e spronando il suo coinvolgimento.

I processi di marketing sviluppati e gestiti con il CRM permettono di registrare tassi di risposta e di conversione più elevati del normale, in quanto facilitano la comprensione delle esigenze dei clienti, acquisiti e potenziali, in qualsiasi momento del loro ciclo di vita.

Sempre più fondamentali sono gli ambiti di customer understanding e del customer targeting favoriti dal CRM. Questo permette una migliore segmentazione del proprio pubblico. Il team di Marketing può così strutturare metodologie, processi, architetture e tecnologie che trasformano i dati grezzi sui clienti in “conoscenza” da poter utilizzare per più efficaci tattiche commerciali o migliori decisioni operative.

Nell’ambito del customer targeting, il CRM rappresenta la soluzione ideale per la gestione delle campagne promozionali, poiché è possibile indirizzare la giusta comunicazione al corretto target. Esso permette inoltre di monitorare le performance e l’efficacia dei processi di acquisizione dei clienti.

La registrazione di tutti i risultati ottenuti consente ai software gestionali più avanzati di creare statistiche in tempo reale sia sulle vendite che sulle risposte alle azioni di comunicazioni mirate. Questo permette di adattare la strategie di marketing man mano, aggiustando il tiro qualora non si stia andando nella direzione migliore per far crescere il proprio business.

In sintesi, dunque, il CRM permette di trasformare il marketing favorendo uno spostamento dall’orientamento al prodotto verso l’orientamento al cliente. Con un CRM passerai dal vendere merci/servizi al soddisfare le persone.

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Come ti aiuta un CRM in concreto?

Il CRM è un software e se ben progettato, si dovrebbe adattare agli hardware che già possiedi. Ciò significa che acquisendo un gestionale informatico tu potrai accedere dal tuo pc, dal tablet e persino dal tuo smartphone a un’immensa banca dati interattiva e pro-attiva.

Di questo strumento non godrai solo tu, ma tutto il personale della tua azienda. Per questo motivo, è opportuno che il CRM da te scelto sia intuitivo e facile da usare e, più di tutto, che sia versatile e supportato da tanti dispositivi diversi. In sintesi, dovrai accertarti che il CRM sia uno strumento di produttività e non un peso per le persone che lo utilizzano.

Dal momento dell’adozione del CRM nella tua azienda avverrà una piccola rivoluzione, che, ci azzardiamo a dire, sarà positiva al 100%.

Non continuerete ad usare la rubrica o i client di posta come Outlook, Thunderbird o ancora peggio ICloud mail  per gestire i contatti per annotare quanto è stato detto durante una chiamata. Una volta che hai un sistema CRM, userai quello.

Il CRM deve essere il luogo in cui viene raccolto tutto ciò che riguarda i tuoi clienti e deve diventare rapidamente una parte fondamentale e necessaria di gestione del tuo lavoro.

Il software gestionale dovrebbe (e, se ben usato, diventerà) il centro nevralgico del tuo team di comunicazione, di quello di marketing e di quello commerciale. Quando inizierai a capire che il capitale umano che rappresentano i tuoi clienti è il reale valore della tua azienda, allora inizierai a capire anche il fondamentale compito svolto dal CRM

Le applicazioni CRM possono aiutarti a fare ordine nel caos delle interazioni con i tuoi clienti, consentendoti di concentrarti sul tuo reale potenziale anziché perdere tempo inutile a dover recuperare informazioni qua e là.

Una volta entrato nel meccanismo, imparerai a contare sul CRM e impiegherai sempre meno tempo ad utilizzare tale sistema rispetto ai vecchi strumenti.

Il CRM è il cuore della tua azienda

Se la tua attività sta avendo successo nel presente, hai bisogno di una strategia che cavalchi questo trend per il futuro. Da dove partire?

Ancora una volta, torniamo a ribadire che le informazioni che hai sui tuoi clienti sono la tua migliore arma per affrontare le incognite che ti aspettano. A questo servirà, dunque, raccogliere i dati provenienti dalle vendite, dal servizio clienti, dal marketing e dal monitoraggio dei social media. Con un CRM potrai avere una panoramica completa della tua clientela e non solo.

Avrai tutto in un unico luogo. Un sistema semplice e personalizzabile, che ti consente di raccontare la storia di un cliente, lo stato dei suoi ordini, i problemi che nel tempo si sono manifestati e altro ancora.

I tuoi marketers possono attingere al CRM per meglio comprendere e aumentare il valore della pipeline di vendita o delle opportunità in entrata, rendendo la previsione di fatturato più semplice e più veritiera.

Il reparto di assistenza al cliente potrà invece giovare della funzione di aggregazione delle informazioni provenienti da più fonti. Oggi infatti le persone tendono ad usare molteplici canali per chiedere supporto o informazioni: dal tweet, alla mail, alla telefonata, al contatto in live chat sul sito dell’azienda. Grazie al CRM tutte queste comunicazione frammentate potranno essere canalizzate e gestite contemporanemante, senza perdersi nulla.

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Un CRM può giovare immediatamente alla tua azienda

L’introduzione di una piattaforma CRM in una realtà aziendale ha dimostrato di produrre risultati positivi fin da subito, migliorando il suo ritorno d’investimento nel breve e medio termine.

Ecco come un CRM può giovare immediatamente alla tua azienda.

1. Riconoscere e classificare i lead

Un CRM può aiutare a riconoscere e catalogare nuovi lead in modo  rapido e automatico. Evidenziando facilmente le caratteristiche dei vari lead, il reparto vendite può formulare proposte più precise che avranno più possibilità di successo; i marketers potranno invece identificare i prodotti che necessitano di maggiore supporto o di un diverso tipo di promozione. Con informazioni complete, accurate e classificate su clienti e prospects, insomma, il tempo e le energie della tua azienda potranno essere meglio investite.

2. Reinvestire con successo sui clienti già acquisiti

Avendo una visione migliore e più completa dei tuoi clienti, miglioreranno anche le tue azioni di cross-selling e upselling con i clienti già acquisiti. Potrai monitorare costantemente la loro storia e concentrare su ognuno sforzi mirati che, proprio per questo, hanno ROI più alto. Bisogna ricordare che un cliente fidelizzato dà fiducia all’azienda e per questo è più propenso a spendere (e spendere di più).

3. Offrire un miglior supporto ai clienti

Come abbiamo accennato, grazie ad un CRM anche le attività di customer care miglioreranno. Questo strumento può fornire il servizio di supporto totale che i clienti di oggi si aspettano. In questo modo, i tuoi clienti si sentiranno seguiti, apprezzati e per questo ci saranno più possibilità che tornino a comprare da te

4. Migliorare i prodotti e i servizi

Un buon CRM sarà in grado di raccogliere ed elaborare informazioni da una grande varietà di fonti in tutta la tua attività. Questo ti darà una visione senza precedenti su come i tuoi clienti vivono il rapporto con la tua azienda e qual’è il sentiment riguardo ai tuoi prodotti/servizi. Potrai dunque migliorare quello che offri ed individuare problemi e lacune in modo precoce.

Perché dovresti iniziare ad usare un CRM di nuova generazione?

Esistono due modalità principali di memorizzazione per i CRM: in locale e in cloud. Quelli di ultima generazione, ovviamente, sfruttano principalmente la potenza dell’etere per consentire a chi ne usufruisce di avere più spazio in memoria e meno ingombro nei propri dispositivi.

Adottando una soluzione CRM cloud based, le aziende vengono liberate dalla necessità di installare software su ogni singolo computer e dispositivo mobile dell’organizzazione. In questo modo, le aziende possono ridurre i costi e aumentare la scalabilità.

I tuoi dipendenti e responsabili possono lavorare da qualsiasi luogo, incluso il team di consulenti che è continuamente in viaggio e può aggiornare immediatamente le informazioni dopo una riunione con una potenziale cliente.

La tua azienda non potrà più fare a meno di un CRM

Imprenditore, tieni a mente questo mantra:

Per avere successo oggi, un’azienda deve diventare cliente-centrica.

Il CRM è l’innovativo strumento che ti permette di farlo.

Cosa ne pensi? Non è ora che anche la tua azienda inizi ad approfittare di questa opportunità?

Vuoi avere altre informazioni riguardo gli incredibili vantaggi che la tua azienda può ottenere grazie all’adozione di un CRM innovativo? I professionisti di MG Group Italia potranno darti tutte le risposte che cerchi.

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Come Pianificare la migliore Strategia per la tua Azienda

Le aziende di tutto il Pianeta dedicano del tempo a Pianificare una Strategia annuale, sia a livello formale che informale. Tu come imprenditore lo fai, giusto? Stiamo parlando di quel momento in cui si mettono insieme manager e dirigenti per discutere i problemi della tua Azienda.

Infatti, per quanto le imprese hanno sicuramente bisogno di più azione e meno pianificazione, è importante che i vertici dell’Azienda si riuscano alcuni giorni lontano dall’ufficio per elaborare strategie, pianificare e fare una proiezione chiara del futuro della Compagnia.

Tuttavia, gli Amministratori Delegati commettono spesso degli errori che compromettono una buona Pianificazione Strategica per la propria Azienda.

Se vuoi Pianificare la migliore Strategia per la tua Azienda al fine di Incrementare le Vendite, Abbattere i Costi e Creare una Lead Generation costante, segui i nostri consigli e evita 4 errori comuni.

Pianificare al meglio la Strategia: uomo che muove una pedina bianca su una scacchiera

Pianificare al meglio la Strategia: uomo che muove una pedina bianca su una scacchiera

I 4 errori da evitare quando Pianifichi la Strategia della tua Azienda

1.Stabilire gli Obiettivi sbagliati

Se nella tua Pianificazione Strategica non stabilisci i giusti Obiettivi, rischi di trovarti incastrato in un meccanismo che tu stesso hai creato, ma che ti calza stretto.

Un esempio può essere quello di puntare ad un Target ristretto: imposterai il tuo prodotto, i tuoi canali di distribuzione, i tuoi messaggi promozionali in base ad esso e per questo ti troverai a dipendere da un pubblico piccolo.

Invece tu non vuoi essere il grande pesce rinchiuso nel piccolo stagno: tu vuoi e devi buttarti là fuori, nel vasto oceano. Pensa in grande: abbi grandi idee, fai grandi spese e rischia maggiormente, perché in fondo ci vuole la stessa energia e lo stesso sforzo per diventare piccoli come grandi.

Crea Obiettivi più grandi per essere maggiormente stimolato dal tuo lavoro. I grandi obiettivi sono eccitanti!

2.Non far salire tutti a bordo

La Vision della tua Azienda parte da te: ciò significa che devi essere in grado di vendere la tua idea e far in modo che anche gli altri vedano dove vuoi che si posizioni la Società.

Come Imprenditore, è necessario che tu insista e pretenda – devi proprio ESIGERLO- che tuoi collaboratori puntino al successo. Falli salire a bordo della tua Nave o buttali fuori.

È davvero importante far entrare solo persone motivate nella tua squadra di lavoro. Per ottenere questo, però, devi renderli pienamente consapevoli e partecipi di qualsiasi strategia tu decida di portare avanti.

Ricorda: indipendentemente dalle strategie che scegli di attuare, rendi prioritarie le vendite e le entrate!

Pianificare la migliore Strategia: taccuino con scritto "planning" sottolineato in rosso

Pianificare la migliore Strategia: taccuino con scritto “planning” sottolineato in rosso

3.Seguire un Piano troppo rigido

Tutti i piani sono imperfetti perché le cose non vanno mai come avevi immaginato. Quando insieme al tuo team fai una sessione di Pianificazione Strategica, non potrai mai prevedere tutti gli eventi casuali che si verificheranno nell’anno a venire.

Diciamo le cose come stanno: i Piani Aziendali sono fatti per dare agli altri la sicurezza che non stai improvvisando in corso d’opera… ma in realtà, sarà proprio quello che farai.

Crea un piano, ma sii disposto a essere flessibile rispetto ad esso.

4.Affrontare le tue riunioni più importanti in maniera sommaria

Un altro motivo per cui le sessioni di Pianificazione Strategica falliscono è che troppi amministratori delegati vogliono farle a buon mercato e internamente all’azienda. Devi invece trovare la location giusta. Di solito andare fuori sede è meglio perché ti allontana dal caos dell’ufficio e aumenta l’attenzione sull’intera faccenda. Farle in un bel resort, ad esempio, rende la sessione di Pianificazione Strategica un’esperienza piacevole che il tuo staff non vedrà l’ora di fare.

Hai Bisogno di un’Idea per far Crescere la Tua Azienda?

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Sharing economy: valore reale o semplice illusione?

Economia della collaborazione o della condivisione, peer economy, economia on-demand e consumo collaborativo; questi sono solo alcuni dei termini con i quali viene spesso chiamata la Sharing Economy.

Ma che cos’è esattamente la Sharing Economy?

Non è facile rispondere a questa domanda. Un po’ perché si tratta di un fenomeno abbastanza recente, un po’ perché dietro a questa parola ci sono conetti e realtà diverse.

Cos’è la sharing economy?

Proviamo così: Uber? Air B&B? BlaBlaCar? Forse adesso è più chiaro di cosa stiamo parlando.

Quasi tutti almeno una volta avrete sentito parlare, oppure addirittura utilizzato, questi servizi. Si tratta di esempi concreti di Sharing Economy.

Un nuovo modello economico che parte direttamente dai bisogni degli utenti. Parliamo di utenti e non di soli clienti, perché il secondo fattore che caratterizza la Sharing Economy, è proprio il suo essere digitale.

La Sharing Economy è un’economia all’interno della quale professionisti e consumatori mettono a disposizione tempo, competenze, beni e conoscenze per creare relazioni virtuose di scambio reciproco che implicano un utilizzo della tecnologia digitale.

In altre parole, la Sharing Economy è un esempio perfetto di economia circolare, ossia di un’economia che, grazie al suo stesso modo di funzionare, è in grado di rigenerarsi da sola. È un’economia che unisce la tecnologia alle competenze delle persone comuni per soddisfare delle necessità.

Grazie poi all’utilizzo di smartphone e applicazioni la Sharing Economy ha trasformato le città in grandi e generose comunità virtuali. Comunità all’interno delle quali un po’ tutti possiamo essere protagonisti.

Il valore sociale della sharing economy

Basandosi sulla condivisione e sulla compartecipazione, la Sharing Economy assume anche un valore sociale.

Se per soddisfare le necessità degli utenti, la comunità online si impegna a mettere a disposizione di tutti, tempo, risorse e conoscenze, in cambio di un piccolo pagamento (anch’esso condiviso nella maggior parte dei casi), è chiaro che il valore sociale assume un aspetto di fondamentale importanza.

Questo nuovo modello economico promuove il riuso, il riciclo, il risparmio, una certa redistribuzione di denaro e perché no, anche la socializzazione e la salvaguardia ambientale.

Ecco perché per molte persone quest’economia ha rappresentato, sin dall’inizio, l’opportunità per ricostruire il valore sociale della collettività.

Si, perché l’idea di unire le proprie forze a quelle degli altri per risolvere un problema comune non è certo nata ieri.

Già in epoche storiche più antiche villaggi e chiese mettevano in pratica questi concetti.

Questo valore “sociale” è reale oppure è una scusa per sfruttare lavoro a basso costo?

Al servizio di tutti, con l’aiuto di tutti. Così potremo definire la Sharing Economy in breve.

Detto così, assomiglia più ad un bellissimo sogno che ad un’economia reale, e per alcuni infatti, si tratta proprio solo di un sogno.

In molti sostengono che dietro a questo nuovo modello economico si celi in realtà la volontà, per chi gestisce questi servizi, di manipolare e controllare forza lavoro a basso costo senza per altro garantirne alcuna tutela lavorativa.

Per capire meglio i possibili sviluppi di questa nuova economia circolare dobbiamo chiarire quale sia il suo effettivo valore, sia in termini economici che politici.

Quanto vale la Sharing Economy?

I settori che guideranno l’esplosione dell’economia della condivisione sono principalmente cinque:

  • Trasporti
  • Alloggi (a breve termine)
  • Finanza collaborativa
  • Servizi domestici
  • Servizi professionali on-demand (su richiesta)

A livello geografico invece i paesi più attivi e coinvolti in questa trasformazione sono quelli del Nord Europa: Gran Bretagna e Germania in primis con oltre 50 imprese operative e Olanda e Spagna a seguire con un numero di attività comprese tra 15 e 30.

I ricavi lordi delle piattaforme impiegate per offrire servizi di Sharing Economy rappresentano un trend in crescita: sono stati calcolati in 28 miliardi di euro nel 2015 e si prevede che, continuando a crescere a questo ritmo, raggiungeranno i 300 miliardi entro il 2025.

La Sharing Economy e la tutela della legge

Pur trattandosi di un fenomeno sociale antico, la tecnologia ha avuto su di esso un effetto distruttivo, rendendo indispensabile la revisione di leggi obsolete e inadatte a gestire questa trasformazione digitale.

La vicenda di Taxi Uber ne è un esempio. Nato come servizio di Car Sharing, ossia di condivisione di auto (o di alcuni posti liberi su di essa) si è arrivati a Uber, un servizio in cui di condiviso c’è ben poco e gli autisti di fatto sono dei professionisti che svolgono un lavoro dipendente ma senza godere di alcuna tutela.

Lo stesso discorso vale per i fattorini che fanno le consegne a domicilio, le persone che fanno le pulizie per Helping (servizio di pulizie a domicilio su prenotazione) oppure per i freelance di Upwork.

Gig Economy, economia dei “lavoretti”, per indicare tutti quei modelli di business in cui la forza lavoro è rappresentata da appaltatori indipendenti e liberi professionisti invece che da impiegati a tempo indeterminato.

In tutti i casi si tratta di lavori temporanei, pagati a prestazione e non tutelati.

E il futuro?

Abbiamo potuto vedere come questa nuova economia del consumo collaborativo abbia tutte le carte in regola per diventare un modello di rilievo nel futuro.

Le potenzialità sono molte, così come lo sono rischi e i problemi da risolvere.

Ma perché la Sharing Economy possa davvero realizzarsi, dobbiamo riflettere sul suo reale significato sociale e passare dal concetto di “condividere guadagnando” a quello di “guadagnare condividendo”.

Continua a seguirci e resta aggiornato su tutte le ultime news e tendenze del mondo digitale, con il Blog di Mg Group Italia.

 

 

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La Fatturazione Elettronica è alle porte, sei pronto?

Come certamente saprai, il 1° gennaio 2019 entrerà in vigore la fatturazione elettronica.

La fatturazione elettronica, obbligatoria già da alcuni anni per le operazioni da e verso la Pubblica Amministrazione, è stata introdotta in Italia con la Legge Finanziaria 2008 per adeguarsi alle corrispondenti direttive UE, e dal nuovo anno permetterà di gestire elettronicamente l’intero ciclo delle fatture.

In cosa consiste la fatturazione elettronica

La fatturazione elettronica prevede la creazione in formato Xml del documento fiscale che dovrà essere inviato tramite il Sistema di Interscambio Nazionale (Sdi) e conservato digitalmente a norma per 10 anni.

I vantaggi di questa nuova procedura saranno molti, a partire dalla necessità per le aziende di rendere l’intero processo automatizzato, fino alla semplificazione dei controlli e degli adempimenti fiscali.

Open&Go, uno solo strumento per fare tutto

Nonostante la fatturazione elettronica sia dietro l’angolo, sono ancora molte le aziende che non si sono organizzate e che rischiano di affacciarsi all’anno nuovo impreparate.

Se questo è il tuo caso, non preoccuparti, Mg Group Italia è qui per aiutarti ad adeguare la tua impresa a tutte le nuove normative fiscali attraverso Open&Go, il nuovo software gestionale su misura.

Con Open&Go sarai in grado di allinearti facilmente e in tempi rapidi ai nuovi standard della Fatturazione Elettronica e non solo.

Attraverso un solo strumento, la tua azienda potrà godere di numerosi vantaggi competitivi, tra cui:

  • suddividere i tuoi clienti e gestire con praticità i loro dati all’interno di database professionali ed organizzati, disponibili su tutti i dispositivi mobile, sia in ufficio che in viaggio;
  • potrai semplificare i processi aziendali, delegando al software molte operazioni manuali che richiedono tempo e risorse, diminuendo così i costi gestionali della tua azienda;
  • potrai verificare ordini, scorte, articoli e spedizioni, per un controllo a 360° del tuo magazzino;

Richiedici una Consulenza Gratuita e Senza Impegno per conoscere tutte le infinite potenzialità del nostro nuovo software gestionale Open&Go e scopri insieme a noi quanto può essere semplice migliorare la produttività della propria azienda e aumentare il fatturato, gestendo consapevolmente le proprie risorse.

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Data-Driven Marketing: il futuro dell’online?

Il Data-Driven Marketing utilizza i dati relativi al comportamento degli utenti per coinvolgerli e fidelizzarli al brand. Nelle aziende che utilizzano strategie data-driven, le risorse e gli strumenti a disposizione vengono investiti in modo più efficiente, ottenendo risultati migliori e abbattendo i costi.

Per fare questo, è indispensabile conoscere il comportamento dei segmenti di target e predisporre per ognuno di essi le strategie più opportune.

Nonostante ciò, ancora molte aziende non sfruttano questa possibilità, probabilmente perché si tratta di un territorio complesso e inesplorato.

Come si può pianificare una strategia Data-Driven?

Per rendere più semplice organizzare un piano che sfrutti le potenzialità dei dati, ti proponiamo una selezione di 5 step che potranno aiutarti a definire una strategia Data-Driven:

  1. Audience

Identificare il pubblico giusto è essenziale per poterlo intercettare e coinvolgere in modo adeguato. Prima di tutto si deve progettare una precisa strategia di segmentazione del pubblico, che sappia indicare i criteri per la costruzione del target di riferimento.  

Non possiamo rivolgerci a chiunque, è indispensabile concentrarsi sugli elementi che identificano meglio il nostro cliente tipo.

Dopo sarà necessario raccogliere ed analizzare i dati e identificare l’audience maggiormente in linea con il brand.

  1. Asset

Per fidelizzare un utente non basta trovarlo e comunicare un messaggio. Bisogna rendere la sua esperienza di fruizione del  messaggio stesso, utile e memorabile.

L’utente deve ricordarsi positivamente del nostro brand e collegarlo ad una user experience accattivante, ad esempio tramite racconti transmediali. In questi casi, si utilizzano vari media che si integrano a vicenda e contribuiscono allo sviluppo della storia.

L’utente è perciò chiamato a collegare questi elementi per comprendere l’intero messaggio e ciò rende l’intero processo sociale ed invitante.

Nulla di tutto ciò sarà comunque possibile se non produrremo contenuti di qualità e utili all’utente.

  1. Accesso

L’utente moderno utilizza più dispositivi contemporaneamente, spesso collegati tra di loro.

Per massimizzare la copertura dei messaggi, ossia la reach, è importante utilizzare più piattaforme, così da comunicare il messaggio nel luogo e nel momento giusto senza sprecare le risorse a nostra disposizione. 

L’utente potrà, ad esempio, iniziare la fruizione di un messaggio su Facebook, proseguirla su YouTube e terminarla sul nostro sito.

Tutte le informazioni devono perciò essere accessibili e disponibili su più piattaforme, così da non bloccare la navigazione e la concentrazione dell’utente attorno al nostro brand.

Grazie al Data-Driven Marketing è possibile avere accesso alle informazioni relative ai comportamenti di navigazione degli utenti per capire quali strumenti è preferibile utilizzare.

  1. Attribuzione

Misurare il valore delle interazioni ottenute è importante per capire il successo delle strategie messe in atto. 

Bisogna tenere bene a mente che i processi di acquisto di un prodotto non sono lineari ma trasversali ed estremamente complessi; ecco perché ogni interazione ha un peso diverso e ci può aiutare a comprendere come distribuire al meglio il budget.

Il Data-Driven Marketing aiuta a capire anche questo.

  1. Automazione

Nel Marketing Data-Driven il ruolo dei dati è un elemento imprescindibile. Averli però non è sufficiente, bisogna saperli analizzare e rielaborare per capire se stiamo andando nella giusta direzione o meno.

Essere in grado di estrapolare indicatori importanti come il ROAS, il ROI o il KPI (Key Performance Indicator), ci consentirà di migliorare il marketing operativo e di allocare in maniera efficiente strumenti e risorse.

È difficile pianificare una strategia Data-Driven?

I dati ci aiutano a spacchettare la realtà digitale e a renderla più semplice e comprensibile. Non è sempre facile però rielaborare questi dati e trarne conclusioni utili. In questi casi avere dei professionisti che ti assistano e ti aiutino ad interpretare correttamente i risultati può essere conveniente anche dal punto di vista economico.

Ripartire le risorse in maniera adeguata significa anche sapersi far consigliare da chi possiede la giusta esperienza per farlo. Imparare autonomamente è possibile, ma rischia di portarci sulla strada sbagliata, o di bloccarci laddove le nostre conoscenze incontrino ostacoli insuperabili.

Richiedi una Consulenza Gratuita e senza Impegno, Mg Group Italia può aiutarti a realizzare strategie adatte a comunicare con il pubblico che ti interessa, sfruttando nel modo più efficiente possibile le risorse che hai a disposizione senza sprecarle. 

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È importante il Customer Care?

Fare Customer Care è difficile, fare un ottimo Customer Care lo è ancora di più.

Fare assistenza ai clienti significa creare a distanza quello che solitamente si crea faccia a faccia: emozioni, fiducia, feeling. Insomma, un rapporto umano in grado dare al cliente il supporto che desidera nell’esatto momento in cui ne ha bisogno.

Si deve fare Customer Care online?

Nel mondo digitale, si ha la sensazione che il Customer Care abbia meno importanza, come se il non avere qualcuno fisicamente davanti ne annulli la reale presenza.

Quando andiamo in un negozio fisico, se poniamo una domanda, desideriamo una risposta; se abbiamo un dubbio, vorremo che qualcuno ci aiutasse a scioglierlo. Se ci mancano delle informazioni, vorremo che qualcuno ce le desse.

Immaginiamo ora di essere di fronte ad un commesso e non ricevere nulla di tutto ciò. Siete convinti che il cliente procederà con l’acquisto?

Troppo spesso si sottovaluta le reali potenzialità del Customer Care, senza comprendere che un cliente abbandonato alle sue domande e ai suoi dubbi irrisolti, cercherà altrove quello che desidera. Al contrario, un cliente soddisfatto parlerà bene di voi, procurandovi una risonanza genuina e, soprattutto, gratuita.

Abbiamo visto che prendersi cura dei propri clienti è importante, ma per farlo serve organizzazione e strumenti in grado di affiancare i clienti in ogni fase dell’acquisto, come i nostri software CRM. Essi sono progettati per assisterti nella gestione delle relazioni con clienti, partner, fornitori e chiunque abbia un ruolo nella tua strategia aziendale.

Archivia e condividi documenti e informazioni in tempo reale e in totale sicurezza, saranno accessibili da qualsiasi postazione e tutti potranno portare avanti gli obiettivi aziendali in modo armonico e coordinato. Tieni aggiornato il tuo magazzino e gestisci ordini e prenotazioni.

Non è ancora abbastanza? Contattaci per una Consulenza Gratuita senza Impegno, potrai personalizzare il tuo CRM in base alle tue esigenze!

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Spende 600 mila dollari su Facebook Ads senza accorgersene

Il peggior investimento pubblicitario online

Quando decidiamo di comunicare qualcosa, lo abbiamo detto, significa che abbiamo un messaggio chiaro che vogliamo lanciare su chi siamo e cosa facciamo. La cosa vale ancora di più quando decidiamo di lanciare un determinato messaggio nell’intento di pubblicizzare un prodotto o servizio che vendiamo e offriamo.

La comunicazione aziendale, insomma, ha le sue regole fondamentali e la pubblicità ancora di più perché, in questo caso, si tratta di investire tempo e risorse per la creazione di un valore che deve rientrare sia in termini di vendite che di promozione del brand e del prodotto.

Soprattutto con i new media digitali se ci affidiamo all’improvvisazione, come accade, i risultati non sono scontati anzi talvolta, senza conoscenza e senza programmazione degli strumenti a cui ci affidiamo, possiamo imbatterci in grandi, brutte, sorprese.

Imparate da chi ha sperperato 600 mila dollari in pubblicità Facebook Ads

È quello che è accaduto a Raaj Kapur Braar, titolare di una casa editrice, la Fetopolis, che promuove numerose riviste di successo, di moda principalmente, seguitissime e che su Facebook raggiungono in media circa 1,7 milioni di likes. Non male affatto, anche considerando che mediamente, un post pubblicato da una rivista di moda su Facebook raggiunge circa 2000 likes.

Qualche tempo fa, Braar decide di approntare un interessante investimento: decide di affidarsi a Facebook (Facebook Ads) per moltiplicare i suoi “lead” sul social network nella convinzione, abbastanza spannometrica, di ricavare circa il 2-300% rispetto alle risorse investite.

Si butta, impetuosamente, in una massiva campagna su Facebook Ads e, rapidamente, si trova ad aver speso, o meglio potremmo dire sperperato, l’ingente somma di circa 600.000 dollari. E tutto questo senza un concreto ritorno dell’investimento paragonabile a quanto speso.

La vicenda che ancora rimane confusa per punti discordanti espressi da Braar e al contempo anche da Facebook, lascia comunque emergere in maniera importante che quando ci sia affida alla pubblicità di un social network come Facebook risulta fondamentale, anzitutto, conoscere le sue caratteristiche e capire, concretamente, se queste incrociano gli obiettivi che vogliamo raggiungere.

Facebook, in sostanza, è un social network che ogni mese ospita circa 2 miliardi di utenti che fanno di tutto: dal postare foto all’esprimere commenti su quello che hanno mangiato un minuto prima. Tutto meno che, direttamente, comprare. Nel senso, la piattaforma tutto fa meno che vendere prodotti, offre agli utenti contenuti, anche riguardanti prodotti e, d’altro lato, alle aziende la possibilità di potersi promuovere sui propri canali. Facebook è in grado di incrementare la popolarità di un brand, farlo circolare tra gli utenti, generare “lead” e, addirittura, portare le persone a compiere determinate azioni (call to action) capaci di “convertire” il coinvolgimento generato dal brand in gesti concreti come un acquisto o la sottoscrizione di una newsletter.

Nello specifico Facebook Ads prevede tre livelli diversi di azione:

  • CPM (costo per mille), per avere visibilità (e basta) per il nostro brand aziendale. Si paga semplicemente affinché il nostro Brand venga promosso e mostrato il più possibile;
  • CPC (costo per click), si tratta della tipica strategia usata dall’imprenditore di Fetopolis, prevede un costo associato a ogni click (sia una fotografia, che un like, che un commento);
  • CPM (CPM ottimizzato), con questa strategia paghiamo Facebook solo se gli utenti compiono un’azione specifica che ci interessa (come ad esempio visitare il nostro sito di e-commerce). In questo modo il social network, per avere introiti, indirizza la nostra pubblicità solo verso gli utenti che potrebbero esser interessati e, dunque, propensi alla call to action che noi prevediamo.

Affidatevi a dei professionisti

Alla luce dell’esperienza non molto felice di Braar vi è anzitutto una riflessione da fare: prima di incamminarci in qualsiasi azione di advertising su Facebook Ads è necessario definire bene qual è l’obiettivo che vogliamo raggiungere e, concretamente, capire se il social network fa al caso nostro. Anche considerando che all’investimento economico che facciamo deve corrispondere un ritorno effettivo perché poi, alla fine, qualsiasi strategia deve esser valutata in base al rapporto tra effort e risultati prodotto.

In secondo luogo, bisogna conoscere bene quello che Facebook è e rappresenta con tutte le potenzialità e debolezze e, soprattutto, mettere bene a fuoco che esser visibili, impegnarsi a promuovere il proprio profilo, la propria notorietà non equivale a vendere di più.

Non farlo significa perdere su due fronti: perdere le opportunità che lo strumento ci offre perché non le comprendiamo e, forse la cosa peggiore, sprecare soldi che potrebbero esser investiti su altri fronti magari maggiormente redditizi per la nostra azienda.

Non improvvisare, affidati a dei professionisti per ottenere risultati dai tuoi investimenti in pubblicità. Richiedi una consulenza Gratuita

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Quali sono gli errori da evitare nella Comunicazione Aziendale?

Come evitare gli errori più comuni ed esser più efficaci?

Comunicare è l’aspetto, forse più importante, della nostra esistenza.

Da “Neanderthal” in poi, l’esigenza di comunicare, di dire chi siamo e quello che facciamo è stata necessaria anzitutto per creare counsciousness attorno a noi: un circuito di fiducia, fatto di persone che condividono e apprezzano quello che siamo e che soprattutto ci protegge dall’esterno nell’ottica primordiale di rappresentare un elemento in più per la sopravvivenza.

Comunicare, possiamo dire, è concretamente tra i bisogni essenziali, come mangiare e respirare. Senza, banalmente, non saremmo ciò che siamo.

Sebbene vi siano, quindi, attitudini innate, comportamentali, del modo di comunicare, vi sono anche alcune regole chiave. A maggior ragione per le imprese la cui esigenza di comunicare è dettata dalla motivazione di incrementare le vendite e dunque aumentare il volume del business aziendale, con maggiori probabilità di assumere risorse e creare nuove opportunità per i clienti.

Comunicare male è peggio che non comunicare

Per le aziende soprattutto vi sono una serie di errori, fondamentali, da evitare nell’attività di comunicazione in senso lato:

Assenza di Obiettivo

Ciascuna azione è finalizzata al raggiungimento di uno scopo. Se non definiamo gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere nella comunicazione aziendale, sia in senso generale che specifico (ad esempio con riguardo a un evento o a un prodotto) rischiamo di produrre una comunicazione non efficace, che non raggiunge il target e non informa;

Chiarezza

Non esser chiari, nelle comunicazioni promosse, genera l’effetto completamente opposto. Se non pubblichiamo e diffondiamo informazioni chiare e semplici da comprendere i nostri interlocutori, clienti e utenti generici, rimangono confusi e a lungo andare non seguono più le nostre attività. Occorre sintetizzare invece quello che è il messaggio che intendiamo dare e, di conseguenza, disporre di un team capace di scrivere contenuti in maniera efficace ed esaustiva.

Target identification

Ciascuna comunicazione aziendale deve saper individuare, anzitutto, i target di riferimento, coloro che sono i destinatari effettivi della comunicazione, sia in senso alto e sia individuando soggetti specifici (magari suddivisi per settore e/o area di interesse). Genericamente ci si affida a un lavoro, continuo, di “mappatura degli stakeholder” per monitorare tutti i soggetti con cui, come azienda, entriamo in contatto al fine di 1) capire con chi ci relazioniamo in generale; 2) chi sono i nostri clienti; 3) come “personalizzare” la comunicazione in base ai target affinché risulti quanto più efficace possibile (in termini di condivisioni e risposte a una specifica call to action). Non farlo equivale a non aver obiettivi.

Focus

Una comunicazione efficace che sia tale deve evitare di disperder energie su contenuti poco coerenti con quella che è l’attività aziendale. Bisogna concentrarsi nella produzione di contenuti efficaci e tarati, in maniera specifica, che rendono bene all’utente, potenziale cliente, quali sono i prodotti che vendiamo, allo stesso modo in cui è fondamentale chiarire, bene, quella che è la nostra identità e come ci differenziamo rispetto ai nostri competitor. Il focus deve intendersi non solo nel contenuto ma anche negli strumenti: mancare di considerazione, ovvero non prevedere messaggi diversi a seconda degli strumenti (es. sito web, social, carta stampata) significa non riuscire ad esser incisivi perché è come parlare due lingue diverse.

Engagement

La comunicazione efficace si basa sulla capacità di poter esser condivisa, promossa, veicolata e stimolare alla conversione ovvero alla realizzazione di specifiche azioni (es. acquistare un prodotto). Se non progettiamo la nostra comunicazione aziendale anche nell’intento di favorire l’engagement dei nostri target di riferimento (clienti o utenti generici) rischiamo di non raggiungere gli obiettivi e di, letteralmente, fare un buco nell’acqua.

Competitor Analysis

Per programmare una strategia di comunicazione efficace e, di conseguenza, attuarla con risultato, occorre anche occuparsi di capire chi sono i nostri competitor, chi sono i soggetti con cui, nella realizzazione della specifica attività di business, entriamo in competizione. Non farlo significa non capire come possiamo andare a “personalizzare” la nostra comunicazione, renderla specifica e unica, far capire al cliente perché scegliere noi piuttosto che un nostro competitor.

Trends

Un errore abbastanza comune può esser quello di non prevedere, nella strategia di comunicazione aziendale, degli strumenti di analisi dei trend comunicativi maggiormente diffusi per il nostro settore di business. Ad esempio non sapere qual è il brand del momento o il prodotto più venduto nella nostra categoria piò rivelarsi poco intelligente. Perché non ci consente di tarare la nostra comunicazione su quelle che realmente potrebbero esser le aspettative di clienti e utenti.

Conclusioni

Si tratta di errori che tutti quanti, prima o poi, possiamo commettere in diversi casi. Importante è saperlo e compiere le giuste mosse per evitarli e far in modo che, come detto, comunicare non risulti peggio di non comunicare. Ragionando, inoltre, anche in termini strategici di sviluppare sempre coerenza tra quello che è il contenuto della Comunicazione Interna (verso dipendenti, collaboratori) e quello che invece è ciò che promuoviamo in Comunicazione Esterna (sia quella online che offline). Passaggio fondamentale è considerare, infine, che tutte le attività che abbiamo suggerito poco prima sono da intendersi una tantum ma devono esser inserite in un quadro complessivo di sviluppo di lungo periodo con un approccio flessibile attraverso cui l’azienda periodicamente analizza la propria comunicazione, il relativo impatto e vi appronta i necessari cambiamenti. Nell’ottica, semplicemente, di un continuo percorso di apprendimento e, dunque, miglioramento.

Possiamo aiutarti a non commettere gli errori più diffusi della comunicazione aziendale grazie alla nostra esperienza decennale al fianco delle aziende.

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