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10 errori da evitare con le Parole Chiave

Le Parole Chiave sono le colonne portanti di qualsiasi strategia SEO. Tuttavia, non è sempre semplice individuare quelle giuste che mettano in risalto i nostri contenuti sul web e li facciano trovare agli utenti giusti nel momento del bisogno. Soprattutto se si è alle prime armi e non ci si affida a un professionista, è facile incorrere in errori che possono compromettere tutto il nostro lavoro, se non portare ad effetti collaterali.

In questo articolo vi esporremo 10 errori assolutamente da evitare con la scelta delle Parole Chiave.

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10 errori da evitare con le Parole Chiave

#1 Affidarsi a Parole Chiave non pertinenti

L’errore più comune in cui incorrono i SEO specialist in erba è quello di scegliere Parole Chiave non pertinenti con l’argomento trattato nei contenuti. Si potrebbe pensare che scegliere termini “acchiappa tutto”, poco specifici, o parole con grossi volumi di ricerca sia una scelta furba, ma in realtà è la cosa peggiore che si possa fare. Ad esempio, se vendete impianti fotovoltaici in Toscana, mettere tra le parole chiave “casa” solo perché realizzate servizi per abitazioni private è inutile: come potreste essere indicizzati con una parola così inflazionata e generica?

Siate precisi e trovate Parole Chiave rappresentative di ciò che volete promuovere sul web, facendo prima un’indagine su come quella certa cosa viene chiamata e cercata dal vostro target di riferimento.

#2 Non conoscere il vostro target

Ecco che ci ricolleghiamo subito a quanto detto nel punto precedente: è molto importante conoscere bene il target a cui vi rivolgete e a cui vorreste far arrivare i vostri contenuti. Questo è vero per ogni azione di Marketing, ma per quanto riguarda la SEO nello specifico, è importante soprattutto per capire come pensa e come si esprime il vostro Cliente Tipo. Questo varia a seconda della lingua parlata, dell’età, del contesto socio-economico di appartenenza, dell’area di residenza. Un esempio banale? Cercando panni di tessuto per asciugare le stoviglie in cucina, un abitante del Nord Italia digiterebbe “Canovaccio”, uno del Centro “Strofinaccio”.

#3 Pensare molto Global e poco Local

Cosa significa? È presto detto: avete un negozio di mobili su misura e volete farvi pubblicità su Internet. A meno che non abbiate pezzi unici e siate in grado di trovare Clienti in tutte le parti del mondo (ve lo auguriamo!), è molto probabile che la maggior parte dei vostri clienti sia localizzata nella vostra zona, che può estendersi a comprendere qualche Regione se siete fortunati. Perciò ha poco senso usare Parole Chiave generali e pecchereste nuovamente di ingenuità pensando che delimitare il campo d’azione vi faccia guadagnare meno.

Provate a localizzare la Parola Chiave: “mobili su misura Orvieto” vi porterà sicuramente più traffico se a cercarvi è qualcuno che vive nella cittadina umbra.

#4 Usare sempre la stessa Parola Chiave

Abbiamo capito che vendete parquet e che i contenuti del vostro sito non possono (e non devono) scostarsi più di tanto da questo focus, ma usare questa keyword in tutte le pagine, in tutte le immagine e in tutti gli articoli del vostro blog non è un’idea geniale. Una Parola Chiave ripetuta troppe volte crea problemi a Google nel momento della scansione del vostro sito e anche all’utente che percepirà come ridondanti e poco interessanti i vostri contenuti.  Per risolvere questo problema, potreste usare le Parole Correlate e i sinonimi.

errori Parole Chiave

#5 Non usare Parole Correlate e Sinomi

E, per l’appunto, è questo un altro degli errori tipici di chi cerca di usare maldestramente le Parole Chiave per ottimizzare i propri contenuti Web. Sia gli utenti che i motori di ricerca apprezzano discorsi fluidi e linguaggio variegato, che sfrutti tutti i sinonimi e i modi di dire di una lingua. Questo vale in particolar modo per un idioma ricco come quello italiano. Perciò, non esitate ad usare “auto, automobili, autovetture, mezzi di trasporto” in abbondanza anche se vendete e avete scelto come Keyword principale “Macchine”.

#6 Non inserire la Parola Chiave in tutti gli elementi della pagina

Qui passiamo ad aspetti un po’ più tecnici. La Parola Chiave non deve essere inserita solo nelle parti visibili del sito e dunque nei titoli e nei paragrafi di testi e articoli, ma anche nel meta-linguaggio della pagina web. Ciò significa che bisognerà assicurarsi che la nostra Keyword principale sia nel tag title delle immagini e nella meta description degli articoli e così via. Questo aumenterà notevolmente la possibilità che la scansione dei Googlebot ci dia un buon punteggio per la SERP.

#7 Dimenticarsi di inserire la Parola Chiave nel contenuto

Sì, stiamo parlando di Parole Chiave perché sono davvero importanti in una strategia web, ma c’è qualcuno che, ignorando le dinamiche della SEO, “dimentica” di inserire la Parola Chiave nel contenuto del sito. Diciamo che dopo è un po’ incoerente lamentarsi dicendo “io spendo un sacco di soldi su Internet ma nessuno mi trova su Google!”.

Esiste però anche il rovescio della medaglia: dimenticando di inserire nel contenuto la Parola Chiave che avevamo scelto, Google ci ha pensato da sé e ha trovato e indicizzato il sito per qualche altra keyword. Sfruttate questa opportunità! Se il motore di ricerca per eccellenza ci ha aiutato a trovare una Parola Chiave che funziona bene, giochiamo questa carta a nostra favore, implementandone la presenza nei testi e nei meta-dati.

#8 Usare troppo spesso la Parola Chiave

C’è chi la dimentica… e chi invece la usa troppo. Così come è un problema usare sempre la stessa Parola Chiave, lo è anche usare ripetutamente una Keyword in un unico contenuto. Questo errore in gergo tecnico si definisce keyword stuffing ed è uno stratagemma con cui i SEO specialist poco esperti cercano di canalizzare l’attenzione dei motori di ricerca. Invece, esagerare con l’uso della Parola Chiave produce un testo poco scorrevole e privo di senso logico che porterà l’utente ad abbandonare la lettura, peggiorando la reputazione del sito (e dell’azienda) ai suoi occhi.

E c’è anche una spiacevole notizia per questi truffatori della SEO. In realtà anche i Googlebot svantaggiano siti con Parole Chiave inserite in modo innaturale. Perciò evitate una Keyword density esagerata in favore di contenuti fluidi e ricchi di sinonimi: i motori di ricerca ringrazieranno!

#9 Scrivere in funzione della Keyword

Riprendiamo quanto abbiamo appena detto: scrivere un contenuto, in particolar modo un’articolo per il blog aziendale, solo per fare da contorno alla Keyword, ha davvero poco senso. Ricordate che non contano solo i clic in entrata ma anche la permanenza sul vostro sito: una frequenza di rimbalzo alto significa utenti poco interessati e dunque potenziali clienti in meno.

Perciò, il nostro consiglio è di creare articoli prima di tutto interessanti e in secondo luogo di stare attenti alla SEO nei meta-dati e nelle immagini.

#10 Non conoscere il posizionamento e l’efficacia delle Parole Chiave

Quest ultimo errore è un altro di quelli tipici che fanno gli inesperti del web. Non si può puntare tutto il lavoro di mesi e magari anche una grossa fetta di budget su una o più Parola Chiave che non funzionano e non hanno alcuna speranza di posizionarsi. Esistono oggi moltissimi strumenti, anche gratuiti, per controllare la frequenza e il volume di ricerca delle Parole Chiave: usateli!

Molti neofiti del Web Marketing non sanno ancora quanto potrebbe crescere il ROI delle proprie attività online semplicemente aggiustando un po’ la SEO. Adesso che conoscete tutti gli errori da evitare nell’utilizzo di Parole Chiave, diventerete dei veri SEO monster!

Altrimenti..

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Come gestire le ADS nel mese di agosto

È arrivato agosto e con lui la domanda che affligge tutti gli anni i Web Strategist di tutto il mondo: come gestire le ADS nel mese più caldo dall’anno?

Con ADS ovviamente intendiamo le campagne a pagamento online che tutti, ma propri tutti, dovreste già usare. Se non lo state facendo, potrebbe essere il momento giusto per iniziare.

Cosa fare dunque con le campagne PPC in un mese in cui molte aziende chiudono per ferie? Essenzialmente ti trovi a scegliere tra lasciare tutto, scappare in spiaggia e rimandare tutto a settembre oppure intensificare gli investimenti in campagne a pagamento e cercare di farti notare proprio quando gli altri abbassano la guardia.

In questo articolo ti daremo 7 consigli per gestire le campagne Google ADS e le Facebook ADS durante il mese di Agosto.

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7 consigli per gestire le tue campagne ADS ad agosto

#1 Che tipo di businness hai?

Per iniziare, dovresti guardare al tuo business. Non tutte le aziende sono uguali e magari tu vendi prodotti e servizi che d’estate non si vendono e subiscono un calo fisiologico; ma è vero anche il contrario: magari il tuo business funziona alla grande solo d’estate. Nel caso di prodotti online, invece, di solito funzionano bene tutto l’anno senza particolari variazioni.

In base a queste informazioni, il tuo comportamento con le ADS cambia. Ricorda che la missione di questi strumenti è attirare l’attenzione dell’utente e possibilmente restargli nella memoria in modo che, magari anche dopo diverso tempo, gli torni in mente nel momento del bisogno.

Perciò, fai questo ragionamento: se progetti di chiudere ad agosto (per l’appunto perché il tuo business è calante in estate), è inutile spingere fino all’ultimo giorno prima di partire, perché poi chi ci sarebbe a rispondere al telefono nel momento in cui il lead si accorge di te? Quindi devi calcolare bene le tempistiche. Questo vale anche per il caso opposto: se lavori molto in estate (magari gestisci un’attività turistica o lavori nel settore dei matrimoni etc), il momento di fare campagne e spingerle al massimo sarà il periodo invernale/primaverile (quando le persone iniziano a pensare alle vacanze/organizzare il matrimonio etc).

#2 Controlla i dati degli anni precedenti

Ok, questo è un consiglio che non funziona se hai un’attività nuova di pacca (ma ricorda che puoi sempre attingere a tante ricerche di mercato pubbliche fatte nel tuo settore). Ma se usi campagne ADS da qualche anno, probabilmente hai la possibilità di consultare i dati delle stagioni precedenti. Non limitarti a guardare in modo sommario il ROI delle campagne, ma entra nel dettaglio. Controlla:

  • CPC
  • Conversioni settimanali
  • Copertura (per le Facebok ADS)
  • Posizione media (in Google ADS)
  • CTR

Ovvero i dati che ti possono dare una panoramica chiara sulla reattività del pubblico. Consultati anche con altri reparti della tua azienda per rilevare informazioni interessati (ad esempio col reparto vendite o con il telemarketing, se c’è nella tua azienda).

#3 Passa al mobile

È una tendenza che sta conquistando il mondo già in condizioni normali, figurati in estate!

Le persone che sono in vacanza difficilmente staranno davanti allo schermo di un pc. È molto più probabile che scorrano pigramente lo schermo dello smartphone sotto l’ombrellone.

Quello che dovresti fare ad agosto più che mai è ragionareMobile First“. Realizza campagne adatte alla visione dello schermo verticale, scrivi contenuti più brevi ed efficaci, usa una grafica accattivante e fresca. Siamo certi che le tue campagne saranno più cliccate se adattate al bordo piscina.

#4 Programma in giorni e orari strategici

Anche il dayparting, ovvero la possibilità di decidere giorno della settimana e orario preciso in cui pubblicare, è una cosa da non sottovalutare nel mese di agosto. Infatti, proprio come vedrai un aumento degli accessi da mobile, probabilmente noterai anche dei picchi particolari in certi momenti della giornata e della settimana.

Se vendi prodotti a cui di solito si ripensa a settembre (materiali da costruzione, così come software di gestione aziendale, ma anche abbonamenti in palestra) forse pubblicare i tuoi annunci durante il weekend non è la cosa più furba. Pensa a programmarli per la mattina dei giorni infrasettimanali, cadenzati ogni 2/3 giorni, nella seconda metà di agosto.

Al contrario, se vendi prodotti/servizi che vanno alla grande quando fa caldo (hai un locale che fa serate danzanti, un ristorante o vendi zanzariere), questo è il momento di spingerli al massimo. Concentra la pubblicazione delle tue ADS nella parte finale della giornata e soprattutto pubblica tutti i giorni.

gestire le ADS agosto

#5 Sfrutta le Regole Automatizzate

Del resto, è agosto anche per te. Perciò sarebbe del tutto naturale che tu senta il bisogno di staccare un po’. Per fortuna ci sono modi per non far staccare anche le tue campagne ADS: questo è il momento di usare le Regole Automatizzate che ti mette a disposizione Google ADS (anche Facebook ha un sistema di programmazione simile).

Potrai intervenire sullo stato di attivazione delle campagne, sui gruppi di annunci e sui singoli, in modo da programmare piccole ma preziose integrazioni ai messaggi. Nel momento del bisogno, ti verranno inviati degli alert che ti avviseranno quando sarà il momento di controllare le tue ADS, senza bisogno che tu stia ogni giorno a monitorare la situazione.

#6 Realizza campagne ad hoc

Una buona strategia sarebbe quella di realizzare campagne ad hoc, ovvero separate e non lineari con quelle realizzate durante il resto dell’anno. Finito agosto, potrai archiviare queste campagne e fare un resoconto di questa attività “eccezionale”, che non andrà ad inficiare sul resto delle campagne.

Quando tornerà utile questa tecnica? L’anno successivo, quando ti ritroverai a dover fare i conti con un altro agosto, avrai per le mani dei dati perfettamente segmentati, che ti daranno un’immagine precisa e non contaminata dagli strascichi delle attività precedenti.

#7 Non sottovalutare il remarketing

Consideriamo una cosa. Se in condizioni normali hai attive più campagne che coprono più prodotti/servizi o garantiscono al tuo business molteplici benefici, ridurre esageratamente il loro budget (riducendo l’efficacia e la durata dei messaggi) o addirittura sospendere alcune campagne “meno importanti” potrebbe  essere un grave danno per l’economia generale della tua strategia di promozione aziendale.

Se hai architettato un sistema di campagne preciso che fino ad ora ti ha portato un determinato introito, scombussolarlo potrebbe colpire l’ingresso del pubblico profilato in remarketing. Un mese totalmente scoperti o gravemente deprivati di campagne ADS può nuocere all’entrata di leads e far ripartire tutto a settembre diventerebbe molto complesso.

Tu come hai deciso di gestire le ADS nel mese di agosto?

Se hai bisogno di un supporto, puoi affidarti agli esperti di MG Group!

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Perché dovresti ancora usare l’Email Marketing

Secondo alcuni, le mail sono un mezzo di comunicazione già superato, che non porta nessun beneficio alla aziende che spendono il proprio budget per inviarle. Invece, l’Email marketing va ancora fortissimo e dovresti conoscerlo in modo approfondito per sfruttare tutte le opportunità che ti offre.

Quando si parla di email marketing, c’è molto che devi sapere. Bisogna conoscere i metodi di raccolta delle e-mail dei prospects, le tecniche e gli strumenti di invio, come scrivere il contenuto, il tasso di apertura e molto altro ancora. La buona notizia è che la maggior parte dei sistemi automatici di consegna delle email che vengono utilizzati oggi ha metodi di tracciamento in atto per quasi tutte queste aree chiave.

Nonostante la maggior parte dei processi oggi si possa automatizzare, è sempre molto importante sapere cosa funziona di più nel mondo della posta elettronica e come continuare a implementare le tue strategie di Email marketing.

Di seguito ti proponiamo 35 interessanti statistiche per aiutarti a far crescere il tuo business grazie alle mail.

Realizza la tua campagna di Email Marketing

email marketing

35 statistiche di Email marketing per aiutarti a far crescere il ROI

L’email marketing è oggi una delle forme più potenti ed efficaci di lead generation. Secondo l’osservatorio statistico di Mailup, nel 2018 in Italia sono state inviate 13 miliardi di email con finalità di marketing con un tasso di apertura del 21%, ben il 12,7% in più rispetto al 2017.

Vi riportiamo di seguito i dati raccolti da AfterOffers.com e da Teraplan dalle principali società di gestione dati del settore che ogni marchio, azienda e marketer dovrebbero conoscere.

Come strutturare una email

  • I messaggi con un numero di parole compreso tra 50 e 125 ottengono i risultati migliori (il Response Rate è superiore al 50%)
  • La lunghezza ideale (con una maggiore possibilità di apertura) del titolo è di 65 caratteri
  • Includere una Call to Action sotto forma di bottone nell’email può aumentare le conversione del 28% rispetto al semplice link testuale
  •  il 56% delle aziende che utilizzano le emoji nel titolo delle loro email, ottengono una percentuale maggiore di messaggi aperti
  • le campagne in cui sono inserite immagini GIF nel corpo delle email registrano un incremento del 6% nell’Open Rate, del 42% nel Click-Through Rate, del 103% per quanto riguarda il tasso di conversione e un crescita del 109% nell’ambito del fatturato.

Email automatizzate

  • Le email transazionali (quelle inviate subito dopo un acquisto per confermare l’ordine o l’invio del prodotto) vengono aperte e cliccate 8 volte di più rispetto a qualsiasi altro tipo di email e possono generare profitto 6 volte maggiore.
  • Il 95% delle aziende che utilizzano l’automazione del marketing sfruttano l’e-mail marketing e ne traggono vantaggio
  • I marketer che sfruttano l’automazione delle mail hanno calcolato un tasso di conversione del 50%
  • I messaggi email automatizzati (ovvero inviati in modo automatico in funzione del verificarsi di determinate condizioni o situazioni, e perciò maggiormente contestualizzati oltre che personalizzati nel contenuto) ottengono un tasso di apertura migliore del 70,5% ed un CTR (Click-Through Rate) fino al 152% più alto rispetto alla posta elettronica tradizionale

Email e mobile

  • Circa il 53% delle email è aperto su dispositivi mobili.
  • il 23 % dei lettori che aprono una mail su dispositivo mobili, la apriranno nuovamente in seguito sullo stesso dispositivo o su un altro
  • il 75% degli utenti Gmail aprono la loro casella di posta da mobile

Le aziende che usano le email

  • La tecnologia di email marketing viene utilizzata dall’82% delle aziende B2B e B2C.
  • Il tasso di apertura della mail sale se l’azienda invia almeno due email al mese
  • il 56% delle aziende utilizza attualmente un provider di email marketing
  • l’83% dei marketers B2B usano le newslwtters per fare content marketing

Email personalizzate

  • I messaggi di posta elettronica personalizzati migliorano le percentuali di clic in media del 14% e le conversioni del 10%
  • Le e-mail personalizzate hanno tassi di conversione 6 volte maggiori
  • L’81% degli acquirenti online che ricevono email in base alle abitudini di acquisto precedenti hanno almeno qualche probabilità di effettuare un acquisto a seguito di email mirate.
  • Solo il 39% dei venditori online mandano suggerimenti personalizzati di prodotti via e-mail
  • Eppure, il 74% dei marketers ritiene che la personalizzazione dei messaggi aumenterà l’engagement dei consumatori.
  • I marketers hanno notato un incremento medio del 20% nelle vendite quando ricorrono a esperienze d’acquisto personalizzate sul web

Email VS Social Network

  • Il 72% delle persone preferisce ricevere contenuti promozionali tramite email, rispetto al 17% che preferisce i social media
  • Le email sono 40 volte più efficaci per l’acquisizione di nuovi clienti di Facebook e Twitter
  • Una mail ha possibilità 5 volte maggiori di essere vista rispetto a un messaggio su Facebook
  • Il 90% delle mail che spedisci finiscono nella giusta cartella della casella di posta mentre solo il 2% dei tuoi follower su Facebook visualizzano i tuoi post nel loro News Feed

Email ROI (Ritorno dell’investimento)

  • L’email marketing ha un ROI del 3800%
  • Nel 2017, il ROI medio di questo tipo di campagne è stato di 44 dollari per ogni dollaro speso
  • I marketer hanno notato un aumento del 760% delle entrate delle campagne segmentate
  • Il ROI delle mail è del 28,5% rispetto al 7% delle Direct Mail
  • Il 53% dei marketer afferma che comunicazioni continue e personalizzate con i clienti fidelizzati determinano un impatto sulle entrate moderato o significativo
  • il 4,24% dei visitatori al sito proveniente da una mail comprano qualcosa contro il 2,49% dei visitatori provenienti dai motori di ricerca e lo 0,59 dai social network

Frequenza di uso delle Email

  • Il 92% degli adulti che accedono a internet usano le e-mail e il 61% lo fanno in media tutti i giorni.
  • Gli impiegati di un’azienda spendono in media 13 ore lavorative alla settimana con la loro casella di posta elettronica aperta
  • il 57% di coloro che si sono iscritti a delle newsletter passano tra i 10 ai 60 minuti alla settimana ad aprire e caricare le mail con fini commerciali

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Crea una Call To Action che ti faccia vendere subito

Sei stai sviluppando una strategia di marketing sul web, diventa molto importante capire come il tuo visitatore/potenziale cliente interagisce con la piattaforma. In questo senso, diventa fondamentale la conoscenza delle Call to Action.

Cosa sono? Le Call to Action sono inviti all’azione che sono (o dovrebbero essere) sempre presenti in un contenuto virtuale finalizzato alla vendita.

Tecnicamente, consistono in pulsanti che indicano all’utente l’azione da compiere e tu dovresti fare in modo che quell’azione lo porti un passo più vicino all’acquisto, trasformando il semplice visitatore in un nuovo cliente.

Se anche tu registri molte visite al tuo sito ma poche conversioni, forse è il momento di scoprire come realizzare una Call to Action efficace.

La tua Call to Action deve essere chiara

Il visitatore della tua pagina, sia che arrivi intenzionalmente o lo faccia per puro caso, deve capire subito cosa succederà dopo aver cliccato sulla tua CTA.

Per creare una Call to Action che sia davvero efficace, devi metterti nei panni del visitatore medio e anche in quelli del potenziale cliente. Dovrai capire in che fase del percorso d’acquisto si trova per costruire un percorso che lo porti dritto alla vendita finale. Per condurcelo senza che ti abbandoni per strada, però, dovrai proporre quello di cui ha bisogno, al momento giusto.

È in questa fase che entra in gioco il potere delle parole: il cosiddetto copy persuasivo dovrà riuscire a convincere l’utente a fare esattamente ciò che tu desideri. Evita dunque di usare espressioni generiche e aspecifiche come “clicca qui” o “invia” che potrebbe confondere e dissuadere il lettore.

Ad esempio, se vuoi che il visitatore arrivi a richiederti un preventivo, potresti fare una CTA che dica esplicitamente “Ottieni il tuo preventivo” piuttosto di un semplice “Compila il form“. Sii sempre chiaro e otterrai la fiducia (e il clic) dell’utente.

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Scegli una grafica accattivante

Così come il testo, l’elemento grafico è un’altra parte fondamentale per la riuscita della tua Call to Action. Devi sempre fare in modo che sia ben visibile e riconoscibile, anche a costo di risultare un po’ invasiva.

Una Call to Action efficace dovrebbe avere sempre l’aspetto di un pulsante; questo perché il visitatore medio sa che un pulsante deve essere pigiato perché succeda qualcosa di conseguenza. Dare alla tua CTA l’aspetto di un bottone semplifica l’azione a livello cognitivo, in quanto sarà istintivo cliccarlo.

Ma non è importante solo la forma: anche il colore ha un ruolo fondamentale. Una Call To Action dovrebbe essere sempre ben visibile, dunque essere in contrasto con lo sfondo e con gli altri elementi che gli stanno intorno. Deve risaltare all’occhio come le insegne luminose dei locali notturni.

Infine, a livello grafico, è molto importante anche la posizione: metti la CTA in un posto ben visibile e in una posizione logica, ovvero ad esempio in fondo al testo o all’immagine che spiegano i vantaggi di compiere l’azione richiesta. Evita angoli defilati o posizioni troppo laterali: la Call to Action deve essere centrale all’interno del contenuto mediale per rimanere anche al centro dell’attenzione dell’utente.

Call to Action

Trasmetti la necessità di cliccare subito

Una volta che ti sei accertato che a livello strutturale la tuo Call to Action sia efficace, devi dare un ulteriore spinta all’azione tramite il senso di scarsità e urgenza.

Affrettati, restano solo 3 pezzi“, “Acquista entro le 14 di oggi per approfittare della spedizione gratuita“, “Prenota subito per non farti sfuggire la camera, ne resta solo 1 a questo prezzo“.

Questo significa stimolare la necessità di cliccare subito nell’utente, che sentirà una sorta di “pressione” per non farsi sfuggire l’offerta. Stimolerai dunque due importanti leve di persuasione molto potenti per il cervello umano, che ti aiuteranno a portare più clienti e più facilmente, verso l’acquisto finale.

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Non inserire troppe Call to Action

Fai attenzione alla quantità di pulsanti che inserisci. All’interno di una pagina devono esserci pochi pulsanti (diciamo massimo 2) che siano coerenti fra loro (possibilmente che portino alla stessa cosa).

Si pensa erroneamente che riempire la pagina di Call to Action porti ad avere più click e più conversioni. Invece, dare troppe alternative e affollare la pagina anche visivamente manda in confusione il visitatore, che tenderà ad abbandonare la navigazione.

Scegli un’azione principale da far compiere al tuo visitatore/cliente ideale e mettila in evidenza. Metti in secondo piano, anche visivamente, i pulsanti meno importanti; un chiaro esempio sono le opzioni di sottoscrizione alle newsletter: se ci fai caso, la CTA “iscriviti alla newsletter” è sempre messa in grande, dentro un riquadro colorato, mentre l’opzione “No, continua la navigazione” è messa sotto, con carattere più piccolo e magari semplicemente sottolineato.

Puoi riproporre la stessa Call to Action sia all’inizio che alla fine della pagina, in modo che anche chi non arriva a scorrerla tutta possa comunque compiere l’azione. Decidi qual’è l’azione importante da far compiere al visitatore e insisti su quella.

Hai trovato utile questa breve guida? Scopri tanti altri consigli sul nostro blog o richiedi direttamente una consulenza con i professionisti di MG Group Italia!

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Cos’è il Social Selling e perché dovresti conoscerlo

Sai di cosa parliamo se diciamo Social Selling? Se non è così, allora mettiti comodo e leggi questa mini-guida che ne parla perché tu, piccolo imprenditore, dovresti davvero conoscerlo!

Il motivo? Ti fa fare soldi.

Nel 2019, ormai tutti, ma davvero tutti, si fanno pubblicità sul web. E proprio per questo, i classici metodi (pop-up, banner fastidiosi, call to action assurde) iniziano a non funzionare più. Nelle menti sovraccaricate di noi tutti non c’è più posto per messaggi che non ci interessano e per questo li ignoriamo direttamente. Ormai skippiamo (ovvero, saltiamo) anche le pubblicità delle grandi aziende, magari riconosciamo il marchio e passiamo oltre.

In questa ottica l’attività di social selling diventa una rivoluzionaria arma di conquista del cliente.

Il Social Selling funziona, il Digital Marketing tradizionale un po’ meno

Ma dunque, le “tradizionali”(seppure recentissime) azioni di digital marketing non funzionano più?

La risposta è “”.

Ovvero, i messaggi commerciali sotto forma di newsletter, pubblicità pay-per-click, annunci sponsorizzati non attirano lead caldi (e dunque anche vendite) più come una volta.

Oggi, infatti, i consumatori non cliccano sul primo risultato di ricerca sputato da Google o su quell’inserzione che compare loro insistentemente su qualsiasi sito navighino. Sono piuttosto cacciatori attivi di informazioni e prediligono una testimonianza diretta del funzionamento di un prodotto/della bontà di un servizio e così via.

Cercano, dunque, testimonianze umane di ciò che vogliono comprare e lo fanno proprio perché, grazie ai social, entrare in contatto con chiunque nel mondo oggi è più facile che mai.

Nell’ottica del venditore, dunque, pare scontato dire che sarebbe tutto nel suo interesse essere quella persona autorevole che risponde ai quesiti del suo potenziale cliente.

Il piccolo imprenditore si dovrà svestire dai panni del commerciante e calarsi in quelli del consumatore, amico, vicino di casa che consiglia con parole neutre contenuti di valore, link utili, strategie e non solo prodotti o servizi della propria azienda. È in questo modo che si trasformerà dall’essere semplice venditore a diventare una persona autorevole con cui si ha piacere a conversare.

Il Social Selling si basa su questo principio e i social network sono il luogo ideale in cui conquistare la fiducia dei propri clienti, stringendo una relazione molto umana e poco commerciale.

Social selling

Cos’è il Social Selling e perché a te, piccolo imprenditore, serve davvero

Le piattaforme Social sono il contenitore in cui poter osservare i nostri clienti o potenziali tali. Qui si potranno indagare i loro gusti, le loro abitudini e i loro desideri per arrivare a proporre il tuo prodotto/servizio nel modo più giusto possibile dopo aver intrapreso una relazione con lui.

Il Social Selling, dunque, è la strategia con cui i venditori usano i social network per raggiungere gli obiettivi commerciali prefissati, concentrando gli sforzi non solo a pubblicizzare il proprio prodotto o servizio, ma direttamente sui gusti e sui desideri dei potenziali clienti, puntando sul coinvolgimento relazionale ed emotivo. In altre parole, usare le tecniche di Social Selling significa trovare persone o altre aziende sui social, che esprimono il bisogno di ciò di cui ti occupi per poi trasformarle, senza forzature, in clienti.

Perciò la prima cosa da fare per attuare una buona strategia di Social Selling è mettersi in ascolto. Ciò significa, osservare pazientemente, leggere, notare collegamenti, appartenenze a gruppi, contenuti condivisi. E se sarete bravi, saprete inserirvi nelle conversazioni, iniziando a farvi notare come utente comune, amico sincero, ancora prima che come azienda.

Ovviamente, non ci si può illudere che la vendita si concluda sui social network: l’obiettivo finale sarà quello di conquistare abbastanza la fiducia del potenziale cliente da spostare la conversazione su altri mezzi (come la mail o il telefono, decisamente più personali) o addirittura organizzando un incontro dal vivo.

Adesso avete chiaro perché per voi, piccoli imprenditori, usare il Social Selling può essere una mossa vincente?

Adesso bisogna solo capire COME costruire una relazione con i vostri potenziali clienti per raggiungere poi una vendita. Tranquilli, è molto più facile di quello che sembra.

Affida la gestione dei tuoi social a dei professionisti

Come fare Social Selling in modo efficace

Migliorare i propri profili Social

No, non è la fiera della banalità. Sappi che ci sono molte aziende che hanno ancora serie difficoltà con i social network. Speriamo che tu non sia fra questi (in caso di bisogno, però, clicca qui).

Un profilo vecchio, non aggiornato e che palesemente non conosce le dinamiche contemporanee dei vari social network potrebbe mandare in fumo tutta la tua credibilità. Fai dunque attenzione alle foto che inserisci e a quelle statiche del profilo e del diario, stai al passo col linguaggio e i modi di dire e tieniti aggiornato sul mondo dei meme: non si sa mai che proprio con uno di questi tu riesca a conquistare qualche cliente!

Usare le interazioni in modo furbo

Hai presente il pollcione all’insù che è ormai un po’ il logo non ufficiale di Facebook? Ecco, quello è un modo per interagire con i contenuti social delle persone. Non vi limitate a mettere “Mi piace”, ma siate generosi anche con commenti e condivisioni.

Seguite persone che hanno “interessi che vi interessano” e che dunque fanno parte del vostro target, taggateli in contenuti che pensate potrebbero piacere loro, partecipate alle conversazioni in modo da risultare attento a ciò che succede nella vostra community.

Entra a far parte di gruppi e segui pagine popolari

Seguire pagine popolari oggi è un po’ come entrare in un gruppo (che adesso va meno di moda), poiché tutte le persone interessate ad un certo argomento si ritroveranno lì per parlare, scambiare opinioni e stringere legami.

Ricorda che è proprio qui che i potenziali clienti parleranno di gusti, desideri, ambizioni, bisogni. Devi esserci anche tu per captare queste fondamentali informazioni; scoprirai magari anche termini ed espressioni con cui le persone si riferiscono a certi prodotti/servizi. Un modo molto furbo e decisamente economico per fare un’indagine di mercato, insomma.

Sii reattivo

Il mondo dei social è veloce e tu devi saper cogliere l’attimo. Per questo, è bene attivare le notifiche in modo da poter rispondere subito a post, commenti, messaggi privati e così via. Se avete un’azienda medio-grande, magari potreste dedicare una figura a fare solo quello (avete presente quelli che vengono chiamati Social Media Manager?); se invece sei un piccolo imprenditore, è probabile che tu riesca a gestire da solo le tue pagine. Ricorda che sono molto importanti il tempo e la capacità di interagire per diventare un punto di riferimento per il vostro pubblico.

“Spia” i tuoi competitors

I social sono anche un ottimo sistema per spiare e monitorare i tuoi competitor senza farsi notare. Magari con un profilo privato, anziché con quello aziendale, inizia a seguire pagine che si occupano dello stesso settore in cui ti muovi tu. Qui potrai vedere chi interagisce ai post e dunque potenziali clienti da sottrarre al competitor, ma anche come si muovono entrambe le parti per studiarne i comportamenti.

Allora, sei pronto per fare un Social Selling che spacca? Se hai bisogno di una mano, ricorda che puoi sempre affidarti a dei professionisti!

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Come scrivere contenuti migliori per i tuoi Social

Al giorno d’oggi, esistono molte strategie per promuovere la tua Azienda, fra cui, ad esempio, postare contenuti sui Social Media. Così, all’improvviso, ci si aspetta che tu sia un ottimo Social Media Marketer oltre che *qualsiasi sia il tuo inquadramento professionale*.

Per essere onesti, sarebbe meglio che tu ne sappia un po’ dell’argomento: anche se non hai esperienza con i contenuti o con i post per i Social Media, devi sapere che essi sono il pilastro del Marketing Digitale e possono aiutarti a canalizzare il tuo target, trovare lead caldi e posizionarti più in alto nella ricerca sui browser.

Stai pensando che scrivere non è proprio il tuo forte? Tranquillo, non è una tragedia! Con così tante opzioni per scrivere sui social media – post Facebook, tweet, didascalie di Instagram piene di hashtag o persino lo spazio di LinkedIn per articoli di blog – è solo questione di capire cosa sia più adatto a promuovere il tuo business ed allenarsi su quella piattaforma.

In questo spazio ti daremo alcuni consigli per iniziare a scrivere contenuti migliori per i tuoi Social.

contenuti per i social: Donna seduta su un divano grigio con un laptop poggiato sulle gambe che batte sulla tastiera con mani con smalto rosso e un grande anello

contenuti per i social: Donna seduta su un divano grigio con un laptop poggiato sulle gambe che batte sulla tastiera con mani con smalto rosso e un grande anello

10 consigli per scrivere contenuti migliori per i tuoi Social

1. Scrivi come Parli

Iniziamo con la regola base per scrivere sul Web: scrivi nel modo in cui parli.

Immagina di stare seduto con gli amici a bere qualcosa parlando della tua attività. Quel tono, quel tipo di linguaggio e quel livello di semplicità dovrebbero essere il tuo obiettivo anche nel promuovere la tua Azienda sul web. In questo modo i tuoi contenuti saranno più naturali, più autentici e più facili da leggere.

Questo è particolarmente vero per i Social, che sono un mezzo più informale rispetto ad altri canali. I tuoi contenuti dovrebbero essere accessibili a chiunque desideri saperne di più su di te o sulla tua attività. Dunque evita tecnicismi, frasi troppo articolate e soprattutto, usa un linguaggio leggero.

2. Aggiorna frequentemente i tuoi contenuti

Un’altra regola della scrittura per i Social è: fallo spesso. Scrivi il più possibile. Questo ha due vantaggi:

  1. Migliorerai nella scrittura: la pratica ti aiuterà ad affinare le tue abilità e a trovare la tua voce.
  2. Terrai alta l’attenzione dei tuoi lettori: secondo ben 14 diversi studi su quanto spesso bisogna postare su social, è consigliabile pubblicare su Facebook e LinkedIn una volta e inviare circa 15 tweet ogni giorno. Questo ritmo ti farà fare un sacco di pratica.

Non tutti i post sui social media saranno dei contenuti sbalorditivi, ma va bene così. Vedila così: ogni post che non riscontra un gran successo sarà una lezione su cosa non fare, non un fallimento della tua strategia di Social Media Marketing.

3. Scrivi di getto, poi rileggi e modifica

Per molte persone, la parte più difficile della scrittura è iniziare.

Il modo migliore per superare il blocco dello scrittore è…scrivere. Butta giù le idee e assicurati che ci sia tutto ciò che vuoi comunicare.

Una volta che hai una bozza, rileggi e modifica o riscrivi intere frasi finché non sei soddisfatto. Puoi anche farti aiutare da alcuni tool per migliorare i tuoi contenuti.

4. Controlla cosa scrivono i tuoi competitors

Per diventare un bravo Copywriter per i Social Media, hai bisogno di leggere e controllare cosa e come scrivono gli altri sulle varie piattaforme.

Un buon punto di partenza sono i feed e i blog dei concorrenti, dei colleghi o  di altri che si muovono nel tuo stesso settore. Avrai un’idea di quale contenuto funziona e quale no e inoltre puoi scoprire argomenti che anche tu puoi trattare. Potresti anche considerare l’idea di collaborare con altri che lavorano nel tuo stesso campo per farvi promozione a vicenda.

5. “Dai qualcosa” al lettore con ogni post

Ogni post sui social media avrà un obiettivo diverso: Vuoi aumentare il traffico sul tuo sito web? Presentarti come un esperto del tuo settore? Aumentare le iscrizioni alle newsletter?

La lunghezza, il tono e la struttura dei tuoi post variano in base a ciò che vuoi realizzare o all’effetto che vuoi provocare.

In ogni caso, i tuoi post dovrebbero sempre “dare qualcosa” al lettore. Un post a caso su ciò che ha mangiato a colazione non dice ai lettori nulla di valore che possa interessarli (a meno che tu non sia un/a food blogger).

Usa i contenuti social per dare suggerimenti concreti, spargere perle di saggezzafare umorismo (che funziona sempre per ispirare simpatia sui lettori) o dare informazioni sulla tua attività (uno sconto, un nuovo prodotto, un cambio di orari).

6. Usa strategicamente gli hashtag e sfrutta le parole chiave

La ricerca per parole chiave e/o hashtag è un ottimo modo per raggruppare argomenti su cui scrivere se hai un periodo di scarsa fantasia, ma può anche aiutare a rendere i tuoi contenuti più competitivi nel mare di quelli presenti (sempre più numerosi) sul Web.

Esistono diversi tool che possono aiutarti nella scelta degli hashtag che fanno al caso tuo.

Se desideri invece collegarti ad altri contenuti eminenti che parlano del tuo stesso argomento, utilizza uno strumento come Google Keyword Planner o Ahrefs per verificare se nel tuo settore sono presenti parole chiave o frasi con cui potresti fare un buon link building.

7. …Ma non lasciare che le parole chiave condizionino tutti i tuoi contenuti

Le parole chiave e gli hashtag sono formidabili, ma possono anche limitare la nostra scrittura. Un post che si sta impegnando troppo per classificarsi per una certa parola chiave sembrerà la definizione da dizionario per quel termine e non sarà affatto interessante da leggere.

Lo stesso vale per un tweet o una didascalia di Instagram troppo pieni di hashtag.

Usa le parole chiave come guida, ma scrivi in ​​modo naturale. Sarà più piacevole per te scrivere e il tuo contenuto si leggerà meglio.

8. Scrivi pensando al tuo target

Chi stai cercando di raggiungere? Lettori più giovani o più vecchi? Professionisti del settore o lettori comuni?

Il tuo contenuto deve parlare con il target che stai cercando di acquisire.

Tornando all’analogia “parla con i tuoi amici mentre bevete un drink”, alcuni di loro potrebbero essere del tuo settore, mentre altri non avranno idea di ciò che fai. Il modo in cui parli della tua attività con questi due tipi di amici dovrà essere nettamente differente e i tuoi contenuti dovrebbero fare lo stesso.

contenuti per i social: frazione di pagina di wordpress in cui si vede l'opzione per inserire il titolo di un nuovo articolo

contenuti per i social: frazione di pagina di wordpress in cui si vede l’opzione per inserire il titolo di un nuovo articolo

9. Fai post brevi per l’engagement e contenuti lunghi per il traffico

Torniamo a parlare di link building per il tuo blog: uno dei motivi principali per cui le persone utilizzano i social media è indirizzare il traffico verso le proprie pagine. Che tipo di contenuti stai scrivendo per il tuo blog? Sono lunghi, brevi o una via di mezzo?

Non ci sono regole precise su quanto dovrebbero essere lunghi i tuoi post. In verità, dovrebbero essere prima di tutto ben scritti.

Detto questo, la lunghezza può fare la differenza nel modo in cui le persone e i motori di ricerca leggono e interagiscono con i tuoi post.

Ad esempio, i post brevi sono i migliori per raccogliere feedback, commenti e altri tipi di interazioni dai lettori (la gente preferisce leggere  testi brevi, quindi è più probabile che tu abbia la loro attenzione se scrivi meno di 300 parole). I post più lunghi (1.000-2.500 parole), ricchi di parole chiave e informazioni, sono migliori per stimolare le condivisioni sui Social e il traffico sui motori di ricerca.

10. Aggiungi elementi visivi ai tuoi post

Se vuoi mantenere l’attenzione dei lettori sui tuoi contenuti, aggiungi foto – ma anche grafici, tabelle, video, GIF e altro ancora- al corpo dei tuoi post.

Nell’ultimo periodo i contenuti visuali che vanno per la maggiore sono i video, soprattutto su Facebook e Instagram. Un consiglio? Opta per video in formato verticale per favorire la fruibilità sugli smartphone.

Stessa cosa vale per i contenuti del tuo blog. Non solo i lettori apprezzeranno il fatto di non dover scorrere un muro di parole, ma avrai un ulteriore strumento per fare SEO, in quanto i motori di ricerca eseguono la scansione delle immagini e delle didascalie.

 

Non ti aspettare di diventare il miglior Social Media Marketer in una sola notte e sappi che per iniziare a vedere i benefici dalla tua Strategia Social ci vorrà del tempo. 

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Il Digital Marketing si trasforma con il Punteggio di Ottimizzazione

Il reparto di Digital Marketing nella tua azienda va a gonfie vele? Bene! Ma sai dire per quanto tempo questa affermazione sarà valida?

Già, perché purtroppo o per fortuna il mondo del digitale si evolve molto rapidamente e con esso le esigenze dei consumatori.

Secondo una ricerca di Think with Google, , il 41% dei Millennial si aspetta di essere riconosciuto dai propri dispositivi o durante la navigazione e più della metà (il 51%) si aspetta che le esperienze online riflettano le proprie preferenze effettive o potenziali. Il dato più importante, soprattutto per chi opera nel marketing, è che quasi un terzo degli utenti abbandona i contenuti che non soddisfano queste aspettative.

Per soddisfare le sempre crescenti richieste dei consumatori sul web e garantire al contempo la loro privacy, è necessario adottare le migliori strategie di data-driven marketing. E per riuscirci, molti brand devono trasformare il proprio Marketing Digitale.

Digital Marketing Punteggio Ottimizzazione: Scritta in rosso "optimization"

Digital Marketing Punteggio Ottimizzazione: Scritta in rosso “optimization”

Le aziende e la Digital Marketing Transformation

Perché questa digital transformation avvenga, è necessario un cambiamento a partire dai vertici che coinvolga tutte le modalità con cui un’azienda affronta il marketing, interpreta i dati e misura il rendimento delle campagne.

Il guadagno sarebbe incredibile: si stima che le aziende che hanno messo in atto la trasformazione digitale abbiano un Aumento del Fatturato del 20% e un Risparmio del 30% sui costi.

Eppure, solo il 2% dei brand lo fa ed è considerato il migliore in fatto di digital marketing transformation.

Usa il Punteggio di Ottimizzazione per migliorare il tuo Digital Marketing

Per fare tutto questo, Google mette a disposizione un utile strumento, accessibile dal proprio account di Google Ads, che assegna un Punteggio di Ottimizzazione alle campagne. In poche parole, vi fornisce consigli personalizzati in base alla campagna per garantire al cliente un’esperienza più appagante e a voi migliori risultati.

Come funziona il Punteggio di Ottimizzazione?

Nel concreto, lo strumento assegna alle campagne un punteggio compreso tra 0% (risultato peggiore) e 100% (risultato migliore). Se c’è un margine di miglioramento, fornisce consigli personalizzati in tempo reale, insieme al relativo impatto stimato. Quindi ti basta un solo clic su un pulsante per applicare oltre la metà dei consigli.

Secondo le parole di Nick Leeder, VP di Google Ads:

“Il punteggio di ottimizzazione si rivolge ai clienti e alle agenzie che vogliono dare una marcia in più al loro rendimento sulla Ricerca Google e avere più tempo libero. Se stavi aspettando una soluzione per sfruttare le potenzialità del data-driven marketing, con informazioni migliori e un controllo più approfondito, la tua attesa è finita: adotta lo strumento per il punteggio di ottimizzazione.”

Digital Marketing Punteggio Ottimizzazione: scritta "adwords" formata da caselle dello scarabeo poggiate su un tavolo di legno

Digital Marketing Punteggio Ottimizzazione: scritta “adwords” formata da caselle dello scarabeo poggiate su un tavolo di legno

Unisciti a quel 2%!

Vuoi unirti a quel 2% di aziende che primeggiano in fatto di Digital Marketing Transformation?

Per prima cosa, devi adeguarti ad un’idea: così come cambiano velocemente le tecnologie e le aspettative dei consumatori, così devi fare tu. Insomma, in termini di Marketing Digitale, l’unica certezza è il cambiamento.

Perciò, se oggi le tue campagne funzionano, puoi sinceramente affermare di essere pronto al cambiamento dei desideri e delle aspettative che (sicuramente) arriverà presto?

Grazie al Punteggio di Ottimizzazione, puoi stare al passo con le tendenze digitali. Inizia il cambiamento!

Se vuoi saperne di più sugli strumenti che ti aiutano da implementare il tuo Digital Marketing, affidati agli esperti di MG Group Italia! Siamo più grandi insieme. 

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Come utilizzare Instagram nel B2B

Nel pianificare la perfetta strategia di Marketing e Comunicazione nell’ambito del B2B, si devono scegliere le piattaforme su cui lanciarsi più adatte al proprio business. Quella a cui si pensa subito è Facebook, in cui si entra perché, tutto sommato, “si deve” (“su Facebook ci sono tutti!“); avere un canale su YouTube è certo consigliabile, ma non sempre adatto al target di riferimento. LinkedIn, infine, è indispensabile per ottenere contatti e fare recruitment interno, ma poco performante in termini di promozione.

Sai qual è il Social Network che è salito al primo posto sul podio dell’engagement? Proprio lui, il regno delle immagini: Instagram. Con i suoi 500 milioni di utenti attivi al giorno e più di un miliardo di iscritti, è riuscito a catturare oggi anche l’attenzione degli scettici che lo vedevano come una piattaforma poco professionale e non adatto a diffondere le comunicazioni di certi settori commerciali.

Perciò oggi ti sveleremo come utilizzare Instagram nel B2B per ampliare la tua rete di contatti, il tuo Portafoglio Clienti e il tuo ROI.

Instagram nel b2b: homepage di Instagram per desktop visibili sullo schermo di un laptop poggiato su un tavolo vicino ad una pianta

Instagram nel b2b: homepage di Instagram per desktop visibili sullo schermo di un laptop poggiato su un tavolo vicino ad una pianta

Cosa puoi fare con Instagram nel B2B

Fai storytelling e umanizza la tua azienda

Instagram è un ottimo mezzo per raccontare delle storie. Nel tuo caso, la migliore storia che puoi condividere con i clienti è quella della tua azienda. È infatti molto importante per far conoscere la sua Immagine e i suoi Valori tramite la narrazione della sua nascita, dei primi successi e soprattutto dell’evoluzione che ha affrontato. A questo fine, si potrebbero condividere foto di repertorio, oltre a foto di eventi a cui avete partecipato per far vedere che l’azienda è attiva e sempre disponibile al contatto con il Cliente.

Oltre a raccontare la storia e la Vision dell’Azienda, potresti sfruttare questo Social per far conoscere il tuo team. In questo modo, darai un volto e una voce (se sfrutterai anche i video) al marchio; in poche parole, umanizzerai la compagnia e la renderai più vicina al Cliente, rendendo più semplice stabilire un legame con lui. Per realizzare questo scopo, condividi foto del tuo personale al lavoro o in un momento di relax che trasmetta il feeling che c’è tra i membri dell’azienda: questo ispirerà fiducia in chi vi guarda.

Nota importante: per fare storytelling e umanizzare la tua azienda, ricorri alle stories! Questi brevi video possono tornare molto utili per fare mini-interviste o per mostrare come si svolge la quotidianità all’interno della tua impresa.

Rendi partecipi gli utenti dei tuoi eventi

Come abbiamo appena spiegato, le stories di Instagram sono un formato molto fruibile ed efficace per farsi conoscere. Sono ottime, dunque, per mostrare ad esempio il work in progress e la preparazione di una fiera, un convegno o qualsiasi altro evento e stuzzicare così la curiosità di chi ti segue. Il fatto che siano visibili solo per 24 ore e di breve durata, però, le rende sconsigliabili se volete poter mostrare più a lungo qualcosa. Al loro posto, potreste fare una diretta che permetta agli spettatori di partecipare live all’evento.

Per il dopo evento, una fase importante in cui si raccolgono solitamente i frutti della partecipazione, potreste raccogliere la storie che avete fatto in questa occasione in una Storia in Evidenza sul profilo, che rimane fissa e sempre visibile. Altra opzione è quella di montare un video più professionale da mostrare nella vostra IGTV (video che potreste condividere anche su YouTube!).

A corto di idee per i contenuti? Usa gli User Generated Content!

Di cosa stiamo parlando? Dei Contenuti Generati dagli Utenti, ovvero di tutti i contenuti che gli utenti realizzano su di voi. Assicuratevi che vi tagghino o che inseriscano nella didascalia della foto un certo #hashtag (creane uno che identifichi la tua azienda e spammalo per farlo ricordare e riutilizzare) nelle foto che parlano di voi o di un vostro/prodotto servizio. In questo modo, potrete individuarle e condividerle grazie a App esterne (Repost for Instagram o Regrann per Android, o Repost: For Instagram per Apple) e ottenere facilmente nuovi contenuti per la vostra pagina, che avranno il pregio di essere particolarmente di valore funzionando come “referenze”. In questo modo riuscirete anche a migliorare il rapporto con i vostri Clienti.

Nota: per condividere le stories, non servono app esterne. È sufficiente che voi siate “Menzionati” nella story per condividerla anche sul vostro profilo.

Instagram nel b2b: zoom sullo schermo di un tablet che mostra una pagina instagram

Instagram nel b2b: zoom sullo schermo di un tablet che mostra una pagina instagram

Usa strategicamente gli #hashtag e la geolocalizzazione

Come abbiamo anticipato, gli hashtag sono un ottimo strumento per farsi trovare dagli utenti. Utilizzando lo stesso in tutte le foto (ad esempio, il nome della vostra azienda o il settore in cui operate) aiuterà gli utenti a trovare tutte le vostre foto in modo aggregato anche al di fuori del vostro profilo. Inoltre, sarà utile categorizzare determinate classi di prodotti/servizi in modo che un utente che sta cercando una certa cosa posso vedere tutte le vostre proposte al riguardo.

Stessa cosa vale per la geolocalizzazione: usatela in tutte le foto e siate precisi. In questo modo, chi trova un vostro contenuto per caso e vuole sapere dove trovare quel prodotto/servizio sponsorizzato o semplicemente dove si trova la tua azienda, può scoprirlo rapidamente.

Scopri come utilizzare al meglio Instagram nel B2B per la tua azienda specifica

Fin’ora ti abbiamo dato una serie di consigli generici su questa affascinante piattaforma, ma non è detto che tutto funzioni per la tua azienda nello specifico. Non ti resta che provare, sperimentare e misurare i risultati dei vari tentativi. Aggiusta la tua strategia in corso d’opera in base alla risposta dei clienti. In Instagram potresti trovare un potente alleato!

Se vuoi scoprire tutti i segreti di Instagram nel B2B, affidati ai nostri esperti! Contattaci per una consulenza in Web Strategy.

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Internazionalizza il tuo Sito con la SEO multilingua

Sempre più aziende puntano all’internazionalizzazione per espandere il proprio mercato d’azione. Per farlo, si rivela indispensabile applicare strategie di SEO multilingua sul proprio sito web.

Non si tratta, ovviamente, di fare una semplice traduzione dei contenuti e delle parole chiave, bensì di adattare totalmente il sito alla cultura del mercato a cui ci si vuole rivolgere. Questo perché per essere efficace e portare Nuovi Clienti, il sito deve rimanere funzionale e usabile anche in lingua straniera.

Scopriamo insieme come fare una buona SEO multilingua per rendere efficace il tuo sito anche all’estero.

SEO multilingua

SEO multilingua

La fase preparatoria di una strategia SEO multilingua

Prima di affrontare un progetto di internazionalizzazione del proprio sito web, è necessario fare un’approfondita analisi dei mercati a cui ci si vuole rivolgere. Si tratta in primo luogo di studiare in quali paesi/regione/zona geografica c’è domanda dei prodotti/servizi che tu offri.

Successivamente, sarà indispensabile comprendere quali sono i bisogni dei potenziali clienti e soprattutto come ricercano sul web le soluzioni per soddisfarli. Bisogna, insomma, entrare nella testa del consumatore straniero.

Per farlo, sarà necessario imparare a conoscere i costumi del popolo a cui ci rivolgiamo e come ad esempio sono abituati a chiamare i prodotti/servizi che noi vendiamo. Solo dopo aver acquisito questi elementi di base, ma fondamentali, potranno essere stabilite le giuste keyword e si potrà iniziare ad ottimizzare i contenuti in chiave SEO.

Successivamente, sarà necessario pensare agli altri elementi che compongono una buona strategia di Web Marketing e che possono essere implicati nell’uso di un’altra lingua. Ci saranno domande necessarie da porsi per mantenere una buona integrazione fra tutti gli elementi al fine di perseguire gli obiettivi del business.

Dovreste porvi alcune domande, come ad esempio:

  1. verranno prodotti contenuti e testi ad hoc per il sito in lingua straniera? Chi si occuperà della loro revisione? Sarà possibile tenerli costantemente aggiornati?
  2. la differente lingua cambierebbe la user experience dei visitatori del sito?
  3. abbinata alla SEO multilingua, si prevede un servizio di customer care nei diversi idiomi scelti?

SEO multilingua: indicazioni tecniche per dominio e url del sito

Nel caso si scelga di mantenere lo stesso sito per tutti i mercati (perché si potrebbe scegliere di farne anche di diversi in base al Paese o Regione di destinazione se si opta per una strategia di SEO multiregional), si possono seguire alcune semplici indicazioni tecniche per la versione tradotta del sito.

Utilizzare le sottodirectory

Si può ricorrere a queste tecnica per proporre le diverse versioni del sito in diverse lingue. Così, se il sito originale in italiano corrisponderà all’url www.tuosito.it, la versione in inglese sarà www.tuosito.it/en, quella tedesca www.tuosito.it/de e così via.

Utilizzare domini di terzo livello

Si può optare per variare i generic Top Level Domain names (gTLDn), meglio conosciuti come domini di terzo livello, se si utilizzano domini di primo livello internazionali come .com, .net, .org. In questo caso, la versione base www.tuosito.com servirà per selezionare la lingua e it.tuosito.com, en.tuosito.com e de.tuosito.com saranno gli urli risultanti una volta scelta.

Fai sapere ai motori di ricerca che il tuo sito esiste in più lingue

Grazie alle sitemap contenute nei siti web, i motori di ricerca leggono le informazioni contenute in esso per mostrare agli utenti contenuti di maggior valore per loro. Nel nostro caso specifico, possiamo dire che recepiscono le differenti versioni del sito per mostrare all’utente quella nella lingua da lui parlata.

Ad esempio, alcuni fattori utilizzati da Google per capire a quale pubblico si rivolge un sito, sono:

  • i contatti indicati nel footer o nella pagina dedicata, fra cui l’indirizzo e il/i numero/i di telefono
  • i link in entrata: se provenienti prevalentemente da un paese, il sito si rivolge probabilmente al pubblico di quel paese
  • l’indirizzo IP nel server
  • l’indirizzo utilizzato nella scheda locale di Google My Business
  • gli eventuali riferimenti geografici presenti nei contenuti

Per quanto per i motori di ricerca attuali queste ricerche siano automatismi che funzionano bene, è sempre consigliabile far sapere esplicitamente a Google dell’esistenza di diverse versioni in diverse lingue dello stesso sito web.

Questo può essere fatto tramite la Google Search Control. Al suo interno si può manualmente indicare a quale nazione fa riferimento il sito web (a patto che abbia un dominio di primo livello internazionale, come spiegato nel paragrafo precedente).

SEO multilingua

SEO multilingua

Come scrivere i contenuti e le keyword per una strategia SEO multilingua

Come sappiamo bene, i contenuti di un sito web sono importanti per una strategia SEO efficace tanto quanto le accortezze tecniche. Per questo, scriverli nel modo giusto è fondamentale.

Come anticipato, non basta tradurre letteralmente i contenuti della versione italiana. Anzi, farlo è altamente sconsigliato. Questo perché le intenzioni di ricerca di un utente straniero potrebbero essere espresse in maniera nettamente diversa in base al mercato geografico di riferimento e a fattori contingenti, culturali e di semantica.

La traduzione letterale (o con traduttori automatici) può essere utilizzata solo in un primo momento, ovvero nella fase di comprensione delle possibili parole chiave ricercate in una determinata lingua. Dopodiché è consigliabile abbandonarla e affidarsi, preferibilmente, ad un traduttore professionista.

Trova le Keyword giuste per la tua strategia multilingua

Un utile strumento per trovare le keyword più giuste per la tua strategia di SEO multilingua è Google Market Finder. Questo strumento può essere usato già in una fase preliminare per capire quali siano i mercati migliori dove estendere il proprio business, in quanto offre una panoramica del volume medio di ricerca di una certa parola chiave nei vari paesi.

Sarà poi possibile scoprire le varie sfumature della lingua e, di conseguenza, delle keyword utilizzate nei differenti paesi anche se si parla la stessa lingua. Questo è particolarmente importante per i numerosi Paesi di lingua anglofona.

Se avete bisogno di ulteriori consigli per creare la vostra strategia di SEO multilingua, contattate i professionisti di MG Group!

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Se sei un Imprenditore, il tuo vero business è il Marketing

Stiamo per svelarti una cosa che ti sconvolgerà: se sei un Imprenditore, il tuo vero business non è l’edilizia, l’idraulica, gli strumenti finanziari, i prodotti agricoli o qualsiasi altro è il settore in cui lavori…il tuo vero business è il marketing!

In Italia c’è ancora questa mentalità di stampo Industriale anni ’50 per cui chi guida un’Azienda, che sia una piccola impresa a conduzione familiare o una PMI, è colui che DEVE fare tutto. Perché l’azienda l’ha creata lui, oppure l’ha resa famosa lui e quindi “Come fa lui le cose, non le sa fare nessuno!”.

Ebbene, non è affatto così. Se tu sei “quello che fa le cose” nella tua azienda, non sei un Imprenditore. Sei un dipendente della tua stessa azienda, con i suoi doveri, ma anche con le responsabilità del dirigente. Una fatica doppia insomma!

Dunque, qual è il tuo vero business? Se sei un imprenditore, il tuo vero business è il marketing.

se sei un imprenditore il tuo business è il marketing

se sei un imprenditore il tuo business è il marketing

Imprenditore, concentrati sul marketing!

Se sei un costruttore, non devi concentrarti sull’essere il migliore a manovrare una ruspa o a disegnare progetti: dovrai essere un Imprenditore che sa muoversi nel marketing del settore edilizio.

Se hai un’azienda che produce mattonelle decorative, non devi essere il miglior piastrellista del mondo: dovrai saper Vendere i tuoi prodotti ai Clienti giusti.

E così via, si potrebbero fare esempi all’infinito: quello che è importante capire è che per far Crescere la tua Azienda e Vendere di più devi saper usare gli strumenti di marketing.

Perché è solo il marketing che ti riempie il locale, ti fa firmare contratti e fa vendere il tuo prodotto. Ai clienti poco importa se tu, proprio tu, sei il migliore a fare la cosa di cui si occupa la tua azienda: se riesci a farli comprare, significa che hai vinto. Sei riuscito a far conoscere la tua azienda, a renderla interessante agli occhi del Target giusto e a farla considerare la migliore per risolvere il problema/realizzare il desiderio dei tuoi Clienti.

Ciò non significa che devi offrire ai tuoi Clienti un prodotto/servizio scadente e che devi trascurare la produzione o il funzionamento aziendale in favore della sua promozione. Devi solo capire che, una volta avviata la macchina organizzativa e trovati i collaboratori perfetti che svolgano bene il loro lavoro, devi saper delegare.

A questo punto dovrai concentrarti sul Marketing, perché senza marketing un’attività non esiste proprio: se nel tuo autosalone non arriva un cliente che ha bisogno di una macchina, tu avrai solo una stanza piena di macchine invendute; se non arriva una giovane coppia che ha deciso di costruire la sua prima casa con la tua impresa edile, tu hai solo dei macchinari spenti e degli operai inattivi.

se sei un imprenditore il tuo business è il marketing

se sei un imprenditore il tuo business è il marketing

Il Marketing è ciò che ti fa guadagnare

Se sei un Imprenditore (o qualcuno che gestisce un qualsiasi tipo di attività) dovrai saper usare in prima persona gli strumenti di Marketing. In questo modo, riuscirai ad arrivare a ciò che ti fa davvero guadagnare:

  1. Acquisire Nuovi Clienti
  2. Vendere loro di Più
  3. Fidelizzare i tuoi Clienti e farli tornare a comprare da te
  4. Moltiplicarli tramite tecniche di Referral Marketing

Come potresti concentrarti su tutti questi aspetti se tu fossi rinchiuso tutto il giorno nella tua officina, in giro per cantieri a impastare calcestruzzo o davanti a un forno a sfornare pagnotte?

Prendi il controllo della tua attività. Padroneggia il Marketing per essere un Imprenditore di successo.

Se vuoi finalmente dare una svolta decisiva al tuo business ma non sai da dove cominciare, puoi affidarti all’esperienza di MG Group Italia. I nostri professionisti sapranno fornirti gli strumenti giusti per iniziare a Acquisire Nuovi Clienti e Vendere di più. Contattaci per una consulenza gratuita!

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