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Boom! La Ricetta esplosiva del Pordenone Calcio sui Social Network

8 giorni di autoironia e divertimento: è stata questa la ricetta esplosiva con cui il social media manager del Pordenone Calcio  ha accompagnato i tifosi della squadra alla singolare sfida con l’Inter in Coppa Italia.
8 giorni in cui grazie ai post preparati dall’addetto stampa Marco “Mika” Michelin e del grafico Sebastiano Orgnacco il Pordenone Calcio ha visto crescere i suoi follower fino al 100%, raddoppiando su Facebook dove sono arrivati quasi fino alla cifra di 35.000 persone, passando su Twitter da 4.000 a oltre 6.000 e infine esplodendo su Instagram dove la pagina della squadra è passata da quasi 5.000 follower a 24.000.
Sul campo i neroverdi perdettero ai rigori, anche se nessuno lo avrebbe mai immaginato, ma tra il popolo del web i ramarri avevano già vinto da un pezzo.

La Storia della Campagna Social del Pordenone Calcio

«Abbiamo guadagnato migliaia di seguaci in una settimana – ha dichiarato Michelin -, ci scrivono tutti, siamo finiti sui giornali: pazzesco. E ho letto tantissimi bei commenti su di noi, ci fa un gran piacere». Lo stesso piacere che immaginiamo i due abbiano provato quando subito dopo la partita, visti i dati, il patron neroverde Mauro Lovisa ha promesso di aumentargli lo stipendio.
Ma vediamo ora alcuni dei post che la squadra dei ramarri ha pubblicato partendo esattamente da 8 giorni prima della partita e lavorando sul tema del countdown, accompagnato dal continuo appello ai tifosi a presentarsi allo stadio esattamente la domenica dopo. Uno dei primi ‘mai in serie B’ era già un piccolo capolavoro: quello che per l’Inter è un vanto (essere l’unica delle grandi squadre a non esser mai scesa in B) per il Pordenone calcio invece dovrebbe essere un demerito (essere un piccola squadra mai riuscita a salire in B). Ma i due social media manager dei neroverdi capiscono subito che invece la chiave autoironica è quella con cui affrontare questa stramba partita in cui una piccolissima si scontra con un gigante del calcio.

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I post continuano con lo stesso tono: quello sul confronto Berretoni-Icardi, passando per i video in stile Harry Potter, fino ai “30 sul campo”, cioè i trenta pullman di tifosi da schierare davanti alla porta per cercare di non perdere, fino al ‘se vince il Pordenone’ e l’uso divertente delle foto di Mourinho : i post del Pordenone Calcio sono diventati velocemente virali in tutto il web, guadagnandosi moltissimi like e condivisioni.

Anche il post sulla ‘partita che non si può giocare nemmeno alla playstation’ è stato gestito magistralmente, non solo perché ha individuato una battuta geniale su cui fare comunicazione ma perché poi grazie ad un team di sviluppatori on-line il Pordenone Calcio è sbarcato davvero su Pro Evolution Soccer, uno dei videogiochi sportivi più amati di sempre. A poche ore dalla partita infine, hanno chiesto alle squadre di Serie C di fare il tifo per loro: un appello accolto in varie parti d’Italia, da Livorno ad Agrigento, con condivisioni, like, cuori e quant’altro.

Un tono particolare, che ha trasformato il Pordenone in una ‘squadra simpatia’ e ha perfino cambiato le caratteristiche del pubblico della stessa, più leggero, più voglioso di scherzarci su e vivere lo sport con passione e leggerezza. Qualcosa che quasi nessuno era stato capace di comunicare prima di una partita (l’ammissione di debolezza nello sport è un tabù) è stato comunicato in questa particolare occasione con grande maestria tecnica e con una strategia che non si è limitata ad un solo post ma è diventata un tone of voice complessivo del brand.

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Sui social prima che sugli altri canali, perché come ha affermato lo stesso Michelin: “i social hanno sostituito la comunicazione ufficiale. Se dobbiamo annunciare l’acquisto di un nuovo giocatore, il primo annuncio parte dai social, non più dal sito o da un comunicato stampa. C’è stato un cambio di gerarchia, non solo nostro, sia chiaro”. Quello tra social, calcio e marketing è diventato infatti un connubio inscindibile che produce una gran parte del valore delle squadre di calcio, si pensi ad esempio alla vicenda del passaggio di Cr7 alla Juve.

Esattamente quel cambio di gerarchia che ogni azienda che commercializza servizi o prodotti dovrebbe mettere al centro della sua riflessione sul futuro. Mg Group Italia, web agency di Macerata (tra la varie sedi), è una società specializzata nel web marketing, che ha compreso già da molti anni che la comunicazione tradizionale, quella del cartaceo per intendersi, non è più assolutamente sufficiente e deve essere accompagnata, in alcuni casi persino sostituita, da nuove strategie basate sull’online. Se vuoi conoscere i nostri servizi e i pacchetti che offriamo non tentennare e chiedici una consulenza gratuita: siamo qui per aiutarti a vincere la tua partita

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Non colpire nel mucchio, usa il target marketing!

Non c’è mai vento in poppa per chi non sa dove andare!  Questa è una regola fondamentale in molti campi della vita ma valida soprattutto quando si parla di business e di marketing. Avere un obiettivo, conoscerlo, puntare ed investire sulla possibilità che una specifica tipologia di persone possa essere convinta ad acquistare e poi fidelizzata è la logica fondamentale del target marketing.

Target marketing: cos’è?

Il target marketing è una tecnica di comunicazione commerciale che prevede la suddivisione del mercato in segmenti e quindi la concentrazione delle risorse di marketing su uno o pochi segmenti chiave costituiti da clienti i cui bisogni e desideri si avvicinano maggiormente al vostro prodotto o al vostra tipologia di servizi. Può essere la chiave per attrarre nuovi affari, aumentare le vendite e rendere la tua azienda un successo.

Quali sono i vantaggi del target marketing?

Il vantaggio del marketing target è che puntando le tue iniziative di marketing a specifici gruppi di consumatori si rendono la promozione, i prezzi e la distribuzione dei prodotti e/o servizi più facili e più convenienti.

Quindi, se, ad esempio, un’azienda di catering offre servizi di consegna a domicilio in uno specifico territorio, invece di fare pubblicità con un inserto di giornale che va a tutti, dopo aver identificato il mercato di riferimento per i loro servizi, la società di catering potrebbe usare una campagna di spedizioni postali o una consegna di volantini destinata solo ai residenti in una determinata area, o una pubblicità in Facebook rivolta a clienti all’interno di un’area geografica specifica, aumentando il ritorno sull’investimento e conquistando un pacchetto clienti più impostare.

Le piattaforme di social media come Facebook, LinkedIn, Twitter e Instagram hanno opzioni sofisticate per consentire alle aziende di scegliere gli utenti in base ai segmenti di mercato. Ad esempio, un’azienda di bed and breakfast potrebbe scegliere i follower di Facebook fidanzati per mostrare loro un annuncio riguardante un weekend romantico. LinkedIn è più orientato al B2B: puoi individuare le aziende in base a una serie di criteri come numero di dipendenti, industria, posizione geografica, ecc.

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Come segmentare il mercato e scegliere il target

La segmentazione del mercato può essere eseguita in molti modi diversi, a seconda di come si desidera suddividere la torta, ma tre tipologie sono più comuni di altre:

Segmentazione demografica

La segmentazione demografica è solitamente il criterio più importante per identificare i mercati target, rendendo cruciale l’acquisizione dei dati demografici per molte aziende. Essa infatti si basa su statistiche misurabili, come ad esempio:

Genere

età

livello di reddito

stato civile

formazione scolastica

religione

Un venditore di liquori, per esempio, potrebbe voler indirizzare i propri sforzi di marketing sulla base dei risultati dei sondaggi Gallup, che indicano che la birra è la bevanda preferita nell’età di 18-34 anni mentre chi ha 55 anni o più preferisce il vino.

Segmentazione geografica

La segmentazione geografica implica l’utilizzo della posizione. Gli indirizzi di casa sono un esempio. Tuttavia, a seconda dello scopo della tua attività, ciò potrebbe essere fatto da:

Quartiere

codice postale

prefisso

città

Provincia

Regione

paese (se la tua attività è internazionale)

La segmentazione geografica si basa sulla nozione che gruppi di consumatori in una particolare area geografica possono avere esigenze specifiche di prodotti o servizi; per esempio, un ristorante ha maggior vantaggio ad indirizzare i suoi sforzi su chi vive nella sua zona o su chi vi soggiorna. In questa direzione le campagne Adwords offrono possibilità molto interessanti.

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Segmentazione socio-economica

La segmentazione socio-economica divide il mercato di riferimento in base a classi socio-economiche o preferenze di stile di vita. La scala socio-economica spazia dai ricchi e altamente istruiti in alto alle persone non istruite e non qualificate in basso. Si può definire la classe sociale secondo le seguenti categorie:

Occupazione

Reddito

Livello di istruzione

La classificazione dello stile di vita comporta l’analisi anche dei valori, delle credenze e degli interessi di uno specifico gruppo. Alcuni esempi: si possono segmentare coloro che preferiscono uno stile di vita urbano rispetto a quello rurale o suburbano, o coloro che sono amanti degli animali domestici o hanno un vivo interesse per le questioni ambientali.

La segmentazione socio-economica si basa sulla teoria che le scelte che le persone fanno quando acquistano beni o servizi sono il riflesso dello stile di vita della classe socio-economica cui appartengono.

Investi le tue risorse nel marketing intelligente: punta il target giusto

Se sei interessato ad avviare un piano di marketing ma non vuoi rischiare lo spreco di risorse investendo in una comunicazione di tipo generico puoi scegliere la tecnica del target marketing: così sarai sicuro di parlare soprattutto ai tuoi potenziali clienti, a coloro che ti interessano, e di far crescere il tuo brand  tra le persone giuste.

Per fare target marketing è necessario inizialmente fare delle ricerche e delle analisi che solo un’agenzia di professionisti ti può offrire tra i tanti servizi di un piano di marketing che deve essere efficiente ed efficace. Mg Group , la migliore web agency a Mantova, da tanti anni si occupa di web marketing ed è specializzata nella comunicazione on-line e nelle tecniche più recenti. L’aggiornamento  dei nostri professionisti e delle nostre competenze è per noi un punto fondamentale. E tu? Che aspetti ad aggiornare la tua comunicazione e il tuo modello di marketing? Puoi contattarci in ogni momento scrivendo una mail o telefonando. Insieme troveremo la strada per raggiungere i tuoi obiettivi e i tuoi target.

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Russiagate: tra fake e troll dei social di Russia e Iran

L’appuntamento più ravvicinato è quello con le elezioni di midterm in Usa e l’attenzione sulla possibilità che la Russia tenti di influenzarne il risultato si fa con il passare dei giorni sempre più alta. Solo qualche giorno fa il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, John Bolton, ha dichiarato alle agenzie di stampa di aver messo in guardia la controparte russa contro eventuali interferenze nelle elezioni a novembre, dopo aver incontrato a Ginevra Nikolai Patrushev, direttore del consiglio per la sicurezza nazionale russa. Ha detto: “Ho chiarito che non tollereremo interferenze nelle elezioni del 2018 e che siamo pronti a prendere le misure necessarie per impedire che ciò avvenga”.
Nel frattempo Facebook e Microsoft qualche misura hanno già da tempo cominciato a prenderla, dopo che sono emersi numerosi casi in cui è stata riscontrata una propaganda coordinata di disinformazione da parte di potenze straniere negli Stati Uniti e in alcuni paesi Europei. In questo articolo vi spieghiamo come Facebook ha scoperto i finti profili coinvolti nel Russiagate.

Ancora 652 pagine fake legate al Russiagate rimosse da Facebook

Il 21 agosto 2018 la compagnia fondata da Mark Zuckerberg ha rilasciato un comunicato in cui spiega di aver individuato una campagna di disinformazione partita da Russia e Iran:

“Oggi abbiamo rimosso numerose pagine, gruppi e account per comportamento inautentico coordinato su Facebook e Instagram. Alcune di queste attività hanno avuto origine in Iran, e alcune hanno avuto origine in Russia. Si trattava di campagne distinte e non abbiamo identificato alcun collegamento o coordinamento tra loro. Tuttavia, hanno usato tattiche simili creando reti di account per ingannare gli altri su chi erano e cosa stavano facendo.

Mettiamo al bando questo tipo di comportamento perché vogliamo che le persone siano in grado di fidarsi delle connessioni che effettuano su Facebook. Stiamo facendo progressi sul contrasto a questo tipo di questo abuso, ma come abbiamo detto prima dobbiamo sapere che si tratta di una sfida continua, perché i responsabili sono determinati e ben finanziati. Dobbiamo costantemente migliorare per rimanere all’altezza. Ciò significa costruire una tecnologia migliore, assumere più persone e lavorare più a stretto contatto con le forze dell’ordine, gli esperti di sicurezza e altre società. La loro collaborazione è stata fondamentale per le nostre indagini, dal momento che nessuna azienda può combattere da sola.”

Si tratta in sostanza della rimozione in 4 continenti di 652 fra pagine, gruppi e profili rimossi che condividevano in maniera coordinata materiale a sfondo politico. Facebook stavolta si è mossa con tempestività, probabilmente per il timore di incappare di nuovo in casi come quello di Cambridge Analytica, altri scandali sul tema della privacy e in quello sui sospetti di interferenze sulle presidenziali Usa del 2016. Per questo Facebook ha preferito non aspettare che le indagini, le analisi e le verifiche del materiale considerato sospetto si concludano e ha bloccato le pagine e la diffusione dei messaggi.

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Lo schema delle connessioni sospette dall’Iran

Ad aver messo in allerta Facebook rispetto a quanto stava accadendo è stata la società di cyber security FireEye, che nelle sue attività di monitoraggio della rete ha riscontrato movimenti anomali. La società afferma di poter indicare con moderata fiducia in attori iraniani i responsabili di questa campagna di disinformazione e ha pubblicato lo schema delle connessioni sospette analizzate e rilevate.

Facebook dal canto suo ha indicato che il gruppo denominato Liberty Front Press cui fanno capo diversi account su Facebook e Instagram con circa 155mila follower, stando alle registrazioni del sito e agli indirizzi IP e degli amministratori risultava legato a media di Stato iraniani, con i primi account creati nel 2013 e con contenuti su Medio Oriente, Regno Unito e Usa. Dalle prime ricerche in effetti non si segnala tra gli obiettivi di questo gruppo quello di influenzare le elezioni di midterm, sebbene non si escluda “che tentativi in questo senso possano essere stati fatti”. Altri due gruppi sono stati segnalati con legami all’Iran.

Come funzionano le attività legate all’intelligence russa

La società di Mark Zuckerberg  ha rilevato anche un quarto gruppo, il cui obiettivo è diffondere notizie false su Siria e Ucraina, legato a fonti che secondo Facebook gli Usa considerano relazionate con l’intelligence militare russa.

Una delle piattaforme rimosse dal social network pare sia stata già al centro di precedenti ricerche: il gruppo  “Inside Syria Media Center diffondeva infatti ricostruzioni pro-Cremlino e pro-Assad raramente supportate da prove”.

Secondo Facebook “la terza parte dell’indagine ha portato alla luce un’altra serie di conti e pagine, la prima delle quali è stata creata nel 2011, che ha ampiamente condiviso contenuti sulla politica mediorientale in arabo e farsi. Hanno anche condiviso contenuti sulla politica nel Regno Unito e negli Stati Uniti in inglese. Abbiamo scoperto questo set per la prima volta nell’agosto 2017 e abbiamo ampliato le nostre indagini nel luglio 2018.”

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Si parla sostanzialmente dei seguenti dati:

Presenza su Facebook e Instagram: 168 pagine e 140 account su Facebook, oltre a 31 account su Instagram.

Followers: circa 813.000 account hanno seguito almeno una di queste pagine e più di 10.000 hanno seguito almeno uno di questi account Instagram.

Pubblicità: oltre $ 6.000 di spesa per annunci su Facebook e Instagram, pagati in dollari USA, lire turche e rupie indiane. Il primo annuncio è stato pubblicato a luglio 2012 e l’ultimo è stato pubblicato nell’aprile 2018. Non abbiamo completato la nostra revisione dei contenuti organici provenienti da questi account.

Anche in questo spesso accade che il contenuto non veritiero nato su questa o altre pagine viene poi ripreso da media legittimi e filogovernativi come Sputnik e RT (oltre che da un certo numero di portali cospirazionisti), per poi essere rilanciato su social network da troll (anche reti di bot, come quelle operanti dalla nota Ira di San Pietroburgo), influencer e utenti comuni.

Anche Microsoft e Twitter rimuovono account

In questi giorni in cui la guardia continua ad essere sempre più alta sui troll e i profili fake costruiti ad arte per diffondere falsi contenuti politici, anche Microsoft e Twitter hanno annunciato di aver bloccato e/o rimosso delle pagine. Microsoft ha rivelato l’esistenza di una nuova campagna di phishing – condotte negli Stati Uniti ai danni di organismi vicini ai repubblicani – che porterebbe la firma di Apt28, un famigerato gruppo informatico che molti addetti ai lavori collegano all’intelligence militare di Mosca. E Twitter ha comunicato di aver fermato ben 284 account (in questo caso ritenuti collegati a Teheran) coinvolti in operazioni di manipolazione dell’opinione pubblica.

Difendersi dalle fake news per difendere la democrazia

Questi e altri casi che stanno emergendo negli ultimi anni dimostrano quanto sia importante difendersi dalle fake news e quanto impedire gli abusi sui social network sia fondamentale per difendere la pienezza del funzionamento democratico delle nostre istituzioni. Non dimenticare mai di usare il web con consapevolezza, controllare le fonti, affidarti a testate affidabili. Il futuro dipende da tutti noi: usiamo la nostra intelligenza per migliorarlo.

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Web design: nuovi trend per i siti internet

La velocità con cui tutto cambia nel mondo del web design e del digitale è davvero impressionante. Bastano pochissimi mesi per vedere trasformarsi sotto i nostri occhi il modo in cui navighiamo, quello in cui cerchiamo i siti internet e soprattutto il modo in cui decidiamo se cliccare o meno su un pulsante, su un banner pubblicitario o ancora su un link che sembra interessarci.

L’arrivo sul mercato, ad esempio, in questo 2018 delle Progressive Web App sta cambiando il modo in cui ci interfacciamo al web e usiamo il mobile. Per questo è sempre più importante restare aggiornati e cercare di offrire la miglior user experience possibile, sia in termini di utilizzo che per quanto riguarda il design.

Ecco quali sono secondo noi di MG Group Italia le principali tendenze del web design degli ultimi mesi, valide sia su desktop che su mobile, utili per chi deve progettare nuovi siti internet o fare il restyling di quelli già esistenti.

Tinte vivaci e gradienti senza limiti

Cominciate a salutare il Flat Design, ovvero quel design a tinte unite e piatte a cui ci eravamo abituati da qualche anno a questa parte. Le due dimensioni che ci avevano appassionato per l’assenza di elementi di complessità – come le ombre, i piani multipli e intersecati o ancora le sfumature – e che apparivano così semplici da facilitare la comprensione e la leggibilità da parte degli utenti stanno uscendo dai radar dei designer. Da qualche mese a questa parte si sta affermando infatti una tendenza diversa, capace di colpire maggiormente e scaldare la grafica: tavolozze a tinte vivaci, sfumature e grande uso del gradiente sono gli elementi di un cambiamento radicale che si va affermando con forza. Quindi non dimenticare di dare personalità al tuo sito. E ricorda che il colore del 2018 nel web è l’UltraViolet, in tutte le sue sfumature. Non ti senti di usarlo per il tuo prodotto? Non dimenticare comunque di accendere il più possibile le tinte che userai.

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Illustrazioni grafiche

Abbiamo già detto che la tendenza è quella di scaldare il design per comunicare una maggiore personalità. Per farlo in molti cominciano ad usare le illustrazioni grafiche: trasmettono personalità e carattere, e sono più calde e meno artificiali delle fotografie iper filtrate e artefatte che si usano da molti anni. Se in linea con l’identità del brand, l’esperienza dell’utente sarà immersiva. E trasmetterà ai clienti autenticità e fiducia.

Nuove modalità di navigazione

Come è stato detto poc’anzi, l’attenzione è ora tutta concentrata sull”utente; questo è ben visibile nelle nuove modalità di navigazione che stanno emergendo e che convivono meglio con i comportamenti più naturali e spontanei: quindi il mobile. Il tempo della progettazione responsive, che consisteva nel creare una specie di pagina web che si adattava anche al formato mobile, adesso è un qualcosa di superato: si pensa direttamente mobile per quindi passare in modo automatico a schermi più grandi.

È per questo motivo che, anche se abbiamo l’abitudine di navigare su un sito web desktop attraverso le categorie proposte da un menù classico, è adesso più intuitivo andare verso dei layout che utilizzano un sistema a “scroll”. L’utente ritrova dunque in questo modo le principali informazioni e categorie all’interno della stessa pagina. Questa tendenza può essere associata a una modalità di navigazione secondaria più classica, presentando l’enorme vantaggio di fidelizzare quegli utenti che non avranno più modo di perdersi all’interno dell’architettura della pagina web/app.

Spazi vuoti e immagini animate

Spazio bianco, vuoto o negativo che dir si voglia. Questa è davvero una tendenza recente di massima importanza: lo spazio vuoto infatti fa risaltare gli elementi presenti all’interno della pagina, permette di fare chiarezza e organizzare al meglio la gerarchia delle informazioni e infine aiuta l’utente ad orientarsi, a non confondersi e ad avere una user experience migliore. Lo spazio vuoto è un coadiuvante della leggibilità e dell’usabilità di un sito internet e sta non a caso conquistando sempre più importanza, soprattutto in un ambito come mobile, in cui la velocità è sempre più cruciale.

Un’altra tendenza è quella di mettere da parte le immagini statiche e usare le animazioni per attirare l’attenzione e aumentare le conversioni della pagina web: non si tratta soltanto delle ormai classiche gif, ma anche di Cinemagraph, una particolare tecnica che unisce video e fotografia per dare vita alle immagini e per creare un effetto davvero coinvolgente. Il movimento e le animazioni guidano l’attenzione dell’utente e, anche per questo, sono in grado di aumentare le conversioni. Combinato con l’utilizzo dello spazio negativo, il Cinemagraph sarà sicuramente un trend web nel 2018 per il design.

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Font particolari e design tipografico

Il font conta. Ormai lo sanno tutti, e quest’anno questa tesi sta prendendo sempre maggiore vigore. E’ finito il tempo dei font banali, chiari ed eccessivamente semplici o ripetitivi: il carattere deve avere carattere. Un buon design tipografico aiuta anche perché è un elemento che non appesantisce la pagine pur dandogli vita e particolarità, a differenza delle immagini che invece spesso saturano lo spazio e il traffico dati a disposizione dei dispositivi mobile.

Il mobile prima di tutto

Navighiamo soprattutto da dispositivi mobile e quindi è importante cominciare la progettazione di un sito proprio dalla versione mobile e poi far discendere il resto, ovvero la pagine più ampie. Tra l’altro ormai l’algoritmo di Google utilizza le versioni mobile per indicizzare le pagine, e quindi questo aspetto è sempre più importante anche in ottica SEO. Quindi avanti con il ‘mobile first’: i tuoi contenuti devono essere accessibili da diversi tipi di schermi e dispositivi con la miglior user experience possibile, indipendentemente dalle dimensioni.

Per questa ragione una Progressive Web App sembra essere la migliore soluzione possibile: la sua caratteristica principale infatti è quella di garantire una usabilità ottimale su qualsiasi dispositivo, adattando contenuti e funzionalità. Quante volte, navigando su Internet, abbiamo visto siti con notifiche push, splash screen (animazione iniziale prima di atterrare sulla home), transizioni animate tra le pagine e la modalità offline? L’integrazione sito-app è il futuro: non lasciartela scappare.

Bot e chatbot: l’assistente virtuale nella pagina

Con il nostro telefono parliamo, cosa che generalmente non facciamo con il computer. I comandi vocali e l’intelligenza artificiale sono la vera frontiera del web: questa maggiore spinta verso la ricerca vocale produrrà una vera e propria proliferazione dei Bot che verranno sempre più inseriti nei siti internet. Facciamo un esempio: per chiedere a che ora aprirà un ristorante in futuro non consulteremo il menù di un sito internet ma interrogheremo un ChatBot presente in una pagina di FAQ, ovvero un assistente virtuale che rispondendo alle domande faciliti la navigazione degli utenti.

E il tuo sito? Preparalo per il futuro.

Un sito non al passo con i tempi, dal design “vecchio” e non in linea con i trend web del momento, riduce drasticamente le conversioni. L’aggiornamento continuo sulle tendenze del web design aumenterà la brand reputation della vostra azienda, cambiando la percezione che hanno gli utenti del vostro brand. Se hai bisogno di progettare un restyling o di realizzare un nuovo sito al passo con in tempi contattaci senza impegno. Per noi di Mg Group essere sempre aggiornati è un dovere oltre che una precisa scelta aziendale: non spendere soldi per prodotti già vecchi, comincia da subito ad investire nel web marketing che verrà. Affida lo sviluppo del tuo business online alla nostra web agency a Mantova!

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Multa Record: cosa sostiene l’Ue, cosa risponde Google

E’ arrivata a Luglio, ed è la seconda multa record che l’unione Europea ha comminato a Google.  Questa volta è la più alta di sempre e ammonta a 4,3 miliardi di euro. La precedente, inflitta lo scorso anno, ammontava invece a 2,4 miliardi di euro e fu motivata dall’abuso di posizione dominante che Google operava favorendo in Google Shopping il suo servizio di comparazione dei prezzi a discapito della concorrenza.
La nuova multa invece riguarda il sistema operativo Android, e si tratta sempre di una sanzione connessa all’abuso di posizione dominante.

Il caso Android: cosa afferma l’Ue contro Google

“Google ha negato ai concorrenti la possibilità di innovare e competere e ai consumatori europei i vantaggi di una concorrenza effettiva nell’importante sfera mobile. Questo è illegale secondo le regole antitrust dell’UE” recita così la dichiarazione di Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, a commento della decisione dell’Unione Europea. Poco prima in conferenza stampa aveva anche affermato: “Il nostro caso riguarda tre tipi di restrizioni che Google ha imposto ai produttori di apparecchi Android e operatori di rete per assicurarsi che il loro traffico andasse verso il motore di ricerca di Google.”
Nel dettaglio le tre pratiche illegali che Google avrebbe messo in atto dal 2011 sono le seguenti:

  • chiedere ai produttori di preinstallare le app di ricerca e il browser di Google sui dispositivi che utilizzano il sistema operativo mobile Android. E’ stata inoltre resa obbligatoria la preinstallazione per vendere dispositivi con l’app store Google Play;
  • pagare i produttori di telefonia e smartphone per assicurarsi che sui dispositivi con sistema operativo Android non fosse preistallata nessun’altra app di ricerca che non fosse Google.
  • ostacolare lo sviluppo di sistemi operativi mobili concorrenti, incentivando anche finanziariamente l’installazione di Android.

Il sistema operativo Android: qualche numero.

In effetti consultando numeri e dati si ha l’impressione che quanto affermato dalla Commissione Europea possa avere dei fondamenti.

Secondo la società di analisi Statista, Android infatti ha superato potentemente le altre quote di mercato, lasciando la Apple ad una quota del 14,1% del mercato globale e conquistando ben l’85,9% degli smartphone nel mondo. E ancora secondo la società di ricerca Gartner l’anno scorso sono stati venduti circa 1,3 miliardi di telefoni con Android contro i circa 215 milioni che girano con iOS e 1,5 milioni che utilizzano altri sistemi operativi. Per quanto riguarda la pubblicità invece secondo la società eMarketer nel 2018 Google – con il nuovo Google Ads e altri tools simili – gestirà più del 30% di tutta la pubblicità del mondo sui dispositivi mobile.

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La situazione era molto diversa quasi un decennio fa. La stessa società di ricerca statistica ed economica Gartner, nel 2010, dipingeva una situazione del tutto differente: con il neonato iPhone in rapida ascesa al 14% del mercato, e l’outsider Android di cui si segnalava che in un anno era passato dallo 0,5% al 3,9%.

La risposta di Google che annuncia il ricorso

Di fronte a questi dati anche Google ha dovuto spiegare a cosa si deve, secondo il punto di vista della grande multinazionale, una così rapida ascesa.
Annunciando che avrebbero fatto ricorso in appello contro la multa, il CEO del colosso di Mountain View ha dichiarato “se i produttori di smartphone e gli operatori di rete mobile non potranno più includere le nostre applicazioni sulla loro vasta gamma di dispositivi, ciò sconvolgerà l’equilibrio dell’ecosistema Android […] ‎Finora, il modello di business Android ha fatto sì che non dovessimo far gravare sui produttori di smartphone i costi della nostra tecnologia, riuscendo così a non dipendere da un modello di distribuzione strettamente controllata. Ma siamo preoccupati che la decisione di oggi possa stravolgere il delicato equilibrio raggiunto con Android, inviando un segnale preoccupante in favore dei sistemi proprietari rispetto alle piattaforme aperte‎”. In questo modo Google paventa di fatto conseguenze sulle tasche dei consumatori, i quali a seguito della multa miliardaria dell’Unione Europea e dell’obbligo di fermare subito le pratiche oggetto della contestazione si potrebbero ritrovare a dover pagare il costo del sistema operativo e del suo sviluppo all’atto dell’acquisto dello smartphone.

Chi avrà ragione di fronte ai giudici? Noi di Mg Group Italia abbiamo varie sedi, tra cui la nostra web agency a Massa Carrara, e continueremo a seguire la vicenda e – come sempre – a tenervi informati su tutte le notizie dal mondo del marketing e dell’innovazione tecnologica.

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App Store: le 10 app più scaricate in 10 anni di storia

10 anni fa, esattamente il 10 luglio 2008, fu lanciato iOS App Store, il negozio virtuale di app per i dispositivi con sistema operativo Apple che ha – si può dire – cambiato il mondo.

Da quel momento ad oggi sono state rilasciate 4,5 milioni di applicazioni, oggi ve ne sono più di 2 milioni disponibili e i download complessivi sono stati 170 miliardi in questo decennio. Inutile dirlo, il giro d’affari è stato gigantesco e si aggira sui 130 miliardi di dollari, quasi il doppio di quanto non sia generato dal concorrente Google Play nonostante i dispositivi con sistema operativo Android in circolazione siano più numerosi di quelli targati Apple.
Questi e altri dati di cui parleremo più avanti sono contenuti in uno studio che la società App Annie ha pubblicato proprio per festeggiare il compleanno dello store e divulgare molti dati interessanti sul mercato globale delle app, che coinvolge grandi colossi della tecnologia e dei social network, ma anche milioni di imprese più piccoli con storie comunque sempre molto interessanti.

La classifica: le 10 app più scaricate di sempre

In classifica ci sono app che quasi ognuno di noi ha sul proprio smartphone, ma anche – agli ultimi due posti nella top ten, applicazioni che probabilmente non conosciamo, per lo più scaricate da utenti di grandi mercati come quello cinese.

  1.  Prima, potevamo immaginarlo, è senza ombra di dubbio Facebook, lanciata nel 2010, fu la app più scaricata del 2011.
  2. A seguire in seconda posizione sempre una applicazionee targata Facebook, ovvero Facebook Messenger.
  3. In terza posizione una di proprietà Google, ovvero la famosissima YouTube usata da milioni di persone per guardare video di tutte le tipologie
  4. Quarta ancora una volta una proprietà di Facebook, che ha acquisito Instagram nel 2012.
  5. Il quinto posto va a WhatsApp, la più famosa app di messaggistica istantanea nei mercati occidentali, anche questa di proprietà della company di Mark Zuckerberg per 19 miliardi di dollari nel 2014
  6. Per il sesto posto torniamo a Google, con Google Maps, l’applicazione più usata al mondo per consultare mappe e navigare percorsi stradali.
  7. Settimo posto a Snapchat, proprietà dell’azienda americana Snap. Questo servizio di chat viene usato ogni giorno da 178 milioni di persone.
  8. Ottavo posto, ed è l’ultimo nella top ten per le imprese statunitensi, per Skype, acquistata da Microsoft nel 2011 per 8,5 miliardi di dollari.
  9. Infine al nono posto fa capolino la prima app rilasciata da una società cinese, la Tencent: si chiama WeChat, è un servizio di messaggistica istantanea per dispositivi mobili ed è utilizzata da 980 milioni di persone soprattutto in Cina e Bhutan.
  10. Ultima posizione nella top ten va ad un’altra applicazione della cinese Tencent, ovvero a QQ, anche in questo caso un servizio di messaggistica istantanea che si calcola venga utilizzato in Cina da oltre 300 milioni di persone contemporaneamente, e abbiamo oltre 900 milioni di utenti registrati.

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Il mercato globale delle App: Italia nella top ten dei download ma non della spesa

La classifica del mercato non ammette dubbi: le prime 4 posizioni sono le stesse sia per quanto riguarda il numero dei download sia per quanto attiene invece alla spesa che gli utenti generano per l’acquisizione delle applicazioni. Primi gli Stati Uniti, seguiti dalla Cina, poi dal Giappone e in quarta posizione dal Regno Unito.

3Per quanto riguarda l’Italia facciamo capolino in decima posizione nella classifica dei download con 2,9 miliardi di applicazioni scaricate, ma invece non ci siamo nella classifica della spesa. Segno che gli italiani preferiscono le app gratuite e non sono molto propensi a spendere denaro per scaricare giochi (che nell’apple store rappresentano solamente il 31% dei download ma contano per il 75% della spesa totale) o altre app a pagamento.

Acquisti in app: la spesa globale cresce senza interruzioni.

Il report segnala anche alcuni dati interessanti sul giro d’affari generato dagli acquisti in app, ovvero dalla spesa che gli utenti fanno per acquisire contenuti su app che molto spesso si scaricano gratuitamente dallo store.
Anche escludendo la spesa per videogiochi il dato è sempre positivo e continua a salire, trainato dagli abbonamenti ad app che permettono di guardare contenuti video o di ascoltare musica o dalle app di incontri interpersonali: dal 2011 al 2017 si è passati da una spesa di 1,9 miliardi di dollari ad una cifra che supera i 10 miliardi di dollari.
E il futuro? Sempre secondo Annie App il futuro delle app ha indubitabilmente il segno ‘+’: la società calcola infatti che nel 2022 la spesa per l’acquisto di app sarà cresciuta dell’80% rispetto al 2017 fino a toccare quota 75,5 miliardi di dollari.

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Non restare indietro: le app sono il futuro di ogni azienda

A guardare questi dati non c’è alcun dubbio che le applicazioni siano ormai uno delle modalità per avvicinarsi ai propri clienti, costruire con loro una relazione virtuosa e fidelizzarli. Da questo mondo che abita i nostri smartphone passano infatti gusti, scelte, informazioni che influenzano ogni mercato. Ma soprattutto passa un grandissimo flusso di spesa, passa una fetta importante di acquirenti e una parte sempre più grande delle vendite e del fatturato di molte imprese. Per questo è importante che ogni azienda e ogni marchio, anche quelli di dimensioni modeste, si pongano il problema di entrare nel futuro e avere una propria app, scaricabile sia dall’App Store che da Google Play. Una applicazione progettata e realizzata da professionisti del settore del web marketing, con una user experience semplice e dei contenuti dedicati che sappiamo generare interesse nel cliente.
Mg Group Italia da tanti anni si occupa dello sviluppo e del rilascio di app, per imprese di ogni dimensione e di ogni settore merceologico. Abbiamo nei nostri team professionisti in grado di affrontare in maniera sinergica e coordinata ogni aspetto riguardante la progettazione di una app per dispositivi mobili di ogni tipologia. Che aspetti a contattarci? Le grandi cose spesso cominciano da piccoli gesti, come quello di mandare una mail o fare una telefonata. Mg Group, web agency di Massa Carrara (tra le varie sedi), è sempre a tua disposizione, anche solo per informazioni.

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Marketing estivo? Non solo si può, si deve.

6 Consigli su come sviluppare il marketing estivo

Chi dice che d’Estate tutto si ferma, non dice il vero. Il marketing estivo è importantissimo, è sbagliato, infatti, pensare che durante le ferie, la comunicazione di un’azienda si debba arrestare e le campagne di web marketing debbano essere sospese. Come sempre, come per il resto dell’anno infatti, tutti noi d’estate usiamo internet per mille ragioni diverse: consultiamo le notizie, cerchiamo guide di viaggio, prenotiamo alberghi, acquistiamo vestiti durante i saldi e così via.
Prendiamo il dato audiweb di agosto 2017 ad esempio: l’anno passato nel più estivo e vacanziero dei mesi hanno usato internet in Italia 32,2 milioni di persone, il 58,6 della popolazione, per una media di di tempo speso nell’intero mese di 56:23 ore.

Siete ancora sicuri di voler spegnere le macchine e chiudere le pagine nei mesi estivi?

Consiglio n.1: prima di tutto i social network

Il primo consiglio è quello di continuare a produrre e pubblicare contenuti per le vostre pagine sui social network. D’estate percentualmente il peso dei social network aumenta. Sono un numero minore infatti le pagine che visitiamo per lavoro o per informarci e un numero maggiore le visite che facciamo ai social, per vedere le pagine degli amici, commentare le foto delle vacanze o semplicemente svagarci. Naturalmente sono anche differenti i contenuti che vengono diffusi e quindi anche sulle pagine della vostra impresa dovranno esserci post più leggeri, divertenti, capaci di dialogare con il contesto, meglio ancora se pensati per diventare virali. Ma attenzione: ricordatevi di rispettare anche d’estate le regole di base: il solleone e il caldo non giustificano certo errori macroscopici, post che dimostrano evidente trascuratezza o contenuti che possano risultare offensivi per qualunque categoria di persone.

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Consiglio n.2: continuate a scrivere il vostro blog, con un tono diverso

Sospendere la scrittura del blog nei mesi estivi è davvero controproducente: le persone che vi seguono non necessariamente andranno in ferie proprio nello stesso periodo in cui ci andrete voi, potrebbero rimanere delusi quindi di non trovare contenuti per un lungo periodo. Anche qui comunque vale il consiglio di cui sopra: cambiate il tone of voice, scrivendo di argomenti che non sia tecnici, o pesanti, o troppo seri. Ed evitate testo lungi e tutorial: è il tempo di testi brevi e degli speedlinking post, cioè di rassegne di post di approfondimento che chi vorrà leggerà con calma. Non solo, è anche la stagione dei contenuti speciali, nel formato o nell’argomento, che si configurino come una specie di regalo ai vostro follower più affezionati. Potreste pubblicare un video, un e-book o magari un numero zero in pdf da stampare, dedicato ad un tema importante.

Infine: usate gli strumenti a vostra disposizione. Potrete programmare tutto quello che volete con i nuovi tool come Hootsuite, Sprout o Buffer, lavorare in anticipo e godervi tranquillamente le vacanze tenendo lontano qualsiasi pensiero stressante.

Consiglio n.3: se lavorate nel turismo è il vostro momento

Inutile dirvelo: se il prodotto per cui fate web marketing è un prodotto turistico l’estate è il vostro momento. Non potete assolutamente fermarvi: pubblicate foto recenti dei vostri ospiti sui social network, curate l’agenda sul sito, fate attenzione a quanto accade sui siti di recensioni come tripadvisor o su qualsiasi altro social similare. Comunicate, comunicate anche se la vostra struttura è già sold out: chi cerca una struttura ricettiva come la vostra guarderà le foto o leggerà i post, e se lo avete convinto potrebbe anche prendere nota dei vostri contatti per qualche vacanza futura. Se invece non siete ancora pieni probabilmente è il tempo giusto per un qualche investimento in campagne advertisig e pubblicitarie: rivolgetevi a dei professionisti come noi di Mg Group, sapranno indirizzarvi nel modo migliore.

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Consiglio n.4: è un ottimo momento per il buzz marketing

Guardate le immagini di questo squalo. E’ un esemplare di cinque metri misteriosamente ritrovato una mattina su una spiaggia dell’Emilia Romagna. Per una giornata intera ha destato la curiosità di tutti i passati, è finito sui social network, è stato fotografato per le chat di whatsapp di migliaia di persone. Poi nel pomeriggio si è scoperto che si tratta di un’operazione di marketing legata al lancio della saga di Sharknado su Sky Cinema Max.
Non è detto che dobbiate essere così creativi, ma ricordatevi che l’estate è il momento migliore per un marketing di questo tipo, per video virali e lanci provocatori. Bastano anche piccoli investimenti o piccole cose, l’importante è che restino ben piantate nella memoria di chi vi si imbatte.

Consiglio n.5: personalizzate le iniziative di marketing estivo

Sconti speciali, concorsi a premi, prodotti omaggio, pacchetti: l’estate – come ogni ricorrenza in generale – è il momento di prendersi cura dei vostri clienti e lavorare alla fidelizzazione. Fate sentire speciali i vostri clienti o i vostri follower! Ricordate sempre che è molto più facile che chi è già vostro cliente acquisti di nuovo, e molto più difficile acquisire un nuovo cliente. Quindi non abbiate dubbi: se organizzate dei saldi mandate un’anticipazione via mail alla vostra newsletter, controllate chi l’ha aperta, mandate ulteriori offerte a coloro che sembrano effettivamente interessati ai vostri prodotti. E ancora: provate con il remarketing, potreste occupare uno spazio che viene lasciato vuoto dai vostri concorrenti proprio a causa delle ferie estive e della riduzione di personale.

Ultimo consiglio: se non ve la sentite, fate lavorare qualcuno per voi.

Ultimo breve, brevissimo consiglio: avete letto questo articolo e proprio non riuscite ad immaginarvi davanti al computer occuparvi di marketing estivo e scrivere contenuti? Vi capiamo, anche voi avete bisogno del meritato riposo. Però sappiate che state perdendo delle occasioni e che una soluzione perché ciò non accade c’è ed è a portata di mano. Affidatevi ad un’agenzia esperta, che abbia nel suo team le professionalità che servono a fare ciò che avete in mente. Basta poco e i le vostre pagine continueranno a funzionare anche mentre siete sdraiati sulla spiaggia, senza pensieri e senza l’ansia dei potenziali clienti perduti. La migliore web agency a Massa Carrara, Mg Group Italia è a vostra disposizione, basta una telefonata estiva per attivare il marketing estivo: non esitare!

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Clienti soddisfatti con la Customer Care

Un giorno qualsiasi ad un’ora qualsiasi un cliente visita un ecommerce per acquistare un prodotto.

E’ una situazione che si verifica ormai milioni di volte nell’arco di un mese, visto che in Italia – secondo una ricerca di Idealo – gli e-shopper sono 25 milioni, e il 78% di loro acquista almeno una volta nell’arco di trenta giorni.
Continuiamo il nostro racconto: il cliente comincia a navigare il sito, legge le descrizioni e le recensioni dei prodotti, ha praticamente scelto cosa comprare ma lo assalgono i primi dubbi: “cerco un prodotto con particolari caratteristiche tecniche ma il sito non riporta chiaramente le informazioni in merito, a chi posso chiederle? Posso pagare con la mia american express? Nella scatola quanti singoli pezzi ci sono? E così via”. E ancora, anche quando abbia già concluso l’acquisto, può capitare che il cliente abbia numerose domande: “Ho inserito i dati della carta ma ho dovuto ricaricare la pagina due volte, avrò pagato due volte? Ho sbagliato ad inserire l’indirizzo di consegna, come posso correggerlo?”

Ora immaginiamo che il cliente non riesca a trovare sul sito un numero di telefono da chiamare, che scriva una mail ma non ottenga immediata risposta, che si rechi sulla pagina facebook per provare a mandare inutilmente un messaggio. A questo punto per il nostro cliente l’esperienza di acquisto sarà già diventata un incubo. E una cosa è certa: la prossima volta non utilizzerà più lo stesso e-commerce.

Prendersi cura dei propri clienti prima e dopo l’acquisto è quindi un’attività che non va mai sottovalutata perché è la chiave per fidelizzarli. Vediamo come fare.

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Un cliente arrabbiato non si gestisce, si previene.

Gestire un cliente arrabbiato può essere davvero una missione impossibile. Il nostro consiglio è quello di non arrivare mai a questo punto e di lavorare molto per prevenire ogni eventuale difficoltà o disservizio. Nessuno è disponibile a spendere il proprio denaro per avere un’esperienza faticosa o addirittura stressante. Quindi riflettete bene su come far felici i vostri clienti e su come organizzare per loro una comfort zone digitale in cui ogni problema diventi facilmente superabile e in cui possano trovare offerte e attenzioni ad essi dedicate. Se state investendo denaro e fatica sulla brand reputation e la brand awareness della vostra azienda, sappiate che quell’investimento può essere profondamente danneggiato da una gestione sbagliata del rapporto con i clienti.

In termini tecnici si tratta quindi di progettare percorsi di vendita customer oriented, e di cambiare profondamente mentalità.
Sono almeno tre i focus da tener presenti:

  1. praticare la customer care (che significa la cura dei clienti),
  2. organizzare un customer service (ovvero un servizio assistenza clienti)
  3. puntare alla customer satisfaction (ovvero alla soddisfazione dei clienti alla fine del processo d’acquisto).

E sempre tre i momenti in cui è necessario assistere il cliente:

  1. prima dell’acquisto (ovvero per fornire informazioni)
  2. durante l’acquisto: (ovvero per risolvere difficoltà dipendenti dalla tecnologia)
  3. dopo l’acquisto: (dare informazioni sulla consegna e sull’eventuale reso)

E’ importante avere un piano e un’organizzazione in grado di far fronte a tutte queste necessità

Customer care: strumenti e strategie dedicate sono indispensabili.

La customer care è uno strumento di web marketing al pari degli altri. Generalmente si investe molto per ottenere visite e conversioni sul sito, ma è necessario capire che bisogna investire non solo per attrarre ma anche per non perdere quei potenziali clienti.
Ricordate sempre che le possibilità di vendere ad un cliente esistente si aggirano fin oltre il 60%, mentre le possibilità di farlo ad un nuovo utente sono stimabili tra il 5% e il 20%. Avere un numero verde, o una live chat, o un servizio efficiente di risposta alla posta non sono quindi optional, ma spese da considerare quando si vuol progettare un e-commerce che funzioni. E mettere in campo delle strategie di fidelizzazione dei clienti (come gli sconti riservati, le offerte speciali, le promozioni) è quasi una necessità.

Il problema delle vendite on-line infatti è l’assenza di quella relazione umana e quel dialogo che l’incontro tra cliente e addetto alla vendita in un normale negozio garantisce, non solo nel momento della vendita, ma in molti casi anche nei tempi medio-lunghi. L’addetto alla vendita si prende cura delle ansie e dei dubbi del cliente: ascolta, suggerisce, consiglia, illustra. E questa è costumer care. Il servizio che bisogna costruire on-line deve avere la stessa ‘avvolgenza’: per questo è necessario che dall’altra parte dello schermo o del filo ci sia personale in carne ed ossa, adeguatamente formato e informato, capace cioè di rispondere a tutte le domande che possono essergli rivolte. E anche che questo personale di renda disponibile al cliente con un nome, una foto, qualcosa che renda il contatto immediatamente assimilabile a quello di persona.

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Customer service: organizzatevi per rispondere velocemente e chiaramente

A volte si può avere l’impressione che la mole di lavoro che un customer service deve smaltire sia troppo pesante per le reali risorse dell’azienda. Questo è un atteggiamento mentale sbagliato, che impedisce di cercare la strada per l’ottimizzazione delle risorse a disposizione. E’ invece importante puntare sull’organizzazione: il costumer service serve ad assistere i clienti e contemporaneamente a ricevere feed-back, cioè a far emergere eventuali errori che andranno prontamente corretti.
Servono quindi tre tipi di attività da progettare che il customer service dovrà svolgere:

  1. rispondere alla domande (a tale scopo va adeguatamente formato il personale, vanno reperite in anticipo tutte le informazioni necessarie, vanno preparate delle risposte preordinate per le domande più diffuse)
  2. segnalare ai programmatori del sito e al dipartimento marketing errori rilevati dai clienti (in questo caso si tratta di segnalare l’assenza di testi chiari di spiegazione, o di aggiungere della Faq sul sito, o di segnalare che va rivista la user experience)
  3. immaginare strategie compensative in caso di disservizio (ad esempio proponendo sconti speciali o promozioni a chi ha ricevuto la merce in ritardo)

Ricordate anche di dare grande valore alla velocità nella risposta e alla chiarezza. Il tempo che passa per un cliente è tempo in cui matura insoddisfazione e delusione, per questo la tempestività nei servizi on-line è sempre un valore non trascurabile.

Customer satisfaction: lasciate un buon ricordo della vostra azienda

Sapete che nemmeno il 25% dei clienti sporge richiamo al customer service? Può sembrare un dato positivo, invece molto spesso nasconde un’altra realtà. I clienti pensano che sia inutile perdere il proprio tempo nello sporgere richiamo e non inviano il feedback negativo all’azienda, ma esprimeranno il proprio malcontento in moltissime sedi pericolose per la brand reputation: forum, social network, passa-parola tra amici e colleghi.
La soddisfazione del cliente è quindi un obiettivo da non mancare. Ascoltare il cliente e fare web listening sono moniti da tenere sempre a mente, perché la mancanza di ascolto crea percezione di abbandono e scarsa fiducia. Il vostro servizio clienti deve essere proattivo, ovvero deve intercettare i bisogni prima che divengano delusioni e non soltanto disporsi ad accogliere lamentele.

Web marketing e customer care: una strategia integrata.

Nel web marketing nessuna azione può essere realizzata in modo slegato dalle altre: serve una strategia coerente, anche per il vostro costumer service. Mg Group Italia, web agency a Massa Carrara, è un’azienda che da anni si occupa di strategie e servizi digitali per imprese che non vogliano perdere le opportunità offerte dai nuovi strumenti del web. Se hai bisogno di servizi professionali e dedicati puoi contattarci in ogni momento: metteremo la nostra importante squadra a disposizione tua e della tua azienda, come abbiamo fatto già per moltissimi altri.

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Cristiano Ronaldo: Campione assoluto dei social network

Cristiano Ronaldo: Campione assoluto dei social network

Non serve essere appassionati di calcio per aver saputo dell’affare Cristiano Ronaldo e delle cifre strepitose che la Juventus di Andrea Agnelli ha dovuto sborsare per averlo nella sua squadra.
100 milioni al Real Madrid, altri 12 milioni di oneri accessori alle squadre che hanno formato il calciatore, 7 milioni per i procuratori del calciatore e ancora 31 milioni netti di stipendio annuo per Cristiano Ronaldo, che possono arrivare fino a 40 comprendendo i bonus e che al lordo costano alla Juventus ben 86 milioni l’anno, per 4 anni.
Queste cifre hanno scatenato una lunga polemica: sulla diseguaglianza tra retribuzioni innanzitutto, con il comunicato dei lavoratori Fiat che hanno accusato la famiglia Agnelli di chiedere giganteschi sforzi agli operai ma di non badare a spese quando si tratta di acquistare un calciatore. Ma non è finita qui perché in molti si sono chiesti se una tale cifra per un solo calciatore possa essere davvero un investimento sportivo vantaggioso.

Cristiano Ronaldo: una potenza nello sport e nel marketing

Non c’è alcun dubbio che CR7, come viene chiamato dal pubblico mondiale del calcio, sia un campione fuori dal comune. In effetti lo stesso Real Madrid ha ricordato che Cristiano Ronaldo ‘è diventato anche il capocannoniere nella storia della squadra, con 451 gol in 438 partite. In totale 16 titoli, tra cui 4 coppe europee, 3 di loro consecutivi e 4 nelle ultime 5 stagioni. Su base individuale, con la maglia del Real Madrid ha vinto 4 Palloni d’Oro, 2 The Best e 3 Scarpe d’oro, tra molti altri premi.” E non va dimenticato che per calciatori così le Top League sono spesso disposte a pagare cifre vertiginose, basti ricordare la top 20 dei calciatori più pagati che vedeva – fino al passaggio alla Juventus – CR7 secondo dopo Lionel Messi, e ancora altri 18 giocatori tutti retribuiti con stipendi sopra i 20 milioni di euro annui.

Il motivo di queste cifre è semplice e si chiama marketing. Quando la Juventus ha acquistato CR7 non ha solo acquisito un calciatore ma un intero brand che genererà milioni di euro di ricavi nei diversi filoni del business della squadra. Per capirlo basta dare un’occhiata ai social network, di cui Cristiano Ronaldo è re indiscusso. Nelle settimane che hanno preceduto l’annuncio dell’acquisto da parte della Juventus sono stati centinaia di migliaia i post dedicati al tema, alcuni dei quali raccolti da hashtag come #CR7 #CR7DAY #CR7allaJuve e alcuni come #SeArrivaCR7 dedicati persino a tweet esilaranti, battute e freddure di ogni genere.

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Ci sono più follower di CR7 che abitanti negli Stati Uniti

Tutto ciò non deve stupire, non soltanto perché il calcio continua a rimanere uno degli argomenti più di tendenza, anche sui social e soprattutto in Italia, ma perché il numero dei follower complessivi di Cristiano Ronaldo è davvero impressionante: su Instagram con i suoi 135 milioni di follower CR7 è l’unico sportivo nella classifica dei più seguiti al mondo, secondo soltanto a Selena Gomez con i suoi 139 milioni di seguaci. Su Facebook il portoghese è invece primo al mondo con 122 milioni di like e infine in Twitter rientra tra i 10 al mondo più seguiti con 74 milioni di followers. Parliamo di un numero complessivo di follower sulle tre piattaforme che arriva fino a 335 milioni. Una cifra che supera quella dell’intera popolazione degli Stati Uniti d’America e che colloca a pieno titolo Cristiano Ronaldo nella lista ristrettissima degli influencer di livello globale. Un’ascesa irresistibile che continua a non trovare argini, basti pensare che tra il 6 giugno e il 16 luglio l’incremento dei follower di Cristiano Ronaldo su Instagram è stato di ben 8 milioni, come dimostra il grafico. 

Grafico Cristiano RonaldoRonaldo: per la Juventus più guadagni che costi

Per la Juventus, ovviamente, significa potenzialmente una valanga di denaro in entrata, più di quello – tantissimo, come abbiamo visto – che è stato conteggiato alla voce ‘uscite’ per la retribuzione di CR7. Per le vittorie sportive conquistabili, certo, ma saranno altre le voci di entrata che produrranno i segni ‘+’ maggiormente significativi: sponsorizzazioni, vendita di gadget, vendita di biglietti e abbonamenti, vendita di pubblicità e diritti.

La Juventus ha acquistato un calciatore che ha 285 milioni di follower in più della sua squadra, che arriva circa a 50 milioni, e un vero e proprio impero legato ai suoi canali web i quali hanno prodotto – secondo le stime di Forbes – nel 2017 un totale di 180 milioni di dollari. Gli effetti positivi non hanno tardato nemmeno qualche ora a farsi sentire: in un giorno, dopo l’annuncio dell’acquisto del portoghese, la pagina Instagram della Juve ha guadagnato 1 milione e 400 mila follower, la pagina Twitter 1 milione e quella Facebook circa 500. Il sito internet della Juve è andato in sovraccarico, a causa del numero altissimo di persone che vi si è collegata per acquistare gadget e abbonamenti, il cui prezzo per altro è già stato aumentato del 30%.
Le stime sui post di Cristiano Ronaldo parlano di  2,3 milioni di interazioni in media su ogni singolo contenuto, il che genera all’incirca un guadagno di circa 400.000 euro per ogni post del Pallone d’Oro (i post sponsorizzati di Ronaldo sono stati fino ad oggi 580).

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Web marketing, ormai nessuno può farne a meno.

Bastano questi dati a dare un’idea di quale possa essere l’effetto sull’awareness e la reputation della Juventus di questa acquisizione, oltre che sul fatturato reale che – nessuno stenta a crederlo – crescerà di milioni di euro nel prossimo futuro.

Non solo di calcio, come si vede, ma di marketing bisogna parlare quando si parla di CR7. Non vi è più nella società contemporanea quasi nessuna attività degli esseri umani che non sia orientata dal web, dai social network e dagli investimenti che in queste reti generano ricchezza.
E tu che aspetti a confrontarti con il mondo del marketing? Non tutti possiamo essere Cristiano Ronaldo, ma tutti di certo possiamo tirare una palla in porta. Contattaci subito: possiamo aiutarti a vincere questa partita. Affidati alla migliore web agency a Milano!

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Perché il web listening può far crescere il tuo business

Ascoltare è il miglior modo per allontanare il rischio del declino per la tua azienda. Ascoltare cosa pensano i tuoi clienti dei tuoi prodotti, ma anche porre attenzione più in generale al giudizio verso la concorrenza o a quali nuove tendenze si stiano affermando in determinati target di popolazione. Essere un buon ascoltatore fa crescere rapporti di fiducia e di stima con le persone, e lo stesso vale per le aziende che cercano di fidelizzare un numero sempre più ampio di clienti.

Prima di internet per ascoltare molto erano necessari molti orecchi, ricerche molto lunghe e spesso fallaci: oggi invece semplicemente ‘ascoltando il web’ è possibile avere dati e informazioni molto importanti per sviluppare una strategia di marketing realmente capace di far crescere il fatturato e il profitto di un’impresa. Tutti noi quando utilizziamo Facebook, Instagram, Twitter o un qualsiasi forum nel web lasciamo traccia delle nostre opinioni, condividiamo considerazioni, facciamo commenti su argomenti che ci interessano: tutto ciò ha un valore molto grande per le imprese e può essere trasformato in dati da analizzare.

Se ti stai chiedendo cos’è il web listening, sappi che è esattamente quel complesso di strumenti e analisi che permette di monitorare e interpretare i dati derivanti dalle opinioni che gli utenti lasciano in rete.

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Perché dovresti sempre ascoltare i tuoi clienti?

Ci sono diverse ragioni per investire nel web listening, alcune delle quali riguardano ovviamente la capacità di fidelizzare i clienti e di aumentare l’engagement. Il rapporto con i clienti avrà sempre maggiore centralità nel futuro, come ad esempio nel marketing 4.0, vediamo perché:

A) Ai clienti piace sentirsi amati e curati, e sono loro ad avere il potere d’acquisto.

Il consumatore non si pensa come un numero, una statistica, una semplice transazione di denaro: vuole essere pienamente soddisfatto quando esercita il suo potere d’acquisto. Per questo nelle vendite on-line la differenza in futuro la farà sempre più spesso la customer care e più raramente la politica dei prezzi. E’ importante ascoltare le necessità del cliente: un cliente insoddisfatto è un influencer negativo che può minacciare la brand reputation di un’azienda.

B) Ascoltare può allargare il business a nuovi segmenti di mercato.

Utilizzando gli strumenti giusti è possibile individuare e identificare i nuovi trend nel settore merceologico di interesse. Con il web listening è possibile guardare nel futuro e impostare la propria strategia di comunicazione e vendita sui vettori giusti in anticipo rispetto alla concorrenza: avere un feedback dall’utenza o analizzare i comportamenti in rete di un determinato target di persone può far individuare aree di mercato ancora ‘vuote’ o far emergere una domanda che non ha incontrato un’offerta adeguata.

C) Il web listening può aiutare a migliorare la fidelizzazione dei clienti

Più si ascolta, più si può ottenere un alto grado di fidelizzazione dei propri clienti e quindi si può lavorare per migliorare la propria efficienza attraverso una approfondita conoscenza dei loro comportamenti e delle loro preferenze. Bisogna essere capaci infatti di immaginare la vendita di un prodotto come una strada a doppia corsia di marcia: la chiave per costruire una buona relazione business-cliente è infatti la reciprocità. Un cliente fidelizzato tenderà a restituire feed-back sui prodotti e i servizi che acquista e ad apprezzare le aziende che dimostrano di prenderlo in considerazione. In questo modo si può accrescere anche l’engagement dei clienti sui social e sul web, e migliorare le proprie brand awareness e brand reputation

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Web listening: conoscere per agire

Usare lo strumento del web listening significa in sostanza mettersi in condizione di conoscere per valutare con maggiore intelligenza come agire nel proprio business.

In una prima fase, quella del web monitoring, verranno raccolti dati relativi alle mention, ai like, il sentiment, le condivisioni sui social, le citazioni sui blog e nei forum per capire il livello di engagement del brand sui social e nel web.

La seconda fase invece è quella dell’analisi qualitativa, necessaria per comprendere i modelli di diffusione dei contenuti, l’evoluzione del mood e del sentiment manifestato dagli utenti, cercare di individuare i temi che fanno più discutere e le ragioni che li sostengono. Infine sarà necessario anche individuare gli influencer, anche per capire come intervenire in futuro per migliorare la propria strategia di web markenting.

In questo modo è possibile intervenire sia per correggere le strategie di marketing nel lungo periodo, sia nel breve periodo per rivedere messaggi, banner, pay-off che possono generare un sentiment negativo o non essere adeguatamente compresi, sia nell’immediato per attivare efficaci azioni di crisis management nei momento in cui la web reputation dell’azienda è minacciata.

Non sottovalutare il web-listening: agisci per raggiungere e accrescere i tuoi obiettivi di vendita

L’utilizzo di questi strumenti di analisi digitale può aprirti le porte della solidità: una buona strategia aziendale non rincorre soltanto obiettivi immediati ma mette in condizione il proprio brand di avere un successo duraturo nel tempo e solido nel rapporto con i propri clienti. Con il web listening puoi migliorare il tuo web e social media marketing: perché non farlo? Puoi affidarti con tranquillità a noi di Mg Group Italia, innovativa web agency a Modena, che con la nostra esperienza e la pluralità delle nostre competenze nel mondo del marketing digitale sapremo rispondere ad ogni esigenza e declinare con efficacia i tuoi obiettivi aziendali. Lo abbiamo già fatto con decine di aziende, di diverse dimensioni. Contattaci e studieremo per te un piano personalizzato e pensato sui bisogni del tuo brand.

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