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Franchising economici, un’opportunità di crescita professionale

I franchising economici sono di certo una grande opportunità, soprattutto in questi ultimi tempi di incertezza e crisi dovuta alla pandemia da Covid-19. Il trend è in forte crescita e il mercato apre le porte a moltissime persone anche dai 25 anni su. Avviare un’attività in proprio è il sogno di molti e questo è possibile grazie all’affiliazione ad un brand o ad un marchio noto che chiede un piccolo investimento iniziale, ma taglia di molto i costi rispetto all’aprire un’attività commerciale da zero. I rischi d’impresa, infatti, sono ridotti e l’attività, grazie al sostegno della casa madre diventa redditizia in un tempo davvero molto breve.

Franchising economici: come è possibile?

Aprire un’attività con spese ridotte è il sogno di molti e il franchising è la perfetta soluzione per realizzare questa apertura e vedere risultati positivi senza attendere molti anni.

Tra i tanti vantaggi di questa soluzione, a cui molti si stanno affidando, ci sono la formazione che il brand fornisce agli affiliati, il fatto di vendere un servizio o un prodotto già noto, di cui le persone parlano e ne conoscono già pregi. C’è autorevolezza e non si entra nel mercato pieni di incognite ma con un piano ben preciso, studiato insieme al marchio con cui ci si intende affiliare. Grazie al franchising, insomma, si è operativi praticamente sin da subito.

Nel campo dei servizi, poi, ci sono diverse attività che non richiedono sedi fisse, né la gestione di magazzino. In questo senso si può aprire un franchising senza negozio perché la sede potrà essere anche la propria casa. Ne sono un caso gli e-commerce che non necessitano di un posto fisico in cui svolgere l’attività, a diretto contatto con le persone. Dopo aver realizzato il sito web, infatti, si può iniziare subito a vendere i prodotti e la base d’appoggio per la merce del magazzino potrebbe essere anche una stanza della propria abitazione oppure il garage.

Rimanendo nel campo dei servizi, anche il marketing e la comunicazione sono attività che non hanno bisogno per forza di un contatto diretto con i propri clienti. L’ufficio può essere ricavato, anche in questo caso, all’interno una stanza della propria casa che però, per conferire autorità e permettere a questa attività di trasformarsi un perfetto franchising, ha bisogno di un numero di telefono (meglio sia fisso che mobile), un pc, un tablet e una buona connessione Internet.

Anche in questo scenario, ci si può affiliare ad un marchio riconosciuto che sia in grado di offrire un ottimo biglietto da visita al professionista.

Franchising: la soluzione ideale se lavori nella comunicazione e nel marketing

Oggi come oggi la competizione nel mondo della comunicazione e del marketing è molto alta e può risultare parecchio difficile emergere in un settore quasi saturo di validi professionisti.

In questo senso, allora, decidere di affiliarsi ad un’azienda nota, meglio ancora se in tutta Italia e con alle spalle diversi casi di successo documentabili, può essere la soluzione perfetta per crescere e incrementare il proprio fatturato.

Abbiamo visto che sono molti e diversi gli elementi che contraddistinguono un franchising di successo e che vanno considerati nel momento in cui decidi di lavorare in questo modo. Lavorare nel mondo della comunicazione non è facile, ma lo è decidere di affiliarsi con una web agency. Una cosa che puoi realizzare anche grazie al nostro programma di Franchising Mg Group.

Si tratta di una soluzione che abbiamo studiato appositamente per chi lavora nel mondo del marketing e della comunicazione e non si vuole accontentare. Grazie al nostro programma, infatti, puoi lavorare sul tuo territorio ed offrire ogni tipo di servizio grazie al nostro supporto.

Se vuoi aderire avrai a disposizione un team qualificato di Mg Group Italia per lo sviluppo di siti web, la gestione di siti e-commerce, la creazione e la gestione campagne di advertising e di gestione delle pagine social network fino alla creazione di strategie di web marketing.

Come franchisee, inoltre, non verrai lasciato mai solo, ma formato per sviluppare le tue capacità organizzativo-commerciali e per implementare la tua rete inserendo venditori, procacciatori d’affari e agenti commerciali. Una soluzione perfetta che ti permetterà di aumentare i tuoi guadagni e ti aiuterà a coprire in maniera importante la zona che ti verrà affidata in esclusiva. Il tutto senza rinunciare al sogno di metterti in proprio e evitando grossi costi iniziali.

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Linkedin Newsletter, come funzionano e come sfruttarle

Sappiamo quanto Linkedin sia importante per un professionista o un’azienda; uno strumento utile per far conoscere ed affermare le proprie competenze oltre che per creare una rete di contatti unici che cercano contenuti di valore.

In questo senso, la newsletter integrata di Linkedin può essere fondamentale per aumentare la propria rete di contatti e creare contenuti interessanti per la comunità. Si tratta di un servizio che ora è disponibile per pochi utenti, ma che può accrescere la popolarità e l’autorità.

Cosa sono le newsletter di Linkedin?

Una newsletter su Linkedin non va considerata allo stesso modo di una newsletter pubblicata via mail. Questa non è altro che un insieme di articoli pertinenti che vengono pubblicati regolarmente sulla piattaforma e, in genere, che riguardano un argomento specifico. Questa funzione può dunque essere utilizzata per discutere circa un argomento professionale d’interesse.

Su Linkedin, infatti, un autore di newsletter può scrivere riguardo ad un tema o un argomento professionale di cui si interessa quotidianamente e i membri possono iscriversi per ricevere aggiornamenti non appena viene pubblicato qualcosa di nuovo. Ogni volta, infatti, che un utente pubblica una nuova newsletter le persone iscritte al canale ricevono subito una notifica, sia sull’app che via mail, in modo da aumentare le letture, le visualizzazioni, feedback e commenti in tempo reale.

Perché utilizzare le newsletter Linkedin per crescere nel proprio business

Le newsletter su Linkedin permettono, come i post e gli articoli, di aumentare la popolarità del brand grazie ad una strategia che ruota attorno a contenuti pertinenti, utili e ben ragionati. In questo senso, pubblicando con regolarità un contenuto via newsletter, si può creare una community forte ed essere una vera e propria fonte d’ispirazione. Non solo. Questo strumento aiuterà sia i professionisti che le aziende ad affermarsi come “esperti” del settore, ma anche aggiornare i membri circa novità relative all’attività.

Si tratta di uno strumento importante per un’azienda o un professionista? Sì, è di certo un’opportunità da cogliere al volo perché offre possibilità importanti, come nuove connessioni o collaborazioni lavorative senza contare la visibilità che si può ottenere. È un modo semplice e diretto per esporre agli utenti competenze o opinioni rispetto ad un tema, interagire con essi e rafforzare il proprio brand personale. Il tutto creando un nuovo modo per mostrare le proprie competenze.

Allo stesso modo un’azienda può utilizzare questo strumento per comunicare con i propri utenti e seguaci e sarà proprio il modo scelto per utilizzarla a far sì che sia possibile instaurare un intenso rapporto di fiducia. Inoltre, grazie ai pulsanti di condivisione è possibile condurre la comunità verso altri social (dove la strategia di comunicazione sarà differente) o portarli sul sito e ottenere traffico anche lì, magari coinvolgendoli con ulteriori approfondimenti (o promozioni speciali).

Rispetto alla newsletter tradizionale, quella di Linkedin, arriva ad un pubblico ancora più selezionato e può essere il terreno ideale per farsi notare o applicare nuove strategie di marketing. Per raggiungere lo scopo, però, occorre seguire accorgimenti come creare contenuti di valore e che possano essere utili alla comunità, oltre che coinvolgenti.

Creare una newsletter Linkedin: come si può fare

Chi ha l’opportunità di creare una newsletter su Linkedin può seguire alcuni consigli per ottenere il massimo da questo nuovo strumento. Innanzitutto occorre scegliere il nome della newsletter che deve essere allo stesso tempo corto ma anche facile, nel senso che le persone devono già sapere di cosa si parla e, quindi, cosa aspettarsi.

Per quanto riguarda il contenuto vero e proprio occorre fare una sorta di strategia con tanto di piano editoriale, indicando la frequenza di pubblicazione (sarà settimanale, bi-settimanale o mensile?), il taglio, i contenuti e il tono di voce.

Ultimo focus sulla scelta del tema per cui è sempre meglio scegliere un argomento di competenza che permetta di aumentare la fiducia dei membri nei propri confronti, ma soprattutto occorre creare contenuti di valore. Va infatti ricordato che questa è una piattaforma che collega i professionisti e molti di questi condivideranno le stesse conoscenze. Occorre quindi capire come si possono trovare contenuti nuovi e stimolanti, capaci di innescare nuove conversazioni.

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Perché utilizzare Linkedin e le nuove funzionalità per i professionisti

Linkedin, si sa, è uno dei social network più importanti per un professionista. Sbaglia chi lo crede solo un social dedicato a “trovare lavoro” perché Linkedin è uno strumento fondamentale per generare relazioni proficue tra professionisti.

Qui, infatti, oltre al proprio curriculum, si possono pubblicare contenuti utili e di valore per altri utenti, generando così discussioni costruttive per il mondo lavorativo. Per chi fa social marketing, ma anche per un’azienda, è importante costruire la propria presenza anche in questo mondo. Qui, infatti, ci si rivolge ad un pubblico mirato e da cui riceveranno attenzioni e commenti importanti.

Negli ultimi tempi anche Linkedin, come Facebook e Instagram del resto, si è modificato e ha aggiunto nuove importanti funzionalità che possono essere utilizzate per creare una rete di contatti interessanti e imporre il proprio valore in una comunità molto attenta.

Linkedin e le stories, cosa sono e perché servono ai professionisti

Le Linkedin stories stanno già suscitando moltissime attenzioni perché possono aumentare il tasso di engagement, anche in contesto professionale. In questo senso meglio concentrarsi sul realizzare contenuti di alto valore, in grado di mostrare in modo coinvolgente (ma senza esagerare) l’autorevolezza e la leadership del soggetto nel proprio settore professionale.

Ad oggi le stories, che appaiono nella parte superiore della homepage, possono essere visualizzate solo tramite app mobile e, come succede per Instragram, rimangono visibili solo per 24 ore e permettono di condividere contenuti di 20 secondi.

Come possono essere utilizzate?

Per far entrare, per esempio, le persone in azienda e permettergli di condividere un qualche momento lavorativo importante. Oppure per condividere alcuni suggerimenti, magari offerti dal responsabile delle risorse umane o, ancora, condividere posizioni di lavoro aperte e suggerimenti sul come candidarsi.

Linkedin e le videochat, novità da utilizzare nella propria strategia

Tra le altre novità di Linkedin da iniziare a scoprire e sfruttare c’è di certo anche la possibilità di avviare delle video chiamate direttamente dal proprio thread di messaggi. Una cosa che può essere fatta grazie alle piattaforme Microsoft Teams, BlueJeans (di Verizon) e Zoom.

Un vero passo in avanti per Linkedin che, grazie a questa implementazione, non solo aiuterà i professionisti a mantenere i contatti lavorativi ma, allo stesso tempo, gli permetterà di costruire anche rapporti meno informali.

Linkedin Events: cosa sono e a cosa servono

Dopo l’arrivo dei sondaggi, ultimamente Linkedin ha implementato anche le funzioni relative agli eventi, che permette ai membri di creare e condividere eventi con il proprio network. Un sistema utile se l’obiettivo è quello di costruire e migliorare le relazioni tra i diversi professionisti dando  loro la possibilità di partecipare ad eventi sia online che offline.

Utile poi il ragionamento che ruota attorno allo sviluppo della funzionalità legata agli eventi virtuali, che integra le feature degli eventi online con le pagine aziendali permettendo ai soggetti di condurre eventi in live streaming direttamente dalla pagina aziendale.

Linkedin, perfetto strumento per costruire la tua brand identity

Grazie a queste implementazioni, unite ad un layout sempre più pulito, snello e dinamico, Linkedin si candida ad essere lo strumento ideale per costruire la propria immagine da professionista.

Va ricordato, come prima cosa, che questo social è in piena espansione e sempre più professionisti creano una rete di contatti utili. Detto questo, Linkedin diventa la piattaforma adatta su cui pubblicare opinioni e successi legati al mondo del lavoro e dimostrare il proprio valore e la propria competenza in materia.

Ovviamente tutto concorre a costruire la propria immagine, quindi anche il singolo profilo di ogni professionista va curato nel minimo dettaglio, dalla foto profilo alla foto di copertina, fino alla descrizione lavorativa. Anche l’ultima implementazione, in cui Linkedin permette agli utenti di comprendere come si legge un nome e un cognome correttamente, è quell’accortezza in più che viene valutata positivamente da chi analizza un profilo Linkedin ed è in cerca di nuove e proficue collaborazioni.

In questo senso occorre sempre ricordare che ogni singolo contenuto che viene condiviso su Linkedin deve essere pensato e scritto con estrema attenzione per evitare di danneggiare la propria reputazione.

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Snapchat e la nuova funzione ecommerce

Non sempre Snapchat viene utilizzato nelle strategie di social media marketing di un’azienda. C’è però una nuova funzione che può far pensare ad un uso più ponderato e mirato di questo strumento: stiamo parlando dell’ecommerce.

Snapchat, come Facebook e Instagram, può essere davvero fondamentale per lo sviluppo di un qualsiasi business ed è l’ideale per chi sta cercando di connettersi con il pubblico in modo differente, magari arrivando anche ad un nuovo tipo di target. Vediamo come si può fare.

Snapchat, il social giovane

Nato nel 2011 grazie ad una fortunata idea di Reggie Brown, Evan Spiegel e Bobby Murphy, Snapchat è conosciuto in tutto il mondo per essere un social network dall’impronta giovane dedicata soprattutto ad un pubblico di adolescenti. Si tratta di un applicazione che si può scaricare sullo smartphone e permette agli utenti di condividere video e foto di breve durata (tutti i contenuti scadono infatti dopo 24 ore) ai soli follower.

Stiamo parlando di uno strumento dalle grandi potenzialità e che all’estero ha convinto anche i grandi brand che hanno sviluppato apposite strategie per dominare la rete. Il gioco è semplice: condividere contenuti freschi e veloci, dalla breve durata, ma allo stesso tempo di grande impatto, capaci di rimanere impressi nella mente delle persone.

Snapchat per ecommerce: come utilizzarlo al meglio

Le aziende che oggi vogliono utilizzare Snapchat per il loro ecommerce non possono fare a meno che inventarsi una strategia mirata in linea con questa piattaforma. Tutto questo sapendo sempre che questa app, stando agli ultimi dati, è utilizzata per la maggior parte da adolescenti e ragazzi.

Se questo è un target interessante allora occorre lavorarci su perché Snapchat può aprire nuovi ed interessanti scenari di vendita. Vero, infatti, che l’app permette di condividere video e foto per sole 24 ore, ma è altrettanto vero che qui si possono anche inviare messaggi, condividere stories, fare video in diretta e salvare anche i contenuti più interessanti in un’area privata.

In questo senso un’azienda può utilizzare il meglio di questa piattaforma e creare un nuovo business costruito su misura in base ad un target importantissimo: i giovani. Si possono utilizzare tutte le funzioni di Snapchat per creare micro storie, magari in brevi racconti in cui appaiono anche prodotti o servizi (un modo diverso di sponsorizzarli, insomma). L’importante, da tenere bene a mente, è che occorre sempre creare contenuti nuovi, freschi, impattanti e allo stesso tempo farlo utilizzando un linguaggio giovane e creativo.

Snapchat, vendere con le ads

Il passo successivo può essere quello di inserire annunci a pagamento all’interno delle stories degli utenti Snapchat in modo da indirizzare una persona a compiere un’azione (e quindi portarla verso una pagina web che offre e spiega un servizio) oppure dirottarla verso un e-commerce vero e proprio.

Un altro modo molto utilizzato dalle aziende è servirsi delle lenti sponsorizzate, ovvero degli annunci che compaiono solo quando le persone utilizzano un determinato filtro per modificare i loro video e le loro foto. Oppure, ancora, si possono sfruttare i geofiltri sponsorizzati quando gli utenti effettuato ricerche in zone definite (una soluzione che può essere utile ad aziende locali o catene che hanno punti vendita in posti specifici).

Snapchat, qualche idea per l’ecommerce

Snapchat può essere utilizzato anche indirettamente in un’attività di e-commerce aziendale. Ad esempio, un’azienda può prevedere concorsi e omaggi solo per i follower di Snapchat, oppure può utilizzare la piattaforma per effettuare un lancio di un determinato prodotto o servizio che riporta a sua volta alla pagina di un ecommerce o una landing page specifica.

Un altro suggerimento può essere quello di prevedere sconti e coupon esclusivi (meglio ancora se a tempo e con scadenza) dedicati al popolo di Snapchat e mostrare il “dietro le quinte” di un’azienda, magari nelle storie. Far vedere in anteprima i prodotti, le operazioni che stanno dietro ad uno shop digitale (ovvero far capire come si preparano le foto, come avvengono gli ordini, come si confezionano i pacchi,…) può essere perfetto per instaurare un rapporto e un legame duraturo con gli utenti.

Per vendere occorre poi mostrare i prodotti: un fatto da prevedere certamente nella strategia e nel piano editoriale. Snapchat, grazie al grande spazio che dedicata a video e foto, può essere la piattaforma giusta per far vedere sia ai potenziali clienti che agli utenti già acquisiti non solo le anteprime, ma anche gli ultimi arrivi oppure i prodotti disponibili. Grazie al video poi il prodotto si può vedere meglio: utilizza quindi tutti gli strumenti per evidenziare i particolari.

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Franchising di successo, quali sono gli elementi che lo caratterizzano

Oggi aprire un franchising può essere la soluzione ideale per chi ha una bella idea e per chi vuole entrare nel mercato riducendo al massimo i rischi. Tutto questo, ovviamente, contando anche sui vantaggi di avere un brand forte alle spalle che può essere sempre di grade supporto e trasferire il proprio sapere all’affiliato.

Ora la domanda è: come si può ottenere un franchising di successo?

Vediamolo subito.

Franchising, consigli utili per il tuo successo

Quando un neo imprenditore ha un’idea di business, e sta pensando alla possibilità di affiliarsi ad un brand per realizzare il proprio sogno, deve tenere bene a mente a diversi punti perché la sua attività sia di successo.

Innanzitutto, occorre scegliere un brand conosciuto, con ottime recensioni, dai prodotti o servizi di valore. Insomma: meglio scegliere di affiliarsi ad un marchio che gode di un’ottima brand reputation. Questo significa, come abbiamo anticipato, scegliere chi può fornire gli strumenti giusti, trasmettere la formazione migliore e una conoscenza di valore. Meglio scegliere un brand noto e di cui la gente si fida rispetto ad un’azienda poco conosciuta e che ha, magari, ricevuto anche recensioni negative.

In questo modo non solo si acquisiscono le giuste competenze per affrontare la concorrenza sul mercato ma si può acquisire anche una clientela già solida, arrivando a percepire le informazioni e le preferenze di acquisto. Ci sono poi anche altri fattori da considerare come il Roi, ovvero il ritorno sull’investimento. Un dato che permette di valutare se l’affiliazione sta procedendo nel migliore dei modi.

Considera il mercato

Per il successo di un franchising, oltre a considerare la brand reputation del marchio, vanno determinate anche le condizioni del mercato e del settore economico in cui si è scelto di operare.

Ad esempio, se hai deciso di investire sulla comunicazione possiamo dirti che questo è un settore in forte ascesa. Visti gli ultimi tempi, poi, c’è stata una crescente richiesta relativa agli e-commerce. La tendenza, infatti, oggi è quella di vendere online e promuoversi attraverso i social e la rete. Questo vuol dire che c’è una fetta di mercato che si può sfruttare e che può generare interessanti fonti di guadagno.

Come fare per avere successo in questo settore? Proponendo servizi di alta qualità e al giusto prezzo, facendo conoscere i tuoi lavori, offrendo una serie di pacchetti speciali su misura e personalizzati in base alle esigenze dei clienti. Diversificarsi e ideare strategie diverse per ogni cliente è un bel punto di vantaggio, soprattutto se ci si presenta come affiliati di un’agenzia di marketing di successo.

Ovviamente, questo vuol dire avere le spalle coperte e, per quanto riguarda questo settore, essersi affiliati con una agenzia nota e che gode di un’ottima brand reputation ha certamente i suoi vantaggi. Non solo alla base c’è un format collaudato e testato, ma c’è anche un intero team a disposizione che può rispondere alle esigenze di mercato e dei tuoi clienti. Inoltre, il tuo biglietto da visita parte già con una marcia in più: il marchio di un’azienda che lavora bene e che è riconosciuta a livello nazionale. Tutto questo aggiungendo, poi, anche la formazione e il trasferimento delle conoscenze: condizione indispensabile per avviare un’attività di successo e redditizia.

Un bel vantaggio, no?

Franchising per la tua web agency

Abbiamo fatto l’esempio di aprire un franchising nel mondo della comunicazione e del marketing. Se lavori in questo settore e hai pensato di investire in un’attività tutta tua puoi, per esempio, cercare franchising dedicati alle web agency come il Franchising Mg Group.

Una soluzione che ti permette di lavorare sul tuo territorio ed offrire ogni tipo di servizio grazie al supporto di un’azienda nota nel mondo della comunicazione e del marketing come Mg Group Italia. Una realtà che ti mette a disposizione il suo team per lo sviluppo di siti web, la gestione di siti e-commerce, la creazione e gestione campagne di advertising e di gestione delle pagine social network fino alla creazione di strategie di web marketing.

Il franchisee, inoltre, non viene lasciato mai solo ma formato per sviluppare le proprie capacità organizzativo-commerciali e implementare la propria rete inserendo venditori, procacciatori d’affari e agenti commerciali in modo da coprire in maniera importante la zona affidatagli in esclusiva.

Ad oggi siamo gli unici player sul mercato che hanno azzerato completamente i costi fissi. Chiediamo solamente la fee di ingresso e fatto questo ti liberi di tutti i costi fissi tipici di una web agency tradizionale che, come avrai valutato, sono davvero molto alti.

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Google Maps: arrivano i messaggi per negozi e aziende

Gli utenti di Google Maps da sempre utilizzano primariamente l’app per avere informazioni su come raggiungere fisicamente luoghi sparsi sul Globo Terrestre. Col tempo però, la piattaforma è diventata un vero e proprio prontuario per scoprire giorni e orari di apertura, dati di contatto nonché le recensioni dei clienti di negozi e aziende individuabili sulle mappe.

Tuttavia, per entrare in contatto con un’attività commerciale fino ad oggi era sempre stato necessario abbandonare l’app per affidarsi a servizi di messaggistica esterna. Da oggi, Google risolve questa disfunzione, integrando dentro Maps una piccola piattaforma di messaggistica che servirà agli utenti per richiedere informazioni direttamente ai gestori delle strutture.

La novità era stata anticipata dall’azienda di Mountain view nei mesi scorsi ma fino ad oggi era stata fatta provare in versione beta solo in alcuni paesi. Adesso il servizio sembra confermato e in arrivo a breve sugli smartphone  con sistemi Android e iOS.

Smartphone da cui escono in modo scomposto molte lettere colorate

Smartphone da cui escono in modo scomposto molte lettere colorate

Messaggistica di Google Maps: guida per gli utenti

La nuova funzione di messaggistica figurerà nell’App con la dicitura “Messaggi” e verrà inserita nel menù a tendina che compare sulla sinistra dello schermo, sia su smartphone che su PC, quando si clicca sulla localizzazione di un’attività commerciale sulla mappa.

Pare che per avviare la conversazione, per gli utenti sarà sufficiente fare swype da sinistra verso destra. Cliccando invece sull’icona “Messaggi”, si aprirà una sorta di storico delle conversazioni in cui l’utente potrà visualizzare tutte le comunicazioni intercorse con l’attività commerciale.

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La nuova sezione di Google Maps non avrà quindi l’aspetto di una piattaforma di messaggistica istantanea, come del resto non ne ha lo scopo. Infatti, poiché i messaggi scambiati con negozi e aziende saranno di natura tecnica e informativa, si presume che le persone usufruiscano di questa funzionalità prima, o comunque in differita, rispetto all’uso di Maps come navigatore. “Messaggi” assomiglierà dunque più ad una casella di posta collegata a filo diretto con le attività commerciali.

Grazie a “Messaggi” potremo scoprire comodamente da casa e soprattutto direttamente su Google Maps, se i nostri negozi preferiti fanno promozioni o se hanno riassortito un prodotto che ci interessa, se fanno aperture straordinarie o se accettano animali e così via.

Indiscrezioni parlano della possibilità, in futuro, di poter “seguire” le attività commerciali direttamente sull’App per sapere in tempo reale degli sconti o delle offerte a tempo limitato riservate a chi usa l’app di Google.

Uomo che con due mani regge uno smartphone illuminato

Uomo che con due mani regge uno smartphone illuminato

Messaggistica di Google Maps: guida per le aziende

Sull’altro versante, le aziende che vorranno interagire con i propri clienti grazie a questo nuovo strumento, dovranno scaricare la nuova applicazione Google My Business, per registrare la propria attività ed abilitarla alla ricezione di questo tipo di messaggi. In questo modo i negozi verranno indicizzati sul motore di ricerca direttamente con il pulsante per i messaggi integrato.

La comodità di “Messaggi” di Google Maps sta anche nel fatto che non è necessario per le aziende possedere un sito internet preesistente per ottenere questa funzione. Basterà che il gestore dell’attività scarichi sul proprio smartphone Google My Business e colleghi la sua attività al proprio profilo Google.

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Inoltre, Google sta aggiornando l’applicazione lato business per consentire agli imprenditori o ai proprietari di locali di creare sull’app una loro piccola scheda sull’attività che consenta di visualizzare delle particolari promozioni, aggiornabili ogni giorno.

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Una Strategia di Marketing sempre efficace: la Unique Selling Proposition per differenziarsi dalla concorrenza

La Unique Selling Proposition, traducibile come “argomentazione esclusiva di vendita“, è un concetto che sta alla base della teoria pubblicitaria ideata da Rosser Reeves negli anni ’40. In breve, l’USP è una frase che spiega cos’è che caratterizza il tuo prodotto/servizio che lo rende unico e, di conseguenza,  attraente agli occhi del consumatore.

L’USP è un concetto di Marketing a Risposta Diretta, ovvero una forma di Marketing Elementare, che è in grado di dare una risposta immediata alle necessità del consumatore.

Negli ultimi anni, però, si è messa in dubbio l’efficacia dell’USP nel Marketing contemporaneo, così come quella della leva del “Reason Why“. Niente di più sbagliato: La Unique Selling Proposition è una strategia che ancora oggi funziona e aiuta a differenziarsi dalla concorrenza.

Zoom su unico omino giallo sorridente

Lente di ingrandimento in primo piano con zoom su omino giallo sorridente in una fila di omini grigi tristi

Perchè USP e Reason Why sono ancora fondamentali

Il concetto di “Reason Why” è strettamente connesso a quello di USP. È “la ragione per la quale” un consumatore dovrebbe comprare proprio il vostro prodotto e risponde ad un’esigenza elementare della psiche umana, quella di dare una spiegazione razionale a qualsiasi azione.

Perciò, è impossibile dire che questo concetto, alla base del processo di acquisto nella mente del consumatore, non funzioni più. La scelta di una persona di spendere denaro per un prodotto o servizio è sempre condizionata da un’impulso emotivo, che ha poi però bisogno di essere giustificata a livello razionale. La Reason Why fornisce tutte le motivazioni che provano la veridicità del messaggio promozionale, o meglio, dell’USP.

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L’USP è in grado infatti di comunicare al consumatore l’unica e fondamentale cosa che gli interessa e che, di conseguenza, ricorderà. Spiega cioè il perché il tuo prodotto o servizio risolve i suoi problemi, esaudisce i suoi desideri o soddisfa i suoi bisogni. Questa sarà la spiegazione, la “Reason Why”, dell’acquisto.

Concetti “primitivi” del Marketing come Unique Selling Proposition e Reason Why risultano dunque essere non solo concetti ancora utili, bensì pilastri fondamentali nel processo di costruzione di una campagna promozionale.

 

Ombrello giallo su sfondo di cielo e ombrelli in bianco e nero

Ombrelli in bianco e nero su sfondo di cielo nuvoloso con focus su ombrello giallo

Le critiche alla Unique Selling Proposition che non stanno in piedi

Appare evidente già da quello che abbiamo anticipato che le attuali critiche verso il funzionamento dell’USP risultano sterili e irragionevoli. Esse si fondano principalmente sull’idea che essendo il mercato di oggi pieno di concorrenti che puntano a svalutare a affossare gli altri, ciò che diventa importante è come tu riesca a differenziarti rispetto a loro per primeggiare e vendere di più. In pratica, focalizzano la loro attenzione esclusivamente sul Posizionamento del Brand anziché sul reale motivo che li spinge a fare marketing, ovvero il loro prodotto.

L’USP e il Brand Positioning sono due concetti divergenti: FALSO

Il primo punto su cui le critiche risultano particolarmente inadeguate è il mettere l’USP e il Brand Positioning in contrapposizione. Infatti, sia l’uno che l’altro servono per comunicare ai clienti la tua promessa di vendita. Si può dire dunque che i due concetti hanno molti punti in comune e sono interconnessi tra loro; la principale differenza è ciò su cui focalizzano la loro attenzione.

  • L’USP è uno strumento nato in un periodo in cui la concorrenza non era agguerrita come oggi poiché il mercato lasciava scoperte molte nicchie: parlare esclusivamente dell’unicità del prodotto/servizio che vendevi era sufficiente per entrare nella mente del consumatore come risposta ai suoi bisogni.
  • Il Brand Positioning è invece un concetto nato in epoca più recente, dal momento in cui prodotti offerti e aziende concorrenti hanno iniziato a comparire sul mercato in gran numero e in poco tempo. Il focus del posizionamento si è spostato dunque sulla concorrenza: il punto di partenza diventa la comunicazione avversaria. Tu dovrai andare ad occupare il posto che il concorrente ha lasciato scoperto e differenziarti per essere l’unico del settore a produrre un certo prodotto/servizio e risolvere uno specifico problema del consumatore.

L’altra differenza è sulle tempistiche: se l’USP, essendo uno strumento di Marketing a Risposta Diretta ha effetti verificabili nel breve periodo, il Brand Positioning impiega più tempo per avere efficacia e ha obiettivi  a medio-lungo termine.

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L’USP non funziona in un mercato altamente concorrenziale: FALSO

L’errore in questo ragionamento sta nel non capire che nella definizione stessa di USP risiede il concetto di differenziazione. Ricordiamo infatti che secondo il suo ideatore, Reeves, l’USP deve rispettare tre criteri principali

  1. Deve dire all’acquirente: “Se compri questo prodotto, otterrai questo specifico beneficio“,
  2. Deve proporre qualcosa di diverso da ciò che offrono i tuoi concorrenti o qualcosa che loro non possono offrire
  3. Deve avere così tanta efficacia da riuscire ad attirare nuovi clienti verso il tuo prodotto/azienda.

Noi aggiungiamo un quarto punto, che è un cardine della comunicazione aziendale, ma che tuttavia non è mai scontato:

4. Devi idearlo avendo in mente il tuo potenziale cliente e ciò che interessa a lui

In poche parole, l’USP è la base per costruire tutta la tua Strategia di Marketing, perché è il modo più diretto e immediato di avvantaggiarti nel posizionamento sul mercato e dunque, di avere una possibilità di vendere più degli altri.

Diventa dunque uno strumento di differenziazione anche e soprattutto in un mercato altamente competitivo.

 

Lavagna con disegno di strategia

Lavagna con disegno di lampadine gialle sommato a disegno di ingranaggi colorati che sono uguali a un grafico in crescita

L’USP come strumento del Brand Positioning che sfida la concorrenza

L’evoluzione dei mercati ha fatto crescere ed evolvere l’USP, che si adatta perfettamente alle necessità di un mercato globale, concorrenziale e in rete. Questo strumento “primitivo” per gli impulsi che scatena nei consumatori, ha un valore particolare se considerato in una strategia più amplia in funzione del Brand Positioning.

Si potrebbe dire che l’USP rende operativo e funzionante nel breve termine il Brand Positioning. Questo perché, quando si utilizzano strategie di Marketing a Risposta Diretta, si comunica il proprio messaggio differenziante in modo immediato ed impattante e si mettono i propri fattori di unicità costantemente davanti agli occhi dei propri clienti.

E quelli che sono già tuoi clienti, che dunque seguono il tuo Brand e conoscono sia i tuoi prodotti che la tua Immagine Aziendale, si sentiranno ribadire continuamente perché proprio il tuo brand è perfetto per loro. È in questo modo, come “effetto secondario” di tante azioni di Marketing a Risposta Diretta, che realizzerai Brand Positioning.

Viceversa, si può dire che mentre costruisci la tua Immagine Aziendale e ti affermi come occupante di una certa nicchia di mercato, spingi le persone a fare costantemente qualcosa, nello specifico, a consumare il tuo prodotto.

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Il pessimo 2018 di Facebook

L’anno appena trascorso è stato per Facebook tutt’altro che idilliaco: scandali, errori grossolani e ingenti cali in borsa hanno fatto tremare il re dei Social Network.

Il suo fondatore, Mark Zuckerberg, ha scritto un lungo post sulla sua bacheca personale, per riassumere il lavoro svolto e i traguardi raggiunti dal suo punto di vista. Quello che ne è venuto fuori, è stata una lista di azioni realizzate dall’azienda che ha suscitato non poche critiche.

Uomo che indica logo di Facebook

uomo iconizzato che indica logo di facebook

Cosa ha fatto di buono Facebook nel 2018 secondo Mark Zuckerberg

Nel messaggio a cuore aperto ai suoi follower, e per questo al tempo stesso consumatori del suo prodotto, Zuckerberg ha aperto il discorso dichiarando che ci sono state diversi risultati conseguiti dalla sua azienda nel 2018 a renderlo orgoglioso, fra le quali

  • Prevenire le interferenze elettorali
  • Fermare la diffusione dei discorsi d’odio e la disinformazione
  • Essere certi che gli utenti abbiano il controllo delle proprie informazioni
  • Assicurare che i nostri servizi migliorino il benessere delle persone

In questa prima parte del suo discorso, il punto che ha suscitato più critiche è stato indubbiamente quello che riguarda la sicurezza per gli utenti di avere l’esclusiva conoscenza delle proprie informazioni.

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A partire dallo scandalo di Cambridge Analytica, seguito poi da numerosi altri casi di diffusione illecita dei dati personali degli utenti, Facebook ha risentito di un grosso calo di popolarità, perdendo utenti e sostanziose quotazioni in borsa.

Prevenendo in un certo senso le critiche che gli sarebbero poi arrivate, Zuckerberg affronta di petto la questione delle sicurezza delle informazioni. Ci dice che:

  • È stato ridotto il numero di informazioni a cui possono accedere app esterne
  • Sono stati indetti nuovi controlli per il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati  (GDPR)
  • È stato chiesto ai singoli utenti di controllare le proprie impostazioni sulla privacy
  • Sono state ridotte alcune delle informazioni di terze parti usate negli annunci pubblicitari
  • È nato uno strumento di “Cronologia Esplicita” che offrirà alle persone maggiore trasparenza nella cronologia della loro navigazione
  • Continua lo sviluppo di servizi di messaggistica e condivisione criptati e effimeri

 

Loghi di Facebook sovrapposti

Loghi di Facebook sovrapposti

La lotta di Facebook alla disinformazione e ai contenuti dannosi

Interessante è però anche l‘attenzione che Mark Zuckerberg riserva alla questione della disinformazione, altro grande cruccio del suo Social Network di punta. Alcune delle iniziative più importanti:

  • Sono stati costruiti sistemi di intelligenza artificiale per identificare e rimuovere automaticamente i contenuti relativi al terrorismo, ai discorsi di incitamento all’odio e altri contenuti dannosi 
  • È stato migliorato il News Feed in modo che mostri solo contenuti attendibili
  • È in corso lo sviluppo di sistemi per ridurre automaticamente la distribuzione di contenuti borderline, che riguardano sensazionalismo e disinformazione.
  • Sono state triplicate le dimensioni del team di revisione dei contenuti per gestire casi più complessi che l’IA non può giudicare e costruito un sistema di appelli per quando vengono prese decisioni sbagliate.
  • È stata avviata una collaborazione con i governi (per prima, la Francia), per stabilire norme efficaci sui contenuti per le piattaforme Internet.

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Insomma, dalle parole del suo fondatore, sembra che Facebook si sia dato molto da fare per riempire le sue falle. I numeri in caduta libera, però, non sono d’accordo con lui.

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La Fatturazione Elettronica B2B: un’occasione per snellire e risparmiare

Dopo il successo dell’introduzione nel marzo 2015 della fatturazione digitale nella Pubblica Amministrazione, dal 1 gennaio 2019 è diventato obbligatorio l’utilizzo della Fattura Elettronica anche per i privati. Ciò significa che dall’inizio di quest’anno, l’emissione della fattura in formato cartaceo non è più valida e dunque l’eventuale documento si considera come non emesso.

Ad essere interessati a questo nuovo regime di fatturazione saranno circa 5 milioni di partite IVA (ad eccezione dei contribuenti a Regime Forfettario e di quelli a Regime Minimo), non solo nelle loro collaborazioni professionali con le PA ma anche con altri privati, in quello che viene definito rapporto commerciale “Business to Business” (B2B).

Con l’introduzione della fatturazione elettronica per (quasi) tutti, la stima di risparmio per il nostro Paese è notevole. Se l’intero sistema funzionasse alla perfezione (anche se in Italia, per sua natura, potrebbe volerci diverso tempo perché tutto si adegui) si ipotizza un beneficio raggiungibile di circa 60 miliardi di euro all’anno, da investire nel recupero di competitività per l’intero Sistema Paese.

Smarphone che mostra una fattura elettronica posato su cartelle di documenti

Smarphone che mostra una fattura elettronica posato su cartelle di documenti

Cos’è la Fattura Elettronica B2B

Innanzitutto, chiariamo che con “Fatturazione Elettronica” si identifica l’intero processo digitale che genera e gestisce le Fatture nel corso del loro ciclo di vita: dalla generazione, all’emissione/ricezione, fino alla conservazione (che per norma è di 10 anni). Si distinguono poi le Fatture emesse verso una PA e quelle destinate invece alle imprese.

In particolare, le Fatture Elettroniche B2B, secondo il quadro legislativo, possono essere di tre tipi differenti:

  1. Analoghe alle Fatture emesse verso la PA, dunque a loro volta obbligatoriamente:
    • Firmate digitalmente
    • Compilate in formato strutturato con linguaggio standard (chiamato XML “Tracciato FatturaPA”)
    • Conservate in forma digitale a norma, con l’apposizione di un’ulteriore firma digitale e una marca temporale della durata di 10 anni sull’archivio elettronico delle Fatture
  2. Inviate via EDI (Electronic Data Interchange), non necessariamente firmate, ma in formato strutturato e conservate a norma
  3. Semplicemente “non cartacee”, non necessariamente firmate né redatte in formato strutturato

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Nell’ottica dell’intero Sistema Paese, tuttavia, per arrivare a godere effettivamente dei benefici della Fatturazione Elettronica è necessario che tutte le Fatture Elettroniche siano in formato elaborabile dai sistemi informativi (senza alcun intervento manuale di inserimento di dati). Perciò, la forma più efficace di Fatturazione Elettronica è quella del primo tipo, che prevede la costruzione di un processo digitale per la generazione, l’emissione, la ricezione, la gestione e la conservazione delle Fatture.

Per diffondere la Fatturazione Elettronica tra le imprese italiane, sono anche stati previsti dal decreto fiscale 127/2015  incentivi fiscali per chi la utilizza: chi ricorre alla Fatturazione Elettronica nel B2B può infatti evitare l’invio trimestrale dei dati IVA (attiva e passiva) previsto dal decreto 193/2016.

Evidenziamo, brevemente, quali sono le caratteristiche che rendono la Fattura Elettronica un ottimo strumento di gestione finanziaria:

  • Costituisce un documento fondamentale e unificato nelle relazioni con i partner commerciali
  • “Spalanca le porte del pagamento”, nel senso che l’emissione di Fattura Elettronica certifica tutti gli scambi commerciali B2B
  • Ha valore fiscale
  • È utilizzabile come documento valido per ottenere finanziamenti;
  • Ha un importante valore giuridico garantito dalla Direttiva 2014/55/UE del 16 aprile 2014
Mani di donna con calcolatrice davanti a un pc poggiato su un tavolo con bicchiere e cartella arancione

Mani di donna con calcolatrice davanti a un pc poggiato su un tavolo con bicchiere e cartella arancione

Il Sistema di Interscambio (SDI), che agirà come principale attore nel processo di fatturazione elettronica, è il sistema informatico gestito dall’Agenzia delle Entrate che si occuperà di controllare e recapitare le Fatture emesse in formato digitale. Proprio il suo utilizzo garantirà 5 importanti vantaggi per le imprese.

I 5 principali vantaggi della Fatturazione elettronica B2B

1. Semplificazione Amministrativa e Fiscale

La gestione delle Fatture Elettroniche tramite il SDI, consentirà un sostanziale snellimento burocratico e agevolerà l’Agenzia delle Entrate nel controllo dei flussi di fatturazione, per cui sarà possibile ridurre le tempistiche dai precedenti 18 mesi di verifica delle fatture cartacee, agli attuali 3 mesi stimati.

2. Risparmio dei Costi e dei Tempi di Fatturazione

Secondo i rilevamenti del giugno 2018 dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e eCommerce B2B della School of Management del Politecnico di Milano, sia le grandi aziende italiane che le PMI guadagneranno dal passaggio alla fatturazione elettronica. Il beneficio per imprese che producono/ricevono un volume di Fatture superiore alle 3.000 annue, si assesta tra7,5 e gli 11,5 euro a fattura, mentre per quelle che fatturano meno, il risparmio è tra 1,8 e 3,7 euro l’una. Questi vantaggi derivano principalmente da risparmi legati alla riduzione dell’impiego di manodopera per attività di stampa e imbustamento, gestione della relazione con il cliente e gestione della conservazione degli archivi cartacei delle fatture.

3. Incentivo alla Digitalizzazione dei Processi Amministrativi delle aziende

L’introduzione della Fatturazione Elettronica aiuterà ad innescare un “effetto domino” all’interno della struttura aziendale. L’implementazione del nuovo gestionale per la Fattura Elettronica, darà modo alle imprese di avviare processi di smaterializzazione e digitalizzazione di altri documenti dell’azienda, nell’ottica di migliorare l’efficienza organizzativa attraverso una “rivoluzione digitale”.

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4. Stimolo a trovare tecniche innovative nella gestione finanziaria della Supply Chain

Sempre secondo l’Osservatorio Fatturazione Elettronica B2B del Politecnico di Milano, l’introduzione della fatturazione elettronica consentirà di risparmiare per ogni ciclo intero ordine-pagamento, tra i 25 e i 65 euro. Questo fungerà da stimolo per la ricerca di soluzioni innovative che consentano una gestione più efficace ed efficiente dell’intera Supply Chain.

5. Lotta all’evasione fiscale

Secondo le stime del DEF (Documento di Economia e Finanza) 2018, con la Fatturazione Elettronica si riuscirebbero a recuperare in un solo anno, ben 13 miliardi di euro dalla riscossione dell’IVA fin’ora omessa dagli evasori fiscali. Ciò è possibile soprattutto grazie alla tracciabilità garantita dall’utilizzo del SDI da parte dell’Agenzia delle Entrate, che riuscirà a rintracciare gli errori e le omissioni in un tempo nettamente più breve rispetto al passato.

Al di là di questi vantaggi concreti e monetizzabili, il valore dell’introduzione della Fatturazione Elettronica B2B consiste, in sostanza, nel creare cultura digitaleSi rende oggi necessario far abituare le imprese del nostro Paese (storicamente lente e poco convinte nella digitalizzazione delle relazioni B2B)  a gestire tutti i documenti in ingresso o in uscita in formato elettronico elaborabile da sistemi standardizzati. L’Europa infatti pone la Fattura Elettronica al centro dell’evoluzione del suo Mercato Unico Digitale Europeo e i nostri imprenditori, oltre alle PA nazionali, devono essere promotori in prima persona del cambiamento.

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Come ottimizzare la tua pubblicità: i test A/B

Il test A/B non è nuovo per il settore del marketing digitale e gli esperti di marketing lo utilizzano da tempo per migliorare le campagne di comunicazione, su molti canali diversi dalle e-mail fino alle grafiche advertising, passando per le pagine dei siti web, soprattutto quando si tratta di landing page.

I test A/B di marketing sono incredibilmente potenti e particolarmente importanti per gli inserzionisti display. Ogni agenzia di comunicazione e web marketing dovrebbe farli sui suoi prodotti, eppure anche coloro che ne sono convinti e credono in questo strumento possono essere scoraggiati dalla lista apparentemente infinita di elementi testabili, soprattutto se si è alle prime armi e si è cominciato da poco ad usare questi strumenti. Non è facile sapere da dove iniziare, per questo noi di Mg Group Italia vi suggeriamo alcuni test che possono aiutarvi ad orientarvi in un mondo complicato ma entusiasmante.

Ecco alcuni test che possono essere realizzati rapidamente per iniziare. Sono test da svolgere su banner per gli annunci della rete dispaly, di adsense e adword. Servono a capire cosa serve sul terreno del web marketing, cosa funziona e perché alcuni annunci hanno prestazioni migliori di altri. 

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1. Inviti all’azione

Gli inviti all’azione sono uno degli elementi più importanti di qualsiasi annuncio banner. Anche se non stai ottimizzando i clic (e non dovresti farlo), avere un CTA (call to action) efficace può migliorare notevolmente il rendimento della tua campagna.

Il miglior CTA per il tuo pubblico potrebbe non essere quello che pensi. In alcuni casi, un CTA più forte, più aggressivo come “Acquista ora” o “Agisci veloce” può essere il più efficace. In altri casi, una chiamata più morbida come “Ulteriori informazioni” potrebbe risuonare di più. L’unico modo per scoprirlo è testare.

Testare il tuo CTA esistente contro uno completamente diverso è un semplice test che può farti conquistare importanti miglioramenti nelle prestazioni. Basta essere sicuri di lasciare tutto il resto del banner invariato, altrimenti, non sarai in grado di determinare quale elemento del tuo annuncio è responsabile del conseguente cambiamento nel rendimento.

2. Colori, immagini e sfondi

Esistono prove contrastanti circa l’opportunità di includere una foto, un elemento grafico o uno sfondo semplice come sfondo per gli annunci display.

Come di solito accade con la pubblicità di banner, non esiste una “risposta giusta”. Una fotografia potrebbe superare un elemento grafico, oppure una semplice texture o uno sfondo dai colori vivaci può superare entrambi. Lasciando immutato il testo, provare specifici elementi grafici di un annuncio può dare risultati impressionanti.

Se stai cercando un test più piccolo, puoi provare qualcosa di semplice come cambiare un colore di sfondo o anche il colore di un pulsante CTA.

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3. Proposta di titolo

I banner pubblicitari non includono molto testo. Dato il numero limitato di caratteri disponibili, in genere sei limitato a una proposta di titolo e al massimo due o tre slogan.

Se i tuoi banner sono incentrati sulla spiegazione della tuo titolo, testare leggere variazioni, anche senza modificare il messaggio principale, può comunque portare a notevoli cambiamenti nelle prestazioni.

Sebbene spesso la differenza di significato possa essere trascurabile, anche un piccolo cambiamento può far emergere un aumento delle visite alle pagine di destinazione.

4. Riduzione delle distrazioni

E’ molto facile cadere nella convinzione che un design accattivante incrementerà le conversioni, ma ciò non è sempre vero. La creatività non è tutto: una struttura dell’annuncio efficiente e diretta rende maggiori i benefit per una più  facile lettura, catturando l’attenzione del visitatore e trasmettendo rapidamente i valori ed i significati più importanti.

Quindi ad esempio fare un test tra due annunci contenenti un numero diverso di elementi potrà far emergere che quello più semplice è capace di far crescere il numero delle conversioni.

Che aspetti? Comincia i tuoi test A/B

Non c’è motivo di rimandare l’inizio dei test A/B. È una pratica molto semplice che può aiutarti a ottenere più valore da molti aspetti della tua attività, in particolare la visualizzazione. Se hai bisogno di aiuto e cerchi un’agenzia di professionisti che possa portare la tua azienda ad utilizzare i giusti strumenti puoi contattare noi di Mg Group Italia. Prendi informazioni, abbiamo conquistato la soddisfazione e la fiducia di molti clienti. Contattaci e ti offriremo una consulenza gratuita iniziale per darti i giusti elementi di valutazione. Che aspetti? Comincia i tuoi test e fai crescere il tuo fatturato!

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