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Instagram shopping: possibilità di acquisto diretto sul social

Instagram Shopping è il nuovo strumento del social network delle immagini che consente a Brand, imprese e business di qualsiasi settore di taggare i propri prodotti direttamente sui post del feed, proprio come si usa fare con l’username degli utenti Instagram.

Inizialmente disponibile solo negli Stati Uniti, dove ha registrato risultati sorprendenti, l’integrazione Shopping si è estesa a macchia d’olio anche negli altri Paesi, raggiungendo la nostra Penisola nel corso del 2019.

Anche se in funzione solo da poco tempo in Italia, quindi, Instagram shopping si è già contraddistinto come una delle migliori funzionalità dell’app a livello business.

Permettendo agli utenti Instagram di acquistare i prodotti direttamente da questo social network, infatti, è capace di aiutare le aziende ad aumentare le vendite e ad attirare più clienti potenziali sul proprio sito web, senza incontrare ostacoli…

Instagram Shopping: in cosa consiste?

Come si evince dal nome, la nuova integrazione della piattaforma social consente alle aziende di vendere i propri prodotti direttamente dall’app.

Basta, infatti, scegliere la foto che si desidera promuovere e taggare fino a cinque prodotti per immagine o venti prodotti per carosello.

Questo tipo di pubblicazione dà accesso ai dettagli del prodotto e al suo prezzo e mostra anche un link che porta gli utenti al sito Web, dove possono acquistare il prodotto.

Instagram Shopping: chi può utilizzare questa funzionalità?

I marchi, negozi o imprese che desiderano utilizzare questa funzione devono soddisfare i seguenti requisiti:

-avere un profilo aziendale

-avere una pagina su Facebook

-aver creato almeno nove pubblicazioni commerciali

-avere l’ultima versione dell’app Instagram

-vendere prodotti fisici da un sito Web ufficiale

-avere il proprio profilo Instagram collegato ad un catalogo di Facebook.

Instagram Shopping: come installarlo

Una volta soddisfatti tutti i requisiti, è possibile compiere il passo successivo: installare la nuova integrazione!

Per farlo basta semplicemente seguire i passaggi successivi che consentiranno di attivare questa nuova funzione sul proprio profilo business:

  • Andare alle impostazioni sul proprio account Instagram

  • Toccare la sezione shopping

  • Selezionare un catalogo prodotti

E il gioco è fatto!

Dopo averlo abilitato, sarà sufficiente caricare le immagini e taggare i propri prodotti sul post del feed, proprio come si usa fare con gli utenti del social network.

Per farlo, quindi, basterà toccare i prodotti che si desidera taggare, inserire i nomi e cliccare su invio.

Et voilà: i prodotti sono ora taggati! 🙂

Instagram Shopping: vantaggi per gli utenti

Questa nuova funzionalità è molto semplice per gli utenti, richiede solo un clic sul prodotto a cui sono interessati.

Le immagini che contengono collegamenti ai prodotti, infatti, includono un’icona “carrello”, situata nell’angolo in alto a destra dell’immagine.

Dopo aver fatto clic sull’immagine, il messaggio “tocca per visualizzare il prodotto” verrà mostrato in una piccola finestra.

Quando si tocca il prodotto, dunque, compare un pop-up con la foto del prodotto, un’opzione per acquistarlo ed altri dettagli relativi alla merce selezionata.

Cliccando su “acquista ora”, infine, Instagram porterà l’utente direttamente al sito Web del tuo Brand.

Il vantaggio principale? il cliente potenziale non sarà più obbligato ad andare in biografia per cliccare sul link di accesso al tuo sito Web per acquistare uno dei tuoi prodotti. In questo modo risparmierà tempo e non perderà l’entusiasmo di comprare dal tuo Brand!

Instagram Shopping: Vantaggi per le aziende

Se sei il titolare o il Ceo di un’azienda sarai senz’altro interessato a utilizzare questa nuova funzione che consente di avere accesso ad un inedito ed efficacissimo canale di vendita per il tuo business.

  • Potrai ottenere più traffico dal tuo account Instagram al tuo sito Web e monitorare le vendite che arrivano dall’app semplicemente inserendo un link all’interno del tuo e-commerce. I tuoi clienti potenziali, infatti, verranno reindirizzati direttamente alla pagina di prodotto del tuo sito web non appena toccheranno su “acquista ora”.

  • Questa semplificazione porterà ad un maggior numero di ordini: gli utenti sono, infatti, portati ad acquistare di più quando la procedura di vendita risulta più snella. Con Instagram Shopping, dunque, potrai aumentare le vendite e sapere esattamente quali provengono da Instagram!

  • Avrai a disposizione un’altra fonte di posizionamento sui motori di ricerca: è possibile che il tuo marchio non abbia un posizionamento SEO favorevole su Google. Ora puoi concentrare i tuoi sforzi su Instagram per ottenere un migliore posizionamento complessivo.

Conclusione

Fare acquisti su Instagram cambierà il modo di vendere per moltissimi brand, che avranno ora accesso ad una funzionalità capace di snellire il processo di acquisto per i propri clienti e clienti potenziali e di incrementare, in tal modo, il proprio fatturato.

Con Instagram Shopping una nuova vetrina si è aperta al mondo e cambierà anche il modo di fare marketing su Instagram.

Non conosci ancora Instagram Shopping? Che aspetti? 

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5 modi efficaci per utilizzare gli annunci di Facebook per aumentare le vendite

Se hai avviato un tuo business saprai quanto potenziale abbiano gli annunci di Facebook per la tua attività.

i Facebook ads, infatti, possono guidare il traffico verso i tuoi prodotti/servizi e trasformare i visitatori in clienti abituali.

Ma creare un annuncio efficace non è cosa semplice.

Molte aziende mettono rapidamente insieme un semplice annuncio, pensando di ottenere molto riscontro.

In realtà, ci vuole molto di più se vuoi davvero aumentare le tue vendite.

Perché utilizzare gli annunci di Facebook per aumentare le vendite?

Facebook ha oltre 1 miliardo di utenti attivi, il che significa che hai accesso a un numero incredibile di potenziali clienti di ogni estrazione sociale.

Facebook risulta, quindi, essere una delle migliori piattaforme per aumentare le tue vendite.

Se stai vedendo un certo ritorno sui tuoi annunci di Facebook – forse un paio di vendite al mese, ma nulla vicino al tipo di numeri che desideri o di cui hai bisogno – o se ti stai approcciando ai Facebook ads per la prima volta, sappi che esistono modi unici di utilizzo che ti permetteranno di fare fruttare i tuoi sforzi ed incrementare le vendite.

#1. 5 modi efficaci per utilizzare gli annunci di Facebook per aumentare le vendite: utilizzare annunci multi-prodotto

L’introduzione degli annunci multi-prodotto su Facebook ha fatto miracoli per molte aziende.

Con questo nuovo modello, puoi mostrare numerosi prodotti in un singolo annuncio, offrendo ai tuoi clienti la possibilità di trovare qualcosa che soddisfi le loro esigenze particolari.

L’opzione carosello ti dà, infatti, la possibilità di mostrare prodotti pertinenti, aumentando la probabilità che qualcuno acquisti, e puoi anche usare il modello per mostrare i numerosi vantaggi di un singolo prodotto (ricorda che le persone acquistano benefici).

In uno studio di Adobe, hanno scoperto che le aziende che gestiscono annunci Carousel hanno registrato un aumento del 50-300% delle percentuali di clic, una riduzione del 35% del costo per clic (a causa del maggiore coinvolgimento) e un costo per acquisizione più efficiente.

#2. 5 modi efficaci per utilizzare gli annunci di Facebook per aumentare le vendite: comunica la storia del tuo marchio

Sempre di più, i consumatori acquistano in marchi che condividono i loro valori e le loro prospettive di vita e, quando lo abbini al fatto che Facebook è intrinsecamente una piattaforma social, è facile capire perché le storie dei Brand siano così efficaci.

La cosa fondamentale da ricordare è che la maggior parte delle persone usa Facebook per connettersi piuttosto che per fare acquisti.

Sebbene ciò possa sembrare controproducente se il tuo obiettivo principale è aumentare le vendite, in realtà ti dà la possibilità di costruire un rapporto con i potenziali clienti che, a loro volta, li rendono più propensi ad acquistare da te.

Facebook ha condotto uno studio con proprio su questo, dimostrando che la creazione di una sequenza di annunci che trasmette un messaggio chiave del marchio anziché la vendita diretta migliora i tassi di conversione complessivi. In effetti, in un esempio dello studio, il marchio ha visto un incredibile aumento dei tassi di conversione dell’87%.

Concentrati, quindi, su ciò che rende diverso il tuo marchio e perché i clienti dovrebbero acquistare da te rispetto al tuo concorrente. Concentrati sul tuo messaggio chiave e lavora sulla costruzione di relazioni piuttosto che sulla vendita immediata.

#3. 5 modi efficaci per utilizzare gli annunci di Facebook per aumentare le vendite: anteprima del prodotto

Al giorno d’oggi, i consumatori non sono più utenti passivi di marketing.

Non acquistano grazie alle pubblicità raffinate inventate dai dipartimenti di marketing. Vogliono vedere i prodotti in azione e imparare come questi li aiuteranno a raggiungere i loro obiettivi.

Quindi? Anteprime dei prodotti!

L’opzione di aggiungere video ai tuoi annunci di Facebook è ottima per mostrare il tuo prodotto o servizio in azione, fornendo una breve anteprima ai consumatori.

#4. 5 modi efficaci per utilizzare gli annunci di Facebook per aumentare le vendite: inserisci recensioni positive

Il 90% dei consumatori afferma che le proprie decisioni di acquisto sono alimentate da recensioni online.

Inserire recensioni sul tuo prodotto o testimonianze di precedenti acquirenti è un ottimo modo per creare fiducia, soprattutto se il tuo marchio non è già noto.

Aggiungere un elemento di fiducia risulta doveroso se si desidera aumentare le conversioni e generare più vendite.

#5. 5 modi efficaci per utilizzare gli annunci di Facebook per aumentare le vendite: la legge della psicologia

Psicologia e marketing vanno di pari passo. La chiave per creare un annuncio che converta effettivamente è sapere con chi stai parlando e come puoi fare agire i tuoi utenti.

Comprendere il comportamento umano può fare miracoli per la tua azienda, soprattutto quando si tratta di pubblicità e targeting.

Esistono numerosi modi per includere piccole modifiche psicologiche nel tuo annuncio, come l’uso di parole specifiche e la creazione di immagini con colori specifici, ma allo scopo di aumentare le vendite in particolare, vedremo una delle opzioni più popolari.

La minaccia della scarsità

Dire a qualcuno che qualcosa si sta esaurendo è un modo infallibile per metterlo in azione. La paura di perdersi qualcosa regna tra la maggior parte di noi, e di solito è sufficiente a “scuoterci”.

Nei tuoi annunci di Facebook, puoi quindi aggiungere un senso di urgenza offrendo un numero limitato di prodotti oppure comunicando un imminente aumento dei prezzi.

La chiave è ricordare a chi ti rivolgi e quale problema possono risolvere i clienti potenziali con il tuo prodotto. Una volta che hai capito questo, puoi iniziare a sperimentare le diverse tattiche per aumentare le tue vendite.

Gli annunci di Facebook sono un ottimo strumento per incrementare le vendite, ma a patto che si utilizzi bene

Non rischiare, affidati a dei professionisti!

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Le potenzialità del web marketing per il tuo business

Le potenzialità del web marketing per il tuo business

Rispetto al marketing tradizionale, il marketing online utilizza canali basati sul web. Stampa, radio e televisione sono, quindi, rimpiazzati da siti internet, social network e campagne online.

Ma i canali non sono l’unico elemento di differenza; anche i costi, infatti, sono notevolmente più bassi nella sfera digital. Motivo che ha spinto un gran numero di brand a sfruttare appieno le potenzialità del web marketing.

Con il marketing online, quindi, le aziende di ogni dimensione possono accedere a opzioni convenienti per promuovere la propria attività, come le sponsorizzazioni sui social media o l’ottimizzazione sui motori di ricerca (SEO).

Ecco, quindi, alcune delle potenzialità del web marketing per la tua impresa

1. Le potenzialità del web marketing: ottimizzazione dei motori di ricerca

Il termine SEO (search engine optimization) si riferisce al modo in cui un sito Web viene ottimizzato per ottenere una migliore posizione nei risultati di ricerca. Senza SEO, infatti, le aziende potrebbero avere difficoltà ad emergere con le parole chiave associate ai loro prodotti o servizi.

L’ottimizzazione del tuo sito Web per la ricerca è uno dei modi migliori per aumentare il traffico sul tuo sito e incrementare le vendite.

Numerosi studi hanno, infatti, evidenziato che posizionarsi in vetta alla prima pagina dei risultati di ricerca può aiutare il tuo business a guadagnare più del 50% del traffico!

Spesso per ottimizzare al meglio la SEO le aziende ricorrono ad un’agenzia web esperta che gli aiuti a svolgere le seguenti attività:

-Analizzare i concorrenti

-Identificare le frasi e le parole chiave

-Ottimizzare i titoli e i meta tag del sito web

Una delle più grandi potenzialità della SEO è che genera traffico organico, traffico che non stai pagando dopo un investimento iniziale. Ecco perché è un esempio eccezionale di come il marketing su Internet aiuta le aziende a crescere.

2. Le potenzialità del web marketing: migliori il ROI con le PPC

PPC, o pubblicità pay-per-click, è un altro modo per attirare nuovi visitatori sul tuo sito web. Gli annunci PPC vengono visualizzati insieme ai risultati di ricerca e invogliano gli utenti a fare clic su di essi per trovare ciò che stanno cercando. Come indica il nome, questi annunci richiedono il pagamento ogni volta che qualcuno fa clic sul tuo annuncio.

L’annuncio PPC può essere un ottimo investimento per le aziende di tutte le dimensioni, perché consente di calibrare al meglio la spesa pubblicitaria. Se la concorrenza è bassa, puoi spendere solo pochi centesimi per ciascun clic e vedere comunque un buon ritorno sugli investimenti.

I PPC, inoltre, ti aiuteranno a scalare i motori di ricerca.

Se il tuo annuncio viene visualizzato al primo posto, sopra i risultati di ricerca non pagati, infatti, la tua attività riceverà circa il 59% di tutti i clic sugli annunci.

Gli annunci PPC possono indirizzare una grande quantità di traffico e talvolta possono avere un tasso di conversione molto elevato se sono mirati a frasi di ricerca specifiche.

Ad esempio, se crei un annuncio per la frase “acquista gabbie per criceti”, qualcuno che fa clic su di esso probabilmente sta cercando proprio questo!

3. Le potenzialità del web marketing: migliora le conversioni con i social network

I canali social, come Facebook, Instagram, Twitter e Pinterest, sono ottimi alleati nella crescita della tua attività.

L’ideale sarebbe quello di creare un piano editoriale e schedulare le tue uscite nel tempo per essere sempre presente con i tuoi utenti.

Nelle tue pagine potrai condividere video, post, aggiornamenti, articoli usciti sul blog del tuo sito e molto altro ancora.

Queste piattaforme offrono, quindi, agli utenti nuovi modi per interagire e conoscere ciò che hai da offrire.

Oltre a promuovere il tuo business, inoltre, i canali social ti consentono di esaminare, attraverso gli insight, le abitudini del tuo pubblico, così da conoscerlo al meglio.

In definitiva i social network rappresentano un enorme potenziale per il tuo business perché, a fronte di un incremento della brand awareness e della brand reputation, consentiranno una crescita di fatturato.

Se, infatti, ai tuoi utenti piace ciò che pubblichi, ci sono molte possibilità che decidano di visitare il tuo sito web e di contattarti per un preventivo o direttamente per acquistare un prodotto!

Per dirla semplicemente, crescita dei social media = crescita del business.

Puoi pubblicare collegamenti a contenuti interessanti (anche se non sono tuoi!), organizzare concorsi o promozioni esclusive o semplicemente porre domande. Puoi, ad esempio, richiedere ai clienti la loro opinione su nuovi prodotti o servizi o chiedere il loro feedback sul funzionamento del tuo sito web.

Oltre alle potenzialità gratuite, sui social puoi fare anche  pubblicità a pagamento.

Se la tua azienda utilizza LinkedIn, Facebook, Twitter, Pinterest o Instagram, puoi lanciare una campagna pubblicitaria. Queste campagne sono spesso altamente mirate, consentendo di raggiungere gli utenti in base a interessi, comportamenti e altro ancora.

4. Le potenzialità del web marketing: e-mail marketing

L’email marketing è un metodo immortale per far crescere il tuo business online.

Sebbene occorra molto tempo per ottenere risultati concreti, i ritorni all’investimento arrivano e ne valgono davvero lo pena. Un recente studio americano ha, infatti, rilevato che, in media, per ogni dollaro speso nel programma di email marketing si riescono a ricavare più di 40 dollari!

L’efficacia dell’e-mail sembra derivare dalla sua capacità di inserire la tua azienda esattamente dove conta di più: tra la posta in arrivo di un cliente.

Inviando e-mail periodiche su nuovi prodotti, offerte speciali o vendite e interessanti aggiunte al tuo sito Web, puoi generare interesse verso il brand, indirizzare gli utenti al tuo sito e aumentare le vendite.

Ricorda, inoltre, che le e-mail possono essere facilmente inoltrate ad altri utenti, quindi gli iscritti alla tua mailing list potrebbero, a loro volta, inviare uno dei tuoi messaggi di marketing a un amico o un familiare se individuano qualcosa di interessante per loro.

L’email marketing è, quindi, un modo comprovato per favorire le vendite e incoraggiare i visitatori. Occhio solo a non sommergere i tuoi iscritti con troppe comunicazioni!

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Il pessimo 2018 di Facebook

L’anno appena trascorso è stato per Facebook tutt’altro che idilliaco: scandali, errori grossolani e ingenti cali in borsa hanno fatto tremare il re dei Social Network.

Il suo fondatore, Mark Zuckerberg, ha scritto un lungo post sulla sua bacheca personale, per riassumere il lavoro svolto e i traguardi raggiunti dal suo punto di vista. Quello che ne è venuto fuori, è stata una lista di azioni realizzate dall’azienda che ha suscitato non poche critiche.

Uomo che indica logo di Facebook

uomo iconizzato che indica logo di facebook

Cosa ha fatto di buono Facebook nel 2018 secondo Mark Zuckerberg

Nel messaggio a cuore aperto ai suoi follower, e per questo al tempo stesso consumatori del suo prodotto, Zuckerberg ha aperto il discorso dichiarando che ci sono state diversi risultati conseguiti dalla sua azienda nel 2018 a renderlo orgoglioso, fra le quali

  • Prevenire le interferenze elettorali
  • Fermare la diffusione dei discorsi d’odio e la disinformazione
  • Essere certi che gli utenti abbiano il controllo delle proprie informazioni
  • Assicurare che i nostri servizi migliorino il benessere delle persone

In questa prima parte del suo discorso, il punto che ha suscitato più critiche è stato indubbiamente quello che riguarda la sicurezza per gli utenti di avere l’esclusiva conoscenza delle proprie informazioni.

A partire dallo scandalo di Cambridge Analytica, seguito poi da numerosi altri casi di diffusione illecita dei dati personali degli utenti, Facebook ha risentito di un grosso calo di popolarità, perdendo utenti e sostanziose quotazioni in borsa.

Prevenendo in un certo senso le critiche che gli sarebbero poi arrivate, Zuckerberg affronta di petto la questione delle sicurezza delle informazioni. Ci dice che:

  • È stato ridotto il numero di informazioni a cui possono accedere app esterne
  • Sono stati indetti nuovi controlli per il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati  (GDPR)
  • È stato chiesto ai singoli utenti di controllare le proprie impostazioni sulla privacy
  • Sono state ridotte alcune delle informazioni di terze parti usate negli annunci pubblicitari
  • È nato uno strumento di “Cronologia Esplicita” che offrirà alle persone maggiore trasparenza nella cronologia della loro navigazione
  • Continua lo sviluppo di servizi di messaggistica e condivisione criptati e effimeri

 

Loghi di Facebook sovrapposti

Loghi di Facebook sovrapposti

La lotta di Facebook alla disinformazione e ai contenuti dannosi

Interessante è però anche l‘attenzione che Mark Zuckerberg riserva alla questione della disinformazione, altro grande cruccio del suo Social Network di punta. Alcune delle iniziative più importanti:

  • Sono stati costruiti sistemi di intelligenza artificiale per identificare e rimuovere automaticamente i contenuti relativi al terrorismo, ai discorsi di incitamento all’odio e altri contenuti dannosi 
  • È stato migliorato il News Feed in modo che mostri solo contenuti attendibili
  • È in corso lo sviluppo di sistemi per ridurre automaticamente la distribuzione di contenuti borderline, che riguardano sensazionalismo e disinformazione.
  • Sono state triplicate le dimensioni del team di revisione dei contenuti per gestire casi più complessi che l’IA non può giudicare e costruito un sistema di appelli per quando vengono prese decisioni sbagliate.
  • È stata avviata una collaborazione con i governi (per prima, la Francia), per stabilire norme efficaci sui contenuti per le piattaforme Internet.

Insomma, dalle parole del suo fondatore, sembra che Facebook si sia dato molto da fare per riempire le sue falle. I numeri in caduta libera, però, non sono d’accordo con lui.

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Boom! La Ricetta esplosiva del Pordenone Calcio sui Social Network

8 giorni di autoironia e divertimento: è stata questa la ricetta esplosiva con cui il social media manager del Pordenone Calcio  ha accompagnato i tifosi della squadra alla singolare sfida con l’Inter in Coppa Italia.
8 giorni in cui grazie ai post preparati dall’addetto stampa Marco “Mika” Michelin e del grafico Sebastiano Orgnacco il Pordenone Calcio ha visto crescere i suoi follower fino al 100%, raddoppiando su Facebook dove sono arrivati quasi fino alla cifra di 35.000 persone, passando su Twitter  da 4.000 a oltre 6.000 e infine esplodendo su Instagram dove la pagina della squadra è passata da quasi 5.000 follower a 24.000.
Sul campo i neroverdi perdettero ai rigori, anche se nessuno lo avrebbe mai immaginato, ma tra il popolo del web i ramarri avevano già vinto da un pezzo.

La Storia della Campagna Social del Pordenone Calcio

«Abbiamo guadagnato migliaia di seguaci in una settimana – ha dichiarato Michelin -, ci scrivono tutti, siamo finiti sui giornali: pazzesco. E ho letto tantissimi bei commenti su di noi, ci fa un gran piacere». Lo stesso piacere che immaginiamo i due abbiano provato quando subito dopo la partita, visti i dati, il patron neroverde Mauro Lovisa ha promesso di aumentargli lo stipendio.
Ma vediamo ora alcuni dei post che la squadra dei ramarri ha pubblicato partendo esattamente da 8 giorni prima della partita e lavorando sul tema del countdown, accompagnato dal continuo appello ai tifosi a presentarsi allo stadio esattamente la domenica dopo. Uno dei primi ‘mai in serie B’ era già un piccolo capolavoro: quello che per l’Inter è un vanto (essere l’unica delle grandi squadre a non esser mai scesa in B) per il Pordenone calcio invece dovrebbe essere un demerito (essere un piccola squadra mai riuscita a salire in B). Ma i due social media manager dei neroverdi capiscono subito che invece la chiave autoironica è quella con cui affrontare questa stramba partita in cui una piccolissima si scontra con un gigante del calcio.

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I post continuano con lo stesso tono: quello sul confronto Berretoni-Icardi, passando per i video in stile Harry Potter, fino ai “30 sul campo”, cioè i trenta pullman di tifosi da schierare davanti alla porta per cercare di non perdere, fino al ‘se vince il Pordenone’ e l’uso divertente delle foto di Mourinho : i post del Pordenone Calcio sono diventati velocemente virali in tutto il web, guadagnandosi moltissimi like e condivisioni.

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Anche il post sulla ‘partita che non si può giocare nemmeno alla playstation’ è stato gestito magistralmente, non solo perché ha individuato una battuta geniale su cui fare comunicazione ma perché poi grazie ad un team di sviluppatori on-line il Pordenone Calcio è sbarcato davvero su Pro Evolution Soccer, uno dei videogiochi sportivi più amati di sempre. A poche ore dalla partita infine, hanno chiesto alle squadre di Serie C di fare il tifo per loro: un appello accolto in varie parti d’Italia, da Livorno ad Agrigento, con condivisioni, like, cuori e quant’altro.

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Un tono particolare, che ha trasformato il Pordenone in una ‘squadra simpatia’ e ha perfino cambiato le caratteristiche del pubblico della stessa, più leggero, più voglioso di scherzarci su e vivere lo sport con passione e leggerezza. Qualcosa che quasi nessuno era stato capace di comunicare prima di una partita (l’ammissione di debolezza nello sport è un tabù) è stato comunicato in questa particolare occasione con grande maestria tecnica e con una strategia che non si è limitata ad un solo post ma è diventata un tone of voice complessivo del brand.
Sui social prima che sugli altri canali, perché come ha affermato lo stesso Michelin: “i social hanno sostituito la comunicazione ufficiale. Se dobbiamo annunciare l’acquisto di un nuovo giocatore, il primo annuncio parte dai social, non più dal sito o da un comunicato stampa. C’è stato un cambio di gerarchia, non solo nostro, sia chiaro”. Quello tra social, calcio e marketing è diventato infatti un connubio inscindibile che produce una gran parte del valore delle squadre di calcio, si pensi ad esempio alla vicenda del passaggio di Cr7 alla Juve.

Esattamente quel cambio di gerarchia che ogni azienda che commercializza servizi o prodotti dovrebbe mettere al centro della sua riflessione sul futuro. Mg Group Italia è una società specializzata nel web marketing, che ha compreso già da molti anni che la comunicazione tradizionale, quella del cartaceo per intendersi, non è più assolutamente sufficiente e deve essere accompagnata, in alcuni casi persino sostituita, da nuove strategie basate sull’online. Se vuoi conoscere i nostri servizi e i pacchetti che offriamo non tentennare e chiedici una consulenza gratuita: siamo qui per aiutarti a vincere la tua partita

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Russiagate: tra fake e troll dei social di Russia e Iran

L’appuntamento più ravvicinato è quello con le elezioni di midterm in Usa e l’attenzione sulla possibilità che la Russia tenti di influenzarne il risultato si fa con il passare dei giorni sempre più alta. Solo qualche giorno fa il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, John Bolton, ha dichiarato alle agenzie di stampa di aver messo in guardia la controparte russa contro eventuali interferenze nelle elezioni a novembre, dopo aver incontrato a Ginevra Nikolai Patrushev, direttore del consiglio per la sicurezza nazionale russa. Ha detto: “Ho chiarito che non tollereremo interferenze nelle elezioni del 2018 e che siamo pronti a prendere le misure necessarie per impedire che ciò avvenga”.
Nel frattempo Facebook e Microsoft qualche misura hanno già da tempo cominciato a prenderla, dopo che sono emersi numerosi casi in cui è stata riscontrata una propaganda coordinata di disinformazione da parte di potenze straniere negli Stati Uniti e in alcuni paesi Europei. In questo articolo vi spieghiamo come Facebook ha scoperto i finti profili coinvolti nel Russiagate.

Ancora 652 pagine fake legate al Russiagate rimosse da Facebook

Il 21 agosto 2018 la compagnia fondata da Mark Zuckerberg ha rilasciato un comunicato in cui spiega di aver individuato una campagna di disinformazione partita da Russia e Iran:

“Oggi abbiamo rimosso numerose pagine, gruppi e account per comportamento inautentico coordinato su Facebook e Instagram. Alcune di queste attività hanno avuto origine in Iran, e alcune hanno avuto origine in Russia. Si trattava di campagne distinte e non abbiamo identificato alcun collegamento o coordinamento tra loro. Tuttavia, hanno usato tattiche simili creando reti di account per ingannare gli altri su chi erano e cosa stavano facendo.

Mettiamo al bando questo tipo di comportamento perché vogliamo che le persone siano in grado di fidarsi delle connessioni che effettuano su Facebook. Stiamo facendo progressi sul contrasto a questo tipo di questo abuso, ma come abbiamo detto prima dobbiamo sapere che si tratta di una sfida continua, perché i responsabili sono determinati e ben finanziati. Dobbiamo costantemente migliorare per rimanere all’altezza. Ciò significa costruire una tecnologia migliore, assumere più persone e lavorare più a stretto contatto con le forze dell’ordine, gli esperti di sicurezza e altre società. La loro collaborazione è stata fondamentale per le nostre indagini, dal momento che nessuna azienda può combattere da sola.”

Si tratta in sostanza della rimozione in 4 continenti di 652 fra pagine, gruppi e profili rimossi che condividevano in maniera coordinata materiale a sfondo politico. Facebook stavolta si è mossa con tempestività, probabilmente per il timore di incappare di nuovo in casi come quello di Cambridge Analytica, altri scandali sul tema della privacy e in quello sui sospetti di interferenze sulle presidenziali Usa del 2016. Per questo Facebook ha preferito non aspettare che le indagini, le analisi e le verifiche del materiale considerato sospetto si concludano e ha bloccato le pagine e la diffusione dei messaggi.

Lo schema delle connessioni sospette dall’Iran

Ad aver messo in allerta Facebook rispetto a quanto stava accadendo è stata la società di cyber security FireEye, che nelle sue attività di monitoraggio della rete ha riscontrato movimenti anomali. La società afferma di poter indicare con moderata fiducia in attori iraniani i responsabili di questa campagna di disinformazione e ha pubblicato lo schema delle connessioni sospette analizzate e rilevate.

Facebook dal canto suo ha indicato che il gruppo denominato Liberty Front Press cui fanno capo diversi account su Facebook e Instagram con circa 155mila follower, stando alle registrazioni del sito e agli indirizzi IP e degli amministratori risultava legato a media di Stato iraniani, con i primi account creati nel 2013 e con contenuti su Medio Oriente, Regno Unito e Usa. Dalle prime ricerche in effetti non si segnala tra gli obiettivi di questo gruppo quello di influenzare le elezioni di midterm, sebbene non si escluda “che tentativi in questo senso possano essere stati fatti”. Altri due gruppi sono stati segnalati con legami all’Iran.

Come funzionano le attività legate all’intelligence russa

La società di Mark Zuckerberg  ha rilevato anche un quarto gruppo, il cui obiettivo è diffondere notizie false su Siria e Ucraina, legato a fonti che secondo Facebook gli Usa considerano relazionate con l’intelligence militare russa.

Una delle piattaforme rimosse dal social network pare sia stata già al centro di precedenti ricerche: il gruppo  “Inside Syria Media Center diffondeva infatti ricostruzioni pro-Cremlino e pro-Assad raramente supportate da prove”.

Secondo Facebook “la terza parte dell’indagine ha portato alla luce un’altra serie di conti e pagine, la prima delle quali è stata creata nel 2011, che ha ampiamente condiviso contenuti sulla politica mediorientale in arabo e farsi. Hanno anche condiviso contenuti sulla politica nel Regno Unito e negli Stati Uniti in inglese. Abbiamo scoperto questo set per la prima volta nell’agosto 2017 e abbiamo ampliato le nostre indagini nel luglio 2018.”

Si parla sostanzialmente dei seguenti dati:

Presenza su Facebook e Instagram: 168 pagine e 140 account su Facebook, oltre a 31 account su Instagram.

Followers: circa 813.000 account hanno seguito almeno una di queste pagine e più di 10.000 hanno seguito almeno uno di questi account Instagram.

Pubblicità: oltre $ 6.000 di spesa per annunci su Facebook e Instagram, pagati in dollari USA, lire turche e rupie indiane. Il primo annuncio è stato pubblicato a luglio 2012 e l’ultimo è stato pubblicato nell’aprile 2018. Non abbiamo completato la nostra revisione dei contenuti organici provenienti da questi account.

Anche in questo spesso accade che il contenuto non veritiero nato su questa o altre pagine viene poi ripreso da media legittimi e filogovernativi come Sputnik e RT (oltre che da un certo numero di portali cospirazionisti), per poi essere rilanciato su social network da troll (anche reti di bot, come quelle operanti dalla nota Ira di San Pietroburgo), influencer e utenti comuni.

Anche Microsoft e Twitter rimuovono account

In questi giorni in cui la guardia continua ad essere sempre più alta sui troll e i profili fake costruiti ad arte per diffondere falsi contenuti politici, anche Microsoft e Twitter hanno annunciato di aver bloccato e/o rimosso delle pagine. Microsoft ha rivelato l’esistenza di una nuova campagna di phishing – condotte negli Stati Uniti ai danni di organismi vicini ai repubblicani – che porterebbe la firma di Apt28, un famigerato gruppo informatico che molti addetti ai lavori collegano all’intelligence militare di Mosca. E Twitter ha comunicato di aver fermato ben 284 account (in questo caso ritenuti collegati a Teheran) coinvolti in operazioni di manipolazione dell’opinione pubblica.

Difendersi dalle fake news per difendere la democrazia

Questi e altri casi che stanno emergendo negli ultimi anni dimostrano quanto sia importante difendersi dalle fake news e quanto impedire gli abusi sui social network sia fondamentale per difendere la pienezza del funzionamento democratico delle nostre istituzioni. Non dimenticare mai di usare il web con consapevolezza, controllare le fonti, affidarti a testate affidabili. Il futuro dipende da tutti noi: usiamo la nostra intelligenza per migliorarlo.

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Marketing estivo? Non solo si può, si deve.

6 Consigli su come sviluppare il marketing estivo

Chi dice che d’Estate tutto si ferma, non dice il vero. Il marketing estivo è importantissimo, è sbagliato, infatti, pensare che durante le ferie, la comunicazione di un’azienda si debba arrestare e le campagne di web marketing debbano essere sospese. Come sempre, come per il resto dell’anno infatti, tutti noi d’estate usiamo internet per mille ragioni diverse: consultiamo le notizie, cerchiamo guide di viaggio, prenotiamo alberghi, acquistiamo vestiti durante i saldi e così via.
Prendiamo il dato audiweb di agosto 2017 ad esempio: l’anno passato nel più estivo e vacanziero dei mesi hanno usato internet in Italia 32,2 milioni di persone, il 58,6 della popolazione, per una media di di tempo speso nell’intero mese di 56:23 ore.

Siete ancora sicuri di voler spegnere le macchine e chiudere le pagine nei mesi estivi?

Consiglio n.1: prima di tutto i social network

Il primo consiglio è quello di continuare a produrre e pubblicare contenuti per le vostre pagine sui social network. D’estate percentualmente il peso dei social network aumenta. Sono un numero minore infatti le pagine che visitiamo per lavoro o per informarci e un numero maggiore le visite che facciamo ai social, per vedere le pagine degli amici, commentare le foto delle vacanze o semplicemente svagarci. Naturalmente sono anche differenti i contenuti che vengono diffusi e quindi anche sulle pagine della vostra impresa dovranno esserci post più leggeri, divertenti, capaci di dialogare con il contesto, meglio ancora se pensati per diventare virali. Ma attenzione: ricordatevi di rispettare anche d’estate le regole di base: il solleone e il caldo non giustificano certo errori macroscopici, post che dimostrano evidente trascuratezza o contenuti che possano risultare offensivi per qualunque categoria di persone.

Consiglio n.2: continuate a scrivere il vostro blog, con un tono diverso

Sospendere la scrittura del blog nei mesi estivi è davvero controproducente: le persone che vi seguono non necessariamente andranno in ferie proprio nello stesso periodo in cui ci andrete voi, potrebbero rimanere delusi quindi di non trovare contenuti per un lungo periodo. Anche qui comunque vale il consiglio di cui sopra: cambiate il tone of voice, scrivendo di argomenti che non sia tecnici, o pesanti, o troppo seri. Ed evitate testo lungi e tutorial: è il tempo di testi brevi e degli speedlinking post, cioè di rassegne di post di approfondimento che chi vorrà leggerà con calma. Non solo, è anche la stagione dei contenuti speciali, nel formato o nell’argomento, che si configurino come una specie di regalo ai vostro follower più affezionati. Potreste pubblicare un video, un e-book o magari un numero zero in pdf da stampare, dedicato ad un tema importante.

Infine: usate gli strumenti a vostra disposizione. Potrete programmare tutto quello che volete con i nuovi tool come Hootsuite, Sprout o Buffer, lavorare in anticipo e godervi tranquillamente le vacanze tenendo lontano qualsiasi pensiero stressante.

Consiglio n.3: se lavorate nel turismo è il vostro momento

Inutile dirvelo: se il prodotto per cui fate web marketing è un prodotto turistico l’estate è il vostro momento. Non potete assolutamente fermarvi: pubblicate foto recenti dei vostri ospiti sui social network, curate l’agenda sul sito, fate attenzione a quanto accade sui siti di recensioni come tripadvisor o su qualsiasi altro social similare. Comunicate, comunicate anche se la vostra struttura è già sold out: chi cerca una struttura ricettiva come la vostra guarderà le foto o leggerà i post, e se lo avete convinto potrebbe anche prendere nota dei vostri contatti per qualche vacanza futura. Se invece non siete ancora pieni probabilmente è il tempo giusto per un qualche investimento in campagne advertisig e pubblicitarie: rivolgetevi a dei professionisti come noi di Mg Group, sapranno indirizzarvi nel modo migliore.

Consiglio n.4: è un ottimo momento per il buzz marketing

marketing estivo squalo

Guardate le immagini di questo squalo. E’ un esemplare di cinque metri misteriosamente ritrovato una mattina su una spiaggia dell’Emilia Romagna. Per una giornata intera ha destato la curiosità di tutti i passati, è finito sui social network, è stato fotografato per le chat di whatsapp di migliaia di persone. Poi nel pomeriggio si è scoperto che si tratta di un’operazione di marketing legata al lancio della saga di Sharknado su Sky Cinema Max.
Non è detto che dobbiate essere così creativi, ma ricordatevi che l’estate è il momento migliore per un marketing di questo tipo, per video virali e lanci provocatori. Bastano anche piccoli investimenti o piccole cose, l’importante è che restino ben piantate nella memoria di chi vi si imbatte.

Consiglio n.5: personalizzate le iniziative di marketing estivo

Sconti speciali, concorsi a premi, prodotti omaggio, pacchetti: l’estate – come ogni ricorrenza in generale – è il momento di prendersi cura dei vostri clienti e lavorare alla fidelizzazione.  Fate sentire speciali i vostri clienti o i vostri follower! Ricordate sempre che è molto più facile che chi è già vostro cliente acquisti di nuovo, e molto più difficile acquisire un nuovo cliente. Quindi non abbiate dubbi: se organizzate dei saldi mandate un’anticipazione via mail alla vostra newsletter, controllate chi l’ha aperta, mandate ulteriori offerte a coloro che sembrano effettivamente interessati ai vostri prodotti. E ancora: provate con il remarketing, potreste occupare uno spazio che viene lasciato vuoto dai vostri concorrenti proprio a causa delle ferie estive e della riduzione di personale.

Ultimo consiglio: se non ve la sentite, fate lavorare qualcuno per voi.

Ultimo breve, brevissimo consiglio: avete letto questo articolo e proprio non riuscite ad immaginarvi davanti al computer occuparvi di marketing estivo e scrivere contenuti? Vi capiamo, anche voi avete bisogno del meritato riposo. Però sappiate che state perdendo delle occasioni e che una soluzione perché ciò non accade c’è ed è a portata di mano. Affidatevi ad un’agenzia esperta, che abbia nel suo team le professionalità che servono a fare ciò che avete in mente. Basta poco e i le vostre pagine continueranno a funzionare anche mentre siete sdraiati sulla spiaggia, senza pensieri e senza l’ansia dei potenziali clienti perduti. Mg Group Italia è a vostra disposizione, basta una telefonata estiva per attivare il marketing estivo: non esitare!

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Scandalo Facebook: data-sharing con produttori di smartphone

10 anni, 60 aziende di tecnologia, milioni di utenti e loro amici. Sono questi i numeri del nuovo scandalo sulla privacy che sta coinvolgendo Facebook dopo il caso Cambridge Analitica. Il New York Times ha infatti rivelato l’esistenza di accordi con molte aziende produttrici di smartphone, tra cui Apple, Amazon, BlackBerry, Microsoft e Samsung e molte altre, tra cui tutte le principali aziende produttrici cinesi, con le quali Facebook avrebbe condiviso i dati degli utenti senza alcuna autorizzazione esplicita.

La privacy scambiata per funzioni su smartphone più efficienti

Le ragioni di tali accordi pare siano da rintracciarsi nel fatto che 10 anni fa la app di Facebook non esisteva e nemmeno gli store di app. Facebook aveva bisogno della collaborazione delle aziende produttrici di telefonia per fare in modo che il proprio software fosse fruibile ai possessori di dispositivi mobili e per portare in sostanza Facebook direttamente nelle mani di milioni di persone.

Su un piatto della bilancia la possibilità di rendere le funzioni del social disponibili sui device – postare foto, aggiornare gli status, condividere video – e sull’altro piatto la privacy degli utenti. L’accordo siglato da Facebook prevedeva – secondo il noto quotidiano statunitense – esattamente questo scambio. Le aziende partner hanno così avuto accesso per un decennio ai dati sul comportamento degli iscritti, sulla navigazione, sui ‘like’, i commenti, le pagine seguite, comprese quelle degli amici.

I dati degli utenti condivisi anche dopo Cambridge Analitica

Una mancanza di trasparenza che sarebbe continuata anche dopo il 2015, così ha scritto questa volta il Washington Post, anno in cui Facebook ha dichiarato, dopo gli scandali, di aver dato una stretta alla modalità con cui condivideva i dati degli utenti con gli sviluppatori di app di terze parti.

Eppure pare che ancora sei mesi dopo l’annuncio, gli sviluppatori di giochi e app di servizio avessero accesso a dati sensibili come il nome, il sesso, la data di nascita, la città, le foto e i like.

Facebook, che aveva già consegnato un rapporto di 454 pagine in risposta ai quesiti sollevati sulla privacy dal congresso Usa ed era stata costretta ad una visita in Europa per rassicurare le istituzioni sulla gestione dei dati personali dei cittadini, continua evidentemente ad avere necessità di analizzare i comportamenti dei propri utenti per stare al passo con il mercato e cercare di non perdere settori del suo pubblico di oltre un miliardo di persone.

Non siamo a conoscenza di abusi da parte di queste aziende: la replica di Facebook

In ogni caso dal social network hanno replicato al New York Times difendendosi dalle accuse e rivendicando la correttezza degli accordi.
A farlo è stato
Ime Archibong, vicepresidente di Facebook, che ha precisato che le aziende di tecnologia hanno «firmato accordi che impedivano l’uso delle informazioni per scopi diversi». Nella stessa nota è stato chiarito che gli utenti erano informati di questa condivisione e che veniva loro chiesto il consenso. «Nei primi giorni del `mobile´ – ricorda Archibong – non c’erano negozi di app, quindi aziende come Facebook, Google, Twitter e YouTube dovevano lavorare direttamente con i produttori di sistemi operativi e dispositivi per portare i loro prodotti nelle mani delle persone. Abbiamo creato una serie di interfacce di programmazione che hanno consentito alle aziende di portare Facebook sugli smartphone”. E poi ha precisato, ammettendo quanto denunciato dai 3 giornalisti autori dell’inchiesta del New York Times sull’accesso ai dati da parte di oltre 60 aziende: «Non siamo a conoscenza di eventuali abusi da parte di queste aziende».


Tutto ciò che è gratis vende te come prodotto

Uno scandalo dietro l’altro, da cui emerge sempre la stessa realtà: quando un prodotto è gratis molto spesso ciò che produce profitto sono gli stessi utenti, i loro dati personali, la ricchezza che prodotta dall’analisi dei loro comportamenti nel web. Una condizione con cui la società contemporanea fa sempre più fatica a fare i conti, stretta tra l’impossibilità di fare a meno di strumenti come i social network che ormai sono diventati parte della quotidianità di miliardi di persone e la volontà di tutelare la privacy dei cittadini. Siamo davvero disponibili a far diventare noi stessi prodotti da vendere sul mercato dei big data? Nei prossimi anni questa domanda continuerà ad essere al centro di grandi dibattiti, ad orientare le nuove forme di innovazione tecnologica e anche a trasformare il settore del marketing e della comunicazione.

La vendita cambia vestito: nuove opportunità di Business

Qualche giorno fa, durante un paio d’ore al parco, ho conosciuto un simpatico settantenne dall’aria distinta e soddisfatta; parlando, mi ha detto che ha fatto l’agente di commercio per tutta la vita, fino alla pensione, e di quanto oggi ormai questo lavoro non sia più quello di una volta, fatto di visite a freddo, di innumerevoli tentativi di incontro prima di vedere il titolare di un’azienda, o di parecchi campanelli suonati prima di riuscire a spiegare a qualcuno la validità del prodotto che vendevi.

In realtà la vendita è sempre vendita, ma di fatto è cambiato il modo con il quale un commerciale può prendere contatto con un’azienda (in caso di B2B) e costruire una valida rete di relazioni.

PERCHE’ I SOCIAL NETWORK PER LA VENDITA?

I social network ormai sono piattaforme che ‘ospitano’ sia consumatori che aziende; non essere presente sui social equivale a limitare considerevolmente la propria rete relazionale, non più coltivata da un incontro diretto o al massimo telefonico, ma da post, like e foto.

I social sono sfruttabili da un venditore per vari motivi:

  1. Grazie ai social è possibile sapere i gusti e le preferenze dell’ipotetico cliente; sapere anche cose più o meno personali, utilizzabili per avvicinarsi a lui una volta che ci sarà l’incontro, in modo da generare feeling ed empatia.
  2. E’ possibile raccogliere svariate informazioni sul cliente, e in questo modo ottimizzare e catalogare i dati raccolti
  3. Intercettare ‘chi è legato a chi’ e allargare in questo modo la propria rete di conoscenze, riuscendo così a raggiungere la persona di interesse e con la quale è difficile parlare
  4. Se il tipo di vendita è un B2B e siamo connessi con uno dei protagonisti della trattativa commerciale, vedendo chi fa parte della sua rete possiamo intercettare chi potrebbero essere gli altri coinvolti nell’incontro.

I PRINCIPALI CANALI SOCIAL PER LA VENDITA

Esistono più piattaforme social ed ognuna di esse ha delle caratteristiche ben precise. Vediamo nel dettaglio quelle maggiormente usate:

  1. Facebook: E’ la piattaforma con il numero più elevato di iscrizioni e 1.860 milioni di utenti attivi mensilmente; le aziende sono presenti e attive, e risulta utile per capire cosa il cliente desidera e ottimo per lead generation
  2. Instagram: E’ la piattaforma nata per condividere foto, che nel tempo si sono arricchite di didascalie sempre più determinanti e di Stories, cioè la possibilità di realizzare video dalla durata variabile e visibili da chiunque. E’ molto utile per capire bene passioni, gusti e vita di chi è l’interfaccia del commerciale dentro all’azienda.
  3. Linkedin: E’ la piattaforma destinata al lato ‘professionale’ degli utenti: è una vetrina gigante di curriculum vitae e competenze, oltre allo spazio destinato alla condivisione di notizie. Essendo nata per uno scopo lavorativo, per le aziende è basilare esserci e nel modo giusto; LinkedIn permette infatti di mostrare struttura, grandezza, numero di dipendenti e tanti altri dati ancora su una qualsiasi impresa, sviluppando una vera e propria strategia di employer branding. E’ molto utile per il B2B e consente di poter stringere una relazione con qualsiasi membro dell’azienda.

SEI UN VENDITORE CHE SI SA VENDERE?

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Viral Marketing: alcune campagne diventate virali

Che cos’è il viral marketing?

Internet ha stravolto il modo di comunicare delle aziende e fare pubblicità: quale migliore presentazione può ricevere un’azienda o un brand se non quella fatta da una persona disinteressata e soddisfatta dei prodotti o servizi offerti attraverso il viral marketing?

Il viral marketing è un tipo di marketing non convenzionale che fa parte del word-of-mouth e ha lo scopo di attivare il passaparola in modo virale. Con uno sforzo minimo le aziende riescono a raggiungere moltissimi utenti.

Il passaparola è la trasmissione di informazioni, considerazioni, opinioni su un prodotto o su un brand che avviene da persona a persona in modo informale. Il passaparola è sempre esistito, i cambiamenti avvenuti nel rapporto con le imprese e le evoluzioni nelle tecnologie di comunicazione, spingono a focalizzare in modo del tutto nuovo l’attenzione su questo fenomeno.

Il nome “virale” deriva dal fatto che la diffusione del messaggio avviene come un virus, sfruttando il passaparola. Per riuscire a funzionare il viral marketing deve avere un messaggio interessante capace di coinvolgere le persone al punto che, a loro volta, abbiano interesse nel diffonderlo ad altri.

Il pioniere del viral marketing è stato Hotmail che nel 1996 fece partire in Italia la prima campagna. Per diffondere il suo servizio e-mail gratuito, inserì ad ogni e-mail un testo non invasivo: “Ottieni la tua casella e-mail privata e gratis con www.hotmail.com”.

Il Viral Marketing che nel web trova ampio utilizzo è stato ideato da Ralph F. Wilson, consulente di E-Commerce, il quale definì un modello composto dai seguenti sei punti:

  1. 1 Offrire servizi o prodotti gratuiti
  2. 2 Facile da trasferire ad altri (amici e conoscenti)
  3. 3 Facilmente scalabile
  4. 4 Contenete motivazioni e comportamenti comuni
  5. 5 Utilizzare reti di comunicazione usate attualmente
  6. 6 Approfittare delle risorse altrui

Molti gli esempi di Viral marketing, partendo dalle e-mail contenenti aneddoti divertenti, giochi online, siti web curiosi, che nel giro di pochi giorni possono attrarre milioni di visitatori. Gli stessi YouTube e Facebook hanno trovato un ottimo alleato in questo tipo di marketing: nella fase iniziale si individua un contenuto portatore del “germe della condivisione” e lo si diffonde sul web in modo virale.

Vediamo insieme qualche esempio vincente.

Ice Bucket Challenge

Viral Marketing ice Bucket Challege

Come dimenticare il periodo in cui la timeline di Facebook è stata invasa da persone vittime di secchiate d’acqua in testa?

Stiamo parlando dell’Ice Bucket Challenge – letteralmente “sfida del secchiello del ghiaccio”.

Si tratta di una campagna virale lanciata dalla ALS Association (Associazione statunitense contro la SLA) con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sclerosi laterale amiotrofica e di stimolare le donazioni per la ricerca.

La sfida aveva questa forma: la persona nominata veniva filmata mentre si versava (o le veniva versato) un secchio d’acqua sulla testa. Dopo l’eroico gesto, il protagonista di turno avrebbe invitato, nominandole, altre persone a fare lo stesso. I designati avrebbero poi avuto 24 ore per rispondere alla nomination e fare una donazione alle Associazioni di malati di SLA e ai loro familiari per sostenere la ricerca.

Secondo dati diffusi dall’associazione nell’anno successivo al lancio della sfida sono stati raccolti 115 milioni di dollari.

Il fenomeno si è diffuso in modo virale sui social media nei mesi di luglio e agosto 2014, coinvolgendo anche personaggi famosi da tutto il mondo (da Zuckerberg a Bill Gates fino gli italiani Bocelli, Fiorello e Matteo Renzi).

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#LikeAGirl: storia di un esperimento sociale diventato virale

Viral marketing Like a girl

Questo è l’hashtag utilizzato nello spot andato per la prima volta in onda nel 2014 per la Always, famoso brand appartenente al gruppo P&G, che si occupa di prodotti per l’igiene femminile.

La sfida iniziale della campagna creativa è chiara: fare diventare il brand un punto di riferimento per il target femminile a cui si rivolge.

Per la campagna si è deciso di puntare al concetto di “woman empowerment”: rendere più sicure e consapevoli le giovani donne, spiegando e superando il disagio femminile nella transizione da bambine a giovani adulte.

“Considerammo i differenti fattori che influenzano le ragazze durante il delicato periodo della pubertà.” dice Judy John, CEO e Chief Creative Officer di Leo Burnett Canada “Nel corso di queste indagini, qualcuno attaccò alla lavagna un pezzo di carta con scritto come una ragazza”. Si comprese da subito la portata rivoluzionaria che quella frase, divenuta poi hashtag, avrebbe potuto assumere.

Si trattava di cambiare la percezione dell’espressione “come una ragazza”, da negativa a positiva, rompendo l’annosa relazione tra il genere femminile e i concetti di debolezza e inferiorità.

Relazione che le bambine non riescono ancora a cogliere appieno: pertanto, chiedendo loro di correre, o di combattere “come una ragazza”, avrebbero messo tutte se stesse nel farlo, dando quindi un senso tutto nuovo alla frase.

Dopo essere apparso nella vetrina pubblicitaria più appetibile, durante la finale del Super Bowl, è bastato poco perché il fenomeno #likeagirl prendesse piede sui social network, a partire da Twitter, dove post di varie figure femminili come atlete e soldatesse sono stati ritwittati centinaia di volte.

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Il Buondì Motta

Viral Marketing Buondì Motta

L’ultimo spot del Buondì Motta, in passaggio sui piccoli schermi italiani da fine agosto, non è di certo passato inosservato. L’autore dell’ultima trovata di marketing dell’industria dolciaria è Alessandro Orlandi, direttore creativo della filiale italiana di Saatchi & Saatchi.

In un giardino da sogno una bambina elegante chiede alla madre, con eloquenza improbabile, “una colazione che possa soddisfare la sua voglia di leggerezza e gusto”. La risposta della madre è negativa: possa colpirla un asteroide se quella colazione esiste per davvero!

Il resto è già storia.

La potenza virale della pubblicità gioca su due registri: il piano comunicativo, che prende in giro la creatività “politically correct” della concorrenza, con un linguaggio, quello della bambina, parodistico fino al surreale. Il secondo quello del finale a sorpresa dell’asteroide che, con una strage non annunciata, colpisce l’immaginario del target e genera condivisioni e discussioni appassionate sui social network.

Su Facebook abbiamo assistito alla proliferazione di meme tratti dalla sequenza principale dello spot con rivisitazioni in chiave storica, politica e cinefila.

In generale, il trucco comunicativo è quello di cavalcare l’onda delle notizie che fanno tendenza, trovando il modo di renderle irresistibili e quindi virali.

A questo punto potremmo porci la domanda: il messaggio della mia azienda può diventare virale?

Esistono alcune caratteristiche che rendono alcuni messaggi più “forti” rispetto ad altri. Gli esempi che abbiamo mostrato oggi, ad esempio, fanno leva su messaggi emozionali: la simpatia, la risata ma anche il senso d’appartenenza e la solidarietà, tutti ingredienti che contribuiscono a rendere i contenuti irresistibili e degni di condivisione.

Rivolgiti a dei professionisti, contattaci allo 05771516860 per una consulenza gratuita sulla gestione della comunicazione aziendale.

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