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SEI UN VENDITORE CHE SI SA VENDERE?

Un venditore davvero bravo, oltre a fatturare, fidelizzare clienti ed essere alla ricerca di nuove opportunità di business, dovrebbe essere un’artista nel vendere sé stesso nel momento in cui si trova di fronte ad un’azienda con un buon prodotto e un ottimo mercato e che sta cercando nuovi collaboratori. Ma come è possibile dare la migliore immagine di sé in un mondo nel quale – a torto o ragione- sono in tanti a professarsi ottimi commerciali?

IL CURRICULUM VITAE PARLA PER TE (ALMENO ALL’INIZIO)

Nonostante negli ultimi tempi alcuni HR si oppongano al cv ritenendolo antiquato e limitante, di fatto è il primo approccio che un candidato- VENDITORE COMPRESO- ha nei confronti di un’azienda. La verità è che non è il cv ad essere uno strumento vecchio, ma piuttosto come è stato realizzato e cosa c’è scritto fanno la differenza. E per un commerciale che vive fra numeri e percentuali di incremento, obiezioni e situazioni inaspettate, è basilare che nel cv inserisca con particolare attenzione alcuni elementi.

LE 4 COSE DA SCRIVERE NEL CURRICULUM VITAE DI UN VENDITORE

Ma vediamo adesso cosa deve scrivere un venditore nel proprio cv per vendere bene sé stesso:

  1. Numeri che mostrino fatturati e successi raggiunti, mettendo soprattutto in risalto gli incrementi di anno in anno (non voglio pensare che non ci siano stati incrementi!)
  2. Riportare, in modo sintetico ma incisivo, almeno un caso di successo per ogni azienda con la quale avete collaborato; all’affermazione “i casi di successo sono stati tanti, uno in particolare non me lo ricordo” sa tanto di chi di successi ne ha avuti pochi, e poi diciamocela tutta: come è possibile non rammentare una super vendita o un super accordo con un’azienda cliente? Come se Maradona non si ricordasse i suoi gol più belli!
  3. Inserire l’eventuale esperienza come coordinatore di risorse: quante erano, se la rete commerciale esisteva o l’avete costruita voi, tipologia di collaboratori e obiettivi raggiunti. Essere un bravo venditore che in più gestisce risorse è un super punto a vostro favore quindi scrivetelo, non date per scontato che un recruiter ci arrivi da solo.
  4. Evitate paroloni ormai stereotipati e che non colpiscono più nessuno, tipo ‘capacità di problem solving’, ‘leadership’, ‘team building’, etc perché ormai li usano tutti, soprattutto chi non ne conosce il significato; piuttosto inserite un caso vero, concreto, nel quale siete usciti dalla vostra zona di comfort e come avete fatto a sopravvivere. Raccontare in modo sintetico ma chiaro conferisce concretezza alla vostra persona e coinvolge chi legge al punto giusto per approfondire la questione.

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Ascolto attivo: la base del venditore perfetto

Quante volte vi è capitato di parlare con qualcuno che non aveva la pazienza di ascoltarvi? Che magari vi interrompeva, era distratto e non teneva conto di quello che gli stavate dicendo? Di sicuro questo interlocutore, molto concentrato su sé stesso e sulle sue cose da dire, piuttosto che sulle vostre, non sarà mai un bravo venditore!

ASCOLTO ATTIVO E VENDITA

Saper ascoltare attivamente vuol dire fare l’opposto di quello che ho appena detto: significa infatti concentrarsi su ciò che l’altra persona ci sta dicendo e in più osservare tutto quello che fa da cornice alle sue parole, come gesti, tono della voce e postura. Solo avendo un atteggiamento di questo tipo potrà crearsi un legame empatico, con il quale emergeranno anche le emozioni del nostro interlocutore. A questo punto immaginatevi un venditore che mette in atto proprio questo: ascolta attivamente e si concentra sulle esigenze del cliente, senza la fretta di concludere un affare, ma con la pazienza di creare un legame molto più profondo e duraturo nel tempo, avendo dato le giuste soluzioni proprio perché ha saputo ascoltare i bisogni!

DALL’ASCOLTO ATTIVO AL DIALOGO STRATEGICO

Se il venditore è un professionista fino in fondo, oltre ad ascoltare attivamente, deve rendere il dialogo con il cliente strategico, e ottenere ancora più informazioni oltre a quelle che gli vengono date. Per questo è fondamentale che ponga le giuste domande, che dovranno essere aperte, e per chiarire le questioni confuse proporre un paio di soluzioni all’interno della domanda stessa.

La verità è che un venditore che usa l’ascolto attivo non sarà mai abbandonato dai suoi clienti: li fidelizzerà perché loro si sentiranno capiti, coccolati e semplicemente ascoltati, ed avrà reso questa capacità una delle fonti più solide del suo business.

PIU’ ASCOLTO ATTIVO, MENO CONCORRENZA

Ascoltare attivamente quindi, come abbiamo detto, significa fare un cliente nostro fino in fondo. Vuol dire essere ritenuti, come venditori o consulenti, punti di riferimento in un panorama ricco di professionisti che vendono lo stesso prodotto e magari a un prezzo inferiore. Ma come è possibile ridurre la concorrenza? Di sicuro se il venditore sarà stato bravo nel creare empatia con il cliente, questo non lo abbandonerà mai per il ‘primo che passa’, ma sarà disposto a seguirlo anche se il suo prezzo è un po’ più alto, perché il valore del rapporto umano creato renderà il nostro venditore unico nel mercato.

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Come funziona Google AdSense? Ecco come usarlo

Non stai guadagnando il reddito che pensavi di ottenere dal tuo sito web? Potrebbe essere il momento di imparare ad usare questo strumento

Non importa per quanto tempo il tuo blog o sito è stato sul web, e che tipo di azienda possiedi, puoi imparare a conoscere Google AdSense comprendendo come funziona e come è possibile massimizzare i tuoi guadagni attraverso di esso.

In molti sostengono che AdSense sia una delle piattaforme pubblicitarie più semplici da apprendere, ciò però non significa che non esistano alcuni accorgimenti in grado di aumentare i tuoi profitti. Questa breve e utile guida si pone come obiettivo quello di rispondere alle tue domande e potrà essere utile per capire le potenzialità di un’applicazione che permette di generare guadagni passiva partire dal tuo sito o blog.

CHE COS’È GOOGLE ADSENSE?

In parole molto semplici si tratta di modo per monetizzare il tuo sito che paga in relazione alle visite e ai clic che gli utenti fanno sugli annunci pubblicitari, inseriti nelle tue pagine web. Ti sarà capitato milioni di volte di vedere i blocchi pubblicitari nell’intestazione, nella barra laterale o nel piè di pagina. Non sono sempre annunci Google AdSense, possono appartenere anche ad altri gestori, tuttavia il programma continua a essere una delle piattaforme pubblicitarie più popolari per i proprietari di siti web.

AdSense ha alcune regole perché funzioni in maniera ottimale; farsi aiutare da un team di esperti per capirne i meccanismi è sicuramente la scelta più giusta. Quel che è importante sta nel fatto che si tratta di un modo semplice e sicuro per monetizzare un sito.

CHI PUÒ USARLO?

Chiunque abbia almeno 18 anni e sia proprietario di un sito web, che sia in linea con i requisiti richiesti dal programma, può registrarsi e ricavare profitto da AdSense. I criteri riguardano soprattutto il contenuto del sito: deve avere post, articoli, foto o video originali, che non siano violenti, razzisti o non adatti alla pubblicazione. In generale quasi tutti i proprietari di un sito possono iscriversi alla piattaforma.

COME GUADAGNARE DA ADSENSE?

Esistono due modi in cui puoi guadagnare investendo annunci AdSense sul tuo sito:

I clic, vieni pagato per le persone che fisicamente cliccano sull’annuncio e si collegano al sito web dell’inserzionista.

Le impressioni, vieni pagato per il numero di visualizzazioni di pagina della tua pagina o del post con l’annuncio.

Importante da sottolineare il fatto che la tecnologia AdSense è avanzata, in quanto mostra ai tuoi visitatori annunci mirati ai loro interessi. Dal momento che il tuo pubblico vede gli annunci focalizzati su ciò che gli piace, è più probabile che faccia clic sui tuoi annunci. Qui scatta il ritorno economico.

Puoi ottenere risultati anche quando il tuo pubblico non fa clic, attraverso le impressioni, ma in misura minore rispetto alla modalità precedente. Perché AdSense ti faccia guadagnare denaro, è una buona idea avere un pubblico fedele, contenuti di prima qualità e perfette tecniche di ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization).

L’IMPORTANZA DELLA RICERCA DI KEYWORDS

Buone pratiche SEO aiutano ad attrarre e coinvolgere gli utenti tramite i tuoi contenuti, per aumentare le visualizzazioni di pagina. La spina dorsale della SEO è basata sulla ricerca di parole chiave. Per quanto riguarda la monetizzazione di Google AdSense, tutte le parole chiave non hanno la stessa efficacia.

Il trucco è trovare keywords altamente remunerative attraverso una serie di ricerca mirate. Per farle è necessario innanzitutto conoscere il tuo pubblico e le parole che potrebbero utilizzare per trovare contenuti che gli interessano. Se possiedi un’azienda di mobili su misura, ad esempio, i tuoi clienti probabilmente cercano cose come “mobili fatti a mano” o “mobili personalizzati”. Capire il tuo cliente ti dà un’idea delle parole chiave da indirizzare e del contenuto da creare.

Quindi, concentrati sulla creazione di contenuti che ti consentiranno non solo di essere trovati attraverso le tue parole chiave, ma anche di far crescere e tornare il tuo pubblico.

L’IMPORTANZA DEL POSIZIONAMENTO DEGLI ANNUNCI

Potresti pensare di mettere  banner in qualsiasi posto sul tuo sito web per guadagnare clic, ma posizionare annunci in modo casuale può avere un effetto negativo sulla monetizzazione. È abbastanza ovvio che gli spazi migliori per i tuoi annunci dipendono dal design e da ciò che pubblicizzi nel tuo sito web.

Cerchiamo di capire meglio. Posizionare troppi annunci può essere un disincentivo per i visitatori e potrebbe far sì che non vengano presi in considerazione. Inoltre, rende il tuo sito web poco professionale agli occhi del pubblico, che è la cosa peggiore per un’azienda.

I tuoi annunci aiutano il tuo lettore? Gli annunci AdSense non devono essere posizionati solo in vista della monetizzazione; dovrebbero anche interessare il tuo lettore e essere accattivanti: posizionali in aree in cui è probabile che l’attenzione del pubblico sia attratta mentre naviga.

Al contrario, se un utente deve scorrere troppo per trovare annunci, allora non stai ottimizzando il posizionamento al meglio.

QUANTO SI PUÒ GUADAGNARE CON ADSENSE

Come funziona Google AdSense per ottenere rendite passive decenti? Dipende da quanto ci metti. Puoi fare più soldi con i clic che con le impressioni, ma i clic di solito sono più difficili da avere rispetto alle impressioni. Anche i pagamenti con clic su pubblicità differiscono in relazione a quanto paga l’inserzionista.

Per guadagnare il più possibile da AdSense, utilizza ricerche di parole chiave appropriate per attirare visitatori nei tuoi contenuti ottimizzati e coinvolgenti. Inoltre, gioca con il posizionamento degli annunci: prova una configurazione per un mese e poi passa a un’altra il mese successivo, finché non trovi il posizionamento dell’annuncio ottimale per il tuo sito web.

COSA EVITARE

Per avere risultati migliori, tieni traccia dei tuoi annunci. Non succede spesso, ma potresti cadere vittima di un abuso di clic, cosa che accade quando qualcun altro fa continuamente clic sui tuoi annunci per compromettere il sistema. Se hai un improvviso aumento dei clic, prova a controllare le statistiche del tuo sito per vedere da dove arriva l’abuso. Per risolvere il problema, invia una email ad AdSense. Inoltre, assicurati di non fare clic sui tuoi annunci, allo stesso modo, non chiedere ai tuoi amici o parenti (o colleghi, conoscenti di Internet o alla tua rete) di fare clic sui tuoi annunci perché in questo modo potresti anche essere bannato.

Come puoi vedere, Google AdSense è un ottimo modo per guadagnare un reddito passivo online, ma solo se fatto correttamente. La ricerca per parole chiave è una delle cose più importanti che puoi imparare a spostare le tue entrate da AdSense da centesimi al mese a più. Per un’azienda è sempre fondamentale affidarsi a chi sa come usare strumenti di questo genere. MG Group Italia può fare la differenza per la monetizzazione del tuo sito web, come? Chiama per scoprirlo 0577 1516860.

 

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Social Network e aziende; tra condivisioni, like e negozi virtuali

Che piaccia o no la presenza sui canali Social, è per l’azienda una strategia fondamentale per acquisire clienti, sia durante la fase di start up, sia per incrementare il business di chi è già sul mercato da tempo. Il numero degli utenti dei social parla chiaro, si tratta di milioni di persone che trasformano la pagina della tua Azienda in una vetrina che si affaccia sul mondo, o sulla fetta di mercato che più ti interessa.

La presenza nei Social è ormai un obbligo sia per i grandi Brand che per le PMI

Le varie piattaforme social, permettono alla tua azienda di relazionarsi con i potenziali clienti, mostrando loro i tuoi prodotti o servizi, tramite appunto, una vetrina che funge da vero e proprio negozio virtuale, così da condurli alla fase di acquisto.

Il primo Social sul quale dovrai puntare le tue attenzioni è ovviamente Facebook, che solo in Italia ha 30 milioni di utenti attivi.

Facebook è un potente strumento di promozione e un modo efficace per aumentare il numero di clienti della tua azienda

Permette di far conoscere il tuo Brand a potenziali nuovi clienti che verranno a conoscenza di quelli che cono i tuoi prodotti e servizi.

Facebook ti permette in oltre di raggiungere i tuoi abituali clienti e interagire con loro, per accogliere un suggerimento, oppure una richiesta di aiuto su come utilizzare un certo prodotto.  Attraverso i loro contatti si potrà fare network così da raggiungere anche futuri clienti.

Il punto forte delle Social Community e di Facebook in particolare, è l’interazione tra i membri della community e il relativo scambio di informazioni. Ogni volta che un tuo cliente mette un like su un post o sulla pagina della tua azienda verrà anche da tutti i suoi contatti.

Facebook rispetto al sito web dell’azienda, è un mezzo più amichevole per permettere un’interazione meno formale con l’utente.  Attenzione però a non sbagliare approccio per non rischiare di creare un danno di immagine, perché la presenza su Facebook espone l’azienda anche alla non facile gestione di reclami e opinioni negative. Questo è uno dei motivi per cui è opportuno far gestire la pagina da professionisti del settore.

Creare una Pagina Facebook è facile ma senza un’adeguata strategia per gestirla non porterà i risultati sperati

La prima cosa che viene in mente dopo aver aperto una pagina Facebook è quello di avere più contatti e like possibili.

Questo è sicuramente corretto ma solo se si tratta di interazioni genuine e non forzate in alcun modo. Molto meglio avere numeri più contenuti ma utenti che sono veramente interessati al nostro business.

Un utente genuino ti può aiutare a capire se un tuo prodotto è apprezzato oppure non piace così da poter cambiare le future strategie aziendali, quando necessario.

Da non sottovalutare che, fra i criteri che Google utilizza nell’indicizzazione di un sito web c’è anche l’attività sui social network. Questo significa che una costante attività su Facebook aiuterà il nostro sito o blog aziendale a scalare le prime posizioni nella Serp di Google.

Facebook come vetrina e negozio virtuale

Facebook non è solo comunicazione e interazione tra utenti, ma una piattaforma che sempre più si sta orientando verso l’e-commerce.

Negli Stati Uniti è già possibile acquistare direttamente da una pagina Facebook effettuando la transazione direttamente sul Social.

Al momento, in Italia, la pagina vetrina si può sfruttare come negozio virtuale ma per l’acquisto vero e proprio si sarà indirizzati verso il sito esterno dell’azienda che vende.

Nonostante questa limitazione, Facebook è una piazza potenzialmente straordinaria per promuovere quello che vende la tua Azienda.

La vendita attraverso questo canale è il risultato del rapporto di fiducia instaurato con il cliente, che vede i negozi virtuali su Facebook come una presenza molto gradita, quando sono ben realizzati.

La Vetrina fa si che le Pagine Facebook, realizzate in modo professionale, siano più efficaci, rendendole uno strumento in grado di portare risultati apprezzabili.

Anche le forme di pubblicità presenti su Facebook aiutano a promuove la tua Azienda, e ad un costo minore rispetto alle campagne Pay Per Click come AdWords

Facebook Ads sfrutta i dati rilasciati dall’utente quando si è iscritto a Facebook

Facebook Ads, la piattaforma pubblicitaria di Facebook è uno dei mezzi pubblicitari più utilizzati, perché sfrutta la grande quantità di dati che gli utenti rilasciano spontaneamente nel proprio profilo, come l’età, località di provenienza e interessi personali. Con simili informazioni a disposizione non è difficile ricostruire il profilo di un utente e capire a cosa è interessato.

Facebook Ads ha un costo variabile che dipende da quello che viene pubblicizzato e dal target al quale si rivolge.

Bisogna creare inserzioni efficaci per non sprecare soldi. Stabilire un budget e gestirlo nel miglior modo possibile in modo da raggiungere il target di potenziale clientela che più sia attinente al proprio business.

Ogni volta che deciderai di lanciare una campagna, questa dovrà poi essere analizzata con attenzione così da poter apporre le modifiche necessarie per trovare il giusto equilibrio.

Fare business con Instagram

Un canale Social che sta prendendo sempre più piede anche tra le aziende è Instagram. Anche attraverso questa piattaforma è possibile fare business, ma il tutto sta nel saper coinvolgere i propri clienti attraverso immagini di qualità e d’effetto.

Il Social si è reso conto che è più facile per l’utente, interagire e vedere i prodotti tramite immagini rispetto ad altri canali.

Le immagini, se di qualità, sono un piacere per gli occhi e su Instagram le persone cercano soprattutto belle immagini.

Dovrai quindi postare non solo belle foto dei tuoi prodotti ma anche realizzarne di creative dove il prodotto verrà mostrato in diverse situazioni che rispecchiano il suo utilizzo. Tutto ciò senza sacrificare la chiarezza dell’informazione.

E’ notizia di questi giorni dell’integrazione della nuova funzione Shopping di Instagram. Shopping è uno strumento grazie al quale le aziende possono inserire tag nelle immagini postate, così che gli utenti potranno direttamente fare acquisti direttamente dal sito dell’azienda, senza essere dirottati sui vari siti di e-commerce.

Il servizio è gratuito e per ora riservato alle aziende

La funzione dei tag per lo shopping, farà si che cliccando sulla foto verranno visualizzati i dettagli del prodotto ed il suo prezzo.

Fare marketing con Twitter

Questa piattaforma di mini blogging, rappresenta una concreta opportunità di crescita e promozione per le aziende che riescono a coglierne le potenzialità.

Twitter ha la capacità di raggiungere gli utenti in tempo reale, interagendo con loro al punto che alcune aziende lo usano come servizio clienti.

Lo scopo di aprire un account aziendale su Twitter è generalmente quello di fare promozione e indirizzare gli utenti verso il sito web dell’azienda.

Grazie agli hashtag, Twitter si rivela particolarmente utile quando si tratta di promuovere un evento. Usare un hashtag nel modo giusto, permette di ottenere grande visibilità fino a riuscire a diventare virale.

I 140 caratteri a disposizione per i post, suggeriscono di usare toni amichevoli e diretti in modo da raggiungere subito il pubblico.

Inutile dire che anche su Twitter il materiale che pubblichiamo dovrà essere di qualità, così che venga visto e possibilmente condiviso da utenti interessati.

Anche la famiglia Google ha il suo Social, si chiama Google Plus

E’ un social network poliedrico, perché a seconda di come viene utilizzato, si possono condividere post, immagini e relativi commenti, oppure può venire usato come mezzo per promuovere la propria azienda.

Aprire un profilo business con Google Plus può fare si che la tua attività sia trovata facilmente perché più visibile.

Ricordiamoci che è sempre un prodotto Google e quindi la presenza o meno della tua Azienda in questa realtà, è strettamente legata alle visibilità online e alle regole posizionamento della grande G.

Aumentare la visibilità online della tua azienda

La condivisione è l’idea portante di ogni social network e Google Plus non viene meno a questa regola.

L’integrazione con la ricerca di Google e Gmail, Maps e Youtube rende questo canale molto diverso e più versatile rispetto agli altri social.

Uno degli strumenti esclusivi e più potenti di Google Plus è Hangouts. Una sorta di chat multiutente che permette di gestire anche diverse videoconferenze. Un bel risparmio di tempo e denaro per fare riunioni o briefing, che se vorrai potrai decidere di mettere in streaming su Youtube, così da rendere visibile il tuo lavoro e aumentare la visibilità del tuo brand.

Curare le pubbliche relazioni con Linkedin

Se Facebook e Instagram sono importanti per dare un contributo diretto e rapido al tuo business, con Linkedin, viene curato l’aspetto delle pubbliche relazioni.

Attraverso questo Social, pensato per il mondo del lavoro, l’azienda si ufficializza nella sua forma e attività, per ottenere maggior visibilità e credibilità nei confronti di partners e potenziali clienti.

Linkedin è un canale di comunicazione importante, perché le aziende possono acquisire visibilità così da raggiungere utenti interessati ad un settore specifico.

In oltre, potendo inserire link, diventerà una fonte di traffico verso il sito o il blog aziendale.

Dovrai aprire una pagina azienda (è gratuita) che riporterà la storia dell’azienda, spiegherà nel dettaglio l’attività che svolge e potrà essere collegata ai profili professionali di dipendenti e collaboratori.

Se è importante per un’azienda curare il proprio spazio Linkedin, è altresi importante interessarsi a cosa i propri dipendenti fanno su Linkedin. Senza essere particolarmente restrittivi, basterà stabilire delle linee guida, magari organizzando dei minicorsi su come si utilizza questo strumento.

Come tutti i Social anche Linkedin, per essere efficace richiede un certo movimento: scrivere post, condividerli, rispondere agli interventi di chi opera nel tuo stesso settore, ecc. richiedono una certa pianificazione e la stesura di una sorta di piano editoriale.

Come vedi, far entrare la tua Azienda nel mondo dei Social non è una cosa banale. E’ un operazione che richiede attenzione per avere riscontri positivi sul tuo business e che se gestita male potrebbe anche essere controproducente.

Se desideri che la tua Azienda abbia una forte presenza anche sui canali Social, contatta subito Mg Group, i nostri esperti sapranno consigliarti al meglio nel proporti soluzioni altamente professionali.

 

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Content marketing: i contenuti che fanno la differenza

Un insieme di strategie che faranno grande il tuo business

Il blog è il luogo dello scrivere per eccellenza: fin dai primi siti online, uno dei modi più “antichi” di utilizzare il web è stato proprio quello di scrivere dei diari che raccontassero in ordine cronologico la vita, gli interessi o le capacità delle persone che si cimentavano a scrivere.

Nelle sue tante evoluzioni, il blog è passato da essere uno strumento di uso privato, ad un importante modo di fare marketing online. I brand, le aziende e le istituzioni hanno cominciato a capire l’importanza di dare degli aggiornamenti utili al proprio pubblico di riferimento: così sono nati moltissimi blog su internet, degli argomenti più vari.

La chiave di volta di questa strategia consiste nel dare consigli utili, a volte anche molto pratici, ai propri clienti acquisiti o potenziali e fare in modo che questi ultimi possano trovare rispose alle loro domande attraverso gli articoli del blog. Si innesca così un circolo virtuoso che porta più persone interessate a ciò che stai vendendo, più lettori, più fidelizzazioni e nuovi contatti.

In un mondo, come quello di internet, dove tutto cambia molto rapidamente, il concetto di content marketing si evolve con altrettanta velocità e bisogna sapersi adattare, per essere sempre due passi avanti rispetto alla concorrenza.

Oggi non basta più solamente creare contenuti di qualità, ottimizzati SEO, con le giuste keyword e i trend topic proprio al momento giusto; attenzione, tutto questo rimane, ma occorre andare oltre la scrittura. Vediamo come poterlo fare, attraverso gli strumenti che la tecnologia odierna ci offre.

GUARDARE AL PUBBLICO

Come sempre bisogna partire dalle basi: l’obiettivo del content marketing, è quello di rispondere in modo concreto ad un bisogno degli utenti, sia se questi sono clienti, sia se sono semplici persone in cerca di soluzioni. Il fine ultimo del tuo articolo blog è quello di conquistare l’attenzione delle persone e fare in modo che queste acquistino un tuo prodotto o servizio: la creatività c’entra ben poco.

In questo senso è sempre necessario mettersi dalla parte del pubblico, per evitare di farsi influenzare solo dalle proprie idee, nello scrivere un articolo. Questa non è una novità, ma è sempre bene ricordarcelo per partire nel migliore dei modi. La tastiera è la tua, ma la voce è quella del pubblico: tendi sempre entrambe le orecchie per ascoltare e tradurre in scrittura ciò che la gente desidera.

Questo è importante anche per un altro motivo, cioè la velocità di caricamento delle pagine web. Nel gestire un blog è importante tener presente il modo in cui naviga il pubblico sulla rete: ascoltare le esigenze degli utenti significa anche caricare contenuti che siano facilmente fruibili dalle persone, considerando il tipo di connessione che va per la maggiore. Più una pagina si caricherà lentamente, meno le persone saranno invogliate a proseguire la propria lettura di quel contenuto.

Inoltre è Google stesso che monitora costantemente i comportamenti delle persone sulla rete: al motore di ricerca non sfugge nulla. Questo significa che saprà esattamente se le persone rimarranno molto tempo sulla tua pagina oppure la abbandoneranno in fretta; da questo poi intuisce il grado di apprezzamento degli utenti riguardo i tuoi contenuti.

Google non solo indicizza ciò che scrivi, ma registra tutti i comportamenti: ne è un esempio il cosiddetto pogo sticking: la situazione in cui le persone trovano un sito ben indicizzato per la propria ricerca, entrano e abbandonano subito, non trovando quello che stavano cercando.

LA POTENZA DELLE IMMAGINI 

Tenendo in considerazione tutto questo, la cosa migliore da fare è dare alle persone ciò che desiderano, supportando il testo con altri elementi. Uno fra tutti: le immagini.

La potenza degli elementi visivi e grafici all’interno di un blog, così come di un post sui social network è davvero decisiva. Homo videns infatti: le persone sono molto più catturate da una bella immagine, o comunque da un’immagine particolare, che da un testo scritto. Almeno a primo impatto è così. Diciamo che le immagini sono l’esca con cui attrarre le persone a leggere un articolo intero.

Ovviamente stiamo parlando di immagini di un certo tipo: non basta che siano belle foto in alta definizione, devono rispondere a determinate caratteristiche.

  • Coerenza: non bisogna scegliere immagini casuali da mettere all’inizio o all’interno di un testo, ma sempre coerenti con l’argomento di cui si sta parlando. In un blog di moda, le immagini dovranno riguardare sfilate, ultimi modelli di scarpe in voga, esperienze sul campo.
  • Riconoscibilità: è necessario che le immagini che vengono scelte possano essere capite dal pubblico. Non devono esserci riferimenti troppo complicati o citazioni erudite: le immagini funzionano se colpiscono subito l’attenzione, oppure se rompono gli schemi.
  • Gusto: il fattore estetico conta, così come le mode del momento. Sempre meglio privilegiare immagini perfette per i gusti delle persone, anche in base alle tendenze sulla rete.
  • Infografiche: l’unione fa la forza, e allora cosa c’è di meglio se non mettere i testi in immagini attraverso grafiche originali e che aiutano il lettore ad orientarsi e a ricordare il testo che sta leggendo. Oggi ci sono strumenti facilissimi da utilizzare, anche online, per creare infografiche che lasciano il segno.

UNO SGUARDO AI VIDEO

Oltre il testo e al di là delle immagini, ci sono i video: efficaci per rimanere in pressi nella memoria degli utenti, soprattutto quelli che vogliono tutto e subito. Attraverso i video, si possono approfondire certi argomenti o riassumere in pochi e decisivi punti i contenuti di un articolo: insomma, si può dare forza a un testo. Tutorial, guide, brevi cortometraggi per spiegare i valori di un’azienda: le possibilità sono molte e risultano efficaci se strutturate per un target e degli obiettivi precisi.

Il video può diventare il completamento perfetto per l’articolo di un blog, la ciliegina sulla torta di un post su Facebook o Twitter, perché è un modo di far vedere (non a caso) quanto sei esperto di un argomento, quanto ti interessa risolvere un problema in modo pratico e immediato.

Spesso ci si chiede quanto debba essere lungo un video per funzionare ed essere visto: non c’è una regola precisa. Se si parla di argomenti interessanti può durare anche diversi minuti, l’importante è non dire la stessa cosa con 20 parole quando può essere detta con 2.

Inoltre c’è sempre la possibilità del podcasting, cioè le risorse di solo parlato che possono arricchire la tua strategia content. Questi ultimi sono anche molto più facili da fruire rispetto ai video e non implicano di avere il computer o il cellulare tra le mani: bastano un paio di cuffie.

Abbiamo visto che fare un content marketing adeguato è come costruire un puzzle di vai pezzi: non basta il contorno della figura, ma servono i colori, lo sfondo e le sfumature per renderlo perfetto. Lo stesso vale per la creazione di un contenuto per un blog aziendale: la scrittura oggi non basta più e ci sono molti modi per darle una mano a dare il massimo possibile.

Non credi anche tu? Se condividi le nostre idee e hai bisogno di un aiuto per la tua strategia di content marketing la nostra web agency è a tua disposizione: un team di grafici, copywriter e blogger saprà come aiutarti a creare contenuti perfetti. Contattaci: info@mgpg.it

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Lead Generation: le fasi della trasformazione dei lead freddi in lead caldi

Parlando di lead generation, ci si riferisce ad un insieme di azioni di marketing, il cui scopo è quello di ottenere contatti qualificati e accuratamente profilati, chiamati per l’appunto lead.

E’ una tecnica di marketing che punta a raccogliere contatti che manifestano un interesse verso l’azienda e i servizi che essa offre. Il lead è il primo step di quell’evoluzione che può portare un semplice contatto a diventare un affezionato cliente.

Come si ottengono i lead e perché si parte dai lead freddi

Perché l’attività di Lead Generation venga svolta in modo efficace, è necessario saper sfruttare i canali migliori per promuovere il proprio business, se necessario affidando la mansione ad agenzie specializzate.

Riuscire ad ottenere contatti e convertirli in potenziali clienti è un’opportunità che riesce a dare ad un’azienda la possibilità di attirare a se, profili di utenti realmente interessati al proprio business.

La lead generation per essere efficace deve essere coadiuvata da tutta una serie di strumenti, anche complessi e di non facile utilizzo, ma è comunque una tecnica alla portata di qualsiasi tipo di azienda, qualunque sia il suo business.

Normalmente i lead si ottengono attraverso le tecniche basilari del web marketing:

  • SEO, per attirare visitatori nel sito o blog aziendale, lavorando su keywords strategiche e sulle query inserite nei motori di ricerca.
  • campagne pay per click, per posizionarsi nelle prime posizioni delle Serp e ottenere la massima visibilità.
  • Campagne di email marketing.
  • attraverso call to action sul proprio sito che invitano il potenziale lead a compilare un form, lasciando dati personali.

Ora che abbiamo visto cosa sono i lead e come si ottengono è importante fare una differenza fra lead freddi e lead caldi.

Cosa sono i lead freddi

Non sono altro che i contatti che si sono limitati a chiedere il prezzo del prodotto, oppure sono interessati a semplici informazioni generiche. Tali richieste fanno presupporre che si tratti di utenti che non hanno un reale interesse, oppure che non siano convinti che la nostra azienda faccia al caso loro.

Non ci conoscono ancora, non si fidano e stanno sondando il mercato alla ricerca della soddisfazione di un bisogno.

Il lead freddo, ci ha trovati per caso e non conosce il nostro brand

Lavorando un lead freddo, quasi sempre si arriverà alla richiesta di un preventivo, ma è improbabile che porti direttamente alla vendita.

Solo una piccola percentuale di lead freddi sono idonei a diventare caldi e quindi pronti per passare allo step successivo che è l’acquisto del servizio o prodotto che offriamo.

Fondamentalmente quello che il lead freddo vuole sapere è il prezzo.

Non ci conosce, non sa niente della nostra azienda, dei servizi e della qualità che gli potremo offrire rispetto alla concorrenza.

Per trattare correttamente un lead freddo è necessaria una  strategia che escluda il tentativo di vendita immediato.

Il lead appena acquisito dovrà essere “riscaldato” prima di passare alle fasi successive.

Bisognerà metterlo nella condizione di scoprire il valore della nostra Azienda e della qualità di prodotti e servizi offerti. Faremo in modo da rassicurarlo e far aumentare la sua fiducia verso il nostro brand.

Ancor prima che il contatto conosca il prezzo, se saremo persuasivi quanto basta, guadagneremo la sua fiducia e spianeremo la strada alla vendita.

La fase di riscaldamento del lead consiste quindi nel guadagnare la fiducia di chi si è avvicinato alla nostra azienda senza conoscerla, per poi successivamente portarlo ad acquistare il prodotto.

Riscaldare un lead vuol dire far conoscere meglio l’azienda e il prodotto, grazie ad una comunicazione efficace e persuasiva.

Il potenziale cliente deve essere convinto che la nostra azienda e quello che offre è esattamente quello che sta cercando. Se saremo bravi da arrivare a questa fase il prezzo sarà l’ultima delle attenzioni del cliente.

I lead caldi

Si tratta di persone che hanno già avuto modo di testare i nostri servizi o che hanno già acquistato qualche nostro prodotto. Ci conoscono bene e sanno che si possono fidare della nostra azienda.

Attività di marketing atte unicamente a generare lead freddi, quindi poco profilati e non veramente interessati a quello che offriamo porterà a risultati di vendita marginali.

I lead caldi invece sono contatti che hanno la possibilità di tastare con mano la qualità e i servizi offerti dall’azienda, riuscendo a recepirne il valore.

Per trasformare un lead da freddo a caldo è quasi sempre necessario un passaggio intermedio.

Riscaldare un lead vuol dire coinvolgerlo emotivamente e fargli capire la qualità dei servizi offerti.

Sono tante le aziende che cercando di cogliere l’attimo, tentano subito di concludere la vendita e non si curano di spianare la strada verso una trattativa che offra maggiori possibilità di successo.

Lead freddi non adeguatamente preparati porteranno a scarsi risultati.

Le azioni di marketing andranno interpretate come un modo per guadagnare la fiducia del cliente e di intrattenere con lui un rapporto sempre più confidenziale.

Molti pensano che un offerta dove si punta esclusivamente sul prezzo stracciato, possa dare buoni risultati ma non è così. Senza che il lead sia stato adeguatamente riscaldato anche un prezzo basso non è sufficiente a convincere il cliente che si porrà delle domande sulla serietà dell’azienda e sull’offerta, facendo inevitabili paragoni con ciò che il mercato offre.

Il lead freddo si trasformerà in lead caldo attraverso piccoli passi, come iscrizioni a newsletter oppure attraverso i canali social.

Il processo di “riscaldamento”, può essere una lunga fase dove il potenziale cliente viene costantemente informato e aggiornato sul prodotto offerto, con lo scopo di aumentare fiducia e autorevolezza nel brand così da riuscire a spingerlo verso la fase di acquisto.

Solo una piccola percentuale di lead diventano caldi e quindi propensi ad acquistare

Uno degli strumenti utilizzati per pianificare la trasformazione dei lead freddi in caldi è il Funnel, ovvero l’imbuto

Come viene rappresentato il Lead Generation Funnel.

Il lead generation funnel, viene rappresentato come uno schema ad imbuto diviso in tutte le fasi che precedono l’acquisto da parte di un potenziale cliente.

Il Funnel, attraverso una semplice rappresentazione grafica, spiega come avviene il naturale processo di acquisto di una persona.

Pensiamo a come è fatto un imbuto. La parte più larga dell’imbuto è il Il TOFU, ovvero Top of the Funnel, perché raffigura i visitatori che giungono sul sito web dell’azienda attraverso tutti i canali disponibili.

Per fare leads generation, non è un segreto, bisogna avere un elevato numero di visitatori. Questo si ottiene curando la SEO del blog e del sito aziendale, facendo campagne Pay per Click e aprendosi sui canali social.

Più visitatori arrivano e più lead si possono generare.

MOFU invece, è la parte intermedia dell’imbuto, il Middle of the Funnel. Rappresenta la fase più importante della lead generation. E’ il momento dove bisogna studiare una strategia per far si che il semplice visitatore diventi un lead. Dovremo persuaderlo a lasciare i propri dati in cambio di contenuti di valore che possano essere di utilità.

Questi possono essere infografiche ed ebooks o qualunque cosa che rappresenti per il cliente un valore aggiunto.

Per ultimo troviano il BOFU ovvero il Bottom of the Funnel. E’ lo step dove si creano lead caldi pronti per essere convertiti in clienti veri e propri.

Per far diventare caldo un lead, è importante riuscire a capire quali sono i suoi reali bisogni che lo hanno indotto a cercare la nostra azienda e prodotti.

Questa è una fase molto delicata, perché solo con l’offerta giusta, il lead concretizzerà l’acquisto, mentre con un’azione sbagliata si potrebbe ottenere l’effetto contrario, non solo il lead non comprerà ma potrebbe anche decidere di non voler avere più a che fare con la nostra azienda.

Trasformare i lead freddi in caldi è una fase delicata che se gestita senza le dovute accortezze ci farà inevitabilmente perdere delle vendite.

Se hai bisogno di aiuto per trasformare i tuoi contatti in lead caldi, scrivici subito. Mg Group metterà a tua disposizione professionisti di web marketing in grado di valorizzare il tuo business.

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L’importanza del marketing sul web e i vantaggi rispetto al marketing tradizionale

Quali sono le strategie da mettere in campo online, per portare a casa i successi che ogni azienda vorrebbe avere

Se guardiamo anche solo ad un decennio fa, possiamo notare come il nostro Paese fosse quasi analfabeta dal punto di vista del marketing. Nel corso del tempo le cose sono cambiate e nel giro di poco sono fiorite tutte una serie di attività, strategie e nuove possibilità fondamentali per qualsiasi tipo di settore. Bisogna sottolinearlo: in questo preciso momento storico le condizioni per “fare marketing” sono davvero favorevoli, e il motivo è uno solo: grazie a internet abbiamo gli strumenti perfetti con cui raggiungere obiettivi importanti. Vediamo di capire il perché.

Innanzi tutto non bisogna credere che il marketing sia solo pubblicità; le strategie da mettere in campo sono molte, c’è bisogno di tutta una serie di azioni volte a promuovere prodotti o servizi, e instaurare un rapporto proficuo con i consumatori. Tuttavia la pubblicità è un po’ l’emblema del marketing, uno degli strumenti più efficaci che si hanno a disposizione per colpire il target. Va da sé che qualsiasi azione fatta online diventi, potenzialmente, pubblicità; e il messaggio è, sempre potenzialmente, visibile da una grande moltitudine di persone.

Due dei vantaggi più evidenti riguardo la propria promozione attraverso il web sono la semplicità di utilizzo e i costi bassi.

IL MARKETING OGGI

La pubblicità tradizionale è invece più complicata da realizzare ed estremamente più dispendiosa, se poi si  tratta di uno spot televisivo o radiofonico spesso le piccole e medie imprese non possono proprio permetterselo. Sul web non esistono problemi di questo tipo: bastano gli strumenti giusti e mirati, le conoscenze adeguate, una strategia corretta e il gioco è fatto. Certo, non dobbiamo pensare che tutto sia facile, quello che vogliamo dire è che un corretto utilizzo del marketing online può facilmente farci competere con entità molto più grandi di noi, alla pari.

La seconda caratteristiche che vogliamo sottolineare riguarda il fatto che sul web è possibile parlare a molti, ma lo si può fare in maniera mirata, scovando la propria nicchia di mercato; questa sarà composta da persone potenzialmente molto interessate a quello che vendiamo.

È finito il tempo di lodarsi della propria bravura senza fare nulla per ampliare i propri orizzonti e soprattutto accrescere i contatti con potenziali clienti, è ora di battere la concorrenza usando il web (ancora in molti nel settore edile non lo fanno proprio). Noi di MG Group Italia crediamo fortemente alle potenzialità della rete, tanto che la nostra agenzia di comunicazione ha sviluppato degli importanti strumenti strategici per essere presenti sul web nel modo corretto, per qualsiasi tipo di business.

ESSERE DIVERSI

Come abbiamo detto, non basta essere presenti in maniera passiva sulla rete per far crescere la propria azienda; quelli che utilizzano il proprio sito web come se fosse una vetrina statica di prodotti, non vanno molto lontano e, ora come ora, in molti ancora pensano che questo basti. Per avere risultati importanti dalla propria presenza su internet occorre essere conosciuti, rispettabili, credibili e diversi dagli altri: insomma è necessario diventare il punto di riferimento per un certo settore di mercato. È per questo motivo che prima di vendere sarà necessario generare contenuti e informazioni utili a chi potrebbe sceglierti in futuro, mostrare alle persone soluzioni per i loro problemi e dimostrare di essere tu stesso il migliore a risolverli. È in questo modo che si riesce a intersecare la domanda con l’offerta e si può creare un proprio mercato. Qualsiasi ruolo ricopra all’interno di un’impresa, o nel caso in cui tu sia un libero professionista, dovrai far vedere ai tuoi clienti che sei principale risolutore dei loro problemi.

Creare contenuti di valore, che potrebbero attrarre persone nella tua “rete” è una strategia oggi molto utilizzata, che dà ottimi risultati. Si tratta del content marketing che però da solo non funziona, è il primo passaggio per catturare potenziali persone interessate a ciò che offri, a quel punto devi essere bravo ad educare.

Per farlo, è necessario produrre informazioni e comunicare in maniera semplice; grazie ad una corretta strategia di marketing potrai superare la barriera dell’ignoranza, della diffidenza e avvicinare i tuoi clienti alla tua impresa o al tuo studio. Il vantaggio è che questo tipo di “educazione” avviene ancor prima che ci sia l’incontro faccia a faccia vero e proprio, generando un vantaggio incredibile; tutta la complicata fase della spiegazione di chi sei e cosa fai verrà saltata, e potrai concentrarti su altre attività impegnandoti per dare un valore aggiunto alla tua azienda.

Ma come la mettiamo con la concorrenza? In molti hanno ormai capito le potenzialità del web, in molti hanno imparato ad usarlo in maniera proficua. Per emergere dall’universo internet, fare quindi in modo che proprio tu venga scelto, tra la miriade di altri che si occupano di costruzioni, abbiamo in serbo qualche consiglio da darti.

FOCALIZZAZIONE 

 Concentrarsi su un settore specifico è sicuramente uno dei primi passi da compiere per non appiattirsi, ma spiccare sulla concorrenza. La comunicazione di un professionista o di un’impresa, dovrebbe rimanere concentrata su alcuni punti specifici, attraverso un messaggio semplice, chiaro e che mira dritto all’obiettivo. Puntare su alcune caratteristicahe specifiche è sempre meglio che spaziare a destra e sinistra: per quello c’è già la concorrenza.

Il popolo di internet è distratto, ha poco tempo per prendere le decisioni e vuole sapere subito a cosa andrà in contro; in caso contrario basterà un click per cambiare sito. Ecco perché per attirare l’attenzione servono contenuti di qualità e diretti alla risoluzione del problema che il cliente ha. Inutile produrre continuamente informazioni inutili: meglio un contenuto in meno e più focalizzato che tanti ma troppo generici.

QUESTIONE DI COSTI

Altro punto da tenere in considerazione sono i costi da affrontare. Per raggiungere un certo numero di clienti dovrai essere pronto a mettere in campo le risorse economiche necessarie: sia che si parli di marketing offline che online. A maggior ragione una comunicazione concentrata verso una direzione specifica, potrà assicurarti migliori risultati con una minore spesa.

Qualcuno potrebbe obiettare che, puntando su una nicchia di pubblico e quindi su un settore specifico si perda molta parte dei potenziali clienti: non funziona proprio così. In realtà un business focalizzato è il primo passo per attrarre più clienti, spendendo poco.

PERCHÈ PROPRIO NOI E NON GLI ALTRI?

Il discorso fatto fino a questo momento non deve ingannare; infatti non dobbiamo pensare che focalizzarsi su un settore in cui siamo gli unici presenti sia positivo. In altre parole non avere competitori su un mercato può voler dire solo due cose: o si tratta di un mercato monopolistico o di un mercato dove le persone non sono disposte a spendere. Al contrario, far parte di un comparto nell’ambito dell’edilizia che sia piuttosto attivo e vivace, significa che esiste un consistente pubblico di possibili committenti.

Ora, anche se abbiamo molti competitori da affrontare, ciò non vuol dire che tutti siano in grado di sfruttare gli strumenti del web marketing come lo sappiamo fare noi. Perché quindi qualcuno dovrebbe scegliere proprio noi piuttosto che qualcun altro?

  • Offriamo un ottimo rapporto qualità prezzo? Quasi tutti dicono la stessa cosa!
  • Ci occupiamo del progetto dalla A alla Z: chiavi in mano? Milioni di altri professionisti lo fanno.
  • Abbiamo cura del cliente in modo personalizzato? Nulla di nuovo, niente di diverso.

La risposta in realtà sta proprio nella diversità, nella capacità di differenziarsi dalla concorrenza e offrire dei servizi ad hoc per un certo cliente target: negozianti, famiglie, ecc. Ciò non significa seguire il cliente in tutto ciò di cui ha bisogno, ma piuttosto costruire il tuo modo di lavorare attorno ad una serie di obiettivi che rispecchino la categoria di pubblico a cui vuoi riferirti.

Molti credono che l’unica via di conquistare la gente sia ridurre la propria parcella; come abbiamo visto questo può generare: l’impressione che il tuo servizio valga poco o comunque meno rispetto alla concorrenza, erodere i profitti e rischiare di non avere più tempo libero per far quadrare i conti, infine il rischio di trovare sempre qualcuno che chiede meno di te.

UNA STRATEGIA VINCENTE 

 Il “trucco” consiste invece nel dare la migliore percezione possibile di chi sei e del lavoro che svolgi, di come lo fai, in relazione al pubblico a cui ti rivolgi. In questo senso differenziarti da tutti coloro che competono con te sul mercato è l’aspetto vitale per portare la tua impresa a vincere sulle altre. Non riuscire a comunicare la propria diversità e unicità, significherà essere valutati solo in funzione del proprio prezzo: e nessuno ha voglia di veder sminuito il proprio lavoro!

Il valore aggiunto che metterai in campo come professionista o come impresa sarà quello di essere l’unico, lo specialista di settore; quello cioè in grado di portare a termine un lavoro che altri sanno fare, nella maniera migliore e più giusta possibile per un certo tipo di pubblico.

Contatta MG Group Italia: grazie ai nostri pacchetti web su misura per te, potrai far crescere la tua presenza online grazie ad una strategia a 360 gradi. Chiamaci per una consulenza gratuita allo 0577 1516860.

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L’ebook: contenuto di valore per fidelizzare i propri clienti

Di qualunque settore si occupi, un’azienda che produce beni o servizi, avrà tra i principali obiettivi, quello di massimizzare il livello di fidelizzazione del cliente. Una strategia di fidelizzazione per funzionare efficacemente deve essere in grado di andare incontro alle esigenze del cliente, attraverso contenuti di qualità, che portino valore. Questo valore deve essere recepito dal cliente come la somma delle attenzioni e degli sforzi che vengono fatti per offrirgli un servizio migliore.

Il processo di fidelizzazione consiste in un insieme di azioni mirate al mantenimento del clienti

E’ un processo attraverso il quale viene venduto indirettamente un servizio che porterà ad una relazione stabile e duratura con il cliente.

Bisogna preparare un contenuto di valore che sia apprezzato ed efficace. Per i già clienti, verranno usate tutte le informazioni raccolte attraverso form e questionari, nonché un esame delle loro precedenti esperienze d’acquisto, così da creare un qualcosa di personalizzato e speciale che renda ancora più forte l’immagine del brand aziendale.

Un cliente soddisfatto è un cliente che ritorna. Chi cliente non lo è ancora, ma viene portato sul sito web dell’azienda, attraverso un contenuto di valore, diventerà facilmente un lead.

Mettere a disposizione del cliente contenuti atti alla sua soddisfazione è uno dei processi fondamentali del Content marketing

Strategie di Content Marketing, l’ebook come valore aggiunto

Il Content Marketing consiste in una serie di processi che portano alla produzione e ottimizzazione di contenuti in grado di offrire un valore aggiunto all’utente che ne beneficia e trae dei vantaggi. Tali contenuti dovranno comunicare informazioni utili e originali per coinvolgere gli utenti.

Una strategia di Content Marketing viene definita attraverso una serie di azioni consequenziali. Tra queste, ci sarà l’identificazione dell’obiettivo che si vorrà aggiungere. Stabilire il target verso il quale destinare i nostri sforzi. Definire quali contenuti sviluppare per produrre un’azione efficace e infine monitorarne l’andamento e i risultati.

Un cliente si aspetta di avere sempre e comunque soddisfazione nel rapporto con la nostra azienda.

Fare Content Marketing, vuol dire produrre contenuti di qualità in modo da attirare utenti verso il proprio brand.

La possibilità di accedere a contenuti di qualità personalizzati o anche solo coerenti con i prodotti e i servizi offerti, sorprende positivamente i clienti. Questo effetto non fa altro che veicolare il cliente verso il processo di acquisto, senza aver dovuto investire cifre importanti.

Naturalmente, tutto ciò non deve essere frutto di un lavoro improvvisato.  E’ necessaria una strategia e un impegno notevole, per una pianificazione coerente con le esigenze del mercato e dei clienti.

I contenuti e le informazioni devono portare utilità al potenziale cliente e al cliente già acquisito. Se l’azienda si rivolge ad un determinato target, i contenuti dovranno essere a loro attinenti.

Dovranno essere migliori di quelli della concorrenza e dovranno trasmettere al cliente quella sensazione di valore aggiunto che non troverebbe altrove.

Non solo contenuti, ma anche il momento e la frequenza di somministrazione devono essere parte della strategia.

I costi da affrontare saranno poco impegnativi. Non sarà necessario stampare cataloghi o brochures. Le azioni di Content Marketing per ottenere la fidelizzazione, avvengono creando contenuti personalizzati che il cliente potrà scaricare e conservare.

Avere un database aggiornato dei potenziali clienti è molto importante per fare Content Marketing

Per convincere il visitatore a fornire i suoi dati, dovremo offrirgli un contenuto di valore. Questo potrebbe essere la possibilità di scaricare un manuale in pdf, un’infografica oppure un ebook.

Basta un semplice indirizzo email per poter raggiungere leads e clienti ed invitarli sul nostro sito, dove troveranno, in evidenza contenuti pronti da scaricare, formulati in base alle loro esigenze.

Mettere a disposizione contenuti gratuiti e di valore, come ebooks, è il modo migliore per valorizzare l’azienda e gratificare il cliente.

Questo materiale andrà reso il più visibile possibile, cercando di far capire che si tratta di prodotti di qualità e che è stato fatto uno sforzo importante per realizzarli e renderli disponibili.

Il concetto di Content Marketing si basa proprio sul mettere a disposizione contenuti di qualità che possano essere apprezzati come valore aggiunto.

Creare un ebook è una delle azioni più raccomandabili per sviluppare un’attività di Content Marketing.

Attraverso i contenuti scaricabili è ormai affermato che si riescono a raccogliere i favori degli utenti e si genera un passaparola che arricchisce il brand dell’azienda.

Creare un ebook può essere la soluzione ideale per raggiungere un obiettivo. Farsi conoscere ottenendo riscontri e condivisioni che si propagano sui vari canali digitali e che alla fine possono trasformarsi in vendite.

Creare contenuti di valore è uno dei migliori modi di attirare nuovi clienti e di generare leads

La forza esclusiva degli ebook è dovuta al fatto che sono scaricabili e rimangono all’utente.

Trasmettono una sensazione ben diversa da un articolo scritto sul sito web dell’azienda. Il poter scaricare l’ebook trasmette al cliente la sensazione di avere tra le mani un bene reale che trasmette valore.

Gli ebooks sono da considerare dei potenti strumenti per generare leads.

La creazione di un ebook è decisamente più impegnativa rispetto ad una brochure o una breve presentazione.

Un ebook per essere considerato tale deve essere composto da decine di pagine, meglio se sono più di cento.

Per supportarne la diffusione a volte non basta metterlo in bella mostra sulla landing page del sito o del blog.

Dovranno essere pianificate delle strategie appositamente studiate per pubblicizzarne il contenuto. Addirittura si potranno usare degli estratti dell’ebook per realizzare brevi presentazione o infografiche da pubblicare sul blog aziendale.

Non meno attenzione andrà dedicata alla copertina, che come quella di un libro cartaceo, dovrà essere visivamente attraente e suscitare curiosità.

L’ebook gioca un ruolo fondamentale nella strategia di Content Marketing

La creazione di ebooks da scaricare gratuitamente, porta anche vantaggi in termini SEO.

Per portare a termine questo progetto bisogna investire tempo e risorse.

La scrittura del contenuto dell’ebook e la sua pubblicazione sono efficaci se coordinati da una strategia.

Per portare a termine questo progetto bisogna investire tempo risorse e impegno, magari rivolgendosi a professionisti del web marketing.

Non basta scrivere e pubblicare. Per raggiungere un obiettivo ci vuole una strategia.

Ormai è un dato di fatto. Pubblicare un ebook contribuisce a fare lead generation e acquisire contatti utili per proporre prodotti e servizi.

Il cliente attirato dalla possibilità di scaricare un ebook di suo interesse lascerà volentieri in cambio il suo indirizzo email.

Un’azione di Content Marketing di questo tipo, deve essere legata ad un progetto più ampio. Dopo aver conosciuto a fondo le esigenze del target e stabilito un obiettivo si potrà cominciare a scrivere l’ebook.

Le attività di marketing e comunicazione cominciano da una storia, e la stessa azienda è il risultato di un processo carico di significati e valori, i quali non richiedono altro che essere trasformati in contenuti digitali per potersi diffondere.

Usare un ebook per rendere più forte il tuo brand

Un ebook deve essere ben strutturato nei contenuti. Così facendo si potrà gestire nel modo migliore il suo sviluppo e la sua diffusione.

Bisogna documentarsi, non si scrive un ebook dalla mattina alla sera. un lavoro affrettato rischia di comprometterne il risultato. La stesura andrà fatta con calma e senza improvvisare.

Proporre un prodotto realizzato in modo affrettato e superficiale potrebbe farci perdere delle grosse opportunità.

Non solo, bisogna assicurarsi che i contenuti siano accessibili anche da mobile e dovranno essere pubblicati al momento giusto, così la diffusione del contenuto avrà la massima efficacia.

Una volta creato l’ebook, bisogna promuoverlo. Bisogna fare in modo che raggiunga il target per il quale è stato progettato.

Andranno innanzitutto stabiliti i canali di distribuzione.

I primi canali che oggi vengono in mente per la loro diffusione globale e massiva sono sicuramente i social network, che se ben sfruttati possono essere un ottimo mezzo di content distribution.

Contenuti di valore come un ebook mettono in relazione l’utente e l’azienda. Attraverso l’ebook l’azienda trasmette il proprio messaggio e il cliente ne trae un vantaggio.

Se vuoi fidelizzare i tuoi clienti, offrendo loro degli ebook da distribuire attraverso il tuo sito web, ma non sei sicuro della strategia da usare, non esitare a contattarci. I nostri specialisti di marketing sapranno individuare la giusta soluzione per mantenere la tua azienda competitiva e in linea con le tendenze di mercato.

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La psicologia del colore nel marketing e nel branding

Uno sguardo d’insieme sul ruolo che i colori giocano nelle scelte dei consumatori, e come possono essere utilizzati per aumentare le vendite

La psicologia del colore relativa alla persuasione, è uno degli aspetti più interessanti e più controversi del marketing. Accade spesso che la maggior parte dei dibattiti odierni su colori e persuasione si basino su intuizioni, prove aneddotiche o pareri di pseudo-esperti che promettono di svelare il giusto colore per colpire la mente delle persone.

Oggi vogliamo combattere questa tendenza e trattare l’argomento in maniera adeguata, data la sua importanza, in questo articolo ci affideremo a delle ricerche condotte dagli studiosi più importanti al mondo in materia.

L’atteggiamento umano nei confronti dei colori, ha sempre suscitato grandi controversie, soprattutto perché i dati che supportano le varie posizioni sono quasi sempre molto scarsi. Qui invece vogliamo fornire prove concrete al fatto che i colori influenzino il nostro comportamento e atteggiamento verso le cose con cui ci troviamo ad avere a che fare ogni giorno.

IL RUOLO DEL COLORE

Prima di tutto però, una precisazione: è necessario dire che elementi come preferenze personali, esperienze, educazione, differenze culturali, contesto, possano alterare il “potere” che i colori hanno su di noi. Per questo motivo è impossibile affermare con certezza che il rosso sia un colore eccitante per tutti; tuttavia ci sono degli schemi da considerare, che possono essere utili per il giusto utilizzo di uno o più colori.  Già, perché è universalmente accettato che i colori svolgano un ruolo piuttosto importante negli acquisti e nel branding.

In uno studio intitolato Impact of Colour in Marketing, i ricercatori hanno scoperto che fino al 90% dei giudizi istantanei che i consumatori hanno sui prodotti, possono basarsi sul colore di questi ultimi.

Insomma, il ruolo che il colore gioca nel branding non è da sottovalutare; altri studi dimostrano che la relazione tra marchi e colori dipende anche dall’appropriatezza percepita del colore utilizzato per il marchio, in altre parole, quanto il colore “si adatta” a ciò che viene venduto, nella percezione della gente.

Lo studio Exciting Red and Competent Blue, conferma inoltre che l’intenzione di acquisto è fortemente influenzata dai colori, a causa dell’impatto che hanno sul modo in cui un marchio viene percepito. Ciò significa che i colori influenzano la percezione che il cliente ha della “personalità” di un marchio.

E ancora, ulteriori studi hanno rivelato che il nostro cervello preferisce marchi riconoscibili, il che rende il colore incredibilmente importante quando si crea una brand identity. In queste ricerche è stato suggerito persino che è i nuovi marchi dovrebbero utilizzare colori differenti dai concorrenti già riconoscibili (se la concorrenza utilizza tutti il ​​blu, meglio distinguersi usando il viola).

MA QUALE È IL COLORE GIUSTO?

Quando si tratta di scegliere il colore adeguato al proprio brand, non bisogna cadere nel tranello che ci sia un colore migliore di un altro in generale, ma che lo sia nel particolare: il consumatore è più colpito all’adeguatezza del colore in relazione al prodotto rispetto che dal colore in se stesso. Facciamo un esempio; chi compra Harley Davidson riconosce nel brand forza e robustezza, possiamo supporre che un logo rosa + glitter non venda molto bene, per il pubblico di riferimento.

Possiamo notare che la maggior parte degli studi accademici sul rapporto tra colori e branding, dicono che è molto più importante per i colori del tuo brand supportare la personalità che desideri ritrarre, invece di cercare di creare un logo partendo dagli stereotipi sul colore.

UNA QUESTIONE DI CONTESTO

Affermazioni come il “verde significa calma” possono portare fuori strada. Manca il contesto infatti; a volte il verde viene utilizzato per marcare temi ambientali, altre volte è destinato a fare da sfondo ad ambienti finanziari.

Il marrone può essere utile per un appeal robusto, ma quando utilizzato in un altro contesto, può essere usato per creare una sensazione calda e invitante, o per stuzzicare l’appetito (ogni pubblicità sul cioccolato che tu abbia mai visto).

Non esistono linee guida valide per tutti riguardo la scelta dei colori per il vostro marchio, di certo il contesto in cui lavorate è un punto di partenza per qualsiasi tipo di scelta; ad esempio, l’uso del bianco per comunicare l’amore di Apple per un design semplice e pulito.

Senza questo contesto, scegliere un colore piuttosto che un altro non ha molto senso, e ci sono poche prove per sostenere che l’arancio renderà le persone universalmente più propense ad acquistare un prodotto rispetto all’argento.

IL GENERE CONTA?

È importante notare che il proprio ambiente – e in particolare le percezioni culturali – giochino un ruolo importante nel dettare l’appropriatezza del colore, che a sua volta può influenzare le scelte individuali. Sono evidenti, ad esempio, le preferenze in base al genere a cui si appartiene. Il grande classico è rappresentato dalla divisione tra il blu per i ragazzi e il colore rosa per le ragazze.

In realtà però questa differenza non è mai così netta: anzi, molte donne preferiscono il blu al rosa, anche se poi danno un feedback positivo a colori come il viola, che agli uomini non piace affatto. Avete mai visto un trapano viola?

Quando si tratta di sfumature, tinte e tonalità gli uomini sembrano preferire colori audaci mentre le donne preferiscono colori più tenui. Inoltre, gli uomini sono più propensi alle sfumature scure di colori mentre le donne sono più ricettive alle tinte chiare (i colori con il bianco aggiunto).

Queste sono informazioni da tenere in considerazione quando si costruisce un logo: il tuo pubblico è più maschile o femminile?

IL COLORE PERFETTO PER AUMENTARE LE CONVERSIONI

Uno degli argomenti più dibattuti ultimamente, riguarda il colore “migliore” per i tassi di conversione sui siti Web. Anche in questo caso non esiste un’unica risposta. Possiamo approfondire questo argomento guardando al principio psicologico noto come effetto di isolamento; quest’ultimo afferma che un oggetto che risalta in maniera netta, è più probabile che venga ricordato. Studi dimostrano chiaramente che le persone sono in grado di riconoscere e ricordare un oggetto molto meglio quando spunta in modo sfacciato da ciò che lo circonda. Ad esempio il pulsante di registrazione si distingue perché è un cerchio rossa che stacca nettamente dal colore di sfondo.

Per cui se si vuole mettere un tasto specifico, che possa richiamare una conversione o call to action, sempre meglio farlo di un colore che risalti rispetto allo sfondo (e che magari sia anche il suo complementare).

IL NOME È IMPORTANTE

È stato infine dimostrato che nomi di colori più insoliti e unici, possono aumentare l’intenzione di acquisto. Per esempio, le caramelle gommose con nomi esotici, avevano più probabilità di essere scelte rispetto alle stesse con nomi tradizionali come giallo limone. Questo effetto è stato riscontrato anche in articoli non alimentari, come le felpe o i cappelli.

Per quanto strano possa sembrare, la scelta di nomi creativi, iconici e memorabili per descrivere determinati colori può essere una parte importante per assicurarsi che un prodotto abbia un maggiore impatto.

Per una consulenza gratuita sul migliore stile, le caratteristiche e i colori perfetti per il tuo sito web, non esitare a contattarci al numero 0577 1516860. I nostri esperti di graphic design potranno trovare le tonalità migliori per un brand dalla grande personalità.

 

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Storytelling: la sua importanza per un’azienda di successo

Come le storie possono rafforzare un brand

 Il termine storytelling può far pensare a qualcosa di nuovo e moderno, in realtà si tratta di un meccanismo antico, che da sempre ha un’importanza fondamentale per gli individui, in tutti gli ambiti. Dopotutto ci raccontiamo storie ogni giorno, non possiamo farne a meno e queste ultime non si limitano al campo della narrativa, ma si estendono a qualsiasi forma di contenuto.

Anche nel marketing le storie sono importantissime, molti marchi internazionali hanno sfruttato la narrazione per raccontarsi, per entrare in sintonia con il proprio pubblico. Non c’è nulla di meglio per un brand infatti, che entrare dentro la vita dei propri potenziali clienti e lasciare emozioni forti, che non facciano dimenticare molto facilmente un prodotto o un servizio.

I brand creano storie? Le storie creano marchi? Oppure il potere della narrazione dei brand è così pervasivo che non possiamo nemmeno capirne i confini?

UNA STRATEGIA CHE FA LA DIFFERENZA

Ovviamente ai tempi del web marketing e dei social network, lo storytelling trova il suo terreno fertile, si moltiplicano infatti gli strumenti e i modi in cui possono essere veicolate le storie. Dobbiamo pensare al fatto che raccontare e condividere storie è una attività fondamentale per ogni essere umano; ecco perché sfruttare questa caratteristica nel marketing online può essere davvero fondamentale per ogni tipo di business.

Insomma, in una strategia di content marketing, lo storytelling dovrebbe avere uno spazio non indifferente.

Tuttavia, indipendentemente da quanto efficace possa essere (e dovrebbe essere) lo storytelling, è spesso frainteso, sia dal punto di vista del content marketing che del branding.

Infatti in molti lo vedono come una semplice tecnica nella creazione di contenuti scritti e visivi. In realtà, oltre a questo aspetto, ce ne sono molti altri; inoltre, l’uso dello storytelling nel content marketing si è evoluto e continuerà sempre ad evolversi.

UN PROGETTO A LUNGO TERMINE 

Quindi, come creare contenuti interessanti e che colpiscano nel segno? Come fare in modo che le storie si attacchino alle persone per non staccarsi più? Ma soprattutto come inventarsi uno storytelling che non si limiti a una singola storia, ma che possa identificare un brand in maniera coerente e a lungo? In questo senso mi vengono in mente gli spot pubblicitari di Ikea, sempre molto accattivanti e incisivi; oltre a questo però c’è una cosa che li distingue dagli altri: già nei primi secondi riconosci subito che si tratta proprio di uno spot di quel brand. La multinazionale svedese ha saputo adottare uno stile unico nel narrare le proprie storie, ciò rende i suoi spot vincenti.

COSA VOGLIONO LE PERSONE

Senza andare a scomodare i colossi mondiali, ogni PMI deve saper fare un content marketing che spinga sui punti di forza della propria azienda. Tutto parte, come sempre dalle persone: sapere ciò che vogliono è fondamentale per costruire uno storytelling efficace. C’è da domandarsi cosa piace alla gente, cosa vogliono condividere, di cosa gli interessa parlare. Tutto ciò in concomitanza con azioni strategiche anche in altri ambiti; lo storytelling è solo una delle azioni di una corretta presenza online.

Come abbiamo detto, sono le persone a fare le storie, e il brand deve saper cogliere questa opportunità: che tipo di esperienze ha il cliente con il vostro marchio, che non può avere con nessun altro? Questo un buon punto di partenza.

SGUARDO AL RISULTATO

Lo storytelling non è un esercizio di stile, ma una questione di coerenza e adattamento ai bisogni umani in evoluzione. La coerenza deve risiedere nel fatto che i contenuti proposti devono servire a rafforzare lo status del tuo marchio e a veicolarlo nel modo migliore possibile. I bisogni umani sono fondamentali per dare uno sfondo alle tue storie.

Proprio come una fiaba, una storia di branding accattivante deve avere tre atti che creano la situazione, raccontano il conflitto e offrono una soluzione. Tuttavia, le storie di business sono uniche perché richiedono un quarto elemento: un invito all’azione, che è spesso indiretto.

L’obiettivo finale del content marketing è quello di ispirare, motivare al cambiamento e quindi incoraggiare all’acquisto di un prodotto o attrarre persone nel tuo negozio. È il risultato desiderato che indirizzerà la giusta storia da raccontare.

RIBALTARE LE PROSPETTIVE

Le storie devono essere personali: pensa a come è nato il tuo marchio, cosa ti ha ispirato per creare l’azienda e qual è la tua mission. In particolare poi, bisogna pensare a alle esigenze del pubblico che potrebbe sceglierti. Le storie devono essere avvincenti e spesso emozionali, tuttavia, una tecnica molto efficace, consiste nel raccontarsi tramite le esperienze dei clienti. In questo caso viene ribaltata la prospettiva: l’azienda diventa la protagonista indiretta, mentre è il cliente a svolgere il ruolo principale. Infatti un cliente alle prese con i benefici che la tua impresa può apportargli, che viene mostrato o raccontato nel momento in cui trova le risposte alle sue domande, rappresenta il tuo asso nella manica. Le narrative dei clienti hanno il maggiore impatto a lungo termine sui marchi.

Tessere le lodi in maniera auto-celebrativa, spesso può essere controproducente: meglio che sia qualcuno che fa da testimone ed esalta i tuoi prodotti o servizi. Costruire il proprio storytelling basandosi sul come la vostra azienda può risolvere i problemi di chi la sceglie, è una tecnica sempre vincente.

CONOSCI IL MEZZO

Qualsiasi mezzo può essere utilizzato per raccontare una storia: un blog, uno spot tv, un articolo di giornale, i canali social, un sito web, e chi più ne ha più ne metta. Non è da sottovalutare il fatto che ogni mezzo suscita una reazione diversa nel pubblico; così, le storie devono essere adatte al mezzo comunicativo che si sceglie. La chiave del successo è capire quale storia raccontare in uno specifico medium. Messaggi brevi e scattanti, di forte impatto visivo funzionano meglio su televisione e web; una narrazione più articolata può essere ottima quando si tratta di conferenze e seminari, solo per fare degli esempi.

In questi ultimi due casi, per essere un buon narratore, devi ascoltare il tuo pubblico in modo da poter davvero comprendere i loro desideri e preoccupazioni, le loro convinzioni e atteggiamenti. Devi continuare ad ascoltare mentre la tua storia si sviluppa così da valutare le reazioni del tuo pubblico in diretta.

Emozione, autenticità, connessioni personali e guida all’azione. Questo è tutto ciò che riguarda la narrazione. Le regole della narrazione rimangono sempre quelle, bisogna solo saperle adattare ai tempi, ai mezzi e ai pubblici che cambiano e si evolvono.

Raccontare bene una storia sul gusto mezzo di comunicazione è più facile, quando si scelgono i professionisti giusti. MG Group Italia è pronta a narrare la vostra storia, nel modo più avvincente possibile. Contattaci allo 0577 1516860 per ulteriori informazioni.