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Privacy ed esperienze personalizzate: esiste un equilibrio?

Navigare in rete implica “lasciare” sempre nuove tracce di noi ad ogni nuovo passo.

Queste tracce non vanno perse, ma vengono raccolte ed utilizzate dalle aziende per fornire agli utenti esperienze sempre più personalizzate e su misura.

Se da una parte questi contenuti ad hoc permettono all’utente di vivere esperienze sempre più performanti e immersive con i brand, dall’altra generano non poca preoccupazione attorno alle modalità con cui vengono trattati i dati raccolti per la loro creazione.

Privacy online: cosa pensano gli utenti?

A proposito della percezione che gli utenti hanno sulla vulnerabilità dei propri dati, uno studio condotto da Selligent Marketing Cloud ha evidenziato che:

  • una parte dei consumatori, il 33% pensa che i brand debbano pianificare strategie di marketing per anticipare i desideri degli utenti;
  • il 77% ritiene invece che le aziende dovrebbero agire nei confronti degli utenti con maggiore umanità, invece di considerarli solo un dato all’interno del target oggetto di vendita;

La preoccupazione degli utenti in materia di privacy online è evidente:

  • il 75% degli utenti teme che avvenga o sia avvenuta una violazione attorno alle proprie informazioni;
  • un altro 88% invece pensa che i dati forniti ad un’azienda siano poi stati condivisi ad altri partner senza un consenso esplicito;

Un pensiero ragionevole se si tiene conto di alcuni recenti scandali in materia di privacy online.

WhatsApp e la nuova informativa privacy di Mark Zuckemberg

In un’intervista rilasciata a Forbes, l’ex-proprietario di WhatsApp, Brian Acton, si era dichiarato pentito della scelta di vendere la nota App di messaggistica istantanea, in quanto la transazione aveva comportato l’inevitabile passaggio dei dati degli utenti nelle mani del nuovo proprietario: Mark Zuckemberg.

Una volta avvenuto il passaggio, la nuova società aveva cambiato le condizioni relative alla privacy per entrare in possesso delle informazioni degli utenti circa:

  • frequenza e modalità d’uso delle App appartenenti al nuovo gruppo;
  • account abusivi e potenzialmente pericolosi;
  • informazioni utili alla promozione di prodotti e inserzioni pubblicitarie;

Per l’ultimo punto, WhatsApp richiedeva addirittura di manifestare il proprio consenso entro 30 giorni, pena l’interruzione del servizio di messaggistica.

Facebook e le “terze parti”

Dopo Cambridge Analytica, pochi giorni fa, un nuovo scandalo ha travolto il CEO di Facebook, Mark Zuckemberg.

Durante un’indagine condotta nel Regno Unito relativamente alle fake news, sono state divulgate alcune e-mail private scambiate all’interno della piattaforma social.

Nelle e-mail incriminate si fa riferimento alla possibilità, messa a disposizione da Facebook, per terze parti, di accedere alle informazioni degli utenti senza che loro ne siano a conoscenza.

Questa è in sostanza l’accusa di Damian Collins, politico inglese che, dopo aver pubblicato online le e-mail incriminate, sottolinea come la società di Mark Zuckemberg abbia omesso una parte dell’informativa privacy agli utenti e abbia reso difficile cambiarne le impostazioni per il sistema Android una volta accettata.

La conferma (parziale) di queste accuse sarebbe arrivata direttamente dal social che, per ostacolare alcuni aggiornamenti dei rivali, aveva chiuso l’accesso ai dati degli utenti a queste “terze parti”.

In particolare, la manovra aveva lo scopo di bloccare l’accesso al rivale Twitter che, grazie ad uno strumento di video-sharing, sarebbe stato in grado di rintracciare le amicizie di Facebook.

LinkedIn e la vendita di e-mail alle agenzie di marketing

Anche Linkedin, noto social network finalizzato alla ricerca di un nuovo lavoro, non è uscito illeso dalla “guerra per i dati” degli utenti.

Meno di due settimane fa si è infatti trovato al centro di un’indagine irlandese sull’utilizzo improprio degli indirizzi e-mail dei propri utenti.

Pare infatti che Linkedin abbia condiviso, a scopo pubblicitario, 18 milioni di indirizzi e-mail con agenzie di marketing.

In realtà, fino all’entrata in vigore del nuovo GDPR, non era un problema per i social condividere i profili degli utenti per ottimizzare i propri annunci, ma dopo l’entrata in vigore del regolamento queste azioni sono vietate in difesa della privacy degli utenti.

Tuttavia, la violazione dei dati fatta da Linkedin sembra essere avvenuta poco prima dell’effettiva entrata in vigore del GDPR mettendo il social a riparo da qualsiasi contestazione.

Qwant: il broswer che protegge la tua privacy

C’è modo quindi di proteggere i dati degli utenti durante la navigazione? Qualcuno si è già mosso in questa direzione. 

Brave, broswer open-source annunciato dal co-fondatore di Mozilla e dal creatore di JavaScript, ha stretto un accordo con Qwant, motore di ricerca europeo fornito dalla omonima società francese, conosciuto per non profilare gli utenti, né usare bolle di filtraggio per presentare i risultati della ricerca.

L’accordo vedrà Qwant come motore di ricerca predefinito di Brave, a partire da Francia e Germania.

Si tratta di un progetto molto importante poiché entrambe puntano verso lo stesso obiettivo: proteggere la privacy degli utenti su Internet.

Privacy e consenso: c’è una soluzione?

Nonostante quanto appena detto, trovare un equilibrio tra l’accesso ai dati degli utenti e la creazione di esperienze personalizzate non è un’impresa impossibile.

Se gli utenti sono soddisfatti delle esperienze personalizzate, cambiare strategia non ha senso.

Ha molto più senso sfruttare questo atteggiamento positivo e cercare di costruire un rapporto di fiducia con gli utenti che permetta di accedere alle informazioni in modo naturale, senza violazioni.

Se l’utente percepisce un valore aggiunto in questa transazione di dati, le aziende potranno utilizzarli senza paura di ripercussioni per costruire esperienze su misura delle quali possano beneficiare entrambe le parti.

Violare la privacy dell’utente o non tener conto della sua volontà può solo danneggiare il tuo business. Creare un rapporto di fiducia può aiutarti invece a costruire tattiche vincenti.

Mg Group Italia è una web agency specializzata nella pianificazione di strategie ad alto tasso di engagement, in grado di appassionare i tuoi utenti e creare situazioni di dialogo e reciproca comprensione. Contattaci per una Consulenza Gratuita e Senza Impegno per ideare le tue strategie d’impatto e coinvolgenti.

 

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La nuova chiave del processo d’acquisto: il Biomarketing

Battito cardiaco, respirazione e sudorazione: sono le sensazioni che tutti proviamo inconsapevolmente al momento dell’acquisto. Il Biomarketing cerca di analizzare e studiare queste emozioni per fare entrare il brand in intimità con l’utente.

Il Biomarketing per utenti irrazionali, impazienti ed emotivi

Il mercato di oggi è un mercato estremamente competitivo, e a fare la differenza non è più solo il prodotto in sé, ma anche, e soprattutto, il processo di acquisto e l’interazione con il brand.

L’azienda deve entrare in intimità con il cliente e cercare di fornirgli la miglior esperienza possibile, oppure egli si rivolgerà altrove. In questo senso, il processo d’acquisto è fondamentale.

I Big Data ci aiutano a raccogliere grandi quantità di dati relativi agli utenti e ai loro interessi, per costruire esperienze altamente personalizzate e su misura.

Il Neuromarketing, attraverso lo studio dei processi mentali che stanno alla base delle decisioni, ci aiuta a comprendere i meccanismi celebrali durante l’acquisto per esercitare una certa influenza sulle scelte del consumatore.

Tuttavia, questi strumenti da soli non bastano.

Più del 90% degli acquisti proviene da impulsi irrazionali ed emotivi ai quali non riusciamo spesso a dare una spiegazione. Nonostante questo, le aziende continuano a lavorare su logiche strettamente legate al prezzo, come se i loro clienti fossero razionali.

Si ha spesso la convinzione che la rete abbia reso i consumatori più razionali grazie alla possibilità di accedere a informazioni sempre più complete, ma il consumatore razionale non esiste.  

La rete non ha reso l’utente più razionale anzi, eliminando le barriere spazio-temporali, la rete ha reso l’utente più impaziente, più emotivo e quindi, irrazionale.

Malgrado si operi in un contesto completamente immerso nella tecnologia, l’uomo deve comunque restare al centro delle strategie di marketing.

Per questo motivo il Biomarketing rappresenta la nuova chiave dei processi d’acquisto.

Il Biomarketing al di là dei Big Data

Senza rendercene conto, la maggior parte degli acquisti che facciamo sono guidati dall’istinto e dalle emozioni. Il regalo dell’amico che ci siamo dimenticati, il dolce che non dovremo mangiare, la borsa che non possiamo permetterci.

Questi sono solo alcuni esempi di come le emozioni ci inducono ad effettuare degli acquisti incontrollati.

Queste sensazioni, che si manifestano con l’aumento del battito cardiaco, della sudorazione cutanea e del respiro, sono alla base degli studi compiuti dal Biomarketing.

I Big Data, a questo punto, non sono più sufficienti se non si inseriscono in un’analisi più ampia che comprenda anche i dati biometrici che indagano sull’acquisto irrazionale del consumatore.

L’analisi integrata dei dati biometrici che possano qualificare in modo chiaro le emozioni percepite dal consumatore deve unirsi all’uso dei Big Data: il connubio di questi nuovi dati e delle tradizionali strategie di marketing è la base del Biomarketing.

Il Biomarketing rappresenta quindi la risposta alla crescente necessità di superare i limiti delle normali ricerche di marketing che si basano principalmente sui dati raccolti.

Gli esseri umani sono influenzati dalle loro emozioni, perciò servono strumenti adeguati che diano alle imprese la possibilità di entrare in contatto con queste emozioni.

Abbandonare la visione prodotto-centrica

Per poter usare correttamente i dati biometrici è indispensabile cambiare la mentalità alla base della pianificazione delle strategie.

E’ indubbio che il prodotto, soprattutto se personalizzato, sia un elemento centrale nel processo di acquisto, e possa fare la differenza, ma non è il solo.

Dobbiamo abbandonare la visione prodotto-centrica e cominciare a vedere il consumatore come il punto nel quale tutti i dati della nostra analisi trovano una spiegazione.

Per affermare una nuova cultura orientata verso la centralità del cliente e del processo d’acquisto, bisogna estendere il concetto di internet.

La rete non è più solo uno strumento, ma un alimentatore di base, come lo è la corrente elettrica. È la spina dorsale di tutte le strategie di marketing e non è più solo un insieme di elementi tecnici, è un fenomeno sociale in continua evoluzione che deve essere studiato per comprendere il consumatore. 

Due obiettivi diventano perciò centrali più di altri:

L’intimità collettiva: una prospettiva di lungo periodo che ha come fine la costruzione di un brand capace di appassionare e generare risonanza emotiva.

Love Times: una prospettiva di breve periodo che serve ad intuire quali siano i cosiddetti “love times”, ossia quei momenti in cui il consumatore ha più probabilità di recepire lo stimolo del brand.

L’obiettivo del Biomarketing

Il Biomarketing, insieme ai Big Data, ci permettono di entrare in intimità con il cliente e far leva sulle sue emozioni e i suoi istinti durante il processo d’acquisto.

Così facendo saremo in grado di interpretare tempestivamente le esigenze degli utenti e creare esperienze all’altezza dei loro standard e maggiormente performanti.

In altre parole, avremo l’occasione di incrementare le vendite e il fatturato, perché proporremo il prodotto sfruttando le emozioni e gli istinti che innescano il processo d’acquisto.

Le potenzialità del Biomarketing sono indubbiamente affascianti, perché aprono le porte a nuovi ed entusiasmanti scenari, tuttavia si tratta di territori ancora inesplorati e densi di misteri.

Procedere da soli è rischioso e può condurre a risultati controproducenti.

Mg Group Italia possiede le competenze professionali per aiutarti a non sbagliare. Contattaci per una Consulenza Gratuita e Senza Impegno per creare esperienze d’acquisto coinvolgenti e dense di emozioni indimenticabili.

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Il Marketing tradizionale è morto?

Nel bel mezzo di una rivoluzione digitale come quella in corso, è lecito chiedersi: il marketing tradizionale è ancora utile?

Se il nostro pubblico è online, ha senso promuovere l’azienda offline?

Il digitale rappresenta una parte importante del marketing, eppure il marketing tradizionale può ancora essere efficace.

Perché è ancora importante investire nel Marketing tradizionale?

È FISICO

Il marketing tradizionale conserva la fisicità che, inevitabilmente, il marketing digitale ha perso.

Alcune forme di promozione, come quella cartacea, hanno ancora un ruolo importante nelle strategie di marketing: scrivere articoli su giornali o riviste specializzate può aiutarci, ad esempio, a migliorare la nostra immagine e la nostra credibilità professionale.

PERMETTE IL CONTATTO UMANO

Il marketing tradizionale permette di interagire realmente con le persone e con i sensi e le loro percezioni.

Presenziare a fiere di settore, per esempio, è importante, per incontrare i nostri clienti di persona, conoscerli e instaurare con loro un legame fisico concreto.

In questo senso, anche l’impatto visivo è importante: cartelloni, brochure e biglietti da visita contribuiscono a generare un’immagine di noi che sia reale.

HA UNA MARCIA IN PIU’ NELLE PICCOLE REALTA’ LOCALI

Per piccole aziende che operano in realtà locali molto ristrette, essere presenti concretamente è importante per costruire relazioni solide e stabili.

Il marketing digitale permette di arrivare ovunque, ma il marketing tradizionale permette di essere presenti fisicamente quando i nostri clienti hanno bisogno di noi e questo è un elemento non trascurabile quando si lavora in piccoli contesti.

Quindi…

Tutto ciò che è reale implica l’utilizzo dei sensi che il digitale non permette (almeno per ora).

Inoltre, tutto quello che è materiale resta: è un valore aggiunto immediato che possiamo dare al cliente senza chiedere nulla in cambio.

I gadget ne sono un esempio pratico e attuale, soprattutto in vista delle festività natalizie.

Gli esclusivi servizi di grafica pubblicitaria di Mg Group Italia ti permettono di realizzare grafiche aziendali applicabili su qualsiasi tipo di supporto. Richiedici una Consulenza Gratuita e Senza Impegno per progettare materiale esclusivo per i tuoi clienti. 

Ricordati: quello che a prima vista sembra un investimento di poco conto, può rivelarsi una strategia d’impatto ad alto contenuto emotivo per instaurare rapporti duraturi nel tempo.

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Anche il libero professionista ha bisogno di un marketing su misura

I liberi professionisti fanno poco uso del marketing digitale e degli strumenti che esso mette a disposizione. Questo fatto è dovuto ai dubbi che l’utilizzo di nuove tecnologie digitali pone e ad una mentalità ancora strettamente legata a vecchi modi di comunicare.

Si ha l’illusione che sia ancora possibile comunicare un messaggio attraverso il passaparola o che l’affidabilità delle proprie competenze passi attraverso specializzazioni e titoli di studio.

Il mercato è cambiato e, che lo si accetti o meno, i liberi professionisti devono fare altrettanto per reagire alle nuove tendenze economiche e al nuovo marketing digitale.

In cosa è cambiato il mercato dei liberi professionisti?

Nell’arco di poco più di trent’anni, il mercato ha subito quella che potremo definire una vera e propria “rivoluzione” nella quale internet ha giocato un ruolo fondamentale; non a caso si sente spesso parlare di “rivoluzione digitale”.

La rete ha dato a tutti la possibilità di parlare, vedere e informarsi e questo, soprattutto nel campo delle libere professioni, ha generato una proliferazione di concorrenti e la necessità di un marketing su misura.

Se prima il medico, l’avvocato, il commercialista o il consulente del lavoro, svolgevano la loro professione nella sicurezza dei propri clienti locali, spesso conosciuti personalmente, oggi anche il libero professionista di un’altra regione può essere potenzialmente un competitor.

Non solo: anche l’offerta dei servizi è cresciuta e i clienti sono cambiati.

Oggi, prima di chiedere una consulenza ad un libero professionista, è un’abitudine abbastanza consolidata informarsi sull’argomento, così da non trovarsi completamente impreparati.

Sia chiaro, il cliente che abbiamo di fronte non padroneggia concetti e strumenti del mestiere, ma è molto più preparato rispetto al passato ed è difficile che egli non si accorga delle nostre mancanze.

Infine, dobbiamo arrenderci al fatto che non è più possibile parlare a chi non ci ascolta: se i nostri clienti, o potenziali clienti, sono online, non possiamo continuare a trasmettere il nostro messaggio offline, perché nessuno lo ascolterà.

È indispensabile quindi cambiare la mentalità, modernizzarla, e affidarsi ad un marketing per liberi professionisti pensato su misura.

Il nuovo marketing è online e sfrutta strumenti e strategie digitali per raggiungere gli obiettivi prefissati. Per avvicinarsi a questo mondo occorre cambiare il modo di pensare.

Cosa può fare il marketing digitale per i liberi professionisti?

Gli strumenti che il marketing digitale offre ai liberi professionisti e non solo, sono davvero molti e ognuno di essi può aiutarci in qualcosa di diverso.

Di base però, ognuno di essi, all’interno della strategia di marketing digitale contribuisce a fornirci:

MAGGIORE VISIBILITA’

Dobbiamo essere dove sono i nostri clienti.

Piattaforme social, siti web e blog possono aumentare la nostra visibilità e aiutare i nostri potenziali clienti a trovarci molto più facilmente.

Ricordiamoci che non possiamo vendere un servizio o un prodotto se chi lo desidera non riesce a trovarci.

MAGGIORE CREDIBILITA’

Le persone oggi si informano online, per questo è indispensabile che le nostre competenze, i nostri titoli e i risultati che abbiamo raggiunto, siano messe in risalto.

Che ci piaccia o meno, la nostra professionalità passa attraverso le informazioni presenti nella rete. Gli utenti si fidano molto più di quello che trovano online e nei forum di discussione, che dei titoli o certificati cartacei.

Il Blog è lo strumento migliore perché può essere sempre aggiornato con contenuti nuovi e stimolanti. Se offriamo ai nostri utenti contenuti di qualità, magari legati ai nostri successi e traguardi lavorativi, miglioreremo la reputazione della nostra immagine online.

INTERCETTARE NUOVI CLIENTI

Essere presenti su più canali ci dà la possibilità di intercettare futuri clienti nel momento in cui essi hanno bisogno di noi.

Google Analytics e piattaforme affini, ci aiutano ad analizzare i dati e a capire meglio gli utenti per intercettarli maglio e delineare servizi e prodotti adeguati alle loro esigenze. 

COMUNICARE CON I CLIENTI

Anche online è possibile creare rapporti di fiducia, solo che lo si fa attraverso strumenti e modalità molti diverse da quelli tradizionali.

Rispondere alle domande e ai dubbi degli utenti, comunicare con loro tramite post e articoli, fornire consigli e aiutarli quando sono in difficoltà, crea con il tempo un rapporto di fiducia che va al di là della fisicità ma può avere riscontri lavorativi interessanti per i liberi professionisti.

Marketing digitale per liberi professionisti: si può fare da soli? 

Se non si è abituati ad utilizzare i nuovi strumenti del marketing digitale, fare da soli è impossibile.

In quanto libero professionista ti sarai reso conto che la professionalità e la competenza acquisita in anni e anni di studio e lavoro non può essere replicata con facilità.

Un avvocato non può diventare commercialista o medico in pochi mesi, così come un medico non può pensare di diventare avvocato da un giorno all’altro.

La stessa cosa vale per tutte quelle figure che si occupano di marketing digitale: gli sviluppatori di siti web, i Social Media Strategist, gli specialisti della SEO o della User Experience Design, sono professionisti come te ed hanno maturato una solida conoscenza in anni di duro lavoro.

Per le tue strategie di marketing digitale affidati ai professionisti di Mg Group Italia, così come i tuoi clienti si affidano a te. Ti offriremo una Consulenza Gratuita e Senza Impegno e ti spiegheremo come potrai utilizzare al meglio gli strumenti che il marketing digitale ti mette a disposizione.

 

 

 

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Come utilizzare i Big Data nelle strategie di Marketing Digitale

Il termine Big Data, come si può facilmente evincere, si riferisce ad una grande quantità di dati sia in forma strutturata, come nel caso dei database, sia in forma non strutturata, nel caso di elenchi di e-mail, luoghi o immagini.

Negli ultimi anni se ne sente parlare sempre più spesso con l’idea che il loro utilizzo possa in qualche modo spalancarci le porte del successo.

È vero: i Big Data hanno per natura un valore predittivo estremamente importante per impostare la strategia aziendale, tuttavia, quello che non viene quasi mai sottolineato è che molta dell’utilità dei Big Data dipende da come essi vengono raccolti, elaborati ed utilizzati.

Perché i Big Data sono importanti?

Ciò che li rende così attraenti, soprattutto per chi si occupa di marketing, è la possibilità di poterli unire secondo diversi criteri per estrapolare informazioni e trarre conclusioni utili per il nostro business.  

La piattaforma più conosciuta per questi scopi è Google Analytics e si occupa di tracciare il comportamento dell’utente durante tutta la sua navigazione online. Altre piattaforme similari svolgono lo stesso lavoro all’interno dei social network.

Una volta raccolti, i dati vengono organizzati ed elaborati in base agli obiettivi pianificati ed infine riepilogati in report che ne aiutino la lettura.

Per cosa possono essere utilizzati i Big Data?

Lo scopo principale per cui i Big Data vengono utilizzati è quello di ridurre tempi e costi di un’azienda, ottimizzarne strumenti e risorse e creare offerte più mirate per i clienti.

Grazie ai dati raccolti, è possibile capire chi sia l’utente tipo che visita il nostro sito, cosa desidera e come si comporta online. Saremo così in grado di pianificare strategie di marketing specifiche e su misura senza sprecare tempo e risorse.

Come certamente vi sarete resi conto durante l’ultimo Black Friday, Amazon è imbattibile in questo: ci consiglia i prodotti per cui abbiamo dimostrato maggiore interesse d’acquisto e addirittura quelli che non sappiamo ancora di desiderare.

Immagina di poter soddisfare i desideri dei tuoi clienti e di potere persino anticipare i loro interessi attraverso l’elaborazione dei Big Data. Utile vero? Per farlo concretamente però bisogna essere in grado di studiarli affondo e renderli comprensibili.

Mg Group Italia può aiutarti ad effettuare analisi precise e accurate e a redigere report completi e facili da leggere; potrai così pianificare strategie mirate impiegando meglio tempo e risorse. 

Contattaci per una Consulenza Gratuita e Senza Impegno e scopri con i tuoi occhi l’utilità dei Big Data per organizzare le tue strategie online. 

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Pagamenti online: i nostri consigli per evitare brutte sorprese

I numeri di quest’ultimo Black Friday da record parlano chiaro: coloro che decidono di affidarsi agli acquisti online sono sempre di più.

Purtroppo, contestualmente, sono aumentati anche i casi di truffe online.

Per far fronte alla costante crescita di transazioni, i circuiti digitali hanno generato numerosi strumenti per i pagamenti online: alcuni affidabili e sicuri, altri invece più esposti al rischio di frode.

È importante fare chiarezza su quali siano i metodi realmente sicuri per effettuare pagamenti online e cosa è bene fare o evitare per non incorrere in potenziali truffe.

Pagamenti online: quale scegliere?

CARTA DI CREDITO

La carta di credito è il metodo di pagamento più tradizionale e universalmente conosciuto.

È collegata ad un conto corrente bancario e prevede un addebito posticipato delle transazioni al mese successivo all’acquisto.

Da aprile 2018, grazie al nuovo Google Pay è possibile gestire carte di credito e transazioni anche attraverso il proprio account Google.

La carta di credito permette, in caso di utilizzo fraudolento da parte del venditore, di effettuare il “chargeback”, vale a dire lo storno dell’operazione che può essere ottenuto anche per i casi di addebito maggiore della cifra pattuita.

Per ricevere il rimborso è necessario presentare una richiesta scritta all’istituto emittente della Carta di credito.

PAY PAL

Pay Pal è un sistema di pagamento utilizzabile online che permette a qualsiasi azienda o consumatore che disponga di un indirizzo e-mail di inviare e ricevere pagamenti.

Registrandosi gratuitamente, è possibile aprire un proprio account al quale è possibile associare una carta di credito o una prepagata, oppure fare una ricarica senza spese dal conto corrente bancario.

L’idea di base consiste nell’effettuare transazioni senza condividere i dati della carta con il destinatario finale del pagamento: il sistema infatti non trasmette i dati delle carte collegate al conto.

In questo modo, per ogni pagamento online effettuato, il destinatario della transazione non potrà mai accedere ai nostri dati che, in qualsiasi momento, saranno detenuti esclusivamente dall’intermediario Pay Pal.

Pay Pal permette di usufruire di un’ulteriore garanzia: grazie al proprio account è possibile aderire al Programma Protezione Acquirente (PPA), che permette di ricevere un rimborso dell’intero importo di un acquisto effettuato (comprese le spese di spedizione) nel caso in cui ci fossero problemi relativi alla conformità del prodotto oppure lo stesso non venisse recapitato affatto etc.

BONIFICO O CONTRASSEGNO

Il bonifico bancario e il contrassegno sono senz’altro i metodi meno comodi o economici da usare: con queste modalità di pagamento però si ritarda l’evasione dell’ordine perché il venditore aspetta l’accredito sul suo conto.

Inoltre, il contrassegno può far aumentare il costo della merce poiché il corriere che si occupa della consegna aggiunge un sovrapprezzo per questa tipologia di pagamento, che tuttavia mette al riparo sia dalla truffa bancaria che dal venditore stesso (il quale potrebbe non consegnare la merce).

CARTA PREPAGATA

La carta ricaricabile o prepagata non è collegata ad un conto corrente, ma funziona grazie a un versamento di denaro che va a “caricare” la carta prima dell’utilizzo: è soggetta a costi di ricarica e all’addebito immediato delle transazioni.

Consente acquisti in anonimato ed è indicata per i giovani che non hanno entrate fisse o conti correnti, e che usano questo strumento saltuariamente.

Non sono consigliate quando si hanno spese fisse periodiche, perché la carta prepagata deve essere ricaricata spesso e questo implica essere soggetti ogni volta a commissioni di ricarica.

E’ però una buona soluzione per coloro che ancora diffidano dei pagamenti online, poiché in caso di truffe, impedisce che venga prelevato più di quanto realmente disponibile sulla carta.

Pagamenti online: a cosa bisogna stare attenti e cosa è meglio evitare

Cosa possiamo fare per cercare di evitare le eventuali truffe o frodi alle quali possiamo andare incontro quando effettuiamo pagamenti online?

USA IL BUONSENSO

Usare il buonsenso può aiutarci quando dobbiamo acquistare qualcosa online. Diffida di siti sospetti e che ti richiedono informazioni personali o superflue per l’acquisto che devi fare (es. richieste di pin, password o dati confidenziali).

ATTENTO ALLE OFFERTE TROPPO VANTAGGIOSE

Nel caso di offerte “troppo belle per essere vere”, è proprio così: sono troppo belle per essere vere. Se un prodotto/servizio è ad un prezzo eccessivamente ribassato rispetto alla media, è bene dubitare dell’offerta. Nessuno dà mai niente per niente, se il prezzo è troppo basso allora molto probabilmente la merce è contraffatta.

Stai attento anche nei casi di sms e e-mail con improbabili sconti e offerte: cliccando il link spesso si viene reindirizzati ad una pagina trappola che cattura i nostri dati.

CONTROLLA I MOVIMENTI DELLA TUA CARTA

Se tieni sotto controllo quotidianamente entrate ed uscite saprai tempestivamente se sei stato truffato e potrai intervenire subito.

GLI ALTRI UTENTI POSSONO AIUTARTI

Se hai dei dubbi su un sito o un prodotto consulta le recensioni e i feedback degli altri utenti, potrebbe tornarti utile per individuare dettagli poco chiari e convincenti prima di procedere con il pagamento.

UTILIZZA BROWSER E ANTIVIRUS AGGIORNATI

Proteggere adeguatamente il proprio PC è il primo passo per evitare di andare incontro alle truffe online. Alcuni antivirus sono progettati specificatamente per proteggere i tuoi dati e le tue transazioni online, avvisandoti quando entri in un sito sospetto o poco affidabile.

PREDILIGI SITI UFFICIALI E CERTIFICATI

Quando navighi in rete cerca sempre di acquistare all’interno di siti ufficiali, magari di grandi catene, che abbiano tutti i certificati in regola. Questo non è utile solo per evitare le truffe ma ti permette di poter contare su servizi di assistenza cliente affidabili.

Se navighi da mobile e utilizzi App, ricordati di scaricare solo le App ufficiali dei siti che ti interessano!

VERIFICA CHE ESISTA UN NEGOZIO REALE DIETRO AL SITO

Controlla sempre i dati ufficiali dell’attività, come Partita Iva, indirizzo, telefono etc. per capire se dietro al sito che stai visitando ci sia davvero un negozio e un’attività reale e soprattutto legale.

L’Agenzia delle Entrate permette di controllare velocemente i dati all’interno del proprio sito.

SCEGLI SPEDIZIONI TRACCIATE

Cerca sempre di scegliere tipologie di spedizione che ti permettono di tracciare il prodotto, spenderai un po’ di più ma avrai a certezza di un servizio sicuro e affidabile.

Che tu sia un acquirente o un venditore i rischi di venire truffati online sono davvero molti. Questo però non deve impedirti di fare acquisti in tranquillità e senza paura, basta solo essere attenti e porsi le domande giuste.

A volte poi è solo questione di esperienza.

Chi lavora da anni nel settore del marketing digitale, come noi di Mg Group Italia, si trova spesso a contatto con problematiche legate alle truffe online ed ha maturato l’esperienza necessaria per evitarle. Per questo è importante affidarsi a professionisti che ti sappiano tutelare nel modo giusto.

Richiedici una Consulenza Gratuita e Senza Impegno per scoprire come possiamo essere utili alla sicurezza del tuo business.

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Cyber Monday e Black Friday 2018: i Numeri in Italia e i Prodotti più Venduti

Qual è stato il prodotto più comprato in assoluto durante il Black Friday 2018? Quali sono i numeri di incassi e vendite durante la Settimana “Nera” in Italia e nel mondo?

Scopriamolo insieme con un po’ di numeri e statistiche sul Black Friday 2018!

Una tradizione tutta americana: il Black Friday 2018

Il detto “Paese che vai usanza che trovi” sembra non essere più così vero. Qualcuno potrà non essere d’accordo ma è un dato di fatto che, nell’ultimo decennio, alcune delle tradizioni americane più conosciute al mondo siano entrate prepotentemente nel nostro calendario.

Insieme ad Halloween, la festa del noto “dolcetto o scherzetto?”, il successo maggiore è stato raggiunto con il Black Friday e il Cyber Monday, due giornate interamente dedicate agli sconti e allo shopping prenatalizio.

Negli Stati Uniti, queste due giornate seguono un’altra importante festa nazionale, il “Thanksgiving Day”, il Giorno del Ringraziamento, che si festeggia ogni 4° giovedì di novembre.

I giorni che abbracciano questi tre importanti eventi americani, quest’anno da lunedì 19 a lunedì 26 novembre 2018, formano la “Black Week”, la settimana nera dello shopping, durante la quale, in vista del Natale, è possibile comprare una grandissima varietà di prodotti a prezzi super convenienti, sia offline che online.

Questo è stato l’anno di nuovi record, visti i numeri raggiunti,  e questa usanza a stelle strisce, giunta ormai al suo 6° anno col Black Friday 2018, sembra essere destinata ad entrare nella walk-of-fame dello shopping.

Black Friday 2018: i numeri

Adobe Analytics stima che nella settimana nera dello shopping, soltanto negli Stati Uniti, sia stato generato un volume di incassi pari a 7,9 miliardi di dollari, circa il 19,3% in più rispetto al 2017. Di questi, 6,2 miliardi di dollari sono stati spesi solo durante il Black Friday 2018.

Nei giorni che vanno dalla festa del Ringraziamento al Cyber Monday, ossia da giovedì 22 a lunedì 26 Novembre 2018, la società di Jeff Bezos ha affermato di aver venduto oltre 180 milioni di oggetti, in assoluto la cifra maggiore mai raggiunta sino ad ora, e che il Cyber Monday è stato il giorno con maggiori vendite della settimana.

Anche in Italia è stato registrato un forte aumento d’interesse per gli sconti offerti nel periodo immediatamente precedente al Natale: l’intenzione di acquisto è aumentata del +25,1% rispetto al Black Friday dell’anno scorso e del +173,6% rispetto alla settimana precedente al Black Friday 2018.

Inoltre, il comparatore di prezzi Idealo, ha stimato che l’utilizzo della funzione “prezzo ideale”, disponibile sul sito, è aumentato del +73.4% rispetto ai giorni precedenti al Black Friday 2018.

Ciò che rende davvero interessante questi dati è il fatto che un terzo delle vendite del Black Friday 2018 sia stato fatto da mobile che, con il 52,8% di acquisti, ha superato l’uso del PC (41,1%). Un dato veramente importante per chi nutrisse ancora dei dubbi sulla strada da percorrere in materia di shopping online.

Black Friday 2018: l’utente italiano

Secondo i dati forniti dalle analisi del portale Idealo, l’intenzione di acquisto maggiormente registrata nei confronti di questo Black Friday 2018 si è avuta nella regione Lombardia (+25.9%), seguita da Lazio (17.6%), Emilia- Romagna (6.7%), Veneto e Piemonte (rispettivamente +6.6% e +6.2%).

Come accade nell’E-commerce in generale, gli uomini sono in prima linea in quanto a interesse manifestato per il venerdì nero dello shopping (+63.6%) rispetto alle donne (+36.4%).

Ciò che stupisce (e forse nemmeno poi troppo) sono le fasce d’età più interessate agli sconti offerti dal Black Friday 2018 e dal Cyber Monday 2018.

Al primo posto troviamo gli utenti compresi tra i 35-44 anni (+29.6%), seguiti da quelli nella fascia 25-44 (+22.2%) e quelli tra i 45-54 (+20.8%). La battaglia per l’ultimo posto si combatte invece tra gli utenti della fascia giovanissima 18-24 anni (+8.4%) e la fascia over 60, che comprende gli utenti tra i 55-64 anni (+12.2%).

Il Black Friday 2018, nonostante le straordinarie offerte, è ancora un evento per dedicato a coloro che hanno a disposizione un budget medio-alto e che, ovviamente, sono maggiormente abituati all’acquisto online.

Black Friday 2018: i prodotti più acquistati

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i prodotti più venduti durante il Black Friday 2018 non sono stati tech, o almeno, non esclusivamente tech.

Negli Stati Uniti i due prodotti maggiormente venduti per il Black Friday 2018 sono stati: Echo Dot, versione mini dell’assistente virtuale Alexa (alter ego di Google Assistant e Google Home) e l’ormai best seller di Michelle Obama, Becoming.

In Italia invece, in questo Black Friday 2018, ha trionfato l’interesse per il settore casalingo: è la confezione da 110 tavolette di Finish All in One il prodotto più venduto in assoluto, seguito da I Robot Roomba 650, l’aspirapolvere robotico di ultima generazione che non utilizza il sacco e da FIFA 19 per Playstation 4.

Black Friday: sai già cosa desideri?

Se da una parte il Black Friday 2018 è stato il più redditizio della storia dei venerdì neri, entrando ufficialmente a far parte anche delle tradizioni italiane, dall’altra significa gettarsi in un mare di sconti e offerte dalle quali è difficile uscire illesi.

Con le offerte lampo di Amazon poi, disponibili per sole 6 ore, acquistare è diventato una vera e propria guerra più che una soddisfazione.

Se non si hanno le idee chiare insomma, per il Black Friday si rischia di fare come su Netflix: restare tutta la serata a cercare qualcosa da vedere e andare a letto senza aver visto nulla.

 

Hai potuto vedere con i tuoi occhi come i numeri dello shopping online siano in costante aumento. Orientarsi in questo mondo e restare competitivi in questo nuovo settore non è né semplice, né veloce. Mg Group Italia può aiutarti ad investire al meglio il tuo tempo e le tue risorse attraverso un team di persone qualificate, in grado di indicarti la direzione giusta da seguire per il tuo business. 

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User Experience: esperienze che lasciano il segno

Quando utilizziamo un prodotto o usufruiamo di un servizio (sia online che offline) vorremo che esso fosse esattamente come ce lo immaginiamo: facile da usare, coinvolgente, bello e, possibilmente, utile ai nostri scopi. In altre parole, vorremo una User Experience in grado di lasciare il segno.

Semplice? Sicuramente sì quando pensiamo a ciò che ci piace e ci interessa personalmente.

Riuscire a fare la stessa cosa per gli altri non è altrettanto facile, poiché entrano in gioco una serie di variabili che non ci appartengono direttamente; il modo in cui viviamo un’esperienza infatti, è strettamente personale e dipende, nella maggior parte dei casi, da trascorsi e avvenimenti non comuni a tutti.

Partendo da questo presupposto, è facile intuire che la costruzione di una User Experience soddisfacente non è immediata, ma richiede un certo sforzo di creatività e conoscenze tecniche specifiche.

Come si progetta una buona User Experience?

Preparare una User Experience su misura per gli utenti, richiede innanzitutto una conoscenza approfondita delle persone che potenzialmente entreranno in contatto con l’esperienza, sia essa l’acquisto di un prodotto, la navigazione di un sito oppure la lettura di un contenuto.

Bisogna investigare per progettare interfacce e percorsi di navigazione adatti agli utenti che ci interessano.

Una volta compreso l’utente, arriva il lavoro più difficile: creare una User Experience semplice, attrattiva, dinamica e coinvolgente, che resti impressa nella mente di chi la prova e generi un ricordo positivo.

Avremo bisogno di pazienza, metodo, creatività e forte motivazione.

Perché è importante garantire una User Experience interattiva?

Perché il modo in cui l’utente vivrà l’esperienza che riguarda la nostra azienda sarà fondamentale per fidelizzarlo e influire sulla sua conversione.

Se l’esperienza che ha vissuto con il nostro brand sarà positiva, le probabilità che egli prosegua con l’azione che desideriamo (acquisto, contatto, recensione etc.) saranno più alte.

Per progettarla adeguatamente occorrono figure specifiche, come lo User Experience Designer, il professionista che si occupa della creazione di esperienze digitali (applicazioni, E-commerce, siti e servizi online) che restino impresse nella memoria degli utenti.

Mg Group Italia può aiutarti, mettendoti a disposizione risorse professionali qualificate in grado di realizzare concretamente la User Experience perfetta, coinvolgente, persuasiva e, soprattutto, che sappia convertire i tuoi utenti in vendite. 

Contattaci per una Consulenza Gratuita e Senza Impegno e crea nuove esperienze digitali che sappiano lasciare il segno.

 

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Per la tua strategia online devi usare la SWOT Analysis

Orientarsi nel complesso mondo del marketing, a volte, sembra difficile se non impossibile, e avere successo, soprattutto online, è percepito sempre più come un obiettivo distante e non alla portata di tutti.

Noi di Mg Group Italia facciamo proprio questo: ti aiutiamo a rendere semplice una cosa che pensavi non lo fosse, adattandola alle tue esigenze aziendali.

Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza e capire insieme come è possibile strutturare una strategia di marketing vincente, senza perdersi nel mare della terminologia tecnica.

Il problema che più di tutti affligge le aziende è quello di non saper definire una strategia in linea con gli obiettivi aziendali che si vogliono raggiungere.

In altre parole, sappiamo dove vogliamo arrivare ma percorriamo la strada sbagliata. O, più precisamente, la strada è sbagliata perché lo sono gli obiettivi che abbiamo deciso di raggiungere.

Questo accade perché a monte non abbiamo svolto un’accurata analisi della situazione, ovvero non abbiamo utilizzato la SWOT.

Che cos’è la SWOT?

L’analisi SWOT è uno strumento di pianificazione utilizzato per organizzare correttamente la strategia di marketing aziendale, sia online che offline.

È un’analisi strutturata in più parti e ognuna di esse ha il compito di rispondere a delle domande.

Le risposte che si ottengono ci permettono di capire la situazione di partenza, quali siano gli obiettivi concretamente raggiungibili e le azioni necessarie per realizzarli.

Come è composta la SWOT?

Il concetto di analisi SWOT è attribuito all’economista statunitense Albert Humphrey, ed è acronimo di:

  •    Strengths = punti di forza
  •    Weakness = punti di debolezza
  •    Opportunities = opportunità
  •    Threats = rischi

Ognuna di queste 4 componenti corrisponde a delle domande alle quali è necessario rispondere per avere un quadro definito della situazione di partenza.

Le domande vengono stilate leggendo le 4 componenti a partire da 2 categorie: esterni ed interni.

Si ottengono così:

  • I punti di forza interni che identificano profondamente l’azienda;
  • I punti di debolezza interni che devono essere evidenziati e compresi affondo dall’azienda;
  • Le opportunità esterne che il mercato di offre e che possono essere colte dall’azienda;
  • I rischi esterni ai quali l’azienda può andare incontro;

Per capire quindi quale sia il contesto nel quale si trova ad operare la nostra azienda e definire una strategia di marketing effettivamente realizzabile, è utile rispondere a queste domande.

Strenghts = Punti di forza

Quali sono i fattori che meglio di altri identificano l’azienda?

Cosa sappiamo fare meglio degli altri?

Quali sono le nostre competenze migliori?

Come possiamo utilizzare questi punti di forza?

Weakness = Punti di debolezza

Quali sono i nostri punti deboli?

Quali fattori incidono su questi punti deboli?

Come possiamo risolverli, magari facendoli diventare punti di forza?

Opportunities = Opportunità

Come possiamo intercettare le opportunità che il mercato ci offre e sfruttarle al meglio?

Quali sono le nuove tendenze del mercato?

Quali sono le azioni che possiamo intraprendere in merito?

Threats = Minacce

A quali minacce ci espongono le nostre debolezze?

Chi sono i nostri competitors?

Come possiamo superare gli ostacoli che ci si presentano? 

Perché usare la SWOT:

Prefiggersi traguardi impossibili da raggiungere è una perdita di tempo e risorse, per questo analizzare il contesto interno ed esterno all’azienda è indispensabile.

Una buona analisi di partenza, sia online che offline, ci permette non fare quest’errore e di capire cosa è alla nostra portata e cosa ancora non lo è; cosa ci contraddistingue e cosa invece ci rende deboli sul mercato.

Contemporaneamente la SWOT fa emergere opportunità che possiamo cogliere e minacce che dobbiamo evitare.

In questo modo, pianificare una strategia di marketing vincente è più semplice, perché sappiamo dove andare e come arrivarci.

Ti abbiamo mostrato quanto possa essere utile, e semplice al tempo stesso, effettuare una buona analisi di base per strutturare un piano mirato ed efficace. Sei ancora convinto che sia impossibile pianificare una buona strategia di marketing? Se pensi sia così, contattaci per una Consulenza Gratuita senza Impegno: tu ci parlerai di te e noi penseremo al tuo business plan.  

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Battere Amazon si può: personalizzando il prodotto

L’e-commerce è una realtà commerciale ormai entrata a far parte delle abitudini di acquisto della maggior parte dei consumatori.

Certo, lo shopping tra i negozi, soprattutto durante il periodo più magico dell’anno, il Natale, è una di quelle tradizioni difficili da sostituire. Eppure, comprare online, comodamente seduti sul proprio divano davanti alla TV, sotto le coperte, senza doversi muovere neanche per pagare, sembra essere altrettanto persuasivo.

Pare quindi che aprire un proprio E-Commerce sia stia rivelando la strada vincente per avere successo e aumentare le vendite. Purtroppo, di fronte ad un colosso del business online come Amazon è difficile mettersi in gioco,

Non preoccuparti però, battere l’E-commerce più famoso al mondo è più semplice di quanto si pensi, se ci si concentra sul suo punto debole: la personalizzazione del prodotto.

Personalizzare per essere unici

Negli anni ’90 si intercettava il cliente aggredendolo in qualsiasi momento della giornata e su qualsiasi piattaforma, attraverso messaggi generici e preconfezionati. Si trattava di una comunicazione push, aggressiva e massiccia, incentrata più sulla quantità che sulla qualità.

Il meccanismo funzionava perché l’utente non aveva modo di ignorare questo tipo di comunicazione.

Oggi non è più cosi: se il messaggio diventa fastidioso l’utente abbandona il nostro sito e va a cercare quello che desidera altrove. Lo zapping televisivo è un esempio concreto di questo nuovo comportamento.

Se vogliamo vendere i nostri prodotti agli utenti online, dobbiamo preparare un piano di marketing ad hoc per ognuno di essi e spostarci quindi su una strategia di business one-to-one.

Parleremo ad una moltitudine di utenti, ma sarà come conversare singolarmente con ognuno di loro.

Quali sono i vantaggi di una personalizzazione del prodotto?

Creare online un prodotto su misura aggiunge, al semplice processo di acquisto, un triplice vantaggio.

Maggiore identificazione con l’oggetto acquistato

Potendo modificare diversi aspetti del prodotto, posso renderlo come desidero, e quindi, più in linea con la mia identità. Ciò che si viene a creare è qualcosa di estremamente forte ed emotivo per l’acquirente, che lo preferirà a qualsiasi altro oggetto generico e standard;

Possibilità di renderlo più funzionale alle mie esigenze

Spesso troviamo online il prodotto che ci interessa, ma non è mai come lo vorremo esattamente. C’è sempre qualche difetto o qualche funzione che vorremo implementare per renderlo più funzionale all’uso che ne dobbiamo fare. La personalizzazione offre proprio questo, la possibilità di rendere il prodotto idoneo al suo scopo, che potrebbe non essere necessariamente quello per cui è nato;

Il prodotto rispecchia gusti e personalità dell’acquirente

Colori, scritte, materiali e grandezza, rendono l’oggetto che vogliamo acquistare più simile a noi e ai nostri gusti;

Come offrire la personalizzazione del prodotto?

La personalizzazione del prodotto e del messaggio sono dunque gli elementi su cui devi fare leva per attrarre il consumatore e farlo sentire unico e speciale.

Qualcuno ha già percepito questa nuova tendenza, strutturando il proprio E-commerce per dare la possibilità di creare un prodotto su misura: è il caso di 108 AllStar, NicolalePenn e CicliBrianza.

  • 108AllStar, è una realtà tutta italiana che fonde E-commerce e personalizzazione: si tratta di una serie di negozi presenti nella zona di Viareggio che danno la possibilità di creare, all’interno del proprio sito, la versione su misura e totalmente personalizzata del modello di converse scelto, addirittura importando motivi e foto applicabili.
  • Sempre nel settore delle scarpe, NicolalePenn rappresenta la felice unione dell’hand made marchigiano e della creazione del prodotto su misura. Si sa, le donne sono incontentabili, e allora quale miglior soluzione se non quella di renderle stiliste di sé stesse? Nello shop online è possibile scegliere il proprio modello di scarpa, personalizzarlo e godere della qualità di un prodotto artigianale, che porta avanti una lunga tradizione familiare.
  • Se le scarpe non fanno al caso vostro, ma siete più tipi da strada e da sport, perché non crearvi la vostra bici su misura? CicliBrianza è ciò che fa al caso vostro! Modello, colore, adesivi, elementi della struttura: potrete montare e smontare la vostra bici quante volte desiderate e creare quella più funzionale all’uso che ne dovete fare.

La risposta di Amazon: Amazon Custom

Alla luce di quanto appena detto, sorge spontanea una domanda: perché Amazon non permette di personalizzare i prodotti che vende?

Anche Amazon si è reso conto che il futuro dell’E-commerce si giocherà sul grado di personalizzazione che si potrà dare all’utente.

Il servizio Amazon Custom nasce proprio per questo, per offrire (almeno per il momento) una personalizzazione che potremo definire basica: non tutti gli oggetti messi in vendita sono modificabili e non tutti quelli modificabili sono personalizzabili al 100%. Le principali azioni permesse agli utenti riguardano la grandezza, il colore ed eventuali scritte applicabili al prodotto.

Amazon ha un modello di acquisto orizzontale, con un Customer Care fortemente orientato al post-vendita: il cliente sa già cosa desidera, sceglie un prodotto standard, ne cambia taglia e colore se lo desidera e procede con l’acquisto.

L’assistenza interviene solo in fase finale per eventuali reclami o dubbi da parte del cliente.

Al contrario, per essere in grado di offrire e gestire adeguatamente un servizio di personalizzazione, serve una strutturazione più articolata e complessa, che permetta di far fronte ai problemi gestionali che ordini altamente diversificati tra loro generano, e un Customer Care a 360° in grado di assistere il cliente in ogni fase dell’acquisto, dalla quella decisionale alla realizzazione concreta del prodotto su misura.

Il mercato dell’online si sta muovendo in questa direzione, ma è impossibile per aziende delle dimensioni di Amazon o E-Bay, realizzare in poco tempo un cambiamento di questa portata.

Allora perché non approfittarne? Perché non battere sul tempo i leader del business online? Noi di Mg Group Italia possiamo aiutarti a vincere questa sfida, realizzando per te E-Commerce dinamici e altamente competitivi, in grado di offrire una straordinaria varietà di prodotti e servizi su misura per i tuoi clienti.

Contattaci per una Consulenza Gratuita e senza Impegno e non perdere l’occasione di anticipare le tendenze del mercato online.