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Tecnologia e Marketing: tutti i trend del 2018

Tecnologia e marketing: tutti i trend del 2018

 Il nuovo anno è appena iniziato, ma già si può intuire come la tecnologia cambierà il modo di vendere e acquistare prodotti e servizi. Vediamo come le aziende possono sfruttare le novità.

Il marketing è una materia complessa e dalle mille sfumature, il mondo della tecnologia è in continuo movimento: se uniamo insieme le due cose, il risultato non potrà che essere diverso anche solo da un anno all’altro. Nel 2018 la tecnologia influenzerà in modo significativo il marketing, come ha sempre fatto nel corso della storia: le trasformazioni sono all’ordine del giorno e cambieranno il nostro modo di fare business.

Le aziende non potranno che adattarsi a questi cambiamenti, per questo motivo è importante conoscere le ultime novità in fatto di tecnologie, capire su quali è meglio puntare e come fare per sfruttarle al meglio.

Non possiamo ovviamente ancora sapere quali strumenti tecnologici avranno l’impatto maggiore sul marketing, ma basandoci sui dati e le informazioni in nostro possesso, possiamo fare una panoramica generale della situazione. Partendo da un tipo di tecnologia ormai in voga da diversi anni, ma che sta acquistando sempre più importanza nelle dinamiche di marketing.

ESSERE SEMPRE ON AIR

Sulla piazza ormai da quasi un decennio, il livestreaming si conferma alla base di una corretta strategia di social media marketing. Infatti il progresso tecnologico ha portato a livelli di connessione sempre migliori e più veloci, con grandi benefici per lo streaming che è entrato a far parte anche della quotidianità mobile. Sempre più spesso guardiamo video in streaming sui social network, soprattutto da smartphone: sono tra i contenuti che ci interessano di più. Inoltre Facebook sta puntando proprio su questo tipo di contenuti, chiamati originari perché fatti utilizzando una tecnologia interna alla piattaforma. Ciò significa che le dirette live saranno sempre privilegiate rispetto ad altri tipi di post.

Un’azienda deve cogliere al volo questa occasione, e creare livestreaming perfetti per il proprio pubblico, in modo da incrementare interazioni e community. Farlo nel modo giusto implica una grande conoscenza del proprio pubblico; se così non fosse, il contenuto cadrebbe nel vuoto e sarebbe un flop.

UNA NUOVA PROSPETTIVA

I droni sono uno dei prodotti più interessanti degli ultimi anni. Le aziende e i consumatori amano questo prodotto e gli usi che se ne possono fare. In pochi anni i droni hanno spopolato, e tutti possono averne uno in casa. Riguardo poi i modelli in grado di catturare video 4K di alta qualità e foto ad alta risoluzione, questi ultimi sono perfetti per i professionisti del marketing. Che siano usati per il livestreaming o semplicemente per scattare foto, i droni sono un mezzo nuovo di zecca che mescola marketing e tecnologia digitale. Ma in che modo i droni possono diventare un’arma per il proprio business?

Facciamo un semplice esempio: siamo un impresa edile, uno studio di architetti o di ingegneri e vogliamo mostrare una casa a dei clienti. Quale modo migliore di farlo se no quello di adottare un punto di vista diverso dagli altri? Con il drone e la fotografia aerea tutto questo è possibile. Dare qualcosa in più ai clienti è ciò che può fare la differenza in un periodo come questo. Ma non solo, i droni possono rappresentare lo strumento adatto per catturare i momenti migliori di un matrimonio o un altro evento speciale, da una nuova prospettiva. Con la possibilità di esplorare nuovi punti di vista e panorami, i droni sono in grado di scattare foto e video per le aziende turistiche e le strutture ricettive.

Integrare i droni nella tua campagna di marketing è necessario per stare al passo con i tempi e dare una spallata decisiva ai tuoi competitors.

 BASTA UNA PAROLA

Con il perfezionamento del riconoscimento vocale, che finalmente funziona in modo corretto, la tecnologia digitale e il marketing stanno cambiando. Questo per soddisfare le richieste e le nuove sfide legate all’integrazione di sistemi come Amazon Alexa e Google Home. Entrambi questi programmi di assistenza virtuale, possono coordinarsi con gli altre app presenti nei tuoi dispositivi, comprese Spotify, Nest, IFTTT, Uber, Google Calendar e centinaia di altri servizi. Così, è possibile monitorare aspetti della tua vita con una facilità che prima era inimmaginabile. Ma cosa significa questo per i marketer? Quando puoi ordinare l’ultimo gadget di Amazon con la tua voce, come ti approcci ai consumatori?

Senza bisogno di fare ricerche su uno smartphone o un computer, le parole chiave diventano meno utili. Attenzione: questo non significa che la SEO stia facendo la fine del dodo; ma i marketer devono cercare nuovi modi per raggiungere i clienti che ordinano tramite i loro assistenti digitali intelligenti.

DA INDOSSARE

Può sembrare paradossale, eppure si può fare marketing anche con qualcosa che può essere messo indosso. Non stiamo parlando di vestiti veri e propri, ma di strumenti tecnologici che cominciano a far parte del nostro outfit quotidiano, come gli smartwatch, oppure tecnologie ancora in fase di perfezionamento come i Glass di Google. In realtà, i dispositivi indossabili comprendono un’ampia gamma di strumenti che stanno rapidamente diventando una tendenza della tecnologia generale e del marketing nello specifico. Oltre agli orologi digitali, la tecnologia può davvero essere integrata nell’abbigliamento: tracker per il fitness ad esempio, o i dispositivi che permettono di immergersi nella realtà virtuale.

Questi strumenti rappresentano un nuovo modo di utilizzare i media e attirare l’attenzione dei consumatori; ecco perché il content marketing deve spostarsi e adattarsi, per soddisfare tali esigenze. È difficile leggere un lungo articolo online su un piccolo schermo, così potrebbe essere più efficace spostare l’attenzione sull’audio, a cui i “wearables” avranno la connettività, sotto forma di cuffie Bluetooth.

Inoltre molte sono le possibilità di interattività attraverso cui gli esperti di marketing possono lavorare per coinvolgere i loro consumatori. I dispositivi di virtual reality stanno dando la possibilità di esplorare nuove “terre” ai consumatori e creare luoghi in cui inserire contenuti da visionare. Ci sono opportunità per contenuti basati sulla localizzazione, sul tempo, sul design e l’architettura; innumerevoli opportunità che non potevamo immaginare solo qualche anno fa.

COSA NE PENSANO GLI ESPERTI

Infine alcuni dati interessanti: secondo un sondaggi americano, il 73% dei direttori di marketing ritengono che l’intelligenza artificiale o una tecnologia dipendente da quest’ultima, siano fondamentali per il futuro del marketing. Il 20% pensa che i robot, i chatbot o gli assistenti intelligenti siano le tecnologie su cui puntare. Infine il 63,5% crede che i big data saranno (finalmente) trasformativi per i marketer nel 2018.

Con il nuovo anno, è chiaro che le ultime tendenze della tecnologia guideranno il settore in direzioni entusiasmanti. Che si tratti di nuovi modi per raggiungere i consumatori con i social media e il livestreaming, sfruttando le capacità uniche dei droni, o utilizzando l’ampia connettività di Amazon Alexa e Google Home, quest’anno le aziende dovranno essere brave ad intercettare e sfruttare le ultime tendenze a vantaggio del proprio business. Il content marketing deve adattarsi ai nuovi modi in cui il pubblico consuma i contenuti. Le possibilità con queste tecnologie sono quasi infinite. La tecnologia e il marketing devono evolversi continuamente e di pari passo, solo così i professionisti del marketing potranno trovare il modo migliore di utilizzare la tecnologia digitale e metterla a disposizione del proprio arsenale di marketing.

MG Group Italia crede con forza che il futuro del marketing passi attraverso l’utilizzo strategico e mirato delle nuove tecnologie digitali. Per questo il nostro team di professionisti è in costante aggiornamento su quelle che sono le ultimissime novità e i modi migliori per utilizzarle. Il futuro comincia così: https://www.mgpg.it/.

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SEO e Comandi Vocali

Come adeguare la tua SEO strategy alla tecnologia dei comandi vocali

Sempre più frequentemente vengono utilizzati i comandi vocali da smartphone, tablet e desktop per fare ricerche su Google. Questa tecnologia è cresciuta tantissimo, è facile da usare e ha un margine di errore ormai molto basso. I comandi vocali, in particolare quelli diretti alla ricerca, vengono usati principalmente quando si è impegnati in attività che non permettono di digitare agevolmente sullo tastiera, oppure se si vuole immediatezza di risposta.

Si stima che entro pochissimi anni la ricerca vocale costituirà almeno la meta del totale delle ricerche effettuate in Internet

Perché il proprio web marketing sia pronto ad accogliere il cambiamento, è opportuno iniziare fin da subito un processo di ottimizzazione del proprio sito web, per renderlo voice search friendly.

I comandi vocali indubbiamente stanno cambiando le abitudini di utilizzo della ricerca sul web. Seguirne l’evoluzione vuol dire per le aziende, adeguare le proprie azioni di marketing per sfruttare al meglio questa tecnologia e guadagnare vantaggi nei confronti dei competitors.

La prima cosa che ci spinge ad utilizzare i comandi vocali è certamente la comodità. Pronunciare una query è sicuramente più immediato che scriverla.

L’utente che utilizza la ricerca vocale, lo fa principalmente da dispositivo mobile per ottenere risultati inerenti alla zona dove fisicamente si trova, oppure per avere le indicazioni stradali durante la guida e mentre si sta camminando.

Gli assistenti vocali, soprattutto attraverso device mobili, diventeranno il principale mezzo di interazione fra azienda e consumatore.

Gli assistenti vocali: in principio ci fu Siri

Per sfruttare tutte le potenzialità della ricerca vocale, è opportuno innanzitutto conoscere i principi di funzionamento degli assistenti vocali disponibili, che ormai possiamo considerare a tutti gli effetti come dei motori di ricerca vocali.

Il primo e più famoso assistente vocale è stato Siri di Apple, presentato nel 2011 quando è uscito l’Iphone 4s. L’applicazione si può lasciare in stand by per essere attivata dopo aver pronunciato le parole “Ehi Siri” e viene adoperata principalmente come assistente Mobile, sebbene sia incorporata anche nelle ultime versioni di Mac OS.

Ok Google è la funzione vocale di Google e fa parte dell’assistente digitale Google Now. Si può utilizzare sui device Android e da poco anche sui dispositivi iOS . L’applicazione, se lasciata in background, si attiva pronunciando “Ok Google“.

Cortana è stato sviluppato da Microsoft ed è l’ultimo degli assistenti vocali usciti sul mercato. Nato per gli smartphone equipaggiati con Windows phone, con l’uscita di Windows 10, Cortana viene integrato stabilmente nel sistema operativo.

Il punto di forza dei sopracitati assistenti vocali consiste nel fatto di essere consultabili in qualsiasi luogo, attraverso device mobili come smartphone e tablet che restituiranno risultati di ricerca geolocalizzati, cioè, coerenti con la nostra ubicazione fisica.

La maggior parte delle ricerche vocali avviene da Mobile e il motivo è che solitamente gli utenti cercano risposte veloci per bisogni che hanno nell’immediato.

Le interazioni vocali semplificano, velocizzano e rendono accessibile il web quando si hanno le mani occupate

Cerchiamo quindi di capire quali sono le differenze fra le ricerche testuali e quelle vocali.

Una delle caratteristiche che differenzia la ricerca vocale da quella testuale sta nella naturalezza del linguaggio utilizzato dagli utenti. Le interazioni vocali semplificano, velocizzano e rendono accessibile il web quando si hanno le mani occupate o si sta facendo un’attività che impone continua attenzione, da non poter nemmeno guardare lo schermo.

Inoltre le ricerche vocali sono sempre basate sulla posizione fisica del richiedente e assistenti vocali come Google Now utilizzano anche i dati relativi alle abitudini e alle preferenze di chi effettua la ricerca.

I termini per effettuare la ricerca vocale sono meno rigidi e più “umani”

Gli utenti sono particolarmente portati ad utilizzare la ricerca vocale ponendo domande e non in modo “rigido” come quando scrivono sulla tastiera.

Normalmente queste domande cominciano per “Come”, “cosa”, “dove”, termini che forniscono indicazioni sull’intenzione di ricerca relativa ai bisogni dell’utente. Le query vocali, quindi sono sono molto più simili a “conversazioni”, rispetto alle ricerche testuali.

Sarà necessario capire ed analizzare in che modo gli utenti cercano le informazioni usando la ricerca vocale, così da poter adattare la SEO del sito web e guadagnare un posizionamento favorevole anche quando l’informazione è cercata con comandi vocali.

Per adeguare i contenuti del sito sarà opportuno studiare un’adeguata strategia di content marketing e fare in modo che ogni testo sia ottimizzato non solo per la ricerca testuale ma anche per quella vocale.

Ottimizzare la SEO del sito web per i comandi vocali

L’ottimizzazione del sito web in ottica SEO deve tenere conto delle possibilità date dalla ricerca vocale.

Gli assistenti vocali sono guidati da algoritimi che permettono di interpretare il significato semantico delle ricerche in base alle precedenti interazioni.

Questo ci suggerisce che le connessioni semantiche stanno acquistando sempre più importanza. Dal momento che le richieste vocali non sono più composte da singole keywords, ma da frasi semanticamente più complesse, la SEO dovrà adattarsi a questi nuovi modelli di interazione. Ciò significa innanzitutto che le richieste di ricerca diventano più lunghe, cosi come cresce l’importanza delle keywords longtail. Le parole chiave andranno adeguate alla ricerca vocale. Usando keywords interrogative long tail simili alla lingua parlata, posizionate nei punti più strategici del sito come il titolo principale e i sottototitoli.

La ricerca vocale restituisce pochi risultati, facendo si che l’utente non si trovi costretto a scorrere tra i vari risultati della ricerca.

Le aziende che riusciranno ad adattarsi attraverso una strategia SEO ottimizzata per il vocal riusciranno ad emergere nei confronti dei competitors e godranno sicuramente di un ritorno in termini di traffico aumentando la loro visibilità sul web.

La SEO dell’immediato futuro sarà basata sull’ottimizzazione della ricerca vocale

Ancora si parla poco di SEO per la ricerca vocale, ma sicuramente iniziare a considerarla può portare al nostro business un grande vantaggio competitivo.

Un cambiamento di tale portata comporta, ovviamente, la necessità di un adeguamento anche in termini di SEO e nell’utilizzo di keywords specifiche, rimandandoci al tema delle ricerche semantiche, ovvero la capacità da parte di un motore di ricerca di inserire una query in un contesto e rispondere con dei risultati più precisi e accurati.

La SEO viene influenzata dalla ricerca vocale. Google sfrutta molteplici tecnologie per comprendere la voce degli utenti e riuscire a decifrarne il significato. Capire in modo esaustivo le domande che si pongono gli utenti, cosa cercano e quali sono le loro intenzioni, è essenziale per stabilire quali keywords usare. E’ possibile quindi sfruttare la ricerca vocale nella SEO per conoscere meglio il nostro pubblico, dare maggiore visibilità al sito e ai suoi contenuti, così da ottenere un vantaggio competitivo non trascurabile per la nostra azienda.

I motori di ricerca infatti saranno sempre più orientati a premiare la naturalezza del linguaggio, per questo chi si occupa di SEO dovrà cercare di indicizzarsi tramite parole chiavi più lunghe e articolate.

Per aggiornare e ottimizzare i contenuti in ottica SEO orientata alla ricerca vocale, bisogna tenere in considerazione non solo il tipo di domanda effettuata dall’utente, ma anche il tipo di assistente vocale che utilizza, in quanto la tecnologia di ogni sistema attinge a risorse differenti per raccogliere le informazioni.

Gli assistenti vocali manleveranno l’utente dal dover scorrere pagina per pagina i risultati della ricerca. Apparire nelle prime posizioni sarà sempre più importante.

L’obiettivo è quello di ritrovarsi tra i primi risultati selezionati e indicati dal motore di ricerca. Questo attirerà l’attenzione degli utenti che stanno effettuando una ricerca precisa e ai quali l’assistente vocale restituisce i risultati sperati. Nel caso di una voice search, gli utenti ripongono fiducia nel loro assistente vocale per ottenere i migliori risultati. Capire ed analizzare come e cosa gli utenti cercano con la ricerca vocale è utile non solo per il posizionamento del nostro sito web, ma anche per farci trovare subito nei primi risultati a seguito di una specifica query.

Il costante miglioramento di questa tecnologia consentirà agli assistenti vocali di comprendere le intenzioni degli utenti con maggiore precisione, migliorando così i risultati di ricerca e fornendo agli utenti la risposta che stavano cercando, in tempi sempre più brevi.

La ricerca vocale è in crescita in particolare da device mobile per alcuni semplici motivi. Usare la voce è più veloce che scrivere. Non è necessario usare le mani, se si sta guidando per esempio e allo stesso modo non è necessario guardare lo schermo.

La tecnologia che consente il riconoscimento della voce è sempre più affidabile e il margine di errore è oggi molto basso.

Da non dimenticare che oggigiorno i dispositivi mobili sono sempre con noi. Le innovazioni digitali stanno cambiando e le aziende dovranno adeguare le loro strategie di markting.

Anche la ricerca vocale è parte integrante di queste trasformazioni e sta già creando nuovi modelli di business per le aziende, che si vedono costrette ad adeguarsi per non perdere competività.

Se non vuoi restare indietro rispetto ai tuoi competitors contatta subito Mg Group. I nostri esperti sapranno suggerirti nuove strategie per adeguare il sito web della tua Azienda alle nuove funzioni di ricerca vocale.

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Web marketing per strutture ricettive e ristoranti

Come impostare una perfetta strategia online se si possiedono strutture ricettive

Il settore turistico e ricettivo è uno di quelli che più di tutti è stato rivoluzionato in senso positivo dal web: basta pensare ai vari servizi di booking online grazie ai quali sia i proprietari di struttura che gli stessi clienti hanno scoperto un nuovo modo di viaggiare, molto apprezzato e utilizzato.

Le piattaforme di prenotazione o di comparazione prezzi di alberghi, residence, villaggi turistici, campeggi, b&b e ristoranti hanno rivoluzionato un mondo. È proprio per questo motivo che la presenza online va gestita e curata nei minimi dettagli perché possa dare i risultati sperati. Il discorso vale per tutte le tipologie di strutture e per qualsiasi fascia di prezzo: dagli hotel di lusso ai bed & breakfast in centro città.

Tutto parte da una consapevolezza: bisogna essere capaci di sfruttare il web per far crescere il proprio brand e quindi la propria attività ricettiva. Come farlo? Proveremo a rispondere a questo importante interrogativo nei paragrafi di questo articolo.

NON ESISTE UN’UNICA VIA

Dobbiamo subito chiarire un punto fondamentale: non esiste una strada unica per fare marketing, ma una combinazione di percorsi diversi da seguire per arrivare agli obiettivi che si stabiliscono alla partenza.

Solitamente tutto parte da un sito web, il vostro ristorante o albergo, deve avere un luogo preciso dove essere presentato in tutte le sue caratteristiche. Il sito web è l’elemento attorno a cui ruotano tutte le altra azioni di web marketing; pensiamolo come un porto sicuro dove l’utente trova tutte le informazioni di cui ha bisogno.

Nel realizzare una pagina web, è necessario curare i dettagli e soprattutto strutturare i contenuti in modo che siano chiari, precisi e esteticamente appaganti. Altro parametro fondamentale, il fatto che il sito sia responsive, cioè adattabile alla visione sui dispositivi mobile (smartphone, tablet). È da questi infatti che la maggior parte delle persone cercherà una sistemazione o un posto dove mangiare.

Tuttavia un buon sito non funziona se non viene trovato tra le migliaia di siti presenti sul web.

USARE LE PAROLE GIUSTE

Per rendere un sito visibile alle ricerche delle persone occorre ottimizzarlo per i motori di ricerca. Per farlo uno dei metodi migliori (perché a costo zero) è l’utilizzo delle tecniche di SEO. La posizione sui motori di ricerca dipende da diversi fattori, uno tra i più importanti è costituito dal corretto uso di keyword strategiche. Il termine utilizzato non è casuale: la scelta di due parole generiche da inserire nei proprio contenuti online è piuttosto inutile in quanto la concorrenza sarà spietata. In questo caso però, quali sono le parole che una persona potrebbe digitare, nel caso volesse trovare un albergo o un ristorante?

Poniamo che un ospite voglia passar le sue vacanze in montagna con la famiglia: la sua ricerca sarà “hotel montagna (nome località)”, ma non ometterà l’altra informazione cruciale “per famiglie”. Molti studi infatti confermano che gli utenti sono sempre più specifici quando effettuano una ricerca. Per questo motivo sarà importante inserire nel proprio sito o negli articoli del proprio blog, frasi come “hotel in montagna adatto alla famiglia”. Solo così si potrà avere un posizionamento migliore e battere i competitors.

Il tipo di parole chiave che abbiamo appena visto sono chiamate long tail keyword (a coda lunga): si tratta appunto di frasi specifiche e che, sebbene abbiano un volume di ricerca più basso rispetto a quelle generiche, tuttavia hanno un livello di conversione più alto. In parole semplici: meno pubblico raggiunto ma potenzialmente molto più interessato al tuo albergo.

 

L’IMPORTANZA DEL CONTENT MARKETING

Una volta pensato alle parole chiave, dobbiamo scegliere dove inserirle. Di sicuro non possono mancare nei contenuti statici del sito: descrizioni, servizi offerti, indicazioni stradali, offerte, articoli blog creati con un sapiente uso del copywriting.

Altro fattore connesso al content, è quello delle recensioni delle persone che visitano la struttura o cenano nel vostro locale. Si tratta di UGC, cioè contenuti generati dagli utenti. Questi ultimi sono importantissimi non solo perché garantiscono un posizionamento migliore sui motori di ricerca, ma anche perché sono tra le sezioni più visitate di un sito web. Dopotutto qualsiasi persona vorrebbe sapere cosa aspettarsi da un hotel, sulla base delle esperienze altrui. Il passaparola non muore mai!

Il marketing dei contenuti è un mondo redditizio se gestito bene e può generare nuove possibilità. Ma come attrarre i clienti attraverso ciò che pubblico e scrivo? Prima di tutto cominciamo con un’importante verità: quando si parla di contenuti non si deve pensare solo ai testi scritti su un blog, ma anche alle immagini, ai video, ad ebook informativi, a infografiche. Alla base di tutto ci deve essere un’ottima qualità nella realizzazione e la capacità di dare informazioni importanti e molto utili per le persone che interagiscono con i contenuti stessi.

Nel caso di un aristorante ad esempio, quali possono essere dei contenuti rilevanti? Si parte da una conoscenza approfondita del proprio pubblico di riferimento; solo così sarà possibile intercettare i bisogni latenti delle persone. Se ad esempio gestisci un ristorante sul mare e vuoi avere un’ottima affluenza anche in inverno, potresti creare delle guide turistiche online dove mostrare alle persone cosa possono fare durante i mesi più freddi, quali sono le attività più interessanti e le possibilità che offre il mare anche quando non si sta sotto l’ombrellone.

LA STRATEGIA DI MARKETING SUI SOCIAL

La spalla destra di un buon sito, non possono essere i social network. Impostare una campagna social, scegliendo le piattaforme giuste, può davvero fare la differenza. Prima di tutto partiamo da un presupposto: i social non sono nati per vendere (anche se negli ultimi tempi si stanno facendo esperimenti anche in questa direzione) ma per semplificare le relazioni tra persone.

Ecco su cosa puntare quindi, sfruttando la natura stessa di queste piattaforme.

Creare legami per aumentare la consapevolezza del brand e la fiducia che le persone hanno riguardo ai tuoi servizi. Anche in questo caso è una questione di contenuti: freschi, giusti, innovativi e sempre al passo con i tempi. In più c’è il fattore customer care, la gestione della relazione con gli utenti per mostrare a tutti la tua efficienza e tempestività nel risolvere i loro dubbi e le loro problematiche.

 

PARTIRE DA UNO STUDIO ATTENTO

Un’analisi di chi sei, come vuoi pubblicizzare il tuo ristorante o albergo e soprattutto che tipo di risultati vuoi raggiungere, sono passaggi necessari prima di intraprendere qualsiasi azione pubblicitaria; ciò ti consentirà anche di correggere gli eventuali errori e proteggere il tuo business in caso di situazioni critiche.

Per aiutarti a fare tutto questo viene in soccorso un piano marketing ben strutturato; anche per una piccola attività serve tutta questa programmazione? Senza dubbio! Partire da un calendario e un piano editoriale, ideare i contenuti da pubblicare in base al pubblico di riferimento, alla filosofia della tua cucina, ai prodotti che utilizzi, alle ultime novità culinarie, ad esempio.

In sostanza è importante creare contenuti ad hoc per le persone che potrebbero essere interessate alla tua proposta. La strutturazione è la base di una perfetta comunicazione e, attraverso delle azioni pianificate con regolarità, l’utilizzo del social diventerà molto più efficiente.

L’esperienza della nostra agenzia di comunicazione nel settore alberghiero e in quello della ristorazione, ci permette di elaborare piani di web marketing all’avanguardia per qualsiasi tipo di attività. Vuoi riempire le tue stanze disponibili, vuoi occupare tutti i posti a sedere? MG Group ha le competenze per aiutarti a farlo.

Facci sapere cosa pensi dei nostri consigli compilano il form qui sotto o contattaci al numero di telefono 0577 15 16 860.

 

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Facebook cambia algoritmo:più interazione con la propria community

Nuovo Algoritmo di Facebook: Cosa cambia per le aziende e le pagine pubbliche?

 Un ritorno alle origini: così è stato definito il cambiamento nell’algoritmo operato dal social network più utilizzato al mondo. Il News Feed di Facebook punterà sui contenuti di amici, familiari e persone seguite. Mark Zuckerberg lo definisce come una svolta dettata dalla volontà di fare in modo che gli utenti spendano bene il loro tempo su Facebook, interagendo con ciò che gli interessa davvero.

“Con questo aggiornamento, daremo priorità anche ai post che generano conversazioni e creano interazioni significative tra le persone. Per farlo, cercheremo di prevedere quali sono i post su cui le persone potrebbero voler interagire di più con i propri amici, e mostreremo questi post più in alto nel feed”. Queste le parole del CEO più famoso al mondo, un cambio di rotta che penalizza le pagine pubbliche, le pubblicità e le news.

Insomma foto, video, post e contenuti di ogni genere avranno la priorità sugli altri, a patto che siano pubblicati dalla cerchia di amici e che generino interazioni e discussioni. Alcuni lo vedono come uno dei cambiamenti più importanti da quando è nata la piattaforma.

CORSA AI RIPARI O STRATEGIA?

L’azione messa in campo dalle menti dietro al social network, potrebbe sembrare un’inversione di tendenza, rispetto all’invasione di pubblicità che popolano i profili e le home page di ognuno di noi. Proprio su questi argomenti insiste Zuckerberg che sottolinea l’importanza di tornare a connetterci con le nostre comunità di riferimento. La scelta può sembrare giustificata dalle critiche che hanno investito il social, data l’onnipresenza dei contenuti pubblicitari o non interessanti per le persone. Oppure alcuni hanno parlato di un modo per arginare la proliferazione di fake news e contenuti spazzatura, che fanno tanto discutere oggi.

In realtà però la finalità dell’operazione sembra diversa: privilegiando i contenuti più “personali” degli utenti, Facebook può creare profili sempre più dettagliati delle persone; grazie a questa strategia sarà possibile sapere con precisione chirurgica come ragionano le persone, cosa privilegiano e perché, come vedono il mondo. In questo modo si potrà targhettizzare sempre meglio una campagna pubblicitaria, mirata per un certo soggetto in base alle sue caratteristiche e alla sua cerchia di riferimento. Ecco che se da una parte le pagine pubbliche di aziende e brand possono essere penalizzate, dall’altra si troveranno la strada ancora più spianata in modo tale da poter raggiungere un pubblico davvero interessato ad un certo tipo di prodotti o servizi. Dopotutto sono proprio le aziende, dalle più piccole alle più grandi, che finanziano il colosso mondiale con sede a Palo Alto.

Favorire le interconnessioni tra persone e puntare sulle comunità, significa spingerle a fornire sempre più particolari della propria vita privata. La profilazione non è più solo del singolo utente ma della realtà in cui vive. Con chi interagisce, con chi è amico anche fuori dai social, con chi condivide viaggi, cene, esperienze. La pubblicità troverà treno feritile grazie a tutto questo.

 

CONSIGLI PER LE AZIENDE E I PROFESSIONISTI

Dalla California sottolineano che l’algoritmo porterà ad una diminuzione della reach, del tempo di visione dei video, e del traffico referral per le pagine pubbliche, anche se poi sarà permesso agli utenti di impostare come prioritaria la visione dei contenuti delle pagine preferite.

Tuttavia Facebook arriva a suggerire una possibile via duscita per le aziende e per i media. Siccome ad essere privilegiati saranno i contenuti che generano maggiore interazione, viene consigliato di preferire i video live e i contenuti che suscitano discussione tra gli utenti. Lotta dura, invece, sarà condotta nei confronti di quei profili che praticano il cosiddetto engagement-bait che troppo a lungo, secondo il social network, ha sfruttato a suo vantaggio l’algoritmo studiato in California.

 

COME SFRUTTARE IL CAMBIAMENTO

Il discorso fa riflettere sull’attenzione che un’azienda deve mettere nell’impostare una campagna social. Infatti si tratta di un mondo in costante aggiornamento e, se si rimane indietro, è possibile fare un buco nell’acqua. Nel caso in questione è necessario capire quali contenuti è meglio pubblicare, rispetto a quelli che si pubblicavano il mese precedente e sapersi sempre adattare alle novità. Solo in questo modo si potranno sfruttare i cambiamenti a proprio vantaggio e non rischiare di investire tempo e denaro su strategie che non funzionano più. Diventa cruciale affidarsi a esperti nel settore, che siano sempre aggiornati sulle ultime novità e che sappiano cogliere al volo le possibilità offerte dal mondo dei social network.

In un contesto come quello di Facebook le aziende non verranno mai davvero penalizzate, perché sono una delle fonti principali di guadagno del social network; tuttavia bisogna interpretare il cambiamento. Noi di MG Group Italia possiamo dare una mano a tutte le aziende che vogliono fare social media marketing o aggiustare la mira della propria strategia sul web, a fronte di questo cambio di algoritmo. Chiamaci subito per una consulenza gratuita e commenta questo articolo: cosa ne pensi di questa svolta operata da Facebook?

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Il modello di Business aziendale di Ikea

Il modello di business di Ikea applicato alla nostra azienda

Il modello di business è l’insieme delle soluzioni organizzative e strategiche attraverso le quali l’azienda acquisisce vantaggio competitivo – Cit. Wikipedia.

Uno dei modelli di business più controcorrente ma allo stesso tempo efficaci degli ultimi tempi è quello di Ikea, la multinazionale nata in Svezia.

Ikea è stata in grado di democratizzare l’idea di arredamento, rendendo il design utile, bello e rivolto a tutti.

Il business di Ikea si articola attraverso strategie diversificate

Se analizziamo uno per uno i vari punti del modello Ikea, scopriamo subito che l’azienda è stata particolarmente innovativa nella sezione dedicata ala distribuzione. Continua a leggere

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Come realizzare un Sito Web ottimizzato e indicizzato

Come realizzare un sito web ottimizzato e indicizzato, su misura per la tua Azienda

Come deve essere realizzato un sito web in modo che non sia solo bello da vedere, ma che attiri visitatori?

Un sito web, deve essere realizzato e ottimizzato in modo professionale perché possa generare contatti ed essere fruibile al meglio.

Creare un sito web è un’operazione complessa, le cui varie fasi non si possono di certo improvvisare. Realizzare un sito web senza troppe pretese non è una cosa difficile, ma riuscire a mettere online un progetto professionale richiede tutta una serie di strategie e un lavoro che solo i professionisti del settore sono in grado di svolgere al meglio.

 

Per realizzare un sito web professionale si deve partire dalla fase di progettazione

Già durante la fase della progettazione sarà necessario uno studio delle strategie di comunicazione che vogliamo esprimere attraverso il sito. Avere ben chiaro ciò che ci si prefigge di ottenere dal progetto web, come farci trovare sui motori di ricerca o aumentare la conoscenza del nostro brand.

Bisogna che sia chiaro nella nostra mente cosa vogliamo ottenere da sito e cosa deve rappresentare per noi la nostra presenza in Internet.

 

Realizzare un sito web per raggiungere un certo target di pubblico

Il sito web è un potente canale di comunicazione ma deve essere sintonizzato sul pubblico che vogliamo raggiungere. Bisogna prima identificare il target di potenziali clienti e stabilire la tipologia di sito web che vogliamo realizzare.

Conoscere le esigenze, e i gusti degli utenti che appartengono al tuo settore, porta un enorme vantaggio competitivo verso i siti dei concorrenti.

Un’approfondita indagine di mercato ci chiarirà le idee su quelle che sono le abitudini di ricerca degli utenti dai quali vogliamo essere trovati. Dovremo cercare di sapere esattamente che cosa offrirgli e riuscire a farlo nel modo migliore. I contenuti del sito dovranno essere di qualità. Informazioni utili e originali che trasmettano valore.

Sarà opportuno pianificare una linea editoriale in modo da aggiornare il sito di frequente. Un sito web aggiornato con una certa assiduità è cosa molto gradita ai motori di ricerca che tengono in considerazione questo fattore per il posizionamento. Anche il nome che sceglieremo per il sito ha la sua importanza. Dovrà essere qualcosa di evocativo che richiami la funzione del sito web e ciò che rappresenta. Se il nome è originale e facile da ricordare ancora meglio.

Naturalmente se il un sito riguarda un’azienda, le scelte sono più limitate e Il nome del sito coinciderà verosimilmente con quello della società.

Una strategia consiste nell’inserire una keyword come nome del sito. Questa scelta avrà anche una certa rilevanza SEO e farà guadagnare posizioni sulla SERP di Google. Ovviamente, in questo caso il nome dovrà rispecchiare l’attività svolta dal sito.

Barare sul nome non conviene. Mettere una keyword strategica non attinente al contenuto del sito farà si che Google prima o poi se ne accorgerà con il rischio che il nostro sito venga penalizzato.

Scegliere l’hosting giusto

Il sito web avrà bisogno di un servizio di hosting che funzioni bene e sia affidabile. A questo punto, viene da chiedersi quale sia l’hosting che meglio si addice alle nostre esigenze e quali sono le caratteristiche che deve avere. Nella scelta dell’hosting vi sono dei parametri da considerare per non incappare in un servizio di bassa qualità.

Un hosting deve essere affidabile e i fermi di sistema che rendono irraggiungibile il nostro sito devono essere ridotti al minimo.

Per misurare questo valore esiste un indice che si chiamo Uptime.

Con il termine uptime si intende sostanzialmente il tempo in cui il server in cui risiede il sito è raggiungibile in Internet. Questo tempo viene espresso in percentuale e un Hosting per essere valido deve avere un uptime del 99,99%. Se il server che ospita il nostro sito web fornisce l’hosting anche a siti di dubbia qualità oppure siti spam, Google potrebbe penalizzare il nostro sito. La soluzione migliore, anche se più costosa sarebbe quella di avere un server dedicato. Evitiamo servizi hosting troppo lontani. Se il nostro sito ha come target l’Italia, non andiamo a cercare un hosting negli USA. La velocità del sito ne risentirà.

Dopo la fase di progettazione e analisi di mercato il sito dovrà svilupparsi attraverso i seguenti percorsi

 

  • Deve prima di tutto essere SEO Friendly
  • Avere un design responsive per adattarsi alla visualizzazione da mobile
  • Deve essere veloce. Un sito lento a caricarsi fa perdere la pazienza al visitatore che lo abbandonerà per non tornare più.
  • I contenuti devono essere di qualità e trasmettere valore e scritti secondo le regole del Web Writing.
  • Il sito deve essere fruibile e accessibile

Ottimizzazione SEO

Fin dalla dalla fase di progettazione, a quella di realizzazione del sito web si deve fare attenzione all’architettura che potrebbe impedire una corretta applicazione della SEO. La SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization, ovvero una serie di attività e accorgimenti atti a ottimizzare il posizionamento dei contenuti immessi sul Web. Un sito Web ottimizzato SEO riceverà più traffico proveniente dai motori di ricerca. Possiamo anche definire la SEO come l’abilità di posizionare un sito web ai primi posti nelle SERP dei motori di ricerca, affinché gli utenti a cui è diretto lo trovino.

E’ ormai prassi realizzare siti utilizzando CMS (il più noto è WordPress) che sebbene siano sempre in evoluzione grazie ai continui aggiornamenti dei loro sviluppatori, spesso non consentono di creare siti web SEO friendly al 100%. La soluzione a questo punto è sempre quella che il sito venga creato da zero. Con un codice ottimizzato e soprattutto totalmente personalizzabile.

Il sito web deve essere Responsive

La maggior parte degli accessi ad un sito web ormai avviene da dispositivi mobili come smartphone e tablet. Un sito responsive permette di adattare e semplificare la navigazione in modo da essere sempre visualizzato in modo ottimale. Naturalmente, essere responsive è una caratteristica molto ben vista da Google che ne terrà conto per il posizionamento. Dovrà anche essere compatibile con i diversi browser. In primo luogo, se riusciamo ad individuare i browser utilizzati dal nostro pubblico, cerchiamo di ottimizzare il sito su quelli. Bisogna creare un sito web che sia in grado di essere visualizzato in modo accettabile su qualsiasi dispositivo.

Velocità di caricamento

Questo è uno dei fattori spesso sottovalutato ma che è invece fondamentale sia per Google che per l’utente. Un sito lento a caricarsi potrebbe indurre il visitatore a perdere la pazienza e abbandonare il sito senza più farvi ritorno. Le cause di una bassa velocità di caricamento possono essere molteplici.

Un servizio di hosting che non funziona bene, il codice con cui è stato programmato il sito potrebbe non essere ottimizzato. Immagini troppo pesanti e nel caso si usi un CMS, esiste la possibilità che siano stati installati troppi plugin inutili. Se si vuole un sito web veloce bisogna prima disporre di un servizio di hosting efficiente e ottimizzare al massimo il codice di programmazione.

Web writing e copywriting

I contenuti, oltre a trasmettere valore e soddisfare i bisogni degli utenti devo essere creati seguendo le regole del Web Writing. Scrivere per il web è diverso che scrivere per la carta stampata. Sui monitor si legge più faticosamente e più lentamente. Ed è per questa ragione che sono state stabilite delle regole di scrittura specifiche per quel particolare mezzo di comunicazione che è il web.

Accessibilità del sito web

Il sito web deve essere fruibile al meglio dai visitatori. Tipo e colore dei caratteri, colore dello sfondo, saranno elementi determinanti per rendere più o meno gradevole la permanenza sul sito.

Si tratta di rendere gradevole, l’esperienza di navigazione degli utenti di un sito web. Rispettare queste regole farà si che il nostro sito web possa venire meglio fruito da chi vi accede.

La struttura dei menu deve essere chiara e intuitiva e la grafica non deve essere invadente e distogliere l’attenzione dal contenuto

La grafica

La grafica di un sito deve essere funzionale ai suoi obiettivi di comunicazione. In poche parole, sul web, non è la grafica che deve essere protagonista, bensì i contenuti. Lo scopo della grafica è di valorizzare al massimo i contenuti e di riuscire a comunicare meglio con gli utenti.

Attenti ai copyright

Tutto quello che verrà pubblicato sul nostro sito web è automaticamente coperto da copyright. Nessuno potrebbe prelevare contenuti senza andare incontro a conseguenze. Quindi è bene realizzare anche una pagina in cui viene spiegata la policy di copyright sui contenuti che vengono pubblicati online.

Mantenere il sito sempre aggiornato

In Internet i cambiamenti sono all’ordine del giorno e per non farsi trovare impreparati bisogna tenersi costantemente aggiornati.

Se usiamo un CMS, è stato aggiornato all’ultima versione? I requisiti di sicurezza non sono più adeguati? Oppure i cambiamenti nell’algoritmo di Google impongono di adottare qualche nuova regola SEO?

In ognuno di questi casi bisogna essere rapidi nel reagire ed applicare le necessarie contromisure per evitare che il sito perda competitività.

Chi vuole realizzare un sito web professionale che rispecchi il proprio business, non può quindi permettersi di lasciare nulla al caso, e per forza di cose dovrà rivolgersi a professionisti del settore. Se sei nella necessità di dover realizzare un sito web per la tua attività non esitare a contattarci. Realizziamo siti web professionali che rispecchiano il tuo business.

Un’accurata strategia di marketing ci permetterà di capire le tue esigenze, così da creare un sito web veloce e fruibile che saprà valorizzare la tua Azienda.

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Come aumentare la Brand Awareness

Il termine Brand Awareness si traduce come notorietà del marchio e si riferisce al grado di conoscenza che hanno i consumatori del brand in questione. Lo scopo primario di qualsiasi azienda è quello di far si che, in caso di bisogno, al consumatore venga in mente il proprio marchio prima di quello dei competitor.

La Brand Awareness è un elemento di importanza fondamentale per l’azienda, alla quale bisogna dedicare le giuste risorse per farla crescere e consolidarla; prima di pensare ad una strategia migliorativa sarà quindi necessario capire quanto è forte il nostro Brand nella mente del consumatore.

La piramide di Aaker come scala di valori per misurare la Brand Awareness

David Aaker, un economista statunitense esperto in strategie di marketing, ha sviluppato una rappresentazione grafica a forma di piramide che fornisce una scala di valori. Le varie soglie sono necessarie ad individuare qual è il livello di considerazione che gli utenti hanno del marchio.

Lo schema piramidale si distingue in quattro livelli ben definiti:

  • Al primo livello, la base della piramide, abbiamo una situazione di assenza di notorietà. Il marchio è totalmente sconosciuto. Il potenziale cliente non sa nemmeno che esistiamo.
  • Salendo di un livello, il brand uscirà dall’anonimato. I consumatori ne avranno una conoscenza superficiale ma ancora troppo scarsa perché sia di impatto sul nostro business.
  • Avvicinandoci alla cima della piramide, la conoscenza del brand diventerà più forte. Non siamo ancora sulla vetta, ma il marchio sarà uno di quelli che verranno in mente al consumatore in una situazione di bisogno.
  • Arrivati in cima alla piramide, avremo raggiunto il Top Of Mind. L’impegno per migliorare la notorietà ha funzionato. Il marchio in questione sarà il primo a venire in mente al cliente. Praticamente il sogno di tutte le aziende.

 

Come capire qual è la forza della Brand Awareness

Non dobbiamo limitarci alle percezioni soggettive ma utilizzare strumenti che siano in grado di darci dati oggettivi e concreti sui quali poter lavorare.

Uno degli strumenti più utilizzati è Analytics, il servizio che Google mette a disposizione gratuitamente ai suoi utenti e che consente di misurare il traffico che il proprio sito web sta ricevendo. Ne identifica la provenienza e mostra dettagli precisi per ciò che riguarda la frequenza di rimbalzo, le conversioni e le sorgenti del traffico.

Imparare a usare correttamente questo strumento, ci permetterà di avere sotto controllo il traffico che riceve il sito web. Impostando un intervallo di tempo, potremo farci un’idea degli utenti che tornano a visitare le pagine del nostro sito, mostrando affezione verso il Marchio.

Potremo poi individuare le keywords usate nelle query di ricerca e scoprire tra quante di queste viene usato il nome del Brand; si potranno inoltre vedere le percentuali di traffico nei singoli canali ed estrarre le relative parole chiave.

Se oltre al sito web la nostra azienda ha anche una pagina Facebook, lo strumento di analisi in questo caso è Insight; con Insight si possono vedere tutta una serie di informazioni, come le interazioni dei clienti con i post, i like e i follower. Incrociando questi dati con quelli di Analytics avremo più chiaro il percorso da seguire per incrementare la notorietà del Brand.

 

La differenza fra Brand Awareness e Brand Reputation

La Brand Awareness come abbiamo visto è il livello di conoscenza che il consumatore ha, rispetto ad un certo marchio, non considerando le opinioni soggettive.

La Brand Reputation invece è la considerazione e opinione che il cliente ripone verso il Brand.

Per far si che il nostro Brand diventi un riferimento bisognerà interagire con gli utenti; un ottimo modo è quello di farlo attraverso il customer care, utilizzando tutti i canali, Social compresi.

E’ importante mantenere un’alta Brand Reputation, perchè su Internet è facile trovare opinioni e recensioni dei nostri prodotti, diffuse attraverso forum, siti e Social Network.
A volte si confonde la Brand Reputation con la Brand Image, vediamone la differenza.
Brand Image riassume il totale delle percezioni di tutti i clienti, attuali, di vecchia data e di quelli potenziali, relativamente ai prodotti e servizi offerti.
Brand Reputation, invece è l’opinione comune dei clienti sull’operato dell’azienda e i significati che il consumatore attribuisce al marchio e coinvolge i vari aspetti delle dinamiche aziendali in tutti i suoi canali.

 

Come migliorare la notorietà del marchio?

La conoscenza del proprio marchio si migliora creando contenuti di qualità in ottica SEO; apparire nei primi risultati delle SERP è infatti il miglior sistema per farci conoscere.

Oggi infatti non si vende tanto un servizio o un prodotto, quanto piuttosto l’identità stessa del marchio. La notorietà assume grande importanza quando si vuole lanciare un nuovo prodotto o si vuole differenziare l’offerta per prevalere sulla concorrenza. In definitiva aumentare la notorietà si traduce per un’azienda in incremento delle vendite.

Consigli per una Brand Awareness sempre in crescita

  • Un occhio di riguardo al logo dell’azienda. Poiché la prima cosa che si percepisce deve essere semplice e allo stesso tempo rappresentare quella che è l’attività svolta. Attenzione anche ai colori e ai caratteri.
  • Soffermarci sui valori e la mission del Brand. Nel sito web è buona norma dedicare uno spazio a queste informazioni. Allo stesso modo forniamo una descrizione della storia del marchio e delle persone che ci sono dietro; anche le testimonianze di clienti soddisfatti sono importanti per rafforzare l’immagine.
  • Una strategia molto efficace è quella di usare famosi blogger o influencer per far si che diffondano il brand tra i loro followers. Spesso si tratta di individui con migliaia di seguaci e il riscontro del nostro marchio fra il loro pubblico potrebbe essere enorme.
  • Un’altra strategia è presenziare attivamente nei principali social. Non solamente apparendo come una vetrina statica dei prodotti dell’azienda, bensì interagendo con il pubblico, anche accettando critiche e scambiando opinioni nell’ottica comune di migliorare il prodotto o il servizio.

Lavorare sulla notorietà del Marchio sarà quindi anche un’occasione per migliorare il sito web dell’azienda. Pensiamo ad un sito, online da diversi anni e poco ottimizzato dal punto di vista SEO: affidandosi ad esperti del settore, potremo migliorare non solo il posizionamento quanto soprattutto la visibilità del sito già dopo poche settimane.

Utilizzo di campagne pubblicitarie pay per click per crescere velocemente

Le campagne pubblicitarie online sono un ottimo metodo per “forzare” il posizionamento sui motori di ricerca e quindi dare visibilità al Brand.

L’utilizzo di inserzioni a pagamento consente al sito web di raggiungere i primi risultati nelle SERP. Normalmente con le normali tecniche SEO, il processo richiederebbe settimane se non mesi, mentre le campagne display di AdWords sono l’ideale per aumentare la Brand Awareness in poco tempo. Consentono di dare visibilità al marchio attraverso annunci visuali o testuali ed è possibile mostrare ai visitatori ciò che offriamo, anche se ancora non ci conoscono e non ci stanno cercando.
E’ importante che la grafica usata per l’inserzione (banner), oltre ad essere accattivante, riproduca il logo dell’azienda e che sia attinente al prodotto oggetto dell’inserzione.

Se si tratta invece di campagne sui motori di ricerca e quindi senza elementi grafici, il Brand e relativo prodotto andranno individuati tramite parole chiave disposte strategicamente nel testo.

La possibilità di investire in un campagna pay per click è spesso sottovalutata da quelle aziende che non vendono online: tante aziende, che pur avendo un sito web non fanno e-commerce, non considerano il pay per click una forma pubblicitaria adatta alle loro esigenze. Questo è un errore. Internet è un mezzo fantastico per vendere la propria immagine e le campagne pay per click possono essere impostate cosi da essere localizzate sul territorio dove opera l’azienda in questione.

Ma come riuscire a valutare l’efficacia sulla notorietà del Marchio di una campagna pay per click?

La prima cosa da osservare saranno le impressioni. Altro non sono che gli utenti che hanno visualizzato l’inserzione, indipendentemente dal loro interesse per il prodotto. Tutti coloro che, dunque, sono stati esposti al nostro marchio.

Più importante è il CTR (click through rate) che serve a misurare l’efficacia di una campagna pubblicitaria sul web: in poche parole, il numero di potenziali clienti che hanno cliccato l’annuncio. Si tratta in questo caso, soprattutto se parliamo di annunci testuali, di una chiara manifestazione di interesse verso il Brand.

I consigli per aumentare la Brand Awareness: un breve riassunto

  • Farsi ricordare, entrando nella testa del cliente. Questa è la regola numero uno. Il proprio Brand deve essere diverso da quello dei competitor e deve trasmettere una forte carica emotiva. Deve lasciar passare l’impegno e la creatività che sono alla base dell’attività dell’azienda. Questo lo si deve percepire sia dal nome dell’azienda che dalla grafica del logo.
  • Avere un sito Web performante, sempre aggiornato e con una SEO efficace.
  • Ricorrere alle inserzioni pubblicitarie pay per click.
  • Produrre contenuti gratuiti a disposizione di tutti, come guide, infografiche ed ebooks. Bisogna rendere questo materiale il più visibile possibile e fare capire il lavoro che c’è dietro.
  • Cercare una partnership. Influencers e bloggers famosi possono diventare ottimi ambasciatori del proprio brand.

Vuoi migliorare la Brand Awareness della tua azienda perché sia sempre più competitiva? Contattaci subito semplicemente inserendo i tuoi dati nel form che trovi qui sotto o cliccando qui; con una consulenza gratuita i nostri esperti sapranno proporti una soluzione perfetta le tue esigenze!

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Il blog perfetto? Questione di contenuti

La scrittura di un blog qualità non basta più. Come fare a creare un’ottima campagna di content marketing?

Il Blog

Il blog è il luogo dello scrivere per eccellenza: fin dagli albori di internet, uno dei primi modi di utilizzare il web è stato proprio quello di scrivere dei diari che raccontassero in ordine cronologico la vita, gli interessi o le capacità delle persone che si cimentavano a scrivere.

Nelle sue tante evoluzioni, il blog è passato da essere uno strumento di uso privato ad un importante modo di fare marketing online. I brand, le aziende e le istituzioni hanno cominciato a capire l’importanza di dare degli aggiornamenti utili al proprio pubblico di riferimento: così sono nati moltissimi blog su internet, degli argomenti più vari.

La chiave di volta di questa strategia consiste nel dare consigli utili, a volte anche molto pratici, ai propri clienti acquisiti o potenziali e fare in modo che questi ultimi possano trovare rispose alle loro domande attraverso gli articoli del blog. Si innesca così un circolo virtuoso che porta più persone interessate a ciò che stai vendendo, più lettori, più fidelizzazioni e nuovi contatti.

In un mondo come quello di internet, dove tutto cambia molto rapidamente, il concetto di content marketing si evolve con altrettanta velocità e bisogna sapersi adattare, per essere sempre due passi avanti rispetto alla concorrenza.

Oggi non basta più solamente creare contenuti di qualità, ottimizzati SEO, con le giuste keyword e i trend topic proprio al momento giusto; attenzione, tutto questo rimane, ma occorre andare oltre la scrittura. Vediamo come poterlo fare, attraverso gli strumenti che la tecnologia odierna ci offre.

Il comportamento del pubblico

Come sempre bisogna partire dalle basi: l’obiettivo del content marketing è quello di rispondere in modo concreto ad un bisogno degli utenti, sia se questi sono clienti, sia se sono semplici persone in cerca di soluzioni. Il fine ultimo del tuo articolo blog è quello di conquistare l’attenzione delle persone e fare in modo che queste acquistino un tuo prodotto o servizio: la creatività c’entra ben poco.

In questo senso è sempre necessario mettersi dalla parte del pubblico, per evitare di farsi influenzare solo dalle proprie idee, nello scrivere un articolo. Questa non è una novità, ma è sempre bene ricordarcelo per partire nel migliore dei modi. La tastiera è la tua, ma la voce è quella del pubblico: tendi sempre entrambe le orecchie per ascoltare e tradurre in scrittura ciò che la gente desidera.

Questo è importante anche per un altro motivo, cioè la velocità di caricamento delle pagine web. Nel gestire un blog è importante tener presente il modo in cui naviga il pubblico sulla rete: ascoltare le esigenze degli utenti significa anche caricare contenuti che siano facilmente fruibili dalle persone, considerando il tipo di connessione che va per la maggiore. Più una pagina si caricherà lentamente, meno le persone saranno invogliate a proseguire la propria lettura di quel contenuto.

Inoltre è Google stesso che monitora costantemente i comportamenti delle persone sulla rete: al motore di ricerca non sfugge nulla. Questo significa che saprà esattamente se le persone rimarranno molto tempo sulla tua pagina oppure la abbandoneranno in fretta; da questo poi intuisce il grado di apprezzamento degli utenti riguardo i tuoi contenuti.

Google non solo indicizza ciò che scrivi, ma registra tutti i comportamenti: ne è un esempio il cosiddetto pogo sticking, la situazione in cui le persone trovano un sito ben indicizzato per la propria ricerca, entrano e abbandonano subito, non trovando quello che stavano cercando.

Il potere delle immagini

Tenendo in considerazione tutto questo, la cosa migliore da fare è dare alle persone ciò che desiderano, supportando il testo con altri elementi. Uno fra tutti: le immagini.

La potenza degli elementi visivi e grafici all’interno di un blog, così come di un post sui social network è davvero decisiva. Homo videns infatti: le persone sono molto più catturate da una bella immagine, o comunque da un’immagine particolare, che da un testo scritto. Almeno a primo impatto è così. Diciamo che le immagini sono l’esca con cui attrarre le persone a leggere un articolo intero.

Ovviamente stiamo parlando di immagini di un certo tipo: non basta che siano belle foto in alta definizione, devono rispondere a determinate caratteristiche.

  • Coerenza: non bisogna scegliere immagini casuali da mettere all’inizio o all’interno di un testo, ma sempre coerenti con l’argomento di cui si sta parlando. In un blog di moda, le immagini dovranno riguardare sfilate, ultimi modelli di scarpe in voga, esperienze sul campo.
  • Riconoscibilità: è necessario che le immagini che vengono scelte possano essere capite dal pubblico. Non devono esserci riferimenti troppo complicati o citazioni erudite: le immagini funzionano se colpiscono subito l’attenzione, oppure se rompono gli schemi.
  • Gusto: il fattore estetico conta, così come le mode del momento. Sempre meglio privilegiare immagini perfette per i gusti delle persone, anche in base alle tendenze sulla rete.
  • Infografiche: l’unione fa la forza, e allora cosa c’è di meglio se non mettere i testi in immagini attraverso grafiche originali e che aiutano il lettore ad orientarsi e a ricordare il testo che sta leggendo. Oggi ci sono strumenti facilissimi da utilizzare, anche online, per creare infografiche che lasciano il segno.

L’immediatezza dei video

Oltre il testo e al di là delle immagini, ci sono i video: efficaci per rimanere impressi nella memoria degli utenti, soprattutto quelli che vogliono tutto e subito. Attraverso i video, si possono approfondire certi argomenti o riassumere in pochi e decisivi punti i contenuti di un articolo: insomma, si può dare forza a un testo. Tutorial, guide, brevi cortometraggi per spiegare i valori di un’azienda: le possibilità sono molte e risultano efficaci se strutturate per un target e degli obiettivi precisi.

Il video può diventare il completamento perfetto per l’articolo di un blog, la ciliegina sulla torta di un post su Facebook o Twitter, perché è un modo di far vedere (non a caso) quanto sei esperto di un argomento, quanto ti interessa risolvere un problema in modo pratico e immediato.

Spesso ci si chiede quanto debba essere lungo un video per funzionare ed essere visto: non c’è una regola precisa. Se si parla di argomenti interessanti può durare anche diversi minuti, l’importante è non dire la stessa cosa con 20 parole quando può essere detta con 2.

Inoltre c’è sempre la possibilità del podcasting, cioè le risorse di solo parlato che possono arricchire la tua strategia content. Questi ultimi sono anche molto più facili da fruire rispetto ai video e non implicano di avere il computer o il cellulare tra le mani: bastano un paio di cuffie.

 

Abbiamo visto che fare un content marketing adeguato è come costruire un puzzle di vai pezzi: non basta il contorno della figura, ma servono i colori, lo sfondo e le sfumature per renderlo perfetto. Lo stesso vale per la creazione di un contenuto per un blog aziendale: la scrittura oggi non basta più e ci sono molti modi per darle una mano a dare il massimo possibile.

Non credi anche tu? Allora affidati alla nostra web agency per la tua strategia di content marketing: un team di grafici, copywriter e blogger saprà come aiutarti a creare contenuti perfetti.

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Il Moment Marketing: importante per avere successo

Tutti i segreti di una strategia innovativa, dove cogliere l’attimo è tutto: tra pregi e difetti del Moment Marketing

Il moment marketing può essere un incredibile modo di catturare l’attenzione di una grande fetta di pubblico sul web. In questo articolo cercheremo di dirti di cosa si tratta, anche attraverso l’utilizzo di alcuni esempi di successo per le aziende che hanno saputo sfruttarlo, e di darti consigli utili da tenere sempre presenti in questo tipo di attività.

I giornali lo fanno spesso: vanno in stampa basandosi su informazioni preliminari, che spesso fanno scoppiare dei casi veri e propri. Le compagnie di marketing promozionale scrivono sui memorabilia prima che un evento sportivo sia terminato; per questo stampano le due versioni possibili di come potrebbe andare a finire un incontro; negli oggetti che vengono venduti entrambe le squadre sono nominate – ad esempio – campioni nazionali, senza ancora sapere quale delle due sia quella vincitrice.

Sia i giornali che le compagnie di marketing lavorano in questo modo, così che i loro prodotti possano essere lanciati nel mercato il più velocemente possibile. Se un giornale aspetta il risultato finale di un’elezione o le aziende di marketing promozionale aspettano di vedere chi vincerà, il desiderio di acquistare il prodotto da parte delle persone diminuirà sempre di più.

In questo senso entrambe le realtà riescono a capitalizzare al massimo il loro business perché danno il prodotto nelle mani del cliente al momento giusto; lo fanno consapevoli che potranno esserci delle perdite iniziali, ad esempio un cappello con scritto “Nazionale campione del Mondo 2018”, che magari non verrà mai indossato. Ma sono disposti a correre il rischio.

Il moment marketing applica gli stessi concetti del posto giusto e momento giusto per la massima richiesta, ad esempio sfruttando un evento sportivo dal vivo.

Cosa è il Moment Marketing?

Per tutti coloro che non hanno mai sentito parlare di questo innovativo concetto, il moment marketing è una strategia che gioca sul fatto di dare al pubblico il giusto messaggio proprio nel momento opportuno. Sebbene appaia essere magicamente spontaneo, e a volte lo è, di solito un contenuto è pianificato diverse settimane in anticipo; questo fatto di essere così magico e spontaneo ha un potenziale di viralità enorme. Il rovescio della medaglia è che può portare a catastrofici errori di valutazione.

Il moment marketing utilizza l’esperienza offline delle persone, in modo particolare attraverso programmi TV ed eventi sportivi, per guidare o innescare interazioni online con il pubblico. In questo modo il moment marketing può connettere le persone a determinati marchi, come se questi ultimi fossero seduti tutti insieme allo stesso tavolo. Perché funzioni alla perfezione c’è bisogno di allineare il contenuto e il contesto, e ciò non è sempre così semplice da fare. Inoltre è necessario capire il momento favorevole e farlo proprio, riguardo ciò di cui la gente ha bisogno. Per spiegare il concetto è utile mostrare concretamente come funziona: ecco alcuni esempi di come i professionisti sono riusciti a cogliere delle occasioni d’oro.

1. Essere sempre sul pezzo

Durante il Super Bowl del 2013, un inaspettato blackout ha fermato il gioco per circa 30 minuti. Questo fatto sarebbe potuto essere una vera catastrofe per chi aveva investito nella pubblicità quel giorno. Erano però presenti alcuni esperti di social media marketing che sono saltati sulla notizia e hanno colto l’opportunità. La marca di biscotti Oreo è stata di gran lunga il miglior brand nella campagna di marketing del Super Bowl 2013, grazie al team di specialisti che hanno twittato: “Blackout? Nessun problema. Puoi ancora inzuppare al buio”.

La Oreo non sapeva che sarebbe potuta verificarsi un’interruzione di corrente, non erano preparati in precedenza per questa eventualità, ma avevano comunque 15 persone del loro team pronte a condividere contenuti e commentare sui social durante la partita. Erano dunque nel giusto posto e al momento giusto per capitalizzare l’evento a loro favore.

2. Tu in prima persona

Fin qui la pratica del moment marketing potrebbe sembrare molto passiva, in realtà serve ad infilarsi nella vita delle persone, al centro delle loro cose, ma in modo adeguato.

Se il tuo spot pubblicitario passa sugli schermi durante la Coppa del Mondo, il tuo messaggio sarà solamente una semplice interruzione. Se invece tu condividi qualcosa con tutti coloro che stanno guardando il tuo stesso evento, cominci a costruire una relazione di confidenza.

3. Prenditi una pausa

Ci sono alcune parti di un evento prevedibili e grazie all’istantaneità dei social media, sono facili da capitalizzare. Nel 2012, la Red Bull ha pagato il temerario Felix Baumgartner per lanciarsi da oltre l’atmosfera terrestre, e diventare così la prima persona a rompere il muro del suono in un volo libero.
Come ci si poteva attendere, la missione è stata rimandata diverse volte. Così la KitKat ha programmato i suoi post su Facebook per sfruttare a proprio vantaggio questi numerosi ritardi, e mettendoli in sintonia con il proprio slogan aziendale: “prenditi una pausa con la barretta KitKat”.

Questi post mostravano una persona vestita con tuta da astronauta seduta su un divano. La didascalia diceva, “ potrebbe essere una lunga attesa Felix… Prenditi una pausa, prenditi un KitKat”. Ecco la perfetta combinazione di una ricorrenza programmata, un’opportunità di marketing e la giusta piattaforma per lanciare lo slogan.

Questo tipo di pubblicità non funzionerebbero nella stampa o in TV. Queste piattaforme infatti non cambiano in maniera rapida come fanno i social network: questi ultimi sono il luogo ideale dove si combina tempestività e viralità.

4. Tutti disponibili

Gli eventi sportivi attirano le folle. Per molti pubblicitari, gli spot durante gli incontri sono un costo proibitivo, ma attraverso il moment marketing e i social le aziende possono essere in grado di raggiungere il proprio pubblico a connettersi con questo senza sborsare un capitale.

Questo tipo di eventi sono galline dalle uova d’oro, ma durano poco. Se tu puoi contare solo su poche persone collegate ai tuoi social durante questi eventi, queste potrebbero non essere in grado di catturare i momenti in tempo. Assicurati quindi che tutte le figure di cui hai bisogno all’interno della tua azienda siano disponibili, così che la freschezza del momento possa essere condivisa immediatamente e fare più effetto.

Oreo non si serviva di una sola persona per coordinare tutti i suoi canali social durante il Super Bowl, utilizzava un team di 15 individui. Se tu vuoi essere pronto per il momento perfetto in tempo, ti serve più di una persona per orchestrare quel momento e hai bisogno di poterti scollegare facilmente per essere inesistente in maniera rapida.

5. Programmare per essere pronti

Adidas ha studiato le possibilità dei utilizzare i social durante la Coppa del Mondo sei mesi in anticipo. L’azienda ha pianificato le reazioni che sarebbero potute verificarsi per le cose più probabili che sarebbero potute accadere durante le partite e come loro si sarebbero comportati sui social. Dato che le opportunità non sempre si presentano, sapere cosa potrebbe succedere e parlare di come comportarsi in certe situazioni, ti rende molto più pronto ad affrontare le varie possibilità.

Infine, se sei pronto a sfruttare il moment marketing per un evento dal vivo, è necessario che questo sia adatto al tuo marchio e agli interessi del tuo pubblico. Se non è così, potresti sembrare come un bambino disperato che tira fuori i suoi giocattoli al parco giochi, sperando che qualcuno lo noti e vada giocare con lui. Le persone potrebbero ignorarti: tienilo presente.

6. Tornare vincitori

Il moment marketing è un modo interessante di attrarre l’attenzione e connettersi con il proprio pubblico, specialmente quando ci sono eventi dal vivo importanti. Tuttavia per ottenere il giusto successo da questo strategia è necessario saper riconoscere la giusta opportunità e sfruttarla al meglio attraverso contenuti perfetti.

Il risultato può essere enorme, perché ci sono milioni di occhi che guardano e seguono l’evento in questione. La potenzialità di creare contenuti virali risiede tutta qui, ma si tratta comunque di un rischio che può portare a qualche perdita. Qualche volta gli spunti che ti offre una situazione possono esplodere ma questo succederà soprattutto se si tiene in mente chi si ha di fronte, il tipo di pubblico e cosa vuole sentirsi dire: solo così si tornerà a casa vincitori. Lo staff di MG Group Italia ha le competenze giuste per mirare al target di riferimento e creare il contenuto adatto per aumentare le possibilità del tuo business, contattaci subito >>

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Come scegliere il nome del dominio web per il tuo sito aziendale

Tutto quello che devi sapere prima di impostare l’URL del domino della tua azienda

Costruire un sito web adeguato al tuo business è un lavoro complesso, che deve tenere conto di tutti gli elementi necessari per funzionare nel migliore dei modi.
Scegliere il nome per il proprio dominio non è scontato e rappresenta uno dei passaggi fondamentali se si vuole creare un sito che diventi punto di riferimento su internet per le persone. Gli utenti infatti scelgono di informarsi tramite le miliardi di pagine che trovano in rete, sulla base di molti fattori: diventare la prima scelta e non l’alternativa è il miglior modo di far crescere il proprio business.

Nessun particolare deve essere trascurato quando si crea un sito web, così come la scelta del nome e l’acquisto del dominio, di cui vogliamo parlarvi in questo articolo. Ecco perché può essere molto importante tenere presenti diversi elementi, prima di fare una scelta così importante. Vediamoli insieme.

1. Aumentare la consapevolezza del brand

Se volete che il vostro dominio calzi a pennello per la vostra attività e che non sia una meteora sulla rete, è necessario che sia un tutt’uno con il brand. Quest’ultimo dovrà combaciare perfettamente con il dominio che si decide di acquistare: solo in questo modo la brand awareness aumenterà in maniera produttiva. Addirittura spesso il marchio viene scelto in base alla possibilità di trovare un dominio libero: ciò permette di capire quanto sia importante per le realtà imprenditoriali la presenza online in questo momento.

“Un nome un destino” (come dicevano i latini), niente di più vero per il marketing di un azienda; la scelta del giusto nome deve ricadere su:

Brevità: permette di risparmiare spazio negli annunci pubblicitari, di evitare errori ortografici. Inoltre un nome breve colpisce l’attenzione delle persone, rimanendo impresso nella mente degli utenti.

Facilità di memorizzazione: è cruciale se si considera che un marchio può essere comunicato attraverso una moltitudine di canali diversi. La parola chiave presente nel nostro nome deve poter fare la differenza per non essere sopraffatta dalla concorrenza e rimanere incollata alla testa della gente. Ma il lavoro non finisce qui: la pagina web dovrà essere nelle prime posizioni in classifica sui motori di ricerca, che si parli di Google AdWords, di posizionamento organico, di Box informativi o di social network.

Unicità: uno degli elementi più difficili da cogliere. A volte un sito può avere difficoltà a posizionarsi per via della concorrenza che c’è in quel settore specifico o per il nome stesso dell’azienda; a volte si può creare confusione tra più brand diversi. Quindi è sempre importante valutare bene, magari attraverso ricerche mirate, prima di perdere in partenza.

Tematizzazione: qui arriva il bello, perché riuscire a centrare questo punto può davvero fare la differenza per il vostro sito web. Si tratta di cogliere tutti gli aspetti legati al vostro settore e tradurli nel minor numero possibile di parole che colpiscono l’attenzione. Se si sbaglia questo passaggio, se si è troppo simili ad altri, se non si coglie il punto a cui arrivare, i risultati possono essere disastrosi: si rischia di mandare fuori strada le persone. Come quando in un tema in classe prendevi 4 perché eri andato fuori tema!

2. I domini a corrispondenza esatta

Gli Exact Match Domains (EMD) sono i domini corrispondenti alle keyword di ricerca. Per fare un esempio, se facessimo una ricerca con keyword “prodotto speciale casa” ed esistesse il dominio prodottospecialecasa.it quest’ultimo sarebbe un EMD. Per molto tempo quelli di Google hanno cercato di dissuadere le aziende a creare domini di questo tipo, perché in un certo senso questa pratica aggirava gli algoritmi del potente motore di ricerca. In realtà un dominio che corrisponde alla parola chiave principale di un business può essere utile: infatti ci sarà una massima tematizzazione in questo caso.

3. Guardare al passato

Non sempre trovare un dominio libero e che abbia molta corrispondenza con la keyword principale è una fortuna; può esserlo certo, ma può succedere anche che quello stesso dominio prima fosse occupato dal sito di un’azienda che non c’entra nulla con il tuo business. Anzi, potrebbe succedere che si tratti di due cose opposte e che la vecchia attività possa influire negativamente sulla tua. Infatti Google ha un’ottima memoria e riesce ad immagazzinare i nodi e le relazioni instaurate tramite una pagina web: insomma è probabile che qualcosa sia rimasto ancora a vagare per le infinite strade di internet.

Il problema principale sono soprattutto i backlink a quella pagina, cioè i collegamenti che il dominio precedente aveva creato tramite il motore di ricerca; una volta aperto il nuovo dominio potrebbe succedere che i crawler dei motori di ricerca inizino a dare valore alla relazione passata. Questo può essere un bene da un lato, cioè se ciò porta ad utenti interessati al tuo sito, come a quello passato; il rovescio della medaglia è che si potrebbero avere dei backlink da siti che non c’entrano nulla con il tuo.

Quindi la cosa più importante è quella di controllare:

  1. Se il dominio era già occupato.
  2. Che tipo di sito occupava quel dominio.

Per verificare questi due aspetti si possono usare vari strumenti, uno su tutti è il sito Internet Archive, probabilmente il più grande archivio di siti internet dopo quello top secret di Google. È sufficiente digitare il nome del dominio e vedere le vecchie versioni.

SEMrush è un altro strumento fondamentale per valutare se quel sito aveva un padrone in precedenza; unico limite è che i dati iniziano da Gennaio 2012.

Da provare anche la classica ricerca con Google, perché potrebbe esserci ancora qualche traccia visibile; magari provando a digitare: dominio.ext o site:dominio.ext.

Nel caso in cui esista è bene valutare di che tipo di sito si trattava perché poi sarà necessario vedersela con Google per fargli capire che le cose sono cambiate; così il motore di ricerca potrà ricreare la rete di nodi e relazioni corrispondenti al tuo business. Inoltre può essere importante capire se ci sono stati crolli di traffico organico, detti penalty, per non essere penalizzati anche in futuro.

E nel caso in cui il dominio sia occupato?

La seconda opzione è che il dominio sia già preso da qualcun altro, a questo punto la situazione può sembrare irrimediabile, in realtà non è così. Possiamo trovarci di fronte ad alcune possibilità; una delle situazioni possibili è che vogliate a tutti i costi proprio quel dominio. La prima cosa da fare è passare alla contrattazione con il titolare attuale, pratica che presenta dei pro e dei contro in quanto non sarà facile spuntarla ma nel caso ce la facessimo il sito sarebbe già conosciuto per gli stessi prodotti/servizi.

Se invece il sito è in domain parking, cioè spesso occupato solo da pubblicità, si può pensare di acquistarlo, vedendo se il costo rientra nel budget preventivato.

Se infine si vuole proprio quel nome, possiamo decidere di cambiare estensione; non riuscendo ad aggiudicarci il .com, si può valutare di avere come il .net. il .org. il .biz, oltre che il nostro .it per i business italiani.

L’uso delle nuove estensioni di dominio non è una cosa scontata e anche in questo caso è necessario guardare prima di tutto al target che si vuole colpire. Sempre meglio scegliere i domini geografici (.it) e internazionali (.com, .net, .org) piuttosto che fare gli alternativi per pagare di meno e mancare del tutto il bersaglio.

Alcuni domini brevi non sono nuove estensioni di dominio, ma sono GeoTLD, ovvero domini geografici. Certo, possono essere utilizzati, ma non vuol dire che siano utili per la tua azienda: infatti perderai l’importante vantaggio di essere geolocalizzato nella tua zona di interesse da Google.

Alla fine di questa carrellata di consigli e di strategie per addentrarci nel mondo dei domini e dei nomi dei siti web, voglio dirti un segreto. Il modo più semplice di trovare il nome perfetto e acquistare un dominio adeguato è quello di affidarsi a persone che tutti i giorni fanno questo lavoro. Non dovrai preoccuparti di trovare eventuali possessori passati, capire se mettere un’estensione piuttosto che un’altra o se usare underscore (_) oppure meglio di no. Soprattutto poi potrai affidarti a professionisti sempre aggiornati sul mondo di internet e sulle novità del web.

Ecco perché può tornarti utile parlare con i nostri esperti per una consulenza su questo argomento: i risultati cambieranno la tua azienda. Chiama lo 0577 1516 860, scrivici a info@mgpg.it o fai una richiesta direttamente alla pagina del nostro sito: la nostra web agency ha tutte le carte in regola per aiutarti!