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Realtà virtuale e progettazione: il connubio del futuro

Mano con smartphne che produce un flusso di colori
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Come l’incontro di tecnologia e architettura possono dare una svolta decisiva al settore grazie alla realtà virtuale

Il modo in cui percepiamo gli spazi è uno dei primi elementi che ci possono far capire perché la realtà virtuale stia diventando sempre di più uno strumento fondamentale per l’attività di progettazione. Una serie anche ricca di rendering fotorealistici di un progetto trasmettono certamente una notevole quantità di informazioni ma c’è poi bisogno che il nostro cervello “traduca” le informazioni visive bidimensionali in una impressione tridimensionale. Questo passaggio non è sempre facile, nemmeno per chi ha anni di esperienza di progettazione.

Per questo motivo potersi “immergere” indossando un visore negli ambienti tridimensionali permette di avere una sensazione molto più precisa della spazialità degli ambienti, e soprattutto molto più semplice. Lo strumento è molto utile per chi progetta, ma lo è ancora di più per il cliente finale, che attraverso la realtà virtuale può “vivere” direttamente la realizzazione degli ambienti che ha commissionato.

Una delle strade più promettenti è proprio quella che consiste nel portare l’attività di progettazione, dentro alla realtà virtuale; in questo caso l’architetto può verificare immediatamente e in modo immersivo l’effetto di modifiche a un progetto, ad esempio cambiando la posizione di muri, porte, o più semplicemente variando il materiale e la texture di alcuni elementi.

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Il software di Realtà Virtuale di MG Group

È anche su questo aspetto che punta il nostro software per la VR, un programma adatto a professionisti ed imprenditori nel settore immobiliare e delle costruzioni.

«L’enorme vantaggio della realtà virtuale è che attraverso l’immersione sensoriale si percepiscono proporzioni e dimensioni in maniera realistica, ottenendo ciò che è impossibile fare attraverso un disegno 2D, che comporta sempre distorsioni prospettiche», spiega Jon Brouchoud, architetto e fondatore di Arch Virtual, studio dell’Oregon specializzato nell’uso di questa tecnologia. “La prima volta che l’ho usata non solo ho potuto correggere alcuni errori di progettazione, ma il cliente è stato entusiasta di entrare nella sua casa prima ancora che avvenisse la ristrutturazione”. Quando si indossa il visore, ci si sente parte di un ambiente virtuale a a tutti gli effetti; tutto è simile alla realtà, anche le luci e le ombre degli oggetti sono veritiere.

Grazie a tutto ciò, un architetto può revisionare un progetto o discutere con i vari fornitori, mentre un cliente può approvarlo con maggiore cognizione di causa. “Per noi è uno strumento di marketing eccezionale”, prosegue Brouchoud. E spiega che grazie a questa tecnologia si facilitano di molto le vendite immobiliari.

Il futuro è negli occhi di chi decide di affidarsi alla VR per gestire ancora meglio i propri progetti e dare al cliente una customer experience senza precedenti.

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